3º Reggimento alpini

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3º Reggimento alpini
CoA mil ITA rgt alpini 003.png
Stemma 3º Reggimento alpini
Descrizione generale
Attiva 1º novembre 1882 - oggi
Nazione bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Alleanza Flag of NATO.svg N.A.T.O.
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Fanteria
Ruolo Truppe da montagna
Guarnigione/QG Caserma Berardi - Pinerolo TO,
Distaccamento: Caserma Assietta - Oulx TO
Motto "Altius tendo" -(Miro più in alto)
Battaglie/guerre Resistenza italiana
Anniversari 16 giugno. Ricorrenza della conquista del Monte Nero il 16 giugno 1915
Decorazioni Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia

Medaglia d'Argento al Valor Militare Medaglia d'Argento al Valor Militare Medaglia d'Argento al Valor Militare

Medaglia di bronzo al Valor Militare Medaglia di bronzo al Valor Militare
Parte di
Reparti dipendenti

Comando di reggimento,
compagnia comando e supporto logistico, battaglione alpini "Susa",
alimentato da personale volontario

4 Compagnie: 34^Lupi (distaccamento Oulx), 35^Vipere, 36^L'Ardia, 133^La Nobile
Comandanti
Comandante attuale Col. f. (alp.) t.ISSMI Carlo DI SOMMA [C.te Btg. Susa T.Col. f. (alp.) t.ISSMI Ruggero CUCCHINI]

[senza fonte]

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Il Reggimento alpini è un reparto dell'Esercito Italiano con sede a Pinerolo (TO).

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Scudo[modifica | modifica wikitesto]

Inquartato. Nel primo d'azzurro, al monte al naturale (Monte Nero); nel secondo, d'azzurro alla fascia d'argento caricata in palo di rosso a due verghette d'azzurro (Campagna d’Italia); il terzo fasciato d'azzurro e d'argento (Grecia); il quarto controinquartato: a) e d) d'azzurro alla palma al naturale con due frutti d'oro su campagna di verde (Libia); b) e c) di rosso al leone d'oro di Etiopia, passante.

Ornamenti esteriori[modifica | modifica wikitesto]

Sullo scudo corona turrita d'oro, accompagnata sotto da sette nastri, annodati nella corona scendenti e svolazzanti in sbarra e in banda ai lati dello scudo, di cui tre d'azzurro filettato d'argento, due d'azzurro, uno d'azzurro e bianco ed uno d'azzurro ed oro. Nastro dai colori dell'Ordine Militare d'Italia accollato alla punta dello scudo, su lista bifida d'oro, svolazzante, con la concavità rivolta verso l'alto, il motto "Altius Tendo".

Insegne[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º novembre 1882 il reggimento[1] viene formato a Fossano con i battaglioni "Val Stura", "Val Maira" e "Monti Lessini"[2] al comando del colonnello Leone Pelloux.[3] Nel 1885 il reggimento si trasferì a Savigliano, trasferendosi a Torino, presso la caserma detta “del Rubatto”, nel corso del 1887. Nel 1889 i quattro battaglioni assunsero i definitivi nomi di "Pinerolo", "Fenestrelle" "Susa" e "Exilles".[2] Durante la Guerra d'Abissinia del 1895-96 alcune compagnie del battaglione "Fenestrelle" ebbero il loro primo impiego bellico.[2] Dopo la valanga del Beth, che travolse e uccise 88 minatori il 19 aprile 1904 i suoi reparti si distinsero durante le operazioni di soccorso ai sopravvissuti e delle salme degli uccisi.[2] Il reggimento viene impegnato durante la guerra italo-turca in Libia (1911-1912), e successivamente combatte nella prima guerra mondiale. All'atto dell'entrata in guerra del Regno d'Italia, il 24 maggio 1915, il reggimento contava sui quattro battaglioni permanenti e sui quattro battaglioni della Milizia Territoriale "Val Pellice", "Val Chisone", "Val Dora" e "Val Cenischia".[2]

Particolarmente nota fu l'azione militare[4] che portò alla conquista[5] del Monte Nero,[4] avvenuta il 16 giugno 1915, celebrata anche da un noto canto di guerra. Parteciparono all'impresa i battaglioni "Pinerolo", "Susa", "Exilles", "Val Pellice", "Val Dora", "Val Cenischia".[6] Nel dicembre dello stesso anno furono costituiti tre battaglioni della “Milizia Mobile Monte” ("Monte Granero", "Monte Albergian", "Monte Assietta") seguiti successivamente da altri due ("Moncenisio" e "Courmayeur").[2] Al termine del conflitto il battaglione "Fenestrelle” venne impiegato nella repressione dell'impresa di Fiume, fortemente voluta da Gabriele D'Annunzio.[2]

