Porto Venere

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Porto Venere
comune
Porto Venere – Stemma Porto Venere – Bandiera
Porto Venere – Veduta
Panorama di Porto Venere
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia della Spezia-Stemma.svg La Spezia
Amministrazione
SindacoMatteo Cozzani (lista civica di centro-destra "Portovenere - Le Grazie - Fezzano") dal 27-5-2013 (2º mandato dal 10-6-2018)
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°03′34.41″N 9°50′16.95″E / 44.059558°N 9.838042°E44.059558; 9.838042 (Porto Venere)Coordinate: 44°03′34.41″N 9°50′16.95″E / 44.059558°N 9.838042°E44.059558; 9.838042 (Porto Venere)
Altitudinem s.l.m.
Superficie7,66 km²
Abitanti3 472[1] (31-5-2019)
Densità453,26 ab./km²
FrazioniFezzano, Le Grazie
Comuni confinantiLa Spezia
Altre informazioni
Cod. postale19025
Prefisso0187
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT011022
Cod. catastaleG925
TargaSP
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitantiportoveneresi
PatronoMadonna Bianca
Giorno festivo17 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Porto Venere
Porto Venere
Porto Venere – Mappa
Posizione del comune di Porto Venere nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Porto Venere (IPA: [pɔrtoˈvɛːnere][2], Portovenere in ligure, Portivène nella variante locale[3]), scritto anche Portovenere, è un comune italiano di 3 472 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria. Per la sua estensione territoriale urbana è il comune più piccolo della provincia spezzina.

Nel 1997 Porto Venere, insieme con le isole Palmaria, Tino, Tinetto e le Cinque Terre è stato inserito tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Il toponimo Portovenere è conosciuto internazionalmente come la variante più diffusa, nonostante lo stesso statuto comunale, in virtù della tradizione storica consolidata, preveda la forma staccata del toponimo (Porto Venere) in tutti gli atti e documenti comunali ufficiali[4]; l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), ente capofila e di rilevazione per lo Stato italiano, trascrive invece nei suoi documenti e censimenti la forma attaccata.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Porto Venere dalla Palmaria

Il paese di Porto Venere [5] sorge all'estremità meridionale di una penisola, la quale, distaccandosi dalla frastagliata linea di costa della riviera ligure di levante, va a formare la sponda occidentale del golfo della Spezia, detto anche "golfo dei Poeti". Alla fine di questa penisola si trovano tre piccole isole: la Palmaria, il Tino e il Tinetto; solo l'isola Palmaria, che sorge proprio di fronte al borgo di Porto Venere al di là di uno stretto braccio di mare, è in piccola parte abitata.

Molto note sono le spiagge del comprensorio, grazie all'acqua cristallina[ manca fonte] e alla forte corrente del mar Ligure, che in prossimità della costa raggiunge repentinamente discrete profondità. Da segnalare le spiagge del lato nordovest dell'Isola Palmaria, citate peraltro nella Guida Blu del Touring Club Italiano e Legambiente. Sul borgo antico del paese, sulla falesia e sulle isole dell'arcipelago insiste il parco naturale regionale di Porto Venere, gestito dall'omonimo ufficio comunale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La Grotta Vulcanica di Palmaria

Il clima è tipico mediterraneo, pressoché privo di episodi di gelo in inverno. Tuttavia, le precipitazioni possono essere molto abbondanti, specialmente in autunno e primavera, a causa dell'orografia della riviera di Levante.

Nel territorio comunale, è ubicata la stazione meteorologica di Isola di Palmaria, i cui dati possono essere ritenuti simili a quelli che si verificano a Porto Venere e nelle zone limitrofe.

Particolarità: molto evidenti in primavera, estate e autunno sono le "termiche", ovvero i venti che soffiano influenzati dalle condizioni climatiche; di notte/prima mattina soffia il vento di terra, in dialetto chiamato "avaxia", proveniente da NE. Nella tarda mattinata si alza il "Maestralino", proveniente da NW, che entra dalle Bocche di Portovenere anche con una certa forza allietando dalla calura estiva il paese e i numerosi yacht in rada . In autunno il Maestralino prende anche il nome di "Provenzaccia" poiché proviene dalla Provenza (derivazione del Mistral), freddo e carico di umidità.

