Magliano Sabina

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Magliano Sabina
comune
Magliano Sabina – Stemma Magliano Sabina – Bandiera
Magliano Sabina – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
SindacoAlfredo Graziani (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate42°22′N 12°29′E / 42.366667°N 12.483333°E42.366667; 12.483333 (Magliano Sabina)Coordinate: 42°22′N 12°29′E / 42.366667°N 12.483333°E42.366667; 12.483333 (Magliano Sabina)
Altitudine222 m s.l.m.
Superficie43,23 km²
Abitanti3 693[1] (31-12-2017)
Densità85,43 ab./km²
FrazioniFoglia
Comuni confinantiCalvi dell'Umbria (TR), Civita Castellana (VT), Collevecchio, Gallese (VT), Montebuono, Orte (VT), Otricoli (TR)
Altre informazioni
Cod. postale02046
Prefisso0744
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT057035
Cod. catastaleE812
TargaRI
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 769 GG[2]
Nome abitantimaglianesi
Patronosan Liberatore vescovo e martire
Giorno festivo15 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Magliano Sabina
Magliano Sabina
Magliano Sabina – Mappa
Posizione del comune di Magliano Sabina nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Magliano Sabina (Majjàno in dialetto maglianese, Majjànu in dialetto sabino[3]) è un comune italiano di 3 693 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Dislocato sul confine tra Lazio ed Umbria si trova ai confini con la provincia di Terni e la provincia di Viterbo. Il centro abitato sorge a 222 metri di altitudine su una collina che domina la Valle del Tevere. Il territorio è caratterizzato da un andamento collinare che precede la catena preappeninica dei Monti Sabini. Il torrente Aia confluisce nel Tevere nel territorio comunale di Magliano Sabina.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona D, 1769 GR/G

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca pre-romana e romana[modifica | modifica wikitesto]

Alle origini il territorio era ricoperto dal mare, successivamente da un lago, detto Tiberino. Nel Pliocene emersero le colline attuali[4], dove ossidiane e selci lavorate indicano la comparsa dell'uomo[5]. Le necropoli del Giglio, di San Biagio, di Castellano e di Collicello restituiscono reperti di un villaggio arcaico[6]. Ville rustiche di età repubblicana e imperiale in tutto il territorio[7], e un nucleo abitato nella valle del Tevere, denominato Catiliano[8] (oggi stazione dell'Autostrada del Sole-A1), testimoniano la conquista romana.

Medio Evo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra goto-bizantina, i Longobardi occupano Catiliano, posto al confine con lo Stato della Chiesa, e si stanziano nel “luogo chiamato Malliano” (VIII secolo), dove si trovano la chiesa di Santa Eugenia e quella di San Giovenale (817). Qui nasce il primo nucleo urbano, che subisce dall'876 al 913 le incursioni dei Saraceni. A difesa si costruisce il castello di Santa Eugenia[9]. Nel XII secolo Magliano è già una fortezza ben munita e importante, tanto che ospita nel 1155 Adriano IV e Federico Barbarossa[10] ed è soggetto al papato. Nel 1278 gli abitanti sono circa 1.500. In questo periodo si scontra con il comune Narni, con cui stabilisce un patto di amicizia. Nel 1311 il senatore capitolino, Ludovico di Savoia, assoggetta Magliano al Comune di Roma[11].

Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Nel secolo XV, grazie al porto fluviale, Magliano gode di una sostanziale ricchezza. Alessandro VI (1495) elegge Magliano sede della Diocesi Sabina e lo fregia del titolo di città[12]. Il 26 gennaio 1593 il cardinale Paleotti istituisce il Seminario Sabino[13], vi sono sette chiese parrocchiali, alcuni conventi ed un istituto di ospitalità. Conta circa 3500 anime. La costruzione di Ponte Felice (1598-1623), voluta da Sisto V, elimina il porto fluviale, fonte di ricchezza, ma la deviazione del Tevere per la costruzione del ponte genera acque stagnanti, che diffondono epidemie. Magliano si avvia verso una diffusa miseria[14].

