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Pescara

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Pescara
comune
Pescara – Stemma Pescara – Bandiera
Pescara – Veduta
Da sinistra a destra, partendo dall'alto: montaggio della Cattedrale di San Cetteo e del Ponte del Mare; veduta di un trabocco sul Porto Canale, particolare del centro direzionale Fater, complesso museale Aurum e il Palazzo di città; veduta del fiume Aterno-Pescara dal Porto Canale e la fontana Nave di Cascella.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Pescara-Stemma.png Pescara
Amministrazione
SindacoMarco Alessandrini (PD) dall'8-6-2014
Territorio
Coordinate42°27′51.4″N 14°12′51.08″E / 42.464278°N 14.214189°E42.464278; 14.214189 (Pescara)Coordinate: 42°27′51.4″N 14°12′51.08″E / 42.464278°N 14.214189°E42.464278; 14.214189 (Pescara)
Altitudinem s.l.m.
Superficie34,36 km²
Abitanti119 483[5] (28-02-2017)
Densità3 477,39 ab./km²
FrazioniSan Silvestro Colle
Comuni confinantiChieti (CH), Francavilla al Mare (CH), Montesilvano, San Giovanni Teatino (CH), Spoltore[1]
Altre informazioni
Cod. postale65121-65129[2]
65100 (ex CAP non valido)[2]
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT068028
Cod. catastaleG482
TargaPE
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 718 GG[6]
Nome abitantipescaresi
PatronoSan Cetteo[3]
Giorno festivo10 ottobre
MottoHæc est Civitas Aterni Porta Aprutii et Sera Regni
"Questa è la città di Aterno[4], porta degli Abruzzi e confine del regno"
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pescara
Pescara
Pescara – Mappa
Posizione del comune di Pescara all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Pescara (/peˈskaːra/, pronuncia[?·info], Pescàrë in dialetto abruzzese, Piscàrë in pescarese[7]) è un comune italiano di 119 483 abitanti[5], capoluogo dell'omonima provincia in Abruzzo. È il comune più popoloso della regione ed è il cuore di un'area metropolitana di oltre 250.000 abitanti per i sei comuni più vicini, e fino a 420.000 includendo l'intera area di influenza[8][9]. La città è, insieme a L'Aquila, sede degli uffici del consiglio, della giunta e degli assessorati regionali[10].

Nonostante sia una città con antiche origini i cui primi insediamenti risalirebbero almeno al I millennio a.C., Pescara ha un aspetto prevalentemente moderno, dovuto ad una serie di pesanti bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale che hanno causato la distruzione di gran parte del centro urbano; tuttavia non mancano testimonianze materiali del passato cittadino. Durante gli anni del boom economico del secondo dopoguerra, Pescara ha conosciuto un sostenuto sviluppo industriale e urbanistico che ha portato la città a divenire uno dei centri principali dell'area geografica dell'Italia centrale. Da tempo essa garantisce al territorio abruzzese una vasta serie di servizi che hanno permesso all'intera regione di accrescere la propria competitività sia a livello nazionale che internazionale[11].

È un vivace polo culturale, avendo dato i natali a personalità come Gabriele d'Annunzio ed Ennio Flaiano, ed essendo sede di università e influenti manifestazioni, tra cui il Pescara Jazz (primo festival estivo italiano dedicato al genere musicale), il Premio Flaiano e la rassegna d'arte contemporanea Fuori Uso. La città ha anche una notevole tradizione sportiva, avendo ospitato la Coppa Acerbo dal 1929 al 1961, il Trofeo Matteotti dal 1945 e la XVI edizione dei Giochi del Mediterraneo nel 2009.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia di Pescara.

Pescara è situata sulla costa adriatica, a circa 4 m s.l.m. e si sviluppa intorno alla foce del fiume Aterno-Pescara[12].

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La costa è bassa e sabbiosa: la spiaggia si estende senza soluzione di continuità a nord e a sud del fiume. Il tessuto urbano si sviluppa su un'area pianeggiante a forma di T, che occupa la valle intorno al fiume e la zona litoranea; a nord ovest e a sud ovest la città si estende anche sulle colline circostanti.

La città è interessata dalla presenza di falde freatiche, che con le escursioni stagionali, rimontano anche di un metro, specialmente in primavera, a seguito dello scioglimento delle nevi sui monti. La costa dove si estende la città era un tempo quasi interamente occupata da una vasta pineta mediterranea, dove predominava la specie del Pino d'Aleppo. Questo bosco fu in gran parte abbattuto alla fine dell'Ottocento e poi ancora negli anni cinquanta del secolo scorso per fare posto alle nuove costruzioni. Gli esemplari superstiti sono diffusi nella pineta D'Avalos e in una fascia costiera lunga circa due chilometri, oggi Riserva naturale Pineta di Santa Filomena.

Pescara banner.JPG
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Panorama verso il fiume Aterno-Pescara ripreso dal Ponte del Mare.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Pescara Aeroporto e Stazione meteorologica di Pescara Centro.

Pescara si trova a 42°27' Nord di latitudine, e 14°13' Est di longitudine. Il suo clima si inquadra nella tipologia mediterranea, con estati calde, ma spesso molto umide per via dei regimi di brezza da NE, a volte intensi, che dal mare giungono sulla terra soprattutto in concomitanza con il perseverare di strutture anticicloniche di matrice africana, le quali sospingono negli alti strati dell'atmosfera aria molto calda che contrasta con l'aria "fresca" sulla superficie del mare. Questo particolare fenomeno impedisce alle temperature di superare la soglia dei 35 °C, ma in compenso ne aumenta fortemente la sensazione di calore per il considerevole aumento dell'umidità. Il regime di brezza durante l'estate segue una rotazione ben precisa e costante dei venti. Dalle 21 di sera alle 9 di mattino soffia la brezza di terra (al massimo 5-7 nodi), proveniente da SO, in genere molto più debole della brezza di mare, che invece inizia a spirare verso le 9 del mattino, arrivando repentinamente, inizialmente con una direzione da NE e terminando verso le 20/21 di sera dal quadrante ESE. In condizioni di stabilità atmosferica, la brezza marina può arrivare anche a 15 nodi in concomitanza con le ore più calde della giornata, facendo così raggiungere i valori termici più bassi del giorno proprio tra le 12 e le 15 del pomeriggio.

Da notare che la brezza marina che soffia da NE è quella che è in grado di apportare sulla città i massimi indici di umidità, mentre quella da ESE è molto più secca e non influisce molto sull'andamento termico della giornata. Tuttavia, le temperature estive riescono a sorpassare anche di molto i 35 °C solo in presenza del "garbino", vento proveniente dall'entroterra africano che, scagliandosi con velocità sui monti dell'Abruzzo, nella sua discesa provoca un forte riscaldamento e un radicale abbassamento delle percentuali di umidità. I monti situati non lontano dalla città, la Maiella e la catena del Gran Sasso, hanno un'influenza importante sul clima pescarese, i quali, in presenza di correnti da SO espongono Pescara al sopracitato "garbino" o favonio (o foehn), un vento forte discendente, che non di rado raggiunge anche i 100 km/h e provoca un repentino aumento delle temperature per subsidenza e con essa una notevole diminuzione dell'umidità relativa. Per tale motivo, non sono rari gli inverni con temperature giornaliere che sfiorano o superano i 20 °C. La temperatura più alta in città, pari a 45 °C[14], è stata registrata il 30 agosto 2007. Tale valore, mai rilevato a Pescara, è stato determinato dalla combinazione di elevate isoterme ad 850 hPa e del vento di foehn appenninico.

Il 24 luglio 2007, per le stesse condizioni climatiche, erano stati toccati valori vicini a questo record e precisamente 44 °C[15] e, nelle ore notturne della medesima giornata, la temperatura si era attestata per alcune ore sui 37º seguito della sopracitata combinazione climatica. Gli inverni sono moderatamente piovosi, ma la neve non di rado fa la sua comparsa, riuscendo periodicamente, anche a coprire la città con un moderato manto di coltre bianca. Questo evento viene favorito per l'instaurarsi di una depressione attiva sullo ionio, che richiama aria gelida dai balcani. Infatti, a causa di correnti da NE, Pescara risente dello stau ad opera del retrostante Appennino centrale, che provoca precipitazioni, generalmente deboli, ma anche di forte intensità, se accompagnato da una depressione. Sempre da NE provengono correnti d'aria siberiane (burian) che, mediamente ogni 3-4 anni, portano discreti accumuli di neve.

Tuttavia, bisogna rammentare che le percentuali di umidità atmosferica sono alte anche in inverno. La temperatura più bassa invece toccò i -13 °C il 4 gennaio 1979 (nella giornata precedente si era arrivati a -12 °C). In città le temperature medie nel mese più freddo (gennaio) si attorno ai 6,5 °C e in quello più caldo (luglio) attorno ai 23,5 °C (dati relativi alle medie di riferimento climatico 1961-1990). Le precipitazioni non sono elevate (leggermente al di sotto dei 700 mm annui, di media, nel medesimo trentennio) e concentrate soprattutto nel tardo autunno[16][17].

PESCARA AEROPORTO
(2000-2008)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 11,512,315,518,423,327,730,228,024,921,416,612,312,019,128,621,020,2
T. min. mediaC) 2,42,65,07,612,015,717,717,213,311,27,03,72,98,216,910,59,6
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 9,27,92,80,50,00,00,00,00,00,01,35,222,33,30,01,326,9
Nuvolosità (okta al giorno) 5,05,14,74,33,93,32,22,43,14,04,75,05,04,32,63,94,0
Precipitazioni (mm) 71,336,131,054,033,144,522,655,771,087,060,090,0197,4118,1122,8218,0656,3
Giorni di pioggia 10,48,28,010,310,07,14,38,010,812,313,813,732,328,319,436,9116,9
Umidità relativa media (%) 74737271727069717275767674,371,77074,372,6
Eliofania assoluta (ore al giorno) 3,13,94,96,47,88,79,88,97,35,53,72,93,36,49,15,56,1
Pressione a 0 metri s.l.m. (hPa) 1 0161 0141 0141 0121 0131 0141 0141 0141 0161 0171 0161 0161 015,31 0131 0141 016,31 014,7
Vento (direzione-m/s) SW
7,9
SW
8,5
SW
9,7
SW
8,7
NE
8,2
NE
8,4
NE
9,1
NE
8,4
SW
8,2
SW
7,1
SW
7,5
SW
7,8
8,18,98,67,68,3

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Pescara indica lo sbocco del fiume al mare, ubicazione favorevole al primordiale stanziamento umano grazie alle acque del fiume Aternum e alla pescosità del mare; tale nome significa, seguendo un metodo paretimologico, "bocca del fiume", dall'accadico , pišu, pe (bocca) e ḫarru (fiume), originariamente corso d'acqua con sbocco al mare[18]. L'insediamento è stato soprannominato dai pescatori p'šcare', a indicare il luogo dove essi vivevano e lavoravano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Pescara e Aternum.
Vista della città da San Silvestro Colle

La città ha una storia molto antica e le sue origini sono quasi totalmente sconosciute; probabilmente i primi insediamenti avvennero presso il Colle del Telegrafo dove di recente sono stati portati alla luce dei reperti risalenti anche a 6000 anni fa[19][20][21]. Il primo villaggio, invece, venne fondato sulle rive del fiume ed in epoca romana fu chiamato Vicus Aterni e a cui successivamente fu attribuito il nome Aternum, dal fiume che lambiva l'abitato. Pescara veniva indicata anche con il nome di Ostia Aterni, cioè la foce dell'Aterno, e costituiva il porto commerciale dei popoli Vestini e Marrucini. Il movimento commerciale (pesca, prodotti agricoli, manufatti, ecc.) fra Aternum e Roma, era particolarmente intenso e si sviluppava attraverso la via Consolare Tiburtina che univa (e unisce tuttora) le due città, terminali fondamentali della strada d'attraversamento dell'Appennino.

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente e le invasioni barbariche, di Aternum si persero quasi completamente le tracce, ma si ritiene che il commercio ed il traffico di materiali e di uomini, data la posizione del villaggio, non si sia mai interrotto ma sia continuato sotto il controllo della città di Theate.[senza fonte]

La vecchia Castellammare Adriatico (oggi corso Umberto I), in una cartolina raffigurante il corso Vittorio Emanuele (1910 ca.)

Intorno all'anno 1000, Aternum cambiò il suo nome e divenne Piscaria con riferimento, sembra, alla pescosità della zona, mentre il fiume che la bagnava venne ribattezzato Piscarius. L'abitato di Piscaria fu anche compreso, per un lungo periodo, tra le pertinenze dell'abbazia di Montecassino.

Nel XII secolo Pescara fu conquistata, con tutta la sua regione di appartenenza, dai Normanni, per poi entrare a far parte, nei primi decenni del Duecento, dei domini di Federico II di Svevia. Fra il XIII e il XIX secolo appartenne, con il resto dell'Abruzzo, al Regno di Napoli (che, dopo l'unione al Regno di Sicilia, passò a denominarsi Regno delle Due Sicilie).

In età aragonese (seconda metà del XV secolo) fu data in feudo all'illustre famiglia di origine spagnola dei D'Avalos, che, dopo essersi legati da rapporti di parentela con i D'Aquino, si convertirono in marchesi di Pescara. Si ricorda in particolare la poetessa Vittoria Colonna che divenne marchesa di Pescara nel 1509 sposando Fernando Francesco D'Avalos

Durante il regno di Carlo V, si trasformò in un'importante piazzaforte costiera del Regno: tra il 1510 e 1557 fu eretta a cavallo tra le due sponde del fiume Pescara una fortezza su progetto di Erardo Barleduc, a forma di pentagono irregolare con 7 bastioni ai vertici[22]. Essa resistette nel 1566 a un terribile assalto dell'ammiraglio ottomano Piyale Pascià, anche grazie al contributo del valoroso condottiero, Giovan Girolamo d'Acquaviva duca di Atri[23].

Anche nel corso del Settecento la città subì numerosi attacchi e fu contesa tra gli austriaci e i Borbone. In questo secolo Pescara contava circa tremila abitanti[24]. Alla fine del Settecento vi è la parentesi della Repubblica Napoletana, durante la quale Ettore Carafa conte di Ruvo fu capo della città e Gabriele Manthoné che contribuì alla riuscita resistenza all'assedio dei Borbone. Nei primi anni dell'Ottocento la città venne occupata dai francesi, continuando a costituire un importante bastione militare del regno di Giuseppe Bonaparte.

Nel 1807 Castellammare Adriatico, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa 1500 abitanti), divenne Comune autonomo aggregato al circondario di Città Sant'Angelo; è questa la scissione che diede luogo a rivalità tra i due agglomerati ai lati del fiume e che fu "annullata" nel 1927.

Piazza della Rinascita, la principale della città, è nata a causa dei bombardamenti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale

Nel 1814 Pescara fu tra le città protagoniste dei moti carbonari contro Gioacchino Murat, re di Napoli. A tale insurrezione seguì la repressione borbonica, simboleggiata dal bagno penale nel quale, fino alla caduta del Regno (1860), furono imprigionati molti carbonari. Nel 1860 il Regno delle Due Sicilie fu annesso al Regno di Sardegna. Sono divenute famose (e sono scolpite anche sulla torre del municipio) le parole del re Vittorio Emanuele II di Savoia durante la sua visita a Pescara il 17 ottobre 1860[25]:

« Oh che bel sito per una grande città commerciale, bisogna abbattere queste mura e costruire su questo fiume un porto e Pescara in men di un secolo sarà la più grande città degli Abruzzi! »

(Vittorio Emanuele II di Savoia)

Nel nascente Regno d'Italia e fino agli inizi del Novecento, Castellammare e Pescara conobbero un primo, sostanziale sviluppo economico e un considerevole aumento della popolazione (particolarmente significativo nel ventennio 1881-1901).

Nelle due città limitrofe e nel Pescarese iniziò anche a formarsi una borghesia industriale fortemente imprenditrice che contava fra le sue file membri delle famiglie Bucco, D'Annunzio, Farina, Ricci, Mezzopreti, Muzii, De Riseis, Pomilio, Pascale[26]. Come ricorda Raffaele Colapietra nel suo Pescara 1860-1960, lo stabilimento del pastificio Puritas di Angelo Delfino contava durante gli anni Venti e Trenta oltre trecento addetti. Ben presto si pensò alla possibilità di unificare le due cittadine elevandole a provincia[27].

Il 2 gennaio 1927, grazie soprattutto all'eccezionale incremento demografico e allo sviluppo industriale[28] di Castellammare Adriatico e Pescara venne finalmente firmato il decreto di unificazione delle due città sotto il nome di Pescara[29] e la costituzione della provincia omonima[30]. Un contributo notevole per il raggiungimento di tale traguardo fu dato anche dalla forte spinta popolare, dall'autorità politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e dal prestigio morale[non chiaro] di Gabriele D'Annunzio.

