Pinerolo

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« Vista dall'alto, posta com'è all'imboccatura di due bellissime valli, ai piedi delle Alpi Cozie, davanti ad una pianura vastissima, seminata di centinaia di villaggi, che paiono isole bianche in un vasto mare verde e immobile, è la città più bella del Piemonte »
(Edmondo De Amicis, Alle porte d'Italia)
Pinerolo
comune
Pinerolo – Stemma Pinerolo – Bandiera
Pinerolo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Luca Salvai (Movimento 5 Stelle) dal 20-6-2016
Territorio
Coordinate 44°53′N 7°20′E / 44.883333°N 7.333333°E44.883333; 7.333333 (Pinerolo)Coordinate: 44°53′N 7°20′E / 44.883333°N 7.333333°E44.883333; 7.333333 (Pinerolo)
Altitudine 376 (min 291 - max 1,358 del Monte Sette Confini) m s.l.m.
Superficie 50,34 km²
Abitanti 35 829[1] (31-07-2016)
Densità 711,74 ab./km²
Frazioni Abbadia Alpina, Ainana, Avaro/Tron, Bacchiasso, Batur, Baudenasca, Biscornetto, Borgata Colombaio, Borgata Orba, C.E.P., Cascina della Cappella, Cascina Ghiotta, Cascina Gili, Cascina Nuova, Cascina Pol, Case Bianche, Case Nuove, Colletto, Gerbido di Costagrande, Gerbido di Riva, Graniera, Losani, Motta Grossa, Pascaretto, Riauna, Riva, Rubiani, Salera, San Martino, Stazione di Riva, Talucco, Villa Motta Rasini
Comuni confinanti Buriasco, Cantalupa, Cumiana, Frossasco, Garzigliana, Macello, Osasco, Pinasca, Piscina, Porte, Roletto, San Pietro Val Lemina, San Secondo di Pinerolo, Scalenghe
Altre informazioni
Cod. postale 10064
Prefisso 0121
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001191
Cod. catastale G674
Targa TO
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Nome abitanti Pinerolesi
Patrono San Donato
Giorno festivo Il Lunedì dopo l'ultima Domenica del mese di Agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pinerolo
Pinerolo
Localizzazione del comune di Pinerolo nella città metropolitana di Torino.
Localizzazione del comune di Pinerolo nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Pinerolo (Pinareul in piemontese, Pineiròl in occitano, Pignerol in francese; Pinarolium / Pinerolium in latino) è un comune italiano di 35 829 abitanti[1] della città metropolitana di Torino in Piemonte.

È capoluogo dell'omonimo circondario[2], posto ad ovest della provincia, allo sbocco in pianura della Val Chisone, dista circa 37 chilometri a sud-ovest da Torino sulla strada del Sestriere che collega il capoluogo con il colle del Monginevro.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Caratteri altimetrici e geomorfologici[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Pinerolo può essere distinto in tre ambiti distinti per: pianura, collina, montagna. Si rileva infatti un'altitudine minima di 291 metri al confine con il comune di Scalenghe e un'altitudine massima di 1.358 metri del Monte Sette Confini, sito nella Val Lemina.

Dal punto di vista geomorfologico, il comune di Pinerolo è limitato a Sud dal torrente Chisone, a Nord dai rilievi della collina di Pinerolo e a Nord-Ovest dal torrente Lemina. Il concentrico di Pinerolo si estende principalmente ai piedi del rilievo collinare, su di un'area subpianeggiante attraversata dal torrente Lemina.

La zona di pianura del comune di Pinerolo è la più estesa, rappresentando il 77% circa dell'intero territorio; l'area collinare rappresenta invece il 20% circa, mentre l'area montana risulta essere la meno estesa occupando il residuo 3%.

Sia il territorio collinare che quello montano presentano una elevata copertura boschiva interrotta nelle aree a minor pendenza da prati ed è caratterizzato da una ridotta densità abitativa, ad eccezione della sola frazione di Talucco, in Val Lemina.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Pinerolo, la temperatura media annua rilevata dalla stazione idro-meteorologica di Arpa risulta essere di 13,5°C.

