Portale:Storia d'Italia

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"Noi siamo da secoli/ Calpesti, derisi/ Perché non siam Popolo/ Perché siam divisi
Raccolgaci un’Unica/ Bandiera una Speme/ Di fonderci insieme/ Già l’ora suonò"

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STORIA D'ITALIA
Piazza Venezia dal Vittoriano.jpg

Per storia d'Italia si intende, per convenzione, la storia della regione geografica italiana e dei popoli che l'hanno abitata, dotata - al di là delle molteplici differenze culturali e delle successive trasformazioni politiche - di una specifica identità che l'ha condotta nei secoli a essere riconosciuta come un unico soggetto storico.

In un'accezione più ristretta, per storia d'Italia si intende invece la storia dello Stato unitario, ossia la storia del Regno d'Italia e della Repubblica Italiana, nonché degli eventi che condussero alla sua formazione, ossia la storia dell'espansione del Regno di Sardegna, tradizionalmente conosciuta come Risorgimento.

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La storia d'Italia raccontata dalle immagini
Antonio Canova, "Tomba di Vittorio Alfieri" (Firenze, Toscana)
Francesco Hayez, “Il bacio” (Milano, Lombardia)
La Galleria Vittorio Emanuele II nel 1880 (Milano, Lombardia)
Palazzo Braschi, sede del PNF, nel 1934 (Roma, Lazio)
Un dimostrante nel 1977, durante gli “anni di piombo” (Milano, Lombardia)
Età napoleonica Risorgimento Regno d'Italia Italia fascista Italia repubblicana
Preistoria e protostoria

Il popolamento del territorio italiano risale alla preistoria: l'Italia è stata abitata almeno a partire dal periodo Paleolitico, mentre il Neolitico si affermò soprattutto grazie agli apporti provenienti dal Mediterraneo orientale. La successiva fase protostorica comprende il periodo che va dall'antica Età del bronzo fino all'Età del ferro e fu caratterizzata dall'insediamento nella Penisola di varie stirpi indoeuropee, che ne definirono i caratteri etnici e linguistici.

Età antica

L'età antica in Italia fu caretterizzata dalla straordinaria parabola di Roma, che da piccolo centro latino del Lazio divenne impero mondiale. Accanto alla civiltà dell'Urbe, nella Penisola si affermarono anche altre civiltà mediterranee ed europee e popolazioni autoctone. Con la crisi dell'Impero romano nella Penisola si affermò il cristianesimo e penetrarono nuove stirpi, per lo più di ceppo germanico, che ne modificarono profondamente il quadro etnico e sociale.

Età medievale e moderna

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476), in Italia si formarono regni romano-barbarici in opposizione all'Impero bizantino e al nascente Stato pontificio, fino all'avvento dell'Impero carolingio. Nel Basso Medioevo fiorirono i liberi comuni e il regno normanno-svevo; i comuni si evolsero quindi nelle signorie, matrici dell'Umanesimo e del Rinascimento. Divisioni e contrasti condussero però l'Italia sotto il dominio francese, spagnolo e infine austriaco.

Età contemporanea

Cresciuto durante l'età napoleonica e la Restaurazione, il fermento unitario trovò compimento con il Risorgimento. L'Italia unita si avviò verso modernizzazione e industrializzazione anche attraverso il colonialismo e la Prima guerra mondiale, cui seguì la dittatura fascista. Dopo la Seconda guerra mondiale l'Italia divenne repubblica e conobbe un impetuoso sviluppo economico, seguito da forti tensioni sociali e infine dall'integrazione europea.

I Patrimoni dell'umanità UNESCO in Italia relativi a quest'epoca: Crespi d'Adda - Ferrovia Retica
Voce in evidenza

Con Risorgimento la storiografia si riferisce al periodo della storia d'Italia durante il quale la nazione italiana conseguì la propria unità nazionale, riunendo in un solo nuovo Stato - il Regno d'Italia - i precedenti Stati preunitari. Il termine, che designa anche il movimento culturale, politico e sociale che promosse l'unificazione, richiama l'ideale romantico e nazionalista di una resurrezione dell'Italia attraverso il raggiungimento di un'identità unitaria che si era iniziata a delineare durante la dominazione romana, la cui specificità «...valse a imprimere sull'Italia un tratto oggettivo di esperienza unitaria...». Tale processo si arrestò definitivamente nella seconda metà del VI secolo. Sebbene non vi sia consenso unanime tra gli storici, la maggior parte di essi tende a stabilire l'inizio del Risorgimento, come movimento, subito dopo la fine del dominio Napoleonico e il Congresso di Vienna nel 1815, e il suo compimento fondamentale con l'annessione dello Stato Pontificio e lo spostamento della capitale a Roma nel febbraio 1871. Tuttavia, gran parte della storiografia italiana ha esteso il compimento del processo di unità nazionale sino agli inizi del XX secolo, con l'annessione delle terre irredente, a seguito della prima guerra mondiale. Anche la Resistenza italiana (1943-1945) è stata talvolta ricollegata idealmente al Risorgimento. Sin dalla nascita del Regno d'Italia, sono state mosse critiche al processo di unificazione, le quali hanno dato origine ad una storiografia revisionista, di varia ispirazione culturale ed ideale, che contesta in diverso modo la rappresentazione offerta dalla storiografia più diffusa circa i processi politici e militari che condussero all'unità d'Italia, tanto da influenzare, in taluni casi, l'origine di movimenti autonomisti e separatisti, meridionali e settentrionali.

Biografia in evidenza
Francesco Hayez 041.jpg

Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, nobile dei Marchesi di Cavour, Conte di Cellarengo e di Isolabella, noto semplicemente come Conte di Cavour o Cavour (Torino, 10 agosto 1810 - Torino, 6 giugno 1861) fu un politico e patriota italiano. Fu ministro del Regno di Sardegna dal 1850 al 1852, Capo del governo dal 1852 al 1859 e dal 1860 al 1861. Nello stesso 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia, divenne il primo Presidente del Consiglio del nuovo Stato e con tale carica morì. Fu protagonista del Risorgimento come sostenitore delle idee liberali, del progresso civile ed economico, dell'anticlericalismo, dei movimenti nazionali e dell'espansionismo del Regno di Sardegna ai danni dell'Austria e dello Stato Pontificio. In economia promosse il libero scambio, i grandi investimenti industriali (soprattutto in campo ferroviario) e la cooperazione fra pubblico e privato. In politica sostenne la promulgazione e la difesa dello Statuto albertino. Capo della Destra moderata, siglò un accordo (Connubio) con la Sinistra di Urbano Rattazzi, mirante alla realizzazione di riforme che escludessero le ali estreme del Parlamento. Contrastò apertamente le idee repubblicane di Giuseppe Mazzini e spesso si trovò in urto con Giuseppe Garibaldi della cui azione temeva il potenziale rivoluzionario. In politica estera coltivò con abilità l'amicizia con la Francia grazie alla quale ottenne l'espansione territoriale del Piemonte in Italia settentrionale e in Toscana. Benché non avesse un disegno di unità nazionale preordinato riuscì con successo a gestire gli eventi che portarono alla formazione del Regno d'Italia.

Storia delle regioni italiane
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