Durante la seconda guerra mondiale Pescara subì notevoli perdite umane e danni materiali, sia per i violentissimi bombardamenti della tarda estate del 1943, che causarono la morte di almeno 3000 persone[31], sia per le razzie e le distruzioni da parte dell'esercito tedesco in ritirata. Per questi motivi l'8 febbraio 2001, il presidente della repubblica, Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alla città la medaglia d'oro al merito civile[32]. Nel secondo dopoguerra Pescara ha conosciuto uno sviluppo sostenuto che l'ha portata ad essere il centro principale della regione. Da tempo la città garantisce al territorio abruzzese una vasta serie di servizi che hanno permesso all'intera regione di accrescere la propria competitività sia a livello nazionale che internazionale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« HÆC EST CIVITAS ATERNI PORTA APRUTII ET SERA REGNI. »

(IT)

« Questa è la città di Aterno, porta degli Abruzzi e confine del Regno. »

(Motto riportato sullo scudo araldico cittadino)
Stemma del comune

Dallo Statuto[33] comunale si ricavano le descrizioni dello stemma e del gonfalone.

La blasonatura dello stesso è data da due partizioni: nella prima, su sfondo azzurro (campo del cielo), è rappresentata una torre affiancata da una chiesa, poste su di un mare fluttuoso, accompagnato nella destra del capo da una cometa d'oro ondeggiante in sbarra; nella seconda, sempre su sfondo azzurro si trova un castello uscente dal fianco sinistro dello scudo, che termina da una torre al naturale merlata di quattro, aperta finestrata e murata di nero, posta su di un mare ondeggiante d'argento. Un polo d'oro divide le partizioni che simboleggiano l'unificazione dei Comuni di Pescara e Castellammare Adriatico[34].

Le parole del motto ricordano che la città affonda le sue radici nell'antichità della romana Aternum, per divenire, in epoca medievale, Piscaria e poi Pescara.

Il "Gonfalone di Città", approvato con D.P.R. n. 4158 del 2 settembre 1988, è rappresentato dal drappo partito di bianco e di azzurro, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma civico con l'iscrizione centrata in oro «Città di Pescara».

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[35]»
— 3 novembre 1987
Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Centro strategico sulla linea verso il Nord della Penisola e per il collegamento con la Capitale, durante l'ultimo conflitto mondiale fu teatro di continui e devastanti bombardamenti da parte dell'aviazione alleata e dovette subire le razzie e la distruzione di fabbricati, strade, ponti e uffici pubblici da parte dell'esercito germanico in ritirata.»
— Pescara, 31 agosto-20 settembre 1943.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'arte a Pescara.

Pescara è una città dall'aspetto prevalentemente moderno, che ha conservato poche tracce del suo passato anche a causa dei pesantissimi bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale e delle precedenti distruzioni nel corso della storia. Nonostante ciò, vi sono testimonianze del suo lontano passato ancora oggi esistenti, oltre a costruzioni recenti e moderne.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Pescara.
Cattedrale di San Cetteo
La Cattedrale di San Cetteo

Completata nel 1938, è situata nei pressi dei resti dell'antica chiesa di Santa Gerusalemme, chiesa di epoca romana. Fu fortemente voluta da Gabriele d'Annunzio, il quale mise a disposizione anche fondi finanziari propri e chiese a Cesare Bazzani di attuare il progetto[36][37][38]. La chiesa ospita la tomba della madre del poeta, Luisa D'Annunzio; è inoltre possibile ammirarvi un dipinto del Guercino, il San Francesco, donato dallo stesso d'Annunzio. Cattedrale dal 1977, ha pianta rettangolare a tre navate, con facciata in pietra bianca in stile neoclassico fascista, con tre rosoni nella facciata tripartita, tre portali, e una statua del santo dedicatario sopra quello centrale. Il campanile laterale è una torre con tamburo in sommità, seguito da una cuspide conica verde.

Chiesa del Sacro Cuore
La chiesa del Sacro Cuore

Situata nel centro cittadino, è stata realizzata sul finire dell'Ottocento in Stile Neogotico. La sua costruzione avvenne nel 1866 affinché l'ex comune di Castellammare Adriatico fosse dotato di una parrocchia; presenta un prospetto principale caratterizzato dal rivestimento in mattoni a faccia-vista, un grande rosone sormonta il portale centrale a tutto sesto, impreziosito da mosaico dorato e accostato da due finestre oblunghe in stile gotico.
L'interno è a tre navate, in stile gotico, con volte a crociera, illuminato da vetrate policrome istoriate.

Basilica della Madonna dei sette dolori
Basilica della Madonna dei sette dolori

Iniziata nel Seicento in stile barocco e in seguito inglobata nel Settecento dall'attuale, in stile neoclassico. Nei pressi della basilica si trova un convento, iniziato nell'Ottocento[39]. La leggenda vuole che sopra il Colle Madonna nel XVI secolo fosse apparsa la Madonna a dei pastori che pascolavano; successivamente un nuovo miracolo della pioggia durante la siccità, spinse i Conventuali a realizzare la chiesa divenuta nel 1952, grazie a Papa Pio XII "Basilica minore".

Santuario della Madonna Del Fuoco

All'interno del santuario ottocentesco, situato nel quartiere Villa del Fuoco, si può ammirare una statua della Madonna con in braccio Gesù Bambino, risalente al XVII secolo. Accanto alla chiesa antica, nel Novecento ne è stata costruita una nuova.

Chiesa di Sant'Andrea
Chiesa di San Silvestro

Situata nel quartiere di San Silvestro, la Chiesa principale, all'origine era intitolata ai santi San Giovanni Battista e San Silvestro Papa. La Parrocchia fu creata intorno al 1500 (la chiesa nasce sulle fondamenta di un monastero di religiose del XVI secolo). L’attuale impianto tardo settecentesco-neoclassico corrisponde al rifacimento del XVIII secolo. [40]All'interno della chiesa è possibile ammirare un affresco sull'altare maggiore risalente al XVII secolo.

Parrocchia di Sant'Andrea Apostolo

Si trova presso Piazza Italia, cuore amministrativo di Pescara. Costruita nel 1962 ad opera dell'architetto Eugenio Maria Rossi, ha una struttura moderna, composta da pianta circolare-ottagonale divisa in otto pilastri in cemento. Esternamente i pilastri salgono fino a convergere nel punto centrale in cui s'innesta un'esile e slanciata guglia, trasformandosi in otto costoloni. A volume della chiesa sono aggiunti due corpi più bassi: quello anteriore per l'ingresso e quello posteriore per la sacrestia.
Ai lati dell'ingresso si aprono due cappelle, una ospita il battistero. La parte presbiteriale è rialzata da una piccola gradinata, con chiusura a due falde, e un timpano dipinto.[41] La chiesa fu edificata per gli abitanti dell'antico Borgo Marino, villaggio di pescatori molto devoti a Sant'Andrea, che è il patrono della città insieme a San Cetteo, per cui si svolge una speciale festa in estate.

Santuario dell'Immacolata Concezione

La chiesa, costruita nel 1947, interpreta le forme delle antiche basiliche romane, creando una connessione tra questo stile e il romanico abruzzese. La facciata è in mattoni disposti a creare un motivo geometrico, al centro vi è un rosone in asse col semplice portale. L'accesso è consentito da una piccola gradinata in travertino, mentre la sommità del timpano dalle sobrie linee neoclassiche chiude la facciata. Esternamente è visibile il tiburio circolare della cupola, all'altezza del transetto, perché la chiesa ha pianta basilicale a croce latina, con bracci del transetto sporgenti. L'interno in mattoni è a navata unica, con arcate laterali intonacate in modo da formare delle cappelle. La luce dell'oculo della cupola riflette sul presbiterio rialzato. L'altare è ornato da una lapide e da un piccolo ciborio romanico a cono.[42]

Chiesa dello Spirito Santo

Si trova tra il Corso Vittorio Emanuele II e la Stazione Centrale. Fu costruita nel 1962 dall'architetto Marcello Piacentini. La chiesa è stata realizzata seguendo in maniera moderna il romanico abruzzese. La facciata ad esempio richiama le abbazia della Majella, ed è a coronamento orizzontale con portale centrale di accesso, e un grande rosone che lo sormonta, con disegnata la colomba dello Spirito Santo. La facciata in mattoni faccia vista è inoltre divisa in due da cornicione marcapiano, sul portale centrale un archivolto in travertino sovrasta l'entrata. La pianta interna è scandita da pilastri in marmo rosso in tre navate. La parte centrale è più ampia, e al termine di una gradinata rialzata c'è in fondo il presbiterio marmoreo.

Chiesa di San Pietro
Chiesa di San Pietro Apostolo

Detta anche "Chiesa del Mare", si trova alla confluenza tra Corso Umberto e Piazza I Maggio, presso il lungomare. Costruita dall'architetto Guido Crescenzi nel 2005, la chiesa ha una forma ellittica irregolare, a ricordare una nave con la prua rivolta verso il mare, Oriente, mentre l'ingresso principale è a d Occidente. La facciata è caratterizzata da un ponticello che conduce al sagrato, attraversando uno starato d'acqua. L'interno è caratterizzato da un uso differente dei materiali, che contribuiscono a dare i caratteri tipici di una struttura navale.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

"Bagno borbonico"
Sulla destra: il bagno borbonico in via delle Caserme

È l'antico carcere del Regno delle due Sicilie, che ha inglobato al suo interno i resti delle mura normanne e bizantine della città. Costruito all'inizio del '500 per volere di Carlo V, e continuata poi dal Duca d'Alba, oggi resta solo la parte occupata dalla caserma di fanteria, realizzata dai Borboni nel Seicento. Al suo interno ospita il Museo delle genti d'Abruzzo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo del Governo

Costruito nel 1927 da Vincenzo Pilotti, troneggia su Piazza Italia, ha la facciata in pietra bianca è adornata dai bassorilievi di Guido Costanzo che rappresentano il Fiume, la Miniera, l'Agricoltura e il Mare. Il portale d'ingresso immette in un vasto atrio da cui si accede, mediante scalinata in marmo, al "Salone dei Marmi", con formelle in ceramica a rilievo, che rappresentano in blasoni del comuni della Provincia, Nel Salone del Consiglio sono collocati i busti di D'Annunzio e Michetti, mentre sopra il seggio del presidente si trova uno stemma dorato col motto "Sibi valet et vivivt".[43] L'interno policromo conserva il dipinto La figlia di Iorio del Michetti. Nel Salone dei Marmi vi è un'opera di Costantino Barbella.

Facciata del Palazzo del Governo
Palazzo del municipio
Il municipio e Corso Vittorio Emanuele II

Anch'esso progettato da Pilotti, in mattoni e travertino, è affiancato dalla torre con orologio. Compone una parte del perimetro di Piazza Italia, stando in corrispondenza della Prefettura, in modo da formare un trapezio isoscele, insieme ai complessi della Provincia e dell'Agenzia delle Entrate, con al centro della piazza la fontana "La Pescara". L'alta torre civica del palazzo, rivestita in mattoni rossi, è sormontata da una loggia ad archi. All'interno del palazzo uno scalone monumentale a doppia rampa porta al piano nobile, dove si trovano i saloni di rappresentanza, nonché la Sala della Giunta e l'ufficio del sindaco. Nella sala delle riunioni la parte superiore mostra una serie di affreschi, opera di Luigi Baldacci.

Casa di Gabriele d'Annunzio
Circolo Aternino

L'edificio, di origine settecentesca, ha ospitato fino alla fine dell'Ottocento il comune di Pescara; cambiò destinazione d'uso con l'unificazione dei due comuni di Pescara e Castellamare Adriatico, e oggi ospita eventi e mostre temporanee.[44]Si affaccia su Piazza Garibaldi, ed ha un elegante stile tardo ottocentesco in stile neoclassico.

Casa D'Annunzio

L'abitazione, lungo il Corso Gabriele Manthonè, è stata realizzata sul finire del Settecento, e ristrutturata in stile borghese nella seconda mertà dell'Ottocento. Il 12 marzo 1863 vi nacque il poeta Gabriele d'Annunzio, il quale il 14 ottobre 1927, per tutelarla come edificio d'importante interesse storico e per commemorare la madre Luisa De Benedictis, morta nel 1917, la fece diventare "monumento nazionale". Per la ristrutturazione incaricò il cognato Antonino Liberi, architetto di prestigio nella Pescara di quegli anni: con l'intenzione di liberare il piano terra dalle botteghe e conservare la loggia, il cortile, il pozzo, la scuderia e le rimesse.[45]In seguito d'Annunzio si mostrò insoddisfatto dei progetti e affidò l'incarico all'architetto Giancarlo Maroni, deluso dal livellamento dei tre gradini della stanza della madre, e solo nel 1933 si arrivò alla ristrutturazione completa.
Dal 1993 la casa è stata acquistata dal MiBACT ed ospita un museo dedicato al primo periodo di vita di D'Annunzio, con raccolta di documenti, opere d'arte, vesti, manoscritti, fotografie e piccole sculture e dipinti degli amici Costantino Barbella e Francesco Paolo Michetti.

Ex Kursaal Aurum
L'ex liquorificio dell'Aurum; la facciata a colonne è il Kursaal.

È un ex liquorificio dell'aurum, restaurato e riaperto al pubblico in funzione di struttura museale-polivalente nel 2007[46], con una struttura originariamente progettata da Antonino Liberi come lido della fiorente economia balneare pescarese, a partire dal 1910, e poi modificata per prendere la forma di un ferro di cavallo secondo il progetto di Giovanni Michelucci; la struttura fu ultimata nel 1935. L'area, situata nella zona sud della città, comprende vari edifici e ville in stile liberty, quelli cioè nella zona della Pineta Dannunziana. La zona paludosa fu bonificata e il progetto di Antonino Liberi ("Progetto Pineta") fu approvato nel 1912[47].

Palazzo Perenich

Si trova lungo il viale Gabriele d'Annunzio, realizzato nel 1884 da Antonino Liberi, riprendendo il motivo del Palazzo Strozzi di Firenze, dando un esempio interessante di architettura neorinascimentale pescarese. Il palazzo a pianta rettangolare si articola in due piani, più il piano terra con le arcate a tutto sesto per ospitare le botteghe. Gli altri due piani hanno un ordine regolare di finestre bifore con arco a tutto sesto. Tutto l'esterno è rivestito da bugnato liscio, tipico dello stile rinascimentale fiorentino.

Palazzo delle Poste

Si trova sul Corso Vittorio Emanuele, uno dei pochi elementi dell'arte di regime ancora sopravvissuti. La facciata imponente è in pietra bianca, costruita dall'architetto Cesare Bazzani, cadenzata da semicolonne doriche, che sorreggono una massiccia trabeazione con cornice dentellata. La superficie è percorsa da finestre lineari con timpano archivoltato superiore. L'interno mostra uno stile più moderno, perché rifatto nel secondo dopoguerra, e presso l'ingresso c'è un grande pannello affrescato.

Palazzo Fuksas

Il palazzo è stato costruito da Massimiliano Fuksas, ed è il risultato dell'unione di due elementi volumetrici in contrapposizione: l'edificio basso caratterizzato da piani bucati e da pianta rettangolare, e l'edificio anulare superiore. La parte inferiore è volutamente semplice, dal punto di vista strutturale, e ad essa si contrappone il resto del palazzo, che contrasta con il vuoto rettangolare dell'orizzontalità Il vuoto al sesto piano accentua le differenze volumetriche tra i due componenti, il sesto piano infatti è occupato da una grande vasca d'acqua e da percorsi panoramici in legno. I piani bucati oltre ad essere funzionali ai fini dell'equilibrio estetico, illuminano anche le zone più interne del palazzo.

Palazzo Fuksas
Palazzo dei Tribunali

Recente costruzione in Piazza Troilo, nei pressi dell'Università, inaugurato nel 2016. Si presenta come un'imponente opera monumentale moderna con forme eleganti e ricercate nel connubio tra architettura e materiali scelti. Il complesso ha pianta quadrangolare, che nella parte superiore si divide in due grossi blocchi divisi, presso l'ingresso è ornato da una fontana di Ettore Spalletti. La galleria coperta vede il gioco speculare delle strutture luminose di Michelangelo Pistoletto diffondersi attraverso una sequenza di cerchi che sostengono i raggi di luce. Enzo Cucchi è intervenuto nell'arredamento della Sala Convegni con un mosaico di forte impatto visivo.

Torri Camuzzi

Sono due torri gemelle costruite dall'architetto Domenico Chiola tra il 2009 e il 2012, importante opera di riqualificazione della zona pescarese a sud-ovest di Porta Nuova. Presentano varie caratteristiche all'avanguardia per un complesso residenziale, come la presenza della domotica e di vari sistemi automatizzati. Il complesso è formata da due torrioni cilindrici che prendono il nome dall'ex area industriale; sono collegate da una giuntura rettangolare che funge da corridoio per ciascun piano, e si affacciano sun un ampio piazzale chiamato Largo Delli Castelli, dotato di parcheggio e di piante di abbellimento.

