Università della Valle d'Aosta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Università della Valle d'Aosta
Université de la Vallée d'Aoste
Logo Università della Valle d'Aosta.jpg
UniVdA Capucins.jpg
L'entrata della sede principale, l'antico seminario minore di Aosta.
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàAosta
Altre sediSaint-Christophe
Dati generali
Fondazione2000
TipoNon statale, promossa dall'ente pubblico
Dipartimenti
  • Scienze economiche e politiche
  • Scienze umane e sociali
RettoreMaria Grazia Monaci
Studenti1 041 (2018[1])
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università della Valle d'Aosta (in francese: Université de la Vallée d'Aoste) è una università non statale promossa da un ente pubblico. È stata fondata nel 2000 ad Aosta.

Sede[modifica | modifica wikitesto]

La sede principale è situata sulla collina di Aosta, nell'edificio dell'antico seminario minore (in francese, petit séminaire), ed ospita il rettorato, gli uffici amministrativi e i corsi di studio di lingue e comunicazione, scienze della formazione e psicologia.

La sede secondaria di Saint-Chistophe, inaugurata nell'anno accademico 2007/2008, è la sede dei corsi di economia e di scienze politiche. Una terza sede amministrativa è situata presso l'ex hotel Ambassador ad Aosta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio dell'Università fu inaugurato nel gennaio 1999, a cui fece seguito la fondazione dell'ente, il 18 settembre 2000. L'autorizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca a rilasciare titoli accademici fu concessa il 31 ottobre 2000, mentre i primi corsi furono attivati nell'anno accademico 1999/2000.

L'istituzione dell'Università ha fornito un'ulteriore risposta alle esigenze del particolarismo linguistico e culturale valdostano. In seguito all'introduzione dell'obbligo del titolo di laurea per poter esercitare la professione di maestro elementare, si è reso necessario un ateneo che oltre alla normale formazione degli insegnanti elementari, garantisse la formazione linguistica per poter insegnare il francese in Valle d'Aosta e il tedesco nella Valle di Gressoney (oltre al francese), e quindi di un ateneo per formare gli insegnanti valdostani.[senza fonte]

Il presidente dell'università, secondo lo statuto di Ateneo, coincide con il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'università è organizzata nei seguenti dipartimenti:

  • Dipartimento di Scienze Economiche e Politiche
  • Dipartimento di Scienze Umane e Sociali

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Presso l'università della Valle d'Aosta sono attivi i seguenti centri di ricerca:

  • Il centro transfrontaliero sul turismo e l’economia di montagna (CT-TEM)
  • Il Groupe de Recherche en Education à l’Environnement et à la Nature (GREEN) è un centro di ricerca della Université de la Vallée d’Aoste, che promuove e realizza attività di studio, ricerca, formazione e divulgazione scientifico-culturale sui temi dell’educazione alla Natura, della pedagogia dell’ambiente, dell’ecologia affettiva e dell’ecopsicologia.

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca di Ateneo si trova al piano terra dell’Università della Valle d’Aosta in Strada Cappuccini 2/A.

Campus[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni 2000, l'Università ha voluto individuare un'area in cui concentrare le proprie attività didattiche. L'occasione di costruire un campus si è presentata nel momento in cui, a livello regionale, si è deciso di riqualificare l'area occupata dall'ex caserma Testafochi[2].

Il progetto del campus è stato affidato all'architetto Mario Cucinella nel 2010. La costruzione del primo lotto del campus ha avuto avvio nel 2013, ma la data di conclusione dei lavori, inizialmente prevista nel 2018, è stata più volte posticipata a causa dell'aumento del costo dell'opera e di problematiche amministrative. Il progetto originario prevedeva la costruzione di tre nuovi edifici e il recupero di due già esistenti, che dovrebbero ospitare la biblioteca di ateneo e il rettorato universitario.[3]

Il primo dei quattro lotti in progetto ha previsto la demolizione della ex caserma Zerboglio e la realizzazione di uno dei due edifici in cui si svolgerà la didattica[4].

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni 2010, alcuni docenti dell'ateneo sono stati coinvolti in un'inchiesta della Procura della Repubblica di Bari denominata Do ut des riguardante presunte irregolarità nei concorsi pubblici per professori ordinari. La stessa indagine, che complessivamente ha riguardato 35 docenti, ha visto coinvolti anche insegnanti di altre Università: l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, l'Università degli Studi di Sassari, l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, la Libera Università Mediterranea, l'Università degli Studi di Trento, l'Università degli Studi Roma Tre e l'Università Europea di Roma.[7][8][9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MIUR Anagrafe Nazionale Studenti, su anagrafe.miur.it. URL consultato il 13 aprile 2021.
  2. ^ (EN) University campus of Valle d'Aosta by Mario Cucinella Architects, su Architizer, 23 giugno 2016. URL consultato il 21 ottobre 2022.
  3. ^ Polo Universitario della Valle D'Aosta, su Mario Cucinella Architects. URL consultato il 27 settembre 2022.
  4. ^ Silvia Savoye, Università, approvato il primo lotto di interventi, su Aostasera, 24 ottobre 2013. URL consultato il 29 settembre 2022.
  5. ^ a b c d Storia, su univda.it. URL consultato il 13 aprile 2021.
  6. ^ Maria Grazia Monaci nuovo rettore Univda, in ANSA, 13 maggio 2019. URL consultato il 16 novembre 2019.
  7. ^ Università di Bari: i concorsi truccati sono solo l'ultimo scandalo di un Ateneo corrotto. Ecco la vera storia, su storie.it, 10 ottobre 2013. URL consultato il 2 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2014).
  8. ^ Antonio Massari, Scandalo università, il commissario Ocse: "Concorsi in mano a un comitato occulto", in il Fatto Quotidiano, 6 ottobre 2013. URL consultato il 2 aprile 2019.
  9. ^ Carlo Bonini e Giuliano Foschini, Denunciati cinque saggi di Letta. "Hanno truccato i concorsi", in la Repubblica, 5 ottobre 2013. URL consultato il 2 aprile 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN130149717575310951638 · ISNI (EN0000 0004 1792 5560 · WorldCat Identities (ENviaf-130149717575310951638