Università degli Studi di Siena

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Università di Siena
Logo Unisi 2012.jpg
Siena, palazzo dell'università, ingresso.JPG
Ingresso del palazzo dell'Università
Stato Italia Italia
Città Siena
Altre sedi Arezzo, San Giovanni Valdarno, Grosseto
Nome latino Studium Universitatis Senarum
Fondazione 1240[1][2]
Tipo Statale
Dipartimenti 15
Rettore Angelo Riccaboni
Studenti 15 874 (2016) [3]
Affiliazioni Gruppo di Coimbra, Consorzio ICoN, EUA, IRUN, IAU, TUNE, EURAXESS
Sport CUS Siena
Sito web www.unisi.it/

L'Università degli Studi di Siena (acronimo UniSi) è una università statale italiana fondata nel 1240 con le Scuole di Medicina e Diritto. È una delle più antiche università italiane ed europee.

La sede principale è a Siena, le sedi distaccate sono ad Arezzo e Grosseto. Nel 1990 l'Ateneo senese ha festeggiato i 750 anni di attività accademica.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

È documentata l'esistenza di una scuola episcopale nell'XI secolo,[5] attiva fino ai primi decenni del XIII secolo. Ma la prima notizia sull'istituzione di un vero e proprio Studium risale al 1240: da un documento, un decreto del podestà Ildebrandino Cacciaconti che imponeva a tutti coloro che affittavano alloggi agli studenti il pagamento di una tassa al Comune, con la quale finanziare e stipendiare i professori dello "Studio Senese", si apprende dell'esistenza di uno Studio "provinciale" finanziato dal Comune e costituito dalle scuole di grammatica, diritto e medicina.[6] Presso la scuola medica insegnò in quegli anni, dal 1245 al 1250, anche Pietro Ispano che nel 1276 sarebbe diventato papa Giovanni XXI.[6] Nel 1246 fu istituito a Siena anche uno Studio di diritto finanziato dall'imperatore Federico II con lo scopo di danneggiare l'Università di Bologna.[7] Il 29 novembre 1252 papa Innocenzo IV con il privilegio Vestra ferventer concesse ai maestri e agli scolari senesi l'immunità fiscale.[6] Tra i giuristi che insegnarono nella seconda metà del XIII secolo si possono segnalare Benincasa da Laterina, Pepo Salvani e Giacomo Pagliaresi.

Dal XIV al XVI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Sede del Rettorato, affreschi nel cortile interno

Nel 1321, a causa di una forte diatriba tra gli studenti dell'università bolognese e il podestà della città, Siena accolse numerosi professori e studenti fuoriusciti dall'università felsinea, istigati anche da un locale lettore di legge Guglielmo Tolomei.

Il 16 agosto 1357 l'imperatore Carlo IV, in un diploma concesso a Praga, riconobbe lo studio senese come Studium Generale e lo pose sotto la sua protezione, riconoscendolo fra le Università del Sacro Romano Impero.[8]

Il 7 maggio 1408 papa Gregorio XII confermò i privilegi di Studium Generale concessi mezzo secolo prima dall'imperatore, promulgando ben otto bolle inviate a Siena da Lucca, tra le quali In Apostolicae Sedis specula con cui istituì anche lo Studium di teologia, conferì ai docenti e agli studenti senesi gli stessi privilegi concessi ai loro colleghi di Bologna e Parigi, e dispose, inoltre, la fondazione del collegio noto come "Casa della Sapienza",[9] una struttura destinata ad accogliere gli studenti "fuori sede", collocata nei locali della soppressa Domus Misericordiae,[10] che richiamò scolari da tutta Europa; questa accoglierà i primi ospiti nel 1416, al prezzo di cinquanta fiorini.