Il Seicento e il Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1600 «Ha questa Città, oggidì per le miserie de' tempi, assai scaduta dal suo antico splendore, e che non gli rimasto poco più altro di onore, se non quello del Trono Vescovile, il territorio non è molto fertile, né meno, per la scarsezza del popolo, molto coltivato»[15]. Il capo priore manda gli elenchi dei miserabili e i debiti della Comunità, al posto delle previsioni di bilancio. Nel 1700 « … questa Città videsi nella dura necessità, che questa Popolazione dovesse abbandonare le proprie Case, e fissare la rispettiva residenza chi negli Orti esistenti dentro la medesima, e chi nelle proprie Campagne... ». Inoltre «Nella Comunità di Magliano in Sabina per causa di terremoti, e tempi di piogge, molte famiglie oneste muoiono per la fame, per cui si deve provvedere... »[16]. La popolazione si riduce a circa 1800 abitanti.

L'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo napoleonico Magliano è sede di cantone ed entra nel Dipartimento del Tevere[17]. Agli inizi del 1800 la comunità conta 1214 abitanti; negli anni Venti ha 1387 anime, che diventano 1634 al tempo del cardinale Carlo Odescalchi (1833-1836)[18]. Nel 1847 Pio IX toglie al Comune di Roma i diritti di vassallaggio su Magliano dopo 536 anni. Passata la breve esperienza della Seconda Repubblica Romana, la città entra nella Delegazione di Rieti (1850) e ha una popolazione di circa 2000 abitanti.

Nel Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1860 al 1870 è terra di confine fra lo Stato Pontificio e il Regno d'Italia, ed appartiene alla Provincia dell'Umbria (in seguito di Perugia). La popolazione passa da circa 2000 abitanti del 1860 ai 3108 del 1870, nonostante una violenta epidemia di colera (1867) avesse mietuto circa cento vittime in tre mesi. Alla vigilia della presa di Roma, nel settembre 1870, il Generale Raffaele Cadorna insedia a Magliano il suo stato maggiore per attaccare lo Stato Pontificio[19].

Ricchezza e scioperi dei contadini[modifica | modifica wikitesto]

L'apertura verso Roma, grazie alla linea ferroviaria Roma-Orte (1866), dà un forte impulso al commercio e all'agricoltura. Nel 1904 scoppiano moti contadini di risonanza nazionale[20]. Nella Prima Guerra Mondiale Magliano registra molti caduti al fronte. Nel 1919-1920, i contadini occupano le terre da coltivare, e si scontrano con le squadre fasciste. Durante il Fascismo i territori dei Comuni e delle Province vengono modificati: Magliano passa dalla Provincia di Perugia a quella di Roma (1923), e nel 1927 a quella di Rieti[21].

Conclusione[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni fra le due guerre mondiali beneficia di un'economia florida, ma con la guerra va verso un'inesorabile decadenza. Nel Dopoguerra si riprende, ma nel 1956 una stagione inclemente colpisce l'agricoltura e spopola le campagne. I lavori per la costruzione dell'Autostrada del Sole (fine anni Cinquanta) portano lavoro e benessere. Dopo l'inaugurazione del casello dell'A1 (1963) Magliano conta intorno a 4.000 abitanti, che negli anni settanta scendono notevolmente a circa 3.500, per attestarsi a poco più di 3.800, quanti risultano oggi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario di Santa Maria delle Grazie
  • Chiesa di San Michele Arcangelo
  • Santuario della Madonna di Uliano (Loc. Colle Sala)
  • Chiesa della Madonna degli Angeli (Loc. Angeli)
  • Chiesa dei Santi Cesareo e Rosa (Loc. Berardelli)
  • Chiesa di Santa Serena (Fraz. Foglia)
San Pietro

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Vannicelli (oggi Municipio)
  • (ex) Seminario Vescovile
  • (ex) Edificio Scolastico
  • Ospedale vecchio
  • Porta Santa Croce
  • Porta Romana
  • Fontana Unità d'Italia
  • Torre Civica
  • Villa Solimani-Mariotti
  • Palazzo Orsolini-Cencelli
  • Palazzo Gori (oggi Museo)
  • Belvedere Giuseppe Mazzini
  • Monumento ai caduti della guerra del 1915-18
  • Ponte Felice sopra al Tevere tra il Borghetto e Magliano in Sabina nel 1676.
    Monumento de La Memoria (Loc. Frangellini

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda i resti archeologici si segnalano:

  • I ruderi in loc. S. Lorenzo del porto romano sul Tevere denominato Captiliano;
  • Resti sporadici romani;
  • Sepolcro romano di Foglia;
  • Villa romana in loc. S. Sebastiano, forse appartenuta alla famiglia dei Claudi per il rinvenimento di frammenti di doli che riportavano tale famiglia.
  • Villa romana in loc. Porto S. Agata, situata su un costone a strapiombo sul Tevere, dove era presente anche il porto romano di Foglia. La villa sembrerebbe aver avuto la doppia funzione di abitazione e magazzino per le merci. L'Opus reticolatum è databile alla fine del II- I secolo a.C..

