Buenos Aires

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Buenos Aires
Città autonoma
Ciudad Autónoma de Buenos Aires
Buenos Aires – Stemma Buenos Aires – Bandiera
Buenos Aires – Veduta
Localizzazione
StatoArgentina Argentina
Amministrazione
GovernatoreHoracio Rodríguez Larreta (PRO) dal 9/12/2015
Territorio
Coordinate34°36′30″S 58°22′19″W / 34.608333°S 58.371944°W-34.608333; -58.371944 (Buenos Aires)Coordinate: 34°36′30″S 58°22′19″W / 34.608333°S 58.371944°W-34.608333; -58.371944 (Buenos Aires)
Altitudine25 m s.l.m.
Superficie202 km²
Abitanti2 890 151[1] (2010)
Densità14 307,68 ab./km²
Dipartimenti15
Altre informazioni
Cod. postaleC1000-14xx
Prefisso011
Fuso orarioUTC-3
ISO 3166-2AR-C
Nome abitantibonaerensi[2], portegni
PIL(nominale) 400,455 miliardi di $
PIL procapite(nominale) 80.500 $
SoprannomeParigi del Sud America
Cartografia
Buenos Aires – Localizzazione
Sito istituzionale

Buenos Aires è la capitale e la maggiore città dell'Argentina con 2.903.016 abitanti (14 milioni nell'area metropolitana). È una delle più grandi metropoli sudamericane, la seconda in America Latina e la seconda dell'emisfero sud dopo San Paolo ed è sede di uno dei maggiori porti del continente. È chiamata anche per brevità Baires. Attorno alla città gravita circa un terzo della popolazione argentina: l'area metropolitana di Buenos Aires conta infatti 14 391 538 abitanti.

Buenos Aires è stata fondata nel 1580 da Juan de Garay e successivamente fece parte del Vicereame del Perù. Nel 1776 fu designata capitale del Vicereame del Río de la Plata, che si era appena costituito, dal re di Spagna. Durante la prima delle invasioni britanniche, avvenuta nel 1806, la città fu occupata dalle forze britanniche e rimase per 45 giorni sotto la bandiera del Regno Unito. Nel 1810 ci fu la Rivoluzione di Maggio, che spodestò il viceré e diede inizio alla guerra d'indipendenza. Nel 1880, sotto il governo di Nicolás Avellaneda, fu federalizzata, e la città venne separata dalla provincia omonima che la circonda. La "Grande Buenos Aires" è stata una delle principali destinazioni del processo di immigrazione che ha riguardato l'Argentina dalla fine del XIX secolo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La città di Buenos Aires sorge sulle sponde del rio de la Plata e del Riachuelo che confluisce nel rio de la Plata nel quartiere della Boca.

Buenos Aires non appartiene alla provincia omonima: questa circonda la città, estendendosi per una superficie simile a quella dell'Italia, e ha come capoluogo la città di La Plata.

I limiti di Buenos Aires sono determinati nella parte orientale dal Río de la Plata, nella parte meridionale e a sud-est dal fiume Matanza-Riachuelo e a nord-ovest, ovest e sud-ovest dall'Avenida General Paz, una strada lunga 24 km che separa la provincia di Buenos Aires dalla città.

Buenos Aires si trova nella pampa, fatta eccezione per alcune zone, come ad esempio l'Aeroparque Jorge Newbery, e Puerto Madero quartiere e principale porto della città e che sono stati tutti costruiti su terreni bonificati lungo le coste del Río de la Plata[3][4][5]

Sismicità[modifica | modifica wikitesto]

La regione è a bassa sismicità; il terremoto più forte si produsse alle 3:20 UTC-3 del 5 giugno 1888, con una magnitudo pari a 5,5 della scala Richter.[6]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Buenos Aires è chiamato "clima pampeano", una variante del clima subtropicale umido.[7] La temperatura media annuale è intorno ai 18 °C e le precipitazioni circa 1233 mm. La temperatura più bassa è stata -5,4 °C, registrata il 9 luglio 1918. Per tutto il XX secolo, come accaduto nella maggior parte delle grandi città in tutto il mondo a causa di urbanizzazione, le temperature in città sono leggermente aumentate a causa dell'isola di calore. Anche le precipitazioni sono aumentate dal 1973.

