Pontificio istituto orientale

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Pontificio istituto orientale
(LA) Pontificium Institutum Orientalium Studiorum
Pontificio Istituto Orientale.jpg
Orientalinstitute2.jpg
L'Istituto in piazza Santa Maria Maggiore, a Roma
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàRoma
Dati generali
Nome latinoPontificium Institutum Orientale
Fondazione1917
FondatorePapa Benedetto XV
Tipopontificia
Facoltàdiritto canonico orientale, scienze ecclesiastiche orientali
RettoreDavid Nazar
Mappa di localizzazione
Sito web

Il Pontificio istituto orientale è una scuola di studi superiori specializzata nello studio dell'Oriente cristiano, con sede a Roma.[1] Far conoscere alle Chiese dell’Oriente “le immense ricchezze che … sono conservate nei forzieri delle loro tradizioni” (san Giovanni Paolo II, ''Orientale Lumen'' 4) e al contempo rendere note all’Occidente latino queste ricchezze così poco conosciute. La Missione del PIO ha come obiettivo ricerca, insegnamento e pubblicazioni in relazione alle tradizioni delle Chiese Orientali circa la loro liturgia, teologia, patristica, storia, diritto canonico, letteratura e lingue, spiritualità, archeologia e questioni di rilevanza ecumenica e geopolitica.

Lo scopo dell’Orientale è educare studenti già in possesso del primo livello di gradi accademici, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa, Latini o Greco-Cattolici, Ortodossi o altro, a un approfondimento delle loro conoscenze dell’Oriente Cristiano sulle sue Chiese, teologia, spiritualità, liturgia, disciplina canonica, storia e cultura. Gli studenti provengono soprattutto dai paesi delle chiese Orientali: Medio Oriente, Europa orientale, Africa (Egitto, Etiopia ed Eritrea) e Asia (Kerala e altre parti dell’India; Cina), con un significativo numero di studenti dall’Europa e dalle Americhe interessati a studiare l’Oriente cristiano. Oggi, con il flusso di migranti e rifugiati che provengono da alcuni dei paesi summenzionati, gli studenti provengono anche dalle comunità cristiane orientali in diaspora.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto di creare una scuola di alti studi a favore della Cristianità Orientale era stato nelle intenzioni della Chiesa Cattolica già dal tempo del pontificato di papa Leone XIII, ma venne realizzato soltanto nel 1917 da papa Benedetto XV (1914-1921). Fondato da Benedetto XV con il motu proprio Orientis catholici[2] del 15 ottobre 1917, rientra nella politica volta all'interesse dell'Oriente cristiano, che aveva già improntato il pontificato di detto papa. Appena eletto, infatti, Benedetto XV creava la Congregazione per le Chiese orientali. L’Orientale fa parte di un ''Consortium'' insieme alla Pontificia Università Gregoriana (fondata nel 1551) e il Pontificio Istituto Biblico (fondato nel 1909), anch'essi situati a Roma. Tutte e tre le istituzioni sono rette dalla Compagnia di Gesù. L’Orientale dipende dalla Santa Sede ma la sua amministrazione e il suo governo sono affidati alla Compagnia di Gesù. Il suo Gran Cancelliere è il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e il suo Vice-Gran Cancelliere è il Superiore Generale della Compagnia di Gesù, mentre la Congregazione per l’Educazione Cattolica è il dicastero dal quale dipende l’approvazione dei programmi accademici dell’Orientale.

Viene affidato da papa Pio XI il 14 settembre 1922 alla Compagnia di Gesù[3] da Pio XI.

