Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa"

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Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa"
SuorOrsolaBenincasalogo.png
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàNapoli
Altre sediSalerno
Dati generali
Fondazione1895
Tipoprivata
FacoltàScienze della Formazione, Lettere, Giurisprudenza
RettoreLucio d'Alessandro
Studenti8 114 (2015/16[1])
SportCUS Napoli
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" è un'università italiana privata con sede in Napoli specializzata nelle scienze umane. Trae origine dall'istituto fondato nel 1895 da suor Orsola Benincasa, con sede nel complesso monastico omonimo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Benincasa e la fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Orsola Benincasa.
Il claustro

Sede dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa è la cittadella monastica posta alle pendici del colle Sant'Elmo e che ricopre una superficie di 33.000 m² su cui sorgono otto corpi di fabbrica di cui due chiese, chiostri e giardini pensili, vestigia di due monasteri fondati tra il XVI e il XVII secolo dalla mistica napoletana Orsola Benincasa all'epoca della Controriforma.

Orsola Benincasa fu la fondatrice della Congregazione delle oblate della SS. Concezione di Maria, suore di vita attiva dedite all'educazione della gioventù. In seguito a una visione, che sarebbe avvenuta il 2 febbraio 1617, fondò la Congregazione delle romite dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine, monache di rigorosa clausura, dedite alla preghiera contemplativa per sostenere, con la forza della preghiera, il lavoro apostolico delle oblate. Questo progetto, manifestato dalla mistica nel suo testamento, fece sì che dopo la sua morte, avvenuta nel 1618 si iniziasse la costruzione di un grandioso eremo da destinare alle romite. Questa nuova ala è caratterizzata da un progetto architettonico coerente e di ampio respiro, rispettoso delle regole imposte dal Concilio di Trento. Il nucleo centrale, composto di tre corpi di fabbrica disposti ad U attorno ad un ridente chiostro, è nascosto agli sguardi esterni da un poderoso muro di cinta in tufo che si innalza per circa venti metri. Questo iniziale insediamento è ben riconoscibile da un punto di vista architettonico perché non nasce da un progetto preordinato, ma ha la natura caotica delle sovrapposizioni successive. Elemento di punta di questa zona della cittadella è la chiesa dell'Immacolata, fondata da Orsola nel 1580 e ristrutturata nel settecento da Rocco Doyno.

L'unità d'Italia e il XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'unità d'Italia con l'eversione dell'asse ecclesiastico l'istutito ne subì le conseguenze giuridiche perché considerato "Opera pia a carattere laicale". Anche per rafforzare questo riconoscimento - messo in forse da una causa giudiziaria con la Cassa Ecclesiastica - vi venne fondata una scuola gratuita. Essa fu inaugurata il 10 luglio 1864, grazie soprattutto all'impegno di Emilio Beneventani, che resse il Governo laico di Suor Orsola (subentrato al governo delle oblate) per oltre vent'anni, sino alla sua morte nel 1887. Aperta con 32 fanciulle, la scuola negli anni '70 ospitava circa 500 allieve, ed era formata da una classe materna, le cinque classi elementari e un corso magistrale di tre classi. Vi era poi una sala per i lavori domestici affidati a una maestra speciale e consistenti in lavori di sartoria, di ricamo e di crestaia, a cui poi si aggiunse la produzione di fiori artificiali. Dal 1871 si insegnò lingua francese e computisteria, declamazione e canto corale e, nel 1878 fu istituito un corso di telegrafia. Tale progetto educativo si completava, nel 1885, con l'istituzione della facoltà di Magistero. Nel 1891 Adelaide Pignatelli Del Balzo principessa di Strongoli vi giunse in qualità di ispettrice onoraria.

Dal XX secolo ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

La Del Balzo divenne nel 1901 amministratore unico dell'istituzione accademica, e nello stesso anno la facoltà di Magistero venne pareggiata nel insieme alle scuole di Firenze e Roma. L'impegno pedagogico della principessa fu condiviso, fino alla sua morte, da Antonietta Pagliara la quale lasciò in eredità all'Istituto la sua collezione privata di arredi, quadri e suppellettili antiche di grande valore, poi ordinata in un museo che ha oggi sede nell'antico romitorio.

Con Decreto di Riforma pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 264 dell'11/11/1995, la Facoltà di Magistero è stata riformata attraverso la costituzione dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa e l'attivazione della Facoltà di scienze della formazione, e col Decreto Direttoriale 14 settembre 1996 l'istituzione assunse il ritoli di "istituto universitario". All'offerta formativa si aggiunsero successivamente, la facoltà di lettere e (dall'a.a. 1998/1999) la facoltà di giurisprudenza. Nel 2004, con Decreto Rettorale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nº157 del 7/7/2004, l'Istituto Universitario si è trasformato in Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.[2]

Cronologia delle denominazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1864-1885: Scuola "Suor Orsola Benincasa"
  • 1885-1995: Facoltà di Magistero "Suor Orsola Benincasa"
  • 1995-2004: Istituto Universitario "Suor Orsola Benincasa"
  • dal 2004: Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa"

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'università è organizzata in tre facoltà:

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN157209441 · ISNI (EN0000 0001 1942 7707 · LCCN (ENno2006024364 · GND (DE1081471-1 · WorldCat Identities (ENno2006-024364