Sarzana

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Sarzana
comune
Sarzana – Stemma Sarzana – Bandiera
Sarzana – Veduta
Panorama della città dal monte Caprione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Amministrazione
SindacoCristina Ponzanelli (Centrodestra) dal 24-6-2018
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°06′48.99″N 9°57′35.85″E / 44.113608°N 9.959958°E44.113608; 9.959958 (Sarzana)Coordinate: 44°06′48.99″N 9°57′35.85″E / 44.113608°N 9.959958°E44.113608; 9.959958 (Sarzana)
Altitudine21 m s.l.m.
Superficie34,52 km²
Abitanti21 976[1] (31-12-2015)
Densità636,62 ab./km²
FrazioniFalcinello, Marinella di Sarzana, San Lazzaro, Sarzanello
Comuni confinantiAmeglia, Arcola, Aulla (MS), Carrara (MS), Castelnuovo Magra, Fosdinovo (MS), Lerici, Luni, Santo Stefano di Magra, Vezzano Ligure
Altre informazioni
Cod. postale19038
Prefisso0187
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT011027
Cod. catastaleI449
TargaSP
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitantisarzanesi
PatronoSant'Andrea
Giorno festivo30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sarzana
Sarzana
Sarzana – Mappa
Posizione del comune di Sarzana nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Sarzana (AFI: [sarˈʣana][2]; Sarzann-a in ligure, Sarzàna[3], [saɾˈzana] nella variante locale[4]) è un comune italiano di 21 976 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria.

Considerata l'erede storica dell'antica città romana di Luni, Sarzana è il secondo comune della provincia per popolazione, dopo il capoluogo spezzino, nonché il perno sociale, culturale ed economico della val di Magra[5].

Grazie alla sua posizione, la città di Sarzana è dalla sua fondazione crocevia di importanti vie di comunicazione tra la Liguria, la Toscana e l'Emilia-Romagna. Sin dall'antichità fu centro agricolo, commerciale e strategico di grande rilievo, e già in età medievale importante centro religioso e giuridico, con la sede vescovile e del tribunale.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Panorama dalle colline di Sarzanello

Sarzana sorge nella parte terminale della vallata della Magra, a pochi chilometri dall'estuario del fiume, in una zona relativamente pianeggiante a est di esso, detta appunto piana di Sarzana. La città sorge anche ai piedi della collina di Sarzanello, un rilievo di circa 150 m s.l.m. Il sistema orografico circostante è rappresentato dalle asperità che diradano dalle vicine Alpi Apuane. Il comune inoltre è inserito nel Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra[6].

Nei pressi di Sarzana scorre, come già detto, il fiume Magra, il cui bacino è alimentato anche dal torrente Calcandola, principale affluente sarzanese, nonché da altri torrenti come il San Michele, l'Albachiara e l'Isolone. Oltre al fiume sono presenti anche due specchi d'acqua, di dimensioni modeste, detti "Bozi", termine dialettale che indica la "pozzanghera", in questo caso l'acquitrino, e che quindi rimanda alle piccole dimensioni dei due laghetti.

Il centro abitato si trova a pochissimi chilometri dal mare e dal confine con la regione Toscana, in particolare da quello del comune di Fosdinovo. La sua posizione geografica ha fatto di Sarzana una vera e propria terra di confine, un punto di contatto tra usanze, tradizioni e storie differenti.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Sarzana Centro e Stazione meteorologica di Sarzana-Luni.

Nel territorio comunale sono ubicate due stazioni meteorologiche: la stazione meteorologica di Sarzana Centro e la stazione meteorologica di Sarzana Luni, quest'ultima presso la base militare in località San Lazzaro. Esse sono ufficialmente riconosciute dall'Organizzazione meteorologica mondiale e sono il punto di riferimento per lo studio del clima che caratterizza la città e la sua piana.

In base alle medie climatiche del periodo 1971-2000, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di +7,3 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +23,4 °C; mediamente si contano 17 giorni di gelo all'anno e 25 giorni con temperatura massima uguale o superiore ai +30 °C. I valori estremi di temperatura registrati nel medesimo trentennio sono i -9,0 °C del gennaio 1985 e i +38,2 °C dell'agosto 1985.

Le precipitazioni medie annue si attestano a 894 mm, mediamente distribuite in 89 giorni di pioggia, con minimo relativo in estate, picco massimo in autunno e massimo secondario in primavera per gli accumuli.

L'umidità relativa media annua fa registrare il valore di 73,4 % con minimo di 70 % a luglio e massimi di 77 % ad ottobre e a novembre; mediamente si contano 6 giorni di nebbia all'anno.

Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trentennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio.[7]

SARZANA-LUNI
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 11,312,30,017,121,725,228,728,824,918,015,012,111,912,927,619,317,9
T. min. mediaC) 3,33,75,68,210,914,217,817,910,811,37,04,43,88,216,69,79,6
T. max. assolutaC) 18,4
(1983)
20,0
(1991)
24,0
(1974)
26,2
(1975)
31,4
(1986)
34,8
(1990)
36,4
(1993)
38,2
(1985)
34,2
(1975)
29,0
(1985)
24,0
(1999)
18,6
(1984)
20,031,438,234,238,2
T. min. assolutaC) −9,0
(1985)
−5,0
(1999)
−4,9
(1971)
−1,4
(1997)
3,8
(1991)
7,8
(1986)
10,4
(2000)
7,6
(1989)
6,0
(1996)
0,0
(1997)
−3,6
(1988)
−6,6
(1996)
−9,0−4,97,6−3,6−9,0
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 000003101110000024125
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 6420000000141420117
Precipitazioni (mm) 63,457,559,889,161,547,825,449,4101,5140,3123,574,4195,3210,4122,6365,3893,6
Giorni di pioggia 98898634610992625132589
Giorni di nebbia 11100000011131026
Umidità relativa media (%) 74717174737370717477777673,772,771,37673,4

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e il toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Sarzana appare citato per la prima volta in un diploma dell'imperatore Ottone I datato al 963[8], nel quale viene riconosciuto al vescovo di Luni il possesso del castrum Sarzanae[8]. Doveva all'epoca trattarsi probabilmente di un piccolo borgo fortificato, situato dove attualmente si trova la fortezza di Sarzanello[8][9], a controllo delle vie che percorrevano il fondovalle.

In realtà il luogo dove sorge oggi il borgo doveva esser popolato già in epoca neolitica, come testimoniato dai reperti archeologici rinvenuti, soprattutto da alcuni esemplari di statue stele, forma artistica diffusa nel territorio lunigianese.

Alla conquista romana della piana lunense si lega con tutta probabilità la toponomastica del luogo: il nome deriva probabilmente dal prediale femminile Sergiana da Sergius, a cui si aggiungerà presto la denominazione militaresca di castrum.

Tra vescovi e imperatori[modifica | modifica wikitesto]

Intorno al 1000 un nucleo abitato si andò formando più a valle in corrispondenza dell'incrocio tra la via Aurelia[8] e la via Francigena, che conduceva verso Parma e Piacenza.

La decadenza della vicina Luni, provocata dalle incessanti e devastanti incursioni dei pirati Saraceni, fu tra le cause della crescita di Sarzana[8]. Papa Innocenzo III decretò il passaggio a Sarzana della sede vescovile, nelle bolle del 7 marzo 1203 e del 25 marzo 1204, dalla oramai spopolata Luni[8].

Intorno al 1240, a seguito delle vicende che portarono al consolidamento del potere imperiale di Federico II in Toscana, il vescovo lunense Guglielmo fu costretto all'esilio nella guelfa Lucca ed al suo posto prese il potere un vicario imperiale, il marchese Oberto II Pallavicino. Quest'ultimo, con l'aiuto delle forze ghibelline dei Malaspina e dei pisani, conquistò il borgo di Lerici nel 1241.

Dopo la morte di Federico II il vescovo Guglielmo fece ritorno alla sua sede, trovandovi però un altro più temibile avversario: Nicolò Fieschi. Il potente genovese, nipote di papa Innocenzo IV, incominciò ad annettere le contee dei vassalli vescovili ed il suo potere, con capitale a La Spezia, si estese ben presto da Lavagna fino ad arrivare alla val di Magra. Ma nel 1270, con la presa del potere della parte ghibellina nella Repubblica genovese, cambiò il corso delle cose e il Fieschi dovette cedere le terre in suo possesso proprio alla repubblica marinara, la quale si andava rafforzando nell'intero circondario lunigianese[8].

La guerra di "Serrezzana"
I bastioni della Cittadella

Non molto conosciuto, un poemetto breve scritto in ottava rima da un autore ignoto negli anni tra il 1450 e il 1500 dal titolo La Guerra di Serrezzana, descrive la guerra iniziata tra la Repubblica di Genova, che aveva riconquistato Sarzana, e la Signoria dei Medici che ne vantava il possesso per averla acquistata nel 1468 da Lodovico Fregoso per la somma di 35.000 fiorini. Per via dell'evidente esaltazione di Lorenzo de' Medici, si ipotizza che l'opera sia da attribuirsi ad un rappresentante della Signoria medicea o di Lorenzo de' Medici stesso o del vicino araldo Lorenzo Filareti, ma il nome dell'autore rimane comunque anonimo.

In seguito i Fiorentini erano riusciti a stabilire un presidio nella Fortezza di Sarzanello, difesa da un centinaio di uomini, chiedendo la restituzione del territorio Sarzanese in virtù del trattato di Bagnolo, del 1484.

Lo stemma genovese

Il genovese Agostino Fregoso, a quel tempo signore di Sarzana, non potendo contrastare le armate fiorentine, cedette la città al Banco di San Giorgio. Tra il Banco di San Giorgio e la Signoria di Firenze iniziò così una contesa definita nella prefazione del poemetto stesso: Piccole guerre che riescono molto più dannevoli di regolari combattimenti perché continue e di poco o verun risultamento.

I Medici, nella loro opera di riconquista, potevano fare affidamento sull'alleato Marchese di Fosdinovo Gabriele II Malaspina, ma i Genovesi, guidati da Gianluigi Fieschi, nel marzo 1487 mossero alla conquista di Sarzanello, lo saccheggiarono, distrussero le abitazioni e salirono quindi la collina per stringere d'assedio la Fortezza, usando, sembra per la prima volta, mine o polvere esplosiva per espugnarlo.

Il Conte di Pitigliano, Nicolò Orsini venne mandato a dare man forte agli assediati e i Genovesi furono sconfitti il 15 aprile, facendosi catturare lo stesso condottiero Gianluigi Fieschi e suo nipote Orlandino. Dopo la disfatta i Genovesi organizzavano la loro difesa nel borgo di Sarzana, mentre i Fiorentini si diressero verso il fiume Magra, giungendo a Trebiano con l'intento di conquistare il borgo senza combattimenti, ma la manovra non ebbe successo grazie alla fedeltà degli abitanti mostrata alla Repubblica genovese. Allo stesso modo fu vano anche il tentativo da parte dei Fiorentini di conquistare Lerici per assicurarsi l'accesso al golfo.

