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Matera

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Matera
comune
Matera – Stemma Matera – Bandiera
La Civita vista dalla Chiesa di Santa Maria di Idris
La Civita vista dalla Chiesa di Santa Maria di Idris
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Matera-Stemma.png Matera
Amministrazione
Sindaco Raffaello De Ruggieri (coalizione di liste civiche[1][2]) dal 15-6-2015
Territorio
Coordinate 40°40′N 16°36′E / 40.666667°N 16.6°E40.666667; 16.6 (Matera)Coordinate: 40°40′N 16°36′E / 40.666667°N 16.6°E40.666667; 16.6 (Matera)
Altitudine 401 m s.l.m.
Superficie 392,09 km²
Abitanti 60 436[3] (31-12-2015)
Densità 154,14 ab./km²
Frazioni La Martella, Picciano A, Picciano B, Venusio, Villaggio Timmari
Comuni confinanti Altamura (BA), Ginosa (TA), Gravina in Puglia (BA), Grottole, Laterza (TA), Miglionico, Montescaglioso, Santeramo in Colle (BA)
Altre informazioni
Cod. postale 75100
Prefisso 0835
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 077014
Cod. catastale F052
Targa MT
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 776 GG[4]
Nome abitanti Materani
Patrono Madonna della Bruna, sant'Eustachio
Giorno festivo 2 luglio, 20 settembre
Soprannome Città dei Sassi
Motto Bos Lassus Firmius Figit Pedem
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Matera
Matera
Posizione del comune di Matera nella provincia omonima
Posizione del comune di Matera nella provincia omonima
Sito istituzionale
« La città è di aspetto curiosissimo, viene situata in tre valli profonde nelle quali, con artificio, e sulla pietra nativa e asciutta, seggono le chiese sopra le case e quelle pendono sotto a queste, confondendo i vivi e morti la stanza. I lumi notturni la fan parere un cielo stellato. »
(Giovan Battista Pacichelli, Il Regno di Napoli in Prospettiva)

Matera (IPA: [maˈtɛra][5], Matàërë[6] in dialetto materano, IPA: [ma'taərə]) è un comune italiano di 60 436 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia e seconda città della Basilicata per popolazione, nonché il più grande comune per superficie della Basilicata e il diciannovesimo in Italia.

Dal 1663 al 1806 è stata il capoluogo della Basilicata nel Regno di Napoli. Durante questo periodo la città conobbe un'importante crescita economica, commerciale e culturale.

Nota con gli appellativi di "Città dei Sassi" e "Città Sotterranea", è conosciuta per gli storici rioni Sassi, che costituiscono uno dei nuclei abitativi più antichi al mondo[7][8]. I Sassi sono stati riconosciuti il 9 dicembre 1993, nell'assemblea di Cartagena de Indias (Colombia), Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, primo sito dell'Italia meridionale a ricevere tale riconoscimento.

Matera è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché è stata insignita nel 1966 della Medaglia d'argento al valor militare per essere stata la prima città del meridione d'Italia a insorgere in armi contro il nazifascismo. Nell'agosto 2016 è stata conferita alla città la Medaglia d'oro al valor civile[9].

Il 21 novembre 1954 è stata proclamata, con delibera comunale, Civitas Mariae. San Giovanni Paolo II la visitò il 27 aprile 1991 la definì città della Visitazione e del Magnificat[10].

Il 17 ottobre 2014 Matera è stata designata, insieme a Plovdiv (Bulgaria), Capitale europea della cultura per il 2019.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La Gravina

La città si trova nella parte orientale della Basilicata a 401 m s.l.m., al confine con la parte sud-occidentale della città metropolitana di Bari (con i comuni di Altamura, Gravina in Puglia e Santeramo in Colle) e l'estrema parte nord-occidentale della provincia di Taranto (con i comuni di Ginosa e Laterza). Sorge proprio al confine tra l'altopiano delle Murge ad est e la fossa Bradanica ad ovest, solcata dal fiume Bradano. Il corso di questo fiume è sbarrato da una diga, costruita alla fine degli anni cinquanta per scopi irrigui, ed il lago artificiale creato dallo sbarramento, chiamato Lago di San Giuliano, fa parte di una riserva naturale regionale denominata Riserva Naturale di San Giuliano.

Il torrente Gravina di Matera, affluente di sinistra del Bradano, scorre nella profonda fossa naturale che delimita i due antichi rioni della città: Sasso Barisano e Sasso Caveoso. Sull'altra sponda c'è la Murgia, protetta dal Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri, più semplicemente detto Parco della Murgia Materana. Gli antichi rioni chiamati "Sassi", assieme con le cisterne ed i sistemi di raccolta delle acque, sono la caratteristica peculiare di Matera. Si tratta di originali ed antichi aggregati di case scavate nella calcarenite, a ridosso di un profondo burrone, la "Gravina". Alla fine del 1993 l'UNESCO ha dichiarato i rioni Sassi Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Confina con i comuni di Montescaglioso, Altamura, Miglionico, Laterza, Santeramo in Colle, Ginosa, Gravina in Puglia e Grottole.

Inoltre, con 388,14 km² di estensione territoriale, Matera è il comune più esteso della Basilicata[11].

Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa)[12], Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Matera.

Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +6,0 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +25,1 °C[13].

MATERA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 9,1 10,2 12,8 17,1 21,9 27,2 30,5 31,3 26,7 20,3 15,1 11,6 10,3 17,3 29,7 20,7 19,5
T. min. mediaC) 2,9 2,9 5,1 8,0 11,7 15,8 18,4 19,0 16,0 11,7 8,3 5,2 3,7 8,3 17,7 12,0 10,4

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Matera.
La Civita

Le origini di Matera sono molto remote e ne è testimonianza il ritrovamento nel territorio circostante di alcuni insediamenti senza soluzione di continuità sin dall'età paleolitica[15]. Infatti nelle grotte sparse lungo le Gravine materane sono stati ritrovati diversi oggetti risalenti a quell'epoca, testimonianti la presenza di gruppi di cacciatori. Nel periodo Neolitico gli insediamenti diventarono più stabili, tanto che sono presenti tracce evidenti di diversi villaggi trincerati che risalgono a quel periodo, in particolare sulla Murgia Timone. Con l'Età dei metalli nacque il primo nucleo urbano, quello dell'attuale Civita, sulla sponda destra della Gravina[15]. Sorta su un preistorico villaggio trincerato, questa, ha probabili origini greche, come afferma il Volpe nelle sue Memorie storiche profane e religiose sulla città di Matera, citando anche l'Ughelli, il Pacichelli ed il Padre Bonaventura da Lama che erano giunti a tale conclusione. Ciò sarebbe confermato dall'emblema della città, il bue con le spighe di grano, che secondo il Volpe stesso è un simbolo tipico della Magna Grecia; inoltre il Gattini cita l'ipotesi di alcuni storici secondo i quali riprodurrebbe l'emblema della città di Metaponto, che era appunto un bue, mentre le spighe di grano erano figure ricorrenti nelle monete greche. Gattini a conferma di ciò cita anche alcuni versi del poeta Tommaso Stigliani: «Il marinaro di Metaponto antica, la quale a nostra età dett'è Matera», e fa riferimento all'accoglienza data da Matera ai profughi metapontini dopo la distruzione della loro città da parte di Annibale.

Secondo alcune ipotesi (per esempio quella di Cely-Colaianni), Matera anticamente veniva chiamata Mataia ole dai Greci, che deriva da Mataio olos, il cui significato è tutto vacuo, con riferimento alla Gravina, fossa attraversata da torrenti; ulteriore ipotesi è che il nome derivi da Mata (cumulo di rocce), radice utilizzata per diversi nomi geografici. Un'altra teoria, piuttosto fantasiosa, fa derivare Matera dal greco Meteoron ovvero cielo stellato, dato che alcuni cronisti del passato, osservando i Sassi illuminati di notte, li hanno descritti come un riflesso del cielo stellato soprastante. E non manca chi ricollega il toponimo a Mater ovvero "madre terra", a Materia (matheria) o Materies, termini che indicavano la legna da taglio o da costruzione, in riferimento alle zone boschive in cui la città sorgeva; il Gattini, invece, riferisce il toponimo ai termini ebraici Matterah (carcere) o Me terah (acqua pura). Altri sostengono che il nome derivi dalle iniziali di Metaponto ed Heraclea, avendo accolto profughi delle due città dopo la loro distruzione; infine Mateola, nome antico della città, potrebbe derivare dal consolato romano di Quinto Cecilio Metello Numidico, che la riedificò e la fece cingere di mura e di alte torri[16]. Plinio il Vecchio nella sua Naturalis historia (Liber III, 105) chiamò Mateolani gli abitanti della città e li elencò tra gli Apuli, anche se la desinenza dell'aggettivo in -anus evidenzia chiaramente l'influenza osca dei Lucani, in quanto la città era situata proprio sul confine apulo-lucano[17] nella regione anticamente chiamata Peucezia[18].