Mediamente nell'anno vengono registrati da un minimo di 506 mm a un massimo di 1157 mm di pioggia. Il regime pluviometrico, secondo la classificazione di Mennella, è quello prealpino con un massimo principale nei mesi primaverili e uno secondario in autunno; il minimo principale è in inverno. Entrando più nel dettaglio, il mese di Maggio risulta essere il più piovoso; mentre il meno piovoso si colloca nei mesi di Gennaio e Febbraio.

La direzione prevalente della ventilazione nel Pinerolese risulta essere dai quadranti occidentali, con raffiche che solitamente raggiungono la massima intensità durante gli eventi di Foehn (Favonio), vento catabatico caldo che riscende le vallate.

La parte più antica dell'abitato sorge sulle pendici della collina di San Maurizio, dove si trovano i resti della Cittadella (445 m), mentre a sud e a est si sono sviluppati, in pianura, i moderni quartieri residenziali e industriali, fino al corso del Lemina e oltre. Ancora oggi è possibile individuare l'andamento delle mura, di origine antica e rafforzate a più riprese fino all'intervento del Vauban nel 1670.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Cavour nel 1937.
Monumento a Michele Buniva
Viora, Senato di Pinerolo, 1927 (Da BEIC, biblioteca digitale.)[3]

Il territorio di Pinerolo risulta abitato sin dalla preistoria, come dimostrano i ritrovamenti di bracciali, asce, scalpelli e frammenti di utensili bronzei avvenuti nei pressi di Piazza Guglielmone nei primi anni '70.[4]

La dominazione romana ha la più celebre testimonianza nella necropoli della Doma Rossa, venuta alla luce durante i lavori per la realizzazione dell'autostrada Torino-Pinerolo nel 2003, indizio di una presenza presumibilmente agricola nel territorio di Riva di Pinerolo.[5]

Il toponimo di Pinerolo appare per la prima volta nel 981 con il nome Pinarolium (pineta) in un diploma di Ottone II con il quale si confermavano al vescovo di Torino le proprietà, i diritti e i privilegi sulla città goduti dai suoi predecessori. In questo periodo Pinerolo non era una vera e propria città, bensì una Corte formata dai borghi di San Verano, San Pietro Val Lemina, San Maurizio (il borgo alto di Pinerolo, comprendente il castello abbattuto nel 1696) e San Donato (borgo basso). All'epoca, di tali villaggi San Verano era il più importante, trovandosi all'imbocco della Val Chisone. Nel 1064 la città fu ceduta ai benedettini dell'abbazia di San Verano, oggi Abbadia Alpina, per volere di Adelaide di Susa. Contro le rivendicazioni del vescovo di Torino, appoggiate da un diploma di Federico I, i pinerolesi insorsero in difesa dei benedettini, guadagnando così le libertà comunali.

Conobbe lotte e ribellioni sotto Tommaso I di Savoia che l'aveva occupata nel 1220 e forti contrasti con l'abbazia di San Verano la quale, nel 1243, rinunciò ai suoi diritti in favore di Amedeo IV di Savoia e del fratello Tommaso II di Savoia. Sotto Tommaso ed i suoi discendenti del ramo di Acaia ebbe pace e prosperità: eletta nel 1295 capitale dei loro possedimenti in Piemonte, rimase tale fino all'estinzione del ramo dei Savoia-Acaia nel 1418, quando Amedeo VIII riunì in un solo Stato tutti i possessi dei Savoia in Italia e in Francia.

Subì la dominazione francese dal 1536 al 1574, dopo il quale ricevette il titolo di Città dal conte Emanuele Filiberto di Savoia. Fu nuovamente occupata dalla Francia in virtù del trattato di Cherasco (1631).

Il cardinale Richelieu affidò allora a Vauban, il più grande ingegnere militare francese dell'epoca, il compito di rendere Pinerolo una straordinaria fortezza destinata a garantire alla Francia il controllo dell'Italia Settentrionale.

