Università degli Studi di Genova

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Università degli Studi di Genova
Unige.svg
Genova, palazzo dell'università, cortile 04.JPG
Il Palazzo dell'Università di Genova, la sede centrale dell'Ateneo
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàGenova
Altre sediChiavari, Imperia, La Spezia, Livorno, Pietra Ligure, Savona[1]
Dati generali
Nome latinoGenuense Athenaeum
Fondazione1481
TipoStatale
RettorePaolo Comanducci
Studenti32 458 (2017[1])
Dipendenti1 711
AffiliazioniCoNISMa, CNIT
SportCUS Genova
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università degli Studi di Genova (comunemente chiamata Università di Genova o UniGe), è una università statale italiana fondata nel 1481 avente sede nel centro storico di Genova, con sedi distaccate in varie città della Liguria.

Come per la maggior parte delle università europee di antica tradizione, le origini dell'Università di Genova sono da ricercarsi nelle associazioni di docenti e studenti. Si hanno notizie della presenza a Genova di collegi che conferiscono titoli in legge, teologia, medicina e arte già a partire dal XIII secolo.

Oggi l'Ateneo ha sedi didattiche a Genova, Imperia, Savona, La Spezia, Chiavari e Pietra Ligure[2] e conta cinque scuole.

L'Università di Genova ha strette collaborazioni con l'istituto italiano di tecnologia (IIT), ed ha attualmente un piano di costruzione d'una nuova facoltà d'ingegneria presso il parco scientifico tecnologico Great Campus degli Erzelli.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le facoltà medievali[modifica | modifica wikitesto]

Il Collegio dei Giudici risultava certamente esistente nel 1307, quando i Capitani del popolo sanciscono l'esenzione da ogni imposta e gabella per ciascun membro del Collegio. Si ha ragione di ritenere che il Collegio dei Medici sia stato fondato nello stesso periodo del Collegio dei Giudici. In ogni caso, nel 1353 viene ribadita anche per i membri di questo collegio l'esenzione dalle imposte. La promulgazione dello Statuto del Collegio avviene, ad opera del Consiglio degli Anziani, l'8 agosto 1481.

Anche il Collegio di teologia ha origini antiche, confermate dalla bolla di papa Sisto IV (il savonese Francesco della Rovere) del 1471.

Le istituzioni educative della città hanno modo di godere di alcuni lasciti, come quello di Ettore Vernazza, che nel 1512 lascia disposizioni testamentarie perché siano create a Genova quattro cattedre di medicina, e quello di Ansaldo Grimaldi, che nel 1536 crea un lascito per l'istituzione di cattedre di diritto canonico, diritto civile, filosofia morale e matematica.

Il Collegio di San Girolamo[modifica | modifica wikitesto]

Le cattedre dei Collegi vengono incorporate nel 1569 nelle scuole dei Padri Gesuiti, già dal 1554 dediti all'insegnamento a Genova. Il collegio gesuitico, dopo varie peregrinazioni, nel 1623 trova sede presso la chiesa di San Girolamo Del Roso e prende perciò il nome di "Collegio di San Girolamo".[4] A fianco della chiesa, arricchito dall'acquisto di alcuni terreni circostanti, viene edificato dall'architetto Bartolomeo Bianco il palazzo del collegio (l'attuale Palazzo del Rettorato), in uso a partire dal 1640.

Oltre alle quattro classi inferiori di latino, il collegio comprendeva, fra le altre, due cattedre di retorica, una di matematica, una di logica, una di fisica, due di teologia scolastica, una di teologia morale, una di diritto canonico.[4]

Il Collegio di San Girolamo non era un'università e chi poteva proseguiva gli studi fuori della Repubblica di Genova nelle università di Pavia, Parma e Roma.[4]

L'Università di Genova (1773-1805)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1773, con la soppressione della Compagnia di Gesù il controllo sul collegio, che viene promosso a Università,[5] passa al Senato della Repubblica di Genova con potere di nomina di professori e maestri. Viene costituita una Deputazione agli Studi, composta di patrizi genovesi, e vengono ricostituite tutte le cattedre, sia quelle relative all'insegnamento superiore (sacri canoni, giurisprudenza civile, filosofia, fisica, teologia, logica e metafisica), sia all'insegnamento inferiore (classi di retorica, di lettura, di scrittura). Da notare che l'insegnamento della fisica, affidato a padre Glicerio Sanxay, risultava distinto da quello della filosofia.