I Fiorentini furono costretti quindi a ripiegare su Sarzana, cercando di sfiancare le ultime difese con l'assedio del borgo e portando le difese genovesi alla resa per mancanza di viveri e di armi.

Statua di Lorenzo de' Medici

Il 15 maggio, i Fiorentini si fecero sotto le mura, puntando le bombarde contro la città. L'8 giugno, presero il convento di San Francesco e la relativa chiesa. Il 22 giugno, forse avendo avuto notizia dell'imminente arrivo di Lorenzo de' Medici, i Genovesi si arresero alle truppe fiorentine.

La Fortezza Firmafede, costruita in passato con la collaborazione dei Pisani a sud est della città fu distrutta durante l'assedio e venne fatta ricostruire da Lorenzo de' Medici e denominata "Cittadella". Quel luogo porta ancora quel nome e ostenta ad oggi l'arme della famiglia medicea.

Nel 1273 venne nominato successore del vescovo Guglielmo, Enrico da Fucecchio, il quale nel 1276, a seguito di episodi di "insubordinazione" al potere vescovile da parte dei burgensi sarzanesi, li scomunicò a scopo intimidatorio, ma fu cacciato dalla città e costretto a rifugiarsi in Lunigiana. Solo dopo l'intervento del Pontefice, Bonifacio VIII, i cittadini vennero costretti ad accettare il successore di Enrico, Antonio Nuvolone da Camilla.

Il 6 ottobre del 1306, nell'antica Piazza della Calcandola (oggi Piazza Giacomo Matteotti[10]), Dante Alighieri ricevette quella procura in bianco dal marchese Franceschino Malaspina di Mulazzo in forza della quale egli poté recarsi, la mattina stessa, in Castelnuovo Magra a siglare la pace con il vescovo-conte di Luni Antonio Nuvolone da Camilla. Gli Atti originali della Pace di Castelnuovo, a rogito del notaro sarzanese Giovanni di Parente di Stupio (custoditi in originale presso l'Archivio di Stato della Spezia), fanno di Sarzana (e di Castelnuovo Magra) gli unici luoghi certi dell'intera biografia dantesca dell'esilio, in compagnia della sola, fatale Ravenna.

La pace siglata da Dante segnò di fatto la fine del potere temporale dei vescovi in Lunigiana. Il 12 giugno 1316 il vescovo Gherardino Malaspina, nominò Castruccio Castracani visconte della diocesi lunense, il quale dominò la città fino alla sua morte, il 3 settembre 1328[8].

Successivamente la rappresentanza della città si recò presso l'imperatore Federico III di Aragona, per chiedere il riconoscimento i diritti acquisiti dal vescovo Gherardino in esilio (soprattutto diritti tributari), che li concesse.

A partire dal 1320, Spinetta Malaspina il Grande, con l'aiuto dell'amico veronese Cangrande I della Scala, riconquistò tutti i territori persi nella lotta contro Castruccio Castracani, ampliandosi anche sulla Lunigiana orientale, la Garfagnana e impadronendosi, nel 1334, persino di Sarzana, su cui avrebbe dominato fino al 1343.[11]

Nel 1343 Sarzana tornò infatti sotto l'influenza dei Pisani[8], per passare successivamente sotto la dominazione della Repubblica genovese (1438[8]) e concludendosi con quella dei Medici[8]. Nel 1467, infatti, Gabriele Malaspina, fratello di Giacomo I Malaspina Marchese di Fosdinovo, aveva convinto Lodovico Fregoso a vendere Sarzana e il resto della Signoria lunigianese a Firenze per la somma di 35.000 fiorini, accendendo l'ira nella famiglia degli Sforza.

Quando poi, nel 1479, i Fieschi e i Fregoso si erano impossessati di Sarzana con le armi senza che Firenze, distratta dalla guerra sostenuta con i duchi di Calabria e d'Urbino, avesse potuto rispondere efficacemente, per rientrarne in possesso, la Repubblica fiorentina nominò per parte sua Gabriele II Malaspina (nel frattempo, asceso al titolo di Marchese di Fosdinovo) quale procuratore e mandatario, in appoggio del quale, nel 1484, Firenze inviò anche un consistente esercito con cui il marchese ottenne una vittoria sui Fregoso di Sarzana.[12][13][14], dopo aver stretto d'assedio la città nel 1487 durante la guerra denominata "guerra di Serrezzana". A causa della guerra, la fortezza Firmafede fu completamente distrutta, per poi esser riedificata e denominata appunto Cittadella. Poco prima, nel 1469, fu insignita del titolo di Sigillum civitatis Sarzane dall'Imperatore Federico III.

Dalla Repubblica Genovese al Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Sarzana passò quindi ancora a Genova (1494) dapprima attraverso il Banco di San Giorgio[8] e poi, direttamente, nel 1562[8]. Da allora Sarzana legò il suo destino, sino ai giorni nostri, a quello di Genova[8] che la elesse a sede dell'omonimo capitaneato.

Alla caduta della Repubblica di Genova (1796), sull'onda della rivoluzione francese e a seguito della prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, Sarzana rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, rientrò nel I cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Lunigiana e dal 1803 centro principale del I cantone della Lunigiana nella Giurisdizione del Golfo di Venere.
Dal 13 giugno 1805 al 1814, annesso al Primo Impero francese, la città venne inserita nel Dipartimento degli Appennini.

Dopo il Congresso di Vienna del 1814, nel 1815 come tutta la Liguria entrò a far parte del Regno di Sardegna, e successivamente del Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel V mandamento omonimo del circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della Provincia della Spezia poi.

La creazione del nuovo capoluogo di provincia alla Spezia determinò lo spostamento degli uffici pubblici (tribunale, sottoprefettura, ecc.) da Sarzana alla Spezia. Nel 1929 anche la Cassa di Risparmio e la Banca del Monte di Sarzana confluirono nella Cassa di Risparmio della Spezia e, nello stesso anno, fu spostata anche la sede vescovile, mantenendo però il seminario nel centro storico di Sarzana.

Dal fascismo ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Sarzana fu protagonista nell'estate del 1921 di uno scontro tra squadristi e carabinieri il 21 luglio nei cosiddetti Fatti di Sarzana, quando, i carabinieri al comando del capitano Guido Jurgens, a seguito di un colpo di arma da fuoco, spararono sugli squadristi. Successivamente parte dei fascisti fuggiti nelle campagne furono uccisi dagli arditi del popolo. I fatti di Sarzana ebbero una vastissima eco nazionale, su di essi intervennero i massimi esponenti politici dell'epoca (Gramsci, Turati, Mussolini, Giolitti, ecc.). Nel periodo della dittatura fascista furono molti i sarzanesi che subirono condanne dal tribunale speciale per attività antifasciste, quelli inviati al confino, i licenziati e perseguitati. Ingente fu l'emigrazione politica degli antifascisti sarzanesi soprattutto verso la Francia.

Durante l'occupazione nazista la popolazione di Sarzana diede un decisivo contributo alla lotta partigiana. Sulle colline sovrastanti la città si formarono gruppi spontanei dei cosiddetti "sbandati" poi riuniti in vere brigate partigiane di cui la più famosa fu la brigata "Ugo Muccini". La lotta che intrapresero queste formazioni fu determinante per contenere la violenza e la forza degli occupanti tedeschi e fascisti, responsabili di eccidi efferati nelle vicine località lunigianesi e garfagnine.

Un altro fattore determinante fu la vicinanza alla Linea Gotica, fattore che caratterizzò l'asprezza della lotta partigiana nel sarzanese sottolineata da molteplici scontri tra partigiani e nazifascisti, scontri nei quali venne pagato un alto tributo di vite alla riconquista della libertà e della democrazia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Sarzana-Stemma.png
Sarzana-Gonfalone.png

«d'azzurro alla luna montante, sormontata da una stella di otto raggi, il tutto d'oro, colle sigle O.P.Q.L. pure d'oro ordinate in fascia e nel capo. Lo scudo sarà sormontato da corona comitale.»

(Descrizione araldica dello stemma[15])

«Drappo di giallo...»

(Descrizione araldica del gonfalone[15])

Simbolo ufficiale di Sarzana è lo stemma comunale, concesso con l'apposito Reale decreto datato al 9 marzo del 1893[15]. Esso è composto da uno scudo a forma gotica ed è ornato a sinistra da un ramo di olivo e a destra da un ramo di quercia uniti da un nastro. La simbologia interna allo scudo rappresenta la mezzaluna e la stella a otto punte, presenti anche in molti altri stemmi di città appartenenti alla Lunigiana.

Sopra di esse è presente l'acronimo O.P.Q.L. che ricorda l'origine di Sarzana dall'antica colonia romana Luni. L'acronimo O.P.Q.L. infatti corrisponde a «Ordo PopulusQue Lunensium», che significa: governo e popolo di Luni.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune, per le sue tradizioni storiche e per i meriti acquisiti dalla sua comunità, è stato insignito del titolo di Città nel 1465 dal Papa Paolo II.[16]

Per il sacrificio delle proprie popolazioni ed il ruolo nella lotta contro il nazifascismo il Comune venne decorato con medaglia d’argento al valore militare con atto di riconoscimento del Ministero della Difesa pubblicato sulla G.U. del 16 novembre 1989.[17]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Crocifisso di Mastro Guglielmo, 1138, tempera e oro su tavola

La presenza secolare della sede vescovile a Sarzana fu senz'altro uno dei motivi principali che hanno indotto la costruzione delle numerose chiese sarzanesi.

Questo fenomeno consentì la venuta a Sarzana di numerosi maestri scultori, pittori e architetti, dal medioevo all'età moderna.