Dati climatici dall'osservatorio centrale di Buenos Aires[8][9][10] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic EstAutInvPri
T. max. mediaC) 30,429,026,823,419,316,616,017,719,623,126,128,529,323,216,822,923,0
T. mediaC) 25,123,922,018,014,411,911,412,814,818,220,923,224,118,112,018,018,1
T. min. mediaC) 20,219,518,013,610,58,37,78,710,613,516,018,219,314,08,213,413,7
T. max. assolutaC) 43,338,737,936,031,628,530,234,435,335,636,840,543,337,934,436,843,3
T. min. assolutaC) 5,94,22,8−2,3−4,0−5,3−5,4−4,0−2,4−2,01,63,73,7−4,0−5,4−2,4−5,4
Precipitazioni (mm) 167,5171,0172,3110,872,354,870,071,775,0124,4114,1102,4440,9355,4196,5313,51 306,3
Giorni di pioggia 9,59,010,07,96,67,18,07,77,99,99,99,127,624,522,827,7102,6
Umidità relativa media (%) 65707277787979747169686466,375,777,369,372,2
Eliofania assoluta (ore al giorno) 8,97,76,86,15,44,84,85,46,07,18,48,88,56,15,07,26,7
Ore di soleggiamento mensili 275,9217,5210,8183,0167,4144,0148,8167,4180,0220,1252,0272,8766,2561,2460,2652,12 439,7

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età coloniale[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo del Cabildo, sede del municipio in età coloniale

La città fu fondata per la prima volta dallo spagnolo Pedro de Mendoza il 2 febbraio del 1536 col nome di Ciudad del Espíritu Santo y Puerto Santa María del Buen Ayre. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò per la seconda, e definitiva fondazione, la città col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Occupava un'area di 2,3 km² e ospitava 63 abitanti.

I primi anni di vita di Buenos Aires furono di stenti: tagliata fuori dalle principali rotte commerciali della Spagna, gli abitanti mancavano di ogni comodità. Agli inizi del Seicento la colonia contava appena cinquecento abitanti. A quell'epoca i coloni trasgredivano la legge e praticavano il contrabbando in maniera pressoché sistematica. La merce proveniente dal Brasile, veniva scambiata con il cuoio, ricavato dai bovini che pascolavano nella regione. Nel 1611 fu inaugurato il primo ospedale.

Dalla sua fondazione fino al Settecento Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Nel 1680 i portoghesi fondarono Colonia del Sacramento nella parte opposta del Rio de la Plata, pretendendo di stabilirsi nella regione. Percependo la minaccia, il governatore José de Garro inviò un ultimatum ai portoghesi, i quali lo rifiutarono. De Garro allora riunì gli abitanti della città per organizzare un attacco contro i portoghesi. Il risultato fu una definitiva vittoria da parte degli spagnoli.

Nel Settecento Buenos Aires acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata.

Nel 1806 il generale maggiore inglese William Carr Beresford s'impadronì di Buenos Aires senza incontrare resistenza, ma venne cacciato pochi mesi dopo da un esercito proveniente da Montevideo. Nel 1807 una spedizione inglese, al comando di John Whitelocke, conquistò Montevideo e poco dopo tentò di impossessarsi di Buenos Aires, ma fu sconfitta perché trovò la fiera resistenza degli abitanti e delle milizie urbane guidate da Martín de Alzaga.

Il XIX secolo e la prima immigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Pianta del 1888

Nel 1801 nacque il primo giornale a Buenos Aires.

Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione, soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino, volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera.

L'immigrazione italiana fu la prima ad arrivare in modo massiccio. Nel 1887 gli italiani costituivano il 60,4% dell'immigrazione totale, per poi ridursi percentualmente con l'aumentare dell'immigrazione spagnola.

La crisi economica in Argentina (con la conseguente ricerca di una cittadinanza europea), le leggi italiane sulla cittadinanza e l'altissimo numero di argentini con antenati italiani potrebbero fare della Grande Buenos Aires la città al mondo con il maggior numero di cittadini italiani (potenzialmente un numero di italiani pari al doppio della popolazione di Roma), o almeno dividere questo titolo con la metropoli brasiliana di San Paolo.

Sul fronte interno, la condizione di grande porto di Buenos Aires e il predominio economico corrispondente hanno provocato un periodo di scontri civili. La separazione definitiva tra la città di Buenos Aires e la provincia è avvenuta nel 1880, quando la città è stata dichiarata "capitale federale" della nazione, per cui gli Argentini la chiamano così.

In questo periodo prende corpo la costruzione del grande palazzo del Congresso della Nazione Argentina, l'edificio dove ancora oggi svolgono le proprie funzioni il Senato e la Camera dei deputati argentini. La costruzione del palazzo fu, infatti, autorizzata da una legge del 1894; l'edificio fu poi inaugurato ufficialmente nel 1906, ma in realtà i lavori per il suo completamento durarono ancora per molti anni.

La fine del secolo vede anche l'affermarsi della vocazione portuale di Buenos Aires con il miglioramento delle infrastrutture portuali e ferroviarie. In questo periodo si forma il quartiere della Boca, abitato in massima parte da marinai genovesi immigrati; ancor oggi gli abitanti della Boca si chiamano xeneizes (zeneixi in dialetto genovese) e la scritta xeneizes appare sulle magliette della gloriosa squadra di calcio del Boca Juniors.

