Chioggia

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Chioggia
comune
Chioggia – Veduta
Chioggia – Veduta
Vista della città nella laguna veneta
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Veneto
Città metropolitana Venezia
Amministrazione
SindacoMauro Armelao (centro-destra) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate45°13′08.08″N 12°16′42.74″E / 45.21891°N 12.27854°E45.21891; 12.27854 (Chioggia)
Altitudinem s.l.m.
Superficie187,91 km²
Acque interne67,63 km² (35,99%)
Abitanti47 623[2] (31-10-2023)
Densità253,44 ab./km²
FrazioniCà Bianca, Cà Lino, Cà Pasqua, Cavana, Cavanella d'Adige, Isolaverde, Sottomarina, Sant'Anna, Valli[1], Brondolo
Comuni confinantiCampagna Lupia, Cavarzere, Codevigo (PD), Cona, Correzzola (PD), Loreo (RO), Rosolina (RO), Venezia
Altre informazioni
Cod. postale30015
Prefisso041
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT027008
Cod. catastaleC638
TargaVE
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[3]
Cl. climaticazona E, 2 313 GG[4]
Nome abitantichioggiotti, chiozzotti, clodiensi o cioxoti
Patronosanti Felice e Fortunato
Giorno festivo11 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chioggia
Chioggia
Chioggia – Mappa
Chioggia – Mappa
Posizione del comune di Chioggia nella città metropolitana di Venezia
Sito istituzionale

Chioggia ([ˈkjɔːdʤa][5]; Cioxa [ˈʧoːza] in veneto chioggiotto[6]) è un comune italiano di 47 623 abitanti[2] della città metropolitana di Venezia in Veneto. Si trova ai margini meridionali della città metropolitana e confina con la laguna veneta a nord e ad ovest, il mare Adriatico a est, le foci dell'Adige ed il delta del Po a sud.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico della città sorge all'estremità meridionale della laguna, su di un gruppo di isolette divise da canali e collegate fra loro da ponti; se osservato dall'alto, appare a forma di lisca di pesce. La città viene denominata la Piccola Venezia per le caratteristiche urbanistiche della zona antica molto simile a quella di Venezia. [7]

Come il capoluogo veneziano Chioggia possiede calli, campi e canali. Il principale, dal punto di vista turistico, per la tipicità dei palazzi e delle chiese che vi si affacciano, è il Canal Vena, attraversato da nove ponti. Gli altri canali sono Canal Lombardo, a ovest, e il Canale San Domenico ad est, che unendosi a nord e a sud racchiudono il centro tra le acque [8] [9]

Differentemente da Venezia, la gran parte dell'area è percorribile da automobili e mezzi pubblici. Collegata sia con Sottomarina, grazie all'Isola dell'Unione e al suo omonimo ponte , sia con le località di Borgo San Giovanni e Brondolo, grazie al Pontelongo o Ponte Padri Cavanis. Con questi collegamenti si costituisce così un unico centro urbano. [10] [11]

Il resto del comune è localizzato nell'entroterra e va a comprendere le foci del Brenta-Bacchiglione e Adige e con numerosi altri canali in un territorio pianeggiante a prevalentemente a vocazione agricola. [12]

Dista 24 km in linea d'aria da Venezia, 51 km da Rovigo, 42 km da Padova, 130 km da Verona, 85 km da Vicenza, 70 km da Treviso e 140 km da Belluno.

Per quanto riguarda il rischio sismico, Chioggia è classificata nella zona 3, ovvero rischio molto basso.[13]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Chioggia.

Il Clima di Chioggia è di tipo sub-mediterraneo, grazie alla presenza del Mare Adriatico che mitiga il Clima temperato umido della Pianura Padana. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +2,9 °C, quella del mese più caldo, luglio, è di +23,8 °C.[14] Le precipitazioni si fanno più intense in primavera e autunno mentre in inverno la neve non è molto frequente e duratura a causa del salso proveniente dal mare e dalle acque lagunari. La nebbia d'inverno e l'afa d'estate sono frequenti grazie anche all'elevata umidità della zona. I Venti principali sono la Bora, lo Scirocco, che causa il fenomeno dell'acqua alta, ed il Libeccio.

Dal punto di vista legislativo, il comune di Chioggia ricade nella Fascia climatica E con 2 313 gradi giorno,[15] dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.

CHIOGGIA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 5,16,710,815,920,924,427,326,723,117,711,26,56,115,926,117,316,4
T. min. media (°C) 0,71,75,59,714,117,520,219,917,112,17,12,31,69,819,212,110,7
Acqua alta a Chioggia con le passerelle installate, sullo sfondo la Loggia dei Bandi e il Monte di Pietà

Anche Chioggia è colpita dai picchi di marea particolarmente pronunciati (noti in tutto il mondo con il termine Acqua alta) che si verificano con particolare intensità nella laguna di Venezia, tali da provocare allagamenti nelle aree urbane. Generalmente quando il fenomeno dell'acqua alta colpisce Venezia, Chioggia segue le stesse sorti, senza però far nascere un significativo impatto mediatico, ma con identiche conseguenze negative a case, palazzi e attività commerciali.

Il Baby Mose ha tenuto all'asciutto il centro di Chioggia durante l’acqua alta di ottobre 2012
Il centro storico di Chioggia fotografato da Sottomarina
La paratoia di Vigo sollevata
Corso del Popolo con veduta su Loggia dei Bandi e Palazzo Municipale

Il fenomeno dell'acqua alta è fronteggiato con un determinato protocollo atto a prevenire gli effetti negativi derivanti dal fenomeno stesso: le acque sono monitorate costantemente dal Centro Maree del Comune di Venezia[16] che coordina il sistema di allertamento di base caratterizzato dall'allarme acustico di tipo elettromeccanico, il suo suono segnala una marea superiore ai 110 cm; l'eventuale ripetizione avvisa di una previsione superiore ai +140 cm ed una terza ripetizione è associata alla previsione di superamento di quota +160 cm.

Il sistema di difesa alle acque alte prevede un servizio di posa passerelle come avviene a Venezia, il servizio segue un preciso protocollo che determina i percorsi rialzati in relazione all'altezza della marea. Il fenomeno è inoltre fronteggiato dal Baby Mose, costituito da paratie mobili situate nei canali di accesso alla città allo scopo di impedire alle maree sostenute di inondare il Centro della Città, ad esclusione delle acque alte eccezionali che saranno fronteggiate dal MOSE.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Venezia.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda sulle origini di Chioggia si collega a quella di Enea, mitico eroe troiano fuggito alla distruzione di Troia che navigò per il Mediterraneo per poi stanziarsi nel Latium. Con Enea partirono anche Antenore, Aquilio e Clodio che, a metà del viaggio, si separarono dal loro concittadino per dirigersi verso la laguna veneta fondando rispettivamente Padova, Aquileia e Clodia.[17] Si richiama a questo mito il simbolo della città, un leone rampante rosso su argento, scelto da Clodio stesso in ricordo della sua città natale, ed il nome della città stessa.

