Guardiagrele

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Guardiagrele
comune
Guardiagrele – Stemma Guardiagrele – Bandiera
Guardiagrele – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoSimone Dal Pozzo [1] (lista civica di centro-sinistra Guardiagrele il Bene in Comune) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate42°11′21.2″N 14°13′17.73″E / 42.189222°N 14.221592°E42.189222; 14.221592 (Guardiagrele)Coordinate: 42°11′21.2″N 14°13′17.73″E / 42.189222°N 14.221592°E42.189222; 14.221592 (Guardiagrele)
Altitudine576[2] m s.l.m.
Superficie56,4 km²
Abitanti8 869[3] (31-5-2019)
Densità157,25 ab./km²
FrazioniAnello, Bocca di Valle, Caporosso, Caprafico, Cerchiara, Colle Barone, Colle Luna, Colle Spedale, Comino, Melone, Piana San Bartolomeo, Piano delle Fonti, San Biase, San Domenico, Colle Bianco, San Leonardo, Santa Lucia, Sciorilli, Tiballo, Villa San Vincenzo, Voire
Comuni confinantiCasoli, Castel Frentano, Filetto, Orsogna, Palombaro, Pennapiedimonte, Rapino, San Martino sulla Marrucina, Sant'Eusanio del Sangro
Altre informazioni
Cod. postale66016
Prefisso0871
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069043
Cod. catastaleE243
TargaCH
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantiguardiesi
Patronosan Donato
insieme con sant'Emidio
Giorno festivo7 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Guardiagrele
Guardiagrele
Guardiagrele – Mappa
Posizione del comune di Guardiagrele all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Guardiagrele (IPA: [ɡuardiaˈɡreːle][4]; Guardia Graelis in latino medievale; La 'Uàrdije in dialetto guardiese) è un comune italiano di 8 869 abitanti[3] della provincia di Chieti in Abruzzo. È sede del parco nazionale della Majella e fa parte della comunità montana della Maielletta.

Nota per le produzioni artigianali, in particolare nella lavorazione dei metalli, oltre ad aver dato i natali all'orafo, incisore e pittore Nicola da Guardiagrele, nonché al poeta dialettale abruzzese Modesto Della Porta, ospita tutti gli anni dal 1º al 20 agosto la mostra dell'artigianato artistico abruzzese[5]. Fu il primo luogo, insieme ad Agnone, dove iniziò la produzione della presentosa, un gioiello femminile abruzzese generalmente in oro, indossato nelle occasioni di festa.

Guardiagrele fa parte della comunità dei borghi più belli d'Italia[6].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il lato orientale del promontorio di Guardiagrele; alle spalle si può intravedere il massiccio della Maiella

Guardiagrele sorge nell'entroterra chietino, nella zona nord-occidentale della provincia. Si articola su un lungo promontorio adagiato sulle pendici orientali della Majella e delimitato su tre lati da ripidi crinali.

Risente di un'alta sismicità[7] poiché si colloca in una zona in cui questi fenomeni sono da sempre stati molto intensi e frequenti. È infatti inserita tra i comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, per il quale subì lesioni ad alcune case, alla chiesa di San Nicola Greco e il crollo parziale del tetto di palazzo Mucci.

Il territorio ad ovest del centro abitato, verso la Majella, è composto da rocce calcaree, con aspri valloni e numerosi boschi. Andando verso il mare invece i rilievi diventano via via sempre più dolci. Non vi scorrono fiumi di particolare rilevanza. I numerosi corsi d'acqua infatti sono per lo più torrenti provenienti dalla montagna, fra i quali vi sono il Dendalo e il Venna, che dopo un percorso lungo rispettivamente 22 e 24 km sfociano nel fiume Foro.

La residenza comunale si trova ad un'altitudine di 576 m s.l.m. L'altitudine minima è di 150 metri, quella massima di 1.750, con un'escursione altimetrica di 1.600 metri[8].

Fa parte della Comunità montana della Maielletta.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Guardiagrele.
Via Roma dopo una storica nevicata, nel gennaio 2005

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +4.8 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,7 °C[9].

GUARDIAGRELE Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 7,38,811,815,820,425,528,128,324,018,112,49,48,516,027,318,217,5
T. min. mediaC) 2,32,64,98,512,416,618,819,115,911,77,54,33,18,618,211,710,4

Secondo la classificazione dei climi di Köppen Guardiagrele appartiene alla fascia Csb, ossia al clima temperato fresco mediterraneo con influenze montane, dovute alla vicinanza al massiccio della Majella. Il fatto che il mese più caldo è agosto, e non luglio, è indice di un seasonal lag piuttosto elevato: ciò è dovuto alla vicinanza della costa adriatica e al fatto che la posizione montana del paese permette una dispersione del calore minore di quella tipica di luoghi con altitudini simili ma più distanti dal mare (come ad esempio molti paesi dell'entroterra aquilano). Gli inverni guardiesi sono solitamente freddi, talvolta rigidi. Come in tutte le regioni adriatiche, durante i mesi invernali sono frequenti gli afflussi di aria fredda (burian) proveniente dai Balcani, che portano le temperature sotto lo 0 °C; spesso in queste occasioni la concorrenza con afflussi di aria umida in risalita dall'Adriatico verso la Majella genera precipitazioni nevose anche molto abbondanti per effetto stau. Le estati guardiesi sono calde ma non afose, e solitamente non si prolungano particolarmente. Non sono tuttavia infrequenti, anche nei mesi più caldi, afflussi di aria fresca da nord-est, che mitigano la calura per qualche giorno. Più spesso si verificano ondate di caldo, con temperature massime che superano abbondantemente i 30 °C e minime sopra i 20 °C (talora vicine ai 30 °C). Le precipitazioni, non troppo abbondanti anche a causa della presenza del massiccio della Majella che protegge il paese dalle perturbazioni provenienti da ovest, si aggirano intorno ai 1000 mm, e risultano concentrate maggiormente in primavera e in autunno.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Cartolina del 1925 che raffigura il Torrione Orsini, detto anche Torrione Longobardo

Alcuni studiosi guardiesi vissuti tra il XIX e il XX secolo, fra cui Francesco Paolo Ranieri, Giuseppe Iezzi e Filippo Ferrari, citando fonti ambigue, riportarono un'iscrizione secondo cui il toponimo "Guardiagrele" sarebbe nato da Ælion (discendente dal greco Helios, "sole"), per poi diventare Grelion (nome di un capitano greco, Grelio), Grælium, Grælle, Græli, Grele. Anche Gabriele D'Annunzio nel romanzo Il trionfo della morte parla, riferendosi a Guardiagrele, di "antichissimo nome solare", rifacendosi proprio a queste ipotesi. In tempi più recenti si è trovata un'altra spiegazione dell'etimologia di Grele. È stata infatti proposta la derivazione dall'etnico marrucino ocrilis, attributo di ocris, "altura", oppure dal personale latino Grælius, traslato al Greele del Catalogus Baronum (il registro di leva voluto da re Ruggero II intorno alla metà del XII secolo). Per quanto riguarda il termine "guardia", non si hanno dubbi sulla sua provenienza. Discende dalle parole germaniche warda o warte, usate per indicare un posto di vedetta militare. Nel libro di re Ruggero II si parla infatti di clerici castri de Guardia Grelis.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Guardiagrele.

Il territorio di Guardiagrele era abitato sin dall'epoca protostorica, come dimostrano alcuni rinvenimenti archeologici presso Comino. Fu poi abitato dagli Italici e dai Romani.

