83º Reggimento fanteria "Venezia"

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83º Reggimento fanteria "Venezia"
CoA mil ITA rgt fanteria 083.png
Stemma araldico dell'83º Reggimento fanteria "Venezia", 1939
Descrizione generale
Attiva1884 - 1943
NazioneItalia Italia
ServizioFlag of Italy (1860).svg Regio esercito
TipoFanteria
DimensioneReggimento
MottoVi atque virtute
ColoriStorici:
Battaglie/guerreGuerra italo-turca
prima guerra mondiale
seconda guerra mondiale
DecorazioniCroce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia Medaglia d'oro al valor militare Medaglia d'Argento al Valor Militare Medaglia d'Argento al Valor Militare Medaglia di bronzo al Valor Militare
Parte di
1940-1943: 19ª Divisione fanteria "Venezia"
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L'83º Reggimento fanteria "Venezia" è stata un'unità militare del Regio Esercito Italiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º novembre 1884 si forma la Brigata "Venezia" per la quale è costituito l'83º Reggimento Fanteria e l'84º Reggimento Fanteria.

Nella prima guerra mondiale (1915-1918)[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda guerra mondiale (1939-1945)[modifica | modifica wikitesto]

Insegne e Simboli dell'83º Reggimento fanteria "Venezia"[modifica | modifica wikitesto]

  • Il reggimento indossava il fregio della fanteria del Regio Esercito (composto da due fucili incrociati con al centro un tondo riportante il numero 83º che indica il reggimento e sormontati da una corona).
  • Le mostrine del reggimento erano rettangolari di colore rosso con banda centrale azzurra. Alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

L'83º Reggimento fanteria "Venezia" è decorato delle seguenti onoroficenze:

Decorazioni alla bandiera di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia
«Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea e nell'aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento: audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia (1915-1918).[1][2]»
— Regio Decreto il 5 giugno 1920
Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«All’atto dell’armistizio, lontano dal suolo della Patria, a contatto di aggressive preponderanti forze tedesche che imponevano la consegna delle sue armi, anziché cederle, iniziava la cruenta lotta partigiana che conduceva compatto in zone impervie, senza rifornimenti e con privazioni inenarrabili, per concorrere validamente, con largo contributo di sangue, all’eroica resistenza delle invitte Divisioni "Venezia" e "Garibaldi". Col sacrificio dei suoi valorosi fanti, teneva in grande onore il prestigio delle armi d'Italia. Montenegro - Sangiaccato, 8 settembre - dicembre 1943.[3]»
— Decreto del Presidente della Repubblica del 15 marzo 195.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare

Decorati[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Marini

Motto del Reggimento[modifica | modifica wikitesto]

"Vi atque virtute" Il significato del motto del Reggimento è: "Con forza e con valore".

Festa del Reggimento[modifica | modifica wikitesto]

Comandanti più noti[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate al Reggimento[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'ordine militare venne assegnato a quasi tutte le unità di fanteria che parteciparono alla prima guerra mondiale.
  2. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2010.
  3. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]