Ovada

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Ovada
comune
Ovada – Stemma Ovada – Bandiera
Ovada – Veduta
Scorcio del centro storico di Ovada dal ponte sull'Orba
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
SindacoPaolo Lantero (lista civica Insieme per Ovada) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate44°38′21″N 8°38′47″E / 44.639167°N 8.646389°E44.639167; 8.646389 (Ovada)
Altitudine186 m s.l.m.
Superficie35,37 km²
Abitanti10 932[1] (31-12-2021)
Densità309,08 ab./km²
FrazioniBorgo, Costa, Gnocchetto, Grillano, San Lorenzo
Comuni confinantiBelforte Monferrato, Cremolino, Molare, Rocca Grimalda, Rossiglione (GE), Silvano d'Orba, Tagliolo Monferrato, Trisobbio
Altre informazioni
Cod. postale15076
Prefisso0143
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT006121
Cod. catastaleG197
TargaAL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 541 GG[3]
Nome abitantiovadesi
Patronosan Paolo della Croce e san Giovanni Battista
Giorno festivo18 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ovada
Ovada
Ovada – Mappa
Mappa del Comune di Ovada all'interno della Provincia di Alessandria
Sito istituzionale

Ovada (Ovà [ʊˈ(ʋ)a] in piemontese, Goâ [ˈgwɒː] o [ˈwɒː] in ligure[4]) è un comune italiano di 10.932 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte. È un centro agricolo e commerciale situato nell'Alto Monferrato, perno di un'area di circa 30.000 abitanti, detta Ovadese.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia del Piemonte.

Posta tra le città di Alessandria e Genova, Ovada è il comune principale dell'Ovadese, zona del Basso Piemonte e dell'Alto Monferrato molto nota per la produzione vinicola, che si trova nella porzione più meridionale della provincia di Alessandria, andando a confinare a sud con la Liguria e precisamente con Rossiglione, appartenente alla Città metropolitana di Genova e la provincia di Savona.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Monferrato.

La città si trova in una posizione privilegiata: circondata a Est e a Ovest dalle verdi colline dell'Alto Monferrato, famose per la produzione vinicola, si trova nel punto dove finisce la Pianura Padana e iniziano le estreme propaggini settentrionali dell'Appennino Ligure-Piemontese, a pochi chilometri dal Mar Ligure, che si raggiunge in meno di mezz'ora tramite l'A26, all'imbocco della Valle Orba e della valle Stura che conduce al passo del Turchino. Il territorio è dunque prevalentemente collinare, tendente al montuoso man mano che ci si dirige verso Sud, con a Nord pianure dove è praticata l'agricoltura e dove si sono stanziate le industrie lungo i principali assi di collegamento. La città si trova sulla confluenza dello Stura di Ovada nell'Orba, da sempre posizione strategica per i commerci, ad un'altitudine di 186 metri. Dal punto di vista minerario, importante è la presenza di fossili risalenti all'Oligocenico, oltre che di conglomerati e rocce sedimentarie, testimoni dei cambiamenti territoriali del luogo.

