Palazzo Terzi (Bergamo)

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Palazzo Terzi
Palazzo Terzi - Statua dell'Architettura.jpg
Piazza Terzi-Statua dell'Architettura di Giovanni Antonio Sanz
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàBergamo
IndirizzoPiazza Terzi
Coordinate45°42′09.08″N 9°39′46.7″E / 45.702521°N 9.662973°E45.702521; 9.662973Coordinate: 45°42′09.08″N 9°39′46.7″E / 45.702521°N 9.662973°E45.702521; 9.662973
Informazioni generali
CondizioniItalia
Costruzione1631
Stilebarocco
Usoabitazione
Pianiquattro
Realizzazione
Committentefamiglia Terzi

«uno degli angoli più belli d'Italia, una delle molte piccole sorprese e gioie per le quali vale la pena di viaggiare»

(Hermann Hesse-1913)

Il palazzo Terzi del XVII secolo si trova al limite della rocca della parte alta di Bergamo, ed è il più importante palazzo barocco della città.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Portale d'ingresso palazzo Terzi con terrazzino e due putti raffiguranti l'autunno e l'inverno opera di Giovanni Antonio Sanz

Palazzo Terzi fu costruito per volontà della famiglia Terzi, a testimonianza del rango sociale raggiunto nella città orobica. La famiglia, di origine ghibellina il cui capostipite certo Terzo proveniva dalla Val Cavallina, era presente in Bergamo già alla fine del primo millennio diventando importante protagonista della vita della città.
Tra i suoi membri alcuni si distinsero per meriti militari, assumendo incarichi importanti in vari castelli del bergamasco. Tra i suoi personaggi più illustri sicuramente Ottobuono de' Terzi[1] che capitano di Gian Galeazzo Visconti ottenne le signorie di Parma, Piacenza e Reggio, ricevendo il titolo di conte e marchese, ucciso a tradimento nel 1409 da Muzio Giacomo Attendolo. Guido Terzi che fu capitano generale di Federico II di Svevia, Gherardo Terzi podesta di Cremona.

Nella famiglia alcuni intrapresero la carriera ecclesiastica, da ricordare Giroldo Terzi, arciprete di Clusone[2] e Giovanni Terzi teologo a Pavia e tra i partecipanti del Concilio di Trento.

Il palazzo venne costruito in occasione di due matrimoni, il primo nel 1631 fra il marchese Luigi Terzi e la giovane Paola Roncalli, con la formazione della facciata e dell'ala meridionale; un secolo dopo, il matrimonio fra il marchese Gerolamo Terzi e Giulia Alessandri ampliandone la terrazza sottostante.

Androne d'ingresso di Palazzo Terzi

L'esiguità degli spazi di Bergamo alta, furono il problema da risolvere per la costruzione di questo e altri palazzi, che avrebbero dovuto rappresentare le famiglie importanti della città. Il palazzo venne costruito sopra un'area precedentemente demolita, recuperandone una parte, e riuscendo a inserirsi nello spazio tra il parco di Palazzo Recuperati e sul lato opposto al limite del dirupo che definisce città alta, nei sotterranei del palazzo sono ancora visibili resti dei precedenti edifici medioevali.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Terzi-La primavera e l'estate

L'ingresso del palazzo si trova nella piazzetta Terzi, creata con l'ampliamento del vicolo preesistente mediante la demolizione di una parte del palazzo del Conte Recuperati su disegno di Filippo Alessandri nel 1747[3], di fronte all'ingresso, posta in una nicchia, la statua dell'Architettura, con due putti raffiguranti l'estate e la primavera, opera di Giovanni Antonio Sanz, piazzetta che tanto piacque a Hermann Hesse nella sua visita a Bergamo.
Il portale d'ingresso ad arco a tutto sesto, ha antistanti due colonne toscane sormontate da un balcone su cui si apre una porta finestra con raccorti laterali in pietra, retta da mensole sulle quali vi è un timpano spezzato ornato da due putti raffiguranti l'inverno e l'autunno sempre del Sanz, mentre sui timpani spezzati delle finestre del primo piano vi sono busti di personaggi storici. L'atrio è diviso in tre parti da colonne, che conducono alla terrazza che si affaccia sul giardino, racchiusa tra le due ali del palazzo, che volge verso la parte bassa della città[4].

Tantissimi furono gli artisti che lavorarono nel palazzo, affrescandolo e ornandolo di stucchi e tele.
Un grande salone disposto su due piani nell'ala destra del palazzo, è ornato da quattro grandi tele di Cristoforo Storer, artista che Luigi Terzi[5] aveva sostenuto per i lavori presso la basilica di Santa Maria Maggiore, e affreschi di Domenico Ghislandi e di Gian Giacomo Barbelli mentre un grande camino, sempre opera del Sanz, di notevoli dimensioni con i leoni laterali di sostegno e lo stemma araldico collocato al centro del frontone, celebra la potenza della famiglia; la sala fu rinnovata proprio per l'occasione del matrimonio tra Luigi Terzi e la contessa Paola Roncalli[6], lo scalone fu affrescato da Giuseppe Antonio Orelli[7] con pitture raffiguranti personaggi mitologici, e da tele di Francesco Capella raffiguranti il Trionfo di Giunone[8].
Sempre di Storer sono gli affreschi sul soffitto della Sala rossa, chiamata così per la tappezzeria damascata di colore rosso vermiglio, specchiere con consolles opera dei Fantoni, mentre gli affreschi del Giambattista Tiepolo danno nome alla sala omonima.
Il salottino degli specchi, con affreschi sempre dello Storer, ha un gioco di specchi alle pareti che ne modificano le dimensioni rendendo il locale molto più ampio, di Giovan Battista Caniana[9] è il pavimento a tarsie di legni policromi. Da ricordare la sala del Soprarizzo, con affreschi del Carpoforo Tencalla. In questa sala nel 1862 venne nascosta agli austriaci la bandiera tricolore della Guardia Nazionale di Bergamo Alta[10].

Il palazzo e le sale sono visitabili con visite guidate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palazzo Terso Storia, Palazzo Terzi. URL consultato il 17 giugno 2016.
  2. ^ Giroldo di Terzo arciprete, Memorie istoriche della città e chiesa di Bergamo. URL consultato il 18 giugno 2016.
    «della chiesa di Clusone destinato da maestro Giroldo di Terzo arciprete di detta chiesa.».
  3. ^ oltre il cancello di Palazzo Terzi, Bergamo post. URL consultato il 3 luglio 2016.
  4. ^ Palazzo Terzi,Bergamo, Lombardia beni culturali. URL consultato il 3 luglio 2016.
  5. ^ facente parte del consiglio della Misericordia Maggiore, fondazione dedita alla carità e assistenza dei bisognosi
  6. ^ Palazzo Terzi, SIGI. URL consultato il 3 luglio 2016.
  7. ^ Renzo Mangili, Vincenzo Angelo Orelli, p. 17.
  8. ^ Amalia Pacia, La gioia del colore nei dipinti di Francesco Capella, Grafica & Arte, 2018.
  9. ^ Palazzo Terzi, TraverItalia. URL consultato il 3 luglio 2016.
  10. ^ Palatto Terzi Bergamo, Zonsofox. URL consultato il 3 luglio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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