Università degli Studi di scienze gastronomiche

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UniSG - Università degli Studi di scienze gastronomiche
Unisg licensed.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Città Pollenzo - Bra (Cuneo)
Dati generali
Fondazione 2004
Tipo non statale
Rettore Piercarlo Grimaldi
Presidente Carlo Petrini
Studenti 284 (2015/16[1])
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università degli Studi di scienze gastronomiche (abbreviato UniSG) è un'università non statale italiana riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca[2].

Fondata nel 2004, ha sede a Pollenzo, frazione del comune di Bra (CN).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 gennaio 2003, sotto l'egida di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, venne costituito il Comitato per l'Università, primo passo verso l'apertura dell'ateneo, che attivò i corsi a partire dal 4 ottobre 2004.

Lo scopo dell'iniziativa era la creazione di un polo internazionale che si occupasse di formazione e ricerca per una nuova agricoltura sostenibile, per lo studio ed il mantenimento delle diversità bio-culturali e per creare un approccio inter-disciplinare attorno al cibo coinvolgente le scienze sociali, umane, biologiche, agrarie, nonché le scienze e tecnologie alimentari.

A seguito dell'insediamento degli organi di governo universitari, il Comitato si è evoluto in un'associazione di supporto all'ente (denominata Associazione Amici dell'Università di scienze gastronomiche).

Offerta formativa[modifica | modifica wikitesto]

Esterno della sede dell'università

Istituzione peculiare e innovativa a livello internazionale per i propri scopi e finalità[3], l'Università di scienze gastronomiche offre percorsi formativi di livello differente, tutti inerenti l'ambito enogastronomico: un corso triennale in Scienze Gastronomiche (classe di laurea in Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari)[4], un corso magistrale in Promozione e gestione del patrimonio gastronomico e turistico (classe di laurea in Scienze del Turismo), due master di primo livello in Gastronomy - Food in the World (l'uno focalizzato su Food Ecologies and Sovereignty e l'altro su Food Cultures and Mobility), uno in Food Culture and Communications ed uno in Italian Wine Culture. Ad essi si affianca un master professionalizzante in Cucina Slow: Teoria e Pratiche della Sostenibilità Gastronomica.

Le lezioni sono tenute in lingua inglese al primo anno e in lingua italiana (o opzionalmente ancora in inglese) nel secondo e terzo anno della laurea triennale e nella laurea magistrale. Le lezioni dei master sono invece tenute solo in inglese.

Durante ogni anno accademico l'università organizza a beneficio degli studenti stage e viaggi didattici (in media 5 all'anno), della durata di una o due settimane, presso operatori del settore enogastronomico basati in Italia e al di fuori dei confini nazionali.

L'università attrae studenti da circa sessanta paesi del mondo: oltre il 50% degli immatricolati è di nazionalità non italiana.

Gerenza[modifica | modifica wikitesto]

L'università è governata da un consiglio di facoltà e da un consiglio d'amministrazione. Essa è sostenuta da partner e sostenitori pubblici e privati, sia dal punto di vista finanziario che nel supporto organizzativo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MIUR Anagrafe Nazionale Studenti
  2. ^ Riconosciuta con d.m. n. 262 del 5 agosto 2004
  3. ^ Stefano Carnazzi, Il primo "ateneo del gusto" del mondo, lifegate.it, 30 aprile 2004. URL consultato il 21 giugno 2011.
  4. ^ Classe L-26: http://www.miur.it/UserFiles/2600.pdf

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità ISNI: (EN0000 0000 9229 4149