Da ritrovamenti archeologici[18] e studi recenti,[19] si può ipotizzare la nascita della città intorno al 2000 a.C. dai Pelasgi, popolo di navigatori originario della Tessaglia, che avrebbero colonizzato numerose città nelle coste Adriatiche. Il nome Chioggia quindi deriverebbe da Cluza, "costruita artificialmente", da spiegare con la natura insulare-lagunare della città che senza modificazioni umane sarebbe stata sommersa dalle acque ad ogni alta marea. Altri nomi presenti nella città sono di indubbia origine preellenica, come Lusenzo canale e laguna che si trova fra Chioggia e Sottomarina, Bebe, antica torre che serviva da avamposto al confine fra territorio Veneziano e Padovano, Perotolo ed Evrone.[20]

I primi insediamenti della città di Chioggia, quindi, sono da localizzarsi verso l'attuale foce del Brenta-Bacchiglione, che all'epoca era un'altra delle porte della laguna, con il nome di Brondolo, nelle isoletta di Vicus a levante della Fossa Clodia, canale che corrisponde ora alla Laguna del Lusenzo, e nell'Evrone, che corrisponde a porto di Chioggia.[21]

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Certo è che la città fosse già presente in età romana.[22] Ne è prova la struttura tipica del reticolato geometrico che contraddistingue Chioggia, formata da un "Cardo", l'attuale Corso del Popolo, e da un "Decumanus". Come per tutte le città venete, Chioggia faceva parte della "decima regio", che comprendeva anche l'Istria.

Le prime fonti storiche ci provengono da Plinio il Vecchio che nel Naturalis Historia descrive la zona lagunare veneta come "la terra dei fiumi", affermando inoltre che:

«"... risalendo dal Delta Padano, dopo Adria, porto etrusco che aveva dato il nome al mare Adriatico, si incontrano le foci originate dalla sovrabbondanza di acque dette "Fosse Filistine" nelle quali si riversano l'Adige che scende dalle Alpi tridentine ed il Togisono (Bacchiglione) che scende dalle campagne di Padova. Parte di queste acque alimenta anche il porto di Brondolo, come i due Meduaci, Minor e Major (i due rami del Brenta) ed il Bacino di Chioggia (Fossa Clodia-Canal Lombardo) alimentano il Porto Evrone. A queste acque si mescolano anche quelle del Po

Chioggia era importante soprattutto per le sue saline e il suo centro di produzione del "Sal Clugiae" considerato uno dei più pregiati da Cassiodoro e Plinio stesso. Nonostante ai giorni nostri non vi siano più saline in funzione, in antichità la produzione di sale era l'attività più importante per l'economia della città che impegnava quindi gran parte della popolazione e delle forze a disposizione. Nelle acque di Chioggia vi erano fino a 72 recinti acquei, detti anche "fondamenti di salina", che andavano dal porto della città alle rive adiacenti ai domini Padovani, che riuscivano a produrre circa 216 volte il bisogno dell'intera popolazione per un anno.[23] Il sale prodotto infatti era indispensabile per i commerci e il suo pregio permetteva agli abitanti di poter acquistare qualsiasi altra merce difficile da reperire nelle terre lagunari. Il "Sal Clugiae", sale di Chioggia, era considerato un bene dello Stato, che porterà la confederazione veneziana a combattere numerose volte contro Padovani, Ferraresi, Romagnoli e Bolognesi, in quanto imposto come unica merce di scambio per i commerci, a discapito di altri tipi di sale meno rinomato.[23]

Con il lento declino dell'Impero Romano, cominciarono ad arrivare anche le prime popolazioni barbare che in molte occasioni non si fecero scrupoli nel razziare e devastare le ricche terre dei Romani. I primi a invadere il veneziano furono i Visigoti che nel 401 d.C., comandati dal loro Re Alarico, cercarono di spingersi fino al Piemonte subendo però numerose sconfitte, mentre nel 404 seguirono gli Alani e i Vandali. Solo 7 anni dopo, i Visigoti ritornano in Italia e scendendo dalla Venezia arrivano fino a Roma prendendola e saccheggiandola.

Tra tutte le invasioni, la più memorabile è quella degli Unni nel 452 d.C. che, comandati da Attila, presero e distrussero Aquileia, Padova, Verona e numerose altre terre della regione.

Storia medioevale[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Repubblica di Venezia.
L'orologio della torre di Sant'Andrea

Nel 568, il popolo dei Longobardi fece la sua comparsa nel suolo italico scendendo dalle Alpi Giulie e passando nella Venezia comandati dal loro Re Alboino. In meno diun secolo si ebbe, quindi, la fine dell'Impero Romano d'Occidente, la dominazione Erula, quella Ostrogota, quella Bizantina e infine l'inizio di quella Longobarda. Per quanto riguarda Chioggia e le altre città lagunari fino a Grado, furono sì dominate dalle popolazioni precedentemente nominate, eccezion fatta per i Longobardi che non riuscirono mai a conquistare i territori, ma mantennero comunque un'importante indipendenza, causata dalla dipendenza del lontano Impero di Costantinopoli.

Si formò così il primo Stato veneziano, composto dalle più grandi città del litorale adriatico governate da tribuni. Le isole più cospicue erano: Grado, Bibione, Caorle, Eraclea, Equilio, Torcello, Murano, Rialto, Malamocco, Poveglia, Chioggia Maggiore e Chioggia Minore. La Chioggia Maggiore corrispondeva all'attuale Chioggia all'interno della laguna, mentre la minore corrispondeva pressappoco all'attuale Sottomarina vecchia affacciata sul mare. Ogni città era autonoma e governata indipendentemente, salvo alcuni casi di interesse comune dove le decisioni erano prese di comune accordo.

Per cercare di fronteggiare le invasioni da parte dei Longobardi che abitualmente si presentavano nelle terre veneziane, nel 697 si riunirono a Eraclea tutti i tribuni, nobili e vescovi delle città. Da tale consiglio ne uscì una nuova magistratura che fino alla caduta della Serenissima, resterà la più alta carica istituzionale: il Doge. Grazie al primo Doge, Paoluccio Anafesto, i confini della Repubblica furono finalmente definiti con esattezza ufficializzando l'indipendenza delle terre lagunari. Chioggia quindi poté stabilire i suoi domini dal porto stesso della città fino alle sponde dell'Adige, e dal mare di Bebe a Conche con la libertà di coltivare, pescare, fabbricare e piantare saline.