Nel 1777, un lascito consente di fondare una cattedra e un gabinetto di chimica affidati a Guglielmo Batt, il quale inizia a lavorare per la costituzione di un orto botanico sulla collina alle spalle del palazzo universitario.

Tutte le lauree in teologia, dopo il 25 ottobre 1781, vengono conferite dall'Università e, con decreto del 29 aprile 1782, il Senato aggrega il Collegio di teologia alla facoltà di teologia dell'Università.

La Deputazione ritenne di dover introdurre insegnamenti di tipo pratico-sperimentale. Due anni dopo, nel 1784, vengono attivate le cattedre di aritmetica commerciale, di storia naturale e di fisica sperimentale, quest'ultima dotata di un proprio gabinetto. Il corso di algebra e di geometria viene affidato provvisoriamente al lettore di metafisica, il quale lo svolge gratuitamente.

La Repubblica Ligure, costituita da Napoleone Bonaparte su modello francese, provvede ad emanare nel 1802 un regolamento che organizza l'università in quattro facoltà: teologia, filosofia, diritto e medicina,[6] e al vertice pone una commissione agli studi composta di cinque membri, uno per ciascuna delle quattro facoltà più un altro membro per libera elezione dei professori.

Passano sotto l'Università anche gli studi di medicina, fino a quel periodo svolti all'Ospedale di Pammatone.

Il ciclo degli studi per il conseguimento della laurea prevede tre o quattro anni sotto la vigilanza della commissione che ha il compito di ordinare il piano degli esami che gli studenti sono tenuti a superare per conseguire il titolo.

L'Università Imperiale, poi Accademia Imperiale di Genova[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la costituzione dell'Impero francese, che assorbe la Repubblica Ligure, gli studi superiori sono suddivisi nelle scuole speciali di diritto, medicina, scienze fisiche e matematiche, scienze commerciali, lingua e letteratura, farmacia. L'Università di Genova subisce la sorte comune a tutti gli altri centri universitari nell'orbita napoleonica, vivendo aggregata all'unica Università imperiale di Parigi.

L'Università contava quaranta cattedre e seicento studenti. Il bilancio era finanziato dai capitali portati all'estero dai Gesuiti prima dello scioglimento della Compagnia, soprattutto a Londra e in Austria.[7]

Le cattedre furono riorganizzate: innanzitutto furono soppresse quelle di teologia, che avevano già l'equivalente in seminario, e quelle giuridiche furono ridotte a quattro. Furono invece istituite le cattedre di astronomia, di letteratura francese e di storia.[7]

L'ateneo genovese nel 1805 prese il nome di "Università Imperiale di Genova" e nel 1809 quello di "Accademia Imperiale di Genova"[8].

L'Università di Genova[modifica | modifica wikitesto]

Alla caduta di Napoleone, il governo provvisorio della Repubblica nomina una deputazione che curi gli studi e nel 1815, a seguito del Congresso di Vienna, le potenze partecipanti sanciscono che l'Università rientri sotto le competenze del Regno di Sardegna, potendo beneficiare dei privilegi concessi all'Università di Torino.

Durante i moti del 1821-23 e del 1830-35, l'Università viene chiusa a causa delle agitazioni e successivamente per motivi di ordine pubblico.

Nell'ateneo si conserva ancora la prima bandiera tricolore, futuro simbolo dell'unità nazionale, che gli studenti, guidati da Goffredo Mameli, sventolarono nelle strade di Genova il 10 dicembre 1847 durante la celebrazione del 101º anniversario della cacciata degli austriaci dalla città.

Nel 1870 vengono costituite le Regie scuole superiori Navale e di scienze economiche e commerciali, che nel 1936 verranno assimilate nella Regia Università degli Studi di Genova assumendo rispettivamente i titoli di Facoltà di ingegneria e di economia e commercio.