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[22]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale
  • Archivio Storico Comunale

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

  • Istituto Omnicomprensivo Statale "Sandro Pertini" di Magliano Sabina

(Asilo Nido, Scuole Materna/Elementare/Media, Liceo Scientifico "Mario Tagliacozzo", Istituto Professionale per l'Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera)

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Civico Archeologico di Magliano Sabina

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro Manlio (Comunale)
  • Teatro Parrocchiale

Associazioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Associazione Turistica Pro-Loco
  • Associazione Musicale "Gian Giacomo Carissimi" di Magliano Sabina

(Banda Musicale, Coro Polifonico)

  • Associazione Storica Giostra del Gonfalone
  • Gruppo Teatrale Magliano Sabina
  • Mirabilis Teatro Societas

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Primi cittadini (dal 1980)[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1980 1993 Vittorino Rufini Sindaco
1993 1999 Paola Fratoni Sindaco
1999 2009 Angelo Lini Sindaco
2009 in carica Alfredo Graziani Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è la Polisportiva Maglianese che milita nel girone B laziale di Promozione.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La Maglianese Volley, fondata nel 1957 e affiliata alla Federazione Italiana Volleyball dal 1960, con più di 100 tesserati partecipa a diversi campionati giovanili sia femminili che maschili. La squadra maschile milita nel campionato regionale di serie C. Importante per il movimento anche la squadra Over.

Pugilato[modifica | modifica wikitesto]

Settore storico della Polisportiva Maglianese, con circa 30 tesserati e diversi atleti in ambito dilettantistico.

Bocce[modifica | modifica wikitesto]

Importante settore che avvicina allo sport molti appassionati.

Karate[modifica | modifica wikitesto]

Settore storico della Polisportiva Maglianese; negli anni gli atleti maglianesi hanno conquistato ben 7 campionati italiani

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 370.
  4. ^ Tuccimei, I colli pliocenici di Magliano Sabino, in Gli studi d'Italia, anno III, vol.2, Roma 1880.
  5. ^ M. Pacciarelli, Materiali protostorici della Sabina tiberina, in Quaderni del Museo Archeologico di Magliano Sabina, Magliano Sabina 1991.
  6. ^ S. Quilici Gigli e P.Santoro, Magliano Sabina: la necropoli e il centro storico in “Archeologia laziale”, X, 2, 1990.
  7. ^ Colosi F., Costantini A., Gabrielli R., Piro S., Santoro P., Studio integrato multidisciplinare del territorio: il caso della Valle del Tevere, 2001.
  8. ^ Le liber censuum de l'église romaine, a cura di Paul Febre, Paris 1910.
  9. ^ Gregorio da Catino, Regesto di Farfa, a cura di I.Giorgi e U.Balzani, Roma 1872-1892, 1914.
  10. ^ A. Pagani, Magliano Sabino ed il Senato e il popolo Romano, Roma 1894.
  11. ^ C. D'Onofrio, I vassalli del Campidoglio, Roma 1965.
  12. ^ F. P. Sperandio, Sabina sacra e profana, antica e moderna, Roma 1790.
  13. ^ M. Mortin, il seminario sabino, Roma 1989.
  14. ^ F. P. Sperandio, op. cit, Roma 1790.
  15. ^ C. B. Piazza, Gerachia cardinalizia, Roma 1703.
  16. ^ Archivio storico Comunale di Magliano Sabina, Antico regime.
  17. ^ G. Poeta, un feudo scomodo, Magliano Sabina 1995.
  18. ^ B. Marchetti, Ottocento Sabino, Roma 1988.
  19. ^ Magliano Sabina, terra di confine, a cura di Guido Poeta.
  20. ^ G. Poeta, Cronaca di una rivolta, Magliano Sabina 2007.
  21. ^ F. Palmegiani, Rieti e la regione Sabina, Roma 1932.
  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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