Palazzi in stile veneziano dai colori vivaci si affacciano sul Canal Vena, che taglia longitudinalmente Chioggia ed è uno dei più pittoreschi della città

Con la fine del Regno Longobardo, iniziò quello dei Franchi con a capo Carlo Magno, che assegnò il regno d'Italia a suo figlio Pipino nel 781 d.C. L'indipendenza della Repubblica non era ben gradita al nuovo Re tanto che nell'809 dichiarò guerra alla confederazione veneta attaccando tutte le isole che davano sul mare, comprese le due Chiogge che assalite per terra e per acqua non poterono resistere a lungo. Fortunatamente i bassi canali lagunari riuscirono a fermare Pipino che non riuscì quindi a conquistare la sede dogale, che era stata per l'occasione spostata a Rialto. Al termine del conflitto la Repubblica Veneta era salva, anche se gravemente colpita in molte sue città, tra le quali Malamocco che non riuscì più a riprendersi fino a quasi scomparire del tutto in pochi secoli. Per Rialto invece fu l'inizio dell'ascesa, con le migrazioni che seguirono la piccola isoletta si ingrandì al punto che venne designata come città rappresentativa di tutti i veneti cambiando il suo nome in Venezia.

Con la calata degli Ungari Chioggia subì un'altra pesante distruzione in meno di cent'anni, dato che dopo la guerra di Pipino, non ci furono più allestimenti di difesa a Sud della città. I chioggiotti si trovarono a fronteggiare l'armata ungara completamente da soli, poiché la difesa veneta si radunò ad Albiola, attuale San Pietro in Volta.

Chioggia faceva allora parte della diocesi di Malamocco, antica capitale della Repubblica, ma una serie di eventi naturali quali l'abbassamento del suolo, burrasche eccezionali e l'erosione del mare, cancellarono lentamente la città che si spopolò e finì sommersa. Essendo diventata Chioggia la città più importante della diocesi, nel 1110 si decise di spostare la sede vescovile proprio nella città del sale, portando anche le reliquie dei santi martiri Felice e Fortunato, ancora oggi patroni della città.

Negli anni a seguire per Chioggia ci fu un periodo di prosperità, intervallato da qualche piccola guerra con i rivali Padovani e Trevigiani e dall'arrivo del Barbarossa che nella città firmò il "trattato Clodiano" nel 1177, preliminare di quello di Venezia che sancì un breve periodo di pace fra Impero e Comuni italiani. Dal punto di vista politico ed amministrativo, si passò dai tribuni al podestà, un messo della città di Venezia rappresentante della Repubblica nelle città più importanti, che segnò l'inizio della supremazia di Venezia sulle politiche interne delle altre città venete.

Raccolta di parti, terminazioni e decreti concernenti ai corpi Magistrati ed Uffici Municipali della Magnifica Città di Chioggia, 1791
Canal Vena - pittoreschi comignoli

Una pagina importante della storia della città avvenne durante la cosiddetta guerra di Chioggia (rievocata nel Palio della Marciliana), l'ultimo scontro tra Repubblica di Genova e Serenissima Repubblica di Venezia. Nel 1379 la città cadde in mano a Genova per poi essere riconquistata dall'intervento veneziano nel 1380. Nel 1438 venne fondato quello che è considerato il primo cantiere navale del mondo, il Cantiere navale Camuffo, trasferito poi nel 1840 a Portogruaro. La città era governata, su modello di Venezia, da un maggior e minor consiglio, nei quali erano rappresentate le famiglie Chioggiotte.

Storia moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Chioggia fece parte della Repubblica di Venezia fino al 1797, anno in cui cadde in mano alle truppe di Napoleone Bonaparte. Nel 1812 Domenico Poli fondò a Chioggia il Cantiere Navale Poli.

In seguito al trattato di Campoformio, nel 1798, la città passò in mano all'Austria. Durante la dominazione asburgica precisamente nel dicembre 1856 l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria visitò la città accompagnato dalla consorte Elisabetta di Baviera più conosciuta con il nome di Sissi, per l'occasione vennero create grandi dimostrazioni d'affetto verso il reale avvolte imposto dalle autorità imperiali.

Sotto la sovranità imperiale rimase tranne che per un breve periodo in cui subentrarono nuovamente i francesi, fino al 1866, anno in cui Chioggia venne annessa al nascente Stato Italiano alla fine della terza guerra di indipendenza, quando, malgrado le sconfitte militari subite dalle forze italiane, con la notevole eccezione delle formazioni garibaldine, grazie all'alleanza con la Prussia, il governo austriaco fu costretto a cedere il Veneto e parte dell'odierno nordest all'Italia. Durante la seconda guerra mondiale rischiò il bombardamento a tappeto da parte dell'aviazione alleata. Solo grazie alla rivolta dei cittadini i nazifascisti si arresero e il 27 aprile 1945 la città venne liberata dalle forze alleate.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Leone rampante rosso su campo d'argento
Stemma di Chioggia

Stemma e gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

La più antica testimonianza dello stemma di Chioggia risale al 1332.[24] Riconosciuto dalle autorità austriache nel 1830, è stato ufficialmente concesso, assieme al gonfalone municipale, con decreto del presidente della Repubblica del 3 marzo 1988.[25]

«D'argento, al leone di rosso. Ornamenti esteriori da Città.»

Il gonfalone è un drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro recante la denominazione della città. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto rosso, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro.

Bandiera[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera di Chioggia rossa con code
Bandiera di Chioggia

La bandiera è stata concessa con D.P.R. del 24 marzo 2000.[26]

«Drappo di rosso, con altezza pari alla metà della lunghezza, in essa lunghezza comprese sei strisce orizzontali rettangolari, con lunghezza pari circa ad un terzo della lunghezza complessiva, il drappo caricato nella parte priva di strisce dallo stemma civico.»

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Decreto di concessione del Presidente della Repubblica Italiana»
— 3 maggio 1988 [27]

La città di Chioggia è la quindicesima fra le ventisette città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento italiano.

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria
«In ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza nell'episodio militare dal 22 al 23 marzo 1848 ed in genere nella difesa dell'estuario veneto. Chioggia insorgeva il 18 marzo 1848; il 23 gli Austriaci abbandonarono la città, nella quale venne proclamata, il 24, la Repubblica. Di qui in avanti, Chioggia seguì le sorti di Venezia.»

[28] [29] [30]

Durate l'alluvione del Polesine del novembre 1951 dove il Po provocò gravissimi danni, i chioggiotti corsero in soccorso dei numerosi sfollati. Per questo nel maggio 1954 su proposta del parlamentare Umberto Merlin fu conferita al gonfalone la medaglia d'argento al valore civile.

Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria
«In occasione delle alluvioni verificatesi nel Polesine, le Autorità Comunali, gli enti pubblici e privati e la popolazione tutta si prodigavano in nobile e generosa gara nell'opera di soccorso e di assistenza ai colpiti dall'immane sciagura. Squadre volontarie di animosi non esitavano sprezzanti del pericolo, ad affrontare la violenza delle acque turbinose, riuscendo a trarre in salvo numerose persone; e tutti gli abitanti, con meraviglioso slancio di solidarietà umana, offrivano ospitalità a buona parte dei profughi, fuggiti in preda al panico dalle località più devastate e porgevano ad essi ogni aiuto e conforto, dando, cosi luminoso esempio di spirito altamente umanitario e di impareggiabile generosità di animo."»

[31] [32]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese cattoliche[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Civico della Laguna Sud e archivio storico comunale ospitati all'interno dell'ex chiesa di San Francesco fuori le mura; [51] [52] [53]
  • Museo Diocesano inaugurato nel 2000; [54] [55]
  • Museo della Torre dell'Orologio, inaugurato nel 2006 grazie all'impegno di Don Cinzio Zennaro, esso si sviluppa all'interno del Campanile di Sant'Andrea dove è possibile vedere l'orologio da torre funzionante più antico del mondo; [56]
  • Museo di Zoologia Adriatica "Giuseppe Olivi" sviluppato all'interno di Palazzo Grassi; [57] [58]
  • Palazzo Municipale edificato in stile neoclassico nel Ottocento; [59]
  • La Loggia dei Bandi edificata nel 1531; [60]
  • Auditorium San Nicolò sviluppato all'interno dell'ex Chiesa omonima edificata all'inizio del XIII secolo; [61]
  • Biblioteca Civica Cristoforo Sabbadino prende il suo nome dall'ingegnere clodiense nato nel 1489; [62]
  • Palazzo Granaio, eretto nel 1328 è uno degli edifici più antichi dalle città, che fungeva da magazzino della farine; [63]
  • La pescheria al minuto con il Portale di Prisca come ingresso; [64] [63]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Colonna Vigo, sormontata dalla statua del leone marciano; [65]
  • Monumento ai Caduti di Chioggia, realizzato da Domenico Trentacoste e inaugurato nel 1926 di fronte alla Basilica minore di San Giacomo Apostolo;[66]
  • Monumento ai Caduti di Sottomarina, progetto del geometra Emilio Agostini inaugurato nel 1959; [67]
  • Monumento al garibaldino Giuseppe Marchetti, il più giovane partecipante all'impresa dei Mille, Romano Vio (1963).[68]
  • Monumento ai Caduti del Mare a Sottomarina, realizzato da Luigi Tomaz e inaugurato nel 1983; [69]
  • Monumento al Carabiniere Garante della pace operosa, realizzato da Luigi Tomaz e inaugurato nel 1992; [69]
  • Monumento al Lagunare, inaugurato nel 1998 venne realizzato dall'artista Franca Dalcomune; [70] [71]
  • Monumento in memoria al prof. Felice Federico Casson innalzato nel 2004 e realizzato da Luigi Tomaz;[69]
  • Monumento all'Aviatore inaugurato nel 2013 a Sottomarina; [72]
  • Monumento ai donatori di sangue realizzato dell'artista Dino Memmo nel 2015; [73]

Pietre d'inciampo[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono state posate sei Pietre D'Inciampo dedicate a:

  • Cesare Carmi, in Corso del Popolo a Chioggia; [74]
  • Guido Lionello, in piazza Penzo Poliuto a Chioggia; [75]
  • Giovanni Bullo, in fondamenta Canal San Domenico a Chioggia;
  • Arduino Boscolo Anzoletti, in Piazza Todaro a Sottomarina;[76]
  • Giulio Bergo Oro, in Via San Marco a Sottomarina;
  • Giusto Grego, in Piazza Baldin e Mantovan a Cavanella D'Adige; [77]

Palazzi e residenze nobiliari[modifica | modifica wikitesto]

Fortezze ed ex strutture militari[modifica | modifica wikitesto]

Zone naturali e parchi[modifica | modifica wikitesto]

Riserva naturale integrale Bosco Nordio[modifica | modifica wikitesto]

Il Bosco Nordio si trova fra le due frazioni di Sant'Anna e Cavanella d'Adige, con i suoi 120 ettari fornisce un raro esempio di quella che era la macchia del litorale alto adriatico che nei tempi antichi contraddistingueva gran parte del territorio di tutto il Golfo di Venezia. [86][87] [88]

Itinerario della Laguna del Lusenzo e Isola Dell'unione[modifica | modifica wikitesto]

Un circuito ciclopedonale di 5,3 km che cinge la Laguna del Lusenzo collegando i centri storici di Chioggia e Sottomarina. [89]

Il percorso cinge anche l'Isola Dell'Unione, che come dice il toponimo, unisce le cittadine di Chioggia e Sottomarina. Qui sono presenti due statue realizzate nel 2003 dalla scultrice Franca Dalcomune che rappresentano un pescatore sul lato clodiense e un'agricoltore sul lato marinante. [90]

Parco marino delle "Tegnùe"[modifica | modifica wikitesto]

A largo di Chioggia, ad una profondità che va dai 15 ai 40 metri, sono presenti delle conformazioni rocciose, sviluppatesi nei fondali marini, chiamata dalla popolazione locale Tegnùe. Tale nome è stato dato dai pescatori, ai quali le reti da pesca si impigliavano nelle rocce del fondale marino, venendone trattenuti. In molti considerano questo luogo come una vera barriera corallina.[91] [92]

Mappa di Chioggia
Litorale di Sottomarina
Foto aerea di Sottomarina, con in primo piano la "diga" di San Felice

Quartieri e frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sottomarina[modifica | modifica wikitesto]

Sottomarina (in dialetto "Marina") è un sobborgo posto a est del centro di Chioggia, ed è collegato ad esso tramite il ponte dell'isola dell'unione, i suoi abitati sono chiamati "marinanti".

Come patrono ha San Martino di Tours che si festeggia l'undici novembre.

Anticamente questo borgo veniva chiamato Clodia Minor per distinguerlo a Clodia Maior l'attuale Chioggia, inizialmente entrambe godevano di un'importante autonomia nei confronti del neonato Dogato Veneziano.

Clodia Maior (Chioggia) e Clodia Minor (Sottomarina) erano rispettivamente la XII e la XI isola dell’estuario veneto e facevano parte della Confederazione delle dodici isole della laguna, il primo nucleo della Repubblica della Serenissima il cui unico capo era il Doge.

Particolarmente cruenta fu la Guerra di Chioggia, dove i genovesi rasero al suolo l'intero centro abitato, che rimase disabitato per volontà del Senato Veneziano , il quale aveva vietato di costruire qualsiasi edificio al di fuori della mura cittadine. L'esule popolo scampato al conflitto si dovette trasferire nelle zone meridionali della città di Chioggia, nel cosiddetto subburbio, da da sub urbis.

