66º Reggimento fanteria aeromobile "Trieste"

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66º Reggimento fanteria aeromobile "Trieste"
CoA mil ITA rgt fanteria 066.png
Stemma araldico del Reggimento
Descrizione generale
Attiva1926 - oggi
NazioneItalia Regno d'Italia
Italia Italia
ServizioFlag of Italy (1860).svg Regio esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
TipoFanteria aeromobile
RuoloPersonnel Recovery
DimensioneReggimento
Guarnigione/QGCaserma "De Gennaro", Forlì
SoprannomeAerò
PatronoSan Martino
Motto"Osando vinco"
ColoriAzzurro
Battaglie/guerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Libano II
UNOSOM II
Guerra in Afghanistan
Guerra d'Iraq
AnniversariBattaglia di Takrouna (1943)
DecorazioniCroce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia

Medaglia d'oro al valor militare Medaglia d'oro al valor dell'esercito Medaglia d'argento al valor dell'esercito

Medaglia di bronzo al valor dell'esercito
Parte di
Comandanti
Comandante attualeCol. Vito Nitti
Simboli
SimboloFregio metallico del 66º Reggimento fanteria aeromobile "Trieste"
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Il 66º Reggimento fanteria aeromobile "Trieste" è il reparto di fanteria aeromobile dell'Esercito Italiano con sede a Forlì. Riprende le tradizioni del 66º Reggimento fanteria "Trieste" del Regio Esercito. E' inquadrato nella Brigata Aeromobile "Friuli". I suoi assetti in teatro operativo dipendono dai Comandi deputati al Personnel recovery.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il 66º Reggimento fanteria "Trieste" trae le sue origini dal 66º Reggimento fanteria costituitosi nel 1862 ed inquadrato nella Brigata "Valtellina" ed ha il suo battesimo del fuoco nel 1866 durante la Terza Guerra d'Indipendenza, nella battaglia di Custoza.

Nella prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Partecipa alla prima guerra mondiale combattendo sul fronte Giulio, a Cima Tre Pozzi, in Val d'Assa e meritando, come tutta la fanteria italiana, la Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia.

Nella seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: 101ª Divisione motorizzata "Trieste".

Nel 1926 prende il nome di 66º Reggimento Fanteria "Valtellina".[2]

Takrouna durante la Seconda Guerra Mondiale

Dopo essere stato inquadrato nella 101ª Divisione motorizzata "Trieste", il Reggimento, il 4 aprile 1939 cambia nome in 66º Reggimento Fanteria "Trieste" partecipando alla seconda guerra mondiale, dove prese parte alla campagna in Africa settentrionale, contendendo il terreno all'8ª armata britannica da El Alamein alla Tunisia dove, durante la battaglia di Takrouna, il 1º Battaglione al comando del Capitano Mario Leonida Politi, si ricoprì di gloria tenendo in scacco una divisione nemica per diversi giorni e cedendo solo dopo aver terminato le munizioni,[3].

Infine il 13 maggio 1943 sulla linea del Mareth, in Tunisia, il reggimento viene sciolto, per eventi bellici.[2]

La ricostituzione nel dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º ottobre 1975 il 66º Reggimento fanteria "Trieste" venne ricostituito a Forlì come 66º battaglione meccanizzato "Valtellina", in seguito alla ridenominazione del 2º battaglione del 40º reggimento fanteria "Bologna" e venne inquadrato nella Brigata meccanizzata "Trieste" con sede a Bologna, inquadrata a sua volta nella Divisione meccanizzata "Folgore".

66º Reggimento fanteria aeromobile "Trieste" in sfilata per la Festa della Repubblica italiana il 2 giugno 2007 a Roma

Nel 1980 in occasione del terremoto che colpì le popolazioni della Campania, il battaglione intervenne in soccorso delle popolazioni terremotate in provincia di Salerno, meritando la medaglia di bronzo al valore dell'esercito e nel 1983 è impiegato in Libano con il contingente ITALCON.