Opere Liberty
Palazzetto Imperato

Nella città ci sono numerose ville e palazzi liberty, tra cui si segnalano:

  • su Corso Umberto I: Palazzetto Imperato[48], Palazzo Muzii[49], e Palazzo Verrocchio (Hotel Esplanade)[50];
  • su viale D'Annunzio: Palazzo Michetti[51] e l'adiacente Teatro Vicentino Michetti[52] entrambi realizzati nel 1910, e Palazzo Perenich del 1884, antica sede della facoltà di architettura;
  • su viale Muzii: Palazzo Mussacchi[53] e Palazzo Mezzopreti-Gomez, edificio neoclassico con particolari architettonici e decorativi di tendenza Liberty, divenuto sede del Conservatorio Luisa D'Annunzio nel giugno 2006[54][55].
  • su via Primo Vere, via Luisa d'Annunzio, via Edoardo Scarfoglio: Villa Anna, Villa Clerico, Villa Coen, Villa D'Eramo, Villa La Porta, Villa Silvestri, Villa Scaccioni, Villa Delfico, Villa Melilla, Villa Argentina.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Strade e piazze principali[modifica | modifica wikitesto]

Piazza della Rinascita
Piazza Salotto, in vista il "Palazzo Arlecchino"
L'Elefante di Vicentino Michetti in Piazza Salotto a Pescara

Comunemente detta piazza Salotto, è il cuore del centro cittadino. Ospita una scultura dedicata a un elefante, disegnata da Vicentino Michetti. La piazza è stata ridisegnata all'inizio degli anni 2000 da architetti locali sulla base di uno studio redatto dall'Università D'Annunzio sul restauro del Moderno. La piazza è storicamente sede di manifestazioni, luogo di svago e sede di un Urban Center, utilizzato come centro informazioni turistiche e per l'allestimento di piccole mostre. Dagli anni '70 nella piazza è presente una scultura di Vicentino Michetti, un elefante in cemento che è una provocazione rivolta ad altri monumenti in pietra in città[56].

Nel 2008 vi è stata posizionata l'opera "Huge wine glass" dell'architetto giapponese Toyo Ito realizzata in polimetilmetacrilato, ma ha subito un cedimento strutturale[57] nel febbraio del 2009[58]; in seguito l'opera è stata imbracata in una struttura di metallo e successivamente rimossa. La causa civile contro l'azienda che ha realizzato l'opera è ancora in corso, mentre il contenzioso tra il comune e l'architetto giapponese si è chiuso nel 2017 con la promessa di realizzare una nuova opera per la città.[59]

Piazza Giuseppe Garibaldi

Antica piazza maggiore della cittadella di Pescara ha subito cambiamento negli anni '70 con la demolizione di Palazzo Mezzanotte per la costruzione di uno moderno. Venne così chiamata alla fine dell'800, quando venne aperto l'accesso demolendo l'arco dell'antica chiesa di Santa Gerusalemme, da cui poi il toponimo di "Porta Nuova". La piazza è delimitata da un palazzo signorile tardo ottocentesco, dal palazzo del Circolo Aternino, e da alcune piante sul viale D'Annunzio. Al centro vi si trova il Monumento ai caduti di Pietro Cascella.

Piazza dell'Unione

Così chiamata perché vi venne creato uno slargo da cui partiva il ponte in legno, poi in ferro, e infine dal 1933 in pietra (opera del Bazzani), che legava l'antica Porta Nuova, dallo sbocco di via delle Caserme, a Castellammare, mediante l'accesso a Piazza Italia.
La piazzetta nel corso degli anni ha visto numerose modifiche, tra le quali le ultime invasive del dopoguerra, con la costruzione di moderni palazzi addossati a quelli storici, come la nuova sede del Banco di Roma, la sede distaccata del Consiglio Regionale, e specialmente l'uscita invasiva dello svincolo dell'asse attrezzato Chieti-Pescara. Di recente lo scultore Cacsella ha eretto un monumento in travertino in memoria dell'unione dei due comuni (Pescara e Castellammare) nel 1927.

Palazzi liberty lungo viale Gabriele d'Annunzio, zona di Pescara vecchia
Corso Manthonè

Insieme alla parallela via delle Caserme, è il cuore di "Pescara Vecchia", l'area che costituisce probabilmente il nucleo urbano più antico della città. In questa zona a sud del fiume Pescara sorgeva il borgo della città che da inizio '500 era racchiuso dalla Fortezza borbonica; quest'ultima è stata ridotta a una sola fascia lungo l'attuale via delle Caserme, racchiudendo il bagno penale borbonico. Nel quartiere sorgevano anche le chiese di San Cetteo, del Santissimo Rosario, di San Giacomo e della Santa Gerusalemme; la prima fu demolita per la costruzione del Duomo, le altre si trovavano in via dei Bastioni, distrutte dai bombardamenti del 1943, meno Santa Gerusalemme, già demolita nel primo '900 per creare lo slargo di Piazza Garibaldi. Nel 1863 nacque nel rione il poeta Gabriele D'Annunzio, e nel 1900 lo scrittore Ennio Flaiano. Attualmente vi si trovano il Museo casa natale Gabriele D'Annunzio e il Circolo Aternino, il Museo delle Genti d'Abruzzo, dedicato alla cultura abruzzese dalle origini al '900. Di interesse, ma non visitabili, la casa natale di Ennio Flaiano e, non lontano, il teatro liberty Vicentino Michetti, situato vicino alla Cattedrale in viale D'Annunzio.
Questa porzione di Pescara è chiamata anche Porta Nuova dal nome dell'arco rimasto dell'antica chiesa di Santa Gerusalemme, dotato di due torri campanarie, come stipiti, successivamente demolite. Dopo la demolizione dello stesso arco per creare lo spazio di passeggio per Piazza Garibaldi, il toponimo "Porta Nuova" entrò a far parte per sempre di questo quartiere storico.

Corso Umberto

L'asse del centro dell'antica Castellammare Adriatico è ancora l'attuale Corso Umberto I, che si incrocia con il corso Vittorio Emanuele (SS 16), e attraversa Piazza Sacro Cuore, Piazza della Rinascita e Piazza I Maggio (sulla quale affaccia il Palazzo Verrocchio) fino al lungomare Matteotti, in corrispondenza del Largo Mediterraneo che ospita la Nave di Cascella. Di interesse la vecchia stazione ferroviaria di Pescara Centrale, alcuni palazzi liberty del corso e la chiesa del Sacro Cuore.

Palazzo Muzii (corso Umberto I)
Corso Vittorio Emanuele II

Arteria principale, decumano massimo della città insieme al cardo del Corso Umberto, inizia da Piazza Italia, s'incrocia con il Corso Umberto all'altezza di Piazza della Repubblica (zona Stazione Centrale), e termina più a ovest. Attualmente questo corso svolge la funzione di uno dei principali assi viari del centro urbano, così come ai tempi della primitiva costruzione nella seconda metà dell'800, quando faceva parte del comune di Castellammare. Lungo il corso si affacciavano i palazzi con le proprie botteghe, e anche piccoli alberghi, successivamente sostituiti, nel corso degli anni, da strutture e attività sempre più innovative. Nel periodo fascista il corso venne modernizzato con l'erezione di nuovi palazzi, alcuni dei quali per ospitare uffici amministrativi e di credito, come appunto i palazzi di rappresentanza di Piazza Italia, il Palazzo delle Poste, il Palazzo della Cassa di Risparmio e il Banco di Napoli.
L'evoluzione urbanistica del corso è durata fino alla fine degli anni '60, quando gran parte delle antiche case è stata abbattuta per la costruzione di enormi palazzi ultra-moderni, dando risalto al numeroso afflusso della popolazione che si trasferiva sempre più nell'area baricentrica di Pescara. Tale fenomeno di demolizione del vecchio e ricostruzione del nuovo interessò anche un porzione del Corso Umberto.

Borgo Marino

È la zona circostante la piazza Sant'Andrea (dove sorge l'omonima chiesa). Il borgo è composto da un assetto quadrato di case rurali all'abruzzese, molto povere, risalenti alla seconda metà dell'800. I pescatori vivevano entro il piccolo centro, in un contesto legato alla municipalità di Pescara Porta Nuova, poiché il villaggio fungeva da tramite tra la città della fortezza e il Porto Canale per i traffici vari. Furono immortalati da Gabriele D'Annunzio nelle Novelle della Pescara. Il villaggio viveva un'esistenza a sé, i cui abitanti perseguivano solamente la tradizione della pesca, imparata sin da piccoli, quale unica fonte di sopravvivenza. Le piccole case, costruita interamente in muratura a partire dai primi anni del Novecento, erano assai spartane, quasi tutte a un unico piano, altre in due, in mattone cotto.
Dopo l'espansione della città nel secondo dopoguerra, la vita ristretta e solitaria degli abitanti del borgo è stata cambiata, mentre nuove strutture sorgevano attorno al villaggio, decretandone lentamente la morte e l'abbandono. Benché ci siano stati numerose proposte di recupero culturale del piccolo sobborgo, poco è stato fatto, e quasi tutte le antiche case necessitano di un restauro conservativo.

Tramonto sul Ponte del Mare
Scultura di Andrea Cascella sul Ponte Risorgimento
Ponte del Mare
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ponte del Mare.

È un'opera che contraddistingue il paesaggio della città e che unisce, dal 2009, le due riviere a nord e a sud del fiume. Si tratta di un ponte ciclabile e pedonale di 465 metri a forma di vela, la cui parte sospesa si regge su un pilastro di acciaio ancorato sulla sponda nord del fiume e posizionato in posizione obliqua rispetto alla traiettoria del fiume. Si parla di uno dei ponti ciclo-pedonali più lunghi d'Europa.[60].

Ponte Flaiano

Recentissimo ponte a transito pedonale, ciclisti e di vetture, realizzato nel 2017. Contribuisce architettonicamente allo skyline di Pescara, intitolato allo scritture Ennio Flaiano, costato 13 milioni e 100 mila euro finanziati dall'ANAS, è largo 28 metri, lungo 85, con il pennone (la "vela") alto 58 metri.

Lungomare Matteotti
Ponte Risorgimento

Si tratta della ricostruzione del 1946 del primo principale ponte dell'unione dei due comuni di Pescara e Castellammare (1927), realizzato in muratura nel 1933 da Cesare Bazzani. Lungo 106 metri, collega Piazza dell'Unione, termine dell'antico nucleo di Porta Nuova, al Corso Vittorio Emanuele, lambendo il Palazzo di Città; sotto le due testate stanno quattro iscrizioni che ricordano i personaggi e le vicende legate alla storia di Pescara: Francesco Ferdinando d'Avalos, Vittoria Colonna sua moglie e marchesa del Vasto, il Duca di Atri Giovanni Girolami Acquaviva e il condottiero Muzio Attendolo Sforza. Gli unici elementi di rilievo, realizzati prima del 2000, sono dei pilastri angolari cilindrici rivestiti di bronzo, con sculture di Giuseppe Di Prinzio e Andrea Cascella, che riecheggiano ai simboli di vita e cultura della vita abruzzese.

Lungomare Giacomo Matteotti

Monumentale passeggiata litoranea ultimata negli anni '60, che parte dalla Marina del Porto Canale alla foce ovest del fiume, arrivando fino a Montesilvano, benché il nome cambi all'altezza di Piazza I Maggio (dove si trova la Nave di Cascella) sul "viale della Riviera". Nel corso degli anni il lungomare, progettato nella seconda metà dell'800 per accogliere i primi "bagni" per le villeggiature dei borghesi in estate, si è sempre più espanso e modernizzato, fino ad essere attualmente decorato da palmeti, una pista ciclopedonale, e una fila di lampioni a coppia. Il corrispondente lungomare della foce sud-est del Porto Canale è dedicato a Cristoforo Colombo, modernizzato più di recente, sempre con un percorso pedonale e per ciclisti, e abbellito con la Fontana La Meridiana. Le due passeggiate costiere sono collegate dal Ponte del Mare nel 2009.

Sculture[modifica | modifica wikitesto]

Nave di Cascella
La "Nave" di Pietro Cascella

Si tratta del principale monumento della città. Fu realizzato da Pietro Cascella nel 1986 in marmo travertino. Commissionato dal comune per abbellire il lungomare, fu inaugurato il 4 luglio 1987 a Piazza I Maggio, dopo essere stato esposto a Firenze in Piazza Santa Croce per alcuni mesi. La scultura rappresenta una barca a remi e rievoca la vocazione alla pesca della città e i prigionieri del Bagno borbonico sfruttati come rematori sulle navi fino al 1859[61].

Fontana delle cinque cannelle

Fontana ottocentesca, situata nel quartiere Pescara Colli, a pochi passi dalla Basilica della Madonna dei sette dolori. Realizzata in laterizio, ha una volume unico a parallelepipedo tripartito da quattro lesene, con basso piedistallo, base e capitello dorico, che sorreggono una trabeazione classica con attico leggermente accennato. Il volume è partito da lesene poste dentro losanghe aggettanti. La vasca sottostante reca un bordo arrotondato.

Monumento ad Ennio Flaiano
Fontana "La Pescara"

Si trova in Piazza Italia, accanto la scultura del busto di Gabriele d'Annunzio, realizzata nel secondo dopoguerra. Ha una vasca rettangolare, dal bordo marmoreo corrono verso l'interno giochi d'acqua perfettamente calibrati. Al centro si trova una scultura bronzea intitolata "La Pescara" di Giuseppe di Prinzio, raffigurante una donna sul dorso di un cavallo marino, dal cui morso sgorga uno zampillo.

Fontana "Le Laudi"

Si trova sul lungomare del viale Primo Vere, e si trova incassata nel pavimento, a pianta circolare, con delle cavità da cui escono degli zampilli a ritmo. Fu realizzata negli anni '90 durante la giunta Pace, prima fontana della città a dotarsi di un vero impianto che controlli i giochi d'acqua.

Monumento a Gabriele d'Annunzio

Da non confondere con il Teatro D'Annunzio, si trova in Piazza Italia. La scultura mostra un tronco in travertino bianco, con sopra un busto in bronzo raffigurante il poeta. Il monumento fu realizzato nel 1983, e la dedica recita: "A Gabriele d'Annunzio / Nella terra da cui ebbe i natali e / l'ispirazione più schietta e genuina / il Lions Club di Pescara / nel triennale della sua fondazione / Pescara 26.6.1983".

Colonna dell'Immacolata
Monumento a Raffaele Paolucci

Si trova nella Marina Nord, lungo il viale della Riviera. Il monumento nasce da un gioco geometrico tra una circonferenza e un'ellisse: la forma ellittica della fontana è racchiusa dalle sedute a monte e contiene a sua volta altre ellissi inclinate, dando forma a diversi elementi, ossia una passeggiata con gradini, una fontana e un'ulteriore piccola piazza. La passeggiata ricorda la figura geometrica del Nautilus marino, a forma di un percorso con gradini e rampe attorno a un doppia fontana, che contiene i giochi d'acqua luminosi e penetra all'interno della seconda ellisse, a sua volta contiene elementi luminosi e giochi.
Troneggia un blocco di granito con il busto del Colonnello Raffaele Paolucci.

Statua di Ennio Flaiano

Si trova al termine del Corso Manthonè, nei pressi della casa natale dello scrittore. Il monumento è composto da un cilindro, con dietro altri cilindri di svariata misura e altezza, che fanno da cornice al mezzo busto in bronzo che raffigura Ennio Flaiano, con la dedica: "ENNIO FLAIANO 1910-1972 La felicità consiste nel / non desiderare che ciò / che si possiede".

Monumento ai caduti della guerra

Si trova in Piazza Garibaldi, realizzato dallo scultore Pietro Cascella. Il blocco a pianta quadrata vede innalzarsi sul piedistallo una colonna quadrangolare slanciata, simbolo della colonna infame dell'esecuzione, e un secondo blocco semi-informe, che mescola figure umane a piccoli blocchi squadrati, simbolo dei martiri caduti in guerra.

Colonna dell'Immacolata

Detta anche della "Madonna del Porto", è una colonna in travertino innalzata nel 1954 in onore della Vergine, con una statua di pietra. Nel 2004 i Missionari Oblati restaurarono il monumento, finanziando la costruzione di una statua in bronzo della Vergine, a guarda del porto e dei marinai pescatori. Il monumento si trova all'imbocco del Lungomare Matteotti dal Ponte del Mare. La statua è stata realizzata dallo scultore Vito Pancella.

Trabocchi
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trabucco (pesca).
Trabocco sul molo nord

Sono situati sul lato nord del porto canale ossia l'antico porto romano in seguito ristrutturato, che in Storia romana era tra i più importanti per i collegamenti con Salona. Si tratta di strutture in legno abitabili costruite su delle palafitte e tradizionalmente usate per pescare.

Locomotiva FS 740

Si trova in Piazza della Repubblica, ossia l'area di risulta della Stazione Centrale. Storica locomotiva a vapore usata per i trasporti nel primo '900 nella cittadina, quando era operativa l'antica stazione oggi sede dell'ICRANet.

Siti di interesse archeologico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aternum.
Colonna dell'arco di Santa Gerusalemme, lungo viale Gabriele d'Annunzio
  • Il mosaico tardoantico ritrovato nel 2001 sulla Golena Sud del fiume, reinterrato intorno al 2012[62] per proteggerlo in assenza di una ristrutturazione[63]. Altri resti vicini sono quelli dell'edificio a pianta centrale del III-IV che poi ha dato origine alla chiesa di Santa Gerusalemme dell'XI secolo; risultano visibili due colonne semi-interrate in due vani di vetro allestiti di fronte alla Cattedrale di San Cetteo, sulla trafficata via Gabriele D'Annunzio.
  • Il Parco Archeologico del Colle del Telegrafo, dove sono stati rinvenuti resti di epoca preistorica. Nel 2009 sono partiti dei lavori per aprire il sito al pubblico[64], terminati nel 2017 con l'apertura del parco.
  • Alcune vestigia romane, come le arcate rinvenute nei sotterranei della ex stazione centrale e in alcuni negozi del centro storico[65].
  • Resti di un villaggio di agricoltori, rinvenuti a Fontanelle Alta, risalenti a cinquemila anni fa circa.[senza fonte]
  • Un'antica necropoli risalente al II-III secolo d.C. sarebbe sepolta sotto il campo Rampigna, sul lungofiume Nord nei pressi di San Cetteo[66].