Il XX secolo e la seconda immigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il XX secolo ha visto il consolidarsi dell'immigrazione europea che, con la seconda e la terza generazione, fa ormai parte della classe dirigente. Buenos Aires cresce con le caratteristiche di una grande metropoli e il porto è un punto di arrivo e partenza per transatlantici carichi di persone e merci.

La seconda immigrazione, verificatasi nella seconda metà del secolo, vede arrivare sulla scena argentina persone provenienti da altri paesi del Sudamerica e dell'Asia. L'accoglienza sociale di queste nuove minoranze etniche è però diversa e le comunità in questione faticano ad inserirsi nel tessuto sociale argentino.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Buenos Aires, con la crescita demografica degli ultimi decenni, si è estesa tanto da unirsi ad altri 54 municipi vicini (appartenenti dal punto di vista amministrativo alla Provincia di Buenos Aires), creando una conurbazione in cui vivono 12.843.000 abitanti.[11] Per fare riferimento a questa conurbazione colloquialmente viene definita Grande Buenos Aires.

Gli abitanti della città di Buenos Aires vengono chiamati porteños, mentre gli abitanti della provincia di Buenos Aires vengono chiamati bonaerenses.

Nella Capitale Federale (la città di Buenos Aires) spesso si parla un argot, il lunfardo, gergo caratteristico che incorpora allo spagnolo dei termini di origini diverse arrivati con l'immigrazione.

Origini della popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Buenos Aires hanno prevalentemente un'origine europea, in virtù delle ondate di immigrati che hanno investito la città tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo. Tra le comunità maggiormente rappresentate vi sono quelle provenienti dalle regioni italiane di Campania, Calabria, Liguria, Sicilia, Piemonte e Lombardia e quelle spagnole di Galizia, Asturie, Paesi Baschi e Andalusia. Altre comunità che s'insediarono nella capitale argentina furono quella tedesca, inglese, irlandese, olandese, bulgara, montenegrina, greca, ungherese, russa, ceca, croata, polacca, norvegese e francese. Dagli anni venti del XX secolo si è assistito all'arrivo di numerosi migranti dai paesi del Medioriente e dal Caucaso come Siriani, Libanesi, Armeni e Georgiani.

La comunità ebraica, forte di oltre 250,000 persone, la più numerosa dell'America latina, giunse anch'essa a Buenos Aires alla fine del XIX secolo. È formata principalmente da Ebrei askenaziti d'origine polacca, russa, tedesca, svedese, ma sono presenti anche comunità sefardite costituite da Ebrei siriani e Ebrei libanesi.

Significativa, sebbene più recente, è la presenza anche di comunità di immigrati e di loro discendenti provenienti dai paesi dell'estremo Oriente. Da segnalare in particolar modo la comunità cinese, la quarta comunità più numerosa del paese, è originaria per lo più di Taiwan e della provincia continentale del Fujian. Questa collettività è diventata uno dei cardini dell'economia cittadina dal momento che molti dei supermercati sparsi sul territorio urbano sono gestiti da Cinesi[12][13]. La comunità giapponese è invece originaria per la maggior parte della prefettura di Okinawa, mentre quella coreana è insediata per la maggior parte nei barrios di Flores e Once[14].

Dalla seconda metà del XX secolo si è assistito ad una immigrazione prettamente latinoamericana, con l'arrivo in città di boliviani, peruviani e paraguaiani. Secondo il censimento del 2010, 2.1% della popolazione è costituito da nativi americani o discendenti di prima generazione di tale etnia. Le etnie maggiormente rappresentate erano quella guaranì, quella quechua, quella aymara e quella mapuche.

Religioni[modifica | modifica wikitesto]

Buenos Aires è sede dell'omonima arcidiocesi cattolica al cui vertice siede l'arcivescovo Mario Aurelio Poli. Il suo predecessore, Jorge Mario Bergoglio è stato proclamato Papa nel 2013 con il nome di Francesco. Sono presenti in città anche altre confessioni, come quella russo ortodossa, quella protestante, quella musulmana, quella mormona, quella buddista ed i Testimoni di Geova. A Buenos Aires si trova la più grande moschea del Sudamerica. Il 18% della popolazione si è dichiarato ateo[15].

Buenos Aires e la politica[modifica | modifica wikitesto]

La Casa Rosada sulla Plaza de Mayo

Nel corso del XX secolo, Buenos Aires ha visto alternarsi al governo dell'Argentina capi di Stato che erano espressione, a volte di regolari elezioni, a volte di colpi di stato.

Durante la dittatura militare, negli anni dal 1976 al 1983, Buenos Aires ha conosciuto il fenomeno dei desaparecidos, in cui molti giovani venivano torturati e fatti sparire per l'accusa, molto spesso infondata, di simpatizzare per la sinistra, considerata ispiratrice del terrorismo.