Altra veduta de La Civita

Nel periodo della Magna Grecia Matera ebbe stretti rapporti con le colonie situate sulla costa meridionale e, successivamente, in età romana fu solo centro di passaggio ed approvvigionamento[19]. Nel 664 d.C. Matera passò sotto il dominio longobardo e venne annessa al Ducato di Benevento. I secoli IX e X furono caratterizzati da aspre lotte fra gli stessi Longobardi, i Saraceni ed i Bizantini, che tentarono più volte di impadronirsi del territorio; la città fu distrutta dalle truppe di Ludovico II, imperatore dei Franchi, proprio nel tentativo di cacciare i Saraceni.

Nel frattempo, a partire dall'VIII secolo, il territorio materano fu teatro di una notevole immigrazione di monaci benedettini e bizantini, che si stabilirono lungo le grotte della Gravina trasformandole in chiese rupestri. Dopo l'insediamento dei Normanni avvenuto nel 1043 la città conobbe un periodo di pace. Nei secoli seguenti, fra carestie e terremoti, Matera fu a lungo città Regia, in quanto si liberava dal dominio feudale riscattandosi più volte, ma sotto gli Aragonesi la città fu ceduta al conte Giovan Carlo Tramontano, che nel 1514 venne ucciso dalla popolazione oppressa dalle tasse. Nel 1663, in epoca spagnola, Matera uscì dalla provincia di Terra d'Otranto, di cui fino ad allora era parte integrante, diventando capoluogo della Basilicata e sede di Regia Udienza. Tale titolo le rimase fino al 1806, quando Giuseppe Bonaparte trasferì le competenze a Potenza. Nel periodo risorgimentale, il comitato prodittatoriale lucano non mantenne le promesse sulla redistribuzione delle terre demaniali, cominciò a diffondersi un malessere, anche fomentato dai legittimisti, che a Matera esplose l'otto agosto 1860 con l'eccidio Gattini, primo sintomo di ribellione che precedette il brigantaggio postunitario. Nel 1927 la città divenne capoluogo di provincia.

Matera fu la prima città del Mezzogiorno ad insorgere contro i nazisti; infatti il 21 settembre 1943, giorno dell'insurrezione e della strage di Matera, il popolo materano insorse contro l'oppressione esercitata dall'occupazione nazista. Undici persone trovarono la morte a seguito dei mitragliamenti tedeschi in ritirata. La giornata raggiunse il suo culmine con la feroce rappresaglia nazista che costò la vita ad altre 15 persone, sia civili che militari, fatte saltare in aria nel "palazzo della milizia". Nel 1945 vi furono tra le prime nel meridione, sommosse popolari per l'assegnazione delle terre incolte che si risolsero con l'emanazione fra il 1946 e il 1947 dei decreti Ponte, da (Aurelio Ponte Prefetto di Matera); furono anticipatarie della riforma agraria. Nel 1948 nacque la questione dei Sassi di Matera, sollevata da Palmiro Togliatti prima, e da Alcide De Gasperi dopo. Nel 1952 una legge nazionale stabilì lo sgombero dei Sassi e la costruzione di nuovi quartieri residenziali che svilupparono la città nuova nella quale confluirono i 15.000 abitanti dei Sassi. Nel 1980 fu parzialmente danneggiata dal terremoto dell'Irpinia e dalle scosse che seguirono. Nel 1986 una nuova legge nazionale finanziò il recupero degli antichi rioni materani, ormai degradati da oltre trent'anni di abbandono.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Matera

Il sito Comuni Italiani descrive lo stemma della città in questo modo: D'azzurro al bue fermo d'argento con tre spighe in bocca e sulle corna una corona gigliata, sormontata in capo dalla lettera M, il tutto d'oro. Motto: Bos Lassus Firmius Figit Pedem.

Il motto latino Bos lassus firmius figit pedem si può tradurre con: il bue stanco affonda la zampa più fermamente; tale motto, che indica come un popolo pacifico ma stanco dei soprusi può ribellarsi al giogo, rappresenta la morale dell'episodio che vide il popolo materano ribellarsi ed assassinare il conte Giovan Carlo Tramontano[20].

Secondo il Racioppi[21], lo stemma di Matera è un'arma parlante, in quanto la lettera "M" in alto sarebbe l'iniziale del nome della città, mentre le spighe in bocca al bue aggiungerebbero il resto del nome; infatti spiga in greco si dice "Ather-Eros", quindi dall'insieme delle parole si ottiene Mather-Eros, da cui Matera. La corona che il bue ha sulla testa indicherebbe che la città era libera, cioè non dipendente da alcun feudatario ma direttamente dalla corona reale.

Secondo altre interpretazioni, lo scudo porta sull'alto del campo, in argento, la lettera M in oro; e nel basso del campo è un bue che agli araldisti usa dire "passante", con in bocca tre spighe. Alla testa del bue sormonta una corona principesca. Intorno all'orlo dello scudo corre una lista su cui è scritto il motto di "Bos lassus firmius figit pedem". Il detto è forse stato coniato dopo l'uccisione del conte Gian Carlo Tramontano, esprimendo la stanchezza per le oppressioni e le gabelle che la cittadinanza materana doveva pagare al conte. Quanto allo scudo, la lettera M in oro si presume possa indicare l'iniziale lettera del nome della città. Ma secondo altri indicherebbe anche la parola municipio essendo stata Matera Regio Demanio, e quindi dipendente direttamente dal re. Questo spiega anche il perché della corona principesca presente sopra il capo del bue. Resta, dunque, proprio la figura del bue la più difficile da decifrare. C'è chi ritiene che il bue indichi la famiglia Del Balzo, che viene dal francese baux, la cui fonetica somiglia molto alla parola bue. Altri ritengono fermamente che il bue e le spighe simboleggino il possesso di terre fertili dedite alla pastorizia e all'agricoltura. Le spighe invece hanno una certa somiglianza con quelle della monetazione metapontina, il che dà maggiori certezze sul nome di Matera, che potrebbe derivare dai fondatori della città, i cittadini di Metaponto ed Heraclea, scampati ai Romani. Quindi Met-Hera.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Insurrezione di Matera e Strage di Matera.

Matera è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione per la quale le è stato insignito il premio della Medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni durante la seconda guerra mondiale. Tale onorificenza venne conferita il 1º settembre 1966 e consegnata tre anni dopo dal Ministro della Difesa, il quale decorò della medaglia il gonfalone della città e scoprì una lapide con la seguente iscrizione:

« Matera prima città del Mezzogiorno insorta in armi contro il nazifascismo addita l'epico sacrificio del 21 settembre 1943 alle generazioni presenti e future perché ricordino e sappiano con pari dignità e fermezza difendere la libertà e la dignità della coscienza contro tutte le prevaricazioni e le offese. »
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Indignati dai molteplici soprusi perpetrati dal nemico, gruppi di cittadini insorsero contro l'oppressore e combatterono con accanimento, pur con poche armi e munizioni, per più ore, senza smarrimenti e noncuranti delle perdite. Sorretti da ardente amor di Patria, con coraggio ed ardimento, costrinsero l'avversario, con aiuto di elementi militari, ad abbandonare la Città prima dell'arrivo delle truppe alleate. Città di Matera, 21 settembre 1943.»

Il 19 agosto 2016 è stata conferita alla città la Medaglia d'oro al valor civile[22].