Tra i professori che insegnarono a Siena nel XIV secolo possono essere menzionati i giuristi Federico Petrucci, Paolo Liazari, Cino da Pistoia, Andrea Ciaffi, Neri Pagliaresi, Pietro Ancharano, Baldo degli Ubaldi, Tommaso Corsini; i medici Ugo Benci, Gentile da Foligno, Dino del Garbo, e Riccardo da Parma; i grammatici Nofrio e Pietro d'Ovile, il matematico Guido Bonatti, l'astrologo/astronomo Cecco d'Ascoli.[11] Nel XV secolo si distinsero i giuristi Niccolò Tedeschi, detto il Panormitano, Francesco Accolti, Filippo Decio e Mariano Soccini; Jacopo da Forlì e Alessandro Sermoneta in medicina; il teologo Francesco della Rovere (poi Papa Sisto IV), gli umanisti Agostino Dati e Francesco Filelfo in lettere. Tra gli scolari Giovanni Marrasio, Antonio Beccadelli detto il Panormita, ed Enea Silvio Piccolomini, futuro papa Pio II.

Con il Cinquecento inizia un periodo di decadenza della città, ma lo Studio fu uno dei pochi centri di sviluppo e di innovazione ancora attivi in città che riuscì a convogliare a Siena le innovazioni e le idee contemporanee. Anche dopo la caduta della città per mano fiorentina avvenuta il 21 aprile 1555, dopo un lungo ed estenuante assedio, e la concorrenza dell'Università di Pisa, divenuta l'ateneo di riferimento del Granducato di Toscana per volontà degli stessi Medici,[12] la città riuscì a conservare il proprio Ateneo. Nel 1569 fu creata una nuova commissione, composta dai membri della Balia, e furono approvati gli statuti delle numerose nationes degli scolari tedeschi a Siena. Furono in seguito inaugurati i concorsi a cattedre, e nel 1591 furono attribuiti nuovi poteri al Rettore dello Studium, eletto dagli scolari, ma anche dalle più alte magistrature cittadine. Tra i professori che si distinsero nel XVI secolo si possono ricordare il giurista Claudio Tolomei, e gli umanisti Eurialo da Ascoli e Jacopo Griffoli.[11]

Dal XVII secolo a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Chiostro del Complesso di San Francesco, Dipartimento Economia politica e statistica

Nonostante gli sforzi profusi per far uscire Siena e il suo ateneo dalla crisi, si registrò comunque un generale declino degli studi. Tra i professori del XVII secolo che possono essere menzionati si ricordano i giuristi Silvio Spannocchi e Francesco Accarigi; nei corsi scientifici possono essere ricordati Francesco Pifferi, il matematico Teofilo Gallaccini, il botanico Pirro Maria Gabrielli, che diede vita a Siena all'Accademia dei Fisiocritici, Michelangelo Mori e Ottavio Nerucci, e i matematici Candido Pistoi e Domenico Bartaloni, e il botanico Biagio Bartalini, direttore dell'Orto botanico di Siena. Il primo docente di Storia della Chiesa fu Domenico Valentini (1743), mentre la prima cattedra di teologia morale e di sacre scritture fu stabilita tra 1775 e il 1777.[11]

Con l'avvento degli Asburgo-Lorena, Leopoldo I dette all'ateneo senese una nuova organizzazione e il numero delle cattedre fu incrementato. Tra i docenti di questo periodo possono essere menzionati il giurista Francesco Antonio Mori, il docente di economia politica Alberto Rinieri de' Rocchi, il medico Giacomo Barzellotti, e Luigi de Angelis, docente di teologia dal 1803 e autore di saggi sull'arte senese.[11]

Ma nel 1808, con l'invasione francese, lo Studio senese venne chiuso, per riaprire i battenti solo con la Restaurazione[6]. Nel 1848 gli studenti senesi dimostrarono il loro patriottismo e parteciparono in grande numero alla battaglia di Curtatone e Montanara inquadrati nella "Compagnia della Guardia Universitaria", formata tra studenti e professori. Queste posizioni risorgimentali spinsero il Granduca di Toscana a chiudere la scuola medica, risparmiando solo giurisprudenza e teologia.