Parallelamente, Buenos Aires è stata teatro di movimenti di piazza, anche rilevanti, pro o contro il governo del tempo. Ricordiamo le smisurate folle osannanti, che acclamavano il presidente Juan Domingo Perón e la moglie Evita, ma anche le manifestazioni del gruppo delle Madri di Plaza de Mayo, costituito da donne che, nell'impossibilità di manifestare altrimenti la loro situazione, si riunivano nella piazza antistante la Casa Rosada, esponendo in silenzio le foto dei loro cari, dispersi a causa della repressione militare.

In anni più recenti si sono moltiplicate le manifestazioni dei piqueteros, che protestano per ottenere aiuti alle persone in difficoltà a causa della disoccupazione e della crisi economica, effettuando blocchi stradali e altre forme di protesta pubblica.

Particolare rilevanza ha avuto la manifestazione definita cacerolazo (19-21 dicembre 2001), in cui scese in piazza la classe media, colpita dal blocco dei risparmi bancari, facendo risuonare le pentole di casa. Il cacerolazo ha provocato la caduta del governo di Fernando de la Rua.

Strade e monumenti principali[modifica | modifica wikitesto]

L'obelisco nella avenida 9 de Julio.

A partire dall'inizio del Novecento la forma di Buenos Aires si è profondamente trasformata. La Plaza de Mayo, nella parte orientale della città, che era stata la porta d'uscita dell'insediamento originario, divenne il cuore della città. Sulla piazza si affacciano alcuni degli edifici civili e religiosi più importanti della città: il Cabildo di Buenos Aires, la Casa Rosada (sede del governo nazionale), la cattedrale cattolica, la sede del governo cittadino e il Banco de la Nación Argentina.

Il Cabildo era il municipio di Buenos Aires in età coloniale. Il primo edificio fu costruito nel 1610, ma ben presto si rivelò troppo piccolo per il suo scopo. Nel 1740 fu ricostruito un edificio più ampio, che nel 1879 assunse forme più sontuose. Nel 1940, ormai divenuto un edificio storico fu ricostruito nell'originario stile coloniale sulla base dei documenti d'epoca.

La Casa Rosada è la sede centrale del potere esecutivo della Repubblica Argentina. All'interno di essa hanno sede gli uffici del Presidente della Repubblica Argentina.

Dalla Plaza de Mayo parte l'asse principale della città di Buenos Aires, ovvero l'Avenida de Mayo, che termina nella Plaza del Congreso dove sorge l'imponenete edificio del Palazzo del Congresso della Nazione Argentina.

A metà l'avenida de Mayo incrocia l'Avenida 9 de Julio, una delle strade più larghe del mondo. All'incrocio della 9 de Julio con l'Avendida Corrientes sorge l'Obelisco di Buenos Aires, costruito nel 1936 in sole quattro settimane per commemorare il quattrocentesimo anniversario della fondazione della città.

La Avenida Corrientes è detta la "strada che non dorme mai", in quanto ospita la vita notturna di Buenos Aires, in particolare i teatri.

La Calle Florida è la strada dei negozi della capitale argentina, una delle più eleganti del Sudamerica.

Un luogo molto visitato di Buenos Aires è anche il Cimitero della Recoleta, dove è sepolta, fra gli altri, Eva Perón.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione e ricerca[modifica | modifica wikitesto]

La nuova sede della Biblioteca Nacional

L'Università di Buenos Aires, una delle migliori istituzioni educative del Sudamerica, vanta cinque premi Nobel e concede borse di studio statali per studenti di tutti i paesi[16][17][18].

Fra le università private della capitale argentina figurano la Universidad Argentina de la Empresa, l'Instituto Tecnológico de Buenos Aires, la Universidad del CEMA di macroeconomia, la Pontificia Università Cattolica Argentina, la Universidad de Belgrano, la Universidad del Salvador (gestita dai gesuiti), la Universidad Austral, l'Universidad Nacional de General San Martín e la Universidad Torcuato di Tella.

La Universidad nacional de las artes provvede all'educazione nelle arti visive, musicali, audiovisive e dello spettacolo.

Buenos Aires è un centro importante per la psicoanalisi, in particolare di scuola lacaniana.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La principale biblioteca della città è la Biblioteca nazionale della Repubblica Argentina, di cui fu a lungo direttore Jorge Luis Borges.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

La città conta più di 140 musei, fra i quali si segnala il Museo nazionale delle belle arti, che raccoglie più di 12.000 opere fra dipinti, sculture e arazzi. Espone opere di Francisco Goya, Auguste Renoir, Édouard Manet, Vincent van Gogh, Claude Monet (fra cui Il ponte di Argenteuil), Pablo Picasso.