Lo stanziamento di una torre longobarda, a scopo di controllo, risulterebbe all'origine della leggenda che narra dell'abbandono del villaggio di Grele e dell'arroccamento "a guardia" del vecchio abitato. In verità non ci sono testimonianze concrete nemmeno per il periodo longobardo, ad eccezione del diminutivo, presente nel centro storico, "faricciola", un termine che deriva dall'esistenza di insediamenti longobardi chiamati "fare".

I primi documenti che appaiono risalgono alla seconda metà dell'XI secolo e consistono in una bolla di papa Alessandro II, in cui viene citata una villa quae vocatur Grele, cum ecclesiis et omnibus pertinentiis suis tra i possedimenti del monastero di San Salvatore a Maiella.

Fronte e retro di un bolognino di Guardiagrele.

Nel 1391 Ladislao di Durazzo concesse alla città il permesso di battere moneta, come ringraziamento del sostegno dimostrato al re. Nel 1420 infatti la città si dotò di autonomi statuti comunali dando inizio ad un lungo periodo di lotte contro i numerosi tentativi di riconquista da parte dei vecchi padroni. Nel 1495, la città fu infeudata a Pardo Orsini che riattivò la zecca, coniando un cavallo a suo nome, col titolo di Comes Manupelli (si veda la recente e varia bibliografia di Simonluca Perfetto). I secoli successivi furono per la città abruzzese un periodo di declino demografico, economico e culturale, anche a causa delle numerose calamità naturali che la interessarono. Fra queste ultime, oltre al già accennato terremoto, vi furono periodiche carestie, l'epidemia di peste del 1566 (la cosiddetta febbre ungarica), la peste del 1656 nonché il disastroso terremoto del 1706.

Portale maggiore della chiesa di San Francesco d'Assisi
Porta San Giovanni o della Fiera

Nel 1799 Guardiagrele fu assediata e saccheggiata dalle truppe francesi del generale Coutard, che causarono la morte di 328 cittadini guardiesi. Il malcontento provocato dalle nuove forme di organizzazione agricola introdotte dopo l'unificazione d'Italia favorirono il fenomeno del brigantaggio, che vedeva nel guardiese Domenico Di Sciascio uno degli esponenti più noti, essendo egli capo della Banda della Maiella. Altro fenomeno causato da questo malessere fu l'emigrazione, specialmente verso l'America e l'Australia.

La seconda guerra mondiale lascia nella città un'eredità pesante, soprattutto nel patrimonio artistico ed architettonico. Con l'occupazione tedesca dell'ottobre 1943, la popolazione fu costretta a sfollare e rifugiarsi fuori città, mentre Guardiagrele subiva pesanti bombardamenti dal fronte alleato, fino alla liberazione nel giugno 1944. Dopo la ricostruzione e l'emigrazione degli anni cinquanta, ha avuto luogo una vivace ripresa economica, alimentata dalla valorizzazione delle attività artigianali e dall'iniziativa privata, che ha favorito la piccola imprenditoria.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Guardiagrele è descritto al comma 2 dell'articolo 4 dello statuto comunale di Guardiagrele, che recita:

«Lo stemma del Comune è come descritto dal Regio Decreto n.652 del 7 giugno 1943 e cioè è composto da un leone rampante che sorregge una bandiera a fondo granata, con di fronte un putto con in mano una foglia di colore verde su fondo celeste ricompresi in un scudo dorato sovrastato da una corona regia con sette piccole sfere sovrastanti e sotto il quale trovasi la scritta :"GUARDIA PLENA BONIS FERT ARDUA SIGNA LEONIS".»

(Statuto del Comune di Guardiagrele)

Il motto dello stemma Guardia plena bonis fert ardua signa leonis secondo la tradizione fu dettato dall'imperatore Federico II di Svevia e inserito in un'iscrizione presente sulla facciata del duomo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico della città è ben conservato, e si snoda attraverso la circonvallazione delle antiche mura (via Occidentale, con Porta San Giovanni, difesa da Torre Adriana, e la scomparsa Porta San Giacomo, risalendo da via del Torrione, piazza Garibaldi dove si trovava l'area del castello, la circonvallazione di via Orientale con Porta di Luzio /scomparsa/ e il piano di Santa Chiara, tornando alla circonvallazione di via Occidentale con la Torre Adriana), oggi case fortificate delimitate ancora dalle torri medievali, come ad esempio il complesso di Torre Adriana e Torre Stella, che includono l'accesso mediante Porta San Giovanni. Dell'antica città fortificata dei Longobardi resta il Torrione Orsini presso Largo Garibaldi, da cui parte l'asse principale del Corso Roma, che si snoda fino alla villa comunale, attraversando Piazza Duomo, con la Cattedrale di Santa Maria Maggiore. Le altre principali vie storiche sono via Tripio, via Modesto Della Porta e via dei Cavalieri, che passa sotto l'arco gotico del Duomo.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La facciata di Santa Maria Maggiore
L'edicola della Madonna del Latte
  • La collegiata di Santa Maria Maggiore, sorta forse su un tempio pagano nel 430 d.C. ed interamente realizzata in pietra della Maiella, nel restauro del XII-XIII secolo, e poi del XVIII secolo. Conserva una croce processionale di Nicola da Guardiagrele del 1431[11] all'interno dell'annesso Museo del Duomo; l'interno è rialzato di un piano, per permettere l'accesso dalla strada dei Cavalieri mediante un arco, da cui si accede alla cappella di San Rocco. Benché l'interno si mostri, a navata unica, prevalentemente barocco, con il soffitto a capriate, rifatto dopo il 1944, l'esterno è il punto di interesse della cattedrale, con la facciata a torre centrale, decorata da portale con una copia del gruppo dell'Annunciazione, di Nicola Gallucci, un finestrone centrale, e un piccolo oculo. Sulla sinistra e la destra si trovano due portici, uno con un affresco di Andrea De Litio di San Cristoforo pellegrino, e un lastrone di pietra con gli stemmi delle famiglie nobiliari di Guardiagrele, realizzato nel 1881 per preservarli; l'altro portico è più interessante, ha un orologio, sovrastato dalla riproduzione dello stemma civico di Guardiagrele, e all'interno un dipinto ad affresco della Madonna del Latte.
Chiesa di San Francesco
Chiesa del Carmine
  • La chiesa di San Francesco, situata nell'omonima piazza, nacque come chiesa di San Siro, fu concessa nel 1276 ai francescani, che vi costruirono un convento, per volere di Napoleone II Orsini, signore di Guardiagrele e conte di Manoppello, il quale fece realizzare anche la cappella di San Leone Papa, e il pregevole "Messale Orsini". Conserva le spoglie di San Nicola Greco, portate nel monastero da Napoleone II Orsini, oggi la chiesa ha un aspetto esterno gotico, con il bel portale centrale, semi-rifatto da Felicetto Giuliante, mentre l'interno è prevalentemente barocco, con bel coro ligneo e il sepolcro del santo. L'ex convento che si snoda sulla piazza, è sede del Municipio e di tre musei della città.
  • La chiesa di San Nicola di Bari, situata su via Roma, è probabilmente la chiesa più antica della città. Come il duomo, venne eretta suoi resti di un tempio pagano, dedicato a Giove. La chiesa era forse dedicata in precedenza a San Donato, poi divenne la cappella degli Ugni, nobile famiglia devota a San Nicola, che la arricchirono nel XIII secolo e poi nel Settecento.
  • La chiesa di San Silvestro, di stile romanico, al centro di via Roma, ospita al suo interno mostre, convegni e concerti in seguito alla sconsacrazione negli anni sessanta. Secondo il Ranieri sarebbe sorta sopra un tempio romano, per il fregio del portale.
  • Il convento dei Cappuccini, fondato nel 1599, appena fuori le mura di Porta San Giovanni. Conserva un pregevole tabernacolo ligneo a tempietto scandito da colonnine tortili, in legno finemente intagliato, alla base dell'altare maggiore con la tela della Madonna Immacolata tra angeli e quattro santi cappuccini.
  • La chiesa di San Rocco, nata nel Settecento in seguito alla sopraelevazione di Santa Maria Maggiore, accessibile dall'arco di via Cavalieri.
  • La chiesa di Santa Maria del Carmine, in via Modesto della Porta, ricavata nel XIX secolo dall'ex monastero di San Pietro Celestino, la cui facciata ad arco con la torre si affaccia sulla strada. La chiesa si caratterizza per uno stile misto, eclettico, a cavallo tra neoclassicismo, neobarocco e liberty.
  • La chiesa di Santa Chiara, detta anche "della Madonna del Popolo", eretta nel 1220, si trova nella parte estrema settentrionale del centro; era parte di un grande complesso delle Clarisse, smantellato nel XIX secolo, con la realizzazione dei primi anni del Novecento della villa pubblica, presso l'ex orto delle monache, mentre il monastero veniva demolito per edificare delle case. La chiesa ha il portale neoromanico, rifatto da Felicetto Giuliante, e preziose tele, tra cui un "San Michele che scaccia Lucifero", opera di Donato Teodoro di Chieti.
  • La chiesa di San Donato, dedicata al patrono della città. Sorge fuori dal centro abitato, lungo la strada per Bocca di Valle; risale al XVIII secolo, e conserva la statua processionale.