Nel 1862 la legge Matteucci attribuisce a Genova la qualifica di Università di secondo livello. Viene annessa al primo livello nel 1885 e, con l'entrata in vigore della Riforma Gentile nel 1923, confermata definitivamente in questa fascia di valutazione.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

L'università è organizzata in scuole, le quali sono strutture di coordinamento tra più dipartimenti raggruppati secondo criteri di affinità disciplinare e di funzionalità organizzativa. Vi sono 23 dipartimenti, ripartiti in 5 scuole:[9]

  • Scuola di scienze matematiche, fisiche e naturali (via Dodecaneso, 31, 33, 35 - 16146 Genova)
    • Dipartimento di chimica e chimica industriale
    • Dipartimento di fisica
    • Dipartimento di informatica, bioingegneria, robotica e ingegneria dei sistemi
    • Dipartimento di matematica
    • Dipartimento di scienze della terra, dell'ambiente e della vita
  • Scuola di scienze mediche e farmaceutiche (via L. B. Alberti, 4 - 16132 Genova)
    • Dipartimento di farmacia
    • Dipartimento di medicina interna e specialità mediche
    • Dipartimento di medicina sperimentale
    • Dipartimento di neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia, genetica e scienze materno-infantili
    • Dipartimento di scienze chirurgiche e diagnostiche integrate
    • Dipartimento di scienze della salute
  • Scuola di scienze sociali (via Balbi, 5 - 16126 Genova)
    • Dipartimento di economia
    • Dipartimento di giurisprudenza
    • Dipartimento di scienze della formazione
    • Dipartimento di scienze politiche
  • Scuola di scienze umanistiche (via Balbi, 2 e 4 - 16126 Genova)
    • Dipartimento di antichità, filosofia e storia
    • Dipartimento di italianistica, romanistica, antichistica, arti e spettacolo
    • Dipartimento di lingue e culture moderne
  • Scuola politecnica (via Montallegro, 1 - 16145 Genova)
    • Dipartimento di architettura e design
    • Dipartimento di informatica, bioingegneria, robotica e ingegneria dei sistemi
    • Dipartimento di ingegneria civile, chimica e ambientale
    • Dipartimento di ingegneria meccanica, energetica, gestionale e dei trasporti
    • Dipartimento di ingegneria navale, elettrica, elettronica e delle telecomunicazioni

IANUA Scuola Superiore dell'Università di Genova[modifica | modifica wikitesto]

L'Università ha fondato nel 2013[10] l'Istituto di studi superiori dell'Università di Genova (ISSUGE) dal 2016 trasformato in Scuola superiore dell'Università di Genova (IANUA-ISSUGE)[11], una scuola superiore universitaria[12] che opera nei seguenti campi: ingegneria e architettura[13], scienze matematiche fisiche naturali[14], scienze mediche e farmaceutiche[15], scienze sociali[16] e scienze umanistiche[17]. La permanenza nella Scuola Superiore IANUA è subordinata a regolarità e profitto (essere in corso e mantenere una media nel primo decile dei migliori studenti di ogni classe di laurea) negli esami del corso di studio ordinario e al superamento con successo del programma di formazione integrativo.

Istituto superiore di studi in tecnologie dell'informazione e della comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Istituto superiore di studi in tecnologie dell'informazione e della comunicazione
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàGenova
Dati generali
Fondazione2003
TipoPrivata
PresidenteSebastiano Serpico
AffiliazioniAlumni ISICT
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Istituto superiore di studi in tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ISICT) è una scuola nata nel 2003[18] che affianca i corsi di studio in ICT dell'Università di Genova per integrare la formazione universitaria nell'area gestionale e nell'area scientifico-tecnologica. A partire dall'anno accademico 2010/2011 il programma formativo di ISICT viene svolto in collaborazione con ISSUGE[19][20]. Il presidente di ISICT è Sebastiano Serpico.

Dal 2013 è nata l'associazione Alumni ISICT[21][22] con lo scopo di creare una rete di laureati ISICT.

Corsi e progetti[modifica | modifica wikitesto]

ISICT offre un programma formativo in due aree culturali: gestionale e scientifico-tecnologica. I piani formativi consistono in lezioni frontali, case studies e seminari volti ad approfondire argomenti non affrontati nei corsi di studio curricolari. ISICT organizza inoltre visite aziendali e presso centri di ricerca[23], tirocini e tesi in azienda, incontri con esperti internazionali[24] e collabora con il Festival della scienza di Genova[25].

Il programma formativo è preparato grazie anche alle indicazioni del comitato di esperti di cui fanno parte personalità del panorama ICT a livello nazionale[26].

Ammissione e benefici[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno ISICT emana un bando di concorso[27] dove sono indicate le modalità di selezione, il numero di posti e le borse di studio disponibili. Le borse di studio sono erogate esclusivamente in base al merito.

