Teseo Tesei

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Teseo Tesei
Teseo Tesei.jpg
Il Maggiore del Genio Navale Teseo Tesei
3 gennaio 1909 – 26 luglio 1941
Nato a Marina di Campo
Morto a La Valletta, Malta
Cause della morte caduto in combattimento
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regia Marina
Unità Xª Flottiglia MAS
Anni di servizio 1929-1941
Grado Maggiore del Genio navale
Comandanti Junio Valerio Borghese
Guerre Guerra civile spagnola
seconda guerra mondiale
Battaglie Attacco a Malta
Decorazioni Medaglia d'Argento al Valor Militare; Medaglia d'Oro al Valor Militare
Studi militari Accademia Navale di Livorno
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Teseo Tesei (Marina di Campo, 3 gennaio 1909La Valletta, 26 luglio 1941) è stato un militare e inventore italiano.

Maggiore del Genio navale della Regia Marina, brevettato palombaro, prestò servizio come operatore della Xª Flottiglia MAS durante la seconda guerra mondiale venendo decorato con la medaglia d'oro al valor militare alla memoria per il coraggio dimostrato durante l'ultima missione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Marina di Campo sull'isola d'Elba il 3 gennaio 1909,[2] ultimo degli otto figli di Ulisse, armatore di una piccola flotta dedita al trasporto di vini oltreoceano e Rosa Carassale[3]. Dopo aver frequentato il ginnasio del Collegio degli Scolopi di Firenze entrò nella Regia Accademia Navale di Livorno nel corso del 1925.[1]

Nel 1930 frequentò il Corso Normale del Corpo del genio navale presso l'Accademia di Livorno uscendone l'anno successivo con il grado di Tenente G.N.[2] Nel 1933 conseguì a pieni voti la laurea alla Scuola di Ingegneria Navale di Napoli, ottenendo il brevetto da palombaro l'anno successivo presso la Regia scuola palombari di La Spezia.[3]

Assegnato alla 1ª Flottiglia sommergibili di La Spezia,[3] ebbe numerosi incarichi su unità subacquee e di superficie. Promosso Capitano G.N. partecipò alla guerra civile spagnola come volontario.[2]

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, venne assegnato alla V Squadriglia della 1ª Flottiglia MAS di stanza a La Spezia. Nell'agosto dello stesso anno, come riconoscimento dei suoi studi sui mezzi d'assalto, ricevette la Medaglia d'Oro di 1ª Classe per aver ideato invenzioni utili alla Marina.[2]

A fine agosto del 1940 partecipò alle operazioni di recupero dell'equipaggio del sommergibile Iride affondato da aereosiluranti inglesi nel Golfo di Bomba mentre era in missione nel tentativo di portare mezzi d'assalto in prossimità della base inglese di Alessandria d'Egitto con l'intento di violarla.[4] Per l'ardimento dimostrato durante l'operazione di salvataggio fu insignito della Medaglia d'argento al valor militare,[2] e promosso al grado di Maggiore G.N. nel dicembre dello stesso anno.

L'attacco a Malta[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Attacco a Malta.

Nella notte fra il 25 e il 26 luglio 1941 prese parte all'operazione Malta Due, nome assegnato dalla Regia Marina all'azione di forzamento della base navale inglese di La Valletta a Malta: in azione congiunta due SLC dovevano far saltare le reti di protezione del porto in modo tale da consentire a sei barchini esplosivi di dirigersi sulle navi indifese poste in rada.[3][1]

Tuttavia, a causa di guasti tecnici non ben definiti accaduto sull'altro SLC[5], venne accumulato un ritardo nelle operazioni di collocazione delle cariche che rischiava di far saltare l'intera operazione, per non compromettere quindi la missione dei barchini esplosivi, il Tesei decise deliberatamente di «spolettare a zero», rinunciando cioè ad allontanarsi dall'arma prima che esplodesse sotto l'obiettivo, sacrificandosi in tal modo insieme al 2º capo palombaro Alcide Pedretti[6]

Per tale atto eroico fu insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria.[7] Nel 1942 l'Università di Padova lo onorò conferendogli la laurea ad "honorem alla memoria".[2]

Il vicegovernatore di Malta, sir Edward Jackson, ricordando l'episodio il 4 ottobre 1941 scrisse: Nel luglio scorso gli italiani hanno condotto un attacco con grande decisione per penetrare nel porto, impiegando MAS e "siluri umani" armati da "squadre suicide" (…). Questa impresa ha richiesto le più alte doti di coraggio personale.[8]

Il Siluro a Lenta Corsa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Siluro a lenta corsa.