Il comprensorio Porto Venere-Isola Palmaria è l'unico punto di ridosso nel mar Ligure tra l'Isola d'Elba e le Isole di Hyères, in Francia. Questo dato di fatto fa comprendere il storico ruolo strategico svolto da Porto Venere nella storia marinaresca.

Panoramica Porto Venere (2).jpg
Ingrandisci
Veduta panoramica di Porto Venere dal molo

Storia[modifica | modifica wikitesto]

«A quelli che giungono dal mare appare nel lido il porto di Venere e qui
nei colli che ammanta l’ulivo è fama che anche Minerva scordasse per tanta dolcezza Atene
sua patria…»

(Francesco Petrarca, 1338)

.

Leo von Klenze
Porto Venere nel golfo della Spezia, 1829, Neue Pinakothek, Monaco
Da notare a destra un'inesistente torre cilindrica in luogo del piccolo castello genovese

Anche se le origini più antiche del borgo vengono fatte risalire sino al VI secolo a.C. e alla presenza dei popoli Liguri[6], le prime datazioni storiche di Porto Venere risalgono a Claudio Tolomeo (150 d.C.[6]) e all'Itinerario Marittimo (Itinerarium Maritimum Imperatoris Antonini Augusti) dell'imperatore Antonino Pio del 161 d.C.[7] dove il borgo viene segnalato come vicus (scalo) e poi castrum tra le località di Segesta Tigulliorum (l'odierna Sestri Levante) e Luni[7].
Il nome latino del borgo (Veneris Portus[6]) deriva dal tempio dedicato alla dea Venere Ericina[6], che sorgeva sul luogo stesso su cui oggi è la chiesa di San Pietro[6]. La dedica a Venere era probabilmente legato al fatto che, secondo il mito, la dea era nata dalla spuma del mare, abbondante proprio sotto quel promontorio.

Il borgo antichissimo (castrum vetus[6]), di epoca romana e bizantina, sorgeva nell'odierno piazzale Spallanzani ed è oggi interamente scomparso. Da semplice località di pescatori, Porto Venere divenne base navale della flotta bizantina[6], ma fu assalita e devastata da Rotari re dei Longobardi nel 643 d.C.[6].

I pochi reperti romani rimasti consistono in una cisterna circolare sulla Punta di San Pietro e in alcune murature rinvenute sotto il piazzale Spallanzani e che si riferiscono al periodo cristiano-monastico dei monaci di san Colombano, con l'antica chiesa paleocristiana di San Pietro dell'antica diocesi di Luni. I monaci colombaniani in epoca longobarda gestivano il territorio ed il porto navale che, come anche per la vicina Moneglia, era la base dei commerci verso l'oriente per conto dell'abbazia di San Colombano di Bobbio.

Come tanti altri borghi costieri liguri, tra i secoli VIII e XI, il borgo subì dapprima le incursioni normanne e poi, nei secoli successivi, quelli di saraceni e turchi[6].

Dal X secolo Porto Venere fu possedimento feudale dei Signori di Vezzano[8] che poi lo cedettero insieme alle isole prospicienti, verosimilmente nel 1139[8], alla Repubblica di Genova che intendeva farne un proprio caposaldo fortificato nell'estremo Levante ligure.

Come testimoniano alcuni documenti, già nel 1113[6] Genova aveva edificato il quadrangolare castello sulla punta meridionale del promontorio dell'Arpaia[8], accanto alla chiesa di San Pietro. Sempre nello stesso periodo genovese vennero costruiti la chiesa di San Lorenzo e il borgo nuovo (castrum novum[6]).
Le case-fortezza genovesi del borgo nuovo sono costruite in schiera contigua così da formare un sistema difensivo perfettamente integrato; solo poche e strette scalinate, facilmente controllabili, si aprono tra le case per consentire la discesa al mare. Sono del 1161[6] le mura che racchiudono entrambi i borghi, vecchio e nuovo, le tre torri, la porta di accesso.
Infine nel 1162 fu sancito formalmente il passaggio delle due chiese sotto la giurisdizione del vescovo di Genova, confermando di fatto il completo dominio genovese sul borgo[6]. Porto Venere diventò così per Genova approdo fortificato e colonia di cittadini genovesi nel Levante ligure con il duplice compito di esservi base della guerra di corsa contro Pisa e sostegno alla penetrazione genovese in val di Vara e in Lunigiana[9].

Le fortificazioni dell'oppidum di Porto Venere subirono numerosi assalti nel corso della secolare guerra tra Genova e Pisa dando prova d'invulnerabilità, come nella battaglia del 1242 descritta dal poeta e notaio Ursone da Vernazza.