Altri musei espongono soprattutto oggetti relativi all'America latina, come il Museo storico nazionale dell'Argentina, il Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires, il Museo de Arte Hispanoamericano Isaac Fernández Blanco, il Museo Nacional de Arte Decorativo, il Museo de Arte Moderno de Buenos Aires.

Teatri e musica[modifica | modifica wikitesto]

La facciata del Teatro Colón

Buenos Aires ha la vita teatrale più brillante dell'America latina[19]: ogni fine settimana vengono messe in scena circa 300 rappresentazioni.

Il teatro dell'opera di Buenos Aires è il Teatro Colón, acusticamente considerato uno dei primi cinque teatri al mondo per la rappresentazione di opere liriche[20].

Fra i teatri di prosa si segnala il Teatro Nacional Cervantes, che ospita la Comedia Nacional Argentina. Molti teatri si affacciano sull'Avenida Corrientes, come il Teatro Gran Rex, il Teatro Maipo, il Teatro General San Martín.

Le maggiori orchestre sinfoniche della città sono l'Orchestra sinfonica nazionale argentina e l'Orchestra filarmonica di Buenos Aires.

Il tango[modifica | modifica wikitesto]

Tango in una strada di Buenos Aires

La musica simbolo di Buenos Aires e della cultura argentina in tutto il mondo è il tango. Questo ritmo nasce su entrambe le coste del Río de la Plata (coste di Argentina e Uruguay) come ibrido di altre specie popolari come il candombe, la milonga, il tango andaluz o la habanera ed è circoscritto ai gruppi marginali della città. Divenuto tipico dei bordelli, viene inizialmente rifiutato dalle classi medie e alte e solo nel 1910, periodo di successo internazionale, il tango verrà accettato per poter poi divenire una moda nei grandi saloni delle capitali europee.

Un importante contributo al tango è stato dato dagli immigrati italiani, che abitavano nella città sul finire dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Fra i figli di italiani si annoverano grandi nomi del tango come Aníbal Troilo, Juan Maglio ''Pacho'', Juan D'Arienzo, Carlos Di Sarli, Osvaldo Pugliese, Edgardo Donato, Pascual Contursi, Carlos César Lenzi, Juan Bautista Deambrogio. Lo stesso Astor Piazzolla, sebbene cresciuto a New York, aveva i nonni italiani, pugliesi da parte di padre, toscani da parte di madre.

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

La statua di Mafalda

Il cocoliche[21] è una lingua creola nata dall'incontro dei dialetti degli immigrati italiani (genovesi, piemontesi, veneti, calabresi) con i creoli spagnoli fra il 1870 e il 1970. Negli ultimi decenni del Novecento esso si è evoluto nello slang detto lunfardo[22]. Il lunfardo è stato immortalato in numerosi testi delle canzoni popolari, in particolare di tanghi.

Analogamente, il belgranodeutsch combina elementi delle lingue tedesca e spagnola.

Il dialetto spagnolo di Buenos Aires, detto rioplatense, si caratterizza per il voseo, lo yeísmo e la aspirazione della s in molte posizioni. Esso è fortemente influenzato dai dialetti spagnoli dell'Andalusia e di Murcia.

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Buenos Aires è il centro creativo e editoriale delle historietas argentine. In particolare, la città fa da sfondo all'invasione aliena descritta nella saga fantascientifica de L'Eternauta di Héctor Oesterheld e Francisco Solano López.

Nel Dopoguerra si erano trasferiti a Buenos Aires anche alcuni disegnatori italiani provenienti dall'esperienza della rivista Asso di Picche. In particolare, fra il 1948 e il 1959 visse nella metropoli argentina Hugo Pratt, che proprio qui si affermò definitivamente disegnando Junglemen su testi di Alberto Ongaro, Sgt. Kirk, Ernie Pike e Ticonderoga su testi di Héctor Oesterheld.

Al popolare personaggio di Mafalda sono dedicati a Buenos Aires una statua seduta su di una panchina, ed una targa davanti alla casa in cui Quino inventò il personaggio.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina argentina.

La cucina porteña - La cucina argentina ha subito l'influsso della tradizione italiana, spagnola e creola. Poiché l'Argentina ha il primato mondiale per la bontà delle sue carni (gli animali vengono fatti pascolare dai gauchos nella pampa), i piatti tipici sono a base di carne. Ricordiamo l'asado, grigliata di carne mista che in passato veniva cotta all'aperto direttamente sul fuoco; le empanadas, mezzelune di pasta brisé ripiene di carne di vitello, pollo, prosciutto e formaggio, ecc. Anche il pesce è molto buono e viene preparato in vari modi. Tra i dolci tipici, ricordiamo gli alfajores e il dulce de leche.

