Raffaele Paolucci

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Raffaele Paolucci
RaffaelePaolucci.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVI, XXVII, XXVIII, XXIX
Gruppo
parlamentare
PNF
Sito istituzionale

Consigliere nazionale del Regno d'Italia
Legislature XXX
Gruppo
parlamentare
Corporazione della Chimica

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature III
Gruppo
parlamentare
PNM
Circoscrizione Abruzzo
Collegio L'Aquila
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PNF
Titolo di studio Laurea in Medicina e chirurgia
Professione medico, accademico, politico

Raffaele Paolucci, conte di Valmaggiore (Roma, 1º giugno 1892Roma, 4 settembre 1958), è stato un militare e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma da Nicola, di Orsogna, e da Rachele De Crecchio, lancianese. Sposa Margherita Pollio (+ 1946, figlia secondogenita del generale Alberto Pollio).

Sergente della Sanità militare, all'inizio della Prima guerra mondiale fu trasferito sotto sua richiesta nella Regia Marina il 19 luglio 1916; conseguita intanto la laurea presso l'Università di Napoli, fu promosso sottotenente medico di complemento e destinato all'ospedale militare della stessa città, dove conseguì anche la promozione a tenente.

Il 17 aprile dello stesso anno fu destinato in zone operative di guerra, dove, sotto il comando del dipartimento marittimo di Venezia, partecipò alla realizazione di mezzi speciali d'assalto, costituiti da torpedini semoventi chiamati mignatte, che insieme al maggiore G.N. Raffaele Rossetti, avrebbe guidato in prima persona nell'azione di Pola del 1º novembre 1918terminata con l'affondamento della corazzata austriaca Viribus Unitis. Per tale azione fu decorato con la Medaglia d'oro al valor militare e promosso capitano per merito di guerra. Il 14 novembre 1919 venne collocato in congedo ed iscritto nel ruolo del complemento con il grado di tenente colonnello.

Nel 1921 fu eletto deputato al Parlamento nella XXVI legislatura; venne riconfermato nelle successive per il Partito Nazionale Fascista, fino al 1943[1]. Ricoprì anche la carica di vicepresidente della Camera dei deputati.

Nel settembre 1935 venne richiamato alle armi e posto a disposizione del Ministero della Guerra partecipando alla Guerra di Etiopia (1935-36) alla Direzione di una ambulanza specializzata per interventi chirurgici della Croce Rossa Italiana assegnata al teatro delle operazioni. Il 18 giugno 1936 ottenne la promozione a colonnello medico per meriti eccezionali venendo congedato il 1º settembre dello stesso anno e infine promosso il 29 ottobre maggior generale medico della riserva. Richiamato in servizio durante il secondo conflitto mondiale, operò presso il Ministero della Marina - Direzione Generale di Sanità - fino all'8 settembre 1943; nel giugno 1944, riassunse l'incarico che mantenne fino al 4 agosto.

Posto nuovamente in congedo ed iscritto nel ruolo degli ufficiali medici della riserva di complemento, il 20 agosto 1957 transitò nella posizione di congedo assoluto. Chirurgo del torace e dell'addome molto noto, eseguì più di trentamila interventi. Fu presidente della sezione italiana e vicepresidente mondiale del collegio internazionale dei chirurghi (International college of surgeons). Dopo la fine della seconda guerra mondiale ricoprì la carica di Ordinario di Clinica Chirurgica nell'Ateneo di Roma, dove fu famoso per l'accuratezza e la nettezza dei suoi interventi. "È meraviglioso che oggi possiamo dare una trasfusione", diceva agli studenti e specializzandi "Ma per il paziente il suo sangue è il migliore. Non sprecatelo". Pubblicò un atlante di Chirurgia Operatoria che rifletteva il suo stile semplice e preciso.

Nel secondo dopoguerra fu di nuovo deputato nella terza legislatura, eletto nel giugno 1958, pochi mesi prima di morire, nelle liste del Partito Nazionale Monarchico, di cui fu anche presidente[2]. Le sue spoglie sono conservate al Parco della Rimembranza ad Orsogna, paese dell'Abruzzo in provincia di Chieti. Creato Conte da Vittorio Emanuele III per la sua opera scientifica, si offrì di accompagnare il Re e la regina Elena nell'esilio di Alessandria d'Egitto.[senza fonte]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Portò geniale contributo nell'ideare un mirabile ordigno di guerra marittima. Volle a sé riservato l'altissimo onore di impiegarlo e, con l'audacia dei forti, con un solo compagno, penetrò di notte nel munito porto di Pola. Con mirabile freddezza attese il momento propizio e verso l'alba affondò la nave ammiraglia della flotta austro-ungarica.»
— Pola 1º novembre 1918
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria
Caporale d'onore della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Caporale d'onore della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN12345512 · LCCN: (ENn2002040906 · SBN: IT\ICCU\SBLV\139740 · ISNI: (EN0000 0000 3745 8630 · BNF: (FRcb12152450s (data) · BAV: ADV12274847