Nel 1245 giunse a Porto Venere la flotta genovese che da Civitavecchia portava in salvo papa Innocenzo IV in fuga dall'imperatore Federico II.

In una notte del gennaio del 1340 divampò un incendio improvviso che distrusse il castrum vetus nel piazzale della chiesa di San Pietro.

Nel tardo XIV secolo le discordie interne nella Repubblica di Genova ne provocarono l'inevitabile declino e la fine dell'indipendenza: la base di Porto Venere divenne possesso di Carlo VI di Francia e poi del Regno d'Aragona, secolare nemico di Genova e dei suoi commerci.
La base venne poi addirittura ceduta a Filippo Maria Visconti nel 1435 da Alfonso d'Aragona, che nello stesso anno vi soggiornò per qualche tempo prima di salpare per Gaeta a rivendicare la sua successione al Regno di Napoli.

Nel 1494 Porto Venere respinse il pesante attacco antigenovese portato dalle forze aragonesi del re Ferdinando II di Napoli, comandate da suo fratello Federico[6], con l’intervento di 35 galee e 14 navi. Alla difesa di Porto Venere parteciparono non solo la guarnigione di quattrocento armigeri comandata da Giacomo Balbo, ma anche le donne del borgo capitanate dal famoso corsaro portovenerese Baldassarre Bardella, il quale consigliò di spalmare gli scogli di sego per impedire lo sbarco degli assalitori. Le due chiese del borgo riportarono gravi danni dalle artiglierie nemiche. Fu poi deciso di demolire completamente le macerie del castrum vetus e di lasciarne libero lo spazio per garantirsi una migliore difesa contro gli assalitori.

Sempre al dominio di Genova si devono le successive fortificazioni nel territorio di Porto Venere: la batteria di San Francesco ed il forte di Sant'Ambrogio e, nei pressi della Palmaria, la fortezza di Torre Scola eretta nel 1606[6].

Perduta la sua importanza militare, ancora ai primi del XVIII secolo il borgo mantenne la sua funzione di scalo marittimo commerciale, soprattutto del vino della Palmaria e del marmo Portoro.

Alla caduta della Repubblica di Genova, nella nuova Repubblica Ligure Porto Venere fece parte, dal 2 dicembre, del Dipartimento del Golfo di Venere, con La Spezia capoluogo. Dal 28 aprile 1798, con i nuovi ordinamenti francesi, il suo territorio rientrò nel VII cantone come capoluogo della Giurisdizione di Golfo di Venere e dal 1803 era il centro principale del III cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere.

Quando infine la Liguria fu annessa all'Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814, Porto Venere era inserita nel Dipartimento degli Appennini.

Vincenzo Cabianca
Avanzi della chiesa di San Pietro a Portovenere, 1860

È in questo periodo storico che, nel 1812[6], venne realizzata nel golfo la strada litoranea denominata Strada napoleonica per volere di Bonaparte (oggi Strada provinciale 530) che collega il centro marinaro a La Spezia attraversando i paesi di Fezzano, Le Grazie e Terizzo.

Alla caduta di Napoleone, nel 1815 come tutta la Liguria entrò a far parte del Regno di Sardegna, nella provincia di Levante, e quindi, con l'unificazione nazionale, del Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I Mandamento di Spezia del Circondario di Levante che faceva parte della Provincia di Genova prima e, con la sua istituzione nel 1923, della Provincia della Spezia poi.

Apprezzata località di villeggiatura e meta di artisti e letterati di fine Ottocento e inizio Novecento (tra i suoi visitatori più celebri vi fu Lord Byron) è ancora oggi una meta turistica di punta del panorama spezzino e ligure.

Dal 1998 Porto Venere è nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità tutelati dall'Unesco - insieme ai Rolli di Genova e al suo centro storico (gli unici altri due beni inseriti per la Liguria) - e dal 2001 è sede del Parco naturale regionale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Porto Venere-Stemma.png
Porto Venere-Gonfalone.png

«D'azzurro, a tre torri quadre di pietra al naturale, merlate di tre pezzi alla guelfa, chiuse e finestrate di due, in nero, fondate ed allineate sopra una campagna al naturale, obliquo da sinistra a destra, e sostenenti ciascuna un pennone ai colori di Genova (d'argento alla croce di rosso). Ornamenti esteriori da Comune»

(Descrizione araldica dello stemma[10])

«Drappo d'argento alla croce di rosso...»