A spese di continui espropri di beni e terreni, furono restaurate le mura cittadine, il castello venne ricostruito, la cittadella fu ampliata. Rimanevano alla città due sole porte, quella di Francia e quella di Torino. Molti laboratori artigiani furono demoliti e gli operai trasferiti a Lione, la cui industria venne potenziata a scapito di quella pinerolese.

La fortezza di Pinerolo, il Donjon, fu usata anche come prigione, dove Luigi XIV mandava i suoi nemici, tra i quali il misterioso personaggio noto come "Maschera di Ferro".

Pinerolo fu riconquistata da Vittorio Amedeo II di Savoia nel 1696, ma prima di andarsene il Re Sole fece saltare la cittadella e il castello. Carlo Emanuele III ottenne da Benedetto XIV la nomina di Pinerolo a sede vescovile. Il commercio si riprese, la popolazione passò da 5 000 a 7 000 abitanti e tornarono a fiorire gli ordini religiosi.

Nel 1801 il Piemonte venne annesso alla Francia e Pinerolo fu per l'ultima volta occupata dai Francesi, fino al 1814 con la caduta di Napoleone e del suo impero ed il ritorno del Piemonte a Vittorio Emanuele I.

Nel 1821 ebbe inizio da Pinerolo il movimento insurrezionale capeggiato da Santorre di Santa Rosa e Guglielmo Moffa di Lisio, che preludeva al Risorgimento italiano.

Iniziò un periodo di sviluppo economico ed edilizio: ponti, strade, ferrovie (la linea Torino-Pinerolo è inaugurata nel 1854), che facilitano i commerci con la Liguria e con il resto della regione.

Nel 1848 fu fondata a Pinerolo la prima società di Mutuo Soccorso d'Italia, la "Società generale degli operai" creata per «...l'unione, la fratellanza, il mutuo soccorso e la scambievole istruzione». Nel 1849 fu trasferita in città (proveniente da Venaria Reale) la Scuola d'Applicazione di Cavalleria (soppressa nel 1945), ora sede, tra l'altro, del Museo nazionale dell'arma di cavalleria e del Museo di Arte Preistorica.

Dalle valli laterali affluì in città nuova popolazione: gli abitanti passarono da 12.000 nel 1819 a 18.000 nel 1890.

Partecipò attivamente alla Resistenza italiana. È a Pinerolo che l'8 settembre 1974 vennero arrestati i terroristi, fondatori delle Brigate Rosse, Renato Curcio ed Alberto Franceschini[6].

Nel XX secolo Pinerolo vide un'ulteriore industrializzazione, con la nascita di nuovi stabilimenti, quali le Officine Meccaniche Poccardi Pinerolo, fondate nel 1897 dall'imprenditore Francesco Poccardi, che nel 1938 si dedicarono alla produzione di macchinari per l'industria cartaria; nel 1957 esse vennero acquisite dalla Beloit Corporation, azienda statunitense del settore, che ne fece il polo europeo della sua produzione. Anche l'industria dolciaria si sviluppò in Pinerolo con l'azienda Galup, nota per la produzione di panettoni bassi, prodotto a diffusione locale ma con aree di mercato particolari anche all'estero. Negli primi anni del XXI secolo però, l'industria pinerolese entrò in crisi e, anche per compensare le difficoltà del settore industriale, la città ha puntato maggiormente sul turismo, avendo avuto un glorioso passato come capitale del principato del Piemonte dal 1295 al 1418.

