Corpo del genio navale

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Corpo del genio navale
Corpo del Genio Navale.svg
Stemma del genio navale della Marina Militare
Descrizione generale
Attiva 1861
Nazione Italia Italia
Servizio Ministero della Difesa, Marina Militare
Tipo Marina Militare
Ruolo Corpo tecnico della Marina
Patrono Santa Barbara, patrona della Marina Militare
Comandanti
Ammiraglio ispettore capo Stefano Tortora

[senza fonte]

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Il Corpo del genio navale (abbreviato GN), è uno dei sette corpi della Marina Militare i cui più noti esponenti sono stati Benedetto Brin[1], Vittorio Cuniberti, Raffaele Rossetti, Teseo Tesei.

Così come tutti i corpi della Marina, salvo il Corpo equipaggi militari marittimi (CEMM), esso è costituito unicamente da ufficiali, provenienti, per la maggior parte, dai Corsi normali dell'Accademia Navale di Livorno oppure, in alcuni casi, selezionati da concorsi. La laurea prevista per gli ufficiali dei ruoli normali in accademia è quella in ingegneria navale (3+2). Il Corpo del genio navale è retto da un ammiraglio ispettore capo.

Compiti[modifica | modifica wikitesto]

Il Genio navale è preposto al mantenimento e allo sviluppo del materiale navale della Marina Militare. A tal fine gli ufficiali del Genio navale prestano servizio sia in qualità di ufficiali di macchina imbarcati sulle unità navali, sia nel personale dirigenziale degli enti tecnici della Marina, in special modo gli Arsenali Navali. A bordo l'ufficiale svolge compiti di responsabilità riguardanti la propulsione, la generazione di energia elettrica, lo scafo, la sicurezza e tutti gli impianti non elettronici di bordo. A terra si hanno invece compiti di supporto negli arsenali per le navi ai lavori, di aiuto alla progettazione di nuove unità e di responsabilità in ambiente tecnico.

Il corpo del genio navale è famoso per i mezzi da incursione, subacquei e non, inventati dagli stessi ufficiali (SLC o "maiali", "grilli", MAS, ...). A partire dal 1° gennaio 2017 in seguito all'unificazione del Corpo delle armi navali con il Corpo del genio navale le armi navali costituiscono una specialità del Genio Navale, che si articola pertanto nelle seguenti specialità:che [2]

  • Specialità genio navale
  • Specialità genio infrastrutture
  • Specialità armi navali

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia del Corpo del genio navale è iniziata subito dopo la proclamazione del Regno d'Italia, quando con la nascita della Regia Marina, l'allora ministro della Marina Cavour, istituì il corpo del Genio Navale, potenziando il già esistente "Corpo degli Ingegneri Costruttori Navali della Real Marina". Al corpo del Genio Navale vennero assegnati con R.D. 1 Aprile 1861 "compiti di studio e progettazione di macchine e scafi". Il corpo, con R.D. 9 dicembre 1866 n°3486 assunse lo status militare. La condotta delle macchine veniva affidata ad un "Corpo di Ufficiali Macchinisti", provenienti dai sottufficiali, iscritti in un ruolo aggregato al corpo di Stato Maggiore. La funzione di raddobbo e riparazione degli scafi e degli apparati motori veniva invece affidata agli "Ufficiali di Arsenale", inquadrati in un ruolo a parte, anch'esso aggregato al corpo di Stato Maggiore.

Con l' "Ordinamento Brin" (legge 3 dicembre 1878, n° 4610) il corpo dei Macchinisti veniva aggregato, con ruolo a parte, al corpo del Genio Navale, mentre gli Ufficiali di Arsenale venivano trasferiti in un "Corpo civile tecnico". Nel 1913 venne ripristinata la situazione organica precedente, aggregando nuovamente gli Ufficiali Macchinisti al corpo di Stato Maggiore. Nel 1924 con l'Ordinamento "Tahon di Revel"), gli Ufficiali Macchinisti vennero staccati dallo Stato Maggiore e costituirono il "Corpo degli Ufficiali per la Direzione di Macchine". Nel 1926, infine, con l'Ordinamento "Mussolini" in seguito alla legge 8 luglio 1926 n° 1178, il corpo degli Ufficiali per la Direzione di Macchine venne sciolto e, previa l'acquisizione della laurea in ingegneria navale e meccanica, veniva fuso nel corpo del Genio Navale, che veniva pertanto ad accentrare, le funzioni di progettazione e di condotta degli apparati motori e ausiliari a bordo delle navi. Tale ordinamento, con le opportune e necessarie varianti che hanno tenuto conto dei cambi organizzativi della Marina, è tuttora in vigore e fissa, all'art. 27, i compiti assegnati al Corpo.

Il Corpo del genio navale ha avuto una rilevante importanza nello sviluppo sociale, industriale e tecnologico dell'Italia, l'ideazione e la progettazione di navi da guerra di varie categorie e dimensioni, ovunque apprezzate e già nel 1890, la flotta della Regia Marina era la terza del mondo, con un fiorire di idee e progetti che hanno favorito innovazioni rivoluzionarie nel settore delle costruzioni navali militari, nella dottrina navale e nel concetto stesso di potere marittimo, quali la costruzione della vasca navale di La Spezia, il progetto delle corazzate monocalibro e delle prime unità subacquee, l'invenzione dello snorkel e le prime esperienze in campo aeronautico.[3]

Gradi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la riforma delle denominazioni dei gradi della Marina Militare introdotta nel 1973, gli ufficiali del Genio navale portano gli stessi gradi degli altri ufficiali della Marina Militare, con l'aggiunta del suffisso (GN). Rimangono diverse le denominazioni dei gradi di ammiraglio ispettore (equivalente ad ammiraglio di divisione), ed ammiraglio ispettore capo (equivalente ad ammiraglio di squadra). Fino alla riforma del 1973 i gradi degli ufficiali (GN) avevano le stesse denominazioni in uso nell'Esercito Italiano. Quindi il tenente di vascello (GN) si chiamava capitano (GN), e così via per gli altri gradi.

Per quanto riguarda la foggia dei gradi, con l'eccezione di quella degli ammiragli che è unica per tutti i corpi, l'unica differenza è il panno color amaranto posto sotto le strisce dorate ed i giri di bitta sovrastanti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michele Cosentino e Ruggero Stanglini. Il Corpo del Genio Navale. Roma, Editore Selex SI, 2006.
  2. ^ G.U. del 31 maggio 2016
  3. ^ La storia del Corpo del Genio Navale sul sito della Marina Militare

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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