Attacco a Malta

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Attacco a Malta
Motoscafo turismo modificato X MAS.jpg
Motoscafo Turismo Modificato - Mezzo d'assalto della X MAS
Data Notte tra il 25 e 26 luglio 1941
Luogo Acque intorno a Malta
Esito Vittoria inglese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Unità di difesa costiera
squadriglie della difesa aerea
Incursori della Xª Flottiglia MAS con barchini esplosivi e SLC, MAS e l'avviso scorta Diana
Perdite
1 - 3 Hurricane
(a seconda delle fonti)
15 morti
18 prigionieri
2 MAS
2 SLC
8 MTM
2 - 3 Macchi MC.200
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L'attacco a Malta fu una azione militare, denominata Operazione Malta Due, avvenuta durante la seconda guerra mondiale ad opera della Regia Marina italiana nel 1941.

L'attacco venne sferrato da una squadra di incursori della Xª Flottiglia MAS, speciale unità d'assalto, a bordo di barchini esplosivi e siluri a lenta corsa, contro le installazioni portuali dell'isola, e si risolse in un disastro per gli attaccanti, con gravi perdite umane e nessun risultato sostanziale.

Le ricognizioni[modifica | modifica wikitesto]

Partendo dalla base navale di Augusta due MAS guidati dal capitano di fregata Vittorio Moccagatta effetturarono il 25 maggio 1941 una ricognizione, portandosi fino a 4 miglia dal forte di La Valletta. Fu quindi programmata per il 30 maggio l'"Operazione Malta 1", ma la mancanza di navi in rada rilevata da una ricognizione aerea, rinviò l'operazione al 28 giugno, per essere poi rinviata ancora.

Marinai della Xª ad Augusta, dopo una ricognizione a Malta

Lo svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

Il Forte Sant'Elmo oggi; a destra, il vuoto occupato prima dell'attacco dalle ostruzioni fatte saltare dagli MTM italiani

Nel luglio 1941 l'ambiziosa e temeraria azione contro Malta, denominata Malta 2, fu operativa. Con due Mas, partiti la sera del 25 luglio da Augusta, il 26 luglio la Xª MAS provò ad attaccare il possedimento inglese partendo dalla nave appoggio Diana. Vi presero parte il "451" del sottotenente di vascello Giorgio Sciolette e il "452" al comando del tenente di vascello Giobatta Parodi (recante a bordo il capitano Moccagatta e il capitano medico Bruno Falcomatà); con loro un consistente gruppo di barchini esplosivi M.T.M. (con a bordo tra gli altri Fiorenzo Capriotti, preso prigioniero nell'azione e decorato con la medaglia d'argento al valor militare)[1] e due SLC: il piano operativo prevedeva che durante la notte l'SLC facesse saltare le ostruzioni di ponte sant'Elmo che chiudevano il porto di La Valletta, e immediatamente i barchini avrebbero dovuto irrompere nel varco e colpire le navi all'ancora. L'altro SLC avrebbe dovuto attaccare i sommergibili inglesi in porto. Gli inglesi già quando i natanti italiani si trovavano a 14 miglia dalla costa, erano in stato d'allerta e con i cannoni pronti, avendoli individuati grazie ai radar terrestri[2].

L'attacco iniziale alle ostruzioni doveva essere portato dal maggiore Tesei, fondatore del gruppo, che visto il ritardo accumulato a causa delle varie avarie ai mezzi si portò con il suo SLC insieme con il 2° capo palombaro Alcide Pedretti per far saltare le ostruzioni[3]. Le difese dell'isola erano però entrate in stato di allerta grazie agli avvistamenti radar; Tesei allora si fece saltare in aria col suo mezzo, spolettando il siluro a tempo zero (esplosione immediata)[4][5] facendo crollare una parte del ponte girevole di sant'Elmo, e a quel punto l'M.T.M.2 di Frassetto e M.T.M.3 di Carabelli si diressero in successione contro il ponte saltando in aria, ma ostruendo anche il passaggio.

Allora gli incursori si lanciarono contro l'entrata, ma molti vennero falciati dalle postazioni che difendevano l'imboccatura di una delle due baie che costituiscono il porto, Marsamuscetto (Marsamxett in maltese, l'altra è il Grand Harbour, o Porto Grande); due di loro, Costa e Barla, sbarcati sulle coste maltesi, furono catturati, così come Frassetto, caduto in acqua.

infine, all'alba, decollarono dagli aeroporti dell'isola (Ħal Far e Luqa) trenta aerei da caccia Hurricane inglesi del 126°, 185° e 251° Squadron che individuarono le navi appoggio italiane e le colpirono duramente, causando anche molti morti e feriti, tra i quali Moccagatta[6], nonostante venissero contrastati da dieci caccia Macchi MC.200 del 54º Stormo e il Mas 451 fu distrutto e 9 uomini d'equipaggio catturati.

Nella battaglia aerea secondo gli italiani vennero abbattuti tre Hurricane contro due Macchi, mentre gli inglesi affermarono di aver abbattuto tre Macchi perdendo un solo Hurricane.