Panorama Piazza San Donato a Pinerolo.jpg
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Panorama a 360° di Piazza San Donato a Pinerolo[7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza Vittorio Veneto (più nota come "Piazza Fontana"): è il punto di ritrovo centrale dei pinerolesi; progettata nel 1738, venne realizzata spianando i fossati antistanti le mura seicentesche. Questa vasta area fu fino al 1830 la piazza d'armi della cittadina, una delle più estese d'Italia; oggi è sede dei mercati settimanali (mercoledì e sabato). Al suo interno sono collocate una fontana con vasca monoblocco in pietra di Malanaggio e la statua in marmo dedicata al generale Filippo Brignone, eroe di Palestro, opera di Odoardo Tabacchi (1879).
  • Palazzo del Comune: si affaccia sul lato nord di Piazza Vittorio Veneto. Originariamente arsenale della fortezza cittadina, negli anni del fascismo ne venne ristrutturata la facciata e costruita la torre civica. Ospita il Museo Civico (cimeli bodoniani, armi, monete, dipinti ottocenteschi di scuola locale) e la notevole Biblioteca Comunale Alliaudi (oltre 100.000 volumi, manoscritti, incunaboli, e un prezioso fondo di libri rari).
  • Palazzo Vittone: si trova sul lato est della medesima piazza e prende il nome dell'architetto Bernardo Antonio Vittone, allievo di Filippo Juvarra, che lo progettò nel 1740. Fu commissionato dal re Carlo Emanuele III di Savoia per accogliervi l'Ospizio dei Catecumeni. Dal 1816 fu poi destinato a collegio municipale, poi vescovile ed infine dal 1867 collegio civico. Oggi è sede di importanti musei ed istituzioni culturali. A partire dal 1896 si avviò la costruzione in un'area a nord del Palazzo di Città del Nuovo Seminario Vescovile.
  • Edifici medievali; numerose sono le case medievali, tra le quali si annoverano: il "Palazzo dei Principi d'Acaia" o Castel Nuovo, costruito nel 1318 e più tardi modificato; la quattrocentesca "Casa del Senato"; la "Casa del Vicario", costruzione in cotto del XVI secolo.
  • Il Duomo, dedicato a San Donato e già ricordato nel 1044, ripreso nei secoli XV, XVI e XVIII e ancora restaurato nel XIX, si presenta in forme gotiche con tre rosoni e tre portali in facciata dei quali quello centrale sormontato da un'alta ghimberga. Nell'interno conserva acquasantiere gotiche e il coro, un pulpito e un leggio in legno, intagliato nel '600. Il campanile, risalente al 1425, nel Medioevo era una Torre Civica; è rimasto incompiuto.
  • La Basilica di San Maurizio, già ricordata nel 1078, venne ricostruita nel 1470 e restaurata nel 1897.
  • Il Santuario della Madonna delle Grazie, attiguo alla parte posteriore della Basilica, e rivolto in direzione opposta, risale al XVI secolo e sorge in posizione panoramica.
  • La chiesa di San Domenico, risalente al 1438, e in parte conservata con il campanile coevo, ha resti di affreschi del XV secolo.
  • Alcune chiese barocche sono:
  • Al XIX secolo risalgono il Teatro Sociale (1842), distrutto da un incendio nel 1972 e riaperto nel 2008, e il Tempio Valdese (1855-60), edificato dopo l'editto di emancipazione di Carlo Alberto.
  • I resti delle mura duecentesche che circondavano il borgo alto, ancora visibili lungo la parte sommitale di Via Ortensia di Piossasco e parte delle mura della cittadella seicentesca, voluta da Re Luigi XIII, nascosti nel bosco della collina di San Maurizio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 2.767, ovvero il 7,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[9]:

  1. Romania, 1.394
  2. Marocco, 383
  3. Albania, 284
  4. Perù, 83
  5. Moldavia, 77
  6. Cina, 67
  7. Brasile, 44
  8. Polonia, 37
  9. Nigeria, 26
  10. Germania, 24

Tradizioni, manifestazioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Ogni Ottobre, a Pinerolo, si svolge la rievocazione storica della Maschera di Ferro, una delle maggiori e più importanti manifestazioni della città.

La leggenda vuole infatti che il misterioso personaggio storico risiedesse nella cittadella di Pinerolo; sul colle di San Maurizio c'è un piccolo monumento dedicato proprio a tale leggenda[10]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Pinerolo è sempre stata città di tradizioni militari: sono presenti infatti numerose caserme sul territorio cittadino.

