Università di Pisa

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Università di Pisa
Stemma unipi.png
555PisaPalazzoAllaGiornata.JPG
Palazzo alla Giornata sul Lungarno Pacinotti, sede del rettorato
Stato Italia Italia
Città Pisa
Altre sedi Carrara, Cecina, Livorno, Lucca, Massa, Pontedera, Rosignano Marittimo, Sarzana
Nome latino Universitas Pisarum
Universitas Pisana
Soprannome UniPi
Motto In supremæ dignitatis
Fondazione 3 settembre 1343[1][2] (673 anni)
Tipo Statale
Scuole
  • Ingegneria
Dipartimenti
  • Biologia
  • Chimica e Chimica industriale
  • Civiltà e forme del sapere
  • Economia e Management
  • Farmacia
  • Filologia, Letteratura e Linguistica
  • Fisica
  • Giurisprudenza
  • Informatica
  • Ingegneria civile e industriale
  • Ingegneria dell'energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni
  • Ingegneria dell'informazione
  • Matematica
  • Medicina clinica e sperimentale
  • Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell'area critica
  • Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia
  • Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali
  • Scienze della Terra
  • Scienze politiche
  • Scienze veterinarie
Rettore Paolo Maria Mancarella
Studenti 45 805 (05/07/2016) [3]
Dipendenti 2 920 (15/12/2015) [4]
Colori Blu e Giallo (Bordato).png Blu e giallo
Affiliazioni AlmaLaurea, CINECA, CNIT, CoNISMa, EUA, URA, Consorzio ICoN, Consortium Tyrrhenum
Sport CUS Pisa
Sito web www.unipi.it/

L'Università di Pisa (UniPi) è una delle più antiche e prestigiose università italiane e d'Europa.

Fondata nel 1343, tuttora mantiene una dimensione importante, soprattutto in rapporto al numero di abitanti della città che l'ospita; è il secondo ateneo in Toscana dopo Firenze e il nono in Italia, e con altre istituzioni universitarie come la Scuola Normale Superiore di Pisa e la Scuola Superiore Sant'Anna ha stretti rapporti sia in termini di docenti che di servizi in comune. L'Università di Pisa è l'unica università italiana a far parte della Universities Research Association, consorzio di università fra le più prestigiose al mondo, principalmente statunitensi.

Secondo una classifica stilata da Censis, l'Università di Pisa si colloca al 4º posto fra le migliori università italiane con più di 40 000 studenti[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi dati certi sulla presenza a Pisa di scuole di diritto, laiche e monastiche, risalgono alla seconda metà del XII secolo, quando Pisa aveva già raggiunto un ragguardevole sviluppo economico. Nel secolo successivo si trovano i primi documenti che attestano la presenza di dottori di medicina e chirurgia.

Il Palazzo della Sapienza, sede storica dell'Ateneo pisano.

La vera e propria fondazione viene fatta risalire alla bolla In supremae dignitatis[6], siglata da Papa Clemente VI ad Avignone il 3 settembre 1343, dopo che per qualche anno il conte Fazio della Gherardesca aveva lavorato per questa istituzione, chiamando importanti professori a Pisa. Dall'incipit della bolla, In supremae dignitatis specula, deriva l'attuale motto dell'Università. Tuttavia, già dal Settecento, alcuni storici come Angelo Fabroni, così come alcuni del XX secolo, Giuseppe Rossi Sabatini e Nicola Carranza, collocano la data della fondazione qualche anno prima, nel 1338, facendo distinzione tra nascita de facto dell'ateneo e concessione del privilegium.[7]

Pochi mesi dopo, con un'altra bolla, lo stesso Clemente VI, con grande magnanimità nei confronti dell'Università di Pisa, consentiva ai religiosi di frequentare lo Studio, cosa rara per quei tempi. Nel 1355 lo Studio venne riconosciuto anche dall'imperatore Carlo IV.

Negli anni successivi, nonostante le traversie di Pisa, che attraversava guerre e pestilenze, l'Università cresceva, avviando ad esempio anche l'insegnamento della grammatica nel 1369.

Tuttavia la sorte dello Studio doveva seguire quelle della città, che dopo il 1406, data della conquista da parte dei Fiorentini, era semidistrutta e si impoverì enormemente: l'Università dovette chiudere.

Fu Lorenzo de' Medici a riaprire lo Studio nel 1473; tuttavia, in occasione della discesa di Carlo VIII di Francia, la città di Pisa si ribellò al dominio di Firenze (1494); e quando Pisa fu ricondotta nel dominio di Firenze (1509) fu privata della sua Università. Dopo sei anni fu riaperta, ma stentò a tornare grande.