La prima sede provvisoria dell’Orientale fu nelle immediate vicinanze del Vaticano, nel Palazzo dei Convertendi, Piazza Scossacavalli, che più tardi dovette far spazio a Via della Conciliazione[1]. L’Istituto venne allora per breve tempo ospitato, sempre a Roma, presso gli edifici attualmente del Pontificio Istituto Biblico, in via della Pilotta, 25, fino al 1926, anno in cui ricevette l’attuale sua sede definitiva in piazza di Santa Maria Maggiore, 7. Di tutte le chiese di Roma, la Basilica di Santa Maria Maggiore che si trova nella medesima piazza è quella che più da vicino richiama l’Oriente. I suoi famosi mosaici furono eseguiti sotto Papa Sisto III (432-440) per celebrare il Terzo Concilio Ecumenico di Efeso (431), il quale, per sottolineare il fatto che Gesù Cristo è una persona, concluse come conseguenza che Maria, sua Madre, era Madre di Dio, o Theotokos, come la chiamano i Greci. Poiché la Basilica si pregia di avere la reliquia della mangiatoia, così liturgicamente è conosciuta come “ad Praesepe”, la Chiesa della Mangiatoia. Qui, oltretutto, nella seconda metà del IX secolo gli apostoli degli Slavi, i Santi Cirillo e Metodio, depositarono i loro libri liturgici, come segno che dal quel momento, avendo ricevuto l’approvazione del Papa, sarebbe stato possibile celebrare la liturgia in lingua slava ecclesiastica. In una strada laterale di fronte all’Orientale si trova la Basilica di Santa Prassede, con i suoi mosaici carolingi che attestano il profondo rifiuto di papa san Pasquale I dell’Iconoclasmo, che ai tempi della costruzione della Basilica (817) stava risorgendo a Oriente. Nelle vicinanze, c’è una lastra di marmo che ci ricorda il luogo della morte di san Cirillo, il fratello di san Metodio, che morì qui nell'anno 869. Dentro il complesso dell’isolato dove si trova l’Orientale c’è la chiesa di Sant’Antonio il Grande (Sant’Antonio Abate), verso cui gli Orientali hanno una particolare devozione. Ma è un santo con grande devozione popolare anche a Roma, dove le persone ancora ricordano i tempi quando presso questa chiesa avveniva la benedizione degli animali. Da quando è stato creato il Pontificio Collegio Russo nel 1929, conosciuto come ''Russicum'', da papa Pio XI, la chiesa è retta dai gesuiti che vivono nel Collegio. Sotto molti punti di vista, quella dell’Orientale è davvero una posizione ideale.

L’Orientale venne creato come istituzione gemella della Congregazione per la Chiesa Orientale, il cui nome venne cambiato nel 1967 in Congregazione per le Chiese Orientali. Senza il legame con questo importante organo della Santa Sede, sarebbe impossibile comprendere lo scopo e la missione dell’Orientale, né come l’Orientale possa essere stato fondato nel pieno della “inutile strage” della I Guerra Mondiale, nel 1917. La questione alla quale la creazione dell’Orientale voleva essere una risposta veniva da lontano. Era conosciuta come la ''la question d’Orient'', la questione, cioè, sorse per la prima volta dopo l’umiliante sconfitta ottomana per le mani dei Russi nel 1774 (cf. il Trattato di Kutchuk-Kainarji), e che divenne ancora più acuta quando Napoleone arrivò in Egitto nel 1798: cosa si sarebbe dovuto fare per i milioni di cristiani sotto gli Ottomani una volta scomparso l’Impero Ottomano? La questione raggiunse il suo acme durante il Congresso Eucaristico di Gerusalemme nel 1893, quando i Patriarchi cattolici orientali fecero conoscere i disagi e le richieste delle loro comunità al legato papale, il Cardinal Benoît Langenieux, che le presentò a sua volta al Papa. Leone XIII subito convocò una assemblea di Patriarchi cattolici orientali per l’anno seguente (1894), dalla quale emerse la lettera apostolica ''Orientalium dignitas'',conosciuta come la Magna Charta dei diritti dei cattolici orientali.

Quando avvenne il collasso dell’impero Russo dopo la rivoluzione del febbraio del 1917 ed essendo ormai in vista la sparizione di quello Ottomano, il Papa decise di passare all’azione. Con il ''motu proprio'' dal titolo ''Providentis Dei'' (1.05.1917), il papa creò la Congregazione Orientale; con il ''motu proprio'' ''Orientis catholici'' (15.10.1917), creò l’Orientale. Il Papa riservò a sé la prefettura della nuova Congregazione, che agli inizi dunque fu guidata quindi solo da un Segretario, sebbene a norma del diritto canonico (cfr. can. 257 del ''Codex Iuris canonici'' Pio-Benedettino del 1917 che specificava proprio questo) dovesse comunque essere cardinale. Già tre anni dopo la fondazione dell’Orientale, Benedetto XV conferì all’Istituto, attraverso la Costituzione Apostolica ''Quod nobis in condendo'', il diritto a conferire gradi accademici. Fin dall’inizio il Papa insistette sulla necessità di una ricca biblioteca specializzata per favorire lo studio e la ricerca del corpo docente e discente dell’Orientale.

