Stefano Paleari

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Stefano Paleari (Milano, 24 gennaio 1965) è un docente e ingegnere italiano.

Rettore dell'Università degli Studi di Bergamo dall'ottobre 2009 al settembre 2015. Presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane dal 2013 al 2015

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Paleari si è laureato con Lode in ingegneria nucleare presso il Politecnico di Milano nel 1990. Nel 1996 è stato ricercatore in ingegneria gestionale presso l'Università di Bergamo e nel 1998 viene nominato professore associato in Economia ed Organizzazione Aziendale presso il Politecnico di Milano. Attualmente è professore ordinario dal 2001 in Analisi dei Sistemi Finanziari presso l'Università di Bergamo. Dall'ottobre 2009 al settembre 2015 è Rettore dell'Università di Bergamo.

Dal marzo 2006 è direttore scientifico dell'ICCSAI (International Center for Competitiveness Studies in the Aviation Industry).

Nel 2006 fonda Universoft, azienda "spin off" dell'Università di Bergamo operante nel campo dell'analisi finanziaria e dello studio dei mercati borsistici mediante la creazione e l'uso di database proprietari.

Dal gennaio 2009 è esaminatore esterno nel Master of Science del corso di Air Transport Management della Cranfield University, in Gran Bretagna.

Dal giugno 2009, è Airneth Academic Fellow e membro dell'Airneth Scientific Board, gruppo internazionale degli accademici più rappresentativi nel campo del trasporto aereo.

Dall'aprile 2011 è membro della giunta e segretario generale della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane). Il 18 settembre 2013 è stato eletto all'unanimità presidente della stessa CRUI.[1]

L'11 marzo 2016 gli è stata conferita la laurea honoris causa in economia all'Università degli Studi "Mediterranea" di Reggio Calabria.

Nel 2017 è nominato commissario stroardinario per la gestione della crisi Alitalia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 2015[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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