Altre chiese

Via Modesto della Porta: i rimasugli del monastero dei Celestini
  • Ex chiesa e monastero di San Pietro Celestino: su via Modesto della Porta, dipendente dalla Badia Morronese di Sulmona, resta l'accesso del portale ogivale, con la relativa torre di guardia. Il monastero è stato demolito nel XIX secolo per edificare la chiesa del Carmine. Dell'orto resta il belvedere Santoleri, volto a Oriente.
  • Ex convento delle Clarisse: su via Roma, negli anni '70 vi è stato ricavato il Museo della Mostra dell'Artigianato Artistico Abruzzese.
  • Cappella di San Leone Papa: nella chiesa di San Francesco
  • Cappella della Madonna del Purgatorio: dietro l'altare maggiore della chiesa del Carmine
  • Chiesa della Santissima Addolorata: tra via San Francesco e vicolo Addolorata, fu realizzata nel 1733
  • Chiesa della Madonna del Rosario: su Piano del Rosario o Largo Garibaldi, posta accanto la cinta muraria di Porta del Vento.
  • Ex chiesa di Santa Maria del Riparo: è una cappella collegata al Duomo, situata sotto l'altare maggiore.
  • Ex chiesa della Natitvità di Cristo: è l'attuale Museo del Duomo di Guardiagrele, risalente al XII secolo, e fusa con la Cattedrale nella ricostruzione post sisma 1706.
  • Ex chiesa di Santa Maria del Popolo: in piazza Santa Maria Maggiore, conserva ancora la facciata barocca, è l'attuale sede della biblioteca civica "Teodoro Rosica".
  • Chiesa santuario della Madonna delle Grazie: chiesa rurale del XVII secolo, in contrada Anello
  • Chiesa della Madonna dei Sette Dolori: chiesa situata lungo la via per Bocca di Valle, in località Villa Majella.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La facciata di Palazzo Vitacolonna.
  • Casa Marini, antica sede della zecca, in via Cavalieri con vico Capocroce, fu realizzata durante il governo dei Durazzeschi alternatisi agli Angiò di Napoli (Carlo VIII e Ladislao): conserva un elegante chiostro e il portale di ingresso a ghimberga, con un motivo a sirena.
  • Palazzo Vitacolonna, principale edificio civile cittadino, in piazza Santa Maria Maggiore, del XVIII secolo, conserva la sala nobile affrescata, con il gruppo della "Leda e il cigno", ispirato alla mitologia greca classica.
  • Palazzo Elisii, di gusto barocco, situato in via Tripio.
  • Palazzo De Lucia, elegante palazzo in via Roma con un portale sormontato da busti maschili.
  • Palazzo Liberatoscioli, tra i pochi esempi di liberty a Guardiagrele, su via Modesto della Porta, in direzione della villa comunale.
  • Palazzo Montanari-Spoltore. Situato in via Tripio, vi soggiornò a lungo il pittore lancianese Federico Spoltore, che decorò l'edificio con tempere e tele.
  • Casa natale di Modesto Della Porta: si trova sulla strada omonima, allora prolungamento settentrionale di via Cavalieri, è poco distante dalla chiesa del Carmine. Vi nacque il poeta dialettale Modesto Della Porta, morto prematuramente nel 1938. Scrisse la raccolta di Ta-pù: lu trumbone d'accumpagnamente. La casa è un edificio modesto ottocentesco, con al piano terra una taverna dedicata alla celebre composizione.
  • Ruderi della casa natale di Francesco Paolo Ranieri: danneggiata gravemente dai bombardamenti del 1943, si trova su via Roma, lato sud, presso la chiesa di San Nicola. Vi nacque il celebre scrittore, storico e filologo, vissuto nell'Ottocento, morto nel 1899. Si conserva molto bene il chiostro signorile tardo settecentesco.
  • Palazzo Iannucci. Pregevole esempio di architettura civile seicentesca, si trova in via della Penna. Il suo prospetto, in pietrame misto, è arricchito da un portale a tutto sesto e da semplici finestre rettangolari.

Monumenti pubblici e scomparsi[modifica | modifica wikitesto]

Fonte di Rame
  • Fontana Marrucina o Fonte Nuova, composta da tre fornici in laterizio suddivisi da paraste in pietra. È riconducibile al XVIII secolo. Si trova fuori Porta San Giovanni, sulla via Fontenuova. L'acqua non è potabile
  • Fontana di Grele. Ridotta allo stato di rudere, presso il campo sportivo "Tino Primavera", risalirebbe al XVII secolo, anche se secondo alcuni, tra cui il Ranieri, risalirebbe al XIII secolo, subendo vari restauri nei secoli a seguire.
  • Fontana di Rame: in piazza Garibaldi, è stata realizzata nel 2010, ed è una celebrazione della tradizione popolare guardiese: la fontana come quelle monumentali ottocentesche, si erge su un piedistallo centrale, circolare, composto da varie gambe in ferro battuto, che sorreggono una grande vasca a vaso, da cui si erge un piccolo busto ottagonale, che rimanda alle sculture degli ostensori dell'orefice Nicola Gallucci (XV sec); da ogni lato di questo ottagono escono delle cannelle, che riempiono delle conche, simbolo per eccellenza della tradizione abruzzese, che si trovano nella vasca; oltre il busto pare una rosa circolare di riccioli in ferro battuto che sostengono la riproduzione dello stemma civico della città, con il leone rampante che sorregge il moto di tradizione federiciana GUARDIA PLENA BONIS FERT ARDUA SIGNA LEONIS.
  • Monumento alla Brigata Maiella: realizzato negli anni Novanta sullo slargo omonimo nella villa comunale, è una colonna con al centro due grandi rilievi in bronzo, che a motivi allegorici ricordano la sofferenza civile durante l'occupazione nazista.
  • Monumento a Modesto Della Porta: si trova sullo slargo omonimo nella villa pubblica, sopra un blocco in travertino è ritratto il busto dello scrittore, presso il blocco vi è un verso tratto dalle sue poesie dialettali

Giardini pubblici di Guardiagrele[modifica | modifica wikitesto]

Pensilina della villa comunale

La villa di Guardiagrele fu inaugurata nel 1933 sopra l'antico orto delle monache Clarisse, il cui monastero era stato smantellato nel XIX secolo, di cui si conserva oggi solo la chiesa di Santa Chiara, o della Madonna del Popolo. La villa e l'orto occupano una vasta parte del centro storico settentrionale, con un singolare affaccio panoramico sulla vallata sottostante, sulla Piana San Bartolomeo a est e a nord sulla vallata di Anello, e sulla piana dl Foto, di San Martino sulla Marrucina, consentendo una visuale anche di Chieti e in parte di Pescara, mentre a ovest si vede una porzione della Majella con i centri di Rapino e Pretoro.