La ricostruzione avvenne solo nella prima metà del XVII secolo dove la popolazione si specializzò nell'agricoltura. Di fondamentale importanza fu la costruzione dei "murazzi" una colossale diga perpendicolare alla linea di costa che avrebbe protetto il territorio dalle numerose mareggiate.

Ultima ma fondamentale tappa, dell'evoluzione del sobborgo, avviene nel XX secolo quando vengono realizzate due importanti opere, lo spostamento della foce di Brenta-Bacchiglione, che prima sfociava in laguna, in mare e la costruzione della diga della Bocca di Porto, queste due opere portano al mutare delle correnti marine che ora depositano grandi quantità di sedimenti rendendo disponibile un'espansione territoriale verso il male.

Oggi Sottomarina è un connubio fra la fiorente attività balneare e il settecentesco borgo fatto di campielli e calli strette.

Oltre alla spiaggia, rinomata per le sabbiature e l'abbondante iodio, questo territorio offre come attrazioni la Diga Foranea e il Forte San Felice edificato nel XIV secolo.

[93] [94] [95]

Borgo San Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

È un sobborgo posto a sud del centro storico, diviso da esso dal canale della Cava e collegato tramite un ponte al quartiere di Brondolo.

Come patrono ha San Giovanni Battista che ne da il nome.

In passato questa zona veniva chiamata dai locali Sacca di San Zuanne o della Mùnega mata; quest'ultimo toponimo deriva dalla leggenda di una monaca qui confinata dal momento che era impazzita. Ad inizio Ottocento, per l'adempimento dell'editto napoleonico di igiene pubblica, viene trasferito qui il cimitero cittadino. L'urbanizzazione di metà Novecento portò una grande popolazione ad abitare questa zona e a renderlo il borgo di oggi. [96]

Brondolo[modifica | modifica wikitesto]

Brondolo è un sobborgo contiguo a Sottomarina situato circa 3 km a sud del centro di Chioggia, delimitato a sud dalla foce del Brenta-Bacchiglione.

Come patrono ha San Michele Arcangelo che si festeggia a fine settembre.

L'origine del nome non è chiara, ma si ipotizza derivi dal fiume Brenta che gli è sempre sfociato nei pressi. Prime menzioni di Brondolo provengono da Plinio il Vecchio nel suo Naturalis historia che lo descrive come un porto. Durante il medioevo qui sorgeva un'importante monastero, che venne rimpiazzato da un forte militare e infine demolito a metà Novecento per far posto al Mercato Ortofrutticolo. [97]

Valli[modifica | modifica wikitesto]

La frazione Valli di Chioggia sorge in terraferma sulla riva sinistra del fiume Brenta ed è situata a circa 10km a nord da Chioggia.

Come patrono ha la Beata Vergine Maria di cui, a settembre, si svolge una sagra commemorativa organizzata dal comitato parrocchiale. La frazione, che viene elevata a parrocchia nel 1950, è sotto la giurisdizione della diocesi di Padova. [98]

Il territorio è pianeggiante e caratterizzato prevalentemente da campi coltivati e da alcune zone residenziali.[99]

Valli è collegata a Chioggia tramite la SS 309 (Romea), con il servizio di trasporto extra urbano Arriva Veneto.

Ca' Pasqua[modifica | modifica wikitesto]

Frazione che dista 6km da Chioggia. Qui confluiscono il Brenta ed il Bacchiglione, diventando un unico fiume. [100]

Qui sorge la Torre delle Bebbe, medievale avamposto militare, posto tra i vecchi confini dei territori di Venezia e Padova.[101]

Ca' Pasqua è collegata a Chioggia tramite la SP 7 e con il servizio di trasporto urbano dell'ACTV (linea 3).

Ca' Bianca[modifica | modifica wikitesto]

Frazione che dista 10km da Chioggia sulla riva destra del fiume Bacchiglione.

Il centro del paese è costituito da una chiesa dedicata alla Beata Vergine del Rosario sulla cui facciata è presente una lapide commemorativa dei caduti della Prima Guerra Mondiale. [102]

La parrocchia venne istituita nel 1706 con patrono San Rocco, che si festeggia con una sagra organizzata dal comitato parrocchiale. [103]

Ospitava una base militare NATO dell'81° Gruppo Intercettori Teleguidati, attiva dal 1959 e chiusa definitivamente nel 1995. [104]

Ca' Bianca è collegata a Chioggia tramite la SP 7 e con il servizio di trasporto urbano dell'ACTV (linea 3).

Ca' Lino[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Ca' Lino dista 7km a sud della città clodiense

Il paese si trova tra le foci dei fiumi Adige e Brenta-Bacchiglione, messi in comunicazione tra di loro da un canale chiamato "Busiola" (ex alveo del fiume Bacchiglione) che li unisce da sud verso nord.

Il territorio fu reso abitabile grazie alle bonifiche eseguite all'inizio 1900.

La parrocchia dedicata Santi Giovanni Battista ed Giovanni Evangelista venne eretta nel 1986.[105]

Ca' Lino è collegata a Chioggia tramite la SS 309 (Romea) e con il servizio di trasporto urbano dell'ACTV (linea 5).

Isolaverde[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Isolaverde (già Isola del Bacucco), dista 9km a sud dalla città clodiense.

Essa è una località balneare affacciata sull'adriatico e rappresenta geograficamente un prolungamento naturale della spiaggia di Sottomarina interrotto dalle acque dalla foce del fiume Brenta-Bacchiglione. [106]

Isolaverde è collegata a Chioggia tramite la SS 309 (Romea) e con il servizio di trasporto urbano dell'ACTV (linea 5).

Sant'Anna[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Anna di Chioggia è una frazione posta circa a 8km a sud di Chioggia e compresa tra il Brenta-Bacchiglione e l'Adige.

Come patrono ha Sant'Anna e San Gaetano Thiene che si festeggiano a fine luglio con una sagra organizzata dal comitato parrocchiale.

Sant'Anna è collegata a Chioggia tramite la SS 309 (Romea), con il servizio di trasporto urbano dell'ACTV (linea 4) e la linea Ferrovia Rovigo-Chioggia con la sua stazione. [107]

Cavanella d'Adige[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Cavanella d'Adige sorge a circa 13km a sud di Chioggia, sulla riva sinistra del fiume Adige e si trova al limite di separazione tra la Città metropolitana di Venezia e la Provincia di Rovigo.