Monumenti scomparsi[modifica | modifica wikitesto]

Targa sulla casa di D'Annunzio

Pescara nell'arco di un centinaio d'anni, dall'immediato periodo post Unità d'Italia fino al grande sviluppo urbanistico degli anni '60-'70, ha visto profondamente ed irreversibilmente mutato il proprio aspetto urbano e monumentale.
L'antico nucleo ancora racchiuso dentro le mura della piazzaforte di Carlo V, ha conosciuto un piccolo iniziale sviluppo, con l'abbattimento coatto delle mura negli anni '80 dell'Ottocento, dando respiro alla costruzione di nuove strutture lungo il viale Umberto I oggi viale d'Annunzio). Nell'ex comune a nord-ovest, Castellammare Adriatico, si procedette con l'edificazione di nuove palazzine, seguendo le mode architettoniche del liberty, del neoclassico, del neogotico, e del neorinascimentale. Gran parte della conformazione urbana di questo nucleo oggi è ancora leggibile, malgrado i danni provocati dai bombardamenti del 1943 e dalle copiose demolizioni e ricostruzioni che si sono susseguite dagli anni '50 in poi.
Tali ricostruzioni ex novo di palazzi e monumenti hanno in gran parte interessato i due principali assi del Corso Vittorio Emanuele II e del Corso Umberto I, Piazza Salotto (ex Piazza Principe Umberto), e presso la vecchia Pescara l'asse del viale Gabriele d'Annunzio, insieme ad alcune porzioni di via Vittoria Colonna, via Conte di Ruvo e viale Guglielmo Marconi.
L'aspetto che Pescara aveva ancora prima della seconda guerra mondiale era simile alle città riviera marchigiane, con palazzine signorili di gusto classicheggiante, ampi spazi verdi con fontane, come l'ex Piazza XX Settembre (oggi dedicata ad Emilio Alessandrini), alle quali facevano fronte le moli dei nuovi palazzi edificati dal 1927 al 1933 circa del Comune, della Prefettura, della Banca, delle Poste, benché costituissero ancora un elemento di legame con il classicismo architettonico dell'antica città in via di sviluppo.
Con le demolizioni del boom economico l'aspetto sobrio della città è andato irrimediabilmente perduto, creando forti contrasti tra le poche testimonianze antiche ancora sopravvissute e le nuove grandi costruzioni di scarsi valore artistico.
In un'intervista degli anni '60 perfino lo scrittore pescarese Ennio Flaiano commentava: "Io credo che avrai fatto bene a non tornare mai a Pescara, È passato troppo tempo da quando me ne sono andato e non la riconosco più".

  • Piazzaforte di Carlo V
Consisteva nella cinta muraria della città antica a sud del fiume (Porta Nuova), e del villaggio a nord (Castellammare). La fortezza voluta da Carlo V nel 1534 fu realizzata a pianta pentagonale, con cinque grandi bastioni lanceolati, visibili anche nelle mappe di Carlo Gmabacorta (1598)[67]; tre di essi difendevano la città da meridione, altri due a nord erano destinati ad accogliere la Rampina, per i militari di grado. La fortezza fu voluta nel punto del fiume che divideva i due Abruzzi Citra e Ultra, come un perfetto baluardo di controllo e di difesa del mare contro gli attacchi ottomani. Nel 1707 ci furono lavori di ampliamento, quando il forte andò sotto il comando degli austriaci, e poi dei Borbone. L'arrivo della ferrovia nel 1863 fece la prima breccia nelle mura della fortezza, con l'Unità la funzione militare cadde, e così a fine '800 ci fu l'avvio dei lavori di demolizione delle mura. Nel 1887 la parte a sud delle mura era scomparsa, per permette l'ampliamento lungo via Umberto I.
La fortezza era composta dai bastioni San Vitale (nordovest), Sant'Antonio (sudovest), nella zona di Castellammare, e i bastioni San Giacomo (sud), San Nicola (sudest) e San Cristoforo (est), della zona di Pescara vecchia. Secondo le cronache a quasi tutti i bastioni corrispondevano delle chiese (come gli esempi della chiesa di San Giacomo e quella di San Rocco, citate in documenti vescovili), attualmente tutte distrutte. Nei pressi del ponte Gabriele d'Annunzio, a est si trovava Porta Sala, dove si conduceva il carico del sale marino per essere esportato nei vari porti del Regno di Napoli, all'ingresso della zona nord della fortezza c'era un altro accesso, Porta Cappuccini. Altre porte oggi sparite erano Porta San Cristoforo, Porta Ortona, Porta Nuova (Piazza Garibaldi) e Porta Chieti.
Oggi di questa fortezza resta solo la parte lungo via delle Caserme, dove si trova il "Museo delle Genti d'Abruzzo", usato come carcere nel XIX secolo, e una porzione in via Caduta del Forte, dove si trova anche la chiesetta del Carmine, usata dai militari.
Porzione della fortezza di Carlo V, oggi occupata dal Museo delle Genti d'Abruzzo
  • Vecchia chiesa di San Cetteo: si trovava dove sorge l'attuale Cattedrale di San Cetteo. Risalente al XVI secolo, fu restaurata da Giovanni Fontana nel 1783. Era l'ultima di una serie di piccole chiese che occupavano l'area della cittadella fortificata, e divenne la principale nel XIX secolo, quando gran parte delle altre erano state demolite, o cadute in disuso. La chiesa di San Cetteo, o del Santissimo Sacramento, citata anche da Gabriele d'Annunzio nei suoi scritti, aveva uno stile molto semplice barocco, con il portale principale di discreto interesse, risalente all'epoca rinascimentale. La chiesa nel 1929 rischiò il crollo per la cattiva gestione, e venne demolita nel 1933 da Cesare Bazzani per erigere il nuovo duomo.
  • Chiesa del Rosario
Si trovava lungo via dei Bastioni, e in una relazione della diocesi di Chieti, nonché da alcune fotografie storiche, si comprende la sua struttura originale, prima della distruzione del 1943. Nella relazione vescovile la chiesa aveva pianta rettangolare di 16x3 metri, divisa in tre navate ovali; aveva tre portali ognuno dei quali corrispondente a una navata; non aveva cupola e neanche arcate regolari. La divisione era data da quattro pilastri, aveva un organo ligneo, anche se mal conservato al tempo della relazione, aveva pavimento in mattoni, tre altari, e il campanile a vela fuso con la facciata, con tre arcate e due campane. Una campana era di 180 kg e l'altra di 125.
  • Chiesa di San Giacomo
Sorgeva in via dei Bastioni, poco distante dalla chiesa del Rosario. In una descrizione del 1741, viene disegnato l'arredo interno: una nave coperta a lamia tutta stuccata, sostenuta da due pilastri con archi; in testa v'è l'altare maggiore isolato, con tabernacolo indorato per riporre il Santissimo Sacramento, e dentro v'è il coro con il quadro di San Giacomo. A destra e sinistra ci sono sei altari con immagini sacre in stucco, il primo con il quadro della Madonna della Buonaria, il secondo con la statua di Sant'Antonio, il terzo con l'immagine del Crocifisso, il quarto con la Madonna della Concezione, il quinto di San Francesco Saverio e il sesto con la statua di Santa Barbara, simile a una nicchia.[68]
  • Chiesa di Santa Maria di Gerusalemme - Porta Nuova
Secondo le fonti sarebbe una delle chiese più antiche di Pescara, risalente al V secolo. Dapprima tempio ebraico, poi trasformato in chiesa cristiana, l'edificio continuò a svolgere la sua funzione fino al crollo nella metà dell'800, quando venne accorpata alla chiesa di San Cetteo. In una fotografia del 1870 era ancora visibile ciò che rimaneva della chiesa di Santa Gerusalemme, sconsacrata e trasformata in un arco trionfale di ingresso a Porta Nuova da sud. Sulla sinistra sorge il campanile a torre, che successivamente diventerà della chiesa di San Cetteo, che sostituirà completamente la vecchia chiesa, accorpandola a sé. In fotografie del primo '900 infatti è visibile Piazza Garibaldi in aspetto molto simile a quello attuale, con il campanile della chiesa di Santa Maria di Gerusalemme leggermente modificato, e la nuova facciata della chiesa di San Cetteo rivolta verso lo slargo. Quando quest'arco di ingresso fu demolito per permette meglio il passaggio al piazzale, iniziò a circolare il toponimo di "Porta Nuova" per delineare la zona antica di Pescara. Gli scavi archeologici del 2008 hanno riportato successivamente alla luce due colonne della vecchia chiesa, lungo il viale Gabriele d'Annunzio.
Fotografia storica di Castellammare (Pescara) ritraente il Corso Vittorio Emanuele
  • Teatro Pomponi
teatro storico della città, sorgeva presso Piazza I Maggio, dove oggi sta la chiesa di San Pietro. Venne costruito per volere di Teodorico Pomponi nel 1920, erigendolo sopra il Padiglione Marino per gli spettacoli. Terminato nel 1923, grazie alle concessioni dell'amministrazione fascista, il teatro Pomponi venne inaugurato con più di mille posti, sorpassando la storica struttura del Teatro Michetti a Pescara vecchia. La prima opera fu "I Compafnacci" di Primo Riccitelli, su libretto di Gioacchino Forzano.[69]Negli anni '30 il teatro fu sede del Circolo Littorio, insieme al Circolo Aternino, per diffondere la cultura in città ed essere sede di convegni e spettacoli, con attività gestita da Leopoldo Mascaretti. Non danneggiato particolarmete dalla guerra, il teatro continuò a rimanere un baluardo sul panorama culturale, ma con la ricostruzione ex novo della città, già partita dal 1947, si cominciò a proporre di rilevare l'area strategica dove stava il teatro, con progetto di costruzione di un "parco della riviera".
Complici anche le varie amministrazioni comunali, i fondi per la manutenzione del teatro vennero sempre più ridotti fino allo stato di degrado del 1958 in cui il teatro cadde, necessitando di un intervento completo, o di un abbattimento coatto. A fine settembre del 1963 il teatro venne definitivamente demolito.
  • Centrale Civica del Latte
sorgeva in via del Circuito, costruita nel 1932 da Florestano Di Fausto, architetto del Ministero degli Esteri Fascista. La centrale aveva pianta rettangolare con un blocco rettangolare più snello e slanciato posto al centro, come torre d'ingresso, e il sistema delle aperture e delle murature dava risalto allo stile architettonico tipico del razionalismo fascista.
Dopo anni e anni di abbandono, a causa del rischio crollo, la centrale è stata demolita nel 2010. Riguardo la vicenda sono state sollevate varie polemiche. Dichiarazioni rilasciate dagli enti di Pescara, secondo il MiBACT avrebbero scredito l'attività dello Stato di un progetto di recupero dell'immobile. Tuttavia, al fine di non coinvolgere le competenze statali in materia per un possibile intervento, da più parti si è colta la volontà di mistificare scientemente queste ultime, correndo il rischio di turbare l'attività dello Stato a tutelare gli interessi pubblici sul patrimonio culturale della Regione.[70]
Fontana Le Laudi
  • Ponte Littorio
Costruito nel 1933 in pietra e marmi, al fine di dare una funzione duratura al principale asse di comunicazione fluviale tra Pescara vecchia e Castellammare, venne progettato da Cesare Bazzani. Le statue e le aquile con i fasci littori vennero realizzate da Nicola D'Antino, artista abruzzese che operò anche a L'Aquila, realizzando la Fontana luminosa e il Monumento ai caduti.
Il ponte rappresentava una delle opere più notevoli del regine a Pescara, e venne abbattuto dai bombardamenti alleati del 1943. Leggenda vuole che le preziose statue di D'Antino fossero state nascoste sotto il fiume, dopo la distruzione. Il nuovo ponte, più anonimo dell'originale, è stato ricostruito immediatamente, l'attuale Ponte Risorgimento.
  • Villa Sabucchi
Sorgeva dove oggi si trova l'omonimo parco pubblico. Costruita a metà dell'800, nel 1863 ospitò il re Vittorio Emanuele II. Negli anni '30 fu restaurata e assunse l'aspetto di un elegante castello idealizzato in stile gotico, con quattro torri angolari cilindriche con cuspide conica, e finestre ad arcate ogivali. Danneggiata nel 1943 dalle bombe, fu demolita negli anni '60, lasciando a ricordo solo una delle quattro torri.
  • Villa Muzii
Sorgeva in via Milite Ignoto, nata come unità rurale, comprendeva la casa principale, le residenza contadine e gli edifici industriali. A Villa Muzzi si teneva il mercato settimanale, successivamente soppiantato da quello quotidiano presso la stazione Centrale. Unico elemento ancora esistente dell'antica costruzione è la cappella privata è la chiesetta di Sant'Anna, in una traversa di viale Giovanni Bovio.
  • Villa D'Annunzio
l'antica villa era una masseria tardo-settecentesca, demolita inspiegabilmente nel 1975 per la speculazione edilizia del quartiere Rancitelli in via di espansione. Della villa oggi, su via Raiale, resta solo l'ambiente voltato a crociera. La torre a pianta qiadrata, su tre livelli, rappresenta un buon esempio della costruzione tradizionale in laterizio della Val Pescara.[71]Al basamento in bugnato segue il piano segnato su tre lati da monofore ad arco acuto; su questo al di sopra di una fascia a riquadri si imposta il secondo livello con bifore ad arco inflesso, alleggerito da trafori sul parapetto. Si conclude con un apparato difensivo sporgente, ispirato alle costruzioni merlate medievali, con mensole che sostengono archetti a sesto acuto. La masseria appartenne alla famiglia D'Annunzio dal 1874 al 1906.
Dopo la distruzione della villa, anche la torre rischia l'abbattimento, in quanto in cattivo stato di conservazione, attualmente ingabbaiata con dei tiranti.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Riserva Regionale Dannunziana
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riserva Dannunziana.
La Pineta Dannunziana

La Riserva naturale di interesse provinciale Pineta Dannunziana è una riserva naturale che si trova nella zona meridionale della città di Pescara. Per i pescaresi, la riserva è nota come la Pineta D'Avalos, dal nome della famiglia che al tempo dei Borboni, possedeva il marchesato di Pescara. È la più grande area verde della città, con più di 50 ettari di area protetta e contiene una notevole varietà di specie di flora e fauna, tipiche della macchia mediterranea[72].

Riserva Statale di Santa Filomena
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale Pineta di Santa Filomena.

La Riserva naturale Pineta di Santa Filomena è una riserva naturale statale situata a nord della città e che, in parte, è ricompresa nel comune della limitrofa Montesilvano. Nella Riserva, che esiste dal 1977, è presente un ricovero per rapaci, gestito dalla Guardia forestale[73].

Altri parchi
  • Villa Sabucchi: si trova nella zona centrale della città, nelle vicinanze dell'ex tracciato ferroviario.
  • Parco "Florída": si trova nel pieno centro della città.
  • Villa De Riseis: si trova nella parte centrale della città, nei pressi del quartiere della marina nord. Il parco è utilizzato d'estate per manifestazioni culturali.
  • Villa Basile: il parco si estende nella prima zona collinare di Pescara e, sovrastando il nuovo tracciato ferroviario, si affaccia sulla città e sul mare. La villa risale all'Ottocento, ed è un esempio di architettura tardo barocca.
  • Parco Fluviale: si tratta di un parco per lo più in allestimento, nel quale si trova una pista ciclabile.
  • Parco "Caserma Cocco": l'area del parco è stata acquistata dal comune di recente, mentre fino al 2006 faceva parte del demanio militare. Il parco si trova nei pressi della sede dell'Università d'Annunzio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica di Pescara dopo l'unificazione e la concomitante elevazione a capoluogo di provincia (1927) è contraddistinta da quattro fasi:

  • considerevole incremento della popolazione urbana fino all'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale (1940);
  • breve stasi demografica causata dalla seconda guerra mondiale (1940-1945);
  • ricostruzione postbellica e successivo boom caratterizzati da uno sviluppo demografico molto sostenuto, dovuto sia a un notevole tasso di natalità che all'immigrazione (1945-1980);
  • leggera flessione a partire dal censimento del 1981.

Le ultime due fasi hanno una spiegazione: il comune di Pescara è tra i più densamente popolati d'Italia (oltre 120.000 abitanti in soli 33 km²), risultando il 48° più densamente popolato nel paese[74]. Nella fase vissuta dalla città fino a tutti gli anni settanta, il ristretto territorio comunale ha subìto un graduale processo di saturazione che ha visto occupare tutti gli spazi edificabili. A partire dal decennio successivo e fino ai giorni nostri, Pescara si è andata strutturando centralmente ad una sorta di conurbazione che si estende su tre province. Seguendo le dinamiche proprie delle città più grandi, Pescara ha iniziato da tempo a perdere residenti a scapito delle attività commerciali e terziarie, mentre i comuni più esterni hanno incrementato la propria popolazione a ritmi vertiginosi, sviluppando il carattere residenziale e commerciale degli insediamenti. A riprova di ciò possono essere verificate le dinamiche demografiche dei comuni limitrofi (Montesilvano e Spoltore in provincia di Pescara, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino in provincia di Chieti), che presentano la maggiore crescita demografica tra le città della regione Abruzzo[75][76][77].