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Durante gli ultimi giorni di permanenza dei tedeschi in città, la popolazione materana, sempre più esasperata dalle distruzioni, dai saccheggi e dai soprusi compiuti dagli invasori che si preparavano alla ritirata, si rese protagonista di atti di eroismo e di martirio per contrastare la violenza perpetrata dagli occupanti, sia nel centro urbano che nelle campagne, che causò rastrellamenti e numerose vittime innocenti. Splendido esempio di identità comunitaria e alto spirito umanitario, orientati ad affermare i valori di libertà e giustizia. Settembre 1943 - Matera.»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I Sassi di Matera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sassi di Matera.
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
I Sassi di Matera
(EN) The Sassi and the park of the Rupestrian Churches of Matera
Matera - veduta della Civita dal Sasso Caveoso 02.JPG
Tipo architettonico
Criterio C (iii)(iv)(v)
Pericolo no
Riconosciuto dal 1993
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
« Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza. »
(Carlo Levi)

Matera è nota anche come città dei Sassi, proprio per la peculiarità e l'unicità del suo centro storico. Scavati e costruiti a ridosso della Gravina di Matera, una profonda gola che divide il territorio in due, i Sassi di Matera, rioni che costituiscono la parte antica della città, si distendono in due vallette, che guardano ad est, leggermente sottoposte rispetto ai territori circostanti, separate tra loro dallo sperone roccioso della Civita. Questa posizione invidiabile, ha reso di fatto la città invisibile agli occhi dei suoi nemici per millenni, permettendole di passare pressoché indenne attraverso secoli di storia.

Il Sasso Barisano, girato a nord-ovest sull'orlo della rupe, se si prende come riferimento la Civita, fulcro della città vecchia, è il più ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo. Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, è disposto come un anfiteatro romano, con le case-grotte che scendono a gradoni, e prende forse il nome dalle cave e dai teatri classici. Al centro la Civita, sperone roccioso che separa i due Sassi, sulla cui sommità si trovano la Cattedrale ed i palazzi nobiliari. Insieme formano l'antico nucleo urbano di Matera, dichiarato dall'UNESCO paesaggio culturale.

I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo. Da quelle preistoriche dei villaggi trincerati del periodo neolitico, all'habitat della civiltà rupestre di matrice orientale (IX-XI secolo), che costituisce il sostrato urbanistico dei Sassi, con i suoi camminamenti, canalizzazioni, cisterne; dalla civitas di matrice occidentale normanno-sveva (XI-XIII secolo), con le sue fortificazioni, alle successive espansioni rinascimentali (XV-XVI secolo) e sistemazioni urbane barocche (XVII-XVIII secolo); ed infine dal degrado igienico-sociale del XIX e della prima metà del XX secolo allo sfollamento disposto con legge nazionale negli anni cinquanta, fino all'attuale recupero iniziato a partire dalla legge del 1986.

Le cisterne e i sistemi di raccolta delle acque[modifica | modifica wikitesto]

Interno con cisterna

La scelta di questo sito, sebbene abbia garantito una estrema sicurezza all'abitato, ha comportato ai suoi abitanti enormi difficoltà nell'approvvigionamento delle acque. Di fatto i Sassi si trovano su di un enorme banco calcarenitico a circa 150 metri dal livello del torrente, mentre le colline d'argilla che li circondano ad ovest risultano essere troppo lontane, per una città che costruita nell'ottica dell'assedio, doveva garantirsi l'autonomia al suo interno.

Sin dai primi giorni, quindi, i suoi abitanti concentrarono le loro energie non tanto sulla costruzione delle case, quanto sullo scavo di cisterne e palombari e dei relativi sistemi di canalizzazione delle acque.

Vista in quest'ottica Matera risulta essere uno dei più antichi e meglio conservati esempi di bio-architettura al mondo. Una breve analisi dei sistemi insediativi costruiti intorno all'acqua, mostra come di fatto le civiltà e le tradizioni costruttive più antiche del mondo, abbiano numerosi punti in comune, sebbene secoli e chilometri le vedano come elementi distinti. Strutture apparentemente semplici e rudimentali si rivelano come dei prodigi di efficienza tecnica. Le umili tecniche arcaiche, dimenticate dagli stessi abitanti, acquistano un fascino ed un valore un tempo inimmaginabile.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale di Matera
  • Cattedrale, in stile romanico pugliese, fu costruita nel XIII secolo sullo sperone più alto della Civita che divide i due Sassi, sull'area dell'antico monastero benedettino di Sant'Eustachio, uno dei due santi protettori della città. All'esterno sono da notare il rosone a sedici raggi ed il campanile alto 52 metri; all'interno un affresco bizantino della Madonna della Bruna, un presepe cinquecentesco dello scultore Altobello Persio ed un affresco raffigurante il Giudizio finale.
Chiesa di San Giovanni Battista
  • Chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel 1233, anch'essa in stile romanico. All'interno, a tre navate, vi è una grande volta a vele rifatta nel 1793, anno in cui furono effettuate diverse modifiche per preservare la staticità della chiesa, bei capitelli di tipo pugliese che ornano le colonne con figure antropomorfe, zoomorfe e vegetali, ed un'imponente abside.
  • Chiesa di San Pietro Caveoso, costruita nel 1218, è uno dei punti più caratteristici della città. Nel XVII secolo l'intera struttura subì numerose modifiche e ci fu l'aggiunta del campanile, tutto in stile barocco. All'interno sono presenti numerose tele settecentesche e affreschi di santi. Le numerose cappelle sono stuccate e presentano affreschi e polittici di legno.
Chiesa di San Pietro Caveoso
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi, ricostruita quasi completamente nel 1670 in stile barocco. Rilevanti sono la facciata esterna in stile tardo barocco, mentre al suo interno vi è l'antica cripta dei Santi Pietro e Paolo, che conserva un affresco raffigurante la visita a Matera del papa Urbano II nel 1093. Rimarchevoli, inoltre, sono i pannelli di un polittico smembrato di scuola veneta variamente attribuito a Bartolomeo Vivarini o a Lazzaro Bastiani.
Chiesa di San Francesco d'Assisi
  • Chiesa di Santa Chiara, fu costruita alla fine del XVII secolo insieme agli attigui locali che ospitarono dapprima l'ospedale, poi il convento delle clarisse ed infine i locali del museo archeologico nazionale "Domenico Ridola". La facciata, ricca di decori, presenta un lunettone nella parte superiore ed in basso il portale con ai lati due semicolonne e due nicchie con statue di santi. L'interno è ad una navata.
  • Chiesa del Purgatorio, costruita nel 1747 in stile tardo barocco, presenta una facciata con decorazioni sul tema della morte e della redenzione delle anime. Notevole il portale in legno diviso in 36 riquadri che riporta in alto i teschi di prelati e regnanti ed in basso quelli di comuni cittadini. All'interno, a croce greca, vi è una cupola ottagonale.
  • Chiesa di San Domenico, fu costruita insieme al convento a partire dal 1230 in stile romanico pugliese. Molto bello il rosone con intorno quattro figure a rilievo raffiguranti un telamone, due figurine ai lati, ed in alto l'Arcangelo Michele. Al centro del rosone un cane con la fiaccola in bocca, simbolo dei domenicani. L'interno, a tre navate con altari laterali e con una cupola emisferica a cassettoni, è stato rimodernato nel 1774; fra le opere conservate all'interno c'è la Crocifissione con san Domenico, realizzata dal Pietrafesa nel 1653.
  • Chiesa di Santa Lucia e Agata alla Fontana, la sua costruzione fu ultimata nel 1797, quando vi furono trasferite la chiesa ed il monastero delle benedettine, fino ad allora ospitate nel monastero di Santa Lucia alla Civita nei Sassi. Situata insieme all'attiguo monastero delle benedettine accanto alla fontana ferdinandea nella centrale piazza Vittorio Veneto, è composta da una navata.
Chiesa di Sant'Agostino
  • Convento di Sant'Agostino, monumento nazionale italiano, situato nel Sasso Barisano e sorto nel 1593, insieme all'omonima chiesa, sull'antica cripta rupestre di San Giuliano risalente al XII secolo (sinora descritta come cripta di San Guglielmo a causa di un errore storico).
  • Santuario della Madonna di Picciano, situato sulla sommità dell'omonimo colle a 15 km dalla città, è meta di pellegrinaggi. La leggenda narra che la Madonna apparve sui rami di una quercia ad alcuni pastori abruzzesi che percorrevano quei luoghi per la transumanza. A partire dal XIII secolo si insediò una comunità monastica benedettina, e nei secoli successivi Picciano appartenne ai templari prima ed ai cavalieri di Malta poi, che ampliarono la chiesa ed i locali annessi. All'interno della chiesa, sopra l'altare maggiore, vi è l'immagine della Madonna, databile al XV secolo, e nella cappella alle spalle dell'altare la statua della Madonna che viene portata in processione. Oggi il Santuario ed il monastero sono custoditi dai monaci benedettini olivetani.
  • Santuario della Madonna della Palomba, situato sulla Murgia quasi a strapiombo sulla Gravina di Matera, si trova nei pressi di una grotta dove era venerato un affresco con l'immagine bizantina della Vergine col bambino. A partire dal 1580 fu costruito un nuovo edificio di culto. La facciata mostra un rosone ed un campanile a vela, mentre l'interno ad una navata conserva l'antico affresco databile intorno al XIII secolo.
Chiesa rupestre