Chiese e oratori del centro storico[modifica | modifica wikitesto]

  • Concattedrale di Santa Maria Assunta. Fu edificata sull'area dove sorgeva la pieve di San Basilio a partire dal 1204[18]. I lavori di costruzione terminarono nel 1474 con il compimento della parte superiore della facciata ad opera di Leonardo Riccomanni da Pietrasanta[18]. Successivamente alla conclusione dei lavori, nel 1735 furono poste sulla facciata le statue di sant'Eutichiano al centro, di Sergio IV a sinistra e di Niccolò V a destra[18]. L'edificio, che rappresenta la summa di tutta la produzione storico-artistica di Sarzana e della Val di Magra, è elevato a Basilica Minore. Conserva, tra le altre opere, il crocifisso di Mastro Guglielmo (1138), il primo esempio datato di croce dipinta della storia dell'arte.
  • Pieve di Sant'Andrea, a poca distanza dalla cattedrale. La pieve è l'edificio sacro più antico di Sarzana, risalente tra il X secolo ed il XI secolo[19] e ricordata per la prima volta come sede del Sinodo del 1137[19]. Venne costruita in tre fasi distinguibili da alcuni elementi sia architettonici che testamentari. All'interno si trovano sculture marmoree del XIV e XV secolo, raffiguranti il patrono di Sarzana, sant'Andrea, ed i santi Pietro e Paolo, una fonte battesimale decagonale con basamento marmoreo di Giovanni Morelli da Carrara, e una scultura in gesso di Fontana raffigurante Gesù. Di notevole pregio, sull'altare di sinistra, la venerata immagine miracolosa della Madonna delle Grazie. I recenti scavi all'interno della pieve hanno riportato alla luce, oltre ad un forno per la fusione dei metalli, una serie di reperti archeologici.
  • Oratorio di San Girolamo, posto quasi adiacente la Cattedrale. Ricostruito nelle forme ottagonali odierne nel XVIII secolo, con cupola ellittica affrescata, è sede della Confraternita del Preziosissimo Sangue. Il primo impianto risale al 1473[20].
  • Oratorio di Santa Croce, posto tra la Cattedrale e la Pieve di Sant'Andrea. Risale al XV secolo ed è citato per la prima volta nel 1638. All'interno è conservata una copia del Volto Santo di Lucca[21] e una statua pregiata della Madonna Addolorata.
  • Oratorio della Misericordia, sito in piazza Firmafede nei pressi della Cittadella. Edificato alla fine del XVI secolo è stato sede dell'omonima confraternita. L'attuale impianto strutturale è il frutto dei rimaneggiamenti che si sono susseguiti sino al XVIII secolo. Dal 2003 i locali dell'oratorio sono sede del locale museo diocesano[22].
  • Chiesa, convento e chiostro di San Francesco, posti poco fuori le mura del centro storico. La chiesa sorge su un vasto sagrato. La prima notizia documentata dell'edificio religioso risale al 1238, ma la tradizione vuole che san Francesco stesso passò da Sarzana e fondò il convento[23]. Alla fine del XIII secolo il convento era ancora in costruzione, mentre nel XV fu ampliato con il dormitorio ed il chiostro. L'impianto è a croce latina e conserva numerose opere d'arte di estrema importanza storico-artistica per Sarzana e la Val di Magra.

Chiese e oratori dei quartieri[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, nel quartiere di Battifollo. L'edificio, a navata unica e di piccole dimensioni, venne costruito nel corso del Novecento. Dipende dalla parrocchia di San Venanzio.
  • Chiesa parrocchiale di San Venanzio, edificata nel 1962[24] al centro del popoloso quartiere della Crociata, posto a sud della stazione ferroviaria. La struttura moderna costruita in cemento armato racchiude una spaziosa navata con un crocifisso ligneo sospeso sopra il presbiterio, esempio di manifattura contemporanea.
  • Chiesa di San Giovanni Battista o dei Cappuccini, posta fuori le mura del centro storico nel quartiere dei Grisei. La chiesa è posizionata su un'altura che ospita anche l'odierno convento delle Suore Clarisse. La chiesa, dipendente dalla parrocchia di S. Francesco, risale al XVI secolo e fu consacrata nel 1578. Al suo interno ospita due tele di estrema importanza artistica ad opera di Giovanni Battista Paggi e di Domenico Fiasella[25].
  • Oratorio di San Gottardo, sito nel quartiere dei Grisei. Fu edificato per volere di una famiglia privata di Sarzana, molto devoti a San Gottardo. Oggi è in stato di abbandono.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Caterina, sita nell'omonimo quartiere. Risalente al XVII secolo e di piccole dimensioni, conserva una copia della Madonna col Bambino e santi del pittore fiorentino Andrea del Sarto[26]. Alla chiesa di Santa Caterina dipende la cappella dell'ospedale nuovo di San Bartolomeo.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora del Carmine, sita nel quartiere della Trinità. Il grande edificio moderno fu costruito nella seconda metà del Novecento per sostituire l'antica chiesa di N. S. del Carmine, sita poco fuori le mura del centro storico, precisamente nel sobborgo Spina. L'edificio antico è del XVII secolo e custodiva il dipinto Madonna con il Bambino e i santi Carlo Borromeo, Bernardino da Siena e Antonio di Padova, opera del pittore vicentino Francesco Maffei, uno dei più importanti pittori veneti del XVII secolo[27]. L'edificio moderno è invece una struttura in cemento armato e mattoni con un'ampia e luminosa navata. Il crocifisso appeso sul presbiterio è in chiave di design contemporaneo.
  • Oratorio della Trinità, sito presso l'omonimo quartiere. L'edificio fu edificato a spese di monsignor Giovanni Battista Casoni[28] e venne intitolato anche ai santi Pietro e Isidoro[28]. Fino al XVII secolo vi si celebrava la Santa Messa quotidianamente[28]. Caduto in disuso e in totale abbandono, venne in epoca moderna acquistato dalla Cassa di Risparmio della Spezia che lo donò successivamente all'ente comunale[28]. All'interno presenta una pregevole volta affrescata, opera di Stefano Lemmi[28].

Chiese delle frazioni periferiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano, sita nella frazione montana di Falcinello. Riedificata nel corso del XIV secolo e annessa al non più esistente castello locale dei vescovi di Luni, conserva al suo interno due dipinti minori di Domenico Fiasella[29].
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Eutichiano, sita nella frazione costiera di Marinella. Edificata tra il 1881 e il 1882, venne consacrata e aperta al culto il 3 maggio 1882. In origine dipendeva della comunità parrocchiale di San Lazzaro. Nel 1937 monsignor Giovanni Costantini istituì l'omonima e indipendente Parrocchia[30].
  • Chiesa parrocchiale di San Lazzaro, sita presso l'omonima frazione. Posizionata in maniera strategica lungo la via Aurelia, la chiesa fu edificata tra il 1843 e il 1880 per sostituire la vecchia cappella dell'antico ospitale di San Lazzaro lungo la via Francigena. La consacrazione avvenne il 22 ottobre 1880. A pianta a croce greca e con facciata pseudo-rinascimentale, conserva al suo interno, oltre ad alcuni bassorilievi antichi, uno dei dipinti più rappresentativi di Domenico Fiasella, intitolato San Lazzaro implora la Vergine per la città di Sarzana. La tela, datata 1616, raffigura San Lazzaro ferito, con accanto il suo cane, mentre implora la Vergine Maria per la protezione di Sarzana, riprodotta quasi fedelmente nella parte inferiore del dipinto[31]. L'interno, in stile pseudo-barocco, è interamente affrescato ad opera dei fratelli Triani di Pontremoli.
  • Chiesa parrocchiale di San Martino, sita nella frazione collinare di Sarzanello. Edificata nella seconda metà del XVIII secolo, espone al suo interno diverse opere di artisti locali. In origine conservava il dipinto originale del 1686 di Domenico Piola, raffigurante la Madonna col Bambino con San Francesco, oggi esposto al museo diocesano. Conserva inoltre un bassorilievo della Madonna col Bambino con angeli e santi e altre statue antiche[32].

Altre chiese e oratori[modifica | modifica wikitesto]

  • Ex oratorio di San Rocco. L'edificio religioso, oggi non più esistente, era posto nel centro storico ed edificato nel XIV secolo[33] sull'odierna piazza Matteotti. In questo oratorio si celebrava la Santa Messa per i mercenari germanici al servizio della Repubblica di Genova e di stanza a Sarzana[33]. Ancora citato e visitato da monsignor Angelo Peruzzi, nel XVI secolo[33] venne chiuso al culto, probabilmente con l'avvento della dominazione napoleonica di fine XVIII secolo, e quindi venduto ai privati[33].
  • Ex oratorio di San Carlo Borromeo. Aperto nel 1684[34] per volere del sacerdote locale Francesco Malastesta, è citato in una visita pastorale di monsignor Giovanni Gerolamo della Torre[34] datata al 1727. I locali del seicentesco oratorio, uno degli ultimi edifici religiosi aperti nel centro storico sarzanese[34], sono stati adibiti ad attività commerciali.
  • Ex oratorio di San Bartolomeo, sito presso l'omonimo ospedale civile, demolito per far spazio ai nuovi fossati e baluardi. Una cappella dedicata a San Bartolomeo fu poi costruita presso il vecchio ospedale omonimo, nei pressi della chiesa di San Francesco, e successivamente nel moderno ospedale presso il quartiere di Santa Caterina.
  • Ex cappella di San Lazzaro, sita presso l'omonimo e antico ospitale lungo la via Francigena. Il piccolo edificio, risalente al XIII secolo e citato nelle visite pastorali di Monsignor Angelo Peruzzi (XVI secolo), fu sostituito nel XIX secolo dalla nuova parrocchiale di San Lazzaro. Oggi l'edificio è in completo abbandono.
  • Oratorio degli Angeli custodi, sito nella località di Monterosso, poco distante dalla chiesa di Santa Caterina.
  • Chiesa Evangelica Battista, sita nel quartiere dei Grisei. L'edificio fu edificato nel 1964[35] e testimonia la forte presenza evangelica nella città di Sarzana, datata a partire dal 1860. Un altro luogo di culto evangelico è situato in prossimità del vecchio mercato cittadino.

Nella frazione di Falcinello si trovano inoltre due piccoli oratori: quello dedicato alla Natività di Maria, sito nel borgo antico, e quello dedicato a San Filippo Neri, sito nella parte bassa della frazione. Nel centro è nel semicentro altri luoghi di culto, soprattutto cappelle e oratori di utilizzo privato, si trovano presso la scuola materna "Santa Luisa", il seminario vescovile, il collegio della Missione e l'istituto scolastico "Immacolata".

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi storici e nobiliari del centro storico[modifica | modifica wikitesto]

La presenza di un mercato e la posizione strategica della città hanno consentito lo sviluppo economico di molte famiglie sarzanesi, le quali hanno costruito nel corso del tempo numerose dimore urbane.