Solo nel 1859 l'Università riprese spinta e, con dei cambiamenti di statuti, rese famose le scuole di farmacia, ostetricia e rinvigorì la scuola medica, trasformando il Santa Maria della Scala in policlinico universitario. Nel 1880 la facoltà di giurisprudenza fondò il "Circolo Giuridico".

Nonostante questa ripresa attività, nel 1892 l'allora ministro della Pubblica Istruzione, Ferdinando Martini, propose di chiudere l'ateneo senese. Una sollevazione popolare, animata da uno sciopero generale e l'intervento delle istituzioni cittadine costrinse il ministro a ritirare la proposta.

Il Novecento ha visto la crescita dell'Ateneo, passato dai quattrocento studenti iscritti a cavallo delle due guerre ai quasi 20 mila. Le facoltà sono aumentate: alle storiche facoltà di Medicina e chirurgia e di Giurisprudenza si sono aggiunte Farmacia (1933), Scienze matematiche, fisiche e naturali (1962), Economia (1966), Lettere e filosofia di Arezzo (nata come Magistero, 1969), Lettere e filosofia (1970), Ingegneria (1992) e Scienze politiche (1997). Dal novembre 2012 le facoltà sono state sostituite da 15 dipartimenti.

Tra i professori dell'ateneo senese, in tempi più recenti, possono essere ricordati il giurista Piero Calamandrei, il filosofo Norberto Bobbio, gli economisti americani Frank Hahn, Samuel Bowles e Richard Goodwin, lo scrittore Antonio Tabucchi, il germanista, saggista e critico letterario italiano Mario Specchio, lo storico britannico Paul Ginsborg, il chirurgo Luigi Gallone, il patologo generale Mario Umberto Dianzani, il farmacologo Giorgio Segre, il clinico medico Angelo Caniggia, il critico letterario Romano Luperini ed il semiologo Omar Calabrese.

Elenco dei Provveditori e dei Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Il cortile del palazzo dell'Università a Siena

Il Rettore, il cui titolo completo è Magnifico Rettore, è la più alta autorità accademica dell'Università degli Studi di Siena.

Primi membri della Deputazione:

  • Armando Sforzolini da Gubbio
  • Georg Fugger (Giorgio Fuccaro o Fuccari) (1593-XVII secolo)

I Provveditori:

  • Guido Savini (dal 1777 al 1779)
  • Ansano Luti (dal 1779 al 1807)
  • Daniele Berlinghieri (dal 1815 al 1827)
  • Giovanni Piccolomini (dal 1827 al 1839)
  • Giulio Puccioni (dal 1841 al 1849)
  • Stanislao Grottanelli (dal 1849 al 1851)
  • Francesco Antonio Mori (dal 1851 al 1859)

I Magnifici Rettori:

  • Tommaso Pendola (dal 1860 al 1865)
  • Pietro Burresi (dal 1865 al 1878)
  • Giovanni Campani (dal 1878 al 1879)
  • Francesco Banchi (dal 1879 al 1880)
  • Giovanni Campani (dal 1880 al 1888)
  • Muzio Pampaloni (dal 1888 al 1890)
  • Attilio Tassi (dal 1890 al 1892)
  • Domenico Barduzzi (dal 1892 al 1896)
  • Luigi Moriani (dal 1896 al 1898)
  • Domenico Barduzzi (dal 1898 al 1900)
  • Pietro Rossi (dal 1900 al 1902)
  • Domenico Barduzzi (dal 1902 al 1904)
  • Luigi Moriani (dal 1905 al 1906)
  • Domenico Barduzzi (dal 1906 al 1908)
  • Filippo Virgili (dal 1908 al 1910)
  • Domenico Barduzzi (dal 1910 al 1912)
  • Pietro Rossi (dal 1912 al 1914)
  • Achille Sclavo (dal 1914 al 1917)
  • Mario Betti (dal 1917 al 1919)
  • Pietro Rossi (dal 1919 al 1921)
  • Onofrio Fragnito (dal 1921 al 1924)
  • Achille Sclavo (dal 1924 al 1926)
  • Gino Pollacci (dal 1926 al 1927)
  • Achille Sclavo (dal 1927 al 1929)
  • Bernardino Lunghetti (dal 1929 al 1932)
  • Giovanni Petragnani (dal 1932 al 1935)
  • Alessandro Raselli (dal 1935 al 1939)
  • Francesco Spirito (dal 1939 al 1944)
  • Giovanni Cicogna (1944)
  • Mario Bracci (dal 1944 al 1955)
  • Giuseppe Bianchini (dal 1955 al 1964)
  • Giovanni Dòmini (dal 1964 al 1970)
  • Mauro Barni (dal 1970 al 1979)
  • Adalberto Grossi (dal 1979 al 1984)
  • Luigi Berlinguer (dal 1985 al 1994)
  • Piero Tosi (dal 1994 al 2006)
  • Silvano Focardi (dal 2006 al 2010)
  • Angelo Riccaboni (dal 2010 al 2016)
  • Francesco Frati (dal 2016)