La villa è composta di più giardini, uno dedicato a Modesto Della Porta, porta guardiese dialettale scomparso nel 1938, cui fu dedicato un monumento, l'altro giardino che ospita il parco giochi, un altro che ospita il Monumento ai caduti delle guerre, uno slargo ricavato dalla demolizione di una casa medievale danneggiata dalla guerra, dove si trova il Monumento alla Brigata Maiella, e infine la parte più storica della villa, che consta della storica pensilina realizzata in stile liberty gaudiano, da don Felicetto Giuliante, da cui delle cannelle fanno uscire l'acqua ad alimentare un sottostante stagno di anatre e tartarughe; una seconda parte del percorso della villa ha un piazzale con una fontana monumentale a vasca circolare, con al centro la grande cannella decorata da muschio, da cui sgorga l'acqua.

Un secondo principale giardino di Guardiagrele è la villa di Largo Garibaldi, che attornia il Torrione Orsini, composta prevalentemente da pini, e abbellita dal Monumento all'Alpino. L'area di passeggio venne realizzata negli anni '60, prima vi era solo il colle con la torre del castello.

Sacrario militare della Majella di Andrea Bafile[modifica | modifica wikitesto]

Sepolcro di Andrea Bafile

Si trova nella località Bocca di Valle, all'ingresso del percorso naturale per la cascata di San Giovanni. Andrea Bafile, nato a L'Aquila, Tenente della Marina Militare durante la Grande Guerra, morto nel 1918, fu sepolto dapprima a Ca' Gamba nei pressi di Jesolo, dal 20 settembre 1923, soprattutto per volere di Benito Mussolini, riposa ai piedi del massiccio della Majella. In questi anni era stato ricavato il sepolcro all'interno di una cavità naturale presso la roccia, la pietra è stata modellata dallo scultore guardiese don Felicetto Giuliante, il quale realizzò anche il sarcofago, mentre Basilio Cascella, insieme al figlio Michele, realizzava i pannelli istoriati in maiolica.

Al centro della cavità, dopo essere entrati da un cancello di ferro, ed aver percorso un tratto di gradinata con delle figura evocative, sempre opere di Cacsella, si trova il sepolcro in marmo bianco, coperto da una bandiera del Tricolore. Attorno dei pannelli in ceramica decorata in stile rapinese, rievocano i drammi della Grande Guerra, come il gruppo dell'Italia che reca una corona d'alloro, mostrando al cielo, dove l'anima di un caduto volteggia trasportata da un angelo alato: l'Italia è in vesti classico romane, posta tra altri personaggi che raffigurano gli Stati in guerra; un altro gruppo di maioliche mostra una Pietà, mentre le piastrelle quadrate che contornando il perimetro della tomba sono dipinte a motivi allegorici e geometrici, unitamente a cimeli appartenenti ai reparti delle unità navali della Marina Militare. In alto un quadro posizionato nelle vicinanze dell'altare, riporta la solenne motivazione dell'onorificenza al Valor Militare alla Memoria. Tante sono le testimonianze riportate in loco, degli equipaggi, che nel corso dei decenni si sono recati in visita alla tomba di Bafile: Nave Etna, Nave Ebano, Nave Gabbiano, Nave Spinone, Nave Aviere, Nave Impavido, Nave Fenice, Nave Urania.

L'esterno della grotta ha un grande lastrone con la scritta a caratteri cubitali incisa: FIGLI D'ABRUZZO / MORTI COMBATTENDO / PER L'ITALIA / E SEPOLTI LONTANO / TRA LE ALPI E IL MARE / LA MAIELLA MADRE / VI GUARDA E BENEDICE / IN ETERNO.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Porte e torri di Guardiagrele.
Porta San Giovanni
Il Torrione Orsini
  • La porta San Giovanni, o porta della Fiera. Fu ricostruita nel 1841 in forme più monumentali, dal gusto neoclassico, è il principalie accesso alla città da via Occidentale, accanto Torre Adriana.
  • La porta San Pietro, posta a fianco all'omonima torre, era l'arco di ingresso alla chiesa di San Pietro Celestino, inclusa nel monastero dei Padri Celestini, smantellati nel XIX secolo. Su via Modesto della Porta.
  • La porta del Vento o di Grele, unica dell'antica cinta muraria a conservare un aspetto medievale, si trova accabto la chiesa del Santissimo Rosario, in piazza Garibaldi.
  • Il torrione Orsini, emblema della città caratterizzato dalla sommità diroccata. È anche detto torrione Longobardo, poiché fu eretto nel IX secolo circa, sopra l'antico abitato romano di "Grele"; in seguito quando fu istituita la contea di Manoppello fu eretto un castello con delle mura, che occupava l'area della piazza Garibaldi, detto "piano Castello". Dal XVIII secolo al XIX secolo fu smantellato, e rimase solo la torre. Il nome della struttura si deve alla famiglia che dominò Guardiagrele dal 1340.
  • La torre Adriana, locata vicino alle botteghe artigiane di Porta della Fiera, caratterizzata da impianto cilindrico, alla base ospita una bottega di rameria, la parte di sopra è abitata.
  • La torre Stella, gemella della Torre Adriana, su via Occidentale, anch'essa è un'abitazione.
  • La torre San Pietro, in Via Modesto Della Porta, è la parte bassa del campanile del monastero di San Pietro Celestino. Alla sua base si trova un portale tardogotico, piuttosto deteriorato.
  • La torre del Gastaldo, situata in via San Francesco. Fu la dimora del gastaldo longobardo, si caratterizza per l'aspetto grezzo e tozzo, volto solo ad essere una fortificazione semplice, ma anche una dimora del signore della città.

Altre torri e porte, scomparse o demolite, erano Porta di Luzio ad oriente, di cui resta il toponimo della via, demolita per la costruzione della scuola elementare "Modesto della Porta", porta San Giacomo, provvista di due torri di controllo, distrutta negli anni '50 per allargare la strada di accesso a via Occidentale, resta solo il toponimo della via, poi la torre della Casa Rossa, che si trovava nell'area di piazzetta Brigata Maiella, e infine Torre dell'Acquedotto, distrutta dai nazisti, e ricostruita con la pietra locale. La torre in fotografie pre-guerra, mostrava elementi ornamentali di merlature e beccatelli tipici dell'architettura dei castelli degli Orsini, somiglianti ai castelli di Celano, di Avezzano e Balsorano.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Comino (necropoli): si trova presso questa contrada guardiese, andando verso Bocca di Valle. La necropoli è stata scoperta da don Filippo Ferrari di Guardiagrele, curato e antiquario, nel 1913. Essa si trova al confine tra i i due centri uniti di Comino Bassa e Raselli, lungo la strada che va per la chiesa di San Giuseppe.