  • Casa torre Buonaparte, sita in via Mazzina e un tempo di proprietà della famiglia Buonaparte, la quale si era trasferita a Sarzana intorno al 1245, probabilmente da San Miniato.
  • Palazzo De Benedetti. Voluto dal cardinale Filippo Calandrini, il quadrangolare edificio fu edificato nel luogo dove - in epoca medievale - sorgeva il palazzo del Comune. Qui, come riportato nei documenti storici del 1306, Dante Alighieri, nel ruolo di ambasciatore per i Malaspina, arrivò ad un accordo di pace con il vescovo di Luni Antonio Nuvolone da Camilla (Pace di Castelnuovo). Nel 1560 il palazzo passerà ai discendenti della famiglia De Benedetti che si prodigheranno ad un nuovo rinnovamento pittorico delle sale con affreschi del pittore sarzanese Luigi Belletti.
  • Palazzo Fiori, del XIX secolo, restaurato nel corso dell'Ottocento dalla famiglia Capitani. L'edificio è sito in via Bertoloni.
  • Palazzo Fontana, sito in piazza Matteotti. Già residenza delle famiglie Bordigoni, Sarteschi e quindi dei Fontana dal 1937, nell'atrio del palazzo sono esposte e conservate molte opere dello scultore Carlo Fontana, quest'ultimo autore, a Sarzana, dei monumenti a Giuseppe Garibaldi e ai caduti della Seconda Guerra Mondiale (la cosiddetta Procellaria). Tra le opere in esposizione: Tommaso Campanella in carcere (1891); Nudo di atleta (1908); Gesù scaccia i profanatori del tempio; Prometeo liberato; La Sibilla delle Apuane; Capitello colonna (1938); Gessi del monumento ai caduti di Tivoli (1930); Autogenesi; busto di Terenzo Mamiani; busto di una duchessa.
  • Palazzo Magni-Griffi del 1783 e sito in via Mazzini. È un significativo esempio di classicismo settecentesco che nella sua struttura essenziale prelude all'avvento del Neoclassicismo. Nella facciata scompare ogni elemento decorativo e rimane solo la geometria delle cornici, in gioco composito curvilineo e triangolare dei timpani. Nell'atrio e nello scalone si trova il gusto scenografico barocco, che torna ad animare lo spazio, grazie al gioco di colonne e balaustre che filtrano la luce proveniente dal cortile interno.
  • Palazzo Neri, risalente al 1840 e sito in via Mazzina. Costituito da una facciata composita e sobria, ha al suo interno le sale tutte affrescate. Il giardino con il pozzo dell'antico convento delle Clarisse, su una parte del quale è sorto il palazzo, costituisce un elemento architettonico originale. Tutto l'isolato era occupato dalla chiesa e dal convento, con un'area di pertinenza che occupava parte della vicina piazza Garibaldi. Soppresso il convento con la dominazione napoleonica, l'edificio fu residenza privata e locanda ("Locanda della posta"); qui nel 1839 morirà la nipote di Napoleone, Charlotte Napoléone Bonaparte. Acquistato nel 1840 da Pietro Neri, il palazzo riscoprì una nuova fase d'abbellimento negli spazi e nelle forme attuali.
  • Palazzo Parentucelli, sito in piazza Matteotti. L'edificio poggia su un porticato da cui emergono le antiche colonne medievali. La facciata ottocentesca è decorata da un doppio medaglione raffigurante la Vergine Immacolata e San Giuseppe. Il palazzo appartenne alla famiglia Parentucelli, la quale diede i natali al Papa Niccolò V.
  • Palazzo Picedi-Benettini, sito quasi adiacente alla Cattedrale. L'edificio risale al XVI secolo. I saloni del piano nobile sono stati affrescati dal pittore sarzanese Luigi Belletti nel XIX secolo.
  • Palazzo Picedi-Benettini-Groppallo, del 1720 e sito in via Mazzini. È una costruzione che si erge secondo un impianto tardo rinascimentale toscano e ha nella facciata la sua forma più originale. Il basamento è ornato da splendide grate in ferro battuto. Al piano nobile il ritmo è scandito dalle cornici delle finestre e dall'alternanza dei timpani curvilinei con quelli triangolari, motivo ripetuto con più leggerezza all'ultimo piano. Tra i visitatori illustri del palazzo ci furono la duchessa di Parma Maria Luigia (in occasione dell'apertura del lavori per la nuova via della Cisa), papa Pio VII (che concesse alla cappella interna del palazzo il titolo di cappella gentilizia), la contessa Laura Picedi e il marchese Giacomo Groppallo, quest'ultimo promotore della bonifica privata della zona paludosa tra Luni e Marinella di Sarzana.
  • Palazzo Podestà-Lucciardi, del 1819 e sito in piazza Matteotti, quasi adiacente al palazzo comunale. L'edificio è un raro esempio di architettura neoclassica, realizzato su progetto di Carlo Barabino per la famiglia Podestà. Nel palazzo viene espresso un classicismo costruito, ragionato attraverso l'uso del bugnato appiattito. Sul tetto l'altana forma un tempietto classico. Al pianterreno il palazzo ospita il Caffè Costituzionale, uno degli storici caffè borghesi di Sarzana assieme a Gemmi, quest'ultimo posto lungo via Mazzini.
  • Palazzo Remedi, sito in piazza Matteotti. L'atrio, di ampie dimensioni conserva una pregevole ninfa, nonché statue e medaglioni del Seicento e Settecento.
  • Palazzo Tusini, risalente al XIV secolo e sito lungo via Mazzini. Edificato nel tardo Cinquecento per volere della famiglia Bernucci, forse sui resti di una preesistente casa-torre del medioevo, il palazzo ha subito diversi rimaneggiamenti nel corso del Settecento. Di proprietà dei vari discendenti Bernucci fino al 1850, fu venduto ai Tusini presumibilmente per motivi economici. L'atrio presenta affreschi di gusto neoclassico.
  • Palazzo Comunale, sede del municipio e impropriamente nominato come Palazzo Roderio, dal nome dell'architetto genovese che lo progettò. L'edificio, edificato tra il XV secolo e il XVI secolo, presenta la struttura tipica dei palazzi genovesi, con un cortile centrale delimitato da un porticato intorno al quale si sviluppano i diversi ambienti. Nel cortile sono esposti alcuni stemmi gentilizi e diversi frammenti di colonne antiche provenienti dalla colonia romana di Luni. La sala del consiglio comunale, posta al primo piano e al termine dell'imponente scalinata in marmo, conserva grandi dipinti raffiguranti alcuni degli uomini illustri che hanno caratterizzato la storia di Sarzana, tra i quali Niccolò V.
  • Palazzo degli Uffici, costruito tra Ottocento e Novecento sul lato destro di piazza Garibaldi.
  • Palazzo del Seminario Vescovile, sito in via Mascardi e ospitante, oltre al seminario appunto, anche l'archivio storico della diocesi spezzina e la biblioteca Niccolò V.
  • Ex Palazzo Vescovile. La costruzione del palazzo si rese necessaria dopo il trasferimento a Sarzana, nel 1465, del titolo diocesano della nuova diocesi di Luni-Sarzana. L'edificio fu portato a compimento nel 1471 sotto la guida del vescovo Antonio Maria Parentucelli. Nel grande salone principale conserva diversi affreschi, arredi e ritratti delle più note personalità religiose della diocesi lunense.

Ville urbane ed extraurbane[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio intorno al borgo di Sarzana, data la sua morfologia e il suo clima, ha favorito la costruzione di numerose ville nobiliari, le quali si trovano numerose anche nei territori di Fosdinovo, Castelnuovo Magra e Santo Stefano.

  • Villino Carpena è un esempio di villa urbana e sorge sul torrione Testaforte, uno dei torrioni perimetrali del centro storico. La sua struttura, che cerca di ricalcare le forme tipiche del medioevo, è in realtà una costruzione ottocentesca.
  • Villa Podestà-Lucciardi, sita in località Fusicchio di Sarzanello. Nel luogo già esisteva una dimora di proprietà di Antonio Maria Quartara, costituita da tre fondi e tre ambienti al primo piano[36]. Tale abitazione verrà nel 1731[36] acquistata da Stefano Lucciardi e sarà il figlio di quest'ultimo, Domenico, ad ottenere nel 1793[36] il permesso dal vescovo di costruire una cappella interna alla villa. Le forme attuali della dimora, caratterizzata dalle quattro uguali torri merlate ai lati, verranno raggiunte tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento con Bartolomeo Lucciardi[36].
  • Villa Ollandini, sita a meno di un chilometro dal centro storico di Sarzana[37], all'estremità sud del viale alberato che conduce verso Porta Romana. La villa fu edificata nel corso del Settecento per la famiglia Ollandini, originaria di Lerici, da uno sconosciuto architetto probabilmente dell'area genovese. Il genovese Michele Canzio[38] fu invece l'ideatore del vasto giardino, considerato a lungo come esempio di orto botanico di eccellenza. Nell'agosto del 1854 la villa ospitò la regina Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena[38]. L'edificio fu pesantemente rivisto e modificato dopo la vendita avvenuta il 23 aprile 1938[38], quando gli spazi interni furono convertiti per essere utilizzati dai bambini in cura presso il Preventorio antitubercolare della Spezia[38]. Oggi la villa e il parco annesso sono al centro di un importante progetto di riqualificazione dopo decenni di incuria[39], il quale interessa sia il giardino sia i diversi fabbricati, come anche la cosiddetta casa del custode.
  • Villa Groppallo. Esistono due ville che portano questo nome, entrambe erette tra il XIX e il XX secolo: una si trova lungo la via Aurelia, in prossimità del torrente San Michele; l'altra si trova nella zona di Montecavallo, tra le frazioni di San Lazzaro e di Sarzanello.

Altri edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli edifici pubblici e privati che possiedono una rilevanza storico-artistica ci sono:

  • Teatro Impavidi, edificato all'interno del soppresso complesso conventuale dei frati Domenicani tra il 1807 e il 1809, su progetto di Paolo Bargigli e di Bernardo Valenti. L'edificio, che sorge su piazza Garibaldi, è l'unico teatro cittadino e il secondo, per capienza (940 posti), della provincia spezzina. Subì ingenti danni per un crollo del soffitto nel 1815 e per la perforazione della volta causata da una bomba nella seconda guerra mondiale. Restaurato e riaperto al pubblico nel 2018 si presenta come un piccolo gioiello architettonico, con la classica forma a ferro di cavallo dei teatri all'italiana.
  • Ex Hotel Laurina. L'edificio si affaccia su piazza San Giorgio e presenta lineamenti classici con un ampio porticato. La struttura cadde in disuso in seguito ad un incendio. Oggi è in restauro.
  • Ospedale Vecchio di San Bartolomeo. La struttura, situata nel periodo medievale al di fuori della cinta muraria del borgo storico sarzanese, nel corso del XVI secolo venne inglobata nella nuova fortificazione muraria. Per esigenze strutturali la sede dell'ospedale fu poi spostata, nell'Ottocento, in un nuovo edificio a nord della città, nei pressi della chiesa e convento di San Francesco, ancora oggi utilizzato e recentemente ristrutturato. Sulla facciata della sede ottocentesca è posizionato il busto in marmo della benefattrice Paolina Ollandini Remedi. In epoca recente è stata costruita in località Santa Caterina una struttura ospedaliera più moderna ed efficiente, sempre intitolata a San Bartolomeo.
  • Antico ospitale di San Lazzaro, situato nell'omonima frazione. Esso viene citato per la prima volta nel 1228 e fungeva sia da ricovero per viandanti, pellegrini e malati (era anche un lazzaretto), sia come luogo per lo stoccaggio delle merci in quarantena dirette al borgo di Sarzana. L'ente possedeva un vasto patrimonio terriero e ospitava al suo interno la vecchia chiesa di San Lazzaro e un'osteria. Verso la fine del XVIII secolo l'ente assistenziale venne soppresso e trasformato in piccolo borgo agricolo, abitato sino agli anni Sessanta del Novecento. Oggi quello che rimane del complesso ospedaliero è adibito a magazzino di materiali edili.
  • Colonia Olivetti, presso la frazione di Marinella. L'edificio, costruito in stile razionalista in epoca fascista, è inserito in un ampio parco che affaccia direttamente sulla spiaggia. Oggi è purtroppo abbandonato.
  • Complesso scolastico di via XXI Luglio, posto lungo il viale tra piazza Garibaldi e la stazione ferroviaria.