(Descrizione araldica del gonfalone[10])

Lo stemma comunale è stato approvato con l'apposito decreto del Capo di Governo datato al 19 aprile del 1933[10].

Oltre allo stemma e al gonfalone comunale è la croce di San Giorgio ad essere inoltre un simbolo civico e storico della comunità di Porto Venere, vessillo riportante anche nello stemma comunale (sono dei colori di Genova le bandiere delle tre torri) e che vuole sottolineare l'alleanza secolare del borgo con l'antica Repubblica di Genova. Tale "obbiettivo" è citato pure nello statuto comunale[11].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Lorenzo
Santuario della Madonna Bianca

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Le mura e la porta del borgo storico
XII secolo
  • Ex complesso conventuale di San Francesco, oggi sede del municipio e di alcune abitazioni private.
  • Torre Capitolare e porta del centro storico di Porto Venere. Collegata alla cinta muraria che sale al castello Doria, la medievale porta d'accesso al borgo vecchio reca l'iscrizione Colonia Januensis 1113[8], data d'inizio della dominazione della Repubblica di Genova. A sinistra della porta sono collocate due misure genovesi di capacità risalenti all'anno 1606[8]. La vicina Torre Capitolare, del 1161[8], con paramento a bugnato, presenta bifore e trifore.
  • Faro di San Venerio sull'isola del Tino, edificato nel 1839.
  • Locanda San Pietro, storico albergo di architettura liberty (architetti Bibbiani e Guidugli, 1927).

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il castello Doria, le mura, le torri.
A sinistra dell'immagine il campanile del santuario della Madonna Bianca.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

La Grotta di Byron

Tra i luoghi naturali del territorio di Porto Venere celebri sono le grotte marine di Byron (cala dell'Arpaia) e le grotte Azzurra (semi sommersa) e del Tinetto; la cavità dei Colombi e la parete del Tino; la secca di Dante e le cale Piccola e Grande.

La grotta di Byron prende il suo nome dal poeta inglese George Gordon Byron che in questo luogo traeva ispirazione e meditazione per le sue opere letterarie[18] - è situata presso lo sperone di roccia sottostante la chiesa di San Pietro e l'antica postazione difensiva; la cavità marina ha una profondità minima di cinque metri e una massima di venti lungo il fianco[18].

Società[modifica | modifica wikitesto]

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Porto Venere, Cinque Terre e le Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)
(EN) Porto Venere, Cinque Terre, and the Islands (Palmaria, Tino and Tinetto)
Portovenere ft dalla salita dell'ulivo.JPG
Tiponaturalistico
CriterioC (ii)(iv)(v)
PericoloNo
Riconosciuto dal1997
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda
La fontana dei leoni

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[19]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Porto Venere sono 131[20], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[21]:

  1. Romania, 26
  2. Albania, 20

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

Un impianto di convogliamento della fognatura, dotato di griglie e pompe, spinge i reflui in una condotta sottomarina che fuoriesce a circa 200 m oltre la punta di San Pietro. La forte corrente e l'elevata profondità dello scarico (35 m circa) contribuiscono alla rapida dispersione del fluido.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della Bandiera Blu per la qualità dei servizi del porto turistico ("Porto di Porto Venere") nel 2016.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Portovenere visto dall'Isola di Palmaria.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Tradizionale è la processione della Madonna Bianca lungo le vie del borgo e la suggestiva illuminazione a fiaccole romane del promontorio di Punta San Pietro: l'icona della Madonna Bianca, a ricordo della cessazione dell'epidemia di peste (17 agosto 1399), viene portata in processione lungo le vie del borgo.
  • Porto Venere è una delle borgate marinare che partecipano ogni anno al Palio del Golfo.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella Chiesa di San Lorenzo sono conservati due importanti cimeli: le polene che decoravano le galee di Porto Venere che presero parte alle storiche battaglie della Meloria (1284) e di Lepanto (1571).
  • A Porto Venere nacquero o ebbero base numerosi corsari: Simonino Cavalleri, Giovanni e Simone Barbavara, Giacomo e Baldassarre Bardella, Giuseppe Graffigna detto il Cardinalino.
  • Il re Ferdinando II di Napoli, minacciato dalle pretese di Carlo VIII sul suo regno, aveva inviato, con un forte contingente navale, il fratello Federico ad occupare Porto Venere e sbarrare il passo al re francese. Le truppe aragonesi cannoneggiarono ripetutamente il borgo e poi tentarono lo sbarco. Ma gli abitanti chiusi nelle loro mura, in previsione di questa eventualità, avevano cosparso di grasso le pietre antistanti, cosicché lo sbarco si risolse in una catastrofica serie di cadute degli invasori che dovettero fuggirsene con gravi perdite (battaglia di Portovenere, 16 luglio 1494).
  • Nell'estate del 1516 un veliero proveniente da Lisbona e diretto a Roma fece naufragio a Porto Venere. Trasportava una novità zoologica per l'Europa di quel tempo: un rinoceronte asiatico di cui il re di Portogallo Manuel I voleva fare dono al papa Leone X. Ovviamente l'animale morì, ma, riaffioratane la carcassa, fu impagliato e spedito finalmente a Roma.
    Questo primo esemplare di rinoceronte giunto in Europa aveva destato ovunque una grande curiosità (a ricordarlo, tra le protomi che decorano la Torre di Belém di Lisbona c'è anche quella di un rinoceronte); anche Albrecht Dürer ne aveva avuto notizia avendone letto la descrizione in una lettera spedita a Norimberga da Lisbona e, senza aver mai visto l'animale, ne eseguì una xilografia che divenne molto famosa.
  • Il borgo di Porto Venere è menzionato nell'affresco dedicato alla costa ligure nella Galleria delle carte geografiche dei Musei Vaticani, fatta eseguire nell'ultimo quarto del XVI secolo dal papa Gregorio XIII.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Confina a nord con il comune della Spezia e a sud, ovest ed est è bagnato dal mar Ligure. Oltre al capoluogo, fanno parte del territorio comunale le due frazioni di Fezzano e Le Grazie, nonché l'arcipelago spezzino formato dalle isole Palmaria, Tino e Tinetto per un totale di 7,66 km2[11].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Porto Venere è un paese essenzialmente turistico che vive di commercio, ristorazione e attività legate alla ricettività turistica. Negli ultimi anni molto importanti sono diventate le attività extra alberghiere quali B&B, affittacamere e residenze.
Molto apprezzato è lo shopping nel lungomare Calata Doria e nel pittoresco Carrugio e le visite alla panoramica chiesa di San Pietro e al castello Doria.
Il porticciolo di Porto Venere, sebbene sia il più piccolo della Liguria, nella stagione estiva fa sempre il tutto esaurito.

Nella vicina località di Panigaglia si trova un impianto che provvede a rigassificare il 2% del gas naturale liquido importato in Italia.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Porto Venere è collegato alla Spezia dalla strada provinciale 530 di Portovenere, costruita in epoca napoleonica.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Dal comune di La Spezia un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATC garantisce quotidiani collegamenti bus con Porto Venere e per le altre località del territorio comunale.

Linee marittime[modifica | modifica wikitesto]

Nei mesi estivi è attivo un servizio di trasporto marittimo con l'ausilio di battelli e traghetti che collegano il porticciolo di Porto Venere con i centri vicini di Lerici, La Spezia e le principali località delle Cinque Terre.

Un servizio di trasporto locale, tramite barcaroli, collega continuamente Porto Venere alla vicina isola della Palmaria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1960 1964 Francesco Bronzi Partito Socialista Italiano Sindaco
1964 1965 Sergio Fenoglio Partito Socialista Italiano Sindaco
1965 1970 Giovanni Mariotti Partito Socialista Italiano Sindaco
1970 1975 Maria Maddalena Rossi Partito Comunista Italiano Sindaco
1975 1980 Mauro Lotti Partito Comunista Italiano Sindaco
1980 1985 Franco Talevi Partito Comunista Italiano Sindaco
2 agosto 1985 26 maggio 1990 Franco Talevi Partito Comunista Italiano Sindaco
25 giugno 1990 24 aprile 1995 Luigi Guida Democrazia Cristiana Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giovanni Pistone Lista civica di centro-sinistra Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Gianfranco Della Croce Lista civica di centro-sinistra Sindaco
14 giugno 2004 17 settembre 2007 Salvatore Matteo Calcagnini Lista civica di centro-sinistra Sindaco [22]
17 settembre 2007 15 aprile 2008 Annunziata Gallo Comm. straord. [23]
15 aprile 2008 30 maggio 2013 Massimo Nardini PD Sindaco
30 maggio 2013 10 giugno 2018 Matteo Cozzani Lista civica di centro-destra "Portovenere - Le Grazie - Fezzano" Sindaco
10 giugno 2018 in carica Matteo Cozzani Lista civica di centro-destra "Portovenere - Le Grazie - Fezzano" [24] Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'armo di Porto Venere
81° Palio del Golfo

