Blu Savoia

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Blu Savoia
Coordinate del colore
HEX #4B61D1
RGB1 (r; g; b) (75; 97; 209)
CMYK2 (c; m; y; k) (77; 66; 0; 0)
HSV (h; s; v) (230°; 64%; 82%)
Riferimento
Colore della sciarpa degli ufficiali delle forze armate italiane, della fascia dei presidenti delle province d'Italia e della maglia delle Nazionali sportive italiane
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)

Il blu Savoia è una gradazione di blu di saturazione compresa fra il blu pavone e il pervinca, più chiaro del blu pavone[1]. Colore nazionale dell'Italia, è uno dei simboli patri italiani. Deve il suo nome al fatto di essere il colore di Casa Savoia, dinastia regnante in Italia dal 1861 al 1946.

Diventato colore nazionale italiano con l'unità d'Italia (1861), il suo uso è continuato anche dopo la nascita della Repubblica Italiana (1946). Una bordatura blu Savoia è stata infatti inserita sull'orlo dello stendardo presidenziale italiano e l'utilizzo della sciarpa azzurra per gli ufficiali delle forze armate italiane, per i presidenti delle province durante le cerimonie ufficiali e della maglia azzurra per le Nazionali sportive italiane è stato mantenuto anche in epoca repubblicana.

Origine storica[modifica | modifica wikitesto]

Amedeo VI di Savoia

L'origine del colore sembra risalga al 20 giugno 1366 quando Amedeo VI di Savoia, prima di partire per una crociata voluta da papa Urbano V e organizzata per prestare aiuto all'imperatore bizantino Giovanni V Paleologo, cugino di parte materna del conte sabaudo, volle che sulla nave ammiraglia della flotta di 17 navi e 2000 uomini, una galea veneziana, sventolasse, accanto allo stendardo rosso-crociato in argento dei Savoia, una bandiera azzurra[2]:

« [...] di devozione di Zendado Azzurro con l'immagine di Nostra Signora in campo seminato di stelle (oro). E quel colore di cielo consacrato a Maria è, per quanto a me pare, l’origine del nostro color nazionale. [...] »
(Luigi Cibrario cit. in Carlo Alberto Gerbaix De Sonnaz "Bandiere stendardi e vessilli di Casa Savoia, dai Conti di Moriana ai Re d'Italia (1200-1861)" (Torino, 1911))

Il colore ha quindi un'implicazione mariana, anche se non è certo che l'uso di vessilli azzurri sia iniziato con Amedeo VI o fosse invece precedente[3]; in ogni caso le più antiche bandiere sabaude pervenuteci, che risalgono al 1589, presentano i colori rosso, bianco (e cioè i colori dello stemma della dinastia) e azzurro[4]. L'azzurro di Casa Savoia, con il passare dei secoli, accrebbe sempre di più la sua importanza fino a diventare il colore nazionale italiano.

Gli utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Formazione del 1982 della Nazionale di calcio dell'Italia, con la classica maglia azzurra

Sempre in omaggio alla Vergine Santa, i nastri del Supremo Ordine della Santissima Annunziata, massima insegna cavalleresca italiana, erano di colore azzurro e azzurri sono anche i nastri delle decorazioni al valor militare (medaglia d'oro, d'argento, di bronzo e la croce di guerra)[5].

In seguito, anche gli ufficiali iniziarono a portare annodata in vita una fascia o sciarpa azzurra. Nel 1572 tale uso venne reso obbligatorio per tutti gli ufficiali dal duca Emanuele Filiberto I di Savoia[5]. Con diverse modifiche nel corso dei secoli, divenne poi la principale insegna di grado degli ufficiali: la sciarpa azzurra viene ancor oggi indossata dagli ufficiali delle forze armate italiane durante le cerimonie[5].

È azzurra anche la fascia distintiva dei presidenti delle province d'Italia[6], mentre una bordatura blu, colore che in araldica significa legge e comando, è stata inserita sull'orlo dello stendardo presidenziale italiano. La definizione "azzurri" associata alle Nazionali sportive italiane[N 1] è pure essa derivata dal colore azzurro della maglia, adottato per la prima volta il 6 gennaio 1911 in onore di Casa Savoia[5] in occasione di un incontro calcistico della Nazionale italiana contro quella ungherese, disputatosi all'Arena di Milano e vinto poi per 1-0 dai magiari[7].

Non è mai stata introdotta un'esatta definizione cromatica dell'azzurro originato dal colore blu Savoia, tant'è che la tonalità del colore della maglia sportiva azzurra è cambiata nel tempo[8].

Altre gradazioni del colore[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiali dell'Esercito Italiano in sciarpa azzurra
Coordinate del colore
HEX #007CC3
RGB1 (r; g; b) (0; 124; 195)
CMYK2 (c; m; y; k) (84; 45; 0; 0)
HSV (h; s; v) (202°; 100%; 76%)
Riferimento
Colore adottato nel lambello della Regione Piemonte[9]
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)
Coordinate del colore
HEX #9DB8CF
RGB1 (r; g; b) (157; 184; 207)
CMYK2 (c; m; y; k) (38; 19; 10; 0)
HSV (h; s; v) (208°; 24%; 81%)
Riferimento
Colore adottato dalla Nazionale di calcio italiana nel torneo Confederations Cup 2009
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eccetto che negli sport automobilistici, dove il colore assegnato all'Italia è tradizionalmente il rosso corsa, e in altre discipline come ciclismo e sport invernali, che sovente fanno uso del bianco.

Bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grossmann
  2. ^ Martinelli, p. 45
  3. ^ Martinelli, p. 46
  4. ^ Martinelli, p. 48
  5. ^ a b c d Luigi Atzori, Azzurri - origine del colore della nazionale, su aserramanna.it, 29 luglio 2012.
  6. ^ Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articolo 50, in materia di "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
  7. ^ Marchesini, p. 317.
  8. ^ La maglia azzurra nei suoi 100 anni di storia: tutte le divise dell'Italia, soccerstyle24.it. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  9. ^ Il nuovo marchio della Regione Piemonte (PDF), su regione.piemonte.it, Regione Piemonte.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Grossmann, Colori e lessico, Tubinga, Gunter Narr Verlag, 1988, SBN IT\ICCU\AQ1\0042629.
  • Alessandro Martinelli, L'azzurro italiano, in Vexilla Italica, nº 62, Torino, Centro Italiano Studi Vessillologici, febbraio 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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