La parrocchia eretta nel 1690 ha come patrono San Giorgio Martire con la sua chiesa riedificata a metà Novecento dopo i bombardamenti angloamericani della seconda guerra mondiale. [108]

Cavanella d'Adige è collegata a Chioggia tramite la SS 309 (Romea), con il servizio di trasporto urbano dell'ACTV (linea 4) e la linea Ferrovia Rovigo-Chioggia con la sua stazione.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[109] [110]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2022 la popolazione straniera era di 1.883 persone, pari al 3,93% della popolazione.[111]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Nel terzo fine settimana di giugno si svolge il Palio della Marciliana

Particolarità dei cognomi[modifica | modifica wikitesto]

Chioggia rappresenta un caso demografico quasi unico in Italia: il cognome più diffuso tra gli abitanti di Chioggia è Zennaro (nella stragrande maggioranza pescatori) mentre i cognomi di Sottomarina più diffusi sono Boscolo e Tiozzo (più di diecimila residenti, in prevalenza albergatori e gestori delle spiagge). L'elevatissimo tasso di omonimia ha portato il comune a indurre l'ufficializzazione nel registro dell'anagrafe dei detti, soprannomi popolari utilizzati per distinguere i vari rami di una stessa famiglia. In ogni documento ufficiale, patente di guida e carta d'identità compresi, i detti — alcuni dei quali molto bizzarri — vengono inseriti a tutti gli effetti di legge, accompagnando la vita giuridica dell'interessato.[112]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2001[113] Chioggia ospita una sede distaccata dell'Università degli Studi di Padova, nel Palazzo Grassi situato sulla riva del canal Vena, non molto distante da Ponte Vigo. Questa sede accoglie il corso di studi in Biologia Marina, qui dislocato per la sua vicinanza al mare, e il Museo di zoologia adriatica Giuseppe Olivi, che espone la più antica collezione di animali marini del mar Adriatico. Sull'Isola di san Domenico invece, vi è la stazione idrobiologica Umberto D'Ancona, sede di ricerca dell'Università stessa.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Museo Civico della Laguna Sud.
Il ponte di Vigo è l'ultimo ponte ad attraversare, a ridosso della laguna, il Canal Vena
La pinacoteca

Di rilievo culturale è il Museo Civico della Laguna Sud situato vicino alla cattedrale e a breve distanza dalla porta di Santa Maria, in Campo Marconi 1. Ospitato nell'ex convento di San Francesco fuori le mura, documenta l'evoluzione storico-ambientale e sociale del territorio chioggiotto.

Palazzo Grassi invece, nei pressi di ponte di Vigo, ospita il Museo di zoologia adriatica Giuseppe Olivi: un museo universitario aperto al pubblico, che offre l'opportunità di conoscere l'ambiente marino adriatico e i suoi organismi e di vedere da vicino un esemplare di squalo elefante di 8 metri. Altro museo: il museo diocesano d'arte sacra. Ospita opere di Paolo Veneziano, Cima da Conegliano, Palma il Vecchio, Andrea Brustolon e l'ultima opera del Carpaccio, traslata dal santuario di San Domenico. Presente anche una pinacoteca: la pinacoteca della Ss.ma Trinità nell'oratorio omonimo del 1500. Contiene tele di Andrea Vicentino e Pietro Damini.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

I quotidiani locali venduti in città, che trattano di cronaca locale sono due: la Nuova Venezia e Il Gazzettino. Anche il Corriere della Sera edita un quotidiano locale: il Corriere del Veneto venduto come dorso veneto della famosa testata nazionale. A differenza degli altri quotidiani, il Corriere del Veneto non tratta di cronaca locale clodiense in maniera continuativa, ma solo in caso di notizie particolarmente rilevanti. Altri periodici diffusi in città sono: Nuova Scintilla (settimanale), Il Dialogo (free press), La Piazza (mensile).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Importante risorsa è la pesca, che fa di Chioggia uno dei porti marittimi più importanti dell'Adriatico. Fin dall'anno Mille i pescatori chioggiotti erano organizzati in uno statuto chiamato la Mariegola di Sant'Andrea. Il settore è suddivisibile in tre ambiti: valle, laguna e mare. Quest'ultimo sorto a metà del Seicento veniva svolto in origine con le Tartane poi con il Bragozzo tipiche imbarcazioni a fondo piatto. I chioggiotti navigavano per lungo tempo raggiungendo anche le coste albanesi in battute di pesca che duravano diversi mesi. A metà Novecento le storiche imbarcazioni vennero sostituite dai Motopescherecci che assieme all'edificazione del nuovo mercato ittico resero il settore rilevante a livello nazionale. [114]

Altre importanti attività ittiche sono quelle della produzione della cozze con impianti di allevamento situati sia in laguna che in mare aperto e quella della pesca alla vongola di mare. [115]

Mercato ittico[modifica | modifica wikitesto]

Mercato ittico di Chioggia

Il mercato ittico all'ingrosso di Chioggia è il più grande mercato ittico dell'Adriatico, dove vengono commercializzati prodotti locali e di importazione anche internazionale.[116] Tale struttura in origine si trovava in fondamenta Marangoni, in pieno centro storico, adiacente all'attuale Pescheria al Minuto. La difficoltà per raggiungere questo luogo sia per le imbarcazioni, per la ridotta altezza dei ponti in Canal Vena, sia per i camion, che non avevano spazi di manovra in pieno centro cittadino, portò nel 1960 alla decisione di trasferire il Mercato all'ingrosso dove si trova ora in un'isola tra Chioggia e Sottomarina.[116] Ai lati dell'ingresso del padiglione sono presenti due pannelli realizzati in ceramiche artistica, create su disegno di Agostino Rosa detto Tino e realizzate da Nereo Boretto. Le opere, installate nel 1963, rappresentano, attraverso lo stile definito Neo-primitivismo, animali marini e attrezzi della pesca.[117]

Oltre ai grandi volumi di pesce commercializzato, il Mercato ittico di Chioggia conserva una particolare modalità di vendita nominata "asta all'orecchio" che si svolge in quest'ordine: il pescatore porta il pescato all'interno del mercato; un astatore presenta il prodotto; i commercianti interessati all'acquisto fanno la propria offerta all'astatore sussurrando la cifra al suo orecchio; quando tutti i potenziali acquirenti hanno fatto la loro offerta l'astatore dichiara quale commerciante ha offerto di più e questo dovrà dichiarare a tutti il suo prezzl prezzo, l'asta si conclude con l'acquisto; se invece il pescatore non fosse d'accordo esso avrà la facoltà di ritirare la propria merce. Il fatto che il prezzo di vendita sia l'offerta più alta rende più facili gli acquisti di grossi quantitativi di prodotti.[118]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura è il principale settore economico delle frazioni. A sottomarina, prima del boom turistico, la popolazione si occupava di piccoli appezzamenti dove producevano vari prodotti fra cui la Barbabietola rossa di Chioggia, in zone più meridionali invece si coltiva la carota, la cipolla e il radicchio di Chioggia. Infine nelle frazioni di Sant'Anna, Ca'Bianca e Valli avviene un'agricoltura di tipo intensivo.