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo dell'Annunziata
  • Palazzo dell'Annunziata, palazzo settecentesco sito in Piazza Vittorio Veneto, ha dapprima ospitato il convento delle Domenicane, per poi diventare tribunale nel 1865 e ancora la scuola media. Oggi l'edificio che domina la piazza centrale di Matera è sede della Mediateca e della Biblioteca Provinciale oltre a ospitare il Cinema Comunale.
  • Ipogei di piazza Vittorio Veneto, situati sotto la piazza principale della città e tornati alla luce da pochi anni, contengono oltre a numerosi ambienti ipogei anche un'antica cisterna, detta il Palombaro lungo, ed una torre facente parte delle mura che anticamente dovevano essere a ridosso del Castello Tramontano.
  • Fontana ferdinandea, restaurata dal re Ferdinando II di Borbone nel 1832, era originariamente posta ai piedi della collina del castello e raccoglieva le acque provenienti da quella collina. Dopo la seconda guerra mondiale, esaurita la sua funzione di approvvigionamento, fu trasferita all'interno della villa comunale. Nel mese di aprile del 2009 è stata riportata nel suo luogo originario in piazza Vittorio Veneto.
  • Palazzo Malvinni Malvezzi, situato in piazza Duomo, è appartenuto alla famiglia dei Duchi di Santa Candida. Al suo interno, nel piano nobile sono collocate 14 tele di pregevole fattura ed arredi in stile Luigi XVI[25].
  • Palazzo del Sedile, situato nella centrale Piazza Sedile, è stato costruito nel 1540, ristrutturato nel 1759, è la sede del Conservatorio di Musica "Egidio Romualdo Duni" e dell'Auditorium Gervasio. La facciata presenta due torri campanarie ed è ornata da sei statue. Affacciato alla medesima piazza si trova inoltre il Palazzo del Governatore, risalente al XVII secolo, prima sede della Regia Udienza di Basilicata. I suoi sotterranei furono adibiti a carcere della città. Oggi è sede di un albergo.
  • Villa Longo, dimora del XIX secolo della nobile famiglia materana di antiche origini napoletane.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello Tramontano
  • Castello Tramontano, in stile aragonese, con un maschio centrale e due torri laterali rotonde, rimase incompiuto per l'uccisione del conte Giovan Carlo Tramontano da parte della popolazione nel 1514.
  • Torre Metellana, ubicata nel Sasso Barisano, facente parte della cinta muraria a difesa della "Civita".

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Un'importante area archeologica è quella situata sul colle di Timmari; dove sono stati ritrovati numerosi reperti sia di epoca preistorica sia di tipo apulo risalenti al IV secolo a.C. (tra cui una tomba ricchissima di arredi funerari), molti dei quali sono custoditi nel museo archeologico "Domenico Ridola".

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Sul ciglio del Parco della Murgia Materana
  • Parco della Murgia Materana, parco regionale istituito nel 1990, comprende il territorio della Gravina di Matera, le chiese rupestri disseminate lungo i pendii delle gravine e l'altopiano della Murgia materana. Importanti le numerose masserie, molte delle quali fortificate. Simbolo del parco è il falco grillaio, piccolo rapace presente nel territorio di Matera con numerosissimi esemplari.
  • Riserva regionale San Giuliano, area protetta istituita nel 2000, comprende il lago di San Giuliano, invaso artificiale creato dallo sbarramento del fiume Bradano, ed i tratti fluviali a monte ed a valle del fiume. Molto rilevante è la presenza dell'avifauna.
  • Colle di Timmari, polmone verde situato a circa 15 km dalla città, domina la valle del Bradano ed il lago di San Giuliano. È un'amena località residenziale, e sulla cima del colle si trova il piccolo Santuario di San Salvatore, risalente al 1310, ed un'importante area archeologica.

Parchi urbani[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco del Castello - via Castello
  • Parco Giovanni Paolo II - via Lucana angolo via Gramsci
  • Villa dell'Unità d'Italia - via XX Settembre angolo via Tommaso Stigliani
  • Parco Centrale
  • Parco Giovanni Falcone - via IV Novembre
  • Parco bosco Serra Venerdì
  • Parco dei Quattro Evangelisti - zona PAIP
  • Parco del rione Lanera

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[26]

La città di Matera fin dagli inizi del Novecento ha sempre visto una crescita della popolazione leggera ma costante, eccezion fatta per un aumento sensibile avvenuto nel secondo dopoguerra, dovuto in parte ad un saldo naturale sempre positivo ed in parte allo spopolamento dei piccoli centri limitrofi.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri regolari sono 2.314 (985 maschi e 1329 femmine) pari al 3,82% della popolazione materana. Le principali comunità rappresentate sono le seguenti[27]:

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto materano.

Il dialetto materano (u matarràsë) rientra nel gruppo dei dialetti meridionali medi; presenta forti affinità con il gruppo dei dialetti pugliesi, specie rispetto al barese ed in misura minore al tarantino. Conserva tuttavia delle peculiarità, come la quasi totale assenza di suoni vocalici in alcuni vocaboli ed effetti di inversione vocalica rispetto all'italiano.

Tipici proverbi:

  • «Ci sckëjtë 'ngjlë 'mboccë së chegghjë» («Chi sputa in cielo si coglie in faccia»)
  • «Ci s' avondë silë silë na mmelë monghë në fasilë» («Chi si vanta solo solo non vale nemmeno un fagiolo»)
  • «Attocchë 'u ciuddë addò vaelë 'u patrëinë» («Attacca l'asino dove vuole il padrone»)

Esclamazioni tipiche:

  • «Mo mèrië!» - letteralmente «Ora muoio!», esclamazione di fatica o dolore, richiesta di aiuto.
  • «Egghia!» - abbreviativo di mannegghia, nella forma abbreviata è un'esclamazione di stupore. Da ricordare che "mannegghia" altro non è che la forma dialettizzata dell'espressione "mannaggia" a sua volta derivante da "mal n'aggia", cioè di "mal ne aggia" proveniente da "mal ne abbia".
  • «Gistëjzzë!» - letteralmente «Giustizia!», accidenti! Abbreviativo di «Gistjëzzë të vò bbënìë!», imprecazione che significa «Che ti venga un accidente!».
  • «Mogghià'Ddëjë!» - letteralmente «Non voglia Dio!», non sia mai!

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Arcidiocesi di Matera-Irsina.

Matera è sede vescovile sin dal X secolo[28]. Per anni sotto l'influsso bizantino, fu elevata ad arcidiocesi nel 1203 quando fu unita con bolla pontificia all'arcidiocesi di Acerenza. L'arcidiocesi conta 52 parrocchie in 13 comuni. La città nel tempo è stata visitata da due papi; Papa Urbano II e San Giovanni Paolo II, un suo arcivescovo metropolita invece divenne Papa; Urbano VI. Papa Urbano VI, sulla scorta della festa in onore di Maria SS. della Bruna celebrata a Matera già da tempo, istituì la festa della Visitazione per il 2 luglio, oggi ancora celebrata oltre che a Matera anche a Siena ed a Enna in quella data anche se la festa ufficiale è stata spostata il 31 maggio. Protettori della città sono la Madonna della Bruna e Sant'Eustachio, del quale la leggenda narra che durante un assedio subito dalla città ad opera dei Saraceni intorno all'anno 1000, salvò Matera dall'invasione facendo apparire ai nemici centinaia di cavalieri guidati dal Santo stesso e mettendoli in fuga. La città ha dato i natali a due santi: San Giovanni da Matera e Sant'Ilario, ed a una Beata; la Beata Eugenia da Matera.

