Politecnico di Torino

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Politecnico di Torino
Politecnico di Torino - Logo.svg
Politecnico Torino.JPG
L'ingresso principale del Politecnico di Torino, sede di Corso Duca degli Abruzzi
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàTorino
Altre sediAlessandria, Biella, Mondovì, Verrès
Dati generali
Fondazione1859
TipoPolitecnico
RettoreGuido Saracco
Direttore generaleAldo Tommasin
Studenti31 828 (2015/16[1])
Dipendenti804 docenti e ricercatori
SportCUS Torino
Mappa di localizzazione
Sito web

Il Politecnico di Torino è una università statale italiana, specializzata per gli studi di ingegneria e architettura, che ha sede nel capoluogo piemontese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello del Valentino, sede storica del Politecnico di Torino

Il Regio Politecnico di Torino nacque nel 1906; in precedenza vi era un altro ateneo specialistico, la Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, istituita nel 1859 in applicazione della legge Casati.
La prima sede del Politecnico fu il castello del Valentino, del quale l'ateneo detiene tuttora la proprietà.[2]. All'inizio del XX secolo, il Regio Politecnico si occupò di diverse aree disciplinari entrando in relazione sia con il mondo scientifico europeo che con l'industria dell'area torinese e italiana. Nacquero l'istituto di aeronautica e vari nuovi laboratori, dalla chimica all'architettura. Successivamente, la facoltà di Ingegneria fu trasferita in un edificio, oggi scomparso, che occupava l'intero isolato tra via Giolitti, via San Francesco da Paola, via Cavour e via Accademia Albertina (l'attuale piazzale Valdo Fusi). Durante la seconda guerra mondiale il plesso fu gravemente danneggiato, e in gran parte raso al suolo, da un pesante bombardamento ad opera della Royal Air Force, nella notte tra l'8 e il 9 dicembre del 1942.

Invece di ricostruire la facoltà di Ingegneria lì dov'era, si decise per il suo trasferimento e ampliamento presso il quartiere Crocetta, e nel novembre del 1958 fu inaugurato il grande complesso di corso Duca degli Abruzzi, nella vasta area dove nel 1911 era stato realizzato lo Stadium.

Nel 1986 fu istituita la scuola per esperti della produzione industriale, nel 2000 abilitata a rilasciare lauree; rappresenta il primo esempio di laurea "europea", coordinata tra Atenei diversi. Comprende corsi a numero chiuso, fra gli insegnamenti classici dell'ingegneria e le lingue, e implica partecipazioni a stage e corsi all'estero.

Il 13 febbraio del 2012, l'e-st@r, un piccolo satellite artificiale costruito secondo gli standard dei cubeSat (nanosatellite cubico) dagli studenti del Politecnico di Torino, è stato portato in orbita da Vega, il lanciatore dell'Agenzia Spaziale Europea.

Sedi[modifica | modifica wikitesto]

Il Politecnico di Torino ha sedi sul territorio del capoluogo piemontese e una rete di poli tecnologici in Piemonte e Valle d'Aosta. La sede principale è la Cittadella Politecnica che parte da corso Duca degli Abruzzi e comprende tutto l'insediamento di corso Castelfidardo e via Boggio in cui trova collocazione il Business Research Center l'area dedicata ai partenariati con le aziende. Vi sono poi:

  • Il Castello del Valentino, è la sede storica dell'Ateneo e sede principale di riferimento per Architettura e Design.
  • la sede del Lingotto, attualmente destinata alla nascente Scuola di Master.
  • Il campus più recente: la Cittadella del design e della mobilità sostenibile, sede dei corsi di laurea in Ingegneria dell'Autoveicolo ed in Design e Comunicazione visiva, situato in un'area adiacente all'impianto produttivo di Mirafiori, oggi riqualificato.

Il Politecnico di Torino ha inoltre una rete di poli tecnologici (Alessandria, Biella, Mondovì, Verrès), dedicati ad attività di ricerca, trasferimento tecnologico, formazione specialistica e servizi al territorio in:

Stemma Universitario[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1952, lo stemma universiario, negli anni ha subito una leggera evoluzione dettata dai tempi e dal riammordenamento grafico dell'identità visiva, sempre mantenendo gli elementi fondamentali dalla sua nascita.