Vista aerea della città

Abitanti censiti[78]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Torre Molino

Pescara, ha conosciuto, fin dagli anni venti e trenta del Novecento, un intenso flusso immigratorio, in massima parte proveniente dal resto dell'Abruzzo, e, in minor misura, da altre regioni italiane. L'immigrazione, dopo una stasi dovuta al secondo conflitto mondiale, è ripresa con forza a partire dalla seconda metà degli anni quaranta, protraendosi fino ai giorni nostri. La composizione dell'immigrazione è tuttavia notevolmente mutata a partire dagli anni ottanta del secolo scorso. In città si sono così venute a formare, col tempo, colonie di albanesi, cinesi, rumeni, ucraini. In totale si contavano, nel 1º gennaio 2015, circa 5.937 stranieri residenti nel territorio comunale, pari a circa il 4,89% della popolazione complessiva[79]. A questi va aggiunto un numero non quantificabile di immigrati presenti sul territorio in situazione irregolare. Sono riportati di seguito i dati statistici[non chiaro] dei principali gruppi di stranieri residenti in città classificati per paesi di provenienza:

  1. Romania, 1.265
  2. Ucraina, 828
  3. Albania, 602
  4. Senegal, 396
  5. Cina, 354
  6. Bangladesh, 208
  7. Nigeria, 203
  8. Pakistan, 158
  9. Filippine, 143
  10. Bulgaria, 141
  11. Marocco, 113[senza fonte]

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dialetti d'Abruzzo e Ortografia dei dialetti d'Abruzzo.
Passeggio su "Corso Umberto I", la via principale della città

Nella città di Pescara si parla uno dei sei dialetti abruzzesi, quello della macro-area adriatica, diffuso nella maggior parte delle province di Teramo, Chieti e Pescara; esso presenta una certa omogeneità fino alla dorsale appenninica, salvo alcune differenze più rilevanti nel campo della pronuncia vocalica e nel lessico. Ad esempio, a livello fonetico si riscontrano divergenze piuttosto vistose fra il dialetto pescarese, più simile sotto questo punto di vista ai dialetti abruzzesi centro-settentrionali, e quello della non lontana Chieti e della sua provincia, mentre la struttura grammaticale si mantiene pressoché inalterata.

La genesi del dialetto pescarese è molto peculiare ma poco studiata. Il poeta locale Gabriele D'Annunzio offre testimonianze della lingua pescarese, parzialmente simile a quella attuale, nelle raccolte novellistiche de Il libro delle vergini (1884), Terra vergine (1882), San Pantaleone (1886) e Le novelle della Pescara (1902), che è una riedizione delle precedenti raccolte. L'impasto linguistico di stampo verista delle storie è reso ancora più realistico dalla parlata volgare in dialetto dei pescatori e dei contadini, in contrapposizione ai dialoghi delle persone della classe borghese. In particolare, il villaggio fluviale di Borgo Marino, dove viveva la classe più bassa del territorio, presentava un'inflessione dialettale maggiore.

Inoltre, poiché un tempo la città era divisa in due distinti centri, Castellammare in Abruzzo Ultra (poi provincia di Teramo), e Pescara in Abruzzo Citra (poi provincia di Chieti), anche le parlate risultavano tra loro distinte:

  • la prima, dell'area nord, per via dell'influsso dei dominatori teramani, presentava vocali di tipo aperto: ciò si è determinato anche in virtù della massiccia immigrazione, presso Borgo Marino, di intere famiglie di pescatori, provenienti soprattutto dai centri marinari del teramano (Giulianova, Tortoreto, ecc.);
  • la seconda, parlata soprattutto a Portanuova, risultava invece di stampo prettamente chietino, con pronuncia vocalica chiusa, caratterizzata dall'isocronismo sillabico completo. Lo stesso D'Annunzio, vissuto proprio in quest'ultimo centro, scriveva pertanto in un vernacolo di stampo chietino, peraltro non scevro da influssi prettamente napoletani, ora scomparsi, dovuti alla massiccia presenza delle truppe militari partenopee nel Bagno penale borbonico. Evidenti erano soprattutto le forme dittongate in e in (viécchië per "vecchi", juòrnë per "giorno/i", vuò per "vuoi", oggi rese rispettivamente in vìcchië, jurnë e ). Infatti bisogna ricordare che fino a pochi anni prima che D'Annunzio scrivesse, cioè fino a prima dell'unità d'Italia, l'intera regione Abruzzo era inglobata nel regno di Napoli, e gli abruzzesi si recavano esclusivamente nella capitale borbonica, per cui inevitabilmente la velatura dialettale napoletana risultava più marcata rispetto alla parlata attuale.
Il centro storico di giorno: Corso Manthoné

C'è da dire che, successivamente all'unificazione dei due centri, ossia nel primo dopoguerra, vi è stata un'importante fase di transizione, purtroppo non documentata da fonti orali autentiche, in cui le due varietà "teramana" e "chietina" hanno convissuto con le loro differenze fonetiche e morfologiche: esse si sono poi andate via via attenuando, in favore di una sempre maggiore prevalenza delle caratteristiche settentrionali, che hanno portato ad un progressivo regresso di quelle meridionali, ora avvertibili debolmente solo nelle aree più periferiche (come San Donato e Fontanelle), e, in misura maggiore, in quelle più isolate (come San Silvestro Colle), in cui il dialetto si presenta maggiormente conservativo, almeno tra le generazioni più anziane.

Ad oggi la pronuncia vocalica dialettale tende perciò a presentarsi generalmente come "media", con tendenze ad una maggiore o minore apertura o chiusura a seconda dei luoghi e delle generazioni dei parlanti. Anche se le differenze originarie non vengono ormai più notate, un orecchio attento potrebbe tuttavia ancora avvertire "echi" dell'originario dualismo linguistico, soprattutto in virtù della notevole estensione della città adriatica in senso nord-sud, la quale ha generato una notevole varietà di sfumature e realizzazioni tra generazioni e quartieri diversi; in ogni caso il dominio delle vocali aperte "pure" si riscontra in modo netto solo a partire da Montesilvano procedendo verso nord.

Un dato di fatto è che, a partire dal notevole sviluppo economico e demografico di Pescara del secondo dopoguerra, ci sono state inevitabili influenze sul tessuto linguistico cittadino: nella costituzione del nuovo dialetto, infatti, hanno contribuito non solo gli abitanti di Montesilvano Colle, San Silvestro, Pescara Colli e dei centri limitrofi dell'entroterra, ma anche persone provenienti da altre regioni d'Italia, specialmente dal Meridione (Campania e Puglia), senza trascurare la presenza dell'etnia Rom, la quale ha elaborato una parlata "ibrida" in continua evoluzione e non ancora sufficientemente studiata.

Il pescarese è un dialetto molto vitale, oggi ancora largamente usato da tutte le categorie sociali della città, e manifesta il suo raggio di influenza specialmente nell'area costiera, al punto che si può ormai parlare di una "koinè" dialettale giovanile pescarese, un "superdialetto", che si estende da Silvi a Francavilla al mare, con diramazioni più o meno ampie verso l'interno: l'area di Pescara, importante snodo di traffici commerciali in senso nord-sud ed est-ovest, ha così finito con il rivestire una posizione di prestigio anche sul piano linguistico, ed il suo dialetto da locale ambisce pertanto a divenire esempio di dialetto regionale.

Un altro elemento che contribuisce a far assumere ormai a Pescara il ruolo di vera e propria "capitale linguistica" dell'Abruzzo adriatico (e non solo) è senza dubbio la presenza di numerosi comici e cabarettisti, tra cui Nduccio (che si concentra sulla rielaborazione in chiave folkloristica del rock), Vincenzo Olivieri (che predilige il cabaret) e Marco Papa (reso famoso soprattutto dai doppiaggi satirici in pescarese di film come Troy, 300, Titanic e Biancaneve).

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Monumento in via Rio Sparto dedicato a Papa Paolo VI, il quale fece visita a Pescara in occasione del XIX Congresso Eucaristico

Il santo patrono è San Cetteo di Amiterno, al quale è dedicata la cattedrale.

Pescara, nel 1977, ospitò il diciannovesimo Congresso eucaristico nazionale, con la visita del Papa Paolo VI[80].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Festa di Sant'Andrea (Pescara) e Basilica della Madonna dei sette dolori.
Foce del fiume Pescara e vista del molo Nord (sullo sfondo il Gran Sasso); ingresso del porto canale, dove ormeggia la flotta di pescherecci

Il 10 ottobre si festeggia il santo patrono: san Cetteo[81].

Ogni anno, la marineria pescarese festeggia il proprio santo protettore: sant'Andrea apostolo. La tradizione della Festa di Sant'Andrea risale al 1867[82], da sempre commemorata nella zona del borgo marino vicino al porto, per devozione dei pescatori. Da quello stesso anno ed in tutti gli anni seguenti, la marineria ha celebrato il santo con una processione, che ha la caratteristica di svolgersi in mare[83].

La festa della Madonna dei Sette Dolori si svolge annualmente la prima domenica di giugno al santuario della Madonna dei sette dolori, secondo un'antichissima tradizione[84].

Nel mese di luglio di ogni anno e dal 1994, si svolge la Regata dei Gonfaloni, una gara tra imbarcazioni lunghe 8 metri e con 10 vogatori che si sfidano lungo il fiume Aterno-Pescara. Ogni imbarcazione rappresenta una marineria di altre città del mare Adriatico o di altre località del mare Mediterraneo[85].

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'ospedale civile Santo Spirito
  • Presidio ospedaliero "Santo Spirito"; si tratta dell'unico ospedale pubblico della città. La struttura fa capo alla ASL di Pescara, dalla quale dipendono anche i presidi ospedalieri di Penne e di Popoli, che provvede a servire un bacino di utenza di circa 300.000 abitanti, ripartiti in 46 Comuni[89].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca provinciale "Gabriele d'Annunzio"[90];
  • Biblioteca dell'Archivio di Stato di Pescara[91];
  • Biblioteca unificata dell'Università (Facoltà di Architettura, Lingue e Letterature Straniere, Economia e Scienze Manageriali)[92];
  • Biblioteca regionale "F. Di Giampaolo"[93].

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

La sede dell'ICRA, ex stazione centrale

L'Icra Network (International Center for Relativistic Astrophisics) è un consorzio internazionale che promuove le attività di ricerca nel campo dell'astrofisica coadiuvando e collaborando con dipartimenti e centri presso l'Università di Roma "La Sapienza", l'università di Stanford, l'università dello stato di Washington, lo Space Telescope Institute, negli Stati Uniti e la Specola Vaticana, a Castel Gandolfo. Il consorzio ha sede nel cuore di Pescara nei locali della vecchia stazione ferroviaria ed ospita un centro di astrofisica. Il centro si propone l'obiettivo principale di coordinare e promuovere le attività di ricerca teorica e di modellistica ed utilizza i dati acquisiti da osservatori astronomici e astrofisici situati in tutto il mondo, nonché di quelli provenienti da missioni spaziali[94].

Università[modifica | modifica wikitesto]

L'Università Gabriele d'Annunzio è un'università pubblica italiana costituita da 12 facoltà distribuite tra le città di Chieti e Pescara: otto facoltà hanno sede nel campus di Chieti e quattro sono dislocate nel polo universitario di Pescara.

In città è presente una sede decentrata dell'ISIA - Istituto superiore per le industrie artistiche, istituzione di cultura pubblica dedicata al disegno industriale.

Pescara è inoltre sede di un learning center dell'Università telematica delle scienze umane UniSu[95].

Il conservatorio Luisa d'Annunzio

Ha sede nel comune il Conservatorio Luisa D'Annunzio, istituzione nata nel 1922 come "Corporazione musicale Luisa D'Annunzio". Fu un'iniziativa di un gruppo di intellettuali della Pescara di allora e di Francesco Paolo Michetti per onorare Gabriele D'Annunzio. Nel 1935 la corporazione diventa liceo, per poi essere trasformata in conservatorio di musica nel 1969.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

La casa natale di Gabriele D'Annunzio
Museo casa natale Gabriele D'Annunzio

È la casa natale del poeta, un edificio settecentesco, proprietà della famiglia D'Annunzio a partire dall'Ottocento, che fu dichiarato monumento nazionale nel 1927. Fu ristrutturato per l'apertura da Giancarlo Maroni, architetto fidato al Vate. Il museo, allestito al primo piano della casa, è composto da nove sale e conserva arredi, mobili d'epoca e oggetti della scrittore e della sua famiglia.

Museo Paparella Treccia Devlet

Ospitato in Villa Urania, una villa in stile eclettico risalente alla fine dell'Ottocento, vi si possono ammirare numerose maioliche di Castelli realizzate dal Cinquecento all'Ottocento. La collezione è stata realizzata a partire dal 1950 ad opera di Raffaele Paparella Treccia, chirurgo ortopedico, e dalla moglie Margherita Devlet, che ne istituirono poi la Fondazione intitolata ai loro nomi. La prestigiosa collezione permanente è composta da 151 maioliche realizzate dai più grandi Maestri attivi a Castelli in questi secoli[96].

Veduta del Museo delle genti d'Abruzzo
Museo delle Genti d'Abruzzo

Il museo è ospitato nei locali rimasti della fortezza cinquesecentesca, unita ai Bagni Borbonici nel Settecento, e al tempo del Regno delle Due Sicilie, usato nel seminterrato come "bagno penale" per detenuti politici e patrioti abruzzesi. Oggi è custode di reperti e testimonianze della vita abruzzese, dalla Preistoria alla Rivoluzione Industriale[97].

Museo d'arte moderna "Vittoria Colonna"

Si tratta di un museo d'arte moderna alloggiato nel palazzo progettato dall'architetto Eugenio Montuori. È ricco di opere d'arte moderna ed è spesso sede di mostre temporanee[98][99].

Museo Civico "Basilio Cascella"

Oggi ha sede nell'antico laboratorio della famiglia Cascella, poi trasformato in museo e raccoglie la maggioranza delle opere della famiglia[100].

Mediamuseum

Ospitato nel vecchio Palazzo di giustizia, contiene una raccolta di locandine, articoli di giornale, foto, dipinti, pannelli e contenuti multimediali riguardanti il cinema e il teatro. Oltre a essere un museo, è anche una videoteca pubblica[101].

Museo del Mare

Conserva diversi esemplari di tartarughe marine e una collezione di scheletri di cetacei del Mediterraneo, fra i quali un esemplare di capodoglio, e uno di balenottera comune[102][103].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Il soggetto del film I vitelloni
Vitelloni al bar.jpg

Il soggetto del famoso film di Federico Fellini, I vitelloni, è stato inizialmente scritto da Ennio Flaiano, che ha immaginato lo svolgimento della trama a Pescara e l'ha sviluppata intorno ad alcuni personaggi inventati, ma rappresentativi di un modo d'essere dei giovani della città degli anni cinquanta. Il termine «vitello» ("vitellone"), infatti, era usato a Pescara per indicare quei giovani nullafacenti che trascorrevano le loro giornate al bar, comunque, senza lavorare. A quel tempo, tra i giovani era facile salutarsi dicendo «Uhe vitello' cum'a sti'?» ("ehi vitellone, come stai?"), sia perché la disoccupazione giovanile era dilagante, sia perché il termine era entrato nel gergo comune. Nello slang pescarese, il termine nel corso degli anni è scomparso, ma il suo significato è espresso nel gergo locale con un'altra espressione: infatti, il termine «vitello» è stato sostituito dalla parola «pigro», che al giorno d'oggi, descrive la persona nullafacente ma anche facinorosa ed è, dunque, usata in senso dispregiativo. Federico Fellini ha poi deciso di ambientare il film nella sua Rimini (nella foto un fotogramma del film le cui riprese, però, furono fatte ad Ostia Lido, sul lungomare romano).

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

La città ospita la sede regionale de Il Messaggero[104]. Il principale quotidiano locale è Il Centro[105].

Sono presenti anche le redazioni di alcune riviste: Sipario[106], Buono & Bello[107], Abruzzo Impresa[108], La Dolce Vita[109], Intercity Magazine, Sottopelle Magazine, Vario, Mente Locale, Abruzzo Economia, Abruzzo Sport, Carta Straccia.

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Le principali radio presenti sono:Radio California[110], Radio Ketchup[111], Radio C1[112], Radio Parsifal[113], Radio Sole[114], Radio Città[115], Radio Delta 1 (sede locale)[116], Radio International[117] e Studio5.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Pescara è sede della redazione regionale per l'Abruzzo della RAI[118].
Ospita anche gli studi di alcune emittenti televisive locali, come Telemare, Tele 9, TVQ[119] e Antenna 10[120].

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'arte a Pescara.