La fauna comprende tassi, ghiri, caprioli, cinghiali, martore, scoiattoli, lepri, pernici, faine e volpi. Presenti gli uccelli notturni come gufi e civette, gli sparvieri, i gheppi e le poiane. Il pesce più diffuso è la trota.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è temperato con caratteristiche di continentalità abbastanza marcate. Essendo protetta a sud dai vento di scirocco e libeccio dalla catena degli Appennini, gli inverni ovadesi presentano nevicate più abbondanti rispetto ad altre località italiane poste alla stessa altitudine, in quanto nel territorio del basso alessandrino e in generale nel Basso Piemonte si creano spesso importanti inversioni termiche che i tiepidi venti meridionali non riescono a scalzare. Anche per questo motivo le temperature minime invernali facilmente scendono sotto gli 0 °C. La notevole vicinanza con il Mar Ligure (meno di 25 km in linea d'aria) dove spesso si scavano profondi minimi di bassa pressione al passaggio delle perturbazioni atlantiche, combinata dall'effetto Stau con gli Appennini a sud di Ovada, fanno sì che le precipitazioni risultino discretamente abbondanti specialmente nei mesi autunnali. La primavera è spesso molto ventilata e moderatamente piovosa. L'estate a Ovada è la stagione più secca a differenza del resto del Piemonte (dove a causa della vicinanza dell'arco alpino si formano spesso temporali) in quanto la vicinanza del Mar Ligure ne determina un clima più stabile, anche se a causa della vicinanza con spartiacque ligure-padano si possono creare talvolta dei temporali al passaggio di infiltrazioni umide atlantiche. Rimanendo, anche in estate, piuttosto ventilata, il clima estivo a Ovada difficilmente si presenta afoso e le temperature solo nelle forti ondate di calore africano superano i 30 °C. In autunno con il ritorno delle perturbazioni atlantiche il tempo si fa spesso grigio e piovoso e anche se molto meno rispetto ad altre zone del Piemonte e della Pianura Padana, e a volte si presenta la nebbia, che contribuisce ad abbassare la temperatura. Da segnalare inoltre che Ovada risente per alcuni giorni all'anno di aria umida proveniente dal Mar Ligure, detta Marin, che in alcuni casi può portare l'odore di salsedine anche in questi territori e temperature miti anche in inverno.

I campanili della chiesa parrocchiale da Via Cairoli, una delle principali arterie del nucleo storico
OVADA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 6,08,513,317,021,826,328,628,423,517,110,76,26,917,427,817,117,3
T. min. mediaC) −0,70,24,17,811,715,617,216,912,99,14,2−0,1−0,27,916,68,78,2
T. max. assolutaC) 20,719,526,330,732,136,035,238,832,028,423,716,520,732,138,832,038,8
T. min. assolutaC) −8,5−13,3−10,5−1,53,25,48,58,14,4−1,3−5,7−12,0−13,3−10,55,4−5,7−13,3
Precipitazioni (mm) 67,060,864,591,275,331,320,541,772,3119,9182,770,6198,4231,093,5374,9897,8
Giorni di pioggia 65686334571061720102269

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La città trae il toponimo dal latino Vadum, che significa "guado", ad indicare la probabile esistenza in epoca romana di un luogo di transito in prossimità della confluenza poco profonda dei due torrenti. Già nelle lettere di Decimo Bruto a Cicerone veniva nominata una località chiamata "Vada", in una posizione strategica per i commerci tra la Liguria e la Pianura Padana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini al Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Ambrogio Pesce Maineri, Cenni sulla condizione giuridica e politica di Ovada dal secolo X al XV, 1909

Fin dall'epoca longobarda il territorio era inserito nei possedimenti dell'abbazia di San Colombano di Bobbio (PC) attraverso il controllo dell'abbazia di San Salvatore di Giusvalla e che dipendeva quindi in ultima istanza dalla Santa Sede[5], assieme ai tanti possedimenti, il territorio era inserito nel grande feudo reale ed imperiale monastico[6][7][8], che diede impulso all'agricoltura con il recupero di aree incolte o abbandonate, le bonifiche e le migliorie agronomiche con il recupero e la diffusione di vigneti, castagneti, mulini, ecc. I monaci diedero, inoltre, un notevole apporto alimentare grazie agli allevamenti ed alla conservazione degli alimenti, proteine e grassi, come olio, burro, formaggi, salumi, grazie a sale e spezie; inoltre si adoperarono per la riapertura delle vie commerciali e delle vie del sale ed il commercio lungo la pianura e verso la marittima ligure con scambi di merci varie come olio, sale, spezie, legname, carne, ecc.

Dopo l'assalto e la distruzione dell'abbazia di Giusvalla ad opera dei Saraceni e le continue scorrerie sul territorio, dopo pochi anni tali episodi convinsero Anselmo, figlio del marchese Aleramo, ad erigere la nuova abbazia di San Quintino[9] di Spigno Monferrato, come forma di contrasto alle scorrerie e difesa dei pellegrini e delle vie commerciali.