Vie e Piazze del centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro storico si trovano diverse vie e piazze importanti:

  • Via Mazzini, arteria principale del centro storico sulla quale si affacciano importanti palazzi, la Cattedrale e la Pieve di Sant'Andrea. Corrisponde al tracciato originario della via Aurelia e della via Francigena.
  • Via Bertoloni, prosecuzione di via Mazzini oltre piazza Matteotti.
  • Via Landinelli, ricavata in seguito all'interramento di buona parte della cinta muraria.
  • Via Cattani, via Fiasella e via Mascardi. Sono le cosiddette vie dell'antiquariato, infatti ospitano numerose e pregiate botteghe artigianali.
  • Piazza Matteotti, anticamente chiamata "piazza della Calcandola", rappresenta senz'altro il cuore del centro storico monumentale di Sarzana. In questo luogo la mattina del 6 ottobre del 1306, ante missam, Dante Alighieri ricevette la procura in bianco da Franceschino Malaspina, marchese di Mulazzo, che sarebbe valsa la mattina stessa la pace con il vescovo-conte di Luni, Antonio Nuvolone da Camilla. Si tratta dell'unico luogo certo (assieme al palazzo vescovile di Castelnuovo Magra, teatro del trattato di pace) della presenza di Dante di tutta la biografia dell'esilio. Nel 1906 la piazza fu teatro delle prime celebrazioni ufficiali dell'Anno Dantesco e vi fu affissa la celebre epigrafe, dettata da Achille Pellizzari, che si conclude con lo splendido verso Orma di Dante non si cancella. Sulla piazza si affacciano numerosi palazzi storici e il palazzo comunale.
  • Piazza Garibaldi, di forma rettangolare, venne ricavata nell'Ottocento dal cortile dei conventi che in epoca medievale e rinascimentale occupavano quell'area della città. Sulla piazza si affaccia il Teatro Impavidi.
  • Piazza San Giorgio, oggi centro della vita notturna sarzanese e aperta verso la parte moderna della città, sorge nell'area che sino al XIX secolo era occupata dallo sperone rinforzato delle mura a difesa della borgo. Sulla piazza si affaccia l'ex Hotel Laurina, oggi in rovina.
  • Piazza Luni, retrostante il municipio. Anticamente era conosciuta come piazza delle Erbe, dedicata cioè al mercato di frutta e ortaggi.
  • Piazza Firmafede. Piccola piazza nei pressi di porta romana e della Cittadella. Su di essa sorge l'oratorio della Misericordia, sede del Museo Diocesano.
  • Piazza Cesare Battisti. Prosecuzione laterale di piazza Garibaldi, venne creata dopo l'interramento di parte dei fossati meridionali della città.
  • Piazza Fabrizio De André. Adiacente l'edificio che ospita la biblioteca comunale, ospita un palco moderno per la rappresentazione di spettacoli musicali.

Monumenti significativi[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale di Carlo Fontana, del 1934, al centro di piazza Matteotti. Voluto per onorare i militari caduti nel corso della Prima guerra mondiale, il monumento raffigura, su un lato, alcuni soldati che in braccio trasportano un cannone lungo un sentiero di montagna; nella parte alta del monumento spicca la "Vittoria alata" - detta "la Procellaria" - anch'essa opera dello scultore Fontana[40].
  • Il Genio della Stirpe, di Carlo Fontana, collocato all'estremità sud di piazza Garibaldi. Conosciuto, erroneamente, come il monumento a Giuseppe Garibaldi, il monumento del Fontana, progettato nel 1907 e portato a termine nel 1914, vuole simboleggiare in realtà l'avvenire e il futuro del popolo italiano con la protezione di Garibaldi, uomo chiave e tra i personaggi più importanti del Risorgimento e dell'Unità d'Italia. La statua, raffigurante un gigante con scudo su cui campeggia il profilo dell'Uomo dei due mondi, è stata ricavata da un unico blocco di marmo bianco di Carrara che, dopo la sua realizzazione nelle cave, è stata trasportata a Sarzana con un buon numero di buoi e collocata con un'apposita attrezzatura sopra il basamento[41].
  • Monumenti ai marinai caduti, inaugurato il 28 gennaio del 1981, presso l'omonimo largo lungo il viale della stazione.
  • Monumento-stele ad Agostino Paci presso i giardini della stazione ferroviaria di Sarzana.
  • Monumento a Carlo Fabbricotti presso il cimitero di Marinella di Sarzana, opera del 1913 dello scultore carrarese Alessandro Lazzerini.
  • La croce di San Francesco d'Assisi, collocata nel 1902 sul luogo di una preesistente croce e dove, secondo la tradizione locale, vi fu l'incontro tra San Francesco d'Assisi e San Domenico. Si trova nei pressi della chiesa di San Francesco.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Fortezza di Sarzanello[modifica | modifica wikitesto]

La Fortezza di Sarzanello

Uno dei simboli di Sarzana è la fortificazione militare che sorge sulla vicina collina di Sarzanello, da cui appunto prende la denominazione, e domina la vallata del Magra. È un mirabile esempio della nuova architettura militare rinascimentale con le mura molto spesse e oblique per resistere alle artiglierie, difesa da un rivellino a forma di prua di nave. Fu prototipo per le successive costruzioni di fortezze in epoca rinascimentale.

Antica sede vescovile, la fortezza fu per secoli presidio militare della vallata, centro nevralgico e strategico, e fu spesso al centro delle contese militari della zona. Attualmente la fortezza è visitabile solo negli orari di apertura, mentre l'intera collinetta è liberamente accessibile ed è un punto panoramico suggestivo su tutta la vallata sino al mare. Sovente la fortezza ospita eventi culturali come mostre o eventi musicali.

La Cittadella o Fortezza di Sarzana o Fortezza Firmafede[modifica | modifica wikitesto]

La Fortezza Firmafede vista dalla Fortezza di Sarzanello
La Fortezza Firmafede o Cittadella

La Cittadella o Fortezza Firmafede fu la prima fortificazione cittadina sarzanese, edificata inizialmente nel 1249 con la cinta muraria della città, grazie all'aiuto dei Pisani alleati della città. Nel 1324 Castruccio Castracani apportò numerose e rilevanti modifiche ai suoi sistemi difensivi, ma successivamente il complesso fu distrutto dai Fiorentini, guidati da Lorenzo de' Medici, nel 1487 durante la "Guerra di Serrezzana". La Cittadella fu ricostruita sui ruderi di quella precedente per ordine dello stesso Lorenzo de' Medici che si avvalse dell'opera dei migliori architetti militari fiorentini dell'epoca come Giuliano da Sangallo, Francesco di Giovanni detto il Francione e Luca del Caprina.

Nel 1494 la Repubblica di Genova rientrò in possesso di Sarzana, grazie alla vendita della città da parte di Carlo VIII al Banco di San Giorgio, e completò i lavori della cittadella.

Costituita da un corpo di fabbrica principale, di forma quadrilaterale regolare, con al suo interno un maschio centrale, è circondata da un imponente sistema murario di difesa, a cui è frapposto un ampio e profondo fossato. L'accesso principale avviene tramite un percorso che passa attraverso un ponte in pietra che conduce al portone principale, il quale si apre a un cortile interno molto ampio, laterale al corpo centrale.

Nel XIX secolo il complesso venne utilizzato come carcere. Oggi la fortezza è utilizzata come sede di manifestazioni culturali, mostre e ospita il Museo delle Fortezze, un percorso interattivo che ripercorre la storia di Sarzana.

Castello della Brina[modifica | modifica wikitesto]

Tra le postazioni difensive del territorio sarzanese, il castello della Brina, dell'XI secolo, fu edificato nei pressi di Falcinello dai conti-vescovi di Luni per il controllo delle vie di comunicazioni e commerciali che dal borgo storico dipartivano per le località della valle e dell'Appennino. Il castello, distrutto in un periodo indefinito, è oggi costituito da qualche rudere delle mura e dall'abbattuta torre circolare[42].

I torrioni e le porte del borgo[modifica | modifica wikitesto]

Porta Romana, ingresso sud al centro storico

Sarzana era difesa da una cinta muraria segnata da una serie di torrioni che costituivano l'accesso e la difesa del borgo: il Torrione Testaforte a sud ovest, il Torrione Genovese ed il Torrione Stella a nord ed il Torrione San Francesco a nord est.

Porta Parma, ingresso nord al centro storico

Il Torrione Testaforte fu costruito nel 1513 dal podestà sarzanese Luchino Stella. Sul torrione la famiglia Carpena costruì successivamente la propria residenza, Villa Carpena appunto. Il torrione si congiunge con la Cittadella attraverso un camminamento che passa sopra Porta Romana, l'accesso meridionale della città, sormontata da una grande statua della Madonna e dallo stemma di Genova. Dalla parte opposta, percorrendo l'attuale via Mazzini, si arriva all'altra porta della città ancora esistente: Porta Parma. Tale accesso è l'anello di congiunzione tra altri due torrioni: il Torrione genovese o di San Giorgio ed il Torrione Stella. Sul bastione del primo è ancora visibile il bassorilievo raffigurante San Giorgio che uccide il drago, simbolo e testimonianza della presenza genovese in città. A pochi metri dalla porta parte poi una strada lastricata in ciottolato, detta via Torrione Genovese, che ripercorre le antiche mura fino a raggiungere piazza San Giorgio, antica sede della dogana. Dalla parte opposta a via Torrione Genovese, si dipana via Torrione San Francesco che conduce al torrione omonimo, anch'esso edificato nel 1513 e ulteriore bastione a difesa della zona settentrionale della città.

Anticamente il borgo di Sarzana aveva altre due porte, oggi non più esistenti: quella di San Giorgio, detta anche porta del Mare, che sorgeva nell'attuale piazza San Giorgio, e la porta detta dei morti, che sorgeva in direzione della chiesa di San Francesco, fuori le mura cittadine.

Di recente scoperta è invece l'antica Porta Pisana, ben visibile nelle mura vicino la fortezza Firmafede, che fu il primo accesso alla città dal lato sud, prima cioè di Porta Romana.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Con 21 976 abitanti (dati 2015) Sarzana è il secondo comune della Provincia della Spezia dopo il capoluogo spezzino, mentre è decimo se si considera tutta la Liguria, preceduto da Albenga e seguito da Sestri Levante.

La sua area urbana, con più di 77 mila abitanti e perno della Val di Magra, è la quinta della regione, dopo quelle di Genova, La Spezia, Savona e Sanremo.

Abitanti censiti[43]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Sarzana sono 1 736[44], così suddivisi per nazionalità, elencate secondo le presenze più significative[45]:

  1. Romania, 599
  2. Marocco, 231
  3. Albania, 161
  4. Cina, 139
  5. Repubblica Dominicana, 64
  6. Senegal, 41
  7. Polonia, 41
  8. Moldavia, 35
  9. Francia, 28
  10. Ucraina, 27

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Sarzana, collocandosi su una linea di confine (tra Liguria e Toscana), subisce l'influsso del dialetto ligure e dei dialetti padani e si collega, per quanto riguarda la fonetica, anche all'area dialettale emiliana.