A seguito del riordinamento del 1921 viene inquadrato nella Divisione Alpina, e nel 1923 nel Raggruppamento Alpini; quindi nella Brigata alpina nel 1926. Dal 1935, assieme ai Reggimenti 4º Alpini e 1º Artiglieria alpina, è inquadrato nella 1ª Divisione alpina "Taurinense" e partecipa con il battaglione "Exilles" inquadrato nella 5ª Divisione alpina "Pusteria" alla conquista dell'Etiopia, durante la guerra d'Eritrea.

Con l'entrata in guerra del Regno d'Italia, il 10 giugno 1940, il reggimento viene impegnato sul fronte francese.[2] Dopo aver partecipato alla guerra Greco-Italiana e al successivo presidio dei Balcani, all'atto dell'armistizio dell'8 settembre 1943[2] resistette ai tedeschi fino al 15 settembre, quando si arrese[7] a Begova Korita, in Montenegro.[2]

La grande unità viene sciolta in Montenegro, molti alpini dopo lo scioglimento entrano a far parte della Divisione italiana partigiana Garibaldi, la quale operò a fianco della resistenza jugoslava.

Dopo l'8 settembre del 1943 l'unico battaglione a non essere sciolto rimase il battaglione alpini "Monte Granero" che sebbene formato da classi anziane 1906/1910, decide di combattere i tedeschi a Quenza in Corsica e successivamente dal giugno al settembre del 1944 è inserito nel Corpo Italiano di Liberazione (Abruzzi e Marche).[8]

Il 25 giugno 1944[8] il 3º Reggimento viene ricostituito[9] ed inserito all'interno della 1ª Brigata del Corpo Italiano di Liberazione; del reggimento facevano parte il battaglione Piemonte[8] e il battaglione alpini "monte Granero".[8] Il reggimento viene sciolto il 25 settembre,[2] ufficialmente per mancanza di rincalzi, e i suoi elementi confluiscono Reggimento Fanteria Speciale.

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Fregio del Corpo degli Alpini dell'Esercito Italiano

Il Battaglione "Susa", ricostituito nella primavera del 1946,[10] per trasformazione del 526º Battaglione guardie, alle dipendenze del 4º reggimento alpini, ereditando le tradizioni del 3º Reggimento.[2] Nel 1975, in seguito alla soppressione dei reggimenti, il battaglione "Susa" assunse forma autonoma alle dipendenze della Brigata alpina "Taurinense"[10] e il 21 marzo 1976[11] gli venne consegnata la bandiera di guerra.[10]

Dal 1963 al 2002 il Battaglione "Susa" prima, ed il 3° poi, hanno fatto parte dell’Allied Mobile Force-Land-AMF(L) della NATO come elemento di base del Contingente “Cuneense”, partecipando a numerose esercitazioni nelle aree di contingenza europee nord, centro e sud europee (Norvegia, Danimarca, Inghilterra, Spagna, Slovenia). L’AMF(L) nasce nel 1960 come forza multinazionale d’intervento che può dispiegarsi con breve preavviso in qualunque zona minacciata del Comando alleato in Europa.

Il 23 ottobre 1993 venne ufficialmente ricostituito[10] il 3º Reggimento alpini,[12] di cui assunse il comando il colonnello Armando Novelli. Nel periodo 2 marzo - 22 ottobre 1993 il battaglione "Susa" ha preso parte all'operazione ONUMOZ in Mozambico,[10] contribuendo alla formazione del Contingente Albatros. Unità del "Susa" hanno continuato a permanere in Mozambico fino a dicembre del 1994 per fornire sicurezza al Reparto di Sanità Aviotrasportabile.[10]

Nel novembre del 1994 il 3° Alpini interveniva in soccorso alle popolazioni colpite dall’alluvione, operando nel Cuneese, meritando la Medaglia di Bronzo al Merito della Croce Rossa.

