Università degli Studi di Bergamo

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Università degli Studi di Bergamo
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Università degli Studi di Bergamo entry.jpg
Prima sede dell'università in Piazza Vecchia
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàBergamo
Altre sediDalmine
Dati generali
Nome latinoStudium Universitatis Bergomensis
Fondazione11 dicembre 1968
TipoStatale
Dipartimenti
  • Giurisprudenza
  • Ingegneria gestionale, dell'informazione e della produzione
  • Ingegneria e scienze applicate
  • Lettere, Filosofia e Comunicazione
  • Lingue, Letterature e Culture straniere
  • Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi
  • Scienze umane e sociali
RettoreRemo Morzenti Pellegrini
Studenti17 280 (2016/17[1])
SportCUS Bergamo
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università degli Studi di Bergamo (abbreviata in UniBG) è una università statale italiana fondata nel 1968.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima struttura universitaria nella città di Bergamo fu la Scuola superiore di giornalismo e mezzi audiovisivi, scuola biennale di specializzazione post-laurea, nata su iniziativa dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con il concorso del Comune di Bergamo, sotto la direzione del prof. Mario Apollonio, aperta nel 1961 e ubicata nel Palazzo del Podestà sulla Piazza Vecchia.

Il 16 novembre 1968 fu costituito il "Consorzio per l'istituzione di facoltà universitarie in Bergamo" che vedeva la presenza del comune, dell'amministrazione provinciale e della camera di commercio. In seguito alla chiusura del corso di lingue straniere presso l'Università Bocconi di Milano, nello stesso 1968 si scelse di dar vita all'Istituto di Lingue e Letterature Straniere, attraverso un comitato ordinatore presieduto dal professor Vittore Branca. Lo statuto dell'Istituto Universitario fu approvato nel dicembre del 1968.

Aula magna dell'Università degli Studi di Bergamo

I corsi iniziarono nell'anno accademico 1968-69, rettore lo stesso Branca, con l'attivazione tra l'altro delle cinque lingue fondamentali (francese, inglese, spagnolo, russo, tedesco). Nel 1974, sotto la gestione di Serio Galeotti, rettore nel periodo 1972-1975, venne istituito il corso di laurea in economia e commercio.

Il potenziamento degli studi in campo economico procede regolarmente sotto la guida del rettore prof. Giorgio Szegö fino a portare, nel 1985, alla nascita della facoltà di economia e commercio. Durante il rettorato di Pietro Enrico Ferri, nel 1991, viene attivata a Dalmine la facoltà di ingegneria con il corso di laurea in ingegneria gestionale, al quale seguirà subito dopo il corso di laurea in ingegneria meccanica, mentre il 1º novembre 1992, con il nome di Università degli Studi di Bergamo, l'ateneo diventa un organismo statale.

Durante il mandato del rettore Alberto Castoldi (1999-2009) vengono istituite la facoltà di lettere e filosofia, con l'inserimento dei nuovi corsi di psicologia clinica e scienze dell'educazione, e la facoltà di giurisprudenza (2004). Nel 2001, avviene il trasferimento della facoltà di economia da Città alta a Bergamo bassa, in via dei Caniana. Con l'insediamento nel complesso di Sant'Agostino e nel vicino ex Collegio Baroni, che costituiscono il nucleo di un nuovo polo umanistico, e il trasferimento di alcuni uffici nella sede di via San Bernardino, portando gli spazi complessivi a oltre 40.000 metri quadrati.

Dal 2009 al 2015 il rettore è stato Stefano Paleari e viene inaugurata l'aula magna presso l'ex chiesa trecentesca di sant'Agostino.[2] Dal 2015, a Paleari succede Remo Morzenti Pellegrini.

Sedi e strutture[modifica | modifica wikitesto]

Dipartimenti[modifica | modifica wikitesto]

L'ateneo è organizzato in 7 Dipartimenti:

  • Giurisprudenza
  • Ingegneria e scienze applicate
  • Ingegneria gestionale, dell'informazione e della produzione
  • Lettere, Filosofia, Comunicazione
  • Lingue, letterature e culture straniere
  • Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi
  • Scienze umane e sociali

Campus[modifica | modifica wikitesto]

L'Università di Bergamo si articola in tre campus – campus umanistico, campus economico-giuridico, campus ingegneristico – che hanno sede in diversi punti della città di Bergamo e a Dalmine. La peculiare dislocazione delle sedi universitarie è frutto non solo del progressivo espandersi dell'Ateneo nel corso degli anni, ma anche di una precisa scelta dell'Università di disseminarsi nel tessuto urbano per interagire al meglio con esso.

  • Il campus umanistico è presente nel centro storico (Città alta), con il Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere collocato nell'edificio quattro-cinquecentesco dell'ex pensionato delle Suore di Carità. Sempre a Bergamo alta, nel secentesco Palazzo Terzi, risiedono il Rettorato e i Centri di Ateneo. Il Dipartimento di Scienze umane e sociali si trova invece nel piazzale S. Agostino, all'interno di un ex convento dell'Ordine agostiniano, insediatosi a Bergamo nel 1290 circa, dove ha anche sede la Biblioteca umanistica. Grazie a un accordo con il Comune di Bergamo, dal settembre 2015 la chiesa sconsacrata dei frati agostiniani è diventata Aula magna dell'Università. Il polo umanistico si completa con il Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione, collocato in via Pignolo, all'interno di un edificio ottocentesco originariamente adibito a convitto (ex Collegio Baroni).
  • Il campus economico-giuridico risiede nell'area urbana più recente (Città bassa), in via dei Caniana, con il Dipartimento di Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi e il Dipartimento di Giurisprudenza.
  • A Dalmine, si trova invece il campus ingegneristico, con il Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell'informazione e della produzione, il Dipartimento di Ingegneria e scienze applicate e i laboratori didattici e di ricerca a loro affiliati.

Accanto al campo ingegneristico, risiede il CUS, il Centro Universitario Sportivo di Bergamo.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2017 l'Università di Bergamo è stata inserita all'interno della classifica del Times Higher Education come una delle 100 migliori giovani università al mondo.[3]

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

  • 1968-1972: Vittore Branca
  • 1972-1975: Serio Galeotti
  • 1975-1984: Giorgio Szegö
  • 1984-1999: Pietro Enrico Ferri
  • 1999-2009: Alberto Castoldi
  • 2009-2015: Stefano Paleari
  • Dal 2015: Remo Morzenti Pellegrini

Lauree honoris causa[modifica | modifica wikitesto]

In ordine cronologico:[4]

  • Economia e Commercio: Luigi Ciocca (1978)
  • Economia e Commercio: Aldo Farina (1978)
  • Economia e Commercio: Franco Modigliani (1978)
  • Economia e Commercio: Lorenzo Suardi (1978)
  • Lingue e letterature straniere: Vittore Branca (1978)
  • Lingue e letterature straniere: Michail Borisovic Chrapcenko (1978)
  • Lingue e letterature straniere: Guy Tosi (1978)
  • Economia e Commercio: Helmut Schmidt (1988)
  • Economia e Commercio: Harold Kuhn (14 novembre 2000)
  • Economia e Commercio: Giorgio Szegö (14 novembre 2000)
  • Economia e Commercio: Emilio Zanetti (2001)
  • Ingegneria gestionale: Miro Radici (2001)
  • Scienze della Comunicazione: Andrea Spada (2001)
  • Economia aziendale e direzione delle imprese: Tommaso Padoa-Schioppa (2002)
  • Ingegneria meccanica: Alberto Bombassei (2002)
  • Scienze dell'Educazione: Edgar Morin (2002)
  • Economia aziendale e direzione delle imprese: Emilio Lombardini (2003)
  • Economia e Commercio: Joseph E. Stiglitz (2003)
  • Ingegneria meccanica: Domenico Bosatelli (2003)
  • Lettere: Ermanno Olmi (2003)
  • Ingegneria gestionale (Laurea Specialistica): Giampiero Pesenti (2004)
  • Ingegneria gestionale (Laurea Specialistica): Ilario Testa (2006)
  • Lingue e Letterature straniere: François Cheng (2006)
  • Teoria, tecniche e gestione delle arti e dello spettacolo (Laurea Specialistica): Bruno Bozzetto (2006)
  • Ingegneria informatica (Laurea Specialistica): Andrew Viterbi (2007)

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anagrafe Nazionale Studenti, su anagrafe.miur.it. URL consultato il 12 aprile 2018.
  2. ^ Sant'Agostino torna a splendere - il video L'antica chiesa sarà l’aula magna, L'Eco di Bergamo, 14 luglio 2015. URL consultato il 24 settembre 2016.
  3. ^ (EN) Times Higher Education, University of Bergamo, su Times Higher Education (THE). URL consultato il 21 luglio 2017.
  4. ^ Lauree honoris causa, su unibg.it. URL consultato il 4 aprile 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN138537501 · ISNI (EN0000 0001 0692 9556 · LCCN (ENn95117060 · BNF (FRcb16650497c (data)