Agli inizi i professori vennero scelti da vari Ordini religiosi e anche tra laici. Essi furono Antoine Delpuch (1868-1936), dei Padri Bianchi, che tenne l’incarico di pro-Preside nel primo anno di funzionamento dell'Orientale (1918-1919); due Benedettini, tra cui il beato Alfredo Ildefonso Schuster; tre Assunzionisti, tra cui Martin Jugie (1878-1954), che fu professore all’Orientale soltanto per i primi cinque anni, ma che scrisse una monumentale sintesi della storia della teologia orientale; un Domenicano; un Mechitarista; quattro gesuiti, tra cui il famoso archeologo Guillaume de Jerphanion (1877-1948); due Russi, un Greco e un Etiope; e tre professori laici, tra i quali il rinomato filologo e storico Michelangelo Guidi.

Poco dopo essere diventato Papa, Pio XI sentì che sarebbe stato meglio se solo un Ordine si prendesse cura dell’Orientale, e non solo per portare avanti l'Istituto nelle sue esigenze immediate ma anche per poter meglio pianificare la preparazione di coloro avrebbero dovuto portare avanti l'insegnamento dell’Orientale per il futuro.  La sua scelta cadde sui Gesuiti, e in un incontro con il Padre Generale Vladimir Ledochowski (14.09.1922) egli affidò l’Orientale alla Compagnia di Gesù. Questo era stato il suggerimento dell’Abate Alfredo Ildefonso Schuster, OSB, che nel frattempo era divenuto il primo Preside dell’Orientale con piene funzioni. Giunse, quindi, il tempo per un primo Preside gesuita, che fu Michel d’Herbigny (1880-1957), Preside dell’Orientale dal 1922 al 1931. Fu un uomo assai dotato, che riuscì a dare un nuovo impulso alla nascente istituzione grazie alle pubblicazioni e anche con la sua nuova sede di Piazza di Santa Maria Maggiore. Complicazioni sopraggiunte durante la sua assai delicata missione in Russia lo portarono a un precoce ritiro dalle attività. Nell’incarico di Preside, a M. d’Herbigny succedettero Emil Hermann (1932-1951), un canonista tedesco di grande valore, la cui prudenza lo aiutò a guidare l’Istituto durante il periodo della guerra; Ignacio Ortiz de Urbina (1951-1957), basco e studioso di patristica di grande fama; Alphonse Raes (1957-1962), rinomato studioso delle tradizioni  siriache, che divenne Prefetto della Biblioteca Vaticana; Joseph Gill (1962-1963), il grande esperto sul Concilio di Firenze (1438-1445) e curatore principale della pubblicazione degli Atti di quel Concilio; ancora Joseph Gill (1964-1967), che nel 1965 iniziò a portare il titolo di Rettore gesuita; Ivan Žužek (1967-1972), che più tardi divenne segretario della Pontificia Commissione per la revisione del diritto canonico orientale; Georges Dejaifve (1972-1976), noto ecumenista; Eduard Huber (1976-1981), già Rettore della Meudon School of Russian; Peter-Hans Kolvenbach (1981-1983), il quale dopo breve tempo divenne Superiore Generale della Compagnia di Gesù per venticinque anni (1983-2008); Gilles Pelland (1984-1986), che divenne poi  Rettore della Università Gregoriana; Gino Piovesana (1986-1990), la cui esperienza come Rettore della Sophia University di Tokyo e la sua competenza in filosofia russa gli furono di grande aiuto; Clarence Gallagher (1990-1995), canonista, che ricoprì l’incarico sia di Decano che di Rettore; di nuovo Gilles Pelland (1995-1998), l’unico Rettore ad avere avuto due mandati in tempi diversi; Héctor Vall Vilardell (1998-2007), ecumenista, che fu Rettore per nove anni ; Cyril Vasil’ (2007-2009), canonista, che dopo solo due anni divenne Arcivescovo Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali; Sunny Kokkaravalayil (2009-2010), anch’egli canonista, fu pro-Rettore per un anno e per sette anni superiore religioso della comunità; James McCann (2010-2015), il quale terminato l'incarico all’Orientale divenne ''Senior Vice President'' della ''Gregorian Foundation'', New York; e David Nazar (2015-), durante l’incarico del quale l’Orientale è stato non solo ristrutturato ma ha visto anche la comunità religiosa dei professori gesuiti dell’Istituto diventare una sola con quella dei gesuiti nel Pontificio Collegio Russo, conosciuto popolarmente come ''Russicum''.