Durante gli studi all'Accademia Navale di Livorno, il Tesei cominciò a pensare, insieme all'amico Italo Piccagli, a come si potesse ammodernare e rinnovare il progetto della mignatta (torpedine semovente) realizzata da Raffaele Rossetti e Raffaele Paolucci durante la prima guerra mondiale. Nel 1935, con l'ausilio dell'ingegnere navale Elios Toschi, ideò un siluro a bassa velocità (siluro a corsa lenta) che consentisse a due operatori muniti di respiratori di pilotarlo navigando sott'acqua in modo tale che potessero dirigersi indisturbati sotto il bersaglio per attaccarlo, per la forma tozza il siluro a lenta corsa venne ribattezzato maiale.[1][9][10]

Tuttavia, per riuscire nell'intento di guidare con efficacia il siluro, era necessario progettare un respiratore che consentisse ai sommozzatori di restare sott'acqua per lunghi periodi. In quegli anni esisteva già un autorespiratore a ossigeno a ciclo chiuso, denominato maschera di Davis, che veniva utilizzato per uscite di emergenza dagli equipaggi da sommergibili in avaria, tale dispositivo si era comunque dimostrato nel tempo scarsamente affidabile e dotato di ridotta autonomia.[1][10]

All'epoca stava lavorando da tempo sul problema della maschera di Davis il comandante Angelo Belloni, abile tecnico e autore di studi sulla subacquea, unendo le forze il Tesei e Belloni riuscirono ad incrementare l'autonomia del respiratore da venti minuti ad alcune ore aumentandone nel contempo l'affidabilità. Il nuovo respiratore, denominato modello 49/bis venne approvato nel luglio del 1936.[11][10]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