Fino ai primi anni novanta, si trovava la Scuola del Corpo veterinario militare presso la cui sede era presente anche la componente veterinaria dell'Accademia di sanità militare interforze (NEASMI), nata nel 1968 con sede principale a Firenze, e la Scuola militare di mascalcìa, fondata nel 1882, dove si apprese per lungo tempo il mestiere di maniscalco. Oggi la Scuola si trova a Grosseto, annessa alla Scuola militare di veterinaria, un tempo presente anch'essa a Pinerolo, presso la caserma Villy Pasquali.

Era di stanza a Pinerolo, presso la caserma Litta Modignani/Villy Pasquali, il 1º Reggimento di cavalleria, il Nizza cavalleria, fondato nel 1690 e trasferito nella sede di Bellinzago Novarese (NO) nel 2013. Il Nizza cavalleria è il più antico reggimento della cavalleria italiana, e uno dei più antichi reggimenti dell'Esercito italiano dopo i reggimenti dei Granatieri di Sardegna. Inoltre, presso la caserma Berardi si trova stanziato il 3º Reggimento alpini, che vanta antiche tradizioni militari nel Pinerolese.

Sono inoltre presenti la Cavallerizza Caprilli, il terzo maneggio coperto più grande d'Europa dopo quelli di Mosca e Vienna, il comprensorio militare di Baudenasca e il Museo Storico dell'Arma di Cavalleria di Pinerolo[11].

Il 31 luglio 2007 è stata dismessa la caserma Bochard di San Vitale, che si trova in Viale cavalieri d'Italia di fronte alla caserma Litta Modignani. Altre ex caserme in Pinerolo sono la caserma Fenulli (ora area espositiva) e la caserma Botta, in cui sta per essere realizzata la nuova Scuola di cavalleria.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Monumento dedicato a Filippo Brignone in Piazza Vittorio Veneto.
Piazza Vittorio Veneto, nota comunemente come Piazza Fontana, principale piazza di Pinerolo in cui il mercoledì e il sabato si tiene il mercato.
Caserma "Bochard di San Vitale"

Pinerolo conobbe il momento di maggior splendore quando (dal 1295) fu capitale del dominio degli Acaia e centro di cultura, con una fiorente scuola notarile e con la presenza, per le arti figurative, di numerosi artisti come i pinerolesi Beltrami e Canavesio, oltre ad altri le cui opere sono perdute. Nel 1475, in seguito all'iniziativa del francese Jacottino de' Rubeis, divenne un prospero centro di arte tipografica.

Università[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1996 al 2011 è stata sede della Scuola Universitaria di Management d'Impresa della Facoltà di Economia di Torino.[12]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo storico dell'Arma di cavalleria: nei locali dell'ex Scuola di Applicazione di Cavalleria si possono ammirare la raccolta di cimeli, l'importante biblioteca e l'archivio storico.
  • Centro Studi e Museo d'Arte Preistorica (CeSMAP): reperti archeologici, arte rupestre internazionale e sezione didattica.
  • Museo Etnografico: cultura popolare, tradizioni, costumi, lavoro, ambienti della pianura e delle valli del Pinerolese.
  • Civico Museo Didattico di Scienze Naturali: geologia, flora, fauna, collezione micologica, mineralogia del pinerolese e delle valli limitrofe.
  • Collezione Civica d'Arte di Palazzo Vittone: maestri della pittura e della scultura dell'Ottocento, del Novecento e contemporanei.
  • Museo della Diocesi: testimonianze storiche ed artistiche della vita religiosa in oltre 250 anni dalla fondazione della diocesi.
  • Museo Storico del Mutuo Soccorso: è la sede sociale della Società Generale fra gli Operai di Pinerolo.
  • Museo della Doma Rossa: reperti archeologici romani rinvenuti nel pinerolese.