Trattasi di una necropoli con oltre 54 tombe che spaziano in un periodo di tempo compreso tra il X secolo a.C. ed il II secolo a.C. Sono stati trovati, inoltre, vari corredi funebri tipo una spada italica con fodero, una punta di lancia, una fibula, un rasoio, un bracciale e dei vasi, mentre per i corredi femminili sono stati trovati gioielli tipo perle in pasta vitrea e qualche anello di bronzo. La zona era sita alla frontiera fra i Marrucini ed i Carecini. Le tombe femminili erano separate da quelle maschili. Le sepolture erano a circolo sotto un tumulo di pietre. Il periodo che spazia dall'VIII al VI secolo a.C. è caratterizzato da tombe a tumulo, mentre il periodo che spazia dal V al III-II secolo a.C. è caratterizzato da tombe a fossa.[3]

Le opere scultoree di maggior pregio, sono state portate dal 1913 da don Ferrari nell'ex palazzo municipale di Guardiagrele, accanto il convento di San Francesco d'Assisi. La sala espositiva è divenuta l'attuale Museo archeologico "Don E. Ferrari".

Altre aree archeologiche, documentate nella mostra archeologica "don Filippo Ferrari", dove si è scavato negli anni '90, 200 e 2010, sono Piano La Torre, presso Villa San Vincenzo e Piano Venna, nel comune di Orsogna.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Dal 1993 al 1996 il numero degli emigrati è diminuito[13], tornando a salire dal 1997 e superando il numero degli immigrati negli anni 97-98. Dopo un periodo di calo, l'emigrazione è tornata a incrementarsi (parallelamente all'immigrazione) dal 2005.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto di Guardiagrele fa parte del dialetto abruzzese di tipo chietino occidentale, caratterizzato dall'isocronismo sillabico completo: infatti la pronuncia delle vocali è sempre chiusa in sillaba libera, cioè terminante per vocale ("bé-ne", "có-sa"), e sempre aperta in sillaba complicata, cioè terminante per consonante ("dèt-to", "mòl-to"). A diretta conseguenza di questo fenomeno, il timbro della "a" per effetto di metafonesi da -i finale diviene "e", la quale assume suono chiuso o aperto in base alla sillaba (lu canë, lë chénë, ma lu pannë, "il panno", ma lë pènnë, "i panni"). L'isocronismo sillabico completo è presente anche a Chieti, Casalincontrada, Roccamontepiano, e, vicino Guardiagrele, a Pretoro, San Martino sulla Marrucina, Orsogna, Pennapiedimonte e Fara San Martino.

Il dialetto guardiese presenta poi una serie di frangimenti vocalici particolari, che però sono in regresso presso le generazioni più giovani: "ò" per "é" chiusa (mòssë per "messo-a", per "te"), "æ" per "à" (pænë per "pane"), "ù" per "ó" chiusa (sùttë per "sotto", cëpùllë per "cipolla"), ed "ió" per "u" (tió per "tu").

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2010 la presenza straniera nel comune si attestava a 552 unità[14], mantenendosi, in termini di percentuale, inferiore a quella nazionale ma superiore a quella provinciale, pari al 4,6%, contro il 5,8 di Guardiagrele[15]. Al 31 dicembre 2008 i cittadini stranieri presenti a Guardiagrele ammontavano a 515, di cui 240 maschi e 275 femmine, le nazionalità più rappresentate sono[16]:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il chiostro di San Francesco

I santi patroni della cittadina sono San Donato d'Arezzo festeggiato il 7 agosto e San Nicola Greco la terza Domenica di Maggio. Nella chiesa di San Francesco sono conservate le reliquie di San Nicola Greco, morto tra il 1009 e il 1012. Le parrocchie fanno parte dell'arcidiocesi di Chieti-Vasto, che ha sede nel capoluogo provinciale.

Per molti secoli Guardiagrele ha ospitato una numerosa comunità ebraica[17]. Nel periodo nazi-fascista molti ebrei, provenienti anche dalla Germania, furono internati nell'odierna Via Ghetto. Nel punto in cui essi si riunivano a pregare l'amministrazione comunale ha posto una lapide commemorativa del Giorno della Memoria[18].

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Presidio Ospedaliero "SS. Immacolata", fa parte dell'ASL Chieti. Dispone di 116 posti letto[19].
  • Nel comune è sita la sede legale del parco nazionale della Majella[20].
  • Teatro del Giardino: principale sede teatrale di Guardiagrele, in via Alcide Cervi.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale "Teodoro Rosica",[21]. È situata nei locali dell'ex cappella della Madonna del Popolo[22].

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti 7 scuole dell'infanzia (1 privata convenzionata con il comune), 4 scuole primarie, 1 scuola secondaria di primo grado, 3 scuole secondarie di secondo grado ovvero un Liceo Scientifico un Istituto Tecnico settore Economico (Amministrazione, finanza e marketing) e un Istituto Tecnico settore Biotecnologie sanitarie. Le scuole secondarie di primo e secondo grado sono unite sotto il nome di Omnicomprensivo Nicola da Guardiagrele.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo del costume e della tradizione della nostra gente
  • Museo del duomo "don Domenico Grossi": situato all'interno della Cattedrale, accessibile dall'ingresso meridionale, ospita opere in gran parte provenienti dal duomo, come un antifonario, la ricostruzione del Crocifisso di Nicola Gallucci, il gruppo originale dell'Annunciazione, che stava presso il portale maggiore della cattedrale, e altri paramenti liturgici.
  • Museo archeologico "don Filippo Ferrari": ospitato nell'ex convento di San Francecso, ospita la collezione dei ritrovamenti della necropoli di Comino
  • Antiquarium medievale "Antonio Cadei": aperto nel 2018, accanto il museo civico archeologico, ospita il materiale scultoreo e architettonico proveniente dalle principali chiese della città: il Duomo, San Francesco e San Nicola di Bari.
  • Museo dell'artigianato artistico abruzzese: si trova su via Roma, presso un ex convento delle Clarisse, ogni anno è sede della Mostra dell'Artigianato artistico Abruzzese, una mostra estiva che accoglie tutti prodotti della tradizione antica abruzzese, come l'oreficeria, la scultura su pietra della Majella, le ceramiche di Castelli e Rapino, miste a nuove sperimentazioni d'arte, spesso esposte dagli studenti degli istituti d'arte dell'Abruzzo.
  • Museo del Costume e della Tradizione Popolare: ospitato nel palazzo comunale, ricavato dall'ex monastero francescano, è accessibile dal chiostro conventuale e ospita materiale originale e di ricostruzione della vita quotidiana locale.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Vari utensili in rame, fra i quali una brocca con manico e beccuccio, varie conche e un piatto con paesaggio.
Oggetto artistico in ferro battuto.

Lo sviluppo dell'attività artigianale, incentrata principalmente nella lavorazione di metalli più o meno nobili, è legato a vari fattori protrattesi fino alla metà del XX secolo. Necessità di autosufficienza per la difficoltà degli scambi commerciali in luoghi montani, apertura a influssi esterni e desiderio da parte delle famiglie benestanti di possedere oggetti di lusso per affermare il proprio prestigio sociale portarono allo sviluppo di un artigianato considerato tra i più rappresentativi della regione[23].