Nell'agro materano tra i vari, sono ancora attivi due santuari; il Santuario di S. Maria di Picciano e il Santuario di S. Maria della Palomba.

Lo storico G. Gattini narra di un'incisione che era presente sulla facciata gotica della chiesa di San Francesco d'Assisi in Matera, prima del suo rifacimento tardo barocco, la quale indicava che la stessa fosse stata voluta da Santo in persona (mancano fonti autorevoli; visto che lo storico era vissuto nel XIX sec.). Racconta che nella città fosse giunto San Francesco, nel suo viaggio verso oriete si sarebbe fermato a Matera, dove fuori le mura cittadine avrebbe chiesto un sito su cui erigerere una sua chiesa, cosa che gli fu negata per altro sito, che il santo rifiutò. Giunto in un paese del circondario ebbe modo di compire un miracolo (il miracolo di Pomarico) che suscitò cotanto scalpore da convincere il clero materano ad istituire, nel luogo da lui chiesto, la chiesa che è tutt'oggi presente.

Tradizioni e Folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il Carro trionfale della Madonna della Bruna

La festa patronale della Madonna della Bruna si celebra il 2 luglio di ogni anno sin dal lontano 1389, quando il Papa Urbano VI, già arcivescovo di Matera, istituì la festa della Visitazione, e va ricordata per la tradizione della distruzione di un carro trionfale di cartapesta che ogni anno viene ricostruito.

La tradizione del Presepe vivente nei Sassi di Matera[29], iniziata negli anni settanta grazie al Gruppo Teatro Matera e successivamente interrotta per molti anni, è ripresa nel dicembre 2010 con l'evento promosso dall'Unione Nazionale delle Pro loco d'Italia e dalla Regione Basilicata. Con la partecipazione di diverse centinaia di figuranti su un percorso di 700 metri, è considerato il più grande presepe vivente al mondo[30][31]. Sempre nei Sassi ha luogo una Via Crucis[32].

Il primo di agosto si festeggia la crapiata, zuppa di legumi e cereali, per festeggiare il raccolto dell'annata[33]; un tempo svolta nei Sassi, oggi si festeggia nel borgo La Martella[34].

Per i festeggiamenti carnascialeschi sono di tradizione le matinate[35], canti popolari di questua in cui si portava musica e allegria in casa di parenti e conoscenti.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ospedale
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ospedale Madonna delle Grazie.

Presente in città sin dal 1865, l'Ospedale intitolato alla "Madonna delle Grazie" è stato trasferito nel 2001 in una nuova struttura comprendente 430 posti letto e macchinari all'avanguardia.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Matera, con i suoi luoghi di interesse, le sue tradizioni popolari e diverse manifestazioni che si svolgono nel corso dell'anno, dispone di un'offerta culturale piuttosto ampia e variegata. La città aderisce inoltre all'Associazione città d'arte e cultura[36] ed è stata la prima città al mondo ad essere riconosciuta paesaggio culturale.

Capitale Europea della Cultura 2019[modifica | modifica wikitesto]

Candidata nel 2008, Matera è stata designata il 17 ottobre 2014 Capitale europea della cultura per il 2019[37]. È la prima città dell'Italia meridionale a ricevere questo riconoscimento, ottenuto dopo essere entrata in una shortlist che comprendeva le candidature di altre 5 città italiane (Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna, e Siena). Il verdetto è stato comunicato da Steve Green, presidente della Giuria internazionale di selezione composta da 13 membri (sei italiani e sette stranieri), al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) Dario Franceschini[38]; lo slogan scelto da Matera per la sua candidatura è stato "Open Future".

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Riguardo all'ambito scolastico, Matera è sede di numerosi istituti di istruzione secondaria, molti dei quali frequentati anche da alunni provenienti da comuni limitrofi. Il principale e storico istituto è il Liceo Classico Emanuele Duni, inaugurato nel 1864 e chiamato poi Regio Liceo dal 1882. Tra i docenti di maggiore fama Giovanni Pascoli, che insegnò tra il 1882 e il 1884. Tra gli altri vi si sono diplomati; il critico letterario Giuseppe De Robertis, il filosofo e storico della filosofia Eustachio Paolo Lamanna, il filologo classico Nicola Festa, il pittore Luigi Guerricchio.

Università degli Studi della Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Università degli Studi della Basilicata.

In città si trova una delle due sedi dell'Università degli Studi della Basilicata che conta due corsi di laurea triennali (Operatore dei Beni Culturali e Paesaggio, ambiente e verde urbano), un corso di laurea magistrale (Scienze del turismo e dei patrimoni culturali), due corsi di laurea magistrale a ciclo unico (Architettura e Scienze della formazione primaria) e un corso di specializzazione post-laurea (Scuola di specializzazione in beni archeologici), facenti capo all'unico dipartimento presente in città, il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo: architettura, ambiente, patrimoni culturali (DICEM). Sono presenti, inoltre, tre biblioteche e tre sedi universitarie: in via San Rocco, in via A. M. di Francia e in via Lazazzera.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

A Matera opera sin dal 1983, per volontà congiunta del CNR, della Regione Basilicata e della NASA il Centro di geodesia spaziale Giuseppe Colombo dell'ASI, che si occupa di osservazione della Terra per mezzo di tecnologie spaziali avanzate. Oggi è una struttura di oltre 5000 m² dove vi lavorano 100 persone con un budget di circa 10 milioni di euro l'anno, ed è una delle principali strutture di ricerca e trasferimento tecnologico nel Mezzogiorno. Dedicato principalmente alla geodesia spaziale e al telerilevamento, il CGS (Centro di geodesia spaziale) sta ultimamente rivolgendosi anche ad altri campi, primi fra tutti la robotica spaziale e le missioni interplanetarie; tutte le attività sono svolte in un contesto di collaborazione internazionale. Telespazio è, fin dal 1983, responsabile della gestione operativa. Recentemente è stato raggiunto un accordo tra l'Agenzia Spaziale Italiana e la Regione Basilicata per il potenziamento delle attività del centro, con la costituzione di una cittadella dello spazio[39].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo archeologico nazionale Domenico Ridola: contiene materiale proveniente prevalentemente dal territorio materano e riveste particolare interesse per lo studio della preistoria nell'Italia meridionale e per la conoscenza delle culture e delle popolazioni indigene (Enotrie e Lucane) venute in contatto con le colonie greche della costa ionica. Vi si trova la sezione preistorica, la più tipica del museo, e poi le sale della valle del Bradano, della valle del Basento, di Matera e dintorni, e infine la sala Ridola, in cui vi sono documenti testimonianti l'attività di Domenico Ridola, medico e archeologo materano e fondatore del museo.
Palazzo Lanfranchi
  • Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna: è ospitato nei locali del seicentesco Palazzo Lanfranchi. È suddiviso in quattro sezioni: Arte Sacra, Collezionismo, Arte Contemporanea e Sezione etnoantropologica, e vi sono esposti dipinti di alcuni importanti artisti come Luca Giordano, Carlo Levi, ed opere di Abraham Brueghel, Giovan Battista Ruoppolo e Mattia Preti appartenenti alla collezione di Camillo D'Errico.
  • MUSMA Museo della scultura contemporanea di Matera: posto all'interno di Palazzo Pomarici, un vasto edificio risalente al XVII secolo situato nei Sassi, raccoglie una collezione di opere che raccontano la storia della scultura dalla fine del XIX secolo ad oggi.
  • Museo-laboratorio della civiltà contadina: raccolta di oggetti ed attrezzi degli antichi mestieri dei Sassi.
  • Casagrotta di Vico Solitario: antica abitazione scavata nella roccia tipicamente arredata.
  • Museo Diocesano: inaugurato nel 2011, ha sede negli ambienti dell'ex Seminario, e si sviluppa in tre sale in cui sono esposte opere datate tra l'XI ed il XIX secolo, tra cui una croce pettorale bizantina risalente alla metà dell'XI secolo, il reliquiario a braccio di Sant'Eustachio ed il reliquiario di San Giovanni da Matera, risalenti entrambi al XV secolo[40].
  • Museo della raccolta delle acque : ha sede nelle chiese sconsacrate di San Giovanni da Matera e del Purgatorio Vecchio con il sottostante Palombaro, riserva di acqua pubblica del Sasso Caveoso[41].
  • Casa Noha: Casa Noha racconta la vita di un'antica dimora, le cui pareti si tramutano nel teatro di una storia narrata di Matera, dalla Preistoria al giorno d'oggi. I Sassi invisibili. Viaggio straordinario nella storia di Matera, a cura di Giovanni Carrada, offre al visitatore un’esperienza immersiva che coniuga nuove tecnologie e cultura e che attraverso documenti rari e inediti mostra la prima ricostruzione completa della storia della città da diverse prospettive, dall'architettura alla storia dell'arte, dall'archeologia alla storia del cinema.