Fu merito di Cosimo I de' Medici se lo Studio pisano fu riaperto solennemente il 1º novembre 1543 con un corpo docente qualificato e ben pagato, e un orto botanico che è rimasto uno dei più antichi del mondo. Fu inaugurata anche la sede, il Palazzo della Sapienza, che era stato iniziato da Lorenzo de' Medici oltre mezzo secolo prima e che successivamente è rimasto per secoli la sede storica dello Studio, sino ai giorni nostri. Per volontà degli stessi Medici, l'Ateneo Pisano divenne l'università di riferimento del Granducato di Toscana.[8]

Nel corso del XVII e XVIII secolo l'Ateneo ebbe un lungo periodo di intensa e gloriosa attività, per merito degli eminenti insegnanti che furono chiamati a Pisa. In questo periodo sorsero le nuove cattedre di Fisica e di Chimica, vennero ampliati l'Orto botanico e il Museo di Scienze Naturali e fu terminata la Specola.

All'inizio del XIX secolo nacque la cattedra di Clinica chirurgica e la prima facoltà di Agraria, quest'ultima ad opera di Cosimo Ridolfi. Dal 1° al 15 ottobre 1839 Pisa fu la sede del primo Congresso degli Scienziati italiani, a cui parteciparono oltre quattrocento studiosi, a testimonianza dell'importanza dell'ateneo in ambito scientifico. A partire dal 1850 si svilupparono gli insegnamenti ingegneristici con l'istituzione dei corsi di laurea in Ingegneria civile e in Architettura, seguiti dall'istituzione del primo corso di applicazione per ingegneri nel 1875, dalla Scuola di applicazione nel 1913 e, infine, della facoltà vera e propria nel 1935.

Con la legge del 31 luglio 1862 l'Ateneo pisano venne riconosciuta come una delle sei università primarie nazionali, insieme a quelle di Bologna, Pavia, Torino, Napoli e Palermo. Mentre fu riconosciuta come università di rango dalla riforma Gentile del 1923.

In tempi recenti, è stata la prima Università italiana ad avere un corso di laurea in Scienze dell'Informazione. Nell'ottobre 2008 è stata epicentro di un intenso ed eterogeneo movimento critico nei confronti delle riforme scolastica ed universitaria attuate dal governo Berlusconi. Nel 2010, in opposizione al DDL Gelmini, si sono sviluppate rinnovate agitazioni, che hanno portato all'occupazione in segno di protesta delle sedi di numerose facoltà (Lettere, Ingegneria, Medicina, Scienze Politiche, Lingue) e di alcuni luoghi importanti della città (i ponti, l'aeroporto, le stazioni), fino alla stessa Torre pendente, atto che ha attirato l'attenzione dei giornali di tutto il mondo.

Con il nuovo statuto[9], pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 55 del 6 marzo 2012, l'università ha sostituito all'articolazione in undici facoltà (Agraria, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Lingue e Letterature straniere, Medicina e Chirurgia, Medicina veterinaria, Scienze matematiche, fisiche e naturali e Scienze politiche), quella in venti dipartimenti.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

L'Università di Pisa si struttura in venti Dipartimenti e una Scuola interdipartimentale. Precedentemente era suddivisa in undici Facoltà.

Ordinamento previgente[modifica | modifica wikitesto]

  • Facoltà di Agraria
  • Facoltà di Economia
  • Facoltà di Farmacia
  • Facoltà di Giurisprudenza
  • Facoltà di Ingegneria
  • Facoltà di Lettere e Filosofia
  • Facoltà di Lingue e Letterature straniere
  • Facoltà di Medicina e Chirurgia
  • Facoltà di Medicina veterinaria
  • Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali
  • Facoltà di Scienze politiche

Ordinamento attuale[modifica | modifica wikitesto]

Dipartimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Biologia
  • Chimica e Chimica industriale
  • Civiltà e forme del sapere
  • Economia e Management
  • Farmacia
  • Filologia, Letteratura e Linguistica
  • Fisica
  • Giurisprudenza
  • Informatica
  • Ingegneria civile e industriale
  • Ingegneria dell'energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni
  • Ingegneria dell'informazione
  • Matematica
  • Medicina clinica e sperimentale
  • Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell'area critica
  • Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia
  • Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali
  • Scienze della Terra
  • Scienze politiche
  • Scienze veterinarie

Scuole interdipartimentali[modifica | modifica wikitesto]

  • Ingegneria

Rettorato[modifica | modifica wikitesto]