Dopo lo scioglimento della Divisione "Folgore" avvenuto nel 1986, la Brigata "Trieste" venne a sua volta sciolta nel 1991 per lasciare il posto alla Brigata "Friuli" che trasferì il suo comando da Firenze a Bologna, inglobando il 66° Valtellina.

Nel 1992 il battaglione prende parte all'Operazione "Vespri" e l'anno successivo cambiò fisionomia organica, passando dall'ordinamento di battaglione a quello reggimentale, assumendo la denominazione di 66º Reggimento fanteria meccanizzata "Trieste". Da agosto 1993 a marzo 1994 il reparto ha preso parte all'Operazione "IBIS" in Somalia, registrando il 6 febbraio 1994 la perdita del Tenente Giulio Ruzzi, caduto a Balad, vittima di un'imboscata di banditi somali.

Negli anni seguenti il reggimento è stato spesso impegnato nelle missioni nei balcani impiegato in più riprese nelle operazioni Joint Guard in Bosnia ed Erzegovina e Joint Guardian in Kosovo.

Reggimento aeromobile[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 con la riconfigurazione della Brigata da brigata meccanizzata a Brigata aeromobile il reggimento venne trasformato in reggimento di fanteria aeromobile, affrontando un impegnativo ciclo addestrativo per passare alla nuova configurazione, riconfigurazione completata nel 2004.

Nel febbraio 2012 aliquote di personale e mezzi del Reggimento si sono mobilitate per l'emergenza maltempo e sono intervenuti a Forlì e Cesena e presso i comuni di Meldola, Predappio e Fiumana.[4][5]

Madrina del reggimento è la signora Adele Marchetti, vedova del generale Mario Leonida Politi, l'eroe di Takrouna.

Il battaglione aeromobile è la pedina operativa dell'unità. Con il supporto dell'aviazione dell'Esercito opera per garantire la funzione di Personnel Recovery (recupero del personale isolato) nelle missioni militari italiane all'estero.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

  • Comando di Reggimento
    • Compagnia Comando e Supporto Logistico "Takrouna"
    • 1º Battaglione Aeromobile
      • 1ª Compagnia Aeromobile "Cobra"
      • 2ª Compagnia Aeromobile "Beirut"
      • 3ª Compagnia Aeromobile "Aquile"
      • Compagnia Supporto alla manovra Aeromobile "Diavoli"
        Italian Air Assault badge

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Decorazioni alla Bandiera di Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia
«Conferita con R.D. il 5 giugno 1920

Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace , domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia.»
— Guerra 1915-18[6][7]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Decreto 7 dicembre 1951

Reggimento fortemente provato nella campagna in Africa Settentrionale, deciso a difendere fino all'estremo l'onore della Bandiera, opponeva all'avversario indomita resistenza, scrivendo nuove pagine di gloria nelle battaglie di Tunisia. Il primo battaglione, ridotto nei suoi effettivi, incaricato di tenere ad oltranza un caposaldo che rappresentava il cardine e il posto d'onore di tutta la posizione difensiva, attaccato da schiaccianti e sempre rinnovantesi forze, isolato e privo di rifornimenti, sosteneva per tre giorni l'impari lotta con accaniti corpo a corpo, tenendo in iscacco il soverchiante avversario e destandone l'ammirazione. Caduto il caposaldo, pochi superstiti, con le ultime bombe a mano, continuavano la disperata resistenza, fedeli all'impegno di non cedere le armi.»
— (Mareth, Akarit, Enfidaville, Takrouna (Africa Settentrionale), 5 marzo - 12 maggio 1943).

