103ª Divisione fanteria "Piacenza"

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
103ª Divisione fanteria "Piacenza"
103a Divisione Fanteria Piacenza.png
Stemma della 103ª Divisione fanteria "Piacenza"
Descrizione generale
Attiva15 marzo 1942 - 9 settembre 1943
NazioneItalia Italia
ServizioFlag of Italy (1860).svg Regio esercito
Tipodivisione autotrasportabile tipo metropolitano
Guarnigione/QGBolzano
Equipaggiamentocannoni: 8 x 20/65,
8 x 47/32,
8 x 65/17,
24 x 75/27,
12 x 100/17;
mortai: 45 x 81 mm,
108 x 45 mm
Battaglie/guerreSeconda guerra mondiale (territorio metropolitano)
Difesa di Roma
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

La 103ª Divisione fanteria "Piacenza" fu una grande unità di fanteria del Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale. Era in particolare una divisione autotrasportabile tipo metropolitano, ovvero delle normali divisioni di fanteria, prive della Legione CC.NN., interamente motorizzate per quanto riguarda i servizi e l'artiglieria e solo parzialmente per la componente di fanteria, che doveva quindi ricorrere per il movimento motorizzato ai veicoli forniti di volta in volta dagli Autogruppi di Corpo d'armata. Al 10 giugno 1940, l'organico previsto per una divisione di questo tipo era di 10.404 uomini, equipaggiati con 60 cannoni (8 contraerei Breda 20/65 Mod. 1935, 8 anticarro 47/32 Mod. 1935,8 da accompagnamento 65/17 Mod. 1908/1913, 24 campali da 75/27, 12 obici da 100/17), 153 mortai (45 mortai da 81 mm e 108 da 45 mm), 286 mitragliatrici (220 leggere e 66 pesanti). Per i trasporti erano disponibili 461 veicoli a motore, 36 trattori d'artiglieria, 159 motocicli e 127 biciclette.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della divisione si fanno risalire alla Brigata "Piacenza", costituita in vista della Grande Guerra, il 15 marzo 1915, sul 111º e il 112º Reggimento fanteria e sciolta nell'ottobre 1920.

La Divisione "Piacenza" (103ª) si costituisce a Padova il 15 marzo 1942, assumendo alle proprie dipendenze i ricostituiti il 111º e il 112º Reggimento fanteria ed il 37º Reggimento artiglieria per Divisione di fanteria. Dalla zona di guarnigione di Bolzano, nel giugno 1942 viene trasferita in Piemonte, nelle zone di Cuneo-Borgo San Dalmazzo-Rivarolo ed a novembre in Liguria, a copertura della fascia costiera compresa tra le località di Savona, Genova, Vado Ligure e Varazze; nel maggio 1943 la copertura viene estesa alla Piazza Marittima.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Villa Doria e Mancata difesa di Roma.

In luglio la grande unità viene trasferita in Lazio, inserita nel XVII Corpo d'armata (generale Giovanni Zanghieri), con l'incarico di realizzare la seconda linea di difesa costiera tra la foce del Garigliano e quella dell'Ardea. Qui costituisce i capisaldi di sbarramento di Priverno, Cisterna, Sezze, Velletri, Gaeta e Scauri. Spostata a difesa della zona dei Castelli romani nel mese di agosto viene sorpresa dall'armistizio dell'8 settembre 1943, è tra le prima unità ad essere attaccate nelle prime ore del giorno successivo per mano della 2ª Divisione paracadutisti tedesca. Alle 06.05 del 9 settembre Villa Doria ad Albano fu attaccata da un distaccamento della 2ª divisione di paracadutisti guidato dal maggiore Harald-Otto Mors gli scontri durarono fino alle ore 08.00, terminando con la resa degli italiani del 111º Fanteria. La "Piacenza" pagò lo scontro con 27 morti e 32 feriti gravi. I militari sopravvissuti furono tenuti prigionieri dai tedeschi fino al 20 settembre, quando furono forniti di foglio di legittimazione e messi in libertà. In seguito a questi eventi, la divisione si considera sciolta il 9 settembre 1943.

Ordine di battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Comandanti 1942-1943[modifica | modifica wikitesto]

  • Gen. D. Carlo Rossi (15 marzo 1942 - 10 settembre 1943)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

George F.Nafziger "Italian Order of Battle: An organizational history of the Italian Army in World War II" (3 vol)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]