Ubaldo Mazzini

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Ubaldo Mazzini (La Spezia, 3 dicembre 1868Pontremoli, 8 luglio 1923) è stato uno storico, giornalista e intellettuale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sin da giovane Ubaldo Mazzini, nella sua iniziale attività di giornalista esercitata con lo pseudonimo di Gamin, espresse idee repubblicane e mazziniane.
Dopo aver studiato a Pisa e a Genova si laureò in giurisprudenza all'Università di Pavia nel 1898.
Studioso di archeologia, di storia, delle tradizioni popolari e del dialetto spezzino, fondò e diresse con Achille Neri il Giornale storico e letterario della Liguria che divenne poi il Giornale storico della Lunigiana, continuando nell'attività giornalistica e dilettandosi nella composizione di poesie in dialetto.

Socio della Società ligure di storia patria già dal 1896 fu ispettore onorario dei monumenti e degli scavi del circondario della Spezia.

Fu socio della Società bibliografica italiana dal 1900 al 1911 e dallo stesso anno fu membro del Consiglio dell'Associazione dei funzionari delle biblioteche e dei musei comunali e provinciali; venne rieletto nel 1921.
Pubblicò fra l'altro la Bibliografia della stampa periodica spezzina dal 1865 al 1908 (La Spezia: con i tipi di F. Zappa, 1908).

Fu altresì il primo direttore, fino alla sua morte, della Biblioteca civica della Spezia, istituita nel 1898 con la cessione al Municipio della raccolta libraria della Società d'incoraggiamento per l'educazione morale e industriale della Spezia.

Al suo nome fu poi intitolata la stessa Biblioteca civica e uno degli istituti di scuola media di primo e secondo grado alla Spezia.

Diresse anche il Museo civico, a partire dal 1898, di cui incrementò la parte archeologica soprattutto con quelle statue-stele lunigianesi che egli scoprì e che mediante le sue ricerche fece conoscere agli studiosi di tutta Europa. Per opera sua queste due Istituzioni assunsero l’importanza e l’efficacia di strumenti di cultura divenendo i più fecondi e dinamici centri propulsori della ricerca storica del nostro territorio: veri e propri luoghi del sapere in cui convogliavano i risultati degli studi delle più importanti personalità colte della Lunigiana. In tempi dunque molto remoti, Mazzini ha raccolto, prodotto, divulgato materiale utilissimo. Oltre 200 sono i titoli dei suoi scritti che indagano con grande perizia le molte diramazioni della ricerca storica e che ancora oggi consentono di conoscere e valutare situazioni della storia passata altrimenti sconosciuta. Con lo stesso spirito acuto e appassionato fu narratore delle tradizioni popolari valorizzate anche grazie alla sua proficua produzione di poesie in vernacolo. Ma è in biblioteca che si ritrova compiutamente la sintesi del Mazzini uomo di cultura a 360 gradi: egli infatti non era soltanto un accumulatore, un custode e un classificatore di libri, ma una guida attenta, coscienziosa e intelligente per quanti dovevano ricorrere alla biblioteca, a servizio dei quali metteva tutta la sua geniale e preziosa versatilità. Il 12 luglio 1925 fu scoperto ai giardini pubblici, dove tuttora si può ammirare, un busto raffigurante Ubaldo Mazzini e realizzato da Angiolo Del Santo.

L'amore per La Spezia[modifica | modifica wikitesto]

Una lirica dedicata alla sua città in dialetto spezzino:

A SPÈZA

'Nfra tüte e sità de l'üniverso
me a credo che paege né ghe 'n sia;
mia propio die che Cristo i agia perso,
dopo d'avela fabricà, a magìa!


Bela l'è bela, la la veda 'n guerso!
E ho sentì a die che per quanto se zia
er mondo 'n lüngo, e 'n largo, ne gh'è verso!
En gorfo cossì beo i ne s'amìa.

Ma a ciü belessa bela e sorprendente
l'è che se gh'è 'n spezin ch'agia 'nt'a testa
doi ünse de criteio e de talento

I 'o schivo tüti, e i ne 'r consideo gnente;
ma se ven n'ase chi daa cà dea pesta
i' en capaci de faghe 'r monümento.

(Tra tutte le città dell'universo/ io credo non ve ne siano di pari/ bisogna proprio dire che Cristo abbia perso,/ dopo averla creata, la magia!/ Bella è bella, lo vede un cieco!/ e ho sentito dire che per quanto si giri/ il mondo in lungo e in largo, non c'è verso!/ Un golfo così bello non si ammira./ Ma la bellezza più bella e sorprendente/ è che se c'è uno spezzino che ha nella testa/ due once di criterio e di talento/ Lo schivano tutti e non lo considerano niente/ ma se viene un asino qui da casa del diavolo/ sono capaci di fargli il monumento.)

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