Medaglia d'oro al valore dell'esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore dell'esercito
«Decreto 30 aprile 2010

Nel teatro operativo afgano, particolarmente complesso e fortemente condizionato da situazioni ambientali e di sicurezza estremamente difficili, il personale dell'unità ha dimostrato di possedere elevata preparazione professionale, grandissima fiducia nei propri mezzi, forte determinazione e chiarissima visione e condivisione degli obiettivi da conseguire. L'unità ha così portato a termine missioni complesse, condotte in aree remote dello scenario fortemente caratterizzate dalla presenza di insorti; proprio in occasione di tali missioni e dei numerosi scontri a fuoco, il reggimento dava testimonianza di essere formato da soldati animati da elevato spirito di corpo, eccelse virtù militari ed indomito coraggio, capaci di conseguire sempre gli obiettivi assegnati. Splendido reparto che, con il suo operato, ha garantito la sicurezza nell'intera area e consolidato l'immagine dell'Esercito Italiano in un contesto spiccatamente interforze ed internazionale.»
— Herat (Afghanistan), 24 aprile – 14 ottobre 2008.

Medaglia d'argento al valore dell'esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valore dell'esercito
«Reggimento di Fanteria Aeromobile della brigata "Friuli", fiero interprete delle secolari tradizioni della fanteria, partecipava all'operazione "Antica Babilonia 5" in Iraq. impiegato in una terra caratterizzata da persistenti conflittualità ed oggettive difficoltà ambientali, forniva un fondamentale contributo operativo e logistico all'Italian Joint task force per portare a compimento la missione assegnata. Con disinteressati sentimenti di dedizione ed entusiasmo, sostenuti da ideali altissimi di umana fratellanza, conduceva un complesso di attività operative e di sostegno umanitario alla popolazione, che venivano portate a termine con efficacia e determinazione nonostante i ripetuti e violenti attacchi a fuoco. Impegnato nelle attività di formazione del 604º battaglione dell'Iraqi National Guard, profondeva, con ineguagliabile abnegazione e determinata partecipazione, ogni risorsa alla preparazione ed all'addestramento dell'unità del nuovo esercito iracheno, al fine di aiutare il paese a dotarsi di efficaci istituzioni in grado di garantire la completa sicurezza e stabilità del territorio. La preparazione professionale dei suoi uomini e altresì emersa anche nell'ambito delle numerose, continue e pericolose attività operative svolte congiuntamente all'Iraqi National Guard ed all'Iraqi Police Service, in occasione delle quali, nonostante ripetute azioni di fuoco perpetrate da bande criminali e da gruppi di miliziani ostili alla coalizione, il personale italiano contrastava con abilità, determinazione e coraggio gli attacchi, riuscendo a sequestrare ingenti quantitativi di armi, munizioni e materiali sottratti abusivamente e ad assicurare alle autorità governative numerosi pericolosi criminali e miliziani. In particolare, tra la notte del 7 e dell'8 settembre 2004, ad An Nasiriyah, sul ponte denominato convenzionalmente "Tampa", la pattuglia del reggimento che assicurava il dispositivo veniva fatta oggetto di tiro mirato da parte di miliziani ostili alle forze. L'attacco a questa postazione di vitale importanza, perpetrato per molte ore da più direzioni, sottoponeva l'unità a un'intensa pressione. Solo l'intervento determinato, coraggioso e spregiudicato degli assetti operativi del reggimento, sopraggiunti in soccorso alla pattuglia, ristabiliva un clima di sicurezza e stabilita, consentendo all'unita di continuare l'attività di controllo dell'importante infrastruttura. Reggimento di fanteria aeromobile coeso, motivato ed animato da indiscusso altruismo, ha confermato, nell'arco dell'intera missione, qualificata preparazione professionale, coraggio, saldezza morale e straordinarie virtù militari, elevando il prestigio della forza armata e del paese in ambito internazionale»
— An Nasiriyah (Iraq), 7 - 8 settembre 2004
Medaglia di bronzo al valore dell'esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valore dell'esercito
«Sostituiva altra unità estremamente provata nelle località danneggiate dal sisma del 23 novembre 1980 con un complesso di quattrocento uomini tra ufficiali, sottufficiali e truppa intervenendo nei comuni di Laviano- Santomenna - Colliano - Valva - Castelnuovo di Conza - Contursi, considerati fra i più disastrati della provincia di Salerno. Con la generosità propria dei soldati di leva, operava incessantemente dal 30 novembre al 20 dicembre 1980, rinunciando anche ai turni di riposo per provvedere al recupero e alla pietosa inumazione di otre trecento salme, allestire tendopoli, somministrare pasti caldi giornalieri ai superstiti, contribuendo, con calore umano a dare fiducia e serenità ai terremotati. Dopo venti giorni di ininterrotta immane fatica svolta in condizioni meteorologiche particolarmente avverse, senza che alcun militare manifestasse il minimo cenno di cedimento, veniva avvicendato, lasciando negli abitanti nei Comuni ove aveva operato profondi sentimenti di riconoscenza, di stima e di affetto. Chiara espressione di virtù militari e civili, di coraggioso altruismo, di umana solidarietà»
— Alta Valle del Sele, 30 novembre - 20 dicembre 1980