Il 3º Reggimento Alpini, nei periodi 9 febbraio - 27 giugno 1997 e 22 agosto 1997 - 17 febbraio 1998, ha preso parte all'operazione "Constant Guard" in Bosnia ed Erzegovina, come parte della SFOR.[10] Nel 1999 il reggimento, con un preavviso di sole due settimane, ha partecipato all’operazione Joint Guardian[10] in Kosovo nel periodo 6 luglio - 29 ottobre, contribuendo alla formazione del Contingente KFOR.[10] Dopo soli cinque mesi in patria, dal 15 marzo al 14 luglio il 3° ha costituito, in Bosnia ed Erzegovina, l’Italian Battle Group ricevendo la responsabilità del settore della Brigata Multinazionale Nord (Brigata meccanizzata "Sassari").[10]

Nel 2001 il Reggimento è nuovamente impiegato in Kosovo nell’operazione “Joint Guardian”, nel periodo 19 giugno - 9 ottobre, contribuendo alla formazione del Contingente KFOR.[10]

Nel 2002, il Reggimento, con la Compagnia Comando e Supporto Logistico e la 36ª Compagnia, è stato impiegato nell’operazione ISAF in Afghanistan,[10] mentre la 221ª Compagnia ha partecipato nei Balcani all’operazione "Amber Fox" in Macedonia (FYROM).

Nel 2004, il Reggimento con la Compagnia Comando e S.L. ed il Btg. Alp. “Susa” è stato impiegato nell’"operazione Sparviero" in Afghanistan.[10]

Dal 4 al 28 aprile 2005 con il Btg. Alp. Susa ha preso parte all'operazione "Althea" in Bosnia ed Erzegovina. Nel corso del 2005 unità a livello plotone del Btg. Alp. "Susa" e singoli militari hanno preso parte alle Operazione Antica Babilonia in Iraq, “Presidium” ed “ISAF” in Afghanistan e “Joint Enterprise” in Kosovo.[10]

Tra il febbraio e l’agosto del 2007 è stato impiegato quale pedina costitutiva del Contingente ITALFOR XV, nell’ambito della missione ISAF a Kabul, in Afghanistan.

Il reggimento è stato altresì chiamato a fornire la base su cui si è costituito il Contingente ITALFOR XIX, sempre impiegato nella capitale afgana nell’ambito dell’operazione ISAF.

Nel 2010 il reparto è stato impegnato, tra aprile e ottobre, in Afghanistan nell'ambito dell'operazione ISAF questa volta nella delicata area di Shindand.

Tra l'agosto 2012 e il marzo 2013 il Reggimento è stato nuovamente dispiegato in terra Afghana nell'area di Shindand.

Nonostante i pressanti impiegi esteri il Reparto è stato a più riprese impegnato nell'Operazione Strade Sicure atta a garantire il controllo del territorio.

Soccorso alla popolazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Febbraio 2012: aliquote di personale e mezzi del 3º Reggimento alpini sono mobilitati per l'emergenza maltempo e sono intervenuti nel recupero di popolazione civile rimasto isolato nella provincia di l'Aquila (L’Aquila, Sulmona e Avezzano).[13][14]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua storia il 3º Reggimento alpini ha meritato le seguenti onorificenze alla bandiera:[15]

Alla bandiera[modifica | modifica wikitesto]

Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia
«Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace , domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia.»
— Guerra 1915-18.[16][17]
— Conferita con R.D. il 5 giugno 1920
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«I battaglioni Susa e Exilles con mirabile ardimento, con abnegazione e tenacia, superate difficoltà ritenute insormontabili, dopo lotta accanita e cruenta, sloggiarono, di sorpresa, il nemico dal M. Nero, che assicurarono alle nostre armi.»
— Monte Nero 15 - 16 giugno 1915.
— Regio Decreto 3 agosto 1916
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Il battaglione "Pinerolo", incaricato in circostanze assai difficili ed avverse, di proteggere il ripiegamento di altri reparti, tratteneva con cosciente ardire e sereno sprezzo del pericolo il nemico preponderante di forze e di mezzi finché, votato alla morte, fece intero sacrificio di sé alla Patria, sempre mobilmente e generosamente servita. Si distinse sempre per fulgido valore, indomita costanza, alta disciplina.»
— M. Mirzliarch, 2 giugno 1915. Valle Resia, 22-29 ottobre 1917. Tagliamento, 2 novembre 1917. Pielungo, 5 novembre 1917. M.Dagh, 6 novembre 1917.
— Regio Decreto 29 ottobre 1922
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Il battaglione Albergian rimasto completamente isolato in grave situazione, pur intuendo di essere perduto, persisteva per due giorni nella più fiera ed ostinata difesa delle importanti posizioni ad esso affidate. Ributtava vigorosamente più volte il nemico preponderante di forze e di mezzi, finché, in procinto di essere sopraffatto, con disperata energia tentava eroicamente di aprirsi un varco con le armi per raggiungere la nuova linea di difesa.»
— M. Pleka, 24, 25 ottobre 1917.
— Regio Decreto 29 ottobre 1922
Medaglia di bronzo al valor militare (2)[18] - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare (2)UNIQ--nowiki-00000088-QINU18UNIQ--nowiki-00000089-QINU
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
— 1940
Croce d'oro al merito dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro al merito dell'Esercito
Medaglia di bronzo al valore dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valore dell'Esercito
Medaglia di bronzo al merito della Croce Rossa Italiane - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al merito della Croce Rossa Italiane
  • 1 Medaglia d'argento di benemerenza