Menzionata per la prima volta nel 967 quando Ottone I donò al Marchese Aleramo una villa in territorio di Ovada, che era sottoposto all'Abbazia di S. Quintino.

Ovada fece quindi parte della marca aleramica, passando poi sotto il dominio dei marchesi di Gavi, dei marchesi del Bosco e infine dei Malaspina, che in varie riprese (1272-1277) la cedettero a Genova. Occupata dai duchi di Milano e attribuita alla famiglia Trotti, fu infeudata agli Adorno, che la tennero fino al 1499, quando il re di Francia Luigi XII la restituì ai Trotti. Intanto la città si era ingrandita e possedeva ormai una grande chiesa parrocchiale, un castello e delle mura, anche se l'agricoltura era ancora molto poco praticata e la principale fonte di alimentazione erano le castagne dei boschi circostanti il borgo. Principale motore dell'economia del luogo erano invece l'artigianato, grazie allo stazionamento delle guarnigioni del castello, ed il commercio, anche se le piccole e pericolose strade presenti erano poco adatte agli spostamenti.

Nel 1528, in seguito all'ascesa di Andrea Doria e al passaggio della Repubblica di Genova sotto la protezione dell'Impero, Ovada, che nel frattempo si era ribellata ai suoi feudatari, fu conquistata in questo momento di debolezza dalle truppe di Bartolomeo Spinola, poiché la Repubblica di Genova da molto bramava il controllo sulla città, mentre nel 1594 San Giacinto ne venne proclamato Santo patrono.

Colpita da una grave carestia nel 1625 e poi dalla peste del 1630, Ovada perse i 4/5 della popolazione. Usciti dal contagio in pochi mesi, i cittadini decisero di erigere la chiesa della Beata Vergine della Concezione, e nel 1694 nacque San Paolo della Croce. Ancora sotto il dominio genovese, nel 1746, durante la guerra di successione austriaca, fu occupata dalle truppe austro-piemontesi, che la tennero per tre anni. Dopo questi avvenimenti Ovada trascorse qualche decennio di stabilità politica, e fiorì l'allevamento del baco da seta. La città divenne quindi un centro di produzione tessile a livello europeo. Nel frattempo iniziò a diffondersi l'agricoltura nelle zone disboscate e l'economia crebbe. Nel 1771 venne iniziata la costruzione della nuova chiesa parrocchiale.

Dalla dominazione napoleonica a oggi[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della vittoria di Napoleone nella vicina Marengo (la celebre Battaglia di Marengo), l'Ovadese fu occupato dai francesi ed entrò a far parte dell'impero napoleonico. Ovada venne inserita nel Dipartimento di Genova, in particolare nel circondario di Novi Ligure. La città era, inoltre, titolare di uno dei "cantoni" di tale circondario.

Ovada, in questo periodo, non soffrì molto di particolari razzie e perdite, ma, anzi, divenne sempre più florida: vennero realizzate grandi opere pubbliche, redatto un catasto di tutti gli edifici sul suolo cittadino e venne, per la prima volta nella storia ovadese, avanzata l'idea di una strada che collegasse direttamente a Genova. Nel frattempo, gli ordini ecclesiastici e monastici (Domenicani e Cappuccini) vennero soppressi: il convento domenicano venne riutilizzato dalla Gendarmeria Francese. Nonostante questa situazione anticlericale, nel 1801 venne consacrata la nuova chiesa parrocchiale dedicata all'Assunta.

Alla caduta di Napoleone (1814), la città passò al Regno di Sardegna (1815). Entrando dunque nel Regno d'Italia, attraversò nuovamente un periodo di crescita economica: intensificate le coltivazioni collinari, si moltiplicarono le attività artigiane e ncquero le prime industrie, iniziò la produzione del Dolcetto e venne realizzata finalmente la strada di comunicazione con Genova. La città si espanse e diventò principalmente industriale e artigianale. Con l'arrivo della ferrovia Ovada raggiunse il culmine dello sviluppo, fulcro di un sistema viario capillare che favorì gli scambi commerciali.