Bevande - I porteños amano bere il mate, una bevanda a base di foglie di ilex paraguariensis che vengono fatte filtrare attraverso una bombilla. È tradizione bere dalla stessa bombilla.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri o Barrios[modifica | modifica wikitesto]

Le vecchie case colorate del quartiere de La Boca.
Case nel barrio di Belgrano.
Avenida de Mayo, nal barrio de Monserrat
Barrio di Puerto Madero.
Torre degli inglesi nel barrio di Retiro
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Quartieri di Buenos Aires.

Dal punto di vista amministrativo la città è divisa nei seguenti quartieri:

Barrios tradizionali[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono anche dei quartieri non riconosciuti amministrativamente come quartieri ma definiti come tali dalla consuetudine degli abitanti di Buenos Aires.

Statua di Carlos Gardel nel suo barrio di Almagro

Balvanera[modifica | modifica wikitesto]

Balvanera, anche detto Once, è un quartiere di Buenos Aires.

Il suo centro è costituito da Plaza Miserere, dove si trova una piccola villetta popolata da venditori ambulanti e da senza tetto. Di notte è una zona a rischio, per le scarse condizioni di sicurezza. Le coordinate di riferimento del Barrio sono date dall'incrocio di due strade lunghissime quanto importanti: Jujuy y Rivadavia. Plaza Miserere costituisce inoltre il capolinea di diverse linee di bus con destinazioni periferiche.

In questo quartiere ha sede la nota discoteca República Cromañón, che nel dicembre del 2004 andò in fiamme, causando la morte di 194 giovani.

La zona situata attorno all'incrocio tra le vie Corrientes e Pueyrredón è chiamata Once, dal nome della stazione Once de Septiembre che si trova nei pressi di plaza Miserere. L'11 settembre, a cui è intitolata la stazione, è il giorno del 1852 in cui avvenne la rivolta della provincia di Buenos Aires contro il governo federale. Il 22 febbraio 2012 proprio in tale stazione ebbe luogo un grave incidente ferroviario, che causò 49 morti e più di 600 feriti.

Nuovi Barrios[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono anche quartieri che hanno da poco il loro nome. Non si tratta di suddivisioni amministrative, bensì di denominazioni attribuite a determinate zone, soprattutto del quartiere di Palermo, e per la precisione della parte di Palermo conosciuta come Palermo Viejo, per motivi soprattutto commerciali e/o turistici.

  • Palermo Hollywood, meglio conosciuto come Quinta Bollini. Zona compresa tra l'Avenida Juan B. Justo e le vie Paraguay, Dorrego e Niceto Vega. Il nome deriva dal fatto che negli ultimi anni vi si sono installati diversi canali televisivi, ciò che a sua volta ha portato ad una concentrazione di bar, ristoranti e locali notturni, che hanno fatto di questo rione uno dei più frequentati da porteños e visitatori.
  • Barrio River
  • Palermo Soho, situato attorno alla Plazoleta Cortázar (già Plaza Serrano). La zona è adiacente a Palermo Hollywood e deve la propria denominazione al fatto che vi si sono installati diversi negozi di abbigliamento e, soprattutto intorno alla Plazoleta Cortázar, molti bar e locali notturni.
  • Las Cañitas, zona del quartiere di Palermo compresa tra l'Avenida Luis María Campos e il Campo Argentino de Polo. È uno dei centri della vita notturna di Buenos Aires; deve il proprio nome all'antico nome dell'Avenida Luis María Campos, che fino al 1914 si chiamò Camino de las Cañitas.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

I mezzi pubblici di Buenos Aires sono: treno (tren); autobus (colectivo e micros); metropolitana (detta "subte", abbreviatura di "subterráneo"); taxi; remis (tipo di taxi prenotabile esclusivamente per telefono, disponibili in provincia, ma circolano anche nella Capitale, attualmente il miglior remis è "il bego"); pulmino (combi); aereo (avión). Il maggiore aeroporto della città è quello intercontinentale.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Buenos Aires è servita dall'aeroporto internazionale Ministro Pistarini (EZE), situato a 35 km a sudest della città nel sobborgo di Ezeiza, e dall'aeroparque Jorge Newbery (AEP), situato in città, nel quartiere di Palermo, dove arrivano voli dal resto dell'Argentina e voli internazionali provenienti dall'Uruguay, dal Brasile, da Santiago del Cile e da Asunción.

