Medaglia d'oro al valor militare

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Medaglia d'oro al valor militare (M.O.V.M.)
Repubblica (1946 - oggi)
Regno d'Italia (1793 - 1946)
Re di Sardegna (1793 - 1815; 1833 - 1861), Re d'Italia (1861 - 1946), Presidente della Repubblica (1946 - oggi)
Status attivo
Istituzione 21 maggio 1793
Gradi Medaglia d'oro al valor militare, Medaglia d'argento al valor militare, Medaglia di bronzo al valor militare, Croce di guerra al valor militare
Valor militare gold medal BAR.svg
Nastrino della medaglia d'oro al valor militare

La medaglia d'oro al valor militare (M.O.V.M.), come massimo riconoscimento del valore militare, fu istituita dal re Vittorio Amedeo III di Savoia il 21 maggio 1793 «[…] per ufficiali inferiori e soldati che avevano fatto azioni di segnalato valore in guerra».

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel dritto recava il profilo del re, nel verso un trofeo di bandiere e la scritta "al valore". Vittorio Emanuele I la soppresse per sostituirla il 14 agosto 1815 con l'Ordine militare di Savoia.

Toccò a Carlo Alberto di Savoia ripristinarla, con regio viglietto del 26 marzo 1833, ed anzi di aggiungervi la medaglia d'argento e quella di bronzo. Le caratteristiche: sul dritto, lo scudo sabaudo con rami d'alloro, la corona reale e la scritta «al valor militare»; sul rovescio due rami di alloro che racchiudevano il nome del decorato, il luogo e la data dell'azione.

Vittorio Emanuele III di Savoia, con regio decreto n. 1423 del 4 novembre 1932, emanò le nuove disposizioni per la concessione delle medaglie unitamente alla croce di guerra al valor militare.

Durante la seconda guerra mondiale successivamente all'armistizio la neocostituita Repubblica Sociale Italiana adottò nell'arco temporale 1943-1945 il medesimo riconoscimento governativo vigente all'epoca ad eccezione delle insegne regie sostituite con simbologie fasciste (il gladio): esso non è mai stato legalmente riconosciuto né durante il Regno d'Italia né successivamente dalla Repubblica italiana.

Dalla proclamazione della Repubblica, il 2 giugno 1946, lo scudo sabaudo è stato sostituito dall'emblema della Repubblica Italiana.

Ai sensi della normativa attuale (D. Lgs. 15 marzo 2010, n. 66) la Medaglia d'oro al valor militare può essere concessa "(Art.1412) ... a coloro i quali, per compiere un atto di ardimento che avrebbe potuto omettersi senza mancare al dovere e all'onore, hanno affrontato scientemente, con insigne coraggio e con felice iniziativa, un grave e manifesto rischio personale in imprese belliche. La concessione ... ha luogo solo se l'atto compiuto è tale da poter costituire, sotto ogni aspetto, un esempio degno di essere imitato. ... (Art.1413) Le medaglie d'oro... possono essere concesse anche per imprese di carattere militare compiute in tempo di pace, se in esse ricorrono le caratteristiche di cui all' articolo 1412.".

Conferimenti più significativi[modifica | modifica wikitesto]

Le date indicate si riferiscono alla data dell'evento per cui la medaglia è stata conferita.

Primi ed ultimi conferimenti[modifica | modifica wikitesto]

I primi conferimenti dopo la riforma del 1833 sono stati:

  • Conferimento individuale: Luogotenente colonnello Adriano d'Onier (1834)
  • Conferimento "alla bandiera": 3º Reggimento Zuavi francese (1859)[1]

I conferimenti più recenti sono stati :

La prima donna ad essere stata insignita della decorazione fu:

I più giovani ed i più anziani[modifica | modifica wikitesto]

La persona più giovane ad essere stata insignita della decorazione fu:

  • tra i civili: Gennaro Capuozzo, di 12 anni (1943)
  • tra i militari: Tenente Vittorio Montiglio, classe 1903, decorato per fatti d'arme avvenuti tra il 1917 ed il 1920 (quindi di età tra i 14 ed i 17 anni)

La persona più anziana ad essere insignita della decorazione fu:

Conferimenti multipli[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia di questa decorazione sono stati solamente sette i militari che ne sono stati insigniti più di una volta a titolo individuale:

Ad essi si aggiungono ventiquattro conferimenti doppi "alla bandiera" di unità militari[4]:

  • 1º Reggimento "Granatieri di Sardegna" (1860 e 1917)
  • 5º e 6º Reggimento fanteria "Aosta" (1859 e 1917-18)
  • 9º e 10º Reggimento fanteria "Regina" (1859 e 1915-16)
  • 13º Reggimento fanteria "Pinerolo" (1915-18 e 1941)
  • 47º e 48º Reggimento fanteria "Ferrara" (1915-17 e 1940-41)
  • 80º Reggimento fanteria "Pasubio" (1941-42 e 1942-43)
  • 84º Reggimento fanteria "Venezia" (1911 e 1943)
  • 151º e 152º Reggimento fanteria "Sassari" (1915-16 e 1918)
  • 157º Reggimento fanteria "Liguria" (1916 e 1941)
  • 3º Reggimento Bersaglieri (1941-42 e 1942)[5]
  • 6º Reggimento Bersaglieri (1942 e 1942-43)
  • 8º Reggimento Bersaglieri (1941-42 e 1943)
  • 5º, 8º e 9º Reggimento Alpini (1940-41 e 1942-43)
  • Reggimento "Genova Cavalleria" (4º) (1792)[6]
  • Battalioni Alpini "Edolo", "Tirano" e "Tolmezzo" (1940-41 e 1942-43)
  • Battaglione Alpini "Cividale" (1940-41 e 1942-43)
  • IV Battaglione Coloniale "Toselli" (1936 e 1941)

Una sola città è stata decorata due volte:

  • Città di Vicenza (1848 e 1943-45)

Il maggior numero di conferimenti individuali per un singolo fatto d'arme si riferisce alla "Operazione Malta 2" del 25-26 luglio 1941, con otto conferimenti alla memoria[7] ed uno a vivente[8].

Il maggior numero di conferimenti individuali relativi ad un singolo evento non di combattimento si riferisce all'Eccidio di Kindu dell'11-12 novembre 1961, con tredici conferimenti[9], tutti alla memoria.

Il maggior numero di conferimenti alla bandiera relativi ad un singolo fatto d'arme si riferisce alla Seconda battaglia di El Alamein del 23 ottobre - 3 novembre 1942, con otto conferimenti[10].

Il maggior numero di conferimenti individuali tra gli appartenenti ad una singola unità si riferisce alla Xª Flottiglia MAS della Regia Marina tra il 1941 ed il 1943, con 31 conferimenti[11].

Decorati stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Tredici cittadini stranieri sono stati decorati di Medaglia d'oro al Valore Militare per atti di eroismo:

A questi si aggiunge un conferimento "alla bandiera" di una unità straniera:

  • 3º Reggimento Zuavi (Francia, 1859)

Altri cinque riconoscimenti furono legati a considerazioni di alleanza:

Inoltre quattro riconoscimento vennero conferiti a militari del Regno d'Albania in unione dinastica con il Regno d'Italia ed uno ad un Eritreo, quindi soggetti all'autorità italiana ma non in possesso della piena cittadinanza:

Tabella ricompense[modifica | modifica wikitesto]

Repubblica Italiana
decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1949, n. 773

pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 251 del 31 ottobre 1949
con correzione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 255 del 7 novembre 1949
Valor militare gold medal BAR.svg
Medaglia d'oro
al valor militare
Valor militare silver medal BAR.svg
Medaglia d'argento
al valor militare
Valor militare bronze medal BAR.svg
Medaglia di bronzo
al valor militare
Croce di guerra al valor militare BAR.svg
Croce
al valor militare