Decorati[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Scudo Inquartato in croce di S. Andrea: nel primo di rosso a due sciabole d'argento in decusse - quella di destra a lama diritta - sormontate da un listello d'argento con la scritta "Custoza"; nel secondo d'azzurro a due spade manicate d'oro decussate e ridecussate con due rami di palma al naturale; il tutto sormontato da un giglio d'oro (Sondrio); nel terzo d'oro all'aquila dal volo spiegato di nero, tenente nell'artiglio destro uno scudetto ovale di rosso alla croce d'argento, posto in banda, e, con il sinistro, uno scudetto pure ovale d'argento in sbarra, alla fascia dello stesso con il motto "LIBERTAS" di nero (Forlì); nel quarto d'azzurro al silfio d'oro reciso di Cirenaica. Il tutto abbassato al capo d'oro.

Corona turrita.

Ornamenti esteriori: lista bifida: d'oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l'alto, riportante il motto: "OSANDO VINCO"

onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l'insegna dell'Ordine Militare d'Italia pendente al centro del nastro con i colori della stessa.

nastri rappresentativi delle ricompense al Valore:

Insegne e Simboli[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Reggimento indossava il fregio della Ex Divisione Folgore (composto da due ali con al centro un gladio rivolto in alto sopra al guardamano il cerchio con il numero "66").
  • Le mostrine del reggimento sono rettangolari di colore bianco e listate verticalmente di nero nella metà bassa. Nella metà alta su sfondo azzurro vi è un ala ( Destra sulla mostrina dx e sinistra sulla mostrina sx)con davanti un gladio.Alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane.
  • Le mostrine storiche sono rettangolari di colore bianco e listate verticalmente di nero. Alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane.

Persone legate al Reggimento[modifica | modifica wikitesto]

Fabrizio Castagnetti, già Comandante del Reggimento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Avvicendamento al Task Group “Griffon” in Iraq, su www.esercito.difesa.it. URL consultato il 4 giugno 2017.
  2. ^ a b 66º Reggimento di fanteria "Trieste".
  3. ^ GEN.C.A. MARIO LEONIDA POLITI...L'EROE DI TAKROUNA !, su asso66trieste.it. URL consultato il 29 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2014).
  4. ^ Emergenza neve: l'esercito in prima linea Riepilogo attività svolte dall'Esercito per l'emergenza neve all'8 febbraio 2012 Archiviato il 19 ottobre 2013 in Internet Archive..
  5. ^ Emergenza neve: l'esercito in prima linea - Fonte: Stato Maggiore Esercito Data: 6 febbraio 2012 Archiviato il 13 novembre 2013 in Internet Archive..
  6. ^ L'ordine militare venne assegnato a quasi tutte le unità di fanteria che parteciparono alla prima guerra mondiale.
  7. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2010.

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