22º Reggimento fanteria "Cremona"

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22º Reggimento fanteria "Cremona"
CoA mil ITA btg fanteria 022.png
Descrizione generale
Attiva1848 - 1990
NazioneRegno di Sardegna Regno di Sardegna
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d'Italia
Italia Italia
ServizioFlag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Armata Sarda
Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
TipoFanteria
DimensioneReggimento
MottoAll'ombra della bandiera è il nostro destino
Battaglie/guerreBattaglia di Novara (1849)
Prima guerra mondiale
Guerra d'Etiopia
Seconda guerra mondiale
Parte di
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Il 22º Reggimento fanteria "Cremona" è stata un'unità dell'esercito italiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il reggimento trae origini dal 22º Reggimento Fanteria costituito il 1º ottobre 1848, articolato su tre battaglioni, prendendo parte alla prima guerra di indipendenza italiana.[1]

Nel 1859 unitamente al 21º Reggimento, dà vita alla Brigata "Cremona", partecipando, nel periodo 1861-1870, alle operazioni contro il brigantaggio.

Abolite le brigate permanenti, nel 1871 prese il nome di 22º Reggimento fanteria "Cremona" che cambiò nuovamente il 2 gennaio 1881 quando viene riunito con il 21° nella ricostruita brigata e riprese il nome di 22 Reggimento fanteria (Brigata "Cremona"). All'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale il reggimento era ordinato su tre battaglioni, ognuno con quattro compagnie ed una sezione mitragliatrici.

Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale con l'attuazione della legge 11 marzo 1926 sull'ordinamento del Regio Esercito, divenne 22º Reggimento fanteria "Cremona", articolato su due battaglioni ed assegnato alla XX Brigata di Fanteria unitamente al 21º Reggimento fanteria "Cremona" e 88º Reggimento fanteria "Friuli".[1]

Nel 1935-36 prese parte alla Campagna d'Etiopia, fornendo ai reparti mobilitati 7 ufficiali e 75 soldati.[1]

Il 24 agosto 1939 viene inquadrato nella ricostituita 44ª Divisione fanteria "Cremona", unitamente al 21º Reggimento Fanteria e al 7º Reggimento Artiglieria per divisione di fanteria, partecipando alla seconda guerra mondiale inizialmente sul fronte delle Alpi occidentali e, successivamente, in Sardegna e Corsica.[1]

Dal 1939 al 1943 al comando del reggimento si sono avvicendati il colonnello Ezio Vegni, cui sono seguiti il colonnello Attilio Calendi e il colonnello Sabatino Fiumarella.[1]

Nel corso del conflitto il reggimento era articolato su comando, compagnia comando, tre battaglioni fucilieri, compagnia mortai da 81 e batteria armi di accompagnamento da 65/17.[1]

Superate le vicende armistiziali il reggimento ha preso parte alla guerra di liberazione inquadrato nel Gruppo di combattimento "Cremona", costituitosi ad Altavilla Irpina, agli ordini del Generale Clemente Primieri, con i reggimenti 21º e 22º fanteria (di cui fece parte la medaglia d'oro Mario Morgantini) e 7º artiglieria, che ha operato nel settore adriatico.

Dal 15 ottobre 1945 venne inquadrato nuovamente nella ricostituita Divisione fanteria "Cremona" della quale ne seguì le vicende del dopoguerra e la sua sede, che dal 1909 era a Pisa, spostata a Fossano in Piemonte.

22º Reggimento fanteria corazzato "Cremona"[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º ottobre 1969 il reggimento venne riconfigurato in reggimento di fanteria corazzata[2] e venne articolato nel VI battaglione bersaglieri, equipaggiato con VTT M113, su una compagnia bersaglieri controcarri, dotata di cannoni da 106 senza rinculo, e nel XIV battaglione carri equipaggiato con carri armati medi M47 Patton.[3]

22º Battaglione fanteria addestramento reclute "Primaro"[modifica | modifica wikitesto]

Con la ristrutturazione dell'Esercito del 1975, che aboliva il livello reggimentale il 29 ottobre 1975 il reggimento venne sciolto e le sue tradizioni ereditate dal 22º Battaglione fanteria addestramento reclute "Primaro", riconfigurato come battaglione addestramento reclute, articolato su comando, plotone comando, due compagnie e inquadrato nella Brigata motorizzata "Cremona",[4] costituitasi dalla riconfigurazione della Divisione fanteria "Cremona".

Nel quadro di ulteriore ristrutturazione dell'Esercito Italiano, il battaglione nel 1989 venne posto in posizione "quadro", versando la Bandiera al Sacrario del Vittoriano il 15 dicembre 1989 e il 2 novembre 1990 venne definitivamente sciolto a Fossano.[2]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia
«Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace , domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia.»
— Guerra 1915-18[5]
— Conferita con R.D. il 5 giugno 1920[6]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Per la bella e gloriosa condotta dal II Battaglione nella giornata del 17 settembre 1912 a Kasr Ras El Leben (Derna)»
— Derna 17 settembre 1912
— Conferita con R.D. il 5 giugno 1920[6]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Con brillanti vittorie e tenaci resistenze assicurava la conquista del Carso meridionale sopra a Monfalcone, e, movendo compatto, espugnava fortissime posizioni nemiche ad Est di Doberdò, mantenendovisi fermamente sotto la furia di quotidiani bombardamenti (agosto-settembre-novembre 1916) il 14 gennaio 1918 travolte con mirabile slancio le difese nemiche, vincendone l’accanita resistenza, oltrepassava la vetta dell'Asolone, catturando prigionieri e mitragliatrici»
— Carso (agosto-settembre-novembre 1916); Monte Asolone 14 gennaio 1918
— Conferita con R.D. il 5 giugno 1920[6]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«In Corsica prima, attraverso la pianura padana, dal fiume Reno a Venezia poi, ha lottato contro il tedesco nemico tradizionale, ed ha vinto per la libertà e la ricostruzione dell’Italia travagliata, espirandosi alle più pure tradizioni del Risorgimento.»
— Corsica, 9 settembre-3 ottobre 1943; Ravenna, Venezia, 12 gennaio-8 maggio 1945
— Conferita con R.D. il 13 Settembre 1945[6]
Medaglia d'Argento di Benemerenza - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento di Benemerenza
«Si segnalò per operosità, coraggio, filantropia e abnegazione nel portare soccorso alle popolazioni funestate dal terremoto calabro siculo del 28 dicembre 1908»
— Calabria-Sicilia 1908
— Conferita con R.D. il 5 giugno 1910[6]
Attestato di Benemerenza al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Attestato di Benemerenza al Merito Civile
«Con diuturno impegno di uomini e mezzi contribuiva al buon esito delle operazioni di soccorso di località devastate da dilaganti acque alluvionali»
— Firenze 9 novembre - 7 dicembre 1966[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f 22º Reggimento di fanteria "Cremona", su regioesercito.it. URL consultato il 18 febbraio 2015.
  2. ^ a b 22º Reggimento Fanteria "Cremona".
  3. ^ L'ESERCITO ITALIANO NEL 1974.
  4. ^ L'ESERCITO ITALIANO NEL 1976
  5. ^ L'ordine militare venne assegnato a quasi tutte le unità di fanteria che parteciparono alla prima guerra mondiale
  6. ^ a b c d e f 22° REGGIMENTO FANTERIA “CREMONA” - visto 5 febbraio 2018
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