Le caratteristiche del dialetto sarzanese sono principalmente due: la contrazione delle vocali protoniche “e” ed “i” nella mutola (v'dere=vedere) e l’aggiunta di una “a” in luogo dei prefissi “ra” e “ri” (arcuntare=raccontare)[46].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione sarzanese è di religione cristiana, principalmente cattolica. Il territorio comunale fa parte, assieme a quello di Santo Stefano Magra, del Vicariato di Sarzana della Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato. La città è suddivisa in 9 parrocchie: Santa Maria Assunta, San Francesco d'Assisi, N. S. del Carmine, Santa Caterina, San Venanzio, Santi Fabiano e Sebastiano, San Martino, San Lazzaro e Sant'Eutichiano.

Altra confessione cristiana presente è quella protestante, in modo particolare a Sarzana è presente storicamente una comunità di fede Battista, la quale possiede una propria chiesa in località Olmo.

Per quanto riguarda gli altri culti, in seguito al fenomeno dell'immigrazione, a Sarzana vi è la presenza significativa di una comunità mussulmana.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

In città operano diverse associazioni, enti e fondazioni pubbliche e private che rivestono una notevole importanza culturale e sociale.[47]

Tra le tante spicca indubbiamente il moderno ospedale San Bartolomeo, nel quartiere di Santa Caterina, all'interno del quale è presente il Polo Riabilitativo del Levante Ligure (Don Gnocchi).[48]

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Sarzana non si riscontrano particolari problematiche ambientali, eccezion fatta per lo stato di degrado in cui versa parte della frazione di Marinella. Nonostante questo nel 2015 la città di Sarzana è riuscita ad entrare nella top 100 dei borghi felici, secondo un'indagine del centro studi di sintesi per il Sole 24 Ore[49].

Lo scandalo di Marinella[modifica | modifica wikitesto]

Il "caso" Marinella è emblematico: dopo un tentativo di sviluppo avvenuto nel corso degli anni cinquanta e sessanta, il cui obiettivo era quello di creare una località di villeggiatura per il turismo balneare, la frazione ha conosciuto in epoca recente un repentino stato di degrado. Le sorti del centro balneare[50] sarebbero state legate recentemente a un progetto di riqualificazione che prevedeva la costruzione di 800 posti barca con 40.000 m² di nuove costruzioni[51]. Il progetto di tale intervento fu affidato alla Marinella Spa, una società partecipata dal Gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena[52]. Nel 2006, Legambiente ha conferito la Bandiera nera anche alla Marinella Spa di Sarzana[53], per il progetto di "valorizzazione" della tenuta di Marinella che, secondo Legambiente, avrebbe alterato profondamente il territorio dell'area costiera, prevedendo anche un aumento delle volumetrie edificabili di 6.000 metri cubi a fronte dei 2.500 previsti dal Piano regolatore generale del comune di Sarzana[54].

In seguito al fallimento della Marinella Spa e alla chiusura della storica fattoria di Marinella le sorti della frazione, della tenuta e di tutto il litorale sarzanese sono ancora oggi critiche.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Sarzana possiede 4 scuole dell'infanzia (Mattazzoni, Sarzanello, San Lazzaro e Marinella), 7 scuole primarie (Bradia, Capoluogo, Ghiaia, Marinella, Nave, San Lazzaro e Santa Caterina) e due sezioni della scuola secondaria di primo grado, intitolata "Poggi-Carducci" (Capoluogo e Marinella). Tutti questi complessi scolastici fanno parte dell'Istituto Comprensivo di Sarzana (ISA 13)[55].

Sarzana è anche sede dei seguenti istituti scolastici statali, inerenti al ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado:

  • I.I.S.S Parentucelli-Arzelà, nato il primo settembre 2014[56], unisce formalmente le due scuole superiori sarzanesi, le quali sono da molti anni riunite nello stesso edificio. Fino al 2012 erano completamente indipendenti l'una dall'altra; dal 2013 il preside diviene uno solo per entrambe le scuole, per poi confluire in un unico comprensorio didattico nel 2014.

Le scuole che riunisce sono:

- Istituto Tecnico Commerciale Statale "Cesare Arzelà".
- Liceo Classico e Scientifico "Tommaso Parentucelli". Il primo tentativo di intitolazione di questo liceo fu nel 1905 quando si portò in una seduta del consiglio proposta di intitolare il Ginnasio a Guido Cavalcanti[57]. Furono avanzate quindi le candidature dell'educatore e filosofo Giovanni di Dio Contilli e del pontefice Nicolò V Parentucelli, tra i sarzanesi, e di Vittorio Alfieri e Vincenzo Gioberti tra gli "stranieri". La questione fu poi rimandata al 1913, e il consiglio dei professori si divise tra due candidati: l'umanista sarzanese del XV secolo Antonio Ivani ed il suo contemporaneo papa Niccolò V, al secolo Tommaso Parentucelli. La scelta fu per pochi voti favorevole a quest'ultimo. La decisione fu poi ratificata dalla Giunta provinciale per le scuole medie di Genova nel 1913 e dal re (decreto del 5 febbraio 1914).

A Sarzana esistono poi alcuni istituti scolastici privati, come l'Istituto "Immacolata" del Pavone, situato nelle vicinanze della chiesa di San Francesco.

Origini dell'istruzione secondaria a Sarzana[modifica | modifica wikitesto]

Il pontefice Nicolò V, nativo di Sarzana. A lui è intitolato il locale liceo classico e scientifico.

Le origini dell'istruzione secondaria nel paese risalgono al XIV secolo, quando nel 1368 il vescovo Bernabò Griffi[58] rifiutò di ordinare alcun sacerdote che non fosse istruito, fatto di relativa importanza storica in quanto si trattava di un provvedimento limitato alle scuole religiose per l'istruzione dei futuri sacerdoti, necessarie in una sede vescovile.[57] Il 3 ottobre 1396, poi, con una delibera del Comune venne nominato un maestro laico, Ugolino di Giovanni de' Canessi di Borgo San Donnino, il quale ebbe il compito di esercitare l'insegnamento della grammatica a Sarzana.[57] Nacque così la prima scuola pubblica, articolata in due classi, alle quali accedevano rispettivamente gli studenti "non latinantes" e "latinantes", e che poteva essere frequentata anche da giovani che non avevano intenzione di intraprendere la carriera ecclesiastica.

Un altro importante insegnante della scuola sarzanese di questo periodo fu Giovanni Meduseo, il quale acquistò una casa in piazza Calcandola dove tenere le lezioni ed iniziò a costituire una biblioteca chiedendo in prestito copie di classici greci e latini dalle corti vicine per poterli copiare.[57] I compensi per gli insegnanti variarono dapprima dai quaranta fiorini all'anno più un fiorino al mese da parte di ciascun alunno, per poi passare nel 1431 a 50 lire genovesi all'anno più due fiorini al mese da parte dei "latinantes" e uno da parte dei "non latinantes".[57]

Nel 1481 fu costituita una commissione permanente per la nomina dei maestri della scuola, per la determinazione delle retribuzioni e per la scelta della casa in cui si dovevano svolgere le lezioni.[57] Nel XVI secolo crebbe il numero degli insegnanti, come anche la cifra delle retribuzioni che raggiunse le 400 lire e la scuola cominciò a chiamarsi "Ginnasio".[57]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo Diocesano[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio della Misericordia, sede del locale museo diocesano.

Aperto al pubblico nel 2003 e sito nell'oratorio della Misericordia, raccoglie gran parte del patrimonio storico-artistico dell'area della Val di Magra. Il museo, assieme alle sedi della Spezia e di Brugnato, fa parte dell'offerta museale della Diocesi spezzina.

MUdeF - Museo delle Fortezze[modifica | modifica wikitesto]

Il museo, aperto nel 2016, si articola in 27 sale espositive site all'interno della fortezza Firmafede e ha lo scopo di far conoscere la storia delle fortezze sarzanesi, della città di Sarzana e dell'intera regione storica della Lunigiana.[59]

Biblioteche e Archivi[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca civica "Corrado Martinetti"[modifica | modifica wikitesto]

In via Landinelli, adiacente a piazza De André, sorge la biblioteca civica che offre servizi di prestito, consultazione in sede di libri, quotidiani, periodici, informazione, consulenza bibliografica e aule per lo studio individuale. Presso la sede della biblioteca è conservato anche l'archivio storico del comune di Sarzana[60].

Archivio Capitolare di Sarzana[modifica | modifica wikitesto]

All'interno dell'edificio che ospita il seminario vescovile della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato, sito in via Mascardi, sono conservati la biblioteca "Niccolò V" e l'archivio capitolare. Quest'ultimo conserva importantissimi documenti storici riguardanti la diocesi, tra i quali il Codice Pelavicino, volume risalente al 1241.[61]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La formazione di una prima e storica banda musicale a Sarzana avvenne nel 1848 quando nacque una banda militare al servizio della Guardia Nazionale Sarzanese. Ricostituita nel 1855 come banda civile per volere dell'amministrazione comunale, l'attuale denominazione è risalente al 2009 con la rinascita della Banda Musicale "Domenico Cortopassi", quest'ultimo musicista di Sarzana.

Sarzana è sede del "SARZANA OPERA FESTIVAL", grazie al quale le giovani speranze della lirica internazionale si sono affermate nei più prestigiosi teatri del Mondo.

La città ha inoltre dedicato una piazza e un palco/monumento al poeta e cantante Fabrizio De Andrè, il quale fu molto legato alla città.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La gastronomia sarzanese ricalca, con alcune varianti minime, la cucina ligure e lunigianese, in particolar modo i prodotti da forno come la farinata, le focacce, i testaroli.

Specialità tradizionali sono i ravioli, il "tocco" (sugo di carne), i "tagiarin", lasagne e gnocchi di patate, minestrone, lo stoccafisso "accomodato", la farinata, il pesto, le verdure ripiene, i testaroli, la scarpazza (torta di verdura), gli sgabei (pasta lievitata fritta e salata), la torta di riso salata chiamata "torta scema", la panizza, la focaccia con la salsiccia, le frittelle di baccalà, il coniglio con le olive, il coniglio fritto, fritto misto di carni e verdure, la cima (una tasca di carne ripiena), il castagnaccio. Tra le colture va ricordata la varietà di zucchino denominata "zucchino alberello di Sarzana". Tra i salumi tipici va ricordata la mortadella nostrale, che, a dispetto del nome, è un particolare tipo di salame morbido.

Tuttavia Sarzana è conosciuta per l'originalità di un suo dolce tipico, la spongata o "spungata", una torta costituita da pasta sfoglia e ripiena di frutta secca e composta di mele e pere. Altri dolci tradizionali sono la focaccia dolce, il buccellato, la torta di riso dolce, la pasta reale.