Pittura, grafica e scultura[modifica | modifica wikitesto]

Possiamo ricordare molti artisti nati a Pescara, o vissuti nella città per lunghi periodi.

  • Francesco Paolo Michetti, pittore e litografo di grandissima fama internazionale, molto apprezzato dai collezionisti d'arte a cavallo tra l'Ottocento ed il Novecento. A Pescara, presso la Biblioteca provinciale, è conservato il suo celebre dipinto La figlia di Jorio del 1894.
Il museo Civico Basilio Cascella
  • La famiglia Cascella ha dato molto alla città di Pescara e ne ha caratterizzato moltissimo la vita artistica, essendo stata una feconda scuola di arte e cultura, apprezzata a livello nazionale ed internazionale. Eminenti sono le figure di Basilio Cascella e Pietro Cascella. Ai Cascella, il Comune di Pescara ha dedicato la fondazione del Museo Civico.
  • Vito Giovannelli, pittore, xilografo, medaglista. Dotato di buone conoscenze tipografiche si è dedicato, principalmente, alla realizzazione di ex libris, di assegni bancari e di documenti filatelici. Il suo tratto è ben individuabile nella panoramica della grafica internazionale, tanto da essere stato inserito dal critico Elke Schutt Kern dell'università di Lugano, nel prestigioso catalogo Gutenberg, del 1998.
  • Vicentino Michetti, nato a Calascio, è stato uno scultore che ha lasciato alla città di Pescara un gran numero di opere e monumenti, tra cui l'elefante in cemento situato in Piazza Salotto e l'obelisco del Teatro monumento D'Annunzio.
  • L'artista Ettore Spalletti, nato nel 1940 a Cappelle sul Tavo dove tutt'oggi vive e lavora, è un pittore e scultore di fama internazionale, ma è molto radicato e presente nel territorio pescarese. In città è spesso protagonista di mostre personali o collettive ed ha realizzato la fontana presso la nuova sede del Tribunale.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La sede della Fater S.p.A.

Pescara, nel dopoguerra, è stata disegnata dall'architetto razionalista Luigi Piccinato; al giorno d'oggi, sono presenti od in progetto opere di architetti di fama internazionale. Oriol Bohigas ha progettato la nuova Stazione ferroviaria di Pescara Porta Nuova e il vicino complesso edilizio Il Molino, Massimiliano Fuksas la nuova sede della Fater[121], Toyo Ito il monumento Huge wine glass per la nuova piazza della Rinascita, che ha subito un cedimento strutturale e verrà sostituito da una sua nuova opera, il Ponte del mare progettato dall'architetto Walter Pichler, il nuovo tribunale che contiene opere di Michelangelo Pistoletto, Ettore Spalletti ed Enzo Cucchi[122][123][124]. È fermo il cantiere della Torre OperA progettata dall'architetto Mario Botta, mentre sono state completate nel 2012 le Torri Camuzzi progettate da Luca Rosato e Domenico Chiola[125], due torri gemelle alte 50 metri che richiamano la forma dei due ex gazometri che si trovavano nello stesso luogo, in prossimità del fiume.

Altre forme d'arte[modifica | modifica wikitesto]

A Pescara si sono formati diversi importanti esponenti della fumettistica italiana tra cui Andrea Pazienza, artista nato a San Benedetto del Tronto e sepolto a San Severo in Puglia, che frequentò il Liceo artistico a Pescara prima di trasferirsi altrove.

Inoltre la città ha ospitato varie edizioni del PEAM (Pescara Electronic Artists Meeting), un meeting internazionale d'arte elettronica d'avanguardia (arte digitale e videoarte) organizzato dall'Associazione Culturale "Artificialia"[126].

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gabriele d'Annunzio ed Ennio Flaiano.

Autori celebri[modifica | modifica wikitesto]

Monumento dedicato a Ennio Flaiano all'ingresso del centro storico

Con certezza, il più celebre degli scrittori nati a Pescara è Gabriele d'Annunzio, anche detto il "vate", che rappresenta uno dei massimi esponenti della letteratura e della cultura italiana a cavallo tra l'Ottocento ed il Novecento. D'Annunzio è sempre rimasto molto legato alla città cercando di favorirne le sorti con il suo peso politico; inoltre, l'ha sempre frequentata assiduamente, rimanendo fortemente affascinato dal carattere dei suoi abitanti.

Nel 1882 pubblicò la raccolta Canto novo, ispirata agli amori con Elda Zucconi, vissuti nelle campagne tra Pescara e Francavilla. Sempre in questi anni pubblicò varie raccolte di novelle di stampo verista che formeranno il volume de Le novelle della Pescara (1902). Nel 1927 patrocinò con Mussolini l'unione dei due comuni di Portanuova e Castellammare Adriatico nel comune unico di Pescara. Qualche anno prima del 1938 volle la ricostruzione ex novo della vecchia Cattedrale di San Cetteo, in grave stato di decadenza, usufruendo dello stile post-classico fascista, per poterci seppellire inoltre la madre Luisa D'Annunzio. Sempre alla madre è stato intitolato il conservatorio musicale della città, negli anni '20.

Altro personaggio di grandissimo rilievo per la cultura italiana è il pescarese Ennio Flaiano che nell'immediato dopo guerra ottenne un grande riscontro da parte della critica e del pubblico come scrittore (vincitore del Premio Strega 1947, Tempo di uccidere, la sua opera più importante e il suo unico romanzo). La sua produzione letteraria si è espressa con raccolte di racconti (molte delle quali postume), di diari. Fine ed ironico moralista, ma anche acre e tragico al tempo stesso, produsse opere narrative e prose varie percorse da un'originale vena satirica e da un vivo senso del grottesco attraverso cui vengono colti gli aspetti più paradossali della realtà contemporanea. È famoso per l'uso degli aforismi. Flaiano è stato anche autore di teatro e sceneggiatore e soggettista cinematografico.

Le novelle della Pescara[modifica | modifica wikitesto]

D'Annunzio ha ambientato in quello che allora era il villaggio di Pescara e nella campagna circostante Le novelle della Pescara, pubblicato nel 1902, utilizzando anche alcuni testi già apparsi nelle raccolte Il libro delle vergini (1884) e San Pantaleone (1886). L'opera nasce come raccolta di canti, con temi diversi, che acquisiscono unitarietà proprio in relazione all'elemento caratterizzante che è il territorio. D'Annunzio descrive una terra abitata da persone impulsive, irruente ed, a volte, anche feroci: emozioni ed impulsi che trovano nel territorio la loro radice poiché D'Annunzio le riconduce ad un sentimento collettivo, in quanto condiviso da tutti gli abitanti dell'area.

Altri romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Di Iacovo. Sushi Bar Sarajevo. Palomar, 2002. Romanzo noir che si ambienta tra Pescara e Sarajevo in un futuro prossimo.
  • Giuseppe Ferrandino. Pericle il nero. Adelphi, 2002. Parte della storia si svolge a Pescara.
  • Luisa Gasbarri. Istinto innaturale. Todaro, 2004. Romanzo noir che si svolge a Roma e in una Pescara del futuro.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

L'obelisco del Teatro monumento dedicato a Gabriele D'Annunzio

In passato a Pescara vi era il Teatro Pomponi, uno splendido teatro costruito nel 1923, situato in piazza I Maggio, abbattuto nel 1962[127]. Oggi manca un teatro comunale, mentre la funzione di associazione teatrale stabile è svolta dalla "Società del Teatro e della Musica", presieduta in passato anche da Ennio Flaiano; importante è anche il ruolo del "Florian Teatro Stabile d'Innovazione", attivo dal 1988 in città con la sua sede storica del Florian Espace, che è l'unica struttura esclusivamente teatrale. Le strutture adibite a teatro sono quindi:

  • il Teatro Vicentino Michetti, inaugurato il 6 agosto 1910 con l'esecuzione del Werther di Jules Massenet, attualmente agibile ma chiuso, è stato utilizzato come cinema fino al 2003[128];
  • il Florian Espace;
  • l'auditorium Flaiano;
  • i cinema-teatro del centro cittadino: Massimo, Circus e Sant'Andrea;
  • il Teatro monumento Gabriele D'Annunzio (arena all'aperto).

Arene e spazi per musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Lo Stadio Adriatico viene utilizzato per i più importanti eventi musicali quali concerti di gruppi e cantanti nazionali;
  • L'Arena del Mare, che è un'area che viene stagionalmente attrezzata sulla spiaggia al lato nord del porto, dove, nella stagione estiva, vengono organizzati concerti gratuiti che consentono di accogliere diverse migliaia di spettatori;
  • Lo Stadio del Mare, un'arena temporanea che viene allestita ogni estate sulla spiaggia, all'altezza di Piazza Primo maggio, per ospitare concerti ed eventi di vario genere;
  • Il Teatro monumento Gabriele D'Annunzio (arena all'aperto), dove si svolge il Pescara Jazz;
  • La Città della Musica è il progetto di riuso per l'ex inceneritore di via Raiale, costruito negli anni settanta e dismesso dopo essere stato utilizzato solo poche settimane[129]. Tale struttura doveva ospitare sale di registrazione, aule di studio, una sala polivalente per la realizzazione di spettacoli, ed una scuola superiore di musica in collaborazione con il Conservatorio di Musica "Luisa D'Annunzio"[130]. A febbraio 2012 è stato completato il primo lotto, che è composto in sei piani nei quali sono stati realizzati una ‘mediateca della musica' di 1800 metri quadrati, uno spazio espositivo, sale prova, uffici, una sala eventi, la hall, l'archivio musicale, la sala audio-video, l'internet point, la caffetteria e la terrazza panoramica. Al febbraio 2017 la struttura risulta ancora non accessibile e abbandonata[131].

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre, il pescarese Ennio Flaiano è stato sceneggiatore e soggettista di numerosissimi film tra i quali sono da ricordare Guardie e ladri (1951), La notte (1961), Fantasmi a Roma (1961), La cagna (1972). Ha collaborato con Federico Fellini alla sceneggiatura ed al soggetto dei film I vitelloni (1953), La strada (1954), Le notti di Cabiria (1957), La dolce vita (1960) ed (1963).

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina abruzzese.

La tradizione gastronomica pescarese è molto legata alla cucina marinara dell'Adriatico ed alla tradizione culinaria abruzzese.

La cucina marinara si caratterizza per l'uso di pesci di taglia piccola ma molto saporiti cucinati alla brace, in pentola o serviti crudi o marinati in aceto con l'aggiunta degli odori della cucina mediterranea. Tipica è la coda di rospo (o rana pescatrice) alla cacciatora e famoso è il brodetto di pesce che viene cucinato con tempi di cottura differenziata a seconda dei vari tipi di pesce a cui si aggiungono peperoncino fresco, aglio, pomodoro, odori da servire con fette di pane. Molto diffuso è anche il "fritto di paranza", ovvero una frittura mista di pesci di piccolo taglio: in genere merluzzetti, triglie e sarde. Altro piatto tipico è il brodetto di cozze e vongole[135].

I primi piatti si distinguono per l'uso di formati di pasta tipici dell'Abruzzo come i "maccheroni alla chitarra", la mugnaia, i ravioli, le "scrippelle" od il "timballo", accompagnati da sughi della tradizione in genere a base di salsa di pomodoro e carne di agnello o con brodi vegetali o di pollo. Tipico primo piatto dell'area del pescarese sono gli anellini alla pecorara, una pasta a forma di anello servita con una salsa di pomodoro e vegetali vari a cui si aggiunge la ricotta di pecora. Eredità della cucina povera sono i piatti a base di legumi come le sagne (in dialetto "tajarille") servite con ceci o fagioli[135].

Il parrozzo

Le carni usate per cucinare sughi e secondi sono legate alla tradizione pastorale dell'Abruzzo: quindi sono molto usate le carni ovine. Come in tutto l'Abruzzo a Pescara sono tipici gli "arrosticini", spiedini di carne di pecora tagliata in piccoli pezzi che vengono serviti con fette di pane unte di olio. Molto usata è la carne di maiale ed è facile trovare nei mercati o per le strade i chioschi dove è possibile comprare della porchetta, piatto tipico in Abruzzo[135] ed in altre zone del centro Italia, particolarmente in Umbria.

Tra i dolci della tradizione cittadina spicca sicuramente il parrozzo, fatto con mandorle tritate, essenza di mandorla amara, buccia di limone e ricoperto di cioccolato fondente[136]; famoso è il Parrozzo D'Amico celebrato anche da Gabriele D'Annunzio. Tipica, come in tutto l'Abruzzo e soprattutto nei periodi di festa, è anche la cicerchiata, che è un dolce a base di pasta di farina, uova, burro e zucchero. Da questa si ricavano palline di circa un centimetro di diametro che vengono fritte nell'olio di oliva o nello strutto: scolate, vengono disposte "a mucchio" e ricoperte di miele. Altri dolci comuni sono i cacionetti ed i bocconotti, questi ultimi tipici dolci di Castelfrentano, vicino a Lanciano[136].

Altra pietanza tipica in Abruzzo e Molise è il fiadone, una specie di raviolo rustico cotto in forno e fatto con uova e pecorino che può essere sia dolce che salato[136].

Tra i molti liquori caratteristici della zona l'unico tipico di Pescara è l'Aurum, che è prodotto con acquavite e scorze di arancia[137].

Anche nel pescarese, come nel resto dell'Abruzzo, vengono coltivati interessanti vitigni che originano vini DOC come il Montepulciano d'Abruzzo, il Cerasuolo e il Trebbiano d'Abruzzo[138].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto concerne l'intrattenimento di tipo culturale, Pescara presenta un significativo fermento ma una limitatezza delle strutture. Oltre al passaggio delle grandi tournée dei cantanti e gruppi rock-pop italiani, alcuni locali della città offrono un cartellone con gruppi ed artisti internazionali ed italiani di vari generi musicali. Nella città si svolgono vari festival musicali e teatrali:

Charlie Haden al Pescara Jazz nel 1990
  • Il Festival del Jazz è stato il primo festival estivo italiano dedicato al jazz. Nata nel 1969, la manifestazione è stata capofila di una serie di iniziative in tutto il territorio nazionale ed è una delle manifestazioni jazz più importanti in Europa, come evidenziato dalle più note riviste internazionali del settore. La manifestazione si svolge tutti gli anni nel mese di luglio presso il Teatro D'Annunzio, con una media di circa 2000 spettatori a serata. Viene organizzato dall'Ente Manifestazioni Pescaresi[139][140].
  • Il Premio Internazionale Ennio Flaiano è un festival diviso in quattro sezioni: cinema, teatro, letteratura, televisione. Si tratta di un evento culturale di richiamo internazionale che vede riuniti a Pescara alcuni tra i più eminenti personaggi dello spettacolo e della cultura. La manifestazione è nata per onorare Ennio Flaiano e per riproporre costantemente lo studio della sua opera. Il Festival ha luogo ogni anno dal 1974 ed attira decine di migliaia di spettatori[141].
  • Il Festival Adriatico delle Letterature è un festival di letteratura contemporanea che si svolge dal 2002, nato con l'intento di promuovere l'interesse per la lettura e la scrittura in tutte le loro forme. Il Festival si svolge nel mese di novembre e vede la partecipazione di autori e critici letterari i quali sono protagonisti di letture, dibattiti e presentazioni di nuove opere: tutti gli eventi sono aperti al pubblico. La manifestazione è arricchita da concerti e dalla proiezione di film o documentari e si svolge in diversi luoghi della città[142][143].
  • Fuori Uso è una mostra d'arte contemporanea, impreziosita dalla presenza di alcuni fra gli artisti internazionali più noti del momento; la mostra, negli anni, ha dato spazio anche a giovani artisti locali, nazionali e provenienti da tutto il mondo. La caratteristica della mostra, la cui prima edizione si è svolta nel 1991, è quella di svolgersi in luoghi della città in disuso, come l'ex Stazione di Pescara Porto, l'ex albergho dei ferrovieri, ex fabbriche o magazzini, con il risultato di renderli vitali ed ancora fruibili, come spazio d'arte e di incontro. La mostra non ha luogo ogni anno ma saltuariamente, in momenti e spazi diversi della città, ed attira migliaia di visitatori[144].
  • La Stagione di Teatro Contemporaneo, organizzata dal Florian Teatro Stabile d'Innovazione, con un cartellone di indubbio interesse nell'ambito del teatro contemporaneo italiano. In passato molti importanti artisti e compagnie nazionali vi si sono esibiti, da Roberto Herlitzka ai Motus, da Leo De Berardinis a Sandro Lombardi[145].
  • Nel 1957 Pescara fu la sede della finale del concorso di bellezza Miss Italia, quando per la prima volta ne venne incoronata la vincitrice, che fu Beatrice Faccioli. Si è trattata dell'unica edizione svoltasi in città[146].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio di viale d'Annunzio e, sulla destra, la Cattedrale di San Cetteo

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Formazione e primo sviluppo della città[modifica | modifica wikitesto]

Fino agli inizi del XX secolo, i due centri contigui di Pescara e Castellammare Adriatico, poi riuniti dal 1927 in un solo comune, si presentavano con un aspetto elegante, viali alberati e giardini pubblici. Entrambi erano circondati da pinete e venivano apprezzati come luoghi di villeggiatura e stazioni balneari. Tuttavia, a partire dai primi anni del Novecento, lo sviluppo urbano di Pescara e Castellammare divenne più sostenuto, accentuandosi nella seconda metà degli anni venti con la riunione delle due cittadine in un'entità comunale unica elevata a capoluogo di provincia. La grande pineta che si estendeva per gran parte dell'attuale territorio comunale, in prossimità del mare, subì un netto ridimensionamento e l'abitato acquisì connotazioni tipicamente urbane, imponendosi fin dal censimento del 1936 come il più popoloso d'Abruzzo (secondo, dopo L'Aquila, se si considera l'intero territorio comunale)[147].