Nautica[modifica | modifica wikitesto]

Porto Venere partecipa con un proprio equipaggio al Palio del Golfo della Spezia, che si svolge ogni anno la prima domenica d’agosto.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

  • U.S.D. Fezzanese, militante nel campionato di Serie D;
  • A.S.D. Forza e Coraggio, militante nel campionato di Promozione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2019.
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su dipionline.it. URL consultato l'11 maggio 2013.
  3. ^ I toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ La modifica è stata ufficialmente introdotta con delibera del Commissario straordinario, assunti i poteri del Consiglio Comunale, n° 4 del 20 febbraio 2008 e citata in calce nello Statuto Comunale di Porto Venere
  5. ^ Portovenere, presso La Spezia, è una muraglia di case addossate alla roccia ed alte come torri, quasi uno scenario di torri accostate l'una all'altra, Guido Piovene, Viaggio in Italia, Mondadori,Milano, 1957
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Fonte dal sito turistico della Provincia della Spezia [collegamento interrotto], su turismoprovincia.laspezia.it. URL consultato il 17 ottobre 2011.
  7. ^ a b Fonte dal libro di Gian Antonio Dall'Aglio, Liguria Guida Levante, Genova, Arti Grafiche Litoprint per Sagep Libri e Comunicazione Srl, 2005.
  8. ^ a b c d e f g h i j k Fonte dalla Guida d'Italia-Liguria del Touring Club Italiano, Milano, Mondadori, 2007.
  9. ^ Teofilo Ossian De Negri, Storia di genova, Giunti Martello Ed., pag.316
  10. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  11. ^ a b Fonte dallo Statuto Comunale di Porto Venere (PDF), su incomune.interno.it. URL consultato il 1º novembre 2011.
  12. ^ a b c d Fonte dal sito turistico della Provincia della Spezia, su turismoprovincia.laspezia.it. URL consultato il 17 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2013).
  13. ^ a b Fonte dal sito Terre di Lunigiana.com, su terredilunigiana.com. URL consultato il 19 ottobre 2011.
  14. ^ a b c d e f g Fonte dal sito della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, su archeoge.beniculturali.it. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  15. ^ Mauro Minola, Beppe Ronco, Castelli e Fortezze di Liguria. Un affascinante viaggio tra storia e architettura, Recco, Edizioni Servizi Editoriali, 2006.
  16. ^ Fonte dal sito del parco naturale regionale di Porto Venere, su parconaturaleportovenere.it. URL consultato il 19 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2013).
  17. ^ Fonte dal sito del parco naturale regionale di Porto Venere, su parconaturaleportovenere.it. URL consultato il 19 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2012).
  18. ^ a b Fonte dal sito del parco naturale regionale di Porto Venere, su parconaturaleportovenere.it. URL consultato il 20 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2011).
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  20. ^ Dato Istat al 31/12/2014, su demo.istat.it. URL consultato il 21 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  21. ^ Dati superiori alle 20 unità
  22. ^ Dopo le dimissioni di nove consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale
  23. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 17 settembre 2007 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 228 del 1º ottobre 2007
  24. ^ in quota Cambiamo! di Giovanni Toti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ubaldo Formentini, Monumenti di Porto Venere, restauri 1929-1934, Memorie dell'Accademia Lunigianense di Scienze, La Spezia, 1934
  • R.Trinci, Fasi costruttive di S.Pietro di Porto Venere, Bollettino Ligustico per la storia e cultura regionale, Genova, 1954
  • T.O.De Negri, R.Trinci, Il problema di Porto Venere, Bollettino Ligustico per la storia e cultura regionale, Genova, 1954
  • G.Devoto, Porto Venere, Storia - Arte - Poesia, Ed. G.Astesano, Chieri
  • G.Montefinale, Approdo cristiano a Porto Venere, rivista Liguria, marzo - aprile 1961
  • E.Mazzino,Porto Venere genovese, EPT, La Spezia, 1965

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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