Indicativamente sono disponibili tra 30 e 40 posti di "allievo"[28], circa 20 tra gli studenti del primo anno di corso di laurea triennale che abbiano ottenuto un voto minimo dell'esame di maturità di 80/100 e circa 20 tra gli studenti del primo anno di corso di laurea magistrale che abbiano mantenuto una media pesata minima di 27/30 per la laurea triennale. Per mantenere lo status di "allievo" gli studenti devono mantenere una media di 27/30 con voti non inferiori a 24/30, essere in pari con gli esami e superare con successo il programma di formazione ISICT.

Soci[modifica | modifica wikitesto]

I soci partecipano alla governance dell'ISICT, al finanziamento e alla definizione dell'offerta formativa.

I soci sono:

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Rettori dell'università dal 1849 a oggi:[29]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b MIUR Anagrafe Nazionale Studenti
  2. ^ Corso: Segreteria C. L. In Fisioterapia, su sanitarie.aulaweb.unige.it. URL consultato l'8 settembre 2017.
  3. ^ L’Università di Genova firma il contratto per l’acquisto dei terreni di Erzelli
  4. ^ a b c Boudard, 1962, p.13.
  5. ^ Boudard, 1962, p. 15.
  6. ^ Boudard, 1962, p. 19.
  7. ^ a b Boudard, 1962, p. 22.
  8. ^ Boudard, 1962.
  9. ^ Strutture – Scuole, su unige.it. URL consultato il 26 novembre 2018.
  10. ^ Istituto di Studi Superiori - ISSUGE | Studenti e laureati, su www.studenti.unige.it. URL consultato il 30 luglio 2015.
  11. ^ Scuola superiore IANUA-ISSUGE, su ianua.unige.it. URL consultato il 3 novembre 2018.
  12. ^ Scuole Superiori in Italia, su istruzione.it.
  13. ^ Universita' degli Studi di Genova - Scuola Politecnica, su www.ingegneria.unige.it. URL consultato il 22 luglio 2015.
  14. ^ Home, su Scuola di Scienze MFN. URL consultato il 22 luglio 2015.
  15. ^ Scuola Scienze Mediche e Farmaceutiche - Presentazione, su www.medicina.unige.it. URL consultato il 22 luglio 2015.
  16. ^ Home, su www.scuolascienzesociali.unige.it. URL consultato il 22 luglio 2015.
  17. ^ Scuola di Scienze Umanistiche, su www.scienzeumanistiche.unige.it. URL consultato il 22 luglio 2015.
  18. ^ Ict, Genova vara un istituto superiore (PDF), in Il Sole 24 Ore - Nord Ovest, 12 maggio 2003, p. 11. URL consultato il 24 agosto 2019.
  19. ^ IANUA-ISSUGE Scuola Superiore UniGE | Studenti e laureati, su studenti.unige.it. URL consultato il 24 agosto 2019.
  20. ^ INAUGURAZIONE DEI CORSI UNIVERSITARI DI ISSUGE, in Liguria Notizie, 4 marzo 2014. URL consultato il 24 agosto 2019.
  21. ^ Matteo Aragone, Alumni ISICT (PDF), in Genova Impresa, Gennaio / Febbraio 2015, p. 42. URL consultato il 24 agosto 2019.
  22. ^ Alumni ISICT, su isict.it. URL consultato il 24 agosto 2019.
  23. ^ Lunch in Azienda, su isict.it. URL consultato il 24 agosto 2019.
  24. ^ Incontri e Conferenze, su isict.it. URL consultato il 24 agosto 2019.
  25. ^ ISICT al Festival della Scienza, su isict.it. URL consultato il 24 agosto 2019.
  26. ^ Elisa Scarcella, Aziende, università ed enti insieme per una formazione di eccellenza, in Eccellere - Business Community, 20 luglio 2011. URL consultato il 24 agosto 2019.
  27. ^ A chi ci Rivolgiamo, su isict.it. URL consultato il 24 agosto 2019.
  28. ^ Lunedì 14 settembre, in Il Secolo XIX, 7 settembre 2009. URL consultato il 24 agosto 2019.
  29. ^ I rettori dell'Università degli Studi di Genova dall'anno 1849 a oggi, su francobampi.it. URL consultato il 20 settembre 2019.
  30. ^ Genova - Paolo Comanducci è il nuovo rettore dell'Università | Liguria | Genova | Il Secolo XIX, su ilsecoloxix.it. URL consultato l'11 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lorenzo Isnardi, Storia della Università di Genova, 1864, su archive.org.
  • René Boudard, L'organisation de l'université et l'enseignement secondaire dans l'Académie Imperiale de Gênes, Parigi, Mouton, 1962.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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