Trasporto pubblico locale[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ferrovie argentine.
Ferrocarriles Argentinos

La città è il punto di confluenza delle reti ferroviarie argentine, un tempo capillarmente diffuse in tutto il paese, ma ora in rapido degrado dopo la privatizzazione e la divisione dell'azienda statale Ferrocarriles Argentinos avvenuta nel 1993. Ciò nonostante il sistema ferroviario cittadino trasporta ogni giorno oltre 1.3 milioni di pendolari. Dalla capitale possono essere raggiunte anche destinazioni a lungo raggio, come Rosario e Tucumán. Le linee che formano la rete ferroviaria della città sono: la linea Belgrano Norte, la linea Belgrano Sur, la linea Roca, la linea San Martín, la linea Sarmiento, la linea Mitre e la linea Urquiza. La gestione del trasporto passeggeri su queste linee è effettuata dalla compagnia statale Trenes Argentinos, eccezion fatta per la Belgrano Norte e la Urquiza dove operano rispettivamente le compagnie private Metrovías e Ferrovías. La città dispone di quattro grandi stazioni ferroviarie adibite al traffico a breve e a lungo raggio: Constitución, Retiro, Federico Lacroze e Once.

Metropolitana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Metropolitana di Buenos Aires.

La metropolitana di Buenos Aires è stata aperta nel 1913 ed è la più antica dell'Emisfero sud e dell'America latina. Il sistema metropolitano cittadino è costituito da sei linee sotterranee e da una di superficie. È lungo 61.3 km e dispone di 103 stazioni (includendo il Premetro).

Le stazioni della linea più antica del sistema metropolitano, la linea A, conservano ancora le decorazioni della Belle Époque, mentre i caratteristici convogli noti come Las Brujas sono stati sostituiti nel 2013.

Autobus[modifica | modifica wikitesto]

Buenos Aires è servita anche da una rete di oltre 150 linee di autobus gestite da compagnie private. È attiva in città dal 2011 anche una rete di quattro linee Bus Rapid Transit chiamata Metrobus[23]. Questa nuova alternativa ha rappresentato un'importante novità grazie alla modernità dei mezzi e all'uso di corsie preferenziali sulle grandi arterie cittadine, garantendo così una maggior rapidità ed efficacia del trasporto pubblico locale su gomma.

Traghetti[modifica | modifica wikitesto]

Buenos Aires è unita con i porti uruguaiani di Colonia del Sacramento e Montevideo grazie ad un servizio di traghetti operato da alcune compagnie private.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Buenos Aires è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio è lo sport più popolare in Argentina e Buenos Aires ha la più alta concentrazione di club di ogni città del mondo con 24 squadre professionistiche[26]. Il derby fra le due maggiori squadre, il Boca Juniors e il River Plate, è chiamato il Superclásico. Il River Plate gioca nello Stadio monumentale Antonio Vespucio Liberti, detto "El Monumental", nel barrio di Belgrano. Il Boca Juniors gioca nello Stadio Alberto José Armando, popolarmente chiamato "La bombonera".

Le altre squadre cittadine che militano nella Primera División sono quattro. L'Argentinos Juniors gioca nello Stadio Diego Armando Maradona nel barrio de La Paternal. L'Huracán gioca nello Stadio Tomás Adolfo Ducó nel quartiere di Parque Patricios. Il San Lorenzo gioca nello Stadio Pedro Bidegain. Il Vélez Sarsfield gioca nello stadio José Amalfitani nel barrio di Liniers.

In altre divisioni militano l'All Boys, il Nueva Chicago e il Ferro Carril Oeste. Grande rivalità con le squadre delle città satelliti di Avellaneda che sono Racing Club e Independiente e di La Plata che sono Estudiantes (LP) e Gimnasia (LP).

Al "Monumental" si è anche disputata la finale del mondiale argentino il 25 giugno 1978.

Automobilismo[modifica | modifica wikitesto]

Juan Manuel Fangio ha vinto cinque campionati mondiali di Formula 1, superato solo da Michael Schumacher. Il circuito di Buenos Aires ha ospitato le 21 edizioni del Gran Premio d'Argentina di Formula 1 fra il 1953 e il 1998. Buenos Aires è stata anche la località di partenza e di arrivo del Rally Dakar nel 2009, 2010, 2011 e 2015.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Il rugby è molto popolare a Buenos Aires, specialmente nei quartieri eleganti della parte settentrionale della città. La locale squadra dei Jaguares è la squadra argentina che partecipa al torneo Super Rugby. Le squadre più prestigiose del campionato provinciale bonearense sono il Club Atlético de San Isidro e il San Isidro Club. La nazionale argentina di rugby disputa a Buenos Aires le proprie gare.

Sport equestri[modifica | modifica wikitesto]

La passione degli argentini per i cavalli si manifesta in vari modi: nell'ippica all'Hipódromo Argentino de Palermo, nel polo sul Campo Argentino de Polo e nel pato, una sorta di pallacanestro giocata a cavallo e che è stata dichiarata sport nazionale argentino nel 1953.

