Gianni Bisiach

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Gianni Bisiach

Gianni Bisiach (Gorizia, 7 maggio 1927) è un giornalista, scrittore, medico oltre che regista, conduttore radiofonico e televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Diplomato nel 1946 al liceo scientifico di Gorizia, successivamente si trasferisce per sei anni in Africa dove sarà ufficiale meteorologico della Royal Air Force all'aeroporto di Asmara, ricercatore con il prof. Raymond Katz al Laboratorio Geologico dell'Eritrea e geologo cercatore d'uranio in Dancalia con l'ingegnere belga Louis Astrup.

Ottiene due lauree in medicina e chirurgia, col massimo dei voti, alla scuola di medicina di Asmara e all'Università di Roma con specializzazioni in anestesia (prof. Antonio Dauri) e radiologia (prof. Luigi Turano). Compie ricerche particolari in Africa su lebbra e sifilide (prof. Cesare Greppi), amebiasi (prof. Giuseppe L'Abbate), malaria (prof. Mattia Sforza), anatomia patologica e autopsie (prof. Mario Manfredonia), melitense (prof. Filippo Sofia), tracoma (prof. Giambattista Bietti, padre dell'oculistica italiana), malnutrizione in Ruanda e Burundi (prof. Giovanni Ferro-Luzzi), ginecologia (prof. Antonino Verro). In Italia compie studi in psichiatria (prof. Mario Gozzano e Franco Basaglia) e neurochirurgia (prof. Beniamino Guidetti).

Diventa primo aiuto chirurgo del prof. Antonino Musso (allievo di Achille Mario Dogliotti di Torino) e anestesista personale del prof. Raffaele Paolucci di Valmaggiore, direttore della Clinica Chirurgica dell'Università di Roma. Con il prof. Luigi Gedda (Istituto di Gemellologia e presidente dell'Azione Cattolica Italiana) compie ricerche sul parto indolore per un libro di Papa Pio XII. Con Giovanni Berlinguer effettua ricerche sulla malaria, nell'Istituto di Parassitologia dell'Università di Roma (direttore prof. Ettore Biocca).

Negli anni '50, nella rivista mensile Incontri oggi, diretta da Lucio Lombardo Radice, ha fatto parte della redazione insieme a Luchino Visconti, Carlo Lizzani, Renato Guttuso, Enrico e Giovanni Berlinguer, Ugo Attardi e Renzo Vespignani.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Di precocissima esperienza, già dall'età di 7 anni (con cinepresa, proiettore e moviola Pathé Baby), nel corso degli anni realizza brevi documentari con il Cine-GUF di Gorizia, documentari in Africa e, a Roma, sceneggiature con Cesare Zavattini ("Il tetto", "I misteri di Roma" anche come regista) e con Michelangelo Antonioni (Professione Reporter).

Nel 1969 realizza il film I due Kennedy, prodotto da Angelo Rizzoli e Alfredo Bini e insignito del Premio Spoleto Cinema 1970 a pari merito con Luchino Visconti (La caduta degli dei) e Federico Fellini (Fellini Satyricon).

Nel 1972 realizza un documentario sul viaggio di Papa Paolo VI in Asia e Oceania. Sempre nel 1972, Bisiach viene chiamato da Roberto Rossellini, presidente del Centro sperimentale di cinematografia, a coordinare i corsi e a tenere, per dieci anni, l'insegnamento di Tecniche dell'Informazione Cinematografica e Televisiva.

Nel 1978 Saddam Hussein, vicepresidente della Repubblica dell'Iraq, lo invita a Baghdad per il Festival del Film antimperialista, con una delegazione formata da Sergio Amidei (sceneggiatore del film Roma città aperta), il regista Ettore Scola e Gina Lollobrigida; Saddam Hussein accompagna Bisiach a visitare il Paese (Babilonia, Bassora) e gli assegna il premio per il film I due Kennedy.

Televisione e radio[modifica | modifica wikitesto]

Ha all'attivo numerosi servizi e inchieste giornalistiche per il telegiornale e speciali dei programmi culturali tv.

Ha curato la rubrica Testimoni oculari (1958-61) e nel dicembre 1960 l'inchiesta in tre puntate sulle spedizioni polari del Gen. Umberto Nobile, con i dirigibili "Norge" e "Italia" ottenendo il massimo ascolto nella storia della Rai, con oltre 28 milioni di telespettatori.