Frammento in argento della Croce astile di Santa Maria Maggiore (Duomo), realizzata da Nicola da Guardiagrele (1431)

Da una parte la città, al livello architettonico, conserva gran parte del patrimonio gotico del XIII, XIV secolo (la facciata del Duomo, la Casa Marini, la facciata di San Francesco d'Assisi e di San Nicola di Bari), mostrando anche per la ricostruzione post-sisma 1706 un'interessante accostamento e interpretazione dell'arte napoletana, visibile soprattutto negli interni delle principali chiese e nel Palazzo Vitacolonna, passando poi per l'eclettismo liberty-neoclassico del Novecento (Palazzo Elisii-Liberatoscioli); dall'altro Guardiagrele nel Medioevo fu un importante centro dell'arte orafa. Mentre nel XII-XIII secolo fioriva la bottega dei maestri Nicodemo, Roberto e Ruggero, che realizzarono in Abruzzo gli amboni delle principali abbazie, come quelle di San Clemente a Casauria, San Pelino, San Liberatore alla Majella, Santa Maria Arabona, Santa Maria Assunta di Bominaco, mostrando una ricercatezza del particolare e dell'abbondanza di motivi floreali e interpretazioni personali delle scene bibliche e dei santi; nel XIV-XV secolo Guardiagrele divenne insieme a Sulmona uno dei principali centri abruzzesi per la presenza di botteghe di orafi, che continuano ad esistere tutt'oggi.

Un traguardo importante la città lo raggiunse con il personaggio Nicola Gallucci (o Nicola da Guardiagrele (metà XIV sec, morto nel 1462 ca.), che interpretò l'arte gotica abruzzese avvalendosi della conoscenza del tardo gotico internazionale, e della prima fase del Rinascimento, ispirandosi alle opere di Lorenzo Ghiberti, soprattutto per la Croce astile di Santa Maria Maggiore (1422) a Lanciano e per l'Antependium del Duomo di Teramo (1433-48). A Guardiagrele si conservano i frammenti ricostruiti della Croce astile di Santa Maria Maggiore, realizzata nel 1431, che già presenta i caratteri rinascimentali che si rifanno alla personale rielaborazione di Nicola del tardo gotico, con la mediazione del Ghiberti.

Particolare del gruppo dell'Annunciazione, di Nicola Gallucci (XV sec), Museo del Duomo

Il ferro battuto e il rame[modifica | modifica wikitesto]

La lavorazione del ferro battuto, originariamente nata per rispondere a esigenze concrete, è attualmente ampiamente praticata in forma artistica. Non meno antica della lavorazione del ferro battuto è quella del rame, i cui pezzi trovano esposizione presso Porta San Giovanni. Nel tempo sono stati sviluppati dai ramai dei gerghi di mestiere esclusivamente guardiesi, unico caso nella regione Abruzzo, che dimostra il radicamento nel borgo di tale attività. Oggi questa forma di artigianato è in forte declino[24], sostituita dalla lavorazione industriale. Il tipico motivo decorativo consiste nella linea greca romana, una linea spezzata ininterrotta, costituita da segmenti perpendicolari e paralleli ad alternanza. Essa è ottenuta battendo col martello il manufatto posto su un supporto, il palanchino. Alcuni violenti terremoti, in particolare quello del 1706, costrinsero alla modifica o alla ricostruzione di numerosi palazzi e chiese, adattati allo stile architettonico del tempo. Una simile conseguenza ebbe anche la seconda guerra mondiale, che ha recato molteplici danni al patrimonio architettonico cittadino, e i cui danni sono ancora evidenti.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Ancora oggi, nel paese è viva la tradizione pasticciera (con i Tre monti o Sise delle monache). La tradizione vuole che questi dolci venissero prodotti dalle monache clarisse di Guardiagrele, le quali si vestivano con un ampio reggiseno ravvolto, che sembrava mostrare tre seni sul petto, da cui la diceria delle "tre sise". Su via Roma in città esistono due pasticcerie storiche che vendono tale prodotto.

Altri prodotti guardiesi sono la chitarra, il miele, i formaggi, la "Frollatura" prodotta in contrada Caprafico, quanto al vino si produce il Trebbiano, mentre per i dolci, soprattutto in vista del Natale, si realizzano le pizzelle e la pasta mandorla.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Gabriele d'Annunzio

«Guardiagrele, la città di pietra, risplendeva al sereno di maggio. Un vento fresco agitava le erbe su le grondaie. Santa Maria Maggiore aveva per tutte le fenditure, dalla base al fastigio, certe pianticelle delicate, fiorite di fiori violetti, innumerevoli cosicché l'antichissimo Duomo sorgeva nell'aria cerulea tutto coperto di fiori marmorei e di fiori vivi.»

(Gabriele D'Annunzio ne Il trionfo della morte[25])
Antifonario III della Cattedrale, Museo del Duomo

Prima del Novecento Guardiagrele non ha visto grandi personalità letterarie.

La città di Guardiagrele è stata scelta da Gabriele d'Annunzio come prima ambientazione abruzzese del suo romanzo Il trionfo della morte (1894), seguita da Fossacesia, Casalbordino e San Vito Chietino. Nella città montana, il protagonista del romanzo dannunziano, Giorgio Aurispa di origini nobili (D'Annunzio inserisce lo stemma nobiliare nel lastrone degli stemmi della Cattedra,e benché il cognome si di fantasia del poeta) si reca in città per assistere al funerale del caro zio Demetrio, l'unico componente del casato che ha veramente amato, dal momento in cui suo padre ha abbandonato il tetto coniugale per sperperare il denaro rimastogli con una prostituta. Giorgio nella città trova conforto solo nella sua artisticità e negli antichi palazzi medievali, in particolare il complesso della Cattedrale di Santa Maria Maggiore, ben descritto nelle pagine del romanzo, D'Annunzio rievoca anche la figura di Nicola Gallucci, il quale avrebbe realizzato per la famiglia Aurispa un Crocifisso in argento dorato. Anche il gruppo montuoso della Majella è ben celebrato, tanto che "la città di pietra" è una frase che ricorre in alcune lastre commemorative situate a Guardiagrele, l'una a porta San Giovanni, l'altra sulla torre dell'Acquedotto.
Tuttavia nella storia la bellezza ieratica della città e dell'arte è contrapposta alla bruttezza della gente che la popola. Giorgio contempla lo stato miserevole dei paesani di Guardiagrele, avvolti nella povertà e nelle loro superstizioni contro il male e la cattiva sorte, e trova rifugio solo nella solenne e potente massa della Majella, che sorveglia la piccola città sul colle. Giorgio non ritornerà più a Guardiagrele, e lascerà la sua famiglia in malora, essendo troppo debole per risollevare le sorti dei parenti corrotti, e andrà al mare, con la sua amante Ippolita, ad affittare una riviera a San Vito.

Nella letteratura, la città tuttavia è famosa per il "Premio Modesto Della Porta" in ricordo del poeta dialettale, che nel 1933 pubblicò la raccolta in versi: Ta-Pù, ossia il suono del trombone, poiché nelle poesie si parla delle vicende di paese semi-autobiografiche di un suonatore di banda, che con descrizioni malinconiche realistiche della vita umile di paese, con battute di spirito e pensieri filosofici schietti riesce a comunicare la vitalità della società locale. La raccolta rappresenta ancora oggi gran parte della società popolare guardiese, dato che l'autore si ispirò ai personaggi frequentati durante le sue frequentazioni delle osterie.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'assetto del centro cittadino segue la conformazione del territorio, articolandosi da sud a nord lungo strade parallele unite da vicoli. I principali assi stradali sono rappresentati da Via Roma, il corso principale, che unisce la piazza del Piano a Via San Giovanni, oltre che Via Tripio e Via Cavalieri. L'abitato è poi delimitato dalle vie Occidentale ad ovest, ed Orientale ad est. Negli ultimi decenni si sono sviluppati nuovi centri residenziali e commerciali verso nord, attorno alla Strada Marrucina, fino alla strada statale 81 e verso sud-ovest, in direzione Bocca di Valle.