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

Guillermo Vilas e Gabriela Sabatini furono grandi tennisti negli anni settanta e ottanta[27] e resero popolare il tennis in Argentina. Vilas vinse gli Open di Buenos Aires varie volte negli anni settanta. Gli Open di Buenos Aires si giocano sui campi di terra rossa del Buenos Aires Lawn Tennis Club, nel quartiere di Palermo, generalmente nel mese di febbraio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Instituto Nacional de Estadística y Censos - Censo 2010, su censo2010.indec.gov.ar. URL consultato il 16 giugno 2011.
  2. ^ Aldo Gabrielli (a cura di), Come parlare e scrivere meglio, Milano, Selezione dal Readers's Digest, 1974, p. 309.
  3. ^ [http:. //www.borello. com.ar/Notas%20de%20 Interes / Notas Riodelaplata.htm Cuenca del Plata], Borello.com.ar. URL consultato il 13 settembre 2013.
  4. ^ xplora.com/activida/geogra/geogra.htm Geografia de Argentina, Argentinaxplora.com. URL consultato il 13 settembre 2013.
  5. ^ (ES) [http:? //www.bue.gov.ar/especiales/ id = 2 Sitio oficial de Turismo de la Ciudad de Buenos Aires], Bue.gov.ar. URL consultato il 13 settembre 2013.
  6. ^ Listado de Terremotos Históricos, Instituto Nacional de Prevención Sísmica, 9 marzo 2009.
  7. ^ Cambio climático, Capítulo 2: Impacto en la ciudad de Buenos Aires Archiviato il 17 agosto 2012 in WebCite. Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires. Consultado el 31 de enero de 2011.
  8. ^ Università di Buenos Aires:
    • (ES) Temperatura maxima media, Departamento de Ciencias de la Atmósfera y los Océanos, University of Buenos Aires. URL consultato il 13 settembre 2015.
    • (ES) Temperatura Media, Departamento de Ciencias de la Atmósfera y los Océanos, Università di Buenos Aires. URL consultato il 13 settembre 2015.
    • (ES) Temperatura Mínima Media, Departamento de Ciencias de la Atmósfera y los Océanos, Università di Buenos Aires. URL consultato il 13 settembre 2015.
    • (ES) Precipitación media mensual, Departamento de Ciencias de la Atmósfera y los Océanos, Università di Buenos Aires. URL consultato il 13 settembre 2015.
    • (ES) Días con precipitación, Departamento de Ciencias de la Atmósfera y los Océanos, Università di Buenos Aires. URL consultato il 13 settembre 2015.
    • (ES) Heliofanía (hs. del sol directo), Departamento de Ciencias de la Atmósfera y los Océanos, Università di Buenos Aires. URL consultato il 13 settembre 2015.
  9. ^ (ES) Dati climatici statistici per Buenos Aires 1981–1990, estremi 1961-1990, Servicio Meteorológico Nacional. URL consultato il 13 settembre 2015.
  10. ^ (EN) Características Climáticas Ciudad de Buenos Aires, Servicio Meteorológico Nacional. URL consultato il 13 settembre 2015.
  11. ^ (ES) Encuesta Permanente de Hogares (PDF), indec.gov.ar, 12 marzo 2009. URL consultato il 10 giugno 2010.
  12. ^ China y Taiwanesa.
  13. ^ El secreto de los negocios chinos
  14. ^ Coreana
  15. ^ Los ateos siguen en alza y ya son la segunda ‘religión’
  16. ^ Intercambio con universidades extranjeras | Facultad de Derecho – Universidad de Buenos Aires, Derecho.uba.ar. URL consultato il 13 settembre 2013.
  17. ^ Facultad de Ingeniería – Universidad de Buenos Aires, Fi.uba.ar. URL consultato il 13 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2013).
  18. ^ La UBA apuesta al intercambio académico, Portal.educ.ar. URL consultato il 13 settembre 2013.
  19. ^ Entertainment boom hits Buenos Aires di Charles Newbery, sul sito Variety.com
  20. ^ (EN) Marshall Long, What is So Special About Shoebox Halls? Envelopment, Envelopment, Envelopment (PDF) (PDF), in Acoustics Today, aprile 2009. URL consultato il 20 giugno 2014.
  21. ^ "Cocoliche" di Antonio Garbarino
  22. ^ Andrea Aimasso, Cocoliche: necesidad, esfuerzo, identidad y, quizà, un idioma, tesi di laurea presso l'Università Ca'Foscari (in Spagnolo)
  23. ^ ¿Por qué Metrobus?
  24. ^ Città gemellate con Oviedo, su oviedo.es. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  25. ^ Città gemellate con Pechino dal sito ufficiale, ebeijing.gov.cn. URL consultato il 7 novembre 2010.
  26. ^ 50 sporting things you must do before you die sul sito The Observer Royal Madrid, 4 aprile 2004
  27. ^ Cathy Runciman e Leticia Saharrea (a cura di), Time Out Guide: Buenos Aires, Penguin Books, Londra, 2001. ISBN 0-14-029398-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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