Decorati[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
  • Cesare Bella, sergente maggiore, Selletta Kapak (Montenegro), 9 aprile 1943[19]
  • Luigi Cavaglià, alpino, Ovcij Brod (Croazia), 14 aprile 1942[20]
  • Antonio Ciamarra, aspirante, Monte Tomba 28 novembre 1917[21]
  • Livio Marbello, caporale, La Belle Plinier (Francia), 21 giugno 1940[22]
  • Alberico Marrone, caporale, Abries (Francia), 21 giugno 1940[23]
  • Paolo Racagni, tenente, Selletta Vodice 19 maggio 1917[24]
  • Ferruccio Stefenelli, sottotenente, Caprile, 16 dicembre 1917[25]
  • Vittorio Varese, capitano, Monte Nero, 31 maggio -16 giugno 1915[26]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
  • Vicente De Benedictis, sottotenente, 3º Reggimento Alpini 19 dicembre 1917
  • Emilio Faldella
  • Alessandro Marabelli, sottotenente, pendici del Vodil 22 ottobre 1915
  • Alberto Picco

I Comandanti[modifica | modifica wikitesto]

Comandanti 1882-1944[modifica | modifica wikitesto]

Leone Pelloux,[3] Gaetano Gobbo, Ettore Troya, Vincenzo Giachetti, Felice Amerio, Oreste Zavattari, Gino Marini, Mario Raffa, Ernesto Alliana, Angelo Como d'Agna Sabina, Jacopo Cornaro, Emilio Alliney, Luigi Chicco, Isidoro Rovero, Luigi Chicco, Serafino Pratis, Luigi Chicco, Giovanni Faracovi, Vittorio Emanuele Rossi, Mario Cerruti, Giuseppe Cremascoli, Giuseppe Bellocchio, Umberto Fabbri, Emilio Faldella,[27] Carlo Cigliana, Maggiorino Anfosso.[28]

Comandanti Btg. “Susa” (1946-93) [con il grado di Tenente Colonnello][modifica | modifica wikitesto]

Pietro Mellano, Antonio Saltini, Stefano Coisson, Aldo Bricco, Giuseppe Inaudi, Tito Corsini, Alberto Boato, Felice Tua, Enrico Corelli, Tullio Mamini, Riccardo Richiardi, Riccardo Ghirardi, Vittorio Conti, Giovanni Vogliano, Pier Emilio Lucio, Raffaele Carleismo, Luigi Cappelletti, Luigi Fregosi, Claudio Rovatti, Carlo Jean, G. Battista Bolchi, Pierluigi Bortoloso, Filippo Bertorelli, Carlo Cabigiosu, Ferruccio Boriero, Davino Fazia, Gianfranco Marinelli, Armando Novelli, Giovanni Marizza, Claudio Graziano.

Comandanti dal 1993 [con il grado di Colonnello][modifica | modifica wikitesto]

Armando Novelli, Giovanni Marizza, Giuseppe Vaccino, Vincenzo Cardo, Gaetano Lombardi, Fausto Macor, Gian Paolo Bormetti, Federico Bonato, Dario Ranieri, Giovanni Manione, Lucio Gatti, Giulio Armando Lucia, Carlo Sardi, Andrea Bertocchi, Carlo Di Somma.