Rettori dal 1861
Nome Periodo Note
Silvestro centofanti.jpg Silvestro Centofanti 1861 - 1865
Transparent.png Fausto Mazzuoli 1865 - 1870 1º mandato
Felicir.jpg Riccardo Felici 1870 - 1871 1º mandato
Meneghinig.gif Giuseppe Meneghini 1871 - 1879
Transparent.png Fausto Mazzuoli 1879 - 1880 2º mandato
Emilio Teza 2.jpg Emilio Teza 1880 - 1881 1º mandato
Transparent.png Pietro Duranti 1881 - 1882
Felicir.jpg Riccardo Felici 1882 - 1883 2º mandato
Transparent.png Francesco Buonamici 1883 - 1884 1º mandato
Emilio Teza 2.jpg Emilio Teza 1884 - 1885 2º mandato
Transparent.png Francesco Buonamici 1885 - 1888 2º mandato
Ulisse Dini.jpg Ulisse Dini 1888 - 1890
DAncona.jpg Alessandro D'Ancona - Rinunciatario
Sebastianorichiardi.jpg Sebastiano Richiardi 1891 - 1893
Fserafini.gif Filippo Serafini 1894 - 1895
Transparent.png Francesco Buonamici 1895 - 1896 3º mandato
Transparent.png Niccolò Manfredi 1896 - 1897
Sadun.jpg Beniamino Sadun 1897 - 1898
Tassinarip.jpg Paolo Tassinari 1898 Rinunciatario
Supinodavid.jpg David Supino 1898 - 1920
Transparent.png Ermanno Pinzani 1920 - 1923
D'achiardi.gif Giovanni D'Achiardi 1923 - 1925 1º mandato
Transparent.png Vittorio Aducco 1925 - 1927
Transparent.png Armando Carlini 1927 - 1935
D'achiardi.gif Giovanni D'Achiardi 1935 - 1939 2º mandato
Brecciaeva.jpg Annibale Evaristo Breccia 1939 - 1941
Biggini.jpg Carlo Alberto Biggini 1941 - 1943
Transparent.png Remo De Fazi 1943 1º mandato
Luigirusso.jpg Luigi Russo 1943
Transparent.png Remo De Fazi 1943 - 1944 2º mandato
Transparent.png Enrico Avanzi 1944 1º mandato
Luigirusso.jpg Luigi Russo 1944 - 1945 Prorettore
Augusto mancini.jpg Augusto Mancini 1945 - 1947
Transparent.png Enrico Avanzi 1947 - 1959 2º mandato
Faedo.jpg Alessandro Faedo 1959 - 1972
Transparent.png Vincenzo Palazzolo 1972 - 1974
Transparent.png Ranieri Favilli 1974 - 1983
Transparent.png Bruno Guerrini 1983 - 1989
Transparent.png Gianfranco Elia 1989 - 1993
Transparent.png Luciano Modica 1993 - 2002
Transparent.png Marco Pasquali 2002 - 2010
Transparent.png Massimo Mario Augello 2010 - 2016
Transparent.png Paolo Maria Mancarella 2016 - 2022

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gustavo Sacerdote, Cesare Borgia: la sua vita, la sua famiglia, i suoi tempi, Milano, Rizzoli, 1950, p. 84.
    «Fondato da Clemente VI nel 1343, lo Studio di quella potente città toscana era stato anch'esso vittima della politica e delle guerre della repubblica pisana ed aveva perduto ogni importanza, quando Lorenzo de' Medici lo rimise in fiore.».
  2. ^ Università di Pisa, presentazione dell'Ateneo, su http://www.unipi.it/index.php/presentazione.
    «L'Università di Pisa fu fondata il 3 settembre 1343 quando Papa Clemente VI emise a Villanova presso Avignone la bolla "In supremae dignitatis" con cui concedeva allo Studio Pisano il riconoscimento di Studio Generale».
  3. ^ Ateneo:Pisa, su Anagrafe Nazionale Studenti, anagrafe.miur.it. URL consultato il 2 giugno 2016.
  4. ^ L'Ateneo in cifre, unipi.it. URL consultato il 4 giugno 2016.
  5. ^ Classifica Censis 2015/2016
  6. ^ Paolo Tronci, Annali Pisani, vol. II, Angelo Valenti, Pisa 1871, p. 57.
  7. ^ Aa.Vv., Storia dell'Università di Pisa: 1343-1737, 2 Voll., Pacini, 2000, p. 5.
  8. ^ Aa.Vv., Lo studium aretino del '200, su www.unisi.it, Università di Siena.
    «Il baricentro della formazione toscana si era spostato, per una scelta di politica culturale dei Medici, verso Pisa, dove gli investimenti fondiari e commerciali delle famiglie fiorentine erano prevalenti.»..
  9. ^ http://www.unipi.it/ateneo/governo/regolament/statuto/Statuto.pdf

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Batini, Album di Pisa, La Nazione, 1972.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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