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Via Roma, veduta della chiesa di San Nicola

Lo sviluppo del centro storico è avvenuto interamente su una collina che, dalla parte meridionale rivolta verso la Majella, digrada in pendenza verso nord e i cui lati, sia verso oriente che verso occidente, sono notevolmente scoscesi. Questo ha fatto sì che l'agglomerato urbano fosse interamente contenuto all'interno della cinta muraria, che, nonostante non sia più fisicamente presente, è ancora individuabile. Nell'odierno tessuto urbanistico sono ancora rintracciabili le varie fasi dell'espansione dell'abitato, fatta eccezione per quelle antecedenti il XIII secolo, per cui ci si deve attenere alle tradizioni locali. A partire dal IX secolo avrebbe iniziato la sua espansione l'abitato sulla parte più alta del promontorio, estendendosi dal presidio longobardo (la cui esistenza non è però certa) alle chiese di San Nicola e San Silvestro, lungo Via Roma (anticamente Via Grande), che taglia in due la città, sino ad arrivare al rione Santa Chiara o San Giovanni. Nel corso del Duecento si delinea con maggiore chiarezza l'aspetto urbanistico, dovuta all'ampliamento della chiesa di Santa Maria Maggiore. Si consolidarono infatti i nuovi centri di potere: quello religioso, intorno all'odierno duomo, quello economico, intorno al mercato, presso la chiesa di San Francesco e quello militare attorno alla rocca.

Largo Garibaldi[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuta anche come Il Piano, è la piazza più ampia di Guardiagrele. Si trova sulla parte più alta della collina. La sua superficie è normalmente adibita a parcheggio, ma ospita anche mercati e feste cittadine. L'area è delimitata a sud-ovest da una pineta, installata negli anni cinquanta, dentro il quale è posto il Torrione Orsini. L'area infatti, come la si vede oggi, è stata ricavata dalla demolizione delle mura dell'antico castello nella metà del XIX secolo, quando era detta "piano Castello" o "Piano del Rosario", per la presenza della chiesetta del Santissimo Rosario. L'area è stata ampiamente riqualificata negli anni '60, e poi nei primi anni 2000, con la realizzazione di un percorso pedonale a piastrelle, con l'iscrizione del motto dello stemma civico di Guardiagrele, e dal monumento della Fontana di Rame.

Piazza Santa Maria Maggiore[modifica | modifica wikitesto]

La zona circostante piazza Santa Maria Maggiore, piazza centrale del paese, si delineò nel Duecento, quanto ebbe luogo la prima fase di ampliamento della chiesa omonima. In precedenza era l'area periferica, il centro principale era il nucleo meridionale che partiva dal piano del Rosario con il torrione Orsini, e terminava proprio presso questa piazza, che era area cimiteriale. Oggi la piazza è spartiacque tra la zona vecchia di Grele a sud, e la zona nuova dei feudi di San Francesco e Santa Chiara.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Esterno del Sacrario.
La tomba di Bafile.

Anello, Bocca di Valle, Caporosso, Caprafico, Cerchiara, Colle Barone, Colle Luna, Colle Spedale, Comino, Melone, Piana San Bartolomeo, Piano delle Fonti, San Biase, San Domenico, Colle Bianco, San Leonardo, Santa Lucia, Sciorilli, Tiballo, Villa San Vincenzo, Voire.

Tra queste le più antiche sono Castello di Comino, sorto sopra una necropoli italica scoperta nel 1913, Villa San Vincenzo e Sant'Angelo in Trifinio (ossia "Tre Confini"), tuttavia già scomparso nel XVIII secolo. Altra frazione storica, a confine con Casoli, è La Roma, sotto cui si trovano le rovine della città carricina di Cluviae.

Tra le frazioni più grandi ci sono Villa San Vincenzo, che negli anni 60 firmò anche una petizione per divenire comune autonomo, consta dell'edificio delle Poste, di una farmacia, della parrocchia dei Santi Silvestro e Vincenzo, e Piana San Bartolomeo. Altra frazione molto estesa è Piano delle Fonti, che possiede anche un asilo per gli infanti.

Bocca di Valle[modifica | modifica wikitesto]

Posta all'interno del parco nazionale della Majella, è nota per ospitare il Sacrario militare in onore dei caduti abruzzesi in tutte le guerre, opera di Felice Giuliante. La grotta artificiale in cui esso è situato, completamente scavata nella roccia, accoglie dal 1923 le spoglie del Tenente di Vascello Andrea Bafile, originario della provincia dell'Aquila e caduto in guerra sul Piave nel corso della prima guerra mondiale. All'esterno della grotta venne scolpito un epitaffio dettato da Raffaele Paolucci. All'interno ci sono l'ara scolpita da Felice Giuliante[26] e le pareti ornate da pannelli in ceramica realizzati da Basilio e Tommaso Cascella, raffiguranti la Pietà, l'Eroe del mare e l'Eroe della montagna[27].

Bocca di Valle è inoltre punto di partenza per numerose escursioni nel parco della Majella, fra cui la passeggiata alla cascata di San Giovanni e la salita alla Piana della Civita; è inoltre possibile raggiungere la località Piana delle Mele, un'area turistica puntellata da pini neri di rimboschimento.

Caprafico[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Caprafico, distante 4,59 km dal centro di Guardiagrele, sorge a 402 m s.l.m. e vi risiedono 220 abitanti. Essa possiede la caratteristica di essere divisa fra più comuni: Guardiagrele, Casoli, Palombaro e Pennapiedimonte[28]. È tra le frazioni più grandi di Guardiagrele, insieme a Villa San Vincenzo e Piana San Bartolomeo, era in passato dotata di una scuola elementare, riutilizzata negli anni 2000 come parrocchia provvisoria del paese, in attesa della costruzione di una nuova chiesa, come voluto dal parroco don Nicola, della cattedrale di Santa Maria Maggiore. La chiesa dovrebbe essere dedicata a Maria Santissima Assunta.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Campagne della frazione di San Biase

L'agricoltura è una voce importante per l'economia guardiese. Nella fascia pedemontana fiorenti sono le coltivazioni di ulivo e di vite. Le principali cultivar di olivo presenti sul territorio sono il Gentile di Chieti, il Leccino e l'Intosso. La produzione di olio vanta inoltre la Denominazione di origine protetta "Colline Teatine"[29]. Altre coltivazioni sono i cereali e i legumi, in particolar modo verso Casoli e Lanciano. La vitivinicultura ha subito negli ultimi anni un'inarrestabile crescita sia per qualità che per quantità, con produzioni d'eccellenza quali il Montepulciano e il Trebbiano d'Abruzzo. Altra voce del settore primario particolarmente rilevante è l'apicoltura, grazie alla notevole varietà di specie arbustive, floreali ed arboree[30].

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

L'artigianato vanta un'antichissima tradizione a Guardiagrele, che si distingue nella lavorazione del ferro battuto, del rame, dei metalli preziosi e nella produzione di mobili rustici.[31] A partire dal 1970 nella città si tiene ogni anno, nel periodo dal 1º al 20 agosto, la mostra dell'artigianato artistico abruzzese[32].

Industria[modifica | modifica wikitesto]

L'area industriale di Piano Venna.