Nei dintorni sarzanesi, anche in virtù della presenza di piccole aziende vinicole, si producono discrete quantità di vini bianchi, come il famoso Vermentino delle colline di Luni. La tradizione vinicola della zona è sottolineata anche dalla varietà di viti coltivate che vanno dal bosco, all'albarola, al trebbiano.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il panorama culturale di Sarzana, quale centro della Val di Magra, è da tempo molto ricco e variegato. Tra gli eventi che caratterizzano la città e il suo territorio troviamo:

Libri in vendita alla "Soffitta nella strada"
  • La "Soffitta nella strada"[62], una rassegna di mercato dell'antiquariato e del modernariato che si svolge nel periodo estivo, su bancarelle che invadono le strade del centro storico.
  • La "Calandriniana", una manifestazione di pittori impegnati in produzioni estemporanee nelle strade del borgo. Il centro della manifestazione si svolge in piazza Calandrini.
  • I "Libri per Strada", bancarelle con la vendita di libri, mentre i più noti autori italiani e stranieri presentano le loro opere nello spazio dibattiti sito in piazza Luni.
  • Gli "Atri Fioriti", dove gli atri dei più bei palazzi storici e nobiliari del centro vengono sontuosamente arredati da fantasiosi e creativi addobbi florelali, secondo un tema che cambia di anno in anno.
  • La "Fiera delle nocciole", una fiera tradizionale che si svolge tra le strade del centro la domenica prima della domenica delle Palme.
  • Il Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività, ai percorsi di creazione, di sviluppo delle idee e ai processi creativi in genere. Vi partecipano grandi personaggi italiani e stranieri, massimi esponenti nei campi dell'arte, della letteratura, della filosofia, delle scienze e talvolta dello spettacolo.
  • "Acmé", rassegna d'arte aperta ai giovani che si svolge nella fortezza Firmafede a settembre. Viene dato ampio spazio alla pittura, alla scultura, alla fotografia, alla musica, al teatro e all'artigianato.
  • Raduno nazionale degli allievi delle scuole di piccolo circo. Da tutta Italia arrivano le scuole del circo moderno, che non prevede l'uso di animali ad eccezione del cavallo, con i giovani artisti che animano tutti gli angoli della città.
  • Le numerose sagre e feste sparse su tutto il territorio comunale, come la festa della trebbiatura presso la frazione di San Lazzaro o la sagra dello sgabeo presso la pubblica assistenza.
Il pubblico del Festival della Mente negli spalti della Fortezza Firmafede di Sarzana

Tra gli eventi culturali organizzati in passato ci sono:

  • Il "Napoleon Festival", rievocazione storica con soldati in costume dell'epoca napoleonica ed eventi legati alla figura di Napoleone[63].
  • Mostra nazionale dell'antiquariato, che si svolgeva all'interno della fortezza Firmafede e ospitava i migliori antiquari italiani.

Numerosi sono poi gli eventi estemporanei organizzati dal Comune, dal museo diocesano o da altri enti, come associazioni e parrocchie. Tra questi troviamo la mostra monografica su Domenico Fiasella del 2007 o quella su Andy Warhol del 2017.

Nel 2018 Sarzana è stata attraversata dalla "Mille Miglia".

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni e quartieri[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Falcinello

Il territorio comunale è costituito[64] dal capoluogo di Sarzana, sede comunale, e dalle quattro frazioni periferiche di Falcinello, Marinella di Sarzana, San Lazzaro e Sarzanello, ognuna con la propria storia e le proprie caratteristiche.

La città di Sarzana è inoltre suddivisa nei seguenti quartieri: Centro Storico, Crociata, Battifollo, Bradia, Trinità-Ponti di Ferro, Grisei-Ghiaia, Nave-Fortezza-San Michele, Santa Caterina-Olmo-Boettola.

In totale quindi, Sarzana è formata da 12 circoscrizioni.

Falcinello[modifica | modifica wikitesto]

Falcinello è un antico borgo risalente al X secolo, situato su un colle posto a nord del centro cittadino. Nel 1185 Federico Barbarossa lo concesse in feudo al vescovo di Luni e nel 1202 la comunità venne governata con consoli e statuti propri. Dal 1540 passò sotto il dominio della famiglia Malaspina e in seguito rimase comune autonomo fino al 1806, quando venne definitivamente annesso al comune di Sarzana, a cui da sempre è legato economicamente.

La frazione di Marinella

Marinella[modifica | modifica wikitesto]

Marinella di Sarzana e l'insediamento che si distingue dalle altre frazioni perché costituisce la "dépendance" balneare della città. Geograficamente appartenente alla Riviera Apuana, si contraddistingue per un litorale basso e sabbioso ben diverso dalle coste rocciose e scoscese tipiche della riviera ligure. Marinella, che sorge pressoché contigua a Marina di Carrara, è oggi al centro di un progetto di riqualificazione che, con l'intento di rilanciare il turismo nella località, si propone di eliminare il degrado che attualmente l'attanaglia, salvaguardando e riqualificando inoltre la maggior parte della zona di pianura attualmente destinata a produzione agricola per l'allevamento bovino. L'area fu bonificata nel XIX secolo.

San Lazzaro[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di San Lazzaro

San Lazzaro è la frazione sorta verso la piana alluvionale, al confine con i comuni di Castelnuovo Magra e Fosdinovo. L'abitato si è sviluppato in maniera sparsa lungo la via Aurelia e altre strade interne a partire dal XIX secolo, in conseguenza dello sfruttamento agricolo della piana sarzanese. L'area, che in epoca medievale era chiamata Servarecia (cioè zona adibita al ripopolamento della fauna), deve il nome all'antico ospitale (o Lazzaretto) risalente intorno al 1228, luogo di ricovero per viandanti e pellegrini che percorrevano la via Francigena. La frazione di San Lazzaro forma oggi un unico agglomerato urbano lungo l'Aurelia con le frazioni di Caniparola (Fosdinovo) e Colombiera-Molicciara (Castelnuovo Magra).

Sarzanello[modifica | modifica wikitesto]

Sarzanello oggi è un quartiere residenziale posto tra il quartiere Nave e la frazione di San Lazzaro. L'area in origine si chiamava Pian di Paganello e venne insediata nel XVIII secolo in seguito alla distruzione per fini militari del precedente borgo di Sarzanello, che si trovava su un'altura tra il borgo di Sarzana e la fortezza di Sarzanello.

Urbanistica del centro storico[modifica | modifica wikitesto]

1) Porta Parma - 2) Porta Romana - 3) Torrione S.Giorgio -4) Torrione Stella - 5) Torrione S.Francesco - 6) Torrione Testaforte - 7) Cittadella - 8) Cattedrale di S.Maria - 9) Pieve di S.Andrea

Il centro storico di Sarzana è costituito da un impianto urbanistico che ha vissuto alterne vicende, rispecchiando la storia travagliata del borgo.

Nel cuore del centro storico, nell'intorno della pieve di Sant'Andrea, sono ancora individuabili le tracce del castrum romano originario del borgo, con la tipica disposizione dettata dal cardo e dal decumano, soprattutto nella perpendicolarità degli assi viari interni. Tale regolarità si perse via via nel tempo con l'espansione del centro abitato.

La città conserva tuttora l'immagine dell'originario abitato medievale, nonostante le più tarde opere di fortificazione dovute agli interventi di fortificazioni come le mura, i torrioni e soprattutto la Cittadella, che modificarono pesantemente l'impianto urbanistico del primitivo borgo, conferendogli da quel momento l'aspetto di città murata, dominata dalla massiccia fortezza Firmafede. Agli inizi del XIII secolo Sarzana accresce la sua importanza con il trasferimento della sede vescovile, espandendosi notevolmente a livello urbanistico, con la divisione in quartieri che in origine erano quattro: Santa Maria, Sant'Andrea, San Francesco e San Domenico. Nel secolo successivo vennero aperte sei porte nelle mura, in corrispondenza delle principali vie di comunicazione. L'intenso sviluppo edilizio continuò fino al XIV secolo, documentato da numerosi edifici fuori delle mura e dalla fondazione di notevoli complessi religiosi, sorti con l'arrivo di nuove comunità religiose, come le Clarisse e i Domenicani.

L'impianto urbanistico principale rimane comunque inalterato a tutt'oggi, salvo alcune significative eccezioni dovute ad ammodernamenti degli accessi al centro storico, come l'interramento di buona parte della cinta muraria nell'Ottocento e nel Novecento (via Landinelli, Piazza San Giorgio e piazza Battisti).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La tenuta di Marinella
Il litorale di Marinella

L'economia sarzanese è sempre stata prevalentemente legata all'agricoltura e alle produzioni legate al settore primario, ivi compreso l'allevamento, in quanto al centro della più vasta pianura della Liguria.

L'attività industriale è legata quasi esclusivamente al Cantiere Intermarine, posto lungo le sponde del fiume Magra, tra San Lazzaro e Marinella.

Attualmente il settore produttivo sarzanese è fortemente terziarizzato e caratterizzato dalla compresenza di varie attività, tutte volte a sfruttare le peculiarità del territorio e la sua posizione: da un'agricoltura evoluta al turismo, al commercio. Numerose e qualificate sono le imprese artigianali e le attività di piccola industria, con alcune eccellenze di alta tecnologia. Notevole è la presenza di attività di antiquari e restauratori soprattutto nel centro storico.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente la piana sarzanese ha espresso una particolare vocazione agricola, soprattutto in virtù dell'area alluvionale disponibile alla coltivazione, pressoché inesistente in altri zone della provincia.

Nel 1990, Sarzana disponeva di 5,6 ettari di superficie agricola utilizzata, passati a 6,8 ettari nel 1999 (+21,4%)[65]. Tra le coltivazioni più importanti spiccano la viticoltura, con la conseguente produzione vinicola, in particolare con la produzione del Colli di Luni Vermentino, sia rosso che bianco, e la coltivazione dell'olivicoltura e produzioni di olio d'oliva. Negli ultimi anni è incrementata notevolmente la pratica dell'agricoltura biologica, soprattutto per quanto riguarda la produzione di ortaggi.

Allevamento[modifica | modifica wikitesto]

L'allevamento riveste un settore fondamentale del territorio sarzanese. In particolare, nella zona retrostante il litorale balneare detta la "Tenuta", si pratica l'allevamento della razza frisona su una superficie di circa 450 ettari[66], divenendo una delle realtà zootecniche maggiori della Liguria. La produzione di latte fresco pastorizzato e confezionato si attesta sui 3.500.000 di litri all'anno. Significativa inoltre anche la produzione casearia.

Anche se in maniera marginale, si pratica l'allevamento di equini e ovini.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Sarzana fa del turismo una delle risorse principali della sua economia. Grazie al suo impianto urbanistico, il borgo racchiude una miriade di gioielli d'arte, facilmente accessibili a tutti, dalle sue architetture alle sculture, ai dipinti presenti negli edifici e nelle chiese sarzanesi.

Oltre al turismo culturale, che coinvolge anche le frazioni periferiche, il territorio sarzanese riserva anche la possibilità di godere delle vicinanze del mare, con la frazione di Marinella di Sarzana, sede di numerosi stabilimenti balneari. Si tratta di un litorale sabbioso di circa 3 chilometri, lungo i quali si alternano spiagge libere e concessioni demaniali. Il litorale sarzanese è conosciuto, e apprezzato, sia per la relativa facilità di accesso, sia per la vicinanza dai centri urbani maggiori della zona.