Radio, TV e giornali[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni settanta nasce l'emittente radio-televisiva TRM, che ha dato vita negli anni a diversi appuntamenti di costume che hanno rivitalizzato la città. A cavallo tra gli anni ottanta e anni novanta va ricordata anche l'emittente Tele Basilicata Matera, abbreviato TBM, successivamente trasferitasi nella città di Taranto.

Sul versante dell'emittenza radiofonica è presente a Matera Radio Radiosa che trasmette in città sulla frequenza di 98.500 MHz e che, oltre a mandare in onda musica si interessa di notiziari locali e nazionali.

Dal 2003 è stato creato un settimanale chiamato Il Resto, che forniva le informazioni più importanti della settimana, e che nel 2009 si è trasformato in quotidiano chiamato Il Resto Quotidiano[42].

Dal 1999 è pubblicato in rete Il Pomeridiano, giornale telematico.

Le puntate 3, 4 e 5 dell'anime D.Gray-man, dal titolo "Il fantasma di Matera"[43], "Aria del vecchio della terra e della notte del cielo" e "Fammi sentire una ninna-nanna" sono ambientate nella Matera dell'Ottocento.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Per il suo suggestivo carattere paesaggistico, Matera è stata scelta spesso come ambientazione di molti film, e negli ultimi anni anche di diverse fiction e serie televisive. Finora, le pellicole registrate in tutto o in parte nel comune materano sono[44][45][46]:

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Compagnie teatrali[modifica | modifica wikitesto]

In città operano diverse compagnie teatrali e scuole di teatro, come il Teatro dei Sassi, l'Hermes Teatro Laboratorio, il centro di cultura teatrale Skenè, il Gruppo Teatro Matera, la Compagnia Talìa Teatro che propone sia teatro in lingua che teatro dialettale, ed altre compagnie di teatro dialettale quali Il Sipario, il Teatro del Carro Parlante, la Compagnia del Teatro Povero e il Teatro fatto in casa.[Chiarire la rilevanza. Le fonti?]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Polifonica materana "Pierluigi da Palestrina": sorta nel 1944 e tuttora in attività. Organizza annualmente la rassegna polifonica Petra Matrix ambientata nelle chiese storiche e rupestri del centro storico e dei Sassi[47].
  • Gruppi musicali: a Matera vi sono diversi gruppi musicali di vario genere, tra i quali il gruppo rock Le Mani, i cui componenti sono originari della città dei Sassi.
  • Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera (Istituzione di alta cultura)[48].
  • L.A.M.S. - Laboratorio Arte Musica e Spettacolo, Onlus, svolge la sua attività dal 1989 in tre ambiti: 1-Attività concertistica con l'Orchestra da Camera di Matera e la Polifonica Rosa Ponselle; 2- Accademia Musicale Rosa Ponselle che organizza corsi musicali ordinari, pre-accademici e di perfezionamento; Promozione dei giovani talenti con l'organizzazione del Concorso di Esecuzione Musicale Città di Matera e il Concorso Internazionale di Composizione Musicale.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • le Grandi Mostre nei Sassi[49][50], mostre antologiche di scultura contemporanea realizzate ogni anno nei mesi estivi all'interno del complesso rupestre di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù nel Sasso Barisano, organizzate dal 1978 e poi stabilmente dal 1987 dal Circolo Culturale La Scaletta.
  • il Festival Duni[51][52], rassegna concertistica dedicata al compositore materano Egidio Romualdo Duni, che si tiene nel mese di luglio;
  • il Women's Fiction Festival[53][54], evento dedicato alla narrativa femminile che si svolge nel mese di settembre;
  • il Festival Gezziamoci[55][56], rassegna di musica jazz, nei mesi di giugno, agosto e dicembre;

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La città di Matera compare nel video del singolo Sun Goes Down del disc jockey tedesco Robin Schulz[57] che vede la partecipazione alla parte vocale di Jasmine Thompson.

Persone legate a Matera[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Persone legate a Matera

Di ieri[modifica | modifica wikitesto]

Qui di seguito vi è un elenco di alcuni tra i più illustri materani del passato[58][59]:

Di oggi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Quartieri di Matera.
Panoramica della zona nord della città
Veduta panoramica dei Sassi

La città, che fino ai primi anni cinquanta era equamente divisa tra i Sassi ed il piano, cioè la dorsale corrispondente all'attuale centro cittadino che corre lungo tutto il ciglio dei Sassi, a partire dal 1952, anno in cui fu approvata la legge di sfollamento dei Sassi, cominciò ad espandersi nei nuovi quartieri.

Gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

I primi quartieri della nuova città avevano come principali caratteristiche ampi spazi verdi comuni ed edifici di pochi piani, per cercare di riprodurre il più possibile i modelli di vita sociale dei Sassi; in quegli anni, grazie anche all'intervento di Adriano Olivetti - allora Presidente dell'Istituto di Urbanistica e Vicepresidente dell'UNRRA Casas (ente preposto all'assistenza economica e civile delle popolazioni delle Nazioni Unite danneggiate dalla guerra) - i più grandi nomi dell'architettura italiana si concentrarono sulla città di Matera, trasformandola in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Nacquero il borgo rurale di La Martella, opera di grande rilevanza architettonica della corrente Neorealista del Razionalismo italiano, inaugurato il 17 maggio 1953 da Alcide De Gasperi, progettato dall'architetto Ludovico Quaroni; Serra Venerdì, primo complesso urbano inaugurato nel 1956, sorto dopo la legge speciale e progettato dall'architetto Luigi Piccinato, autore tra l'altro del primo Piano Regolatore della città; il rione Lanera (1957), in posizione elevata su una delle colline più alte della città, progettato dall'ing. Marcello Fabbri e dall'architetto Coppa; il rione Spine Bianche (1957), interamente in cotto, con la parrocchia ed i servizi al centro del quartiere, progettato dall'architetto Carlo Aymonino; più in là il rione Villalongo, sorto per iniziativa dell'INA-Casa, il rione Agna, nato inizialmente come borgo rurale poi congiuntosi al resto della città, con case ad un piano circondate da terreni coltivabili, progettato dal Genio civile, il rione Platani, San Giacomo, Serra Rifusa, Rione Pini e quelli più recenti.

Vista di Matera dall'edificio più alto della città. Inizia una nuova epoca di costruzioni.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Alla precedente linea evolutiva regolare dell'urbanistica della città, a partire dagli anni novanta è seguita invece una dinamica più disordinata dando vita a nuove zone edificate caratterizzate da edifici sproporzionati in altezza. A questa situazione si è aggiunta: una riduzione degli spazi verdi, una riduzione della dimensione delle carreggiate stradali, una frequente assenza di completamento delle opere di urbanizzazione. Così, mentre la città continuava ad espandersi ai due estremi opposti con le nuove zone di Matera 2000, Aquarium ed Agna Le Piane, nascevano anche i due principali esempi di tale urbanizzazione proiettata verso l'alto, il Centro direzionale, alle spalle del palazzo comunale, e la Zona 33 di Via La Martella. Al centro di quest'ultima vi è il cosiddetto grattacielo di Via La Martella, un palazzo di 14 piani (più due sotterranei). Il palazzo si trova a 340 m s.l.m. ed è un simbolo della fagocitazione della città nuova a discapito degli agri rurali che giungevano fin dentro la città stessa.

