Vittorio Montiglio

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Vittorio Montiglio
15 gennaio 1903 – 9 novembre 1929
Soprannome l’eroe Fanciullo
Nato a Valparaíso
Morto a Magliano Sabina
Cause della morte incidente stradale
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Flag of Italy (1860).svg esercito
Arma Fanteria
Specialità Alpini
Reparto 7º Reggimento alpini
Grado tenente
Comandante di Battaglione "Feltre"
Decorazioni medaglia d'oro al valor militare
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Vittorio Montiglio (Valparaíso, 15 gennaio 1903Magliano Sabina, 9 novembre 1929) è stato un militare italiano, medaglia d'oro al valor militare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del console d'Italia in Cile, fuggì 14enne dal Cile su un mercantile per arruolarsi nel Regio Esercito, dove arrivò al grado di tenente degli alpini, il più giovane dell'intero esercito. Fu poi dal 1917 inviato nella campagna di Albania. Decorato con la medaglia d'oro al valor militare.

Terminata la guerra, insieme con i fratelli fu legionario a Fiume. Aderì al Fascismo, che propagandò in America latina [1]. Morì in un incidente automobilistico insieme con Guido Keller.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Nato nel lontano Cile, da famiglia italiana, educato ad alti sentimenti di amor patrio, l’animo conquiso dagli eroismi e dai sacrifici della nostra guerra, la cui eco giungeva a lui attraverso le lettere dei due fratelli volontari al fronte, quattordicenne appena lasciò la casa paterna e sprezzando pericoli e disagi venne, alla sua Patria. Nascondendo colla prestanza del fisico la giovanissima età, si arruolava nell’esercito, e, dopo ottenuta l’assegnazione ad un reparto territoriale, per sua insistenza, veniva trasferito ad un reparto alpini d’assalto, ciò che era nei suoi sogni e nelle giovanili speranze. Sottotenente a quindici anni, comandante gli arditi del battaglione “Feltre”, partecipò con alto valore ad azioni di guerra, rimanendo ferito. Di sua iniziativa abbandonava l’ospedale per partecipare alla grande battaglia dell’ottobre 1918, nella quale si distinse e fu proposto al valore. Tenente a sedici anni, fu inviato col reparto in Albania, dove, in importanti azioni contro i ribelli, rifulsero le sue doti d’iniziativa, non fiaccate dalle febbri malariche dalle quali venne colpito. Nella stessa località, salvando con grave rischio un suo soldato pericolante nelle insidiose correnti del Drin, dava prova di elevata sensibilità umana e di civili virtù. Magnifica figura di fanciullo soldato, alto esempio ai giovani di che cosa possa l’amore alla propria terra.[2]»
— Italia - Albania, giugno 1917- giugno 1920.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Atlantico Ferrari, Vittorio Montiglio. L'eroe fanciullo, 1931