Il sigillo è caratterizzato da elementi chiari e di facile lettura. Al centro si presenta in tutta la sua magnificenza la facciata del Castello del Valentino, sede storica dell'Ateneo, sormontata dalla testa di Minerva, dea della saggezza e dell'ingegno, mentre nella parte inferire troviamo al centro lo stemma della Città di Torino, affiancato a sinistra dal simbolo dell'architettura, ripreso da un affresco del palazzo, e a destra dal simbolo della scienza con la sua fiaccola accesa dalle saette. Il tutto viene racchiuso in un cerchio dove nella parte superiore compare l'intestazione dell'università mentre nella parte inferire compaio due date: 1859 Anno di fondazione della Scuola di Applicazione degli Ingegneri, 1906 Anno di fondazione del Politecnico, mediante fusione della Scuola di Applicazione degli Ingegneri e del Museo Industriale.

Il sigillo è di proprietà dell'universita e qualsiasi uso deve essere autorizzato dall'Ateneo. Durante l'ultimo restilyng è stata creata un manuale dell'identità visiva [3] facilmente consultabile sul sito ufficiale dell'università. Secondo il suddetto manuale, il logo può essere riprodotto solo in tre colori: NERO per le versione monocromatica, BLU o BIANCO per le versione a colori. Tutti gli altri colori non sono ammessi.

Didattica[modifica | modifica wikitesto]

Il Politecnico al passaggio della torcia olimpica nel 2006.

L'iscrizione è condizionata al superamento di test di ammissione.[4]

Studenti (a.a. 2016/17)[5]

  • circa 33.085 studenti iscritti a lauree di I e II livello, master di I e II livello e dottorati
  • 5.300 studenti iscritti per la prima volta nel a.a. 2017/2018

Offerta formativa (a.a. 2017/18)

  • 22 corsi di Laurea di I livello (3 in Architettura, 19 in Ingegneria)
  • 29 corsi di Laurea di II livello (6 in Architettura, 23 in Ingegneria)
  • 19 percorsi formativi completamente in inglese
  • 3 master di I livello
  • 15 master di II livello
  • 16 corsi di dottorato di ricerca dei quali 5 in convenzione con altre università ed enti di ricerca
  • 1 master interuniversitari
  • 33 corsi di formazione permanente

Dipartimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • DAD - Dipartimento di Architettura e Design
  • DAUIN - Dipartimento di Automatica e Informatica
  • DENERG - Dipartimento Energia
  • DET - Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni
  • DIATI - Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture
  • DIGEP - Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione
  • DIMEAS - Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
  • DISAT - Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia
  • DISEG - Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica
  • DISMA - Dipartimento di Scienze Matematiche "G.L. Lagrange"
  • DIST - Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio

Museo archivio del Politecnico di Torino[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Archivio Politecnico (MAP) svolge attività di documentazione storica per l'Ateneo e per gli studiosi che intendono compiere ricerche e studi sullo sviluppo della cultura politecnica torinese, nonché delle vicende che nel corso degli ultimi 150 anni hanno coinvolto le istituzioni tecniche e l'industria a Torino, in Piemonte e in Italia.

Il MAP conserva e gestisce i materiali storici dell'Ateneo: presso il MAP è conservato l'Archivio Storico degli Studenti del Politecnico, una biblioteca specializzata sulla storia dell'ingegneria, dell'architettura e delle relative istituzioni.

Svolge inoltre attività di diffusione della cultura scientifica e tecnologica indirizzando le proprie iniziative soprattutto al mondo della Scuola, con mostre, laboratori, conferenze e varie performance.

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Scuola di applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei rettori della Scuola di Applicazione (1860-1906)[6]

Politecnico di Torino[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei rettori del Politecnico di Torino (dal 1906)[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MIUR Anagrafe Nazionale Studenti
  2. ^ La storia, www.polito.it
  3. ^ Marchio e identità visiva Politecnico
  4. ^ Test primo anno, su orienta.polito.it.
  5. ^ Politecnico di Torino, Colpo d'occhio, su www.polito.it. URL consultato il 26 aprile 2016.
  6. ^ a b I rettori nella storia del Politecnico, Politecnico di Torino. URL consultato il 4-3-2014.
  7. ^ Comunicato stampa del 21 febbraio 2012 [collegamento interrotto], su polito.it.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN130108362 · ISNI (EN0000 0004 1937 0343 · BNF (FRcb12515093j (data)