Politecnico di Torino

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Politecnico di Torino
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Stato Italia Italia
Città Torino
Altre sedi Alessandria, Biella, Mondovì, Vercelli, Verrès
Fondazione 1859
Tipo Pubblica
Rettore Marco Gilli
Studenti 29 075 (a.a. 2012/13[1])
Dipendenti 848 docenti/ricercatori
Sport CUS Torino
Sito web www.polito.it

Il Politecnico di Torino è un'università pubblica per gli studi di ingegneria e architettura.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello del Valentino, sede storica del Politecnico di Torino
L'ingresso principale del Politecnico di Torino, sede di Corso Duca degli Abruzzi

Il Regio Politecnico di Torino nacque nel 1906 ed ebbe come antecedente la Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, istituita nel 1859 in applicazione della legge Casati. La sede della scuola fu il castello del Valentino, del quale l'ateneo detiene tuttora la proprietà.[2] Analogamente a quanto fecero altre grandi istituzioni europee all'inizio del XX secolo il Regio Politecnico si occupò di diverse aree disciplinari entrando in relazione sia con il mondo scientifico europeo che con l'industria dell'area torinese e italiana. Nacquero l'istituto di aeronautica e vari nuovi laboratori, dalla chimica all'architettura. Successivamente, la Facoltà di Ingegneria venne trasferita in un edificio, oggi scomparso, che occupava l'intero isolato tra via Giolitti, via San Francesco da Paola, via Cavour e via Accademia Albertina (l'attuale piazzale Valdo Fusi). Esso venne gravemente danneggiato e in gran parte raso al suolo da un pesante bombardamento inglese, nella notte tra l'8 e il 9 dicembre del 1942. Invece di ricostruire la Facoltà di Ingegneria lì dov'era, si decise per il suo trasferimento e ampliamento, e nel novembre del 1958 viene inaugurato il grande complesso di corso Duca degli Abruzzi (nel luogo dove nel 1911 era stato edificato lo "Stadium").

Nel 1986 nasce la scuola per esperti della produzione industriale, nel 2000 diventa Laurea. Nasce come scuola d'élite, primo esempio di laurea "europea", coordinata tra Atenei diversi. Uno dei corsi a numero chiuso, che riesce a coniugare gli insegnamenti classici dell'ingegneria allo sviluppo personale ed alle lingue attraverso stage e corsi all'estero. In particolare è possibile la scelta fra: Athlone (Irlanda), Barcellona (Spagna) e Parigi (Francia).

Il 13 febbraio del 2012, l'e-st@r, un piccolo satellite costruito secondo gli standard dei cubesat (nanosatellite cubico) dagli studenti del Politecnico di Torino, è stato portato in orbita da Vega, il nuovo lanciatore dell'Agenzia Spaziale Europea.

Sedi[modifica | modifica wikitesto]

Il Politecnico di Torino ha sedi sul territorio del capoluogo piemontese e una rete di poli tecnologici in Piemonte e Valle d'Aosta. La sede principale è la Cittadella Politecnica che parte da corso Duca degli Abruzzi e comprende tutto l'insediamento di corso Castelfidardo e via Boggio in cui trova collocazione il Business Research Center l'area dedicata ai partenariati con le aziende. Vi sono poi:

  • Il Castello del Valentino, è la sede storica dell'Ateneo e sede principale di riferimento per Architettura e Design.
  • la sede del Lingotto, attualmente destinata alla nascente Scuola di Master.
  • Il campus più recente: la Cittadella del design e della mobilità sostenibile, sede dei corsi di laurea in Ingegneria dell'Autoveicolo ed in Design e Comunicazione visiva, situato in un'area adiacente all'impianto produttivo di Mirafiori, oggi riqualificato.

Il Politecnico di Torino ha inoltre una rete di poli tecnologici (Alessandria, Biella, Mondovì, Vercelli, Verrès), dedicati ad attività di ricerca, trasferimento tecnologico, formazione specialistica e servizi al territorio in:

Didattica[modifica | modifica wikitesto]

Il Politecnico al passaggio della torcia olimpica nel 2006.