L'esito e le conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Il bilancio complessivo dell'azione fu di 15 morti, 18 prigionieri e la perdita di due MAS, due SLC, otto MTM e un MTL per la Regia Marina, e due caccia Macchi 200 con i relativi piloti per la Regia Aeronautica. Dei diretti partecipanti all'incursione solo 11 naufraghi del MAS 452, trasbordati sul MTSM che stavano rimorchiando, riuscirono a raggiungere l'Avviso Diana al largo di Capo Passero, e da lì Augusta. È stato il singolo fatto d'arme per il quale sono state conferite il maggior numero di Medaglie d'oro al Valor militare (1 a vivente e 8 alla memoria), come segue:

Furono inoltre conferite 13 medaglie d'argento al V.M. (di cui due alla memoria)[7], 7 medaglie di bronzo al V.M. (di cui 2 alla memoria)[8], e una Croce di Guerra al Valor Militare[9].

Il vicegovernatore di Malta, sir Edward Jackson, ricordando l'episodio il 4 ottobre 1941 scrisse: Nel luglio scorso gli italiani hanno condotto un attacco con grande decisione per penetrare nel porto, impiegando MAS e "siluri umani" armati da "squadre suicide" (…). Questa impresa ha richiesto le più alte doti di coraggio personale.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Garibaldi, Di Sclafani 2010, pp. 105-106
  2. ^ Alberto Santoni, Due secoli di guerra sul mare, vol I, Libreria militare Ares, 2012
  3. ^ Teseo Tesei sul sito della Marina Militare, marina.difesa.it.
  4. ^ http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/medaglie/Pagine/TeseiTeseo.aspx
  5. ^ Un'altra versione in Spigai 2007 dove l'autore insiste due volte (a p. 191 e nelle pp. 193-194) sul fatto che, dagli studi tecnici effettuati, la regolazione minima delle spolette era di trenta minuti, pertanto Tesei non avrebbe potuto farsi esplodere all'istante. Spigai ipotizza che dopo aver regolato la spoletta al minimo, l'assaltatore sia stato colpito da un malore (e sarebbe quindi esploso insieme con il mezzo trenta minuti dopo) o direttamente da un proiettile nemico che avrebbe fatto saltare in aria lui e l'ordigno
  6. ^ http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/medaglie/Pagine/MoccagattaVittorio.aspx
  7. ^ Capitano di corvetta Mario Di Muro, Capitano Armi Navali Vincenzo Martellotta, Capitano Armi Navali Gian Gastone Bertozzi, Tenente di Vascello Franco Costa, Tenente di Vascello Giobatta Parodi (alla memoria), Sottotenente di vascello Giorgio Sciolette, Sottonocchiere Tindaro Paratore, Sergente palombaro Luigi Barla, 2º Capo cannoniere Vincenzo Montanari (alla memoria), 2º Capo istruttore di educazione fisica Enrico Pedrini, Capo nocchiere di 3ª classe Pietro Zaniboni, 2º Capo motorista Fiorenzo Capirotti, Segnalatore Vittorio Marchisio
  8. ^ Tenente di Vascello Pietro Miniati, Guardiamarina Vittorio Pinto, Capo palombaro di 3ª Classe Mario Marino, Capo nocchiere di 3ª Classe Francesco Malfa, Sottocapo Cannoniere Leonildo Zocchi (alla memoria), Sottocapo Motorista Luigi Costantini (alla memoria), 2º Capo motorista Alessandro Foileri
  9. ^ Nocchiere Corrado Gianni
  10. ^ Daily Mail, 4 ottobre 1941

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Borghese, Junio Valerio, Decima Flottiglia MAS, Milano, Garzanti, 1950, ISBN non esistente.
  • Brauzzi, Alfredo, I mezzi d'assalto della Marina Italiana, Roma, Rivista Marittima, 1991, ISBN non esistente.
  • Luciano Garibaldi, Gaspare Di Sclafani, L'incredibile vicenda di Fiorenzo Capriotti eroe della Decima ed eroe di Israele, in Così affondammo la Valiant, 1ª edizione, Torino, Edizioni Lindau, novembre 2010, pp. 125 pagine., ISBN 978-88-7180-893-2.
  • Longo, L. Emilio, I reparti speciali italiani nella seconda guerra mondiale, Milano, Mursia, 1991, ISBN 978-88-425-0734-5.
  • Pegolotti, Beppe, Gli assaltatori della Xª Flottiglia MAS, Associazione Amici di Teseo tesei, 2007, ISBN non esistente.
  • Petacco, Arrigo, Le Battaglie navali del Mediterraneo nella seconda guerra mondiale, Milano, Mondadori, 1995, ISBN 978-88-04-42412-3.
  • Rocca, Gianni, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della Marina Italiana nella seconda guerra mondiale, Milano, Rivista Marittima, 1987, ISBN 978-88-04-43392-7.
  • Spigai, Virgilio, Cento uomini contro due flotte, Marina di Carrara, Associazione Amici di Teseo Tesei, 2007, ISBN non esistente.
  • de Risio, Carlo, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale - Vol.XIV - I Mezzi d'Assalto, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1964, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]