Successivamente, Ovada e l'Ovadese passarono sotto la Divisione di Alessandria, entrando a far parte della Provincia di Acqui. Anche in questa nuova suddivisione, Ovada era titolare di uno dei "mandamenti" della suddetta Provincia acquese.

Il 23 ottobre 1859 il Decreto Rattazzi riorganizzò la struttura amministrativa e, di conseguenza, Ovada confluì nella nuova Provincia di Alessandria e quindi nel Piemonte, sempre all'interno del Regno di Sardegna.

La prima guerra mondiale colpì pesantemente la popolazione. Comunque, con la fine del conflitto, le attività industriali tornatono a consolidarsi e ad aumentare. Nel 1935 la chiesa della Beata Vergine della Concezione (che era stata edificata nel Seicento come voto per la fine della peste) venne distrutta da un incendio (sarà poi ricostruita). La città fu colpita dapprima nel 1935 dal crollo della diga di Ortiglieto (disastro di Molare), poi durante la seconda guerra mondiale.

Dopo la guerra, Ovada tornò ancora una volta in produzione, collegata con l'A26 dalla seconda metà degli anni settanta. Oggi la città punta sull'artigianato, sull'industria, sulla viticultura e sul turismo, che si è andato sempre più a consolidare negli ultimi anni.

Nel 2020, viene annunciata la candidatura congiunta di Ovada insieme ad Acqui Terme e Casale Monferrato a Capitale Europea del Vino 2023.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma è stato concesso con il D.P.R. del 28 settembre 1959 e registrato alla Corte dei Conti il 5 dicembre successivo[10] e modificato con il DPR del 17 settembre 1993 con l'aggiunta degli ornamenti da Città.[11] È composto da uno scudo sannitico con croce rossa su campo bianco, al cui centro si trova una stella a otto punte di origine domenicana[10], timbrato dalla corona turrita di Città e cinto da un ramo d'alloro (a sinistra) e di quercia (a destra), uniti da un nastro tricolore.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa di Nostra Signora Assunta, parrocchiale della città in stile barocco edificata a fine Settecento.
  • La chiesa dell'Immacolata Concezione, gestita dai Francescani dell'attiguo convento, è stata più volte ricostruita.
  • La chiesa di Santa Maria delle Grazie, fondata dai Domenicani nel Quattrocento, è una delle chiese più antiche di Ovada.
  • L'Oratorio della SS. Annunziata (XIV secolo) contiene tele di Luca Cambiaso, del Brea e dello Schiena, nonché un gruppo ligneo della Madonna del Carmine e uno dell'Annunciazione opera del Maragliano
  • Il seicentesco Oratorio di San Giovanni Battista, con il gruppo ligneo della Decollazione di S. Giovanni Battista di A. M. Maragliano.
  • La parrocchia di N. S. della Neve, nella frazione Costa.
  • La chiesa dei SS. Nazario e Celso, nella frazione Grillano.
  • La chiesa di San Venanzio, nella frazione San Venanzio.
  • La chiesa di San Lorenzo, nella frazione San Lorenzo.
  • Il santuario di San Paolo della Croce

la chiesa (ora sconsacrata) che fu la prima parrocchia di Ovada: la loggia di san Sebastiano

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Palazzo Spinola, in Piazza San Domenico, risale al Settecento.
  • La Casa natale di San Paolo della Croce, che si affaccia sulla stessa piazza, è stata dichiarata monumento nazionale nel 1918.
  • L'attuale Palazzo Comunale, edificato nell'Ottocento, è appena fuori dal centro storico.
  • I due parchi cittadini più importanti, si trovano appena fuori dal centro: il Parco Pertini ed il parco di Villa Gabrieli.
  • L'ex ospedale civile è stato progettato su disegno dell'Antonelli.
  • L'elegante Castello di Lercaro, nella frazione omonima, purtroppo oggi semidistrutto.
  • Il castello di Grillano, nella frazione omonima, frutto dell'accorpamento di diverse strutture originarie del XVIII secolo, è stato massicciamente ristrutturato a fine Ottocento; ospita un'azienda vinicola attiva dagli anni 1930 ed è inserito nel circuito dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo più antico della città ha un'impostazione tipicamente ligure: arroccato attorno a un sistema difensivo, ha case dipinte e carruggi stretti che confluiscono nelle strade principali, che a loro volta collegavano le porte cittadine alla piazza della chiesa e delle istituzioni comunali. Nel caso di Ovada storica, tre sono le vie più importanti del centro: Via Roma, Via Cairoli e Via San Paolo. Queste si congiungono alla Parrocchiale tramite tre piazze, rispettivamente Piazza Mazzini, Piazza Assunta e Piazza Garibaldi. Nel centro hanno sede attività artigianali, commerciali e ricettive ed è qui che si svolgono i tipici mercatini dell'usato e dell'antiquariato.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2021 Ovada contava 1141 stranieri residenti (poco più del 10% della popolazione), provenienti da 61 Paesi diversi. Le comunità nazionali più numerose erano le seguenti[13]:

  1. Romania, 212
  2. Marocco, 157
  3. Ecuador, 135
  4. Albania, 106
  5. Cina, 61
  6. Perù, 50
  7. Nigeria, 49

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'italiano, a Ovada sono parlati anche il dialetto locale, il dialetto ligure e il dialetto piemontese.

Il lessico ovadese si differenzia dai dialetti monferrini meridionali e presenta somiglianze con i dialetti della Liguria centrale: c'è in esso una simbiosi di parlate liguri e piemontesi, per cui discernere in esso componenti tali da omologarlo ad un dialetto più che all'altro è cosa che può riuscire soltanto arbitraria. Non si può quindi tenere conto della tradizione ligure, né di quella subalpina, perché le differenze sono sostanziali.[14]

Vocali su quadrilatero del dialetto Ligure dell'Oltregiogo Occidentale simile al dialetto parlato ad Ovada

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

In città sono presenti due scuole materne, due asili, due scuole elementari, due scuole medie e due istituti superiori: il primo, pubblico, è polo scolastico formato da un liceo scientifico, un istituto tecnico (con anche l'indirizzo agrario) e un istituto commerciale; il secondo, paritario, offre gli indirizzi di liceo linguistico e liceo delle scienze umane. La biblioteca civica di Ovada è stata inaugurata nel 1972 e propone un ricco programma di appuntamenti culturali come la rassegna Incontri d'Autore.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Museo Paleontologico Giulio Maini[15], nella sconsacrata chiesa trecentesca di Sant'Antonio, espone vari fossili provenienti dall'Ovadese
  • Il Museo Casa Natale di San Paolo della Croce, monumento nazionale, ospita diverse reliquie e oggetti appartenuti al santo

Media[modifica | modifica wikitesto]

Il giornale locale più diffuso è L'Ovadese, che tratta notizie del Basso Piemonte e che dedica a Ovada una sezione settimanale.

Cinema e Teatri[modifica | modifica wikitesto]

A Ovada c'erano, fino al giugno 2012, due cinema-teatri: il Comunale, moderno e con architettura razionalista, e lo Splendor, raffinato ed antico. Va inoltre ricordato il Teatro Torrielli, piccolo edificio liberty in Via Cairoli, attualmente chiuso ed in stato di abbandono.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina del territorio, abbinata al prodotto più importante di queste zone, il vino Dolcetto d'Ovada Superiore DOCG più semplicemente Ovada DOCG oppure Dolcetto d'Ovada DOC, offre pietanze già presenti sia nel territorio appenninico che quello collinare-monferrino. La cucina tipica di Ovada presenta una marcata impronta ligure e i suoi prodotti principali sono:

  • gli andarini, un tipo di pasta simile a delle piccole trofie, che viene accompagnato al brodo di carne
  • i biscotti della salute, simili ai biscotti del Lagaccio
  • i splinsugni d'uò
  • la polenta di Ovada, dolce con farina di polenta
  • gli agnolotti all'Ovada, agnolotti serviti in piatto fondo immersi nel Dolcetto d'Ovada

A testimoniare che Ovada è, anche in campo culinario, crocevia della cultura piemontese e ligure, di notevole diffusione sono i "sabaudi" agnolotti e la "mediterranea" farinata.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca dell'Accademia urbense di Ovada, fondata nel 1956[senza fonte].