Importante per il settore è stata l'edificazione del Mercato Ortofrutticolo di Brondolo inaugurato nel 1972. [119]

Cantieristica Navale[modifica | modifica wikitesto]

Di pari passo con le attività marinaresche a Chioggia si istituiscono diversi cantieri navali, che costruivano ed effettuavano manutenzione alle imbarcazioni. Le zone dedicate a tali pratiche erano in alcune isolette esterne al centro abitato; all'interno di questi cantieri, chiamati in dialetto "squeri", venivano realizzate ogni tipo di imbarcazione per la pesca o per il trasporto come la marciliana, adatte al mare o alla laguna ma anche galee e brigantini per antiche guerre. Con l'arrivo dei motopescherecci negli "squeri" si svolge soltanto la manutenzione, cessando l'attività costruttiva. [120] [121]

Degni di nota furono la presenza qui dei Cantieri navali Poli e Camuffo, quest'ultimo è il più antico del mondo, fondato a Candia nel 1438 e trasferitosi a Chioggia a metà Quattrocento. Nel 1840 si trasferì nuovamente a Portogruaro dove è ancora in funzione. [122]

Porto Commerciale[modifica | modifica wikitesto]

L'esistenza stessa di Chioggia deriva della sua posizione strategica per il commercio navale, essendo vicina alle foci dei fiumi, a diversi canali navigabili, alla laguna e al mare. Purtroppo questa vocazione venne sedata dal governo veneziano per impedire la creazione di una concorrenza interna. La situazione riprese nel 1966 quando venne realizzato lo scalo nell'isola dei Saloni che però risultò insufficiente per il costate aumento di scambi. Così nel 1990 iniziarono i lavori in zona Val Da Rio con un collegamento diretto con la SS-309 Romea ed attraverso un raccordo ferroviario alla linea ferrovia Chioggia-Rovigo . [123]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo risulta il settore più influente in città, coinvolgendone buona parte della popolazione. Gli albori si vedono agli inizi del Novecento, dove si consigliava la villeggiatura nelle spiagge di Sottomarina per le proprietà benefiche dell'aria ricca di iodio, della sabbia e del mare. Ma il vero boom turistico avvenne tra il 1960 e il 1972 dove i villeggianti superarono i tre milioni di presenze.[124]

Oltre a al lido di Sottomarina esiste quello di Isolaverde, situato fra le foci di Adige e Brenta, dove si offre al villeggiante un'esperienza di vacanza lontana dal caos, fra la natura delle dune e un'ambiente unico di flora e fauna. [125]

Nel 2022, il New York Times pone Chioggia nella prima posizione di una lista di luoghi da visitare quell'anno; nell'articolo si menziona la somiglianza della citta col capoluogo veneziano rinominandola, Piccola Venezia. [126]

Dal 2023, con l'autorizzazione dell'Autorità di Sistema Portuale, la città è diventata porto crocieristico con l'approdo delle imbarcazioni Viking Sky e Azamara Onward portando in città oltre cinquantamila turisti. [127] [128]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Chioggia

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Chioggia è interessata dalla Strada Statale 309 Romea. Essa venne progettata dall'ingegnere chioggiotto Iginio Galimberti, nel 1929. [129]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La linea Ferrovia Rovigo-Chioggia inaugurata il 22 maggio 1887, venne progettata dell'ingegnere chioggiotto Domenico Sfriso e serve il territorio comunale attraverso tre stazioni: la stazione di Chioggia, capolinea della linea, la stazione di Sant'Anna di Chioggia e quella di Cavanella d'Adige.

La ferrovia Adria-Chioggia collega anche le frazioni di Cavanella d'Adige e Sant'Anna.

Inizialmente il progetto prevedeva il capolinea all'isola dei saloni, per renderlo più prossimo all' allora porto commerciale, ma per mancanza di fondi venne ridimensionato nelle forme attuali. [130]

La stazione di Brondolo, servente l'omonima frazione, fu soppressa nel 1981.

[131]

La ferrovia Chioggia-Porto di Chioggia è un raccordo ferroviario a scartamento ordinario che collega la stazione di Chioggia al porto di Chioggia. [132]

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Il Porto di Chioggia o bocca di porto di Chioggia è l'accesso più meridionale della laguna di Venezia. La località è un importante porto peschereccio. [133]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti urbani di Chioggia vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da Actv. [134]

Le tratte extraurbane per Padova sono gestite da Busitalia - Sita Nord e per Venezia da ArrivaVeneto. [135] [136]

I collegamenti in laguna, che collegano la città al borgo di Pellestrina ,attraverso la linea 11, vengono gestiti da Actv. [137]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci dal 1946[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco Partito Periodo Elezione
Antonio Felice Ravagnan Partito Comunista Italiano 1946-1951 1946
Marino Marangon Democrazia Cristiana 1951-1958 1951
1956
Michele Bighin Democrazia Cristiana 1958-1960 (1956)
Marino Marangon Democrazia Cristiana 1960-1965 1960
Michele Bighin Democrazia Cristiana 1965-1970 1964
Mario Aprile Democrazia Cristiana 1970-1971 1970
Alfonso Rizzoli (Commiss. prefettizio) - 1971-1972 -
Paolo Elia (Commiss. prefettizio) 1972-1973
Luigi Tomaz Democrazia Cristiana 1973-1976 1972
Renato Ballarin Partito Comunista Italiano 1976-1978 (1972)
Luigi Tomaz Democrazia Cristiana 1978-1983 1978
Roberto Pellegrini Partito Socialista Italiano 1983-1988 1983
Lucio Tiozzo Fasiolo Partito Socialista Italiano 1988-1991 1988
Alberto De Muro (Commiss. prefettizio) - 1991-1992 -
Piero Gallimberti Democrazia Cristiana 1992-1993 1992
Giuseppe Garzoni di Adorgnano (Commiss. prefettizio) - 1993 -
Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1993)
Sandro Boscolo Todaro Lega Nord 1993-1997 1993
Fortunato Guarnieri Centro-sinistra 1997-2007 1997
2002
Romano Tiozzo Pagio Centro-destra 2007-2010 2007
Vittorio Capocelli (Commiss. prefettizio) - 2010-2011 -
Giuseppe Casson Centro-sinistra (2011-15) 2011-2016 2011
Centro (2015-16)
Alessandro Ferro Movimento 5 Stelle 2016-2021 2016
Mauro Armelao Lega 2021-in carica 2021

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio Union Clodiense, militante nel campionato di Serie D 2023-2024.

Tale squadra è erede della Associazione Calcio Chioggia Sottomarina, che univa nel 1971 le società Clodia e Sottomarina, che adottò gli attuali i colori granata in onore dei fratelli Ballarin periti nella Tragedia di Superga.