Panorama della città da Colle Renazzo

Negli anni venti e ancor più nel decennio successivo, vennero edificati nel centro della città alcuni pregevoli edifici pubblici progettati dal celebre architetto Vincenzo Pilotti e modellati secondo i canoni del razionalismo italiano. Ancor oggi sono sede di enti ed istituzioni cittadine. Fra questi, di particolare pregio architettonico sono il Palazzo Comunale, la Camera di Commercio, il Palazzo del Governo (sede della Provincia, della Prefettura e della Biblioteca Gabriele D'Annunzio[148]), il Liceo scientifico Galileo Galilei e il Liceo classico Gabriele D'Annunzio. Un edificio realizzato sempre nel ventennio fascista fu la Centrale del Latte progettata da Florestano Di Fausto, completata nel 1932[149] e inspiegabilmente abbattuta, dopo anni di abbandono, nel 2010[150][151]. Per quanto riguarda gli edifici di culto presenta un particolare interesse la cattedrale di San Cetteo eretta, nelle forme attuali, su progetto di Cesare Bazzani (1929) e con il sostegno di Gabriele D'Annunzio[152]. Il Vate non poté tuttavia vedere la Cattedrale ultimata: si spense infatti un anno prima che venissero portati a compimento i lavori di costruzione (1939).

Veduta notturna aerea della città

Nel corso della seconda guerra mondiale la città andò in gran parte distrutta a causa dei bombardamenti subiti. Con la ricostruzione ebbe luogo un nuovo, impressionante sviluppo urbano ed una rapida espansione demografica che portò Pescara a superare i 65.000 abitanti nel primo censimento postbellico (1951), con un incremento di oltre il 40% sulle precedenti rilevazioni censuali del 1936.

Dal secondo dopoguerra ai nostri giorni[modifica | modifica wikitesto]

Supervisore della ricostruzione della città fu Luigi Piccinato che fu anche uno degli artefici del piano regolatore del 1956[153]. La sua idea di realizzare in riva all'Adriatico lo schema modernista della città giardino di inizio secolo che prevedeva, oltre alla sistemazione della ferrovia adriatica, anche la definizione della viabilità urbana nelle zone pianeggianti (con uno schema di sviluppo a "T"), non riuscì mai a trovare una compiuta realizzazione. Travolto da uno sviluppo impetuoso dell'economia e della demografia della città - particolarmente intenso fra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni ottanta del Novecento[154] - l'ideale urbanistico di cittadina di provincia ordinata e misurata tra il mare e la collina, è stato completamente ignorato dall'esponenziale aumento degli indici edificatori e dalla trasformazione degli spazi disponibili in aree edificabili. Sospesa tra un ideale irrealizzabile derivato direttamente dalla manualistica di fine Ottocento ed una realtà fatta di edificazione selvaggia e autodeterminazione, la città non è più riuscita a produrre opportune e specifiche rielaborazioni dei suoi assetti urbanistici. I successivi PRG del 1973 (Gorio e Mariani), del 1987 (Gabrielli, Samperi e Sigillo) e del 2001, fino alla Variante delle Invarianti del 2004, non hanno avuto la forza di gestire e organizzare lo sviluppo di un'area sempre meno legata a modelli di piccola città adriatica per le vacanze.

Dei criteri informatori di Piccinato sono rimasti oggigiorno solo gli assi viari. Questi ultimi, non previsti per gli indici di fabbricazione raggiunti negli anni successivi, fanno sì che Pescara abbia assunto, col tempo, una fisionomia simile a quella di tante altre città italiane, con un centro caotico ed inquinato ed una periferia caratterizzata, nella maggioranza dei casi, da strutture pubbliche ed edifici residenziali privi di qualsiasi contenuto estetico.

Il Museo del Mare e il Mercato Ittico

L'arteria principale della città è oggi costituita da corso Umberto I che unisce Corso Vittorio Emanuele II al Lungomare (piazza Primo maggio) e attraversa lateralmente piazza Rinascita, più conosciuta come piazza Salotto. I palazzi della Provincia e del Comune sono ubicati in piazza Italia, vicino al fiume, mentre quello utilizzato dal consiglio regionale è a piazza Unione, prospiciente Corso Manthonè, il corso della vecchia Pescara, che è il centro della vita notturna. Nella parte meridionale della città è stata creata una zona di uffici che si sviluppa nell'area compresa tra la nuova cittadella giudiziaria e la sede delle facoltà di economia, architettura, lingue e letteratura straniere dell'Università Gabriele d'Annunzio.

Tra il 2000 e il 2006[155], anche grazie al progetto Urban 2, finanziato dalla Commissione europea, l'Amministrazione comunale è riuscita a preservare alcune aree verdi dalla edificazione e dal degrado, costituendo e riallestendo alcuni parchi e ribadendo i vincoli di destinazione paesaggistica su alcune aree collinari della città[156]. Inoltre, le amministrazioni provinciale e comunale stanno cercando di promuovere mezzi di mobilità alternativi e soprattutto l'uso della bicicletta con le nuove piste ciclabili, in modo da decongestionare il traffico cittadino. Della grande pineta restano quindi solo le aree lasciate a parco ed alcuni viali intorno alle riviere meridionale e settentrionale, connotati dalla presenza di pini.

Fra i comuni italiani con più di 100.000 abitanti, Pescara è al settimo posto per densità di popolazione dopo Napoli, Milano, Torino, Palermo, Firenze e Monza[senza fonte]. La relativa mancanza di arterie viarie sufficientemente ampie in direzione mare-monti causa spesso un eccessivo congestionamento del traffico. Le principali strade, quasi tutte disposte in direzione nord-sud (Viale Marconi, Viale D'Annunzio, Corso Vittorio Emanuele II, Viale Bovio, Lungomare Matteotti e Viale Primo Vere) spesso non riescono a sostenere a dovere i flussi di veicoli circolanti in città.

Un recente studio del Dipartimento di Architettura dell'Università di Chieti-Pescara ha messo in luce le caratteristiche della vasta area urbana che circonda la città:

« Considerando la città di Pescara centrale e i quattro comuni di prima corona rappresentati da Montesilvano, Spoltore, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino, i residenti salgono a ben 232.000 abitanti. È la cosiddetta "conurbazione metropolitana ristretta", interessata da rilevanti ed estesi episodi di saldatura fisica degli abitati.[157] »

(Aldo Cilli)

Il fiume Aterno-Pescara è attraversato da cinque ponti carrabili (Ponte Risorgimento, Ponte D'Annunzio, Ponte Flaiano[158], Ponte Villa Fabio e il ponte di uscita ed immissione al raccordo autostradale che collega il centro della città con la A25), da tre ponti ciclo-pedonali (fra cui è degno di nota il Ponte del mare) e dal ponte ferroviario.

Skyline[modifica | modifica wikitesto]

Segue la lista degli edifici più alti che caratterizzano ad oggi lo skyline di Pescara e quelli dei quali sarà completata la costruzione nei prossimi anni.

Il Ponte del Mare
Ponte Flaiano
Vista della città dal Ponte del Mare, con le Torri Camuzzi sulla sinistra
Nome Anno Altezza (m) Nº piani
Ponte Flaiano 2017 58m[159] -
Torre OperA Ferma 54m[160] 16
Torri Camuzzi 2012 52m 15[161]
Ponte del mare 2009 50m[162] -
Torre Molino 2006 48m 12
Torre Duca d'Aosta N/D 45m 15
Polo Direzionale De Cecco 2009[121] 40m[163] 10

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia di Pescara.

Il Comune di Pescara è suddiviso in tre circoscrizioni:

  • I Circoscrizione Castellamare (Pescara centrale - Marina nord - Zona nord - Zanni)
  • II Circoscrizione Portanuova (Portanuova - Pescara vecchia - Rancitelli - San Donato C.E.P. - Fontanelle - Villaggio Alcyone - San Silvestro)
  • III Circoscrizione Colli (Pescara Colli - Rione Ospedale)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia dell'Abruzzo.
La Camera di Commercio

L'economia di Pescara e del suburbo, continua, nonostante la crisi, a fare da traino, nel terziario, a quella della regione Abruzzo. Il tasso di disoccupazione nel 2007 era del 5,8 %[164], un dato di gran lunga inferiore alla media del Mezzogiorno, mentre quello di occupazione era attestato alcuni anni fa al 45.6%[165]. Relativamente alto è l'indice di formazione dei giovani: sono laureati l'82,10% dei pescaresi di età compresa tra i 18 e 25 anni (ottava provincia in Italia)[164]. Per quanto riguarda i livelli reddituali, nel 2007 il prodotto interno lordo per abitante (sempre in relazione alla Provincia di Pescara) è stato di € 20.868,95[164], mentre l'imponibile IRPEF medio per famiglia nel 2004 è stato di 31 373 €[165].

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

I trabocchi sul molo nord del porto canale

La pesca è stata per lungo tempo un'attività vitale per l'economia locale, ma al giorno d'oggi ha perso il peso e la rilevanza che aveva in passato. Il settore, sorretto da una flotta di pescherecci fra le più grandi del medio mare Adriatico, vive una fase di grandi difficoltà dovuta all'aumento dei costi di gestione degli armatori. Nel mercato ittico comunale di Pescara vengono contrattate circa 2.500 tonnellate di pesce all'anno[166].

Il primo volo in elicottero in Italia

Per quanto riguarda la storia industriale della città si ricorda che a Pescara è stato effettuato uno dei primi decolli di elicottero nella storia ed il primo in Italia. Infatti, nel 1925 Corradino D'Ascanio fondò una società con il barone Pietro Trojani, che mise a disposizione il suo patrimonio per finanziare l'opera. D'Ascanio progettò l'elicottero, ne depositò il brevetto e ne seguì la sua costruzione presso le fonderie Camplone di Pescara. Nel 1926, di fronte alla stessa fonderia, i primi prototipi di D'AT1 e di D'AT2 riuscirono a sollevarsi di pochi centimetri da terra per poi ricadere al suolo. Seppure non completo, si trattò di un grande successo che trovò la sua piena realizzazione nel 1930, a Roma, quando il D'AT3 (D'AT dalle iniziali di D'Ascanio e di Pietro Troiani), riuscì a volare per più di otto minuti, stabilendo tre diversi record di volo[167].

Industria[modifica | modifica wikitesto]

L'industria locale vive da qualche anno una fase di stagnazione, ma alcune grandi realtà produttive sviluppatesi in Abruzzo sono riuscite a consolidare le proprie posizioni nel mercato. Fra queste, il gruppo De Cecco il cui pastificio si trova in Val di Sangro, a Fara San Martino (CH)[168], e la Fater, joint venture paritetica tra il Gruppo Angelini e la multinazionale statunitense Procter & Gamble[169].

Per quanto riguarda l'industria dolciaria a Pescara ha ancora sede la Luigi D'Amico Parrozzo SaS, nota in Italia e all'estero per l'omonimo dolce, che però da tempo è prodotto negli stabilimenti di Manoppello[170].

La posizione strategica di Pescara e della retrostante valle hanno spinto la Procter&Gamble e la sua diretta concorrente Kimberly-Clark a stabilire degli impianti produttivi nella provincia, presso Alanno[171]. Inoltre a Manoppello, oltre che a Chieti, è presente la Dayco (ex Pirelli Trasmissioni Industriali) leader mondiale nei sistemi di trasmissione di potenza[172].

Edilizia[modifica | modifica wikitesto]

L'edilizia è un settore economico di grande importanza per la città.

L'edilizia pubblica, in particolare, ha vissuto una fase fortemente espansiva, tanto da far meritare a Pescara il nome di "città cantiere"[173]: negli anni 2000, e soprattutto dal 2003, l'amministrazione comunale ha realizzato centinaia di cantieri volti alla riqualificazione del tessuto urbano della città. Il 13 luglio 2004 è stata inaugurata la nuova cittadella giudiziaria che ospita gli uffici del Tribunale e del TAR: è il quinto immobile, per ampiezza, fra le proprietà del Ministero di Grazia e Giustizia e l'opera è costata circa 100 milioni di euro[122][123][124]. Inoltre sono stati restaurati edifici come la vecchia distilleria dell'Aurum ora allestita a spazio per mostre e per spettacoli teatrali[174], la stazione di Porta Nuova[175] e l'ex mattatoio di via Gran Sasso trasformato in uno spazio espositivo (Spazio MATTA)[176]. Da alcuni anni, inoltre, sono attivi alcuni uffici del World Trade Center nel complesso Il Molino[177]; sono state poi realizzate altre opere come: il Ponte Nuovo, la Filovia di Pescara, la realizzazione di edifici nella zona Portanova chiamati Pescaranuova, mentre sono in progetto anche altre opere come la ristrutturazione dell'ex Ferrhotel, la riqualificazione della Stazione di Pescara e dell'area di risulta[178] e della vecchia Stazione di Pescara Porto (Ex Fea)[179]. Al contrario, l'edilizia privata è stata realizzata, anche in tempi più recenti, con l'ottica speculativa tipica degli anni cinquanta e sessanta. Dal 2003 circa, tuttavia, si è registrata una nuova tendenza, sia da parte dei privati sia da parte della Pubblica Amministrazione, a commissionare progetti a grandi architetti o studi di progettazione di fama internazionale, tra i quali Massimiliano Fuksas, Oriol Bohigas, Toyo Ito, Walter Pichler e Mario Botta.

Commercio e servizi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo delle Poste Centrali

Il settore che negli anni ha senza alcun dubbio visto crescere il proprio ruolo è quello terziario, che nelle statistiche ISTAT del 2010 occupa circa il 57,12% della forza lavoro[180].

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

La vocazione al commercio ha sempre connotato la vita della città: Pescara ha conosciuto lo sviluppo della grande distribuzione e dei centri commerciali tanto da collocarsi, con la provincia di appartenenza, tra le prime a livello nazionale per numero di metri quadrati per singolo abitante. Dal novembre 2006, a Pescara ha sede un World Trade Center (WTC)[181].

Servizi finanziari e banche[modifica | modifica wikitesto]

Pescara ha visto crescere in maniera esponenziale il numero degli sportelli bancari e degli enti creditizi che lavorano nel territorio comunale: significativo è il fatto che in provincia operano oltre 80 istituti di credito e ci sono 99 agenzie bancarie[182].

La Cassa di Risparmio di Pescara, oggi Banca Caripe, nata in città e acquistata nel 2010 dalla Banca Tercas[183], è operativa sul territorio dal 1871. Nel 2014 viene acquisita dalla Banca Popolare di Bari.[184]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Turismo in Abruzzo.
Spiaggia affollata vista dal Ponte del Mare
Veduta del porto turistico

Pescara ospita uno tra i più importanti porti turistici del Mar Adriatico, collegato con la Croazia attraverso linee Snav.[185] Dal febbraio 2016 la città è collegata con la Croazia anche mediante il collegamento Pescara-Spalato operato con idrovolanti dalla European Costal Airlines.[186] La città ha rivestito una certa importanza nel settore del trasporto aereo fin dagli anni trenta: nel 1933, con la Società Aerea Mediterranea, venne inaugurato il primo volo passeggeri settimanale fra Pescara e Roma. Oggi la città è servita dall'Aeroporto d'Abruzzo, che grazie ai voli low cost e charter fornisce buoni collegamenti con molte città europee[187].

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come la lavorazione della ceramica, l'arte del ricamo, del merletto, del tombolo e la produzione di sculture in ferro.[188]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Le tratte autostradali di Pescara
Il segmento finale dell'asse attrezzato, che nel centro di Pescara scorre parallelo al fiume Aterno-Pescara

La città beneficia di una posizione molto favorevole per quanto concerne le vie di comunicazione.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Raccordo autostradale 12 e Strada statale 16 Adriatica.

