Università di Vicenza nel Duecento

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L'Università di Vicenza, istituita nel 1204 e funzionante per pochi anni fino al 1209, fu il primo Studio universitario del Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con un capitolare dell'825 Lotario I aveva istituito in Vicenza una pubblica scuola, destinata ad accogliere i giovani studiosi di Vicenza, Treviso, Padova, Ceneda, Feltre e Asolo. Non si ha notizia però se, nei tre secoli successivi in cui il mondo feudale si chiuse all'interno delle mura dei castelli e delle città, questa scuola abbia mai funzionato.

Sembra invece che, come in molte altre città dell'impero, alla fine del XII secolo vi fosse anche a Vicenza una Scuola cattedrale, istituita dal vescovo Giovanni Cacciafronte che impiegava un theologus Lombardus come insegnante.[1]

Agli inizi del XIII alcuni documenti attestano la nascita nel 1204 e la rapida chiusura nel 1209 di uno Studio Generale laico in città. Il fatto è ricordato dal cronista Gerardo Maurisio[2] e dallo storico Antonio Godi[3].

Un documento del 4 ottobre 1205 - conservato nell'Archivio storico diocesano di Vicenza e riprodotto dal Savi[4] - attesta la donazione con annessa rendita della chiesa di San Vito, in precedenza appartenente all'abbazia benedettina citata dal Godi, non più abitata dai monaci ed entrata in possesso del Capitolo della Cattedrale, agli scolari dello Studio di Vicenza e cita i nomi dei quattro rettori, tre stranieri e un italiano[5]. Un breve di Innocenzo III, datato 25 novembre 1206, conferma questa donazione e loda gli studenti, anche per aver iniziato la ricostruzione della chiesa.

Dal confronto con altre università, si rileva quindi che quella vicentina fu la prima costituita in territorio veneto. Probabilmente il gruppo di studenti e professori che si insediò a San Vito proveniva da Bologna dove era in rotta con il Comune che cercava di limitare i loro privilegi e che, dopo il loro trasferimento a Vicenza, decretò il bando e la confisca dei beni per i docenti che avessero seguito gli studenti. A Vicenza essi trovarono, almeno agli inizi, un ambiente accogliente, in stretto rapporto con i canonici della cattedrale, all'interno della quale si svolgeva anche la cerimonia del conferimento del dottorato. Nello studio, sicuramente oltre a teologia e matematica, si insegnavano diritto civile e diritto canonico, materie essenziali in una città che contava a quel tempo più di duecento notai.

Da un ulteriore documento vicentino del 25 luglio 1209, anch'esso conservato presso l'Archivio della Cattedrale e riportato dal Savi[4], si viene a sapere che i docenti, insieme con rappresentanti degli studenti, designarono dei procuratori per curare la donazione della chiesa di S. Vito e di tutti i beni annessi a un sacerdote che accettava in nome dei monaci camaldolesi. Gli universitari quindi lasciavano la città.

Non è chiaro il perché della precoce chiusura dell'Università a Vicenza: probabilmente influì l'ambiente cittadino di lotte tra fazioni, forse si sospettarono infiltrazioni eretiche, forse in qualche modo il Comune di Padova – dove lo Studio universitario fu istituito nel 1222 - cercò di attirare gli studenti. Quanto alla data, alcuni storici[4] ritengono che studenti e insegnanti non abbiano abbandonato del tutto lo Studio universitario nel 1209 o che non si siano immediatamente trasferiti a Padova, ma abbiano solo cambiato sede o siano ritornati temporaneamente a Bologna.

La sede della prima università, l'antica abbazia di S. Vito presso il fiume Astichello, fu demolita nel corso del XVI secolo: di essa è rimasto solo un crocifisso ligneo, attualmente alla chiesa di Araceli in Cristo re. Oggi l'area in cui sorgeva l'antica abbazia è occupata dal cimitero acattolico di Vicenza.

Nel 1410, qualche anno dopo che la città si era data alla Repubblica di Venezia, i vicentini inviarono una supplica al doge Michele Steno perché venisse restaurato lo Studio Generale - con la motivazione che già era esistito in città e i vicentini erano particolarmente propensi allo studio - ma la richiesta fu respinta, in favore della vicina Padova[6]. A partire dal 1412 venne invece istituita una Scuola Pubblica, che funzionò per oltre un secolo[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ronald G. Witt, The Two Latin Cultures and the Foundation of Renaissance Humanism in Medieval Italy, Cambridge University Press, p. 275, che a sua volta cita Anna Morisi, Cacciafronte, DBI, vol XV, Roma 1982, p.785
  2. ^ Hic succedit Bernardus Vexilifer papiensis; sub isto venit studium Scolarum in civitate Vincencie et duravit usque ad potestariam domini Drudi. Maurisio, 1914
  3. ^ Succedente post praedictum … Bernardo Vexilifero de Papia, studium generale fuit in civitate Vicentiae, doctoresque in contrata Sancti Viti manebant, ubi hodie apud priorem Sancti Viti apparent privilegia collati studii.Godi, 2009
  4. ^ a b c Savi, 1815 riportato da Mario Bagnara (PDF), su poloscientifico.it. URL consultato il 17 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2015).
  5. ^ L'inglese Roberto, il provenzale Guglielmo Cancellino, il tedesco Guarnieri e il cremonese Manfredo, citati da Emma Leoni Cappelletti (PDF), su poloscientifico.it. URL consultato il 17 settembre 2012.
  6. ^ Mantese, 1958,  p. 588
  7. ^ Mantese, 1964,  p. 727

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Godi, Cronaca dall'anno 1194 all'anno 1260, a cura di Giovanni Soranzo, in RIS, 2, VIII/2, Città di Castello, 1909
  • . Per la biografia di Godi, v. Treccani.it: Godi, Antonio, su treccani.it. URL consultato il 14 agosto 2012.
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, II, Dal Mille al Milletrecento, IVicenza, Accademia Olimpica, 1954
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, III/1, Il Trecento Vicenza, Accademia Olimpica, 1958
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, III/2, Dal 1404 al 1563 Vicenza, Neri Pozza editore, 1964
  • Gerardo Maurisio, Cronica dominorum Ecelini et Alberici fratrum de Romano, a cura di Giovanni Soranzo, in RIS, 2, VIII/4, Città di Castello, 1914
  • Ignazio Savi, Memorie antiche e moderne intorno alle pubbliche scuole in Vicenza, Vicenza, 1815

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