La conformità del territorio guardiese non favorisce lo sviluppo industriale, a cui si aggiunge il problema della lontananza dalle infrastrutture principali. È presente tuttavia un piccolo agglomerato industriale in località Piano Venna, tra Guardiagrele e Filetto, dove sono situate alcune aziende operanti principalmente nei settori metalmeccanico e conciario[33]. Recentemente l'amministrazione comunale ha proposto la realizzazione di una bretella strale per rilanciare Piano Venna, collegandola alla ex statale 538 Marrucina[34]. Ad offrire posti di lavoro nel campo industriale sono le società della vicina e ben più grande zona industriale di Atessa.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Un settore che sicuramente acquista sempre più importanza è quello del turismo, grazie al patrimonio artistico-culturale e naturale della città. Guardiagrele fa infatti parte del parco nazionale della Majella e si trova in prossimità della località sciistica di Passolanciano-Majelletta. Da Bocca di Valle partono inoltre numerosi sentieri per la montagna, di cui il più noto conduce alla cascata di San Giovanni[35]. Ad attrarre visitatori contribuisce anche la mostra dell'artigianato artistico abruzzese, che si tiene annualmente dal 1° al 20 agosto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Guardiagrele, per la sua posizione geografica, non è attraversata da rilevanti infrastrutture. La principale arteria stradale è la strada statale 81 Piceno Aprutina, che collega Ascoli Piceno a Casoli, passando per Teramo, Penne e Chieti.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Guardiagrele.

Sino al 1982 il territorio di Guardiagrele era servito dalla ferrovia Sangritana, attraverso la tratta Ortona Marina-Crocetta[36]. La ferrovia consentiva le comunicazioni con Ortona (e quindi con la linea adriatica), Lanciano ed i comuni della valle del Sangro. La sua presenza ha inoltre rappresentato un importante elemento per lo sviluppo socio-economico del territorio[37]. Le stazioni presenti erano quelle di Guardiagrele (in località Melone) e di Villa San Vincenzo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Eugenio Marchesini Lista Civica Sindaco [38]
28 aprile 1997 20 novembre 2004 Franco Caramanico L'Ulivo (1997-2001)
Lista Civica (2001-2005)
Sindaco [39][40][41]
5 aprile 2005 29 marzo 2010 Mario Palmerio Lista Civica di Centro-sinistra Sindaco [42]
30 marzo 2010 31 maggio 2015 Sandro Salvi Lista Civica Progetto per Guardiagrele Sindaco [43]
1º giugno 2015 in carica Simone Dal Pozzo Lista Civica di Centro-sinistra Guardiagrele il Bene in Comune Sindaco [1]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Guardiagrele, i cui colori sociali sono il granata ed il blu. Ha raggiunto la serie D nel 2004.

La squadra di pallavolo è la Cordigeri Volley, che partecipa annualmente ai campionati giovanili (under 16, under 14, under 18 femminile e under 14 maschile) e ai campionati provinciali (prima e seconda divisione). Nella stagione 2004-2005 la squadra ha giocato in serie D, per poi subire nuovamente la retrocessione in prima divisione. La prima squadra femminile ha gareggiato in serie D nell'anno 20162017

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Tuttitalia, https://www.tuttitalia.it/abruzzo/45-guardiagrele/. URL consultato il 21 novembre 2018.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2019.
  4. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Guardiagrele", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  5. ^ Mostra dell'artigianato, su comune.guardiagrele.ch.it. URL consultato il 20-07-2010 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2006).
  6. ^ Guardiagrele torna nel club dei Borghi più belli d'Italia, Il Centro. URL consultato il 21 aprile 2016.
  7. ^ Rischio Sismico Rischio sismico, su zonesismiche.mi.ingv.it. URL consultato il 13-06-2010.
  8. ^ Altimetria, su comuni-italiani.it. URL consultato il 23-07-2010.
  9. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA.
  10. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani, su confedilizia.it. URL consultato il 24 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2010).
  11. ^ Santa Maria Maggiore, Comune di Guardiagrele. URL consultato il 6 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2007).
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ L'emigrazione e l'immigrazione[collegamento interrotto], Comune di Guardiagrele. URL consultato il 18 dicembre 2010.
  14. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 1º gennaio 2010, Istituto nazionale di statistica, 2010. URL consultato il 17 dicembre 2010.
  15. ^ Bilancio demografico al 1º gennaio 2010, Istituto nazionale di statistica, 2010. URL consultato il 17 dicembre 2010.
  16. ^ Dati ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato l'11-10-2010.
  17. ^ Flacco Guardiagrele, p. 12.
  18. ^ Comunità ebraica, su guardiagreleweb.net. URL consultato il 13-03-2011.
  19. ^ Ospedale SS. Immacolata
  20. ^ Parco nazionale della Majella Archiviato il 22 agosto 2010 in Internet Archive.
  21. ^ Biblioteca [collegamento interrotto], su comuniecitta.it. URL consultato il 17-07-2011.
  22. ^ Flacco Guardiagrele - Guida storico-artistica alla città e dintorni, p. 28.
  23. ^ Flacco Guardiagrele - Guida storico-artistica alla città e dintorni, p. 106.
  24. ^ Flacco Guardiagrele - Guida storico-artistica alla città e dintorni, pp. 109-110.
  25. ^ Il trionfo della morte (PDF)[collegamento interrotto], liberliber.it. URL consultato il 21 luglio 2010.
  26. ^ Alfredo Fiorani, “L’immortalità delle vittime. Gli abruzzesi alla Grande Guerra”, Martinsicuro 2015, Ed. Di Felice.
  27. ^ Flacco Guardiagrele, pp. 100-101.
  28. ^ Caprafico Caprafico, su italia.indettaglio.it. URL consultato l'11-09-2011.
  29. ^ Flacco Guardiagrele, p. 132.
  30. ^ Flacco Guardiagrele, p. 136.
  31. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 18.
  32. ^ Flacco Guardiagrele, pp. 120, 140.
  33. ^ Industria, su abruzzoweb.it (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2010).
  34. ^ Piano Venna, su ilcentro.gelocal.it. URL consultato il 26-03-2011.
  35. ^ Flacco Guardiagrele, p. 144.
  36. ^ http://www.ilmondodeitreni.it: La ferrovia Crocetta - Ortona - Marina di Ortona
  37. ^ Ferrovia Adriatico Sangritana - L'industrializzazione della Val di Sangro
  38. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 6 giugno 1993, su elezionistorico.interno.it.
  39. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 27 aprile 1997, su elezionistorico.interno.it.
  40. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 maggio 2001, su elezionistorico.interno.it.
  41. ^ Decaduto in quanto eletto al Consiglio Regionale dell'Abruzzo. Fonte: Gazzetta Ufficiale, Serie n. 32 del 9 febbraio 2005, Decreto presidente della Repubblica 18 gennaio 2005, su gazzettaufficiale.biz.
  42. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 3 aprile 2005, su elezionistorico.interno.it.
  43. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 28 marzo 2010, su elezionistorico.interno.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Lazari: Zecche e monete degli Abruzzi: Guardiagrele, Venezia, 1858.
  • Simonluca Perfetto, Su di un introvabile cavallo della zecca di Manoppello restituito alla zecca di Guardiagrele, Edizione dell'Associazione culturale collezionisti Abruzzesi, Pescara giugno 2010
  • Elsa Flacco, Lucio Taraborrelli; Rossana Torlontano, Guardiagrele - Guida storico-artistica alla città e dintorni, Pescara, CARSA Edizioni, 2000, ISBN 88-85854-93-1.
  • Elsa Flacco, Lucio Taraborrelli; Mario Palmerio, Guardiagrele - Storia Arte Cultura, Pescara, Zip Adv, 2006, ISBN 88-901613-1-0.
  • Viviana Tagliaferri, Abruzzo, Frosinone, SD Editore, 2008, ISBN 978-88-89871-14-0.
  • Ireneo, I Castelli d'Abruzzo, Roma, Newton Compton Editori, 2006, ISBN 88-541-0677-1.
  • Guardiagrele, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 10, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 8-20, SBN IT\ICCU\TER\0031819.

Pablo Dell'Osa, «Il Tribunale speciale e la presidenza di Guido Cristini 1928-1932», Mursia, Milano 2017.

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