Il grattacielo visto dal basso

Dove oggi sorge il grattacielo esisteva la Cripta rupestre di San Giacomo, importante a tal punto da dare il nome all'intero quartiere e toponimo anche sulle carte storiche dell'IGM. La Cripta venne distrutta a colpi di ruspa nel 1998 dopo che la Soprintendenza dei Beni Culturali l'aveva ritenuta di non rilevanza storica, e sulle sue macerie nacque il grattacielo. Dall'episodio della distruzione della cripta rupestre sino all'avvio dei lavori di realizzazione del grattacielo passarono alcuni anni; la costruzione dell'edificio iniziò infatti nel 2005 e terminò 8 mesi dopo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura e prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre centro agricolo, Matera è famosa per la coltivazione dei cereali, in particolare il grano duro, e la produzione della pasta, del pane (il pane di Matera IGP), dell'olio e del vino (i vini Matera DOC). La città fa parte dell'Associazione nazionale città del pane[60], a testimonianza dell'antichissima tradizione nella lavorazione del pane, uno degli alimenti principali del territorio materano, e dal 2012 fa parte anche dell'Associazione nazionale città dell'olio. La cucina tipica materana è strettamente collegata alla tradizione agricola e pastorale del suo territorio, e comprende oltre ai prodotti suindicati, anche piatti a base di legumi (come la tradizionale zuppa chiamata crapiata), formaggi, salumi e carni (con i tipici agnello a cutturidd e la pecora alla pignata). Le migliori ricette della cucina materana comprendono le orecchiette alla Materana, le tagliatelle con la mollica di pane, la cotechinata, la frittura di maiale, la pulljata, il pane cotto con le rape, le fave bianche e cicorie, la panaredda (tipico dolce pasquale), le cartellate e le pettole, legate alle festività natalizie[61].

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Al tradizionale settore primario, si è affiancato negli ultimi decenni anche quello industriale, che ha visto Matera costituire insieme alle città pugliesi di Altamura e Santeramo in Colle un polo industriale nel quale si è sviluppata sia l'industria ferroviaria con la Ferrosud che il cosiddetto polo del salotto. Questa definizione si deve ad una forte crescita industriale avvenuta durante gli anni ottantanovanta che ha permesso lo sviluppo di molte aziende di produzione di arredi da soggiorno, prevalentemente divani. Tra le più famose aziende del settore spiccano i nomi di Natuzzi (Divani & Divani), Nicoletti e Calia. Il trend positivo della produzione degli ultimi anni novanta, è rallentato considerevolmente con la crescita dei mercati asiatici, oggi principali concorrenti e luoghi in cui gli stessi imprenditori materani del salotto stanno spostando le loro attività attraverso una operazione di delocalizzazione. Il trend negativo dell'economia materana è aumentato con la chiusura definitiva del pastificio Barilla nel 2006. Questo processo è stato accelerato soprattutto dalla mancanza di arterie autostradali e dall'assenza della ferrovia di stato, ostacolando così le attività produttive e di distribuzione non solo della Barilla, ma delle altre piccole medie imprese del materano e del circondario.

Artigianato tipico[modifica | modifica wikitesto]

Grande importanza nella tradizione materana ha la produzione di oggetti di artigianato tipico, con particolare diffusione della lavorazione della cartapesta (che ha il suo massimo emblema nella costruzione del carro trionfale della Madonna della Bruna ad opera di artigiani locali), della terracotta (con il tipico fischietto a forma di gallo detto cucù, simbolo di prosperità), della calcarenite e del ferro battuto.[62]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Vittorio Veneto

Il settore turistico è in forte sviluppo, grazie alle numerose attrattive e peculiarità della città, all'inserimento dei Sassi di Matera nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, alla vincita del titolo di Capitale europea della cultura 2019. Questo trionfo negli ultimi anni ha permesso di registrare un aumento nelle presenze di turisti sia italiani che stranieri. Un effetto traino che ha dato rilievo a tutta la regione. Un altro fattore importante è sicuramente legato alle località della provincia, le cui spiagge situate sul Mar Jonio distano dalla città di Matera non più di 40 km.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città di Matera non è servita da grandi direttrici viarie, quali Autostrade o Raccordi Autostradali, ma dato il suo vasto territorio può comunque contare su 4 arterie fondamentali. La principale via di comunicazione stradale è rappresentata dalla SS99 che collega Matera ad Altamura, e che consente di raggiungere Bari proseguendo per la SS96. Matera poi è attraversata per un lungo tratto dalla SS7 che è fondamentale per raggiungere la statale Basentana, quest'ultima il più rapido collegamento per raggiungere l'area industriale di Pisticci Scalo, e Potenza. Percorrendo ad est la SS7 è possibile raggiungere Taranto. La SS655 Bradanica, in fase di ultimazione, collega Matera a Foggia e quindi all'autostrada A14, A16 dal casello di Candela (FG). Infine la strada provinciale 175 collega la città dei Sassi a Metaponto e alla Statale Jonica 106, via SS380 (Matera-Montescaglioso)

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La rete ferroviaria di Matera è gestita dalle Ferrovie Appulo Lucane che, oltre ad utilizzare una linea (in fase di raddoppio), con binario a scartamento ridotto[63] per il raggiungimento principalmente delle città di Altamura, Bari e Potenza, al termine della sua nomina di Capitale Europea della Cultura, ovvero nel 2019, verrà adottato un servizio di metropolitana leggera con frequenza di un treno ogni circa 15 minuti. Nel 1986 iniziarono i lavori per collegare la città alla rete ferroviaria nazionale presso la stazione di Ferrandina, ma non sono mai stati ultimati e la linea Matera-Ferrandina è rimasta un'incompiuta[64]. Tutt'ora risulta essere insieme alla città di Nuoro, l'unico capoluogo di provincia a non essere servito dalle Ferrovie dello Stato.[65]

Mobilità urbana e interurbana[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio di mobilità urbana è svolto via bus e può contare su circa 20 linee urbane gestite dalla società Miccolis S.p.a[66].

Inoltre per le linee interurbane e i collegamenti ai paesi limitrofi che avvengono via autobus, sono gestite da Sita Sud e Fal, stessa ditta del collegamento via treno per Altamura e Bari. A queste si aggiungono linee extra per ambiti scolastici e per raggiungere il Borgo La Martella. È inoltre attivo un servizio di navette che collega la città con l'Aeroporto Karol Wojtyla di Bari-Palese chiamato Pugliairbus[67].

Matera non essendo servita di binari a scartamento ordinario quindi priva delle reti ferroviarie italiane ha sempre avuto necessità di avere collegamenti su gomma per le principali stazioni del sud Italia. Così è stato attivato un servizio di bus da aziende come: Flixbus, Marino e Sita che collegano la città a Napoli sul versante tirrenico per il raggiungimento di Roma, Firenze e Milano, mentre Bari sul versante Adriatico per collegare Bologna. Negli ultimi tempi anche Italo ha collegato Matera all'alta velocità presente a Salerno, lo stesso è stato replicato da Ferrovie dello Stato con il servizio chiamato FrecciaLink.

La città è dotata di una rete di piste ciclabili[68], Zone a Traffico Limitato (ZTL) e aree pedonali nella zona centro.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Matera.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio

La principale squadra di calcio del comune è la Società Sportiva Matera Calcio, nata nel 1933, che milita in Lega Pro. Ha assunto diverse denominazioni nella sua storia e come massimo risultato ha raggiunto il campionato di Serie B (1979-80) e ha vinto la Coppa Italia di Serie D nel 2010.

La seconda società di calcio della città è l'A.S.D. Sporting Matera, nata nel 2010, che disputa il campionato di Eccellenza lucana.

Per quanto riguarda invece il calcio a 5, ha sede nella località la società Real Team Matera Calcio a 5, fondata nel 1985.

Pallacanestro

La squadra maschile più importante della città è l'Olimpia Basket Matera, fondata nel 1960 e che partecipa al campionato di Serie B. Le altre due società di pallacanestro sono, la Pielle e la Virtus, entrambe militanti in Serie C regionale.

Pallavolo

In questo sport, sono presenti: la società Pallavolo Femminile Matera, fondata nel 1976, che ha vinto nella sua storia, quattro scudetti e numerosi titoli nazionali e internazionali essendo stata per due volte Campione d'Europa. Ha concluso la sua attività nel 2000, e dal 2012 le attività pallavolistiche vengono svolte dalla A.S.D. PVF Matera che milita nel campionato di Serie C. In campo maschile il Volley Club Matera come massimo campionato ha disputato due volte la serie A2. Altra società cittadina è la Pallavolo Matera Bulls, che ha militato nel campionato di Serie A2 dal 2012 al 2015.