Pescara è collegata alla rete autostradale (la A25 Pescara-Roma e la A14 adriatica) tramite un sistema di superstrade lungo circa 35 km, articolato in due tratte: il cosiddetto asse attrezzato, che collega le predette autostrade giungendo fino a Chieti in direzione ovest e fino al porto di Pescara in quella ad est; l'altra, la strada statale 16, collega la parte nord alla parte sud della città, attraversando l'area urbana occidentale. Dal 1999 l'ultimo tratto dell'asse attrezzato, dallo svincolo Pescara centro-Porto al Porto di Pescara è stato riclassificato come diramazione C della SS 16. Pescara è attraversata da due corridoi pan-europei:

L'asse attrezzato è un breve raccordo autostradale senza pedaggio che collega il porto e il centro di Pescara all'Aeroporto, a Sambuceto, all'area industriale della Val Pescara, a Chieti, alla "Transcollinare" di Chieti ed ai caselli autostradali di Chieti-Pescara della A25 e Pescara Ovest-Chieti della A14 per raccordarsi infine con la s.s.n.5 Tiburtina Valeria nei pressi di Brecciarola di Chieti. Il raccordo è in una posizione centrale delle vie di comunicazione dell'intera area e serve da collegamento viario tra le città di Pescara e di Chieti e vari borghi dell'entroterra. Inoltre, l'asse attrezzato si raccorda con la circonvallazione di Pescara, che rappresenta una variante alla SS 16, con la SS 81 e con la SS 5 Tiburtina Valeria, da dove inizia. L'asse attrezzato è lungo 16 km ed è gestito dall'ANAS per 14,8 km, mentre l'ultimo tratto di 3,3 km che attraversa la città è gestito dal Comune di Pescara. Pescara è attraversata dalla strada statale 16 Adriatica, che in corrispondenza del centro abitato presenta una variante: si tratta di una strada a scorrimento veloce tipo B a quattro corsie di circa 10 km che funge da circonvallazione classificata poi come Tangenziale nei primi inizi del 2015 e attraversa il tessuto urbano occidentale di Pescara, incrociandosi con l'asse attrezzato. Essa collega il territorio comunale di Pescara dal confine meridionale a quello settentrionale ed è raccordata con le circonvallazioni di Francavilla al Mare e Montesilvano e presenta uscite in direzione del centro, della zona collinare della città e del territorio comunale di Spoltore. È stata ultimata la costruzione una nuova uscita lungo Via Tirino che serve i quartieri di Fontanelle e San Donato.

Un'altra arteria fondamentale è la SS 5 Tiburtina Valeria, che collega Pescara con Roma.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Pescara Centrale e Stazione di Pescara Porta Nuova.

Pescara è di transito per la ferrovia Adriatica e di testa per la linea transappenninica Roma - Pescara, che sarà oggetto di lavori di miglioramento. Un interesse crescente è suscitato dall'uso del treno quale mezzo per il trasporto locale: infatti, data la contiguità di molti centri urbani nell'area, le linee ferroviarie locali forniscono collegamenti in tempi ridotti tra Pescara e altri comuni fino a una distanza di circa 50 km. Queste linee effettuano fermate nei cinque scali ferroviari pescaresi.

La stazione di Pescara Centrale
  • La stazione principale è Pescara Centrale. Si tratta di una stazione di grandi dimensioni. Completata nel 1988, ha influito molto sull'urbanistica della città, poiché l'intera linea ferroviaria è stata trasferita su una sede sopraelevata, permettendo di rimuovere i passaggi a livello e anche perché ha aperto l'area della vecchia stazione per la realizzazione di altri progetti. Da Pescara Centrale transitano sia la linea ferroviaria adriatica che quella transappenninica. Nel piazzale antistante si trovano la stazione degli autobus e i capolinea di diverse linee di trasporto urbano con le quali è possibile raggiungere anche l'Aeroporto d'Abruzzo.
  • La stazione di Pescara Porta Nuova è la seconda stazione della città per importanza, in particolare dopo la conclusione dei lavori di ricostruzione, nel 2009, basati sul progetto dell'architetto catalano Oriol Bohigas che è stato però profondamente modificato in corso d'opera. Vi effettuano fermate tutti i treni locali diretti verso sud e anche quelli percorrenti la linea transappenninica.
  • La stazione di Pescara San Marco è stata attivata il 27 novembre 2005[189] ed è utilizzata per il trasporto locale; situata sulla linea ferroviaria transappeninica, fornisce collegamenti con Chieti, Sulmona e Teramo.
  • La stazione di Pescara Tribunale è stata inaugurata il 9 dicembre 2007[190]. Situata in una posizione strategica, vicina al tribunale e al campus pescarese dell'Università G. d'Annunzio, fornisce collegamenti locali con le città di Termoli e di Teramo.
  • Lo scalo merci si trova in prossimità del tribunale, a poche centinaia di metri a sud dalla stazione di Pescara-Porta Nuova.

Molte proposte si sussegono dagli anni '80 per la realizzazione di una metropolitana leggera, sfruttando ad esempio le numerose stazioni ferroviarie presenti e quindi lo stesso tracciato della ferrovia.

Un obiettivo simile si prefiggeva la linea dismessa nel 1963 Pescara-Penne, gestita dalla società Ferrovie Elettriche Abruzzesi; a tale linea appartenevano le piccole stazioni in disuso di Pescara Porto e Pescara Centrale FEA.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Il porto canale di Pescara
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Porto di Pescara.

L'odierno porto canale è nato all'inizio del XX secolo nel luogo dove anticamente sorgeva quello di Ostia Aterni (importante per i collegamenti con Spalato), e fu quasi completamente distrutto dai tedeschi in ritirata nella primavera del 1944. Il porto turistico è stato inaugurato nel 1989. Si tratta di una struttura turistica con negozi e servizi ed è spesso sede di eventi. Quello di Pescara è anche uno dei maggiori porti turistici in Italia per numero di posti barca, con 1250 posti barca[191]. Dal 1990 si fregia della Bandiera Blu dell'Unione europea per la qualità dei servizi offerti[192]. Il porto di Pescara disponeva di un collegamento estivo con Spalato, in Croazia: questa tratta ha iniziato ad essere operativa negli anni sessanta, ed è stata soppressa alla fine degli anni ottanta quando il traghetto "Tiziano", costruito specificatamente per il porto di Pescara, è stato venduto. Il porto canale di Pescara si è visto così privare di un collegamento che univa l'Italia centrale ai Balcani.

Vista dall'alto

Come già detto, sin dai tempi dell'Impero romano si era compresa l'importanza strategica e commerciale di tale linea di collegamento tra le due sponde del mare Adriatico: l'antica Salona, che fu creata dall'imperatore Diocleziano e che corrisponde all'odierna Spalato, è situata in corrispondenza di Pescara, sull'altra sponda del mare Adriatico. I collegamenti tra Pescara e Spalato, ricominciarono agli inizi degli anni novanta. Dalla fine degli anni novanta, con la costruzione della diga foranea[193], opera notoriamente sconsigliatissima per i porti fluviali e i fondali sabbiosi, i problemi relativi al conseguente insabbiamento, i mancati dragaggi da parte degli organi competenti, il fermo dei lavori da parte della procura[194] hanno portato la Snav, compagnia marittima che collegava Pescara a Spalato in Croazia tramite moderni aliscafi, alla decisione di spostarsi a Ortona, privando così la città di un importantissimo collegamento turistico[195]. I pescatori della marineria hanno svolto numerose proteste, abbandonando anche il porto temporaneamente, poco sicuro, per trasferirsi a Ortona[196]. Nel passato il fiume Aterno-Pescara è stato utilizzato come importante via di comunicazione soprattutto a scopo commerciale. Fino agli anni cinquanta il fiume era attraversato da barconi che trasportavano bauxite, legname e altri materiali dalle aeree interne (da Popoli) fino al porto canale. Nel tempo, anche in ragione della costruzione di collegamenti viari molto efficienti, le rotte fluviali sono state abbandonate.

Il porto di Pescara è compreso nel sistema portuale del Mar Adriatico Centrale, il cui porto capofila e la cui autorità sono rappresentati dal porto di Ancona.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso dell'aeroporto
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aeroporto di Pescara.

Dal 1927, la città è dotata di un impianto aeroportuale, ufficialmente identificato con il nome commerciale di Aeroporto internazionale d'Abruzzo "Pasquale Liberi". (IATA: PSR, ICAO: LIBP). Situato in parte nel comune di Pescara e parte della pista in quello di San Giovanni Teatino (CH), l'aeroporto serve un traffico di quasi 600.000 passeggeri all'anno offrendo collegamenti nazionali con Milano-Bergamo, Milano-Linate e Torino-Caselle; collegamenti europei con Londra-Stansted, Bruxelles-Charleroi, Francoforte-Hahn, Dusseldorf-Weeze, Barcellona-Girona, Tirana, Cracovia e Bucarest. Inoltre durante l'anno l'aeroporto offre ai viaggiatori anche voli charter con vari collegamenti per altre città europee e mete turistiche.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Da anni è necessario riorganizzare il traffico cittadino, sia con soluzioni di mobilità alternative, modificando i percorsi viari, sia introducendo limiti di accesso ed aree e strade pedonali. Il servizio di trasporti pubblici è costituito dalla rete di autobus gestita dalla TUA, che assicura la copertura del servizio in tutto il territorio comunale di Pescara. Vi sono una linea suburbana per Penne e collegamenti con Montesilvano, Cappelle sul Tavo, Spoltore, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino, comuni che fanno parte dell'area suburbana di Chieti e Pescara. Inoltre, anche i comuni di Cepagatti (PE), Torrevecchia Teatina (CH), e parte del territorio dei comuni di Città Sant'Angelo e Manoppello (PE), Ripa Teatina e Miglianico (CH), Silvi (TE) fanno parte di un'area unica del trasporto pubblico, nella quale è possibile usufruire dei servizi offerti da tutte le società di trasporto convenzionate che vi operano acquistando un solo biglietto, detto appunto "unico"[197].

Filovia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Filovia di Pescara.

Il 13 settembre 2010 è stato avviato a Pescara il primo lotto di lavori per la realizzazione della nuova filovia elettrificata che percorrerà l'ex tracciato ferroviario. Servirà la città e i suoi punti strategici come la Stazione di Pescara Centrale collegando l'adiacente comune di Montesilvano. Il progetto prevede per il futuro il prolungamento del tracciato verso nord fino al comune di Silvi, verso sud fino al comune di Francavilla al Mare e verso l'interno, collegando il centro cittadino con l'Aeroporto fino al confine con Chieti che già dispone di una propria linea filoviaria[198][199][200]. Alla Filovia di Pescara è stato dato il nome Filò, abbreviazione di filobus, per personificare il mezzo dandogli un'aria simpatica e familiare, oltre ad essere facilmente memorizzabile. Il nome Filò è accompagnato dallo slogan L'antitraffico[201]. La decisione del comune di far passare la filovia sul vecchio tracciato ferroviario si scontra con una forte opposizione da una parte degli abitanti della zona, poiché l'ex tracciato, oggi conosciuto come "Strada Parco", nel tempo è divenuto una strada pedonale e un luogo di svago[202]. Il filobus sarebbe dovuto entrare in funzione entro l'anno 2017, ma ad oggi (25/04/2018) la situazione è rimasta invariata.

Piste ciclabili[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ponte del mare.

Il territorio comunale, in gran prevalenza pianeggiante, si presta in particolar modo all'utilizzo della bicicletta; difatti, sono presenti diversi percorsi ciclabili che collegano il centro cittadino con diversi quartieri e comuni limitrofi snodandosi per un totale di quasi 30 km[203]. Il fiume Pescara è attraversato da tre ponti ciclopedonali: il Ponte di ferro (ex tracciato ferroviario), il Ponte del mare, ed il ponte di legno in prossimità del Parco fluviale. La pista presente sul 'Lungomare' costituisce un tratto del Corridoio Verde Adriatico che attraversa l'intera città da nord a sud e si congiunge con il percorso ciclabile di Montesilvano e, nei tratti presenti, con Francavilla al Mare[203]. La 'Strada Parco', costituita da una corsia ciclabile e un ampio spazio per il flobus, ricavata sul vecchio tracciato ferroviario, è compresa tra la stazione di Montesilvano e la stazione di Pescara Centrale[203]. Le piste ciclabili presenti sui "lungofiume" nord e sud collegano il Porto e il quartiere di Porta Nuova con il Parco fluviale e la zona dell'ospedale[203]; anche via D'Annunzio e viale Pindaro presentano corsie ciclabili.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Pescara.
Palazzo del Governo, sede della provincia

Pescara oltre che essere capoluogo della omonima Provincia è sede distaccata del Tribunale Amministrativo Regionale dell'Aquila. È anche sede di uffici della Regione Abruzzo, nonché sede locale del Consiglio Regionale dell'Abruzzo, e di importanti istituzioni regionali. L'attuale sindaco Marco Alessandrini, candidato del PD, è stato eletto al ballottaggio l'8 giugno 2014.

Consolati[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il porto turistico, utilizzato per le competizioni velistiche[209]

Gemellaggio Città Dannunziane[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di un referendum consultivo, tenutosi il 25 maggio 2014, con oggetto la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore per la creazione di un'unica città denominata "Nuova Pescara", un comune italiano di 193.387 abitanti, i cittadini delle rispettive città hanno espresso con il 64% dei "sì" la volontà di dare il via alla costituzione del predetto comune, contro il 36% dei "no"[212][213]. Inoltre, Pescara è al centro di una vasta conurbazione, con una popolazione che nel 2010 raggiungeva 309.251 abitanti[214], attorno a cui ruotano comuni limitrofi densamente popolati, i cui confini territoriali si sono amalgamati con la città, formando un unico tessuto urbano[11][215][216].

Fino al 1927 l'attuale territorio comunale era diviso tra due comuni: Pescara, a sud del fiume omonimo, in provincia di Chieti, e Castellammare Adriatico, a nord del fiume, in provincia di Teramo. In seguito all'unificazione dei due centri, nel 1927, fu istituita anche la Provincia, grazie all'interessamento di Gabriele d'Annunzio[217][218] e Giacomo Acerbo.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio

Il Pescara, nato nel 1936 sulle ceneri della Società Sportiva Abruzzo, fondata a sua volta nel 1930, è la principale società calcistica della città. Fra i club abruzzesi è la squadra con la miglior tradizione sportiva, potendo vantare sette campionati di Serie A e trentacinque di Serie B, categoria nella quale milita nel corso della stagione sportiva 2017-18. La seconda squadra cittadina, la Renato Curi, è stata accorpata all'Angolana di Città Sant'Angelo nel 1999, dando vita alla Renato Curi Angolana.

Calcio a 5

Ha inoltre sede a Pescara la società di calcio a 5 Pescara Calcio a 5 che disputa il campionato di serie A del quale è stato vincitore nella stagione 2014/2015. Ha inoltre vinto due Coppe Italia nelle stagioni2015/16 e 2016/17 due Supercoppe italiane nel 2015 e nel 2016.

Pallanuoto

La Sisley Pescara, non più attiva, è stata la squadra più rappresentativa della città. È stata campione d'Italia nel 1987, 1997, 1998, nonché campione d'Europa nel 1987. La Sisley Pescara rimane l'unica squadra di pallanuoto in Italia ad aver vinto almeno una volta in tutte le competizioni continentali. Le società attualmente in attività sono la Original Marines Pescara Pallanuoto che ha una squadra femminile in Serie A2 e una squadra maschile in Serie B e il Club Aquatico Pescara che milita in Serie B.

Ciclismo

La città vanta una buona tradizione ciclistica. Dagli anni novanta, il più importante campione locale è Danilo Di Luca. Tra i ciclisti del passato è noto Palmiro Masciarelli. Diverse sono le squadre ed associazioni attive. La gara ciclistica professionistica Trofeo Matteotti, si svolge ogni anno lungo le strade della città[219]. Pescara è stata attraversata dal Giro d'Italia diverse volte.

Automobilismo
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Pescara 1957.
Scultura, al confine tra i comuni di Cappelle sul Tavo e Spoltore, per ricordare l'80º anniversario delle corse sul circuito di Pescara.

Dal 1924 al 1961 Pescara è stata la sede della Coppa Acerbo, gara automobilistica che aveva luogo su un tracciato cittadino di circa 25 km. Nelle molte edizioni, hanno preso parte alla gara anche grandi campioni come Enzo Ferrari (1924), Tazio Nuvolari (1932), Juan Manuel Fangio (1950) e Stirling Moss che nel 1957 vinse l'unica edizione valida come prova del Campionato mondiale di Formula 1[220].

Altri sport

A Pescara hanno sede diverse società sportive tra le quali: Pescara Handball per la pallamano, la Facar Pescara, rinominata Pescara Basket nella pallacanestro che ha militato in serie A2, la Pescara Crabs nel football americano, la Old Pescara Rugby per il rugby, la A.S.D. Flaiano Pescara e la A.S.D. Accademia Scherma Pescara nella scherma, la Judo Kai Sakura Pescara nel judo.

Giochi del Mediterraneo

Tra il 26 giugno ed il 5 luglio del 2009, Pescara ha ospitato i XVI Giochi del Mediterraneo, tenuti sotto l'egida del Comitato Internazionale Olimpico.

Nell'estate del 2015 a Pescara si è svolta la prima edizione dei Giochi del Mediterraneo sulla Spiaggia.

Città Europea dello Sport 2012

Pescara è stata Città Europea dello Sport per l'anno 2012[221].

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Adriatico durante una partita del Pescara
Jarno Trulli

Note[modifica | modifica wikitesto]

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    «L'aumento globale della popolazione di Castellammare Adriatico e Pescara nei primi due decenni del Novecento fu pari al 61,3%, contro il 19,1% di Chieti, il 10% dell'Aquila e il 9,2% di Teramo [...] al censimento industriale del 1927, realizzato solo pochi mesi dopo l'elevazione della città a capoluogo di provincia [...] solo tre capoluoghi -L'Aquila, Pescara e Teramo- vengono giudicati "industrialmente importanti". [...] ma era Pescara, con i suoi 658 esercizi e 4.812 addetti [...] a spiccare nettamente sugli altri[...].».
  29. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 4
  30. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1
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