Per iscriversi a qualsiasi corso di laurea triennale del Politecnico di Torino è necessario sostenere il test di ammissione. Ecco alcuni dati sugli studenti e sull'offerta formativa:

Studenti (a.a. 2013/14)

  • circa 31.800
  • 30% donne
  • 43% residenti fuori Piemonte
  • 18% iscritti stranieri
  • 5500 immatricolati a.a. 2012/2013
  • 13% studenti stranieri al primo anno
  • circa 200 iscritti a master di I e II livello
  • 700 dottorandi a.a. 2013/2014

Offerta formativa (a.a. 2014/15)

  • 22 corsi di Laurea di I livello (3 in Architettura, 19 in Ingegneria)
  • 30 corsi di Laurea di II livello (6 in Architettura, 24 in Ingegneria)
  • 18 percorsi formativi completamente in inglese
  • 1 master di I livello
  • 9 master di II livello
  • 14 corsi di dottorato di ricerca
  • 3 corsi di perfezionamento
  • 1 corso di specializzazione
  • 1 scuola di eccellenza: l'Alta Scuola Politecnica (ASP)

Laureati

  • 5.699 laureati 2013 di cui
  • I livello 3.182 (età media 24 anni)
  • II livello 2.517 (età media 26 anni)

Il tasso di occupazione dei laureati al primo anno dalla laurea di II livello (Almalaurea - def. ISTAT - Forze di lavoro): 84,4% (media nazionale 68,2%) Ingegneria: 91% laureati PoliTO (media nazionale 84,4%) Architettura: 69% laureati PoliTO (media nazionale 65,8%)

37,5% ha un contratto stabile (media nazionale 33,9%)

Lo staff accademico è composto da più di 900 docenti/ricercatori.

[3]

Ricerca e innovazione per le imprese[modifica | modifica wikitesto]

Dipartimenti

  • DAD - Dipartimento di Architettura e Design
  • DAUIN - Dipartimento di Automatica e Informatica
  • DENERG - Dipartimento Energia
  • DET - Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni
  • DIATI - Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture
  • DIGEP - Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione
  • DIMEAS - Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
  • DISAT - Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia
  • DISEG - Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica
  • DISMA - Dipartimento di Scienze Matematiche
  • DIST - Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio

Museo archivio del Politecnico di Torino[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Archivio Politecnico (MAP) svolge pure un'intensa attività di documentazione storica per l'Ateneo e per gli studiosi che intendono compiere ricerche e studi sullo sviluppo della cultura politecnica torinese, nonché delle vicende che nel corso degli ultimi 150 anni hanno coinvolto le istituzioni tecniche e l'industria a Torino, in Piemonte e in Italia.

Il MAP conserva e gestisce i materiali storici dell'Ateneo: presso il MAP è conservato l'Archivio Storico degli Studenti del Politecnico, una biblioteca specializzata sulla storia dell'ingegneria, dell'architettura e delle relative istituzioni.

Svolge inoltre un'intensa attività di diffusione della cultura scientifica e tecnologica indirizzando le proprie iniziative soprattutto al mondo della Scuola, con mostre, laboratori, conferenze e varie performance, in piena sintonia con quanto disposto dalla Legge 6/2000.

Personalità illustri[modifica | modifica wikitesto]

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Scuola di applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei rettori della Scuola di Applicazione (1860-1906)[4]

Politecnico di Torino[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei rettori del Politecnico di Torino (1906-2012)[4]

Laureati ad honorem[modifica | modifica wikitesto]

La seguente lista riporta in ordine cronologico le lauree ad honorem conferite dal Politecnico di Torino con il relativo corso di laurea[6]:

Docenti enciclopedici[modifica | modifica wikitesto]

Laureati enciclopedici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anagrafe Nazionale Studenti - Iscritti - 2012/2013 - Ateneo - Tutte le lauree, pagina su anagrafe.miur.it
  2. ^ La storia, www.polito.it
  3. ^ http://www.polito.it/ateneo/colpodocchio/
  4. ^ a b I rettori nella storia del Politecnico, Politecnico di Torino. URL consultato il 4-3-2014.
  5. ^ Comunicato stampa del 21 febbraio 2012
  6. ^ Politecnico di Torino, LAUREE AD HONOREM. URL consultato il 30 aprile 2014.
  7. ^ SquadraCorse PoliTo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]