Stefano Paleari

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Stefano Paleari (Milano, 24 gennaio 1965) è un ingegnere e accademico italiano. Professore di Analisi dei Sistemi Finanziari e Public Management presso Università degli Studi di Bergamo. Successivamente divenuto rettore della stessa Università e Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane.

È stato Commissario Straordinario di Alitalia dal 2 maggio 2017 al 6 dicembre 2019.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Milano il 24 gennaio 1965, Stefano Paleari si è laureato con Lode in Ingegneria Nucleare presso il Politecnico di Milano nel 1990.

Dal 2001 è professore ordinario in Analisi dei Sistemi Finanziari presso l'Università degli Studi di Bergamo.

Dal 2006 al 2016 è stato Direttore scientifico di ICCSAI (International Center for Competitiveness Studies in the Aviation Industry).

Da aprile a giugno 2006 è stato Visiting scholar alla CASS Business School di Londra.

Dal 2009 al 2012 è stato esaminatore esterno nel Master of Science del corso di Air Transport Management della Cranfield University, in Gran Bretagna.

Dal 2009 è Airneth Academic Fellow e membro dell'Airneth Scientific Board, gruppo internazionale degli accademici più rappresentativi nel campo del trasporto aereo.

Dal 2009 al 2015 è stato Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo.

Dal 2011 al 2013 è stato membro della giunta e segretario generale della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane).

Dal 2013 al 2015 è stato Presidente della CRUI.[1]

Dal 2013 al 2017 è stato membro del board EUA (European University Association).

Da ottobre 2015 è direttore scientifico del gruppo di ricerca HERe nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane) e Università degli Studi di Bergamo sullo studio della governance dei sistemi di higher education.

Da luglio 2015 è consigliere d'amministrazione indipendente per LU-VE, società quotata in borsa, leader mondiale nella produzione di scambiatori di calore.

Dal gennaio 2016 è membro del Comitato d’indirizzo dell’Istituto Toniolo, ente fondatore e promotore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Nel giugno 2016 è stato visiting scholar presso il Max Planck institute for the History of Science di Berlino.

Dal luglio 2016 è membro del Coordinating Council for Higher Education of Portugal, organo consultivo del Ministro della Scienza, della Tecnologia e dell’Università portoghese.

Da novembre 2016 a maggio 2018 è stato Presidente del Comitato di coordinamento di Human Technopole

Da maggio 2017 al 6 dicembre 2019 è stato Commissario straordinario di Alitalia, su nomina del Ministero dello sviluppo economico.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

L'11 marzo 2016 gli è stata conferita la laurea honoris causa in economia all'Università degli Studi "Mediterranea" di Reggio Calabria.

Il 29 maggio 2016 gli è conferito il Premio Rosa Camuna 2016, attribuito dalla Regione Lombardia alle persone che si sono particolarmente distinte nel contribuire allo sviluppo economico, sociale, culturale e sportivo della Regione.

Nel 2016 gli è conferito il “Pearson Prize” per il paper “How Do Underwriters Select Peers When Valuing IPOs?”, del quale è autore con Andrea Signori e Silvio Vismara, riconosciuto come miglior contributo pubblicato nei due anni precedenti sulla rivista “Financial Management”.

Nel 2019 è stato nominato consultore del Pontificio consiglio della cultura.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 2015[2]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Professore presso il Dipartimento Ingegneria Gestionale, dell'Informazione e della Produzione Università degli Studi di Bergamo. Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 9 aprile 2021[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Scheda ufficiale, su unibg.it. URL consultato il 3 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  • Profilo CRUI, su crui.it (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2011).
Controllo di autoritàVIAF (EN14181086 · ISNI (EN0000 0001 1040 2239 · SBN IT\ICCU\TO0V\163476 · LCCN (ENn2005066460 · ORCID (EN0000-0001-8951-4646 · GND (DE171516524 · BNF (FRcb17087505k (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n2005066460
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