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il primo conferimento "alla bandiera" ad una unità italiana è stato al 10º Reggimento Fanteria "Regina" (1860)
  2. ^ In termini assoluti fu Guglielmo I, re di Prussia, insignito della MOVM all'età di 69 anni, quale comandante dell'esercito Prussiano nella campagna del 1866
  3. ^ Ex militare, congedato per raggiunti limiti d'età. Il decorato più anziano tra i civili senza un rilevante passato militare fu l'avvocato Placido Martini, di 65 anni (1944)
  4. ^ Anche la bandiera dell'attuale 4º Reggimento Alpini si fregia di due Medaglie d'oro al valor militare, anche se non conferite direttamente al reggimento: è infatti custode delle tradizioni del Battaglione Alpini "Aosta" (decorato nel 1917) e del Battaglione Alpini Sciatori "Monte Rosa" (decorato nel 1942-43)
  5. ^ L'attuale bandiera del 3º Reggimento Bersaglieri si fregia di tre Medaglie d'oro al valor militare, due conferite al reggimento ed una quale custode delle tradizioni del III Battaglione Berdsaglieri Ciclisti (decorato nel 1915-16)
  6. ^ A due Squadroni dell'allora Reggimento Dragoni del Re
  7. ^ Capitano di fregata Vittorio Moccagatta, Capitano di corvetta Giorgio Giobbe, Maggiore genio navale Teseo Tesei, Capitano medico Bruno Falcomatà, Sottotenente di vascello Carlo Bosio, Sottotenente armi navali Aristide Carabelli, 2º Capo palombaro Alcide Pedretti, Sottocapo silurista Guido Vincon
  8. ^ Sottotenente di vascello Roberto Frassetto
  9. ^ Maggiore pilota Amedeo Parmeggiani, Capitano pilota Giorgio Gonelli, Tenente medico Francesco Paolo Remotti, Sottotenente pilota Onorio De Luca, Sottotenente pilota Giulio Garbati, Maresciallo motorista Filippo Di Giovanni, Sergente maggiore elettromeccanico di bordo Armando Fausto Fabi, Sergente maggiore marconista Antonio Mamone, Sergente maggiore montatore Silvestro Possenti, Sergente maggiore montatore Nicola Stigliani, Sergente elettromeccanico di bordo Martano Marcacci, Sergente motorista Nazzareno Quadrumani, Sergente marconista Francesco Paga
  10. ^ 1º Regimento artiglieria Celere, 19º e 20º Reggimento fanteria "Brescia", 132º Reggimento fanteria carristi "Ariete", 185ª Divisione paracadutisti "Folgore", 185º Reggimento artiglieria paracadutisti "Folgore", 186º Reggimento fanteria paracadutisti "Folgore", 187º Reggimento fanteria paracadutisti "Folgore".
  11. ^ Capitano di fregata Vittorio Moccagatta, Capitano di corvetta Mario Arillo, Capitano di corvetta Junio Valerio Borghese, Capitano di corvetta Giorgio Giobbe, Capitano di corvetta Salvatore Todaro, Capitano medico Bruno Falcomatà, Capitano G.N. Antonio Marceglia, Capitano A. N. Vincenzo Martellotta, Tenente di vascello Gino Birindelli, Tenente di vascello Luigi Durand de la Penne, Tenente di vascello Luigi Faggioni, Tenente di vascello Emilio Legnani, Tenente di vascello Licio Visintini, Capo manipolo MILMART Luigi Ferraro, Sottotenente di vascello Ettore Bisagno, Sottotenente di vascello Carlo Bosio, Sottotenente di vascello Angelo Cabrini, Sottotenente di vascello Roberto Frassetto, Sottotenente A.N. Aristide Carabelli, Guardiamarina Girolamo Manisco, Capo palombaro di 3ª classe Emilio Bianchi, Capo palombaro di 3ª classe Mario Marino, Capo cannoniere di 3ª classe Alessio De Vito, Capo motorista navale di 3ª classe Tullio Tedeschi, Sottocapo palombaro Giovanni Magro, Sottocapo silurista Guido Vincon, Sergente cannoniere P.S. Emilio Barberi, 2º capo meccanico Lino Beccati, 2º capo palombaro Alcide Pedretti, 2º capo palombaro Spartaco Schergat.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]