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Ovada conta su un'urbanizzazione piuttosto omogenea e un impianto urbanistico che ne riflette le varie vicende storiche e lo sviluppo economico-sociale.

Il centro storico si raccoglieva al riparo dell'antico castello, che si ergeva su uno sperone roccioso di origine tufacea nell'esatto punto di confluenza tra i torrenti Orba e Stura (nei pressi dell'attuale Piazza Castello). È costituito da stretti vicoli che confluiscono nelle tre strade principali, ossia Via Roma, Via Cairoli e Via San Paolo le quali convergono con la chiesa Parrocchiale tramite tre piazze: Piazza Mazzini, Piazza Assunta e Piazza Garibaldi.

Negli anni del boom economico la città si espande sempre più verso sud, con la costruzione di palazzi, fabbricati, nuove zone industriali e nuovi istituti scolastici.

Attualmente le arterie principali della città sono:

- Via Antonio Gramsci e Lung'Orba Giuseppe Mazzini, che costeggiano il centro storico e consentono di attraversare la città;

- Corso Italia, posto sulla Strada statale 456 del Turchino, che collega Via Voltri con la stazione ferroviaria;

- Corso Saracco, che permette il rapido collegamento della zona del centro storico e di Piazza XX settembre con la stazione ferroviaria;

- Via Voltri, che unisce la città al suo casello autostradale posto sulla Autostrada A26 Genova-Alessandria-Gravellona Toce;

- Corso Martiri della Libertà, che congiunge la zona sud di Ovada con Piazza XX settembre ed il centro storico.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Stazione Molare[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione: 328 abitanti Altitudine: 201 metri sul livello del mare

Costa[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione: 163 abitanti Altitudine: 292 metri sul livello del mare

Faiello[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione: 91 abitanti Altitudine: 201 metri sul livello del mare

Manzolo[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione: 79 abitanti Altitudine: 177 metri sul livello del mare

Gnocchetto[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione: 40 abitanti Altitudine: 268 metri sul livello del mare

Battagliosi[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione: 28 abitanti Altitudine: 207 metri sul livello del mare

Requaglia[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione: 25 abitanti Altitudine: 198 metri sul livello del mare

San Martino[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione: 20 abitanti Altitudine: 282 metri sul livello del mare

La Corte[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione: 20 abitanti Altitudine: 279 metri sul livello del mare

Guardia[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione: 13 abitanti Altitudine: 341 metri sul livello del mare

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Ovada è situata in una conca circondata da vigneti ed è zona di produzione dell'omonimo dolcetto, vino DOCG locale.

Il Dolcetto di Ovada, molto rinomato, è prodotto con uve provenienti dai comuni di Ovada, Belforte Monferrato, Bosio, Capriata d'Orba, Carpeneto, Casaleggio Boiro, Cassinelle, Castelletto d'Orba, Cremolino, Lerma, Molare, Montaldeo, Montaldo Bormida, Mornese, Morsasco, Parodi Ligure, Prasco, Rocca Grimalda, San Cristoforo, Silvano d'Orba, Tagliolo Monferrato e Trisobbio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte di Molare sul torrente Orba, segna il confine tra Molare e Ovada
La stazione ferroviaria principale di Ovada
La stazione tranviaria di Ovada, prima della ristrutturazione del fabbricato

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ovada è situata lungo la strada statale 456 del Turchino che collega Isola d'Asti con Genova Voltri e alla confluenza della SP155, che la collega con Novi Ligure, con la SP185 che la collega con Alessandria.
Il comune è raggiungibile anche tramite l'autostrada A26 dei Trafori, con casello d'uscita a circa 1 km dalla città nel comune di Belforte Monferrato.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune vi sono diversi capolinea dei mezzi delle Autolinee S.A.A.M.O., che la collegano con i comuni della zona e con le loro frazioni. Per i collegamenti con Alessandria e Novi Ligure vi sono i mezzi S.T.P. (ex Arfea), le cui fermate principali in Ovada sono in Piazza XX settembre e in Piazza della Stazione.