Nel 1962 realizza Rapporto da Corleone, la prima inchiesta sulla mafia in Sicilia con la collaborazione di Cesare Terranova (poi ucciso nel 1979 da Luciano Liggio, che come giudice lo aveva condannato all'ergastolo; insieme al suo autista Lenin Mancuso) e di Felice Chilanti, Girolamo Li Causi, Michele Pantaleone, Antonino Rizzotto (fratello del sindacalista-eroe di Corleone) e Ferruccio Parri. Da questa inchiesta è nata la Commissione Parlamentare Antimafia (1963). A New York, sarà utilizzata da Walter Cronkite per il Corso dei telegiornalisti della CBS.

Nel 1962 a Parigi, con Giorgio Vecchietti e Claudio Savonuzzi, indica il titolo Tv7 per la nuova rubrica settimanale, che avrà poi la sigla musicale di Peppino De Luca, e della cui redazione farà parte costantemente negli anni, anche come inviato speciale. Ha svolto per Tv7 una attività in collegamento con le due rubriche parallele: in Francia Cinq Colomnes à la Une, in Inghilterra Panorama, soprattutto con il collega inglese Robert Rowland.

Nel 1964 è stato chiamato da Walter Cronkite a seguire per un mese il suo lavoro quotidiano nel più importante telegiornale americano (CBS Evening News) e per lo speciale XX Century.

Nel 1965 realizza l'inchiesta La pena di morte nel mondo: con la collaborazione di Robert Kennedy, salverà dalla camera a gas di San Quintino il condannato a morte Dovie Carl Mathis, fornendogli i mezzi per una efficace difesa.

Altre inchieste: sullo spionaggio, con il direttore della CIA William Colby, sull'Etiopia con l'imperatore Hailé Selassié, a Teheran con lo Scià di Persia, a Londra con i Beatles esordienti, ad Haiti con i terribili tonton macoutes, tagliatori di teste di François Duvalier, in Amazzonia con gli Indios nella foresta, all'Actor's Studio con Lee Strasberg e Paul Newman, in Venezuela con il Presidente Caldera, in Perù con la pilota Hilde Goetz, a Wall Street con Franco Desideri, a Dallas con Ruggero Orlando, a New Orleans con il Procuratore generale Jim Garrison (reso famoso dal film JFK - Un caso ancora aperto), a Le Bourget col cosmonauta Yuri Gagarin, primo uomo nello spazio, a Capo Kennedy con gli astronauti del Progetto Apollo per gli sbarchi sulla Luna.

Ha realizzato oltre 3000 servizi, puntate e speciali di storia, fra i quali:

Nel novembre 1980 ha tenuto una trasmissione speciale sul terremoto dell'Irpinia ricevendo una Medaglia d'oro del Commissario Straordinario Zamberletti, il Premio Italia della Critica Internazionale e Premio Saint Vincent di giornalismo.

Per il TG1 ha realizzato per tredici anni (2001–2013) la rubrica quotidiana di grande successo Un minuto di storia, sempre con alti indici di ascolto. È l'unico giornalista ad aver lavorato, dagli inizi della televisione in Italia, con tutti i direttori del Telegiornale Rai (poi TG1) dal primo, Vittorio Veltroni, all'attuale, Mario Orfeo.

Nell'ambito della fiction, per Ettore Bernabei (Lux Vide) ha curato il soggetto e la documentazione per L'avventurosa vita di Benito Mussolini, dalla nascita alla morte (400 pagine, anno 2002).

In ambito radiofonico ha tenuto varie rubriche culturali per Rai Radio 1 e per 13 anni è stato capostruttura responsabile, realizzazione e conduzione della rubrica Radio anch'io (1980-92).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Così si muore, Genova, Immordino, 1968.
  • Pertini racconta. Gli anni 1915-1945, Milano, A. Mondadori, 1983.
  • Radio anch'io. L'Italia al microfono, Milano, A. Mondadori, 1985.
  • Inchiesta sulla felicità, Milano, Rizzoli, 1987. ISBN 88-17-53155-3.
  • Il presidente. La lunga storia di una breve vita, Roma, Newton Compton, 1990. [Presentato a Roma prima da Arthur M. Schlesinger Jr. e Giulio Andreotti, poi dall'ex direttore della CIA William Colby. Successivamente presentato al salone del libro di Torino 1992 da Furio Colombo]
  • I Kennedy. La dinastia che ha segnato un secolo, Roma, Newton & Compton, 1999. ISBN 88-8289-354-5.
  • Un minuto di storia, Milano, Mondadori, 2003. ISBN 88-04-52634-3.

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