Torre Scola

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Torre Scola
Torre di San Giovanni Battista
Castelli del Golfo dei Poeti
Porto Venere-isola Palmaria-torre Scola1.jpg
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Città Porto Venere
Coordinate 44°03′06.57″N 9°51′29.19″E / 44.051825°N 9.858108°E44.051825; 9.858108Coordinate: 44°03′06.57″N 9°51′29.19″E / 44.051825°N 9.858108°E44.051825; 9.858108
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Torre Scola
Informazioni generali
Tipo torre costiera
Costruzione XVII secolo-XVII secolo
Primo proprietario Repubblica di Genova
Proprietario attuale Marina Militare
Visitabile no
Informazioni militari
Utilizzatore Repubblica di Genova
Repubblica Ligure
Regno di Sardegna
Regno d'Italia
Marina Militare
Funzione strategica Protezione della Palmaria e del golfo dei Poeti
Termine funzione strategica XIX secolo

[senza fonte]

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La torre Scola - o torre di San Giovanni Battista - è stato un edificio militare situato poco oltre la punta nordorientale (punta Scola) dell'isola della Palmaria a Porto Venere, nel Golfo dei Poeti in provincia della Spezia.

Fa parte, assieme ai forti Cavour e Umberto I e alla Batteria semaforo, delle postazioni difensive della Palmaria.

Cenni storici e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Altra immagine della torre costiera

Come altre torri costiere e d'avvistamento del litorale ligure anche la torre Scola o Scuola fa parte di quel sistema difensivo voluto dal Senato della Repubblica di Genova tra il Cinquecento e il Seicento a protezione delle coste e, conseguentemente, dei borghi e villaggi. Secondo alcuni studi la torre, costata secondo le stime 56.000 lire genovesi[1], potrebbe essere stata edificata ai primi del XVII secolo[2] rispondendo a quelle nuove esigenze militari e balistiche che costrinsero il senato genovese ad una rapida conversione architettonica dei siti difensivi già presenti o comunque crearne di nuovi.

La torre è di forma pentagonale[2] con uno spessore medio delle mura di circa 4 metri[3], capace di ospitare fino a otto persone[2] (otto soldati, un capitano e un mastro "bombardero"[1]) e dieci cannoni[1][2], e in grado di coprire "a fuoco" il braccio di mare tra la baia della Palmaria, la baia dell'Olivo a Porto Venere e il seno di Lerici[1][2].

Con la dominazione napoleonica fu al centro degli scontri navali del 23 gennaio 1800[1][2] tra le flotte inglesi e francesi, per allontanare questi ultimi dal golfo spezzino, tanto che per i danni subiti dalle cannonate (sventramento delle cortine di un lato della torre[1]) fu deciso il totale abbandono già nella prima metà del XIX secolo[2].

Scongiurata la demolizione completa nel 1915[3], prevista dalla Marina Militare[3] e cancellata dopo l'interessamento di Ubaldo Mazzini che da ispettore ai monumenti fece un'apposita segnalazione al Ministero della pubblica istruzione[3], si decise di convertire la torre a faro di segnalazione[3].

Tra il 1976 e il 1980[3] la struttura ha subito radicali interventi di restauro e di consolidamento delle mura perimetrali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Fonte dal libro di Mauro Minola, Beppe Ronco, Castelli e Fortezze di Liguria. Un affascinante viaggio tra storia e architettura, Recco, Edizioni Servizi Editoriali, 2006.
  2. ^ a b c d e f g Fonte dal sito Isola Palmaria.it. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  3. ^ a b c d e f Fonte dal sito Informazione sostenibile.info. URL consultato il 20 ottobre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Minola, Beppe Ronco, Castelli e Fortezze di Liguria. Un affascinante viaggio tra storia e architettura, Recco, Edizioni Servizi Editoriali, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Arcipelago Spezzino Arcipelago Spezzino - Golfo della Spezia
Isola Palmaria Isola del Tino Isola del Tinetto Torre Scola