Linee ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

Ovada è dotata di due stazioni ferroviarie: la principale è posizionata lungo la Ferrovia Asti-Genova, mentre la seconda, chiamata Ovada Nord, si trova sulla linea complementare proveniente da Alessandria, attualmente chiusa al traffico viaggiatori.

Nel territorio comunale, in località Coinova, è presente un terzo impianto, la stazione ferroviaria di Molare, posta sulla linea Asti-Genova a servizio del comune di Molare, da cui il nome ferroviario dello scalo.

Fino al 1953 Ovada era servita anche dalla tranvia per Novi Ligure, esercitata dalla società "Ferrovia della Val d'Orba", di cui è ancora presente il fabbricato viaggiatori posto in Piazza Castello.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 marzo 1986 6 luglio 1990 Franco Caneva Partito Comunista Italiano Sindaco [16]
6 luglio 1990 24 aprile 1995 Franco Caneva Partito Comunista Italiano, Partito Democratico della Sinistra Sindaco [16]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Vincenzo Robbiano centro-sinistra Sindaco [16]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Vincenzo Robbiano centro-sinistra Sindaco [16]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Andrea Luigi Oddone lista civica Sindaco [16]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Andrea Luigi Oddone lista civica: insieme per Ovada Sindaco [16]
26 maggio 2014 in carica Paolo Giuseppe Lantero lista civica: insieme per Ovada Sindaco [16]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ovada può fregiarsi del titolo di città dal 1594.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Ovada è presente l'Impianto Polisportivo Geirino, uno dei centri sportivi più grandi e completi della provincia di Alessandria. Al suo interno vi si trovano una piscina coperta e scoperta d'estate, campi da calcio, campi da tennis, campi da beach volley, un campo da pallavolo e basket. In città si trovano, poi, altri impianti, quali il campo di calcio Moccagatta e lo Sferisterio Comunale, dove si pratica il gioco del tamburello.

Ovada è da sempre legata al mondo del ciclismo, essendo una delle città toccate ogni anno dalla classica corsa ciclistica di primavera Milano-Sanremo, nonché luogo dove il Campionissimo Fausto Coppi si allenava. Nel 2022, infatti, è stata recuperata ed inaugurata la "Fontana Fausto Coppi", in località Panicata, direzione Gnocchetto, dove Coppi si dissetava durante gli allenamenti lungo la Statale del Passo del Turchino.

Ovada è stata, inoltre, sede dell'arrivo del Giro d'Italia Donne 2021, nella terza tappa Casale Monferrato - Ovada.

Per il calcio, ha sede nel comune la società di calcio Ovadese Silvanese, che ha disputato campionati dilettantistici regionali.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://comune.ovada.al.it/it-it/vivere-il-comune/rubriche/statistiche-demografiche-1588-1-20f6b7712694ef838a87cd7e91fc1a0e
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Nel dialetto locale, [aː] subisce velarizzazione, chiuendosi in timbri del tipo [ɑː] o [ɒː].
  5. ^ Teofilo Ossian De Negri, L'opera e il culto di San Colombano in Liguria (DOCX) (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2020). in Storia di Genova, pp.139-148
  6. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia
  7. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale
  8. ^ C. Cipolla - G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918
  9. ^ Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Borghi nel verde. Viaggio nell'entroterra della Riviera Ligure delle Palme, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2003.
  10. ^ a b Note e divagazioni sull'antico stemma civico di Ovada, in La Provincia di Alessandria, ottobre 1982. URL consultato il 31 ottobre 2021.
  11. ^ Ovada, decreto 1993-09-17 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Fonte: Dati dell'anagrafe (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2014).
  14. ^ Colombo Gajone e Emilio Costa, Antologia Ovadese, 1963, p. 7, DOI:10.2307/336904. URL consultato il 31 agosto 2018.
  15. ^ Museo Paleontologico "Giulio Maini" - Museo Regionale di Scienze Naturali, su mrsntorino.it. URL consultato il 6 aprile 2017.
  16. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

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