11º Reggimento fanteria "Casale"

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11º Reggimento fanteria "Casale"
Stemma araldico dell'11º Reggimento fanteria "Casale"
Stemma araldico dell'11º Reggimento fanteria "Casale"
Descrizione generale
Attiva 1619 - 1943
1958 - 1999
Nazione Blason duche fr Savoie.svg Ducato di Savoia
Flag of Kingdom of Sardinia (1848).svg Regno di Sardegna
bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Servizio Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Armata Sarda
Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Fanteria
Dimensione Reggimento
Guarnigione/QG Casale Monferrato
Motto ""Con il sacrificio la gloria""
Colori Storici:
Battaglie/guerre Guerra della Grande Alleanza
Battaglia di Staffarda
Guerra di successione spagnola
Assedio di Torino
Guerra di successione polacca
Prima guerra di indipendenza italiana
Battaglia di Santa Lucia, Battaglia di Goito
Seconda guerra di indipendenza italiana, Battaglia di Magenta, Battaglia di Solferino e San Martino, Guerra italo-turca
prima guerra mondiale
seconda guerra mondiale
Decorazioni Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia

Medaglia d'oro al valor militare Medaglia d'Argento al Valor Militare

Medaglia d'Argento al Valor Militare Croce di guerra al valor militare

[senza fonte]

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L' 11º Reggimento fanteria "Casale" è stata un'unità dell'esercito italiano, di stanza come sua ultima sede prima dello scioglimento a Casale Monferrato. Dopo la Prima guerra mondiale, sono anche noti come i Gialli del Calvario.

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il Reggimento trae la sua origine dal Reggimento di SAS du Cheynez, dal nome del suo primo comandante, costituito nel Ducato di Savoia nel 1619, sotto il regno di Carlo Emanuele I, con personale savoiardo e formato da dieci compagnie. Alla morte del primo comandante il reggimento prosegui la sua storia continuando a servire il Ducato divenendo prima Reggimento di Boydanid dal nome del suo nuovo colonnello proprietario principe di Boydanid (1630) e formato da quindici compagnie, poi di Pianezza dal nome del comandante Marchese Giaginto Simone di Pianezza (1645), poi di Livorno dal nome del nuovo colonnello proprietario Marchese Carlo Emanuele Filiberto Simiana di Livorno figlio del precedente proprietario (1649). Durante questo periodo subisce varie trasformazioni organiche ora aumentando ora diminuendo il numero delle compagnie che lo componevano. Nel 1664, probabilmente il giorno 22 giugno, sotto il 14º Duca Carlo Emanuele II, prende il nome di Reggimento di Monferrato di SAR ed è ordinato come reggimento di fanteria nazionale.[1]; Nel 1672 fu impegnato nella guerra contro la Repubblica di Genova partecipando alle battaglie di Garlenda il 27 luglio 1672 e di Ovada il 10 ottobre dello stesso anno.

La guerra della Grande Alleanza[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi guerra della Grande Alleanza.

Nella prima metà del XVIII secolo l'Europa fu scossa da un susseguirsi di conflitti e "Piemonte" prese parte alle battaglie della guerra della Lega di Augusta (1690-97) combattendo nella sfortunata battaglia di Staffarda, il 16 agosto 1690, dove l'esercito Ducale di Vittorio Amedeo II, fu sconfitto dai francesi del Catinat.

La guerra di successione spagnola[modifica | modifica sorgente]

Dipinto raffigurante la battaglia di Torino

Nel periodo 1701-1713 il reggimento partecipa alle campagne d'armi della guerra di successione spagnola; inizialmente Vittorio Amedeo II di Savoia con il Trattato di Torino (1696) era alleato con i francesi. La situazione politica però presto cambiò: nel 1703 venne dichiarato l'ingresso del Piemonte nella Lega di Augusta con il Trattato di Torino (1703). Il reggimento nel maggio 1706 partecipò alla battaglia di Torino contro i soldati franco-spagnoli.[2] I Savoia alla fine della guerra con il Trattato di Utrecht si videro restituito il contado di Nizza, ricevettero la Sicilia (e con essa il titolo di Re per Vittorio Amedeo II di Savoia ed i suoi successori), tutta l'alta valle di Susa, Pinerolo e parti del territorio milanese. Nel 1713 il re Vittorio Amedeo II nel suo viaggio in sicilia per prendere possesso dei nuovi territori siciliani (Storia della Sicilia piemontese), il I battaglione del reggimento Monferrato di SAR fu al seguito del re a cui si aggiunse poi anche il II. Nel 1720 il re Vittorio Amedeo II, con il trattato dell'Aia (20 febbraio 1720) aveva ottenuto l'isola di Sardegna con il titolo di Re di Sardegna in cambio della sicilia e il Reggimento al completo tornò ad avere sede in Piemonte.[3]

La guerra di successione polacca[modifica | modifica sorgente]

Nel 1733-1735 il reggimento partecipò alle campagne d'armi della guerra di successione polacca al fianco dei francesi a cui il regno di Sardegna si era alleato contro l'Austria. Nel 1751 il re Carlo Emanuele III riorganizzò la fanteria nazionale: ogni reggimento e quindi anche il Monferrato fu organizzato su due battaglioni, ciascuno su nove compagnie fucilieri e una compagnia granatieri.

Nel Risorgimento[modifica | modifica sorgente]

Nel 1848 viene assunto dall'Esercito Piemontese l'ordinamento fissato da Napoleone, i Reggimenti si articolano su 4 battaglioni, ciascuno composto da 4 compagnie di 250 uomini, e con questa struttura partecipa alle campagne risorgimentali. Nella prima guerra d'indipendenza combatte nella Battaglia di Santa Lucia (6 maggio 1848) nella Battaglia di Goito (30 maggio 1848). Nella seconda guerra d'indipendenza combatte nella Battaglia di Magenta (4 giugno 1859), nella Battaglia di Solferino e San Martino (24 giugno 1859).

Nella prima guerra mondiale (1915-1918)[modifica | modifica sorgente]

Nella seconda guerra mondiale (1939-1945)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 56ª Divisione fanteria "Casale".

Tempi recenti[modifica | modifica sorgente]

Fregio dell'Arma di Fanteria dell'Esercito Italiano (usato per la Fanteria di Linea)

Si scioglie il 22 gennaio 1999 a Casale Monferrato (AL).

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

L' 11º Reggimento fanteria "Casale" è decorato delle seguenti onoroficenze:

Decorazioni alla bandiera di guerra[modifica | modifica sorgente]

Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia
«Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace , domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia.»
— Guerra 1915-18 (conferito il 5 giugno 1920)[4].
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Data del conferimento: 05/06/1920

Con mirabile valore e saldezza esemplare, irruppe in ben sette linee di trincee nemiche sul Podgora (Gorizia), vi resistette con indomita energia a violenti e rinnovati contrattacchi e ne conquistava saldamente le pendici occidentali, raggiungendo la dorsale del Calvario (ottobre - dicembre 1915). Nelle operazioni che condussero alla presa di Gorizia (6 - 12 agosto 1916) confermò le prove di valore precedentemente date.[5].[6];»

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare

Decorati[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
  • Cucchiari Giovanni, Soldato[7][8];
  • Raggi Decio, Tenente (Tenente 11°regg. della brg."Casale" della 9ª compagnia)[8][9];

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Scudo: Partito: alla punta d'azzurro all'albero d'oro fondato su una campagna di verde affiancato da due stelle d'argento: il primo di rosso alla croce d'oro, accantonata da quattro B all'antica, affrontati, pure d'oro; il secondo d'argento al capo di rosso. Il tutto abbassato al capo d'oro con il quartier franco d'azzurro all'obelisco del Podgora sormontato da una stella d'oro.

Corona turrita.

Ornamenti esteriori: lista bifida: d'oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l'alto, riportante il motto: "CON IL SACRIFICIO LA GLORIA"

onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l'insegna dell'Ordine Militare d'Italia pendente al centro del nastro con i colori della stessa

nastri rappresentativi delle ricompense al Valore: una Medaglia d'Oro, due Medaglie d'Argento, una Croce di guerra al valor militare sono annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo

Insegne e Simboli dell'11º Reggimento fanteria "Casale"[modifica | modifica sorgente]

  • Il Reggimento indossava il fregio della Fanteria (composto da due fucili incrociati sormontati da una bomba con una fiamma dritta). Al centro nel tondino è riportato il numero "11".
  • Mostreggiature: le mostrine del reggimento erano rettangolari di colore giallo; derivano dai risvolti e dalle guarniture (mostre) che ornavano le antiche uniformi sabaude, i cui colori cambiavano da reggimento a reggimento. Alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane.

Motto del Reggimento[modifica | modifica sorgente]

"Con il sacrificio la gloria"

Festa del Reggimento[modifica | modifica sorgente]

Persone legate al Reggimento[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bollettino del Marchesato. Il Reggimento di fanteria "Monferrato"
  2. ^ In ordine di anzianità: reggimento Guardie, Savoia, Aosta, Monferrato, Piemonte, Croce Bianca, Saluzzo, Chablais, Fucilieri, Nizza, Cortanze, Trinità e Maffei
  3. ^ Bandiere Sabaude 001
  4. ^ L'ordine militare venne assegnato a quasi tutte le unità di fanteria che parteciparono alla Prima guerra mondiale
  5. ^ [1] Quirinale - scheda - visto 15 agosto 2011
  6. ^ Brigata "Casale" 11° e 12° Fanteria
  7. ^ [2] Quirinale - scheda - visto 21 agosto 2011
  8. ^ a b "Casale" 11° e 12° Fanteria
  9. ^ [3] Quirinale - scheda - visto 21 agosto 2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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