I cento anni di storia della istituzione (1917-2017) possono più o meno essere suddivisi innanzitutto nel primo periodo degli undici anni iniziali, quando l’Orientale cercò di assestarsi e diventare conosciuto, cosa che avvenne con l’enciclica di PIO XI dedicata all’Orientale, ''Rerum orientalium'' (1928). Seguno i trent’anni successivi, che ci portano fino alla soglia del Concilio Vaticano II (1928-1958), quando parte della ricca mietitura che ci si aspettava già veniva raccolta e venivano gettate le basi per costruire ulteriormente. Nei successivi trenta anni dopo il Concilio fino al 1989, il fresco vento del Vaticano II portò un rinnovato interesse per l’Oriente Cristiano e l’Orientale. Quando con il 1989 si riaprì l’Europa dell’Est, nuove relazioni e opportunità si aprirono anche all’Istituto verso quel mondo fino a quel momento proibito, e molti nuovi studenti di quei paesi poterono iniziare a studiare presso l’Orientale.

In accordo con i moderni standard pedagogici per la ricerca accademica, la biblioteca è stata recentemente ristrutturata con aria condizionata, illuminazione ''high-end LED'', acustica moderna e sempre più numerose risorse digitali. In occasione del Centenario della fondazione dell’Orientale (1917-2017) papa Francesco ha visitato l’Istituto il 12 ottobre del 2017. Una sua generosa donazione ha permesso una grande ristrutturazione che ha aumentato gli spazi dell’Orientale, fornendo moderni uffici ai professori, una sala da pranzo per gli studenti e sale di incontro per la facoltà e gli studenti.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto si articola in due facoltà: diritto canonico orientale; scienze ecclesiastiche orientali, articolata in tre dipartimenti (storico, teologico-patristico e liturgico). Le due facoltà sono frequentate prevalentemente da religiosi[4]. L'ente è situato presso la basilica di Santa Maria Maggiore, separato dal Collegium Russicum dalla chiesa di Sant'Antonio Abate all'Esquilino.

L'istituto possiede una biblioteca aperta al pubblico[5] ed edita alcune riviste di settore: Orientalia Christiana Periodica, Orientalia Christiana Analecta, Anaphorae Orientales, Kanonika[6], e la collana elettronica Iura Orientalia[7].

Gran cancelliere è il cardinale prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, vice gran cancelliere è il preposito generale della Compagnia di Gesù e il rettore è sempre un membro della Compagnia di Gesù.

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Gran cancellieri[modifica | modifica wikitesto]

Vice gran cancellieri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.unipio.org Archiviato il 25 ottobre 2016 in Internet Archive.
  2. ^ http://w2.vatican.va/content/benedict-xv/it/motu_proprio/documents/hf_ben-xv_motu-proprio_19171015_orientis-catholici.html.
  3. ^ Poggi Vincenzo, Per la storia del Pontificio Istituto Orientale: saggi sull'istituzione, i suoi uomini e l'Oriente cristiano, Roma, Pontificio istituto orientale, 2000 [1], p. 15-30. ISBN 88-7210-328-2.
  4. ^ Pontificium Institutum Orientale Ordo anni academici, 2015-2016, Roma, 2015.
  5. ^ www.pio.urbe.it
  6. ^ www.orientaliachristiana.it
  7. ^ www.iuraorientalia.net

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (IT) Vincenzo Poggi, Per la storia del Pontificio Istituto Orientale : saggi sull'istituzione, i suoi uomini e l'Oriente cristiano, Orientalia Christiana Analecta, vol. 263, Roma, Pontificio Istituto Orientale, 2000.
  • (IT) Edward G. Farrugia (a cura di), Da Benedetto XV a Benedetto XVI : atti del Simposio nel novantennio della Congregazione per le Chiese Orientali e del Pontificio Istituto Orientale, Roma 9 novembre 2007, Orientalia Christiana Analecta, vol. 284, Roma, Pontificio Istituto Orientale, 2009.
  • (IT) Edward G. Farrugia, Pontificio Istituto Orientale - Roma (1917-), Roma, Pontificio Istituto Orientale, 2017.

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