Alcune fortunate iniziative: "Festival della Mente", "La soffitta nella strada" e "Street Food" hanno generato anche interessanti flussi di turismo legato agli eventi culturali e ricreativi. Si sta inoltre delineando un turismo "food & beverage" legato alla qualità e tipicità dei prodotti enologici e gastronomici locali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Sarzana è situata nei pressi dell'intersezione tra la strada statale 1 Via Aurelia e la strada statale 62 della Cisa.

Le antiche strade medievali che collegavano Sarzana con i centri limitrofi della Lunigiana sono ancora servibili e particolarmente suggestive sono le strade che portano al vicino borgo di Fosdinovo, alla frazione di Falcinello e alla fortezza di Sarzanello, le quali offrono un'ottima panoramica sulla vallata del Magra, mettendo in comunicazione Sarzana con l'interno lunigianese.

Altre importanti arterie stradali sono le varianti Aurelia e Cisa, le quali attraversano interamente l'area industriale e commerciale della periferia di Sarzana, ma anche la strada provinciale 21 (viale XXV Aprile), che collega il centro di Sarzana a Marinella, ed infine la strada provinciale 22, che in località San Lazzaro collega l'Aurelia alla provinciale 21.

Inoltre Sarzana è raggiungibile anche grazie al proprio casello autostradale sull'autostrada A12, recentemente ampliato e ammodernato.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Sarzana, vista dalla passerella (quest'ultima non più esistente)

Sarzana ha una propria stazione ferroviaria, denominata semplicemente Sarzana, sulla linea Pisa-La Spezia-Genova nel tratto locale compreso tra le stazioni di La Spezia Centrale e Pisa Centrale. Essa è dotata di quattro binari all'attivo e può essere usata come punto di partenza per raggiungere le Cinque Terre, La Spezia, l'alta Lunigiana, Pisa e Firenze. Vanta inoltre una posizione strategica nel tessuto urbano: è infatti situata a pochi passi dal centro storico ed è servita sia da bus (linea circolare) che da taxi, mentre per raggiungere la periferia della città (in praticare il quartiere Crociata) è sufficiente transitare nel sottopassaggio della stazione.

Nel territorio comunale esisteva sino agli anni Ottanta anche la fermata di San Lazzaro nell'omonima frazione, oggi soppressa.

Porto ed aeroporto[modifica | modifica wikitesto]

Transitando in direzione Marinella di Sarzana, lungo il viale XXV Aprile che porta alle spiagge del litorale, si raggiunge l'approdo fluviale sul Magra per barche da diporto di "Marina 3B", nei pressi dei cantieri navali dell'Intermarine.

In località San Lazzaro sorge invece l'aeroporto di Sarzana-Luni, aperto anche ai voli civili, che ospita l'aeroclub "Sarzana Lunense", la base Maristaeli Luni della Marina Militare ed una sezione elicotteri del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera.

Trasporto pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico in città e nei dintorni è assicurato da ATC (La Spezia), che gestisce il servizio interurbano su tutta la Provincia della Spezia. Da Sarzana è possibile, tramite autobus, raggiungere con facilità i comuni limitrofi, il capoluogo spezzino e le diverse località e frazioni della val di Magra.

Sarzana è inoltre attraversata da alcune linee della CTT (Compagnia Toscana Trasporti) per Fosdinovo e Aulla, in provincia di Massa-Carrara.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Foto di Pietro Arnaldo Terzi, sindaco di Sarzana dal 28 novembre 1920 al 14 luglio 1922
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1971 Paolino Ranieri Partito Comunista Italiano Sindaco
1971 1977 Anelito Barontini Partito Comunista Italiano Sindaco
1977 1985 Francesco Baudone Partito Comunista Italiano Sindaco
24 ottobre 1985 7 giugno 1989 Renato Di Casale Partito Comunista Italiano Sindaco [67]
7 giugno 1989 20 luglio 1990 Giovanni Lorenzo Forcieri Partito Comunista Italiano Sindaco
30 luglio 1990 28 marzo 1994 Giovanni Lorenzo Forcieri Partito Comunista Italiano-Partito Democratico della Sinistra Sindaco [68]
23 maggio 1994 24 aprile 1995 Renzo Guccinelli Partito Democratico della Sinistra Sindaco
24 aprile 1995 18 novembre 1995 Renzo Guccinelli Partito Democratico della Sinistra Sindaco [69]
18 novembre 1995 10 giugno 1996 Annunziata Gallo Comm. pref.
10 giugno 1996 17 aprile 2000 Renzo Guccinelli Partito Democratico della Sinistra Sindaco
17 aprile 2000 5 aprile 2005 Renzo Guccinelli Democratici di Sinistra Sindaco
21 maggio 2005 30 marzo 2010 Massimo Caleo Democratici di Sinistra Sindaco
30 marzo 2010 19 gennaio 2013 Massimo Caleo Partito Democratico Sindaco [70]
19 gennaio 2013 31 maggio 2013 Giuseppe Larosa Comm. straord. [71]
31 maggio 2013 25 giugno 2018 Alessio Cavarra Partito Democratico Sindaco
25 giugno 2018 in carica Cristina Ponzanelli Lega Nord, Sarzana Popolare, Giovanni Toti per Sarzana (FI-FdI) Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sarzana è gemellata[72] con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La pratica dello sport nel territorio sarzanese è agevolata dalla presenza di numerosi centri sportivi, il più importante dei quali è il centro "Pasquale Berghini" nel quartiere della Ghiaia, un comprensorio che dispone di campi da calcio, pista d'atletica e lo stadio "Miro Luperi". Quest'ultimo è il campo casalingo della principale società calcistica di Sarzana: la ASD Sarzanese Calcio 1906 srl. Altre società sono la S.S.D. Tarros Sarzanese, militante nel campionato di Promozione e la Bradia Azzurri, militante nel campionato di Prima Categoria. Altri campi da calcio comunali si trovano nel quartiere di Nave e nella frazione di San Lazzaro. Nel complesso di via Paradiso è presente anche un bocciodromo con campi coperti e scoperti per gioco delle bocce e della petanca.

Il Sarzana Basket, squadra maschile di pallacanestro, gioca in DNC a livello Nazionale, allenata da Michele Bertieri. Il settore giovanile, che conta centinaia di iscritti, è molto promettente. È presente anche la Pallavolo Sarzanese, squadra femminile di volley che attualmente milita in serie C.

La città ha inoltre una forte tradizione hockeistica che si rispecchia nella società dell'Hockey Sarzana. La prima squadra milita in serie A1.

Diversi maneggi attrezzati e non per l'equitazione, offrono attrezzature per bambini, principianti e cavalieri esperti. Il settore agonistico vanta importanti risultati a livello nazionale.

Il Tennis Club Sarzana, con sede a San Lazzaro, vanta un'antica tradizione e offre campi coperti e scoperti.

È presente un campo di Tiro con l'arco gestito dagli Arcieri Sarzana. Nel 2009, grazie all'impegno della società, viene organizzata e ospitata l'European Junior Cup di tiro con l'arco a Sarzana, allo stadio Miro Luperi[73]

È inoltre presente una piscina per attività agonistiche presso il liceo parentucelli e l'hotel Santa Caterina e numerose palestre operanti nei campi della ginnastica artistica, delle arti marziali e altro ancora.

Il ciclismo, sport diffusissimo, vanta una società e moltissimi praticanti, mentre il CAI di Sarzana conta migliaia di aderenti e organizza diverse iniziative.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Automobilismo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Luciano Canepari, Sarzana, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  3. ^ Con z pronunciata come la s sonora di rosa.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Nuova Editrice Genovese.
  5. ^ www.valdimagra.com - territorio Archiviato il 21 aprile 2009 in Internet Archive.
  6. ^ Fonte dal sito del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra
  7. ^ Stazione meteorologica di Sarzana-Luni
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n Fonte dal sito del Comune di Sarzana-La nostra storia, su sarzana.org. URL consultato il 12 dicembre 2011.
  9. ^ La fortezza di Sarzanello Archiviato il 27 novembre 2006 in Internet Archive. Sito ufficiale
  10. ^ Francesco Tacconi, Piazza Giacomo Matteotti - Comune di Sarzana, su old.comune.sarzana.sp.it. URL consultato il 15 febbraio 2018.
  11. ^ Massimo Dadà, Guida di Fosdinovo, La Spezia, Giacché, 2010, p. 37.
  12. ^ Emanuele Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, Firenze, Edizione anastatica Cassa di Risparmio di Firenze, 1972.
  13. ^ Massimo Dadà, Guida di Fosdinovo, La Spezia, Giacché, 2010, p. 39.
  14. ^ Paola Cervia, L'ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI FOSDINOVO Inventario della sezione preunitaria (1615 - 1870), p. 5.
  15. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  16. ^ Dallo Statuto comunale, Art. 6 comma 6.
  17. ^ Dallo Statuto comunale, Art. 6 comma 7.
  18. ^ a b c Fonte dal sito ufficiale della cattedrale di Sarzana, su cattedraledisarzana.it. URL consultato il 12 dicembre 2011.
  19. ^ a b Fonte dal sito ufficiale della cattedrale di Sarzana-Fase medievale e romanica, su cattedraledisarzana.it. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  20. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Gli oratori [collegamento interrotto], su comune.sarzana.sp.it. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  21. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Oratorio di Santa Croce, su sarzana.org. URL consultato il 15 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2011).
  22. ^ Fonte dal sito ufficiale della cattedrale di Sarzana-Oratorio della Misericordia e museo diocesano, su cattedraledisarzana.it. URL consultato il 16 dicembre 2011.
  23. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di San Francesco, su comune.sarzana.sp.it. URL consultato il 14 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2008).
  24. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di San Venanzo, su sarzana.org. URL consultato il 17 dicembre 2011.
  25. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di San Giovanni Battista, su sarzana.org. URL consultato il 17 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2012).
  26. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di Santa Caterina, su sarzana.org. URL consultato il 17 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2012).
  27. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di Nostra Signora del Carmine, su comune.sarzana.sp.it. URL consultato il 14 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2007).
  28. ^ a b c d e Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Oratorio della Trinità, su sarzana.org. URL consultato il 16 dicembre 2011.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Bonatti F., Ratti M., "Sarzana", Sagep Editrice, 1991.
  • Coluccia G., "Potere e società in Val di Magra. Sarzana verso il Principato", Lunaria, 1992.
  • Donati P., Bonatti F., "Le Arti a Sarzana", Fondazione Carispezia, La Spezia 1999.
  • Galantini F., "Napoléon et Sarzane. Les origines italiennes des Bonaparte", Michel de Maulle, Parigi 2004.
  • Giorgio Bonvicini. "Il Liceo Parentucelli - dalle origini ai giorni nostri", Sarzana, Liceo Parentucelli, 2006.
  • Meneghini P., "I Segreti di Sarzana", Edigrafica Sarzana, Sarzana 2007.
  • Donati P., e Rossini G., "La Cattedrale di Sarzana", Fondazione Carispezia, La Spezia 2010.
  • Meneghini P., "Guida alla visita di Sarzana", Tipolitografia Bisenzio, Prato 2014.

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