Di particolare rilievo sono i clodiensi che hanno lasciato un segno nel calcio nazionale come: Aldo Ballarin unico chioggiotto ad esser convocato nella Nazionale e Dino Ballarin militante con il fratello nel Grande Torino, Romano Penzo, che sotto i colori della Fiorentina segnò ben 4 gol contro la Cavagnaro, nella Coppa Italia 1939-1940 , Mario Ardizzon giocatore della Nazionale Under-23 del 1966, Franco Cerilli che giocò fino al 1986, Giorgio Boscolo giocatore fino al 1989, Domenico Penzo che giocò fino al 1988.[138]

La società di calcio a 5 Lions Chioggia, è stata attiva dal 1989 al 2015. [139]

Circolo Nautico[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede a Chioggia la A.S.D. Circolo Nautico Chioggia fondata nel 1949.

Fra i molti atleti qui allentatesi si ha l'olimpionica Silvia Zennaro e il pluricampione Enrico Zennaro.

Questo Circolo è stato premiato dal CONI in diverse occasioni:

  • Medaglie d'oro nel 1966 e nel 1973 per l'attività sportiva svolta;
  • Targa d’oro nel 1968 per l'organizzazione della prima edizione del Trofeo dell’Adriatico Dinghy e nel 1978 in occasione dei 30 anni della fondazione del Circolo;
  • Stella d’Argento al merito sportivo nel 1984. [140]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio comunale "Aldo e Dino Ballarin". [141]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Q.-Web srl, Il territorio di Chioggia - Comune Chioggia, su Sito del Comune di Chioggia. URL consultato il 23 ottobre 2022.
  2. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2023 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Luciano Canepari, Chioggia, in Il DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 204, ISBN 88-11-30500-4.
  7. ^ Razza(1972), p. 11.
  8. ^ Razza(1972), p. 12.
  9. ^ Filmato audio Video anni sessanta su Chioggia e Sottomarina, su YouTube.
  10. ^ Ravagnan(2016), p. 8.
  11. ^ chioggianews24- Il Pontelongo o Ponte Padri Cavanis, su chioggianews24.it.
  12. ^ Ravagnan(2016), p. 5.
  13. ^ Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri numero 3.274 del 20-03-2003.
  14. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA (archiviato dall'url originale il 2016 circa).
  15. ^ confedilizia.it - Clima Veneto, su confedilizia.it. URL consultato il 22 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2011).
  16. ^ 8. Chioggia città - Vigo, su Città di Venezia, 15 aprile 2022. URL consultato il 10 aprile 2023 (archiviato il 16 maggio 2022).
  17. ^ Chi fondò davvero Chioggia?, su Chioggia News 24, 9 gennaio 2016. URL consultato il 10 aprile 2023 (archiviato il 10 aprile 2023).
  18. ^ Mura di contenimento e palafitte per la bonifica degli isolotti lagunari nella laguna del Lusenzo ed ancore in bronzo egee nei pressi dell'Isola di San Domenico.
  19. ^ Tale origine di Chioggia è validamente documentata da Vincenzo Bellemo nel "Il territorio di Chioggia" tip. Lodovico Duse, Chioggia 1893
  20. ^ M. Marcozzi, Chioggia, pp 7-9.
  21. ^ L. Padoan, cap V pp 15-17
  22. ^ M. Marcozzi, pp 15-28.
  23. ^ a b L. Padovan, cap XXIII.
  24. ^ Giorgio Aldrighetti, Insegne della Città di Chioggia, su iagi.info.
  25. ^ Chioggia, decreto 1988-03-03 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato l'8 maggio 2022.
  26. ^ Chioggia, decreto 2000-03-24 DPR, concessione di bandiera, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato l'8 maggio 2022.
  27. ^ Aldrighetti(1990), p. 45.
  28. ^ Regio decreto n. 104 del 30 marzo 1899 col quale viene concessa la medaglia d'oro alla città di Chioggia, in ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza nella difesa dell'estuario Veneto nel 1848, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 78 del 3 aprile 1899
  29. ^ Ravagnan(2016), p. 34.
  30. ^ Aldrighetti(1990), p. 29.
  31. ^ SergioR(2004), p. 55.
  32. ^ Aldrighetti(1990), p. 30.
  33. ^ Umberto Marcato, La cattedrale di Chioggia, Diocesi di Chioggia, Nuova Scintilla, 1992, SBN IT\ICCU\VEA\0031757.
  34. ^ Sergio Perini, Umberto Marcato e Vincenzo Tosello, La chiesa di S.GIACOMO APOSTOLO 200 anni nella storia, 1990.
  35. ^ Marangon (2011), p. 195.
  36. ^ MARANGON, Giuliano (a cura di), Chiesa dei santi apostoli Pietro e Paolo 1431, 2013.
  37. ^ a b Giuliano Marangon, Chiesa di San Martino, Chioggia, Fondazione "Santi Felice e Fortunato", 2009.
  38. ^ Vincenzo Tosello, La Chiesa di S. Francesco "Dentro le mura" a Chioggia, Chioggia, Nuova Scintilla, 2007, SBN IT\ICCU\PUV\1129580.
  39. ^ Marangon (2011), p. 105.
  40. ^ Sergio Ravagnan, Chiesa e comunità monastica di santa Caterina in Chioggia, Chioggia, Diocesi di Chioggia, Nuova Scintilla, 2019, SBN IT\ICCU\VEA\1301277.
  41. ^ Giuliano Marangon (a cura di), Chiesa della Santissima Trinità: Pinacoteca, con un intervento di Grazia Fumo; apparato fotografico di Sergio Piva, Chioghia, Fondazione "Ss. Felice e Fortunato" Chioggia, 2008, SBN IT\ICCU\CFI\0772084.
  42. ^ Marangon (2011), p. 151.
  43. ^ Vincenzo Tosello, Sant'Andrea in Chioggia, Chioggia, Diocesi di Chioggia, Nuova Scintilla, 2015.
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  45. ^ Marangon(2016), p. 17.
  46. ^ Marangon(2016), p. 14.
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  66. ^ Allegoria del soldato come eroe antico, su Catalogo generale dei Beni Culturali.
  67. ^ Pier Giorgio Tiozzo Gobetto, La memoria di Todaro e l'identità di Sottomarina, in Cinzio Gibin (a cura di), Il comandante Salvatore Todaro (1908-1942), Il Poligrafo srl, 2022, p. 82, ISBN 978-88-9387-230-0.
  68. ^ Anton-Maria Scarpa, Itinerario risorgimentale (per le scuole dell’obbligo, Chioggia, Giunta Regionale del Veneto-Città di Chioggia, 1999, pp. 52-58.
  69. ^ a b c Sergio Ravagnan, Ricordo di Luigi "Gigi" Tomaz, in Chioggia, Rivista di studi e ricerche, n. 48, settembre 2016, pp. 7, 12.
  70. ^ A.L.T.A. Associazione Lagunari Truppe Anfibie, su associazionelagunari.it.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Giuliano Marangon, Chiese del Novecento e loro Pastori, Chioggia, Diocesi di Chioggia, Nuova Scintilla, 2016.
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Approfondimenti

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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