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La sede[modifica | modifica wikitesto]

La sede centrale dell'Università si trova negli ambienti dell'ex-monastero di San Vigilio, in Banchi di Sotto angolo via San Vigilio. La sede risale, nel nucleo originario, all'XI-XII secolo, ricostruita poi nel XVI e restaurata nel 1891 da Giuseppe Partini[6].

Al centro dell'edificio un cortile porticato ospita il monumento agli studenti caduti a Curtatone (il 29 maggio 1848), gruppo bronzeo di Raffaello Romanelli, nonché la tomba di Guglielmo di Ciliano e Niccolò Aringhieri dalla chiesa di San Domenico, furono di un riassemblaggio ottocentesco di due monumenti di cui uno è opera di Goro di Gregorio (1325 circa); vi si trova inoltre una memoria di Giulio Bianchi Bandinelli, "maire" di Siena, di Pietro Tenerani[6].

Poli universitari[modifica | modifica wikitesto]

L'Università ha attivato poli universitari e sedi decentrate: il "Polo Universitario Aretino" e il "Polo Universitario Grossetano". A San Giovanni Valdarno (AR) presso il Centro di Geotecnologie (CGT) dell'Università di Siena vengono svolte attività di ricerca nell'ambito delle tecnologie applicate alle Scienze della Terra. Presso il CGT si svolge anche l'attività didattica del corso di Laurea in Geotecnologie e della laurea Specialistica in Geologia Applicata.

Dipartimenti[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo San Galgano, ex Facoltà di Lettere e Filosofia, oggi sede del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali (Dssbc)
San Niccolò, sede di quattro dipartimenti: Dispoc, Dfclam, Diism e Dsfta

Le Facoltà sono state sostituite dai Dipartimenti:

Area Economia, Giurisprudenza e Scienze politiche
  • Economia politica e statistica (Deps)
  • Giurisprudenza (Dgiur)
  • Scienze politiche e internazionali (Dispi)
  • Studi aziendali e giuridici (Disag)

Dal 2014 i Dipartimenti di Studi aziendali e giuridici (DISAG) e di Economia politica e statistica (DEPS) fanno parte della School of Economics and Management (SEM) dell'Università di Siena, nata sul solco della tradizione della prestigiosa Facoltà di scienze economiche e bancarie, poi ereditata e consolidata dalla Facoltà di economia "Richard Goodwin".

Area Lettere, Storia, Filosofia e Arti
  • Filologia e critica delle letterature antiche e moderne (Dfclam)
  • Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale (Dsfuci) (Arezzo)
  • Scienze sociali, politiche e cognitive (Dispoc)
  • Scienze storiche e dei beni culturali (Dssbc)
Area Scienze Biomediche e Mediche
  • Biotecnologie mediche (Dbm)
  • Medicina molecolare e dello sviluppo (Dmms)
  • Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze (Dsmcn)
Area Scienze Sperimentali
  • Biotecnologie, chimica e farmacia (Dbcf)
  • Ingegneria dell'informazione e scienze matematiche (Diism)
  • Scienze della vita (Dsv)
  • Scienze fisiche, della Terra e dell'ambiente (Dsfta)

L'Università di Siena era precedentemente organizzata in 9 facoltà, 8 a Siena, 1 ad Arezzo.