Persone legate al Reggimento[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I reggimenti alpini vennero istituiti con Regio Decreto del 5 ottobre 1882 da Re Vittorio Emanuele II.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l Massimino 2005, p. 16
  3. ^ a b Bianchi 2011, p. 169
  4. ^ a b Michieli 2013, p. 12
  5. ^ Michieli 2013, p. 14
  6. ^ Michieli 2013, p. 13
  7. ^ 174 tra ufficiali, sottufficiali e soldati si diedero alla macchia, entrando nelle formazioni partigiane.
  8. ^ a b c d Donati 2009, p. 15
  9. ^ Il comando fu assunto dal Maggiore Maggiorino Anfosso.
  10. ^ a b c d e f g h i j k l m n Massimino 2005, p. 17
  11. ^ In occasione della 49ª Adunata Nazionale dell’Ass. Naz. Alpini, madrina della cerimonia fu la signora Maria Vittoria Vitelli Faldella, figlia del generale Emilio Faldella. Il successivo giorno 28 la Bandiera fu presentata al battaglione schierato in armi sul piazzale della Caserma Berardi di Pinerolo,.
  12. ^ Composto da Compagnia comando e Battaglione alpini "Susa".
  13. ^ Emergenza neve: l'esercito in prima linea Riepilogo attività svolte dall'Esercito per l'emergenza neve all'8 febbraio 2012
  14. ^ Emergenza neve: l'esercito in prima linea - Fonte: Stato Maggiore Esercito Data: 15 febbraio 2012
  15. ^ Esercito Italiano, 3º Reggimento alpini - Il Medagliere
  16. ^ L'ordine militare venne assegnato a quasi tutte le unità di fanteria che parteciparono alla prima guerra mondiale
  17. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2010
  18. ^ Una concesa sul fronte greco al Btg. Susa nel 1941, e una al Btg. Monte Granero per l'impegno in Corsica e in Abruzzi e nelle Marche tra il 1943e il 1944.
  19. ^ Bianchi, Cattaneo 2011, p. 478
  20. ^ Bianchi, Cattaneo 2011, p. 330
  21. ^ Bianchi, Cattaneo 2011, p. 147
  22. ^ Bianchi, Cattaneo 2011, p. 220
  23. ^ Bianchi, Cattaneo 2011, p. 218
  24. ^ Bianchi, Cattaneo 2011, p. 134
  25. ^ Bianchi, Cattaneo 2011, p. 167
  26. ^ Bianchi, Cattaneo 2011, p. 95
  27. ^ Bianchi 2011, p. 94
  28. ^ Bianchi 2011, p. 18
  29. ^ Bianchi 2011, p. 19
  30. ^ ANPI - Scheda Bruno Rutto (visto 16 febbraio 2009)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Bianchi, Mariolina Cattaneo, I quaderni dell'Associazione Nazionale Alpini. Il Labaro, Associazione Nazionale Alpini, 2011, ISBN 978-8-89021-531-5.
  • Andrea Bianchi, I quaderni dell'Associazione Nazionale Alpini. Il Medagliere, Associazione Nazionale Alpini, 2012, ISBN 978-8-89021-532-2.
  • Andrea Bianchi, Gli Ordini militari di Savoia e d'Italia, Associazione Nazionale Alpini, 2012, ISBN 978-8-89021-533-9.
  • Alberto Cavaciocchi, Andrea Ungari, Gli italiani in guerra, Milano, Ugo Mursia Editore s.r.l., 2014.
  • Angelo Del Boca, Gli Italiani in Libia. Tripoli bel suol d'amore. 1860-1922, Bari, Laterza, 1986.
  • Luciano Viazzi, Marco Balbi, Spunta l'alba del 16 giugno... La Grande Guerra su Monte Nero, Monte Rosso, Vrata, Ursic, Sleme e Mrzli, Milano, Ugo Mursia Editore, 2000, ISBN 978-88-425-2733-6.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattalino Massimino, Il 3º Reggimento alpini da 70 anni a Pinerolo in Il Mulo, nº 158, Venezia, Associazione Nazionale Alpini sezione di Venezia, aprile-giugno 2005, pp. 16-17.
  • Marino Michieli, Il 3º reggimento alpini da 70 anni a Pinerolo in Tranta Sold, nº 41, Pinerolo, Associazione Nazionale Alpini sezione di Pinerolo, dicembre 2013, pp. 12-14.
  • Giorgio Donati, 65 anni fa gli alpini su Monte Marrone per la liberazionedell'Italia in Tranta Sold, nº 173, Pinerolo, Associazione Nazionale Alpini sezione di Pinerolo, maggio-luglio 2009, pp. 15-16.
  • Cattalino Massimino, Il 3º reggimento alpini da 70 anni a Pinerolo in Tranta Sold, nº 158, Pinerolo, Associazione Nazionale Alpini sezione di Pinerolo, giugno 2005, pp. 16-17.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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