A Tesei sono stati intitolati l'aeroporto di Marina di Campo[7] dell'isola d'Elba, una scuola media di Livorno e il COMSUBIN (Comando subacquei e incursori) il cui nome ufficiale è Raggruppamento subacquei e incursori Teseo Tesei.[7][12] Si tratta del raggruppamento della Marina Militare incaricato di svolgere le operazioni di guerra non convenzionale in ambiente acquatico. Assieme al reggimento Col Moschin[7] dell'Esercito, al GIS dei Carabinieri e agli Incursori del 17º Stormo dell'Aeronautica militare costituiscono una delle forze speciali italiane.[7]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Imbarcato di passaggio sopra una nave appoggio attaccata col siluro e con le mitragliatrici da aerei siluranti nemici a bassissima quota, che riuscivano ad affondare l'unità, dimostrava sprezzo del pericolo ed ardimento. Partecipava poi alle operazioni dirette al salvataggio dei superstiti rinchiusi all'interno di un sommergibile, silurato ed affondato nello stesso tempo, affrontando per più di 24 ore i più gravi pericoli e le più ardue difficoltà, noncurante della propria incolumità, raggiungendo il suo intento. Dava così prova delle più alte e nobili virtù militari di sangue freddo, coraggio, e generoso altruismo.»
— Golfo di Bomba, 22-24 agosto 1940. Zona di Guerra 31 agosto 1940.
— Regio Decreto del 27 dicembre 1941.[13]
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Ufficiale Superiore del Genio Navale, in lunghi anni di tenace, intelligente, appassionato lavoro riusciva, superando difficoltà di ogni genere, a realizzare, in cooperazione con altri pochi valorosi tecnici, e successivamente a perfezionare il mezzo d'assalto subacqueo della Regia Marina. Non pago del decisivo contributo portato dalla sua brillante intelligenza e dalla sua profonda cultura volle personalmente provare, collaudare e impiegare in guerra l'arma insidiosissima. Nonostante fosse minorato nel fisico per questa attività, inflessibilmente volle partecipare al forzamento di una delle più potenti e meglio attrezzate basi navali dell'avversario, conducendo lo strumento da lui ideato. Verificatosi nel corso dell'azione un ritardo, dovuto a imprevisti incidenti tecnici, che avrebbe potuto compromettere l'esito, allo scopo di guadagnare tempo perduto e di portare a termine a ogni costo il suo compito, decideva di rinunciare ad allontanarsi dall'arma prima che esplodesse contro l'obiettivo. Col sacrificio della vita assurgeva, unitamente al suo secondo uomo rimasto a lui fedele fino alla morte, alla gloria purissima del cosciente olocausto. Esempio di elette virtù militari e di sublime dedizione alla Patria, oltre il dovere.»
— Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941.
— Regio Decreto 31 maggio 1946.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Il Nastro Azzurro n.6, novembre-dicembre 2009, p. 28
  2. ^ a b c d e f (IT) Teseo Tesei - Marina Militare, su www.marina.difesa.it. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  3. ^ a b c d L'Eroe della Marina Teseo Tesei - giornaleditalia, su www.ilgiornaleditalia.org. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  4. ^ Si trattava della prevista Operazione GA. 1.
  5. ^ Si trattava di quello condotto del sottotenente di vascello Franco Costa e del sergente palombaro Luigi Barla.
  6. ^ Junio Valerio Borghese, Decima Flottiglia MAS, Garzanti, Milano, 1950. Secondo Tesei il siluro pilotato era da considerarsi più un'arma morale che non destinata a infliggere danni al nemico; era solito dire: Occorre che tutto il mondo sappia che vi sono italiani che si recano a Malta nel modo più temerario: se affonderemo qualche nave, oppur no, non ha molta importanza: quel che importa è che noi si sia capaci di saltare in aria col nostro apparecchio sotto l'occhio del nemico: avremo così indicato ai nostri figli e alle future generazioni a prezzo di quali sacrifici si serva il proprio ideale e per quale via si pervenga al successo.
  7. ^ a b c d e Il Nastro Azzurro n. 6, novembre-dicembre 2009, p. 29
  8. ^ Daily Mail, 4 ottobre 1941
  9. ^ (IT) Super User, I Mezzi d'Assalto - Associazione Combattenti Decima Flottiglia MAS, su www.associazionedecimaflottigliamas.it. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  10. ^ a b c (IT) Teseo Tesei - Marina Militare, su www.marina.difesa.it. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  11. ^ Durante una prova lo stesso Tesei rimase per tre ore e un quarto in immersione per testarlo. Beppe Pegolotti, Gli assaltatori della Xª Flottiglia Mas, Associazione Amici di Teseo Tesei, 2007.
  12. ^ (IT) Comsubin - Marina Militare, su www.marina.difesa.it. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  13. ^ Determinazione del 31 agosto 1940.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Junio Valerio Borghese, Decima Flottiglia MAS, Milano, Garzanti Editore, 1950.
  • Luis De La Sierra, Gli assaltatori del mare, Milano, Ugo Mursia Editore, 1971.
  • Giorgio Giorgerini, Attacco dal Mare. Storia dei mezzi d'assalto della Marina Italiana, Milano, A. Mondadori Editore, 2007, ISBN 978-88-04-51243-1.
  • Luigi Romersa, All'ultimo quarto di luna: le imprese dei mezzi d'assalto, Mursia, 1977.
  • (EN) Jack Greene, The Black Prince and the Sea Devils: The Story of Valerio Borghese and the Elite Units of the Decima Mas, Cambridge, Da Capo Press, 2004, ISBN 0-306-81311-4.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • Medaglie d'Oro eccellenti: Teseo Tesei, in Il Nastro Azzurro, nº 6, Roma, Istituto del Nastro Azzurro, novembre-dicembre 2009, pp. 28-29.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]