Nel 2003 ha avuto luogo, in compartecipazione con le città di Andria e Gioia del Colle, l'undicesima edizione del World Grand Prix di pallavolo femminile.

Ciclismo

Matera è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Hockey su pista

Ha sede in città l'Associazione Sportiva Dilettantistica Pattinomania Matera, fondata nel 1997 e militante in serie A1. Ha vinto un campionato femminile nel 2015[69].

Nel 2015, la città di Matera ha ospitato il tredicesimo Campionato Europeo femminile di Hockey su pista.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Per l'atletica leggera è presente la Polisportiva Rocco Scotellaro Matera, fondata nel 1963.

La squadra di pallanuoto è l'AICS Matera Nuoto, quella di rugby è la Murgia Rugby, nata dall'unione dell'A.S. Rugby Matera con altre tre associazioni rugbistiche dei centri vicini.[70] Il Circolo Schermistico Matera è un'associazione sportiva dilettantistica che svolge attività dal 1956.[71]

Nel comune è presente un Circolo Tennis fondato nel 1962 che organizza il Torneo nazionale Open Città di Matera[72], si svolge inoltre attività di tennistavolo, le società rappresentative in campionati a squadre nazionali sono l'ASD Colmarboys TT Matera in serie C/1 maschile e la Polisportiva Casalnuovo Matera in serie B/1 maschile.[73]

Eventi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La città ospita nel mese di giugno due eventi sportivi giovanili: la coppa Gaetano Scirea, torneo internazionale di calcio e per i giovanissimi; il Minibasket in piazza[74], manifestazione cestistica internazionale riconosciuta dalla FIBA Europe[75] che si svolge dal 1993. Viene inoltre organizzato il Giro dei due Sassi, gara podistica internazionale.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Coalizione
  2. ^ Apparentamento ballottaggio
  3. ^ a b Bilancio demografico 2015, dati Istat, demo.istat.it. URL consultato il 10 giugno 2016.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, dipionline.it. URL consultato il 22 maggio 2013.
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  7. ^ Leonardo A. Chisena, Matera dalla civita al piano: stratificazione, classi sociali e costume politico, Congedo, 1984, p.7
  8. ^ La classifica delle 10 più antiche città del mondo travel365.it
  9. ^ 21 settembre '43: medaglia d'oro a Matera, ansa.it.
  10. ^ Vaticano.
  11. ^ Comuni lucani per superficie tuttitalia.it
  12. ^ Classificazione sismica dei comuni lucani, regione.basilicata.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  13. ^ Tabella climatica (TXT), clisun.casaccia.enea.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  14. ^ Classificazioni climatiche dei comuni lucani, confedilizia.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  15. ^ a b Rota-Tommaselli-Conese, p. 6
  16. ^ Le diverse ipotesi sull'origine del nome della città sono elencate nelle seguenti opere: Francesco Paolo Volpe, pp. 19-21; Giuseppe Gattini, pp. 5-7; Raffaele Giura Longo, pp. 62-63
  17. ^ Vito Antonio Sirago, Il confine Apulo-Lucano al tempo di Augusto, pp. 5-6 (PDF), sirago.net.
  18. ^ Domenico Romanelli, Antica topografia istorica del regno di Napoli, Volume 2, Napoli, Stamperia reale, 1818, p. 183.
  19. ^ Raffaele Giura Longo, pp. 62-63
  20. ^ Il Castello del conte Tramontano, sassiweb.it. URL consultato l'8 marzo 2010.
  21. ^ Giacomo Racioppi, Storia dei popoli della Lucania e della Basilicata, Roma, Ermanno Loescher & C., 1889.
  22. ^ Le onorificenze della Repubblica Italiana quirinale.it
  23. ^ La Cripta del Peccato Originale, zetema.org. URL consultato il 15 luglio 2009.
  24. ^ La Cappella Sistina della civiltà rupestre, lacittadelluomo.it. URL consultato il 15 luglio 2009.
  25. ^ Opere degli interni di Palazzo Malvinni Malvezzi (PDF), consiglio.basilicata.it. URL consultato il 18 maggio 2009.
  26. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  27. ^ Statistiche ISTAT 31/12/2014. La presenza straniera a Matera, demo.istat.it. URL consultato il 16 giugno 2015.
  28. ^ in un decreto del 968 di Niceforo Foca veniva dato mandato a Polieucte di consacrare i vescovi di Acerenza, Tricarico, Irsina, Matera, Gravina e Tursi.
  29. ^ Presepe Vivente nei Sassi di Matera, presepematera.it. URL consultato il 27 dicembre 2013.
  30. ^ Matera: ai Sassi presepe vivente più grande del mondo, agi.it. URL consultato il 6 gennaio 2015.
  31. ^ Matera: migliaia per il 'Presepe più grande del mondo', ansa.it. URL consultato il 6 gennaio 2015.
  32. ^ La Via Crucis nei Sassi di Matera, viacrucisneisassidimatera.it. URL consultato il 19 aprile 2011.
  33. ^ La Crapiata, lacittadelluomo.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  34. ^ Sagra della crapiata a Matera, guidematera.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  35. ^ Presentazione (PDF), old.consiglio.basilicata.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  36. ^ Sito CIDAC, mecenate90.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  37. ^ Sito Matera 2019, matera2019.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  38. ^ Capitale europea della Cultura 2019, designata Matera, repubblica.it. URL consultato il 3 ottobre 2015.
  39. ^ Agenzia Spaziale Italiana, Nasce a Matera la Cittadella dello spazio, asi.it, 17 novembre 2009.
  40. ^ Inaugurazione Museo Diocesano di Matera, Beniculturali.it. URL consultato il 19 aprile 2011.
  41. ^ Sassisantiesecoli.it
  42. ^ Il Resto diventa quotidiano sassiland.com
  43. ^ Anteprima de "Il Fantasma di Matera", sassiphoto.com. URL consultato il 2 settembre 2008.
  44. ^ Appendice - I film girati nei Sassi e nel materano, cinemavvenire.it. URL consultato il 5 giugno 2013.
  45. ^ Film girati a Matera, da sassiweb.it, sassiweb.it. URL consultato il 15 gennaio 2010.
  46. ^ Cinema a Matera, percorsiguidati.it. URL consultato il 5 giugno 2013.
  47. ^ Rassegna Polifonica Petra Matrix, polifonicamaterana.it. URL consultato il 19 maggio 2009.
  48. ^ Sito ufficiale Conservatorio di Matera, conservatoriomatera.it. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  49. ^ Le Grandi Mostre nei Sassi, lascaletta.net. URL consultato il 19 maggio 2009.
  50. ^ Si chiude a Matera rassegna "Grandi Mostre nei Sassi", regione.basilicata.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  51. ^ Festival Duni, festivalduni.it. URL consultato il 9 giugno 2009.
  52. ^ Inizia oggi a Matera il XVI Festival Duni, beniculturali.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  53. ^ Women's Fiction Festival, womensfictionfestival.com. URL consultato il 9 giugno 2009.
  54. ^ Women's Fiction Festival: a Matera incontri d'autore, illibraio.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  55. ^ Gezziamoci a Matera, gezziamociamatera.onyxjazzclub.it. URL consultato il 9 giugno 2009.
  56. ^ Viaggio in Italia sulle note del jazz, ansa.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  57. ^ [Wikipedia Wikipedia] .
  58. ^ Biografie dei personaggi illustri di Matera, sassiweb.it. URL consultato il 12 aprile 2012.
  59. ^ Antonio Giampietro, Personaggi della storia materana, Matera, Altrimedia Edizioni, 1999, ISBN 88-86820-08-9.
  60. ^ Sito Città del pane, cittadelpane.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  61. ^ Ricette della cucina materana, originalitaly.it. URL consultato il 19 maggio 2010.
  62. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 8.
  63. ^ FAL, Ferrovia Bari-Matera, ferrovieappulolucane.it. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  64. ^ Davide Vallese, Le ferrovie della Basilicata e l'isolamento ferroviario di Matera, academia.edu. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  65. ^ SassiKult, Matera è l'unico capoluogo di Provincia in Italia a non avere mai avuto un treno delle Ferrovie dello Stato., sassikult.it.
  66. ^ Miccolis AutoLinee, Linee autobus Matera, miccolis-spa.it.
  67. ^ Puglia AirBus, Navette Aeroporto di Bari Palese - Matera (PDF), pugliairbus.aeroