56ª Divisione fanteria "Casale"

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56ª Divisione fanteria "Casale"
56a Divisione Fanteria Casale.png
Stemma della 56ª Divisione fanteria "Casale"
Descrizione generale
Attiva1939 - 8 settembre 1943
NazioneItalia Italia
ServizioFlag of Italy (1860).svg Regio esercito
Tipodivisione di fanteria
Dimensione430 ufficiali e 9471 sottufficiali e truppa (organico all'11 ottobre 1942)
Guarnigione/QGForlì
Battaglie/guerreCampagna greco-albanese
Comandanti
Degni di notagenerale Enea Navarini
Simboli
MostrinaDivisione fanteria casale.jpg
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La 56ª Divisione fanteria "Casale" fu una grande unità del Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini alla seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della grande unità risalgono alla Brigata "Monteferrato" che nel 1831 divenne Brigata "Casale", costituita da 1º e 2º Reggimento "Brigata Casale". La denominazione dei due reggimenti nel 1839 viene cambiata rispettivamente in 11º e 12º Reggimento fanteria "Brigata Casale".

I due reggimenti presero parte alle campagne risorgimentali, prendendo parte alla prima e alla seconda guerra di indipendenza, inframezzate dalla partecipazione alla guerra di Crimea e, successivamente alla proclamazione del Regno d'Italia, prendendo parte alla terza guerra di indipendenza.

All'entrata in guerra dell'Italia la Brigata "Casale" costituita da'11º e 12º Reggimento fanteria ebbe l’arduo compito di espugnare il Podgora, dove i due reggimenti combatterono ininterrottamente per 14 mesi, riuscendo, nella sesta battaglia dell'Isonzo, a conquistare quello che era un baluardo della testa di ponte austroungarica a difesa di Gorizia.[1] Per il comportamento tenuto sul Podgota, alle bandiere dei due reggimenti venne conferita la medaglia d'oro al valor militare

Nel corso del 1916 la Brigata "Casale" prese parte alla , e 9ª battaglia dell'Isonzo.[1]

Alla data dell'armistizio la grande unità si trovava a Lago.

Alla guida delal brigata nel corso del conflitto si sono avvicendati i seguenti comandanti:

  • Maggior generale Francesco Marchi, dal 24 ìnaggio al 6 giugno 1915;[1]
  • Maggior generale Vittorio Manfredi Emmanuelli, dal 14 giugno 1915 al 3 settembre 1915;
  • Maggior generale Luigi Tiscornia, dal 4 settembre 1915 al 10 marzo 1917;
  • Colonnello brigadiere Antonio Isnaldi, dal 5 marzo 1917 al 16 maggio 1917;
  • Colonnello brigadiere Giustino Fedele, dal 24 maggio 1917 al 14 settembre 1917;
  • Colonnello brigadiere Roberto Bencivenga, dal 14 settembre 1917 al 6 ottobre 1917;
  • Colonnello brigadiere Giustino Fedele, dal 10 ottobre 1917 al termine della guerra.

In seguito alla legge dell'11 marzo 1926 che prevedeva brigate su tre reggimenti, il 28 ottobre dello stesso anno la Brigata "Casale" venne sciolta per assegnare l'11º Reggimento fanteria alla 17ª Brigata di Fanteria e il 12º reggimento alla 12ª Brigata di Fanteria. Nel 1939 i due reggimenti riconfluirono, con il 56º Reggimento artiglieria, in una nuova grande unità, la 56ª Divisione fanteria "Casale".[2]

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Alla data del 10 giugno 1940, giorno dell'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale la Divisione era di stanza a Forlì.[2]

A partire dal 14 marzo, le unità della Divisione iniziarono l'imbarco per l'Albania, raggiungendo le zone di operazioni sul fronte greco-albanese, inquadrata nel VI Corpo d'armata, prima in Val Shushitza e poi a Tepeleni, nel settore della Vojussa, inserita, a partire dal 20 marzo nel XXV Corpo d'armata.[2] In aprile la Divisione prese parte all'inseguimento del nemico lungo la Conca di Luzzatti e la valle del fiume Dhrino, scontrandosi, il 18 aprile, con le retroguardie nemiche sul torrente Cardigu sbaragliandolo, per raggiungere il giorno successivo Argirocastro ed il 21 il territorio greco a Hani-Delvinaki, dove prese contatto con una pattuglia della tedesca.[2]

In maggio la Divisione venne dislocata oltre il fiume Kalamas a Sitsa, Negrades, Elea, impiegata in azioni di rastrellamento e successivamente, nel 1942, tra il golfo di Arta e il golfo di Patrasso, con presidi ad Agrinion, Amphilokia e Missolungi, partecipando ad operazioni di rastrellamento ed antipaitigiane anti-partigiani a Agrinion, Katoki, Mussura, Krisovitza, Scutera e Sariadafino.[2]

Nel corso del 1943 la Divisione risultava dislocata nella stessa zona dell'anno precedente e venne considerata sciolta a metà settembre in conseguenza dei fatti che determinarono l'armistizio dell'8 settembre, mentre alcuni reparti dell'11º Reggimento scelgono di resistere ai tedeschi unendosi ai partigiani greci.

Ordine di battaglia: 1940[modifica | modifica wikitesto]

Ordine di battaglia: 1943[modifica | modifica wikitesto]

Comandanti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

George F.Nafziger "Italian Order of Battle: An organizational history of the Italian Army in World War II" (3 vol)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]