Persone legate a Pinerolo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Roma, sede del mercato ortofrutticolo

Intorno a Pinerolo gravita l'economia delle Valli Valdesi (versante destro orografico della Val Chisone, Valle Germanasca e Val Pellice) e della pianura che si estende fra gli sbocchi di queste valli e il corso del Po.
È sede di svariate industrie (nei settori meccanico, cartario, chimico, dell'abbigliamento) che assorbono manodopera anche dai centri vicini; le aziende di maggiore spicco sono Corcos (guarnizioni per alberi rotanti e per steli valvola), Euroball (sfere per cuscinetti), PMT, (impianti per la fabbricazione di carta) e Mustad (viti).

Pinerolo è il centro del commercio della zona montana circostante, essendo inoltre la sede della Comunità montana Pinerolese Pedemontano.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade e autostrade[modifica | modifica wikitesto]

La città di Pinerolo è collegata al capoluogo di provincia Torino da un'autostrada, la A55 o autostrada del Pinerolese, e dalla strada provinciale 23 del Colle del Sestriere e la strada statale 589 dei Laghi di Avigliana, che, transitando a lato di Pinerolo, prosegue per Cuneo.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

La città di Pinerolo è servita dalla linea ferroviaria Torino-Pinerolo, inaugurata nel 1854, attraverso la stazione di Pinerolo e la fermata Pinerolo Olimpica.

Pinerolo fungeva inoltre da località capolinea per altre quattro relazioni su ferro:

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Due sono le principali società che gestiscono il trasporto pubblico su gomma nel Pinerolese, la Cavourese e la Sadem, cui si aggiungono i collegamenti interurbani GTT e Martoglio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Sindaci[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Mario Risso Sindaco
1946 1951 Tommaso Giustetto Sindaco
Arnaldo Pittavino Sindaco
Teresio Guglielmone Sindaco
Alcide Asvisio Sindaco
1960 1965 Francesco Giacomo Bona Sindaco
1965 1970 Aurelio Bernardi Sindaco
1970 1975 Aurelio Bernardi Sindaco
1975 1980 Dario Debernardi Sindaco
1980 1985 Francesco Camusso Sindaco
1985 1990 Livio Trombotto Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1990 Pietro Rivò Sindaco [16]
1990 1991 Raffaele Rega Commissario
1991 1996 Livio Trombotto Democrazia Cristiana Sindaco
1996 2001 Alberto Barbero Sindaco
2001 2006 Alberto Barbero Sindaco
2006 2011 Paolo Covato Sindaco
2011 2016 Eugenio Buttiero Sindaco
2016 in carica Luca Salvai Movimento 5 stelle Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

In passato, Pinerolo era gemellata con Beloit, in Wisconsin, Stati Uniti d'America per via della presenza di uno stabilimento dell'omonima azienda metalmeccanica americana. Con la chiusura dello stabilimento (poi rilevato da imprenditori italiani e diventato PMT Italia), e il relativo licenziamento di centinaia di dipendenti[17], alla fine degli anni '90 i rapporti si sono estinti ed il gemellaggio considerato decaduto, tanto da non essere più riportato nel sito del comune di Pinerolo[18].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Il traguardo della 10ª tappa del Giro d'Italia 2009 posto in Corso Torino
Il Palaghiaccio durante le Olimpiadi di Torino 2006

Pinerolo ha legato il suo nome alla storia del ciclismo e del Giro d'Italia: la città è stata più volte sede di partenza e di arrivo di tappe della corsa rosa; numerosi sono stati anche i passaggi della carovana in città.
Il primo contatto col Giro lo si ha già nella prima edizione del 1909, durante la tappa Genova-Torino di 354,9 km: la corsa passa in Via Saluzzo e Piazza Cavour, in cui è posto il ristoro nonché ultimo punto di controllo prima del traguardo di Torino.
Il primo arrivo si ha nel 1949 quando si corre la Cuneo-Pinerolo (di 254 km), celebre tappa vinta in solitaria, con 192 chilometri di fuga, da Fausto Coppi su Gino Bartali. Il giornalista Mario Ferretti aprì la sua radiocronaca con una frase entrata nella storia del ciclismo: "Un uomo solo è al comando; la sua maglia è bianco-celeste; il suo nome è Fausto Coppi". Il giorno dopo si svolge la cronometro individuale Pinerolo-Torino, vinta da Antonio Bevilacqua.

Altri arrivi del Giro d'Italia a Pinerolo si sono avuti nel 1964 (tappa Cuneo-Pinerolo vinta da Franco Bitossi) e nel 1982 (tappa Cuneo-Pinerolo vinta da Giuseppe Saronni): queste due tappe si sono svolte sullo stesso percorso e stessa distanza della "mitica" Cuneo-Pinerolo del '49, ovvero 254 km.

Nel 1982 dopo la tappa Cuneo-Pinerolo il Giro riparte da Pinerolo alla volta di Torino, con la tappa a cronometro Pinerolo-Torino, vinta da Bernard Hinault.

Nel 1993 è stata sede di partenza di tappa nell'occasione della cronoscalata del Sestriere (tappa Pinerolo-Sestriere vinta da Miguel Indurain).

Nel 2005 il Giro torna nel Pinerolese, per celebrare i XX Giochi olimpici invernali che si sarebbero svolte nell'inverno successivo e nella 19ª tappa, la Savigliano-Sestriere di 190 km, la carovana rosa transita in città, entrando da Via Saluzzo e quindi svoltando in Corso Lequio, in direzione Sestriere. La tappa prevedeva per la prima volta la scalata del Colle delle Finestre, ascesa che arriva fino a quasi 2200 metri s.l.m. ed è caratterizzata da un tratto di otto chilometri sterrato ed opportunamente trattato per permettere il passaggio dei ciclisti. La tappa fu vinta dal colombiano José Rujano, protagonista di un attacco sulla salita del Finestre insieme a Gilberto Simoni e Danilo Di Luca.

Il 23 maggio 2007 ha ospitato l'arrivo della 11ª tappa (Serravalle Scrivia-Pinerolo, di 198 km) del 90º Giro d'Italia, terminata con la vittoria allo sprint del velocista italiano Alessandro Petacchi; la tappa è stata caratterizzata da una rovinosa caduta sulla linea del traguardo posta in Corso Torino, dovuta alla pioggia che ha reso scivolosi gli striscioni pubblicitari posti in prossimità del traguardo.

Il 19 maggio 2009 ha ospitato l'arrivo della 10ª tappa del Giro del Centenario, la Cuneo-Pinerolo che con i suoi 262 km è stata la tappa più lunga dell'edizione. Inizialmente prevedeva di ricalcare il percorso della tappa del 1949 (già riproposto nel 1964 e nel 1982), con il passaggio sui colli della Maddalena, del Vars, dell'Izoard e del Monginevro; per via di problemi di una frana in territorio francese nella discesa dal Maddalena il percorso è stato modificato, prevedendo il passaggio dei corridori verso il Colle del Moncenisio, il Sestriere e l'ultima fatica, a pochi chilometri dall'arrivo, la salita di Prà Martino ed il muro di Via Tosel, con lo scollinamento a San Maurizio e il transito nel centro storico. La tappa è stata vinta da Danilo Di Luca ed ha visto come protagonista di giornata Stefano Garzelli, autore di una fuga di oltre 130 km (di cui 100 in solitaria) e, nonostante fosse stato ripreso sulla salita di Prà Martino, arrivato insieme ai migliori, a pochi secondi da Di Luca.

Nel 2011 Pinerolo ha ospitato l'unico sconfinamento in terra straniera del Tour de France; infatti il 20 luglio c'è stato l'arrivo della 17ª tappa Gap-Pinerolo di 179 km, che prevedeva il passaggio sulla Côte de Sainte-Marguerite, sulla Chaussée (salita nella città di Briançon), sul Monginevro e sul Sestriere. Gli ultimi 60 km ricalcavano la tappa del Giro 2009, tranne per la parte finale del muro di via Tosel, San Maurizio e del centro storico (evitate per motivi logistici). La tappa è stata vinta dal norvegese Edvald Boasson Hagen, scattato sulla salita di Prà Martino. Il giorno dopo Pinerolo è stata sede di partenza della 18ª tappa, Pinerolo-Galibier Serre Chevalier di 200,5 km, che prevedeva il passaggio sul Colle dell'Agnello, sull'Izoard e l'arrivo in cima ai 2645 metri del Galibier, arrivo di tappa più alto nella storia del Tour de France. La tappa è stata vinta dal lussemburghese Andy Schleck, autore di un attacco da lontano e partito quando mancavano oltre 60 km al traguardo.

Nel maggio 1984 si è disputata a Pinerolo la prima competizione internazionale di BMX in Italia.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra cittadina di calcio, il Pinerolo Football Club, è iscritto al Campionato Nazionale Dilettanti. Disputa le proprie partite casalinghe presso il Complesso polisportivo "Barbieri". Nella stagione 2014-15 è riuscita a raggiungere la serie D per la quarta volta nella sua storia.

La società di calcio Club Atlético Peñarol, nota come Peñarol (società calcistica di quartiere Peñarol in Montevideo, Uruguay), prende il suo nome dalla città di Pinerolo.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Pinerolo ha ospitato le gare di curling dei XX Giochi olimpici invernali nel 2006 e della XXIII Universiade invernale presso il Palacurling, in Viale Grande Torino.

Nel settembre 2009 è stata fondata l'A.S.D. Tennis Tavolo Pinerolo che riporta questo sport nella città dopo circa 30 anni. L'associazione ha una squadra in serie D2 iscritta al campionato regionale Fitet. L'11 aprile 2010 si è tenuto il "1º torneo Città di Pinerolo" di Tennis Tavolo, patrocinato dal Comune di Pinerolo. Da settembre 2011, il Tennis Tavolo Pinerolo porta in serie D2 due squadre iscritte al campionato Fitet, chiamate Neo Computer Shop e Bar Tiffany.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2016.
  2. ^ Circondario di Pinerolo sul sito della provincia, provincia.torino.it. URL consultato il 23-04-2011.
  3. ^ Mario Viora, Senato di Pinerolo, Biblioteca della Società storica subalpina 53.1, Torino, sn, 1927. URL consultato il 12 luglio 2015.
  4. ^ Mauro Maria Perrot, Storia di Pinerolo e del suo territorio, LAR Editore, Torino, 2012.
  5. ^ Musei - Città di Pinerolo
  6. ^ Il capo delle Brigate rosse Renato Curcio è arrestato a Pinerolo con il suo aiutante, La Stampa, 10 settembre 1974, p. 4
  7. ^ Nell'immagine i palazzi sono curvati all'interno rispetto alla realtà.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 14 novembre 2012.
  10. ^ I giorni della Maschera di Ferro/La Stampa, lastampa.it. URL consultato il 26 gennaio 2016.
  11. ^ Il Museo Storico dell'Arma di Cavalleria, su www.museocavalleria.it. URL consultato il 29 marzo 2016.
  12. ^ SUMI Pinerolo.
  13. ^ Fonte del Piave p. 6
  14. ^ Senato italiano
  15. ^ Silvia Adorno, Chiusure in Piemonte, in "I Treni" n. 351 (settembre 2012), pp. 14-19
  16. ^ Elezione annullata da parte di una sentenza del TAR in data 31/08/1990
  17. ^ La Beloit Italia
  18. ^ Città gemellate - Città di Pinerolo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Città e paesi d'Italia, vol. I, De Agostini, 1966
  • Un Comune nella Repubblica, Pinerolo 60º anniversario (1946-2006), Alzani Editore, 2006
  • Laura Damiani Cabrini, Giuseppe Antonio Petrini a Bergamo. Una svolta determinante., in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Bergamo nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal '500 ad oggi. Campionesi a Bergamo nel Medioevo, Arte&Storia, anno 10, numero 44, settembre-ottobre 2009, 200-209.[parrebbero tre opere distinte, da indicare con tre capoversi autonomi, anche se dello stesso autore]

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