Sono inoltre attivi numerosi corsi post-laurea: corsi di perfezionamento, scuole di specializzazione, "master" e dottorati di ricerca.

Scuola superiore Santa Chiara[modifica | modifica wikitesto]

La Scuola superiore Santa Chiara è l'istituzione d'eccellenza dell'Ateneo riservata ai dottorati di ricerca, fondata nel 2004, ha due principali strutture residenziali: il "collegio dottorale Santa Chiara" e i "conservatori riuniti", localizzati entrambi nel centro storico di Siena. Le strutture possono ospitare studenti, giovani dottorandi e docenti per brevi o lunghi periodi.

La scuola Santa Chiara riprende le attività della storica Domus Sapientiae, la Casa della Sapienza, fondata nel 1408. La Domus Sapientiae, che ospitò per secoli gli studenti non senesi, e in particolare quelli stranieri[13], fu soppressa nell'Ottocento.

Sistema bibliotecario[modifica | modifica wikitesto]

Le biblioteche dell'Università di un Siena sono organizzate in un Sistema bibliotecario, coordinato dal 2013 dalla Divisione Coordinamento[14], e raggruppate per area disciplinare:

  • Biblioteca di Area Umanistica, organizzata in 2 sedi: Siena[15] e Arezzo[16]
  • Biblioteca di Area Scientifico Tecnologica, organizzata in 2 sedi: Sede San Niccolò e Sede del Laterino.
  • Biblioteca di Area Economica
  • Biblioteca di Area Giuridico Politologica ("Circolo Giuridico")
  • Biblioteca di Area Medico Farmaco Biologica, è organizzata in 3 sedi: Medicina Le Scotte[17], Medicina San Miniato, Farmacia San Miniato.

Radio[modifica | modifica wikitesto]

All'interno dell'Università di Siena nel 1998 nasce Facoltà di Frequenza, radio ufficiale dell'ateneo e prima radio universitaria italiana. Ha trasmesso nel comprensorio della città di Siena in FM sui 99,40 MHz ed è stata ricevibile in streaming via web direttamente dal sito della radio[18][19]. Nel 2009 ha cessato le trasmissioni e dal 2011 è attiva un'altra emittente denominata uRadio (www.uradio.org), la quale ha sede all'interno del palazzo del Rettorato e conta un numero di membri attivi pari a 65.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Baccio Baccetti (a cura di), Cultura e Università a Siena: epoche, argomenti, protagonisti, Siena, Nuova Immagine, 1993, p. 74.
    «Nel 1240 esiste lo studio di Siena vero e proprio, finanziato dal Comune, come attesta il Podestà di Siena Ildebrando Cacciaconti, in un documento del 26 dicembre 1240».
  2. ^ Università di Siena. Storia dell'Ateneo, su http://www.unisi.it/ateneo/storia-dellateneo.
    «La storia dell'Università di Siena si è sviluppata lungo la tradizione culturale della Toscana, a partire dal Medioevo. Il primo documento rintracciato è un decreto podestarile del 26 dicembre 1240 e rivela il particolare modello giuridico dell'Ateneo senese, che non si basava sull'iniziativa degli studenti come a Bologna, né sull'amministrazione dei docenti come a Parigi, ma sulla diretta organizzazione del Comune.».
  3. ^ Anagrafe Nazionale Studenti, anagrafe.miur.it. URL consultato il 12 giugno 2016.
  4. ^ AA. VV., L'Università di Siena. 750 anni di storia, 1991, Siena.
  5. ^ Mario Ascheri (a cura di), Siena e Maremma nel Medioevo, Betti editrice, Siena, p. 188.
  6. ^ a b c d e f Touring, cit., p. 562.
  7. ^ Paolo Nardi, L'insegnamento superiore a Siena nei secoli XI-XIV. Tentativi e realizzazioni dalle origini alla fondazione dello Studio generale. Milano, Giuffrè Editore, 1996, p. 261.
  8. ^ Giovanni Minnucci, Leo Košuta, Lo Studio di Siena nei secoli XIV-XVI: documenti e notizie biografiche, Milano, Giuffrè, 1989, p. 13.
    «Il 16 agosto 1357 Carlo IV di Lussemburgo conferì allo Studio di Siena la qualifica ed i privilegi di Studio generale (...) Il testo del diploma imperiale, più volte edito, si legge, infine, nel Chartularium Studii Senensis, 1 (1240-1357)».
  9. ^ Tiziana Ferreri, Il Rettore, Governatore e Generale Amministratore della Casa di Sapienza di Siena alla fine del '400 - Annali di Storia delle Università italiane - Volume 10 (2006), cisui.unibo.it.
    «I primi anni del XV secolo segnarono un netto miglioramento per le sorti dello Studio. Il 7 maggio 1408 papa Gregorio XII promulgò otto bolle relative all'istituzione senese: le prime quattro resero possibile la costituzione di un collegio universitario al quale fu attribuito il nome di Casa di Sapienza, mentre con le ultime quattro si conferirono ai dottori e agli scolari senesi gli stessi privilegi di cui beneficiavano i loro colleghi di Bologna e di Parigi, fondando, altresì, la Facoltà di Teologia. L'emanazione delle otto bolle pontificie segnò l'inizio di un periodo che si protrasse oltre la metà del secolo, durante il quale lo Studio senese, ormai consolidatosi, si sviluppò sino a raggiungere grande fama e prestigio con l'arrivo di alcuni dei docenti più famosi del tempo».
  10. ^ Una Casa della Sapienza fu fondata, tuttavia, nel gennaio 1393, su iniziativa delle autorità episcopali locali, allo scopo di ospitare studenti poveri.
  11. ^ a b c d Umberto Benigni, University of Siena, in Catholic Encyclopedia, Volume 13, Robert Appleton Company, New York 1913.
  12. ^ Aa.Vv., Lo studium aretino del '200, su www.unisi.it, Università di Siena.
    «Il baricentro della formazione toscana si era spostato, per una scelta di politica culturale dei Medici, verso Pisa, dove gli investimenti fondiari e commerciali delle famiglie fiorentine erano prevalenti.»..
  13. ^ Cenni storici, Scuola Santa Chiara, Sito ufficiale
  14. ^ Università di Siena, Disposizione del Direttore amministrativo del 13 marzo 2013 relativa alla Istituzione e organizzazione della Divisione coordinamento bibliotecario (PDF), unisi.it. URL consultato il 21 gennaio 2014.
  15. ^ Sito ufficiale della Biblioteca Umanistica di Siena
  16. ^ Sito ufficiale della Biblioteca Umanistica di Arezzo
  17. ^ Sito ufficiale della Biblioteca Medica
  18. ^ Romeo Perrotta. Facoltà di Frequenza. La prima radio universitaria italiana. Roma, Carocci Editore, 2005
  19. ^ Giovanni Cordoni, Peppino Ortoleva, Nicoletta Verna. Le onde del futuro. Presente e tendenze della radio in Italia. Milano, Costlan Editori, 2006

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Ascheri, L'Università di Siena: 750 anni di storia, Milano, silvana, 1991.
  • Domenico Barduzzi, Cenni storici sull'Università di Siena, sugli istituti scientifici e clinici e sulla fondazione di posti di studio, Siena, Tip. e lit. sordo-muti, 1900.
  • Alcide Garosi, Siena nella storia della medicina (1240-1555), Firenze, Olschki, 1958.
  • Giovanni Petragnani, L'Università e le istituzioni culturali in Siena, Siena, Dalla R. Università di Siena, 1935.
  • Toscana. Guida d'Italia, Milano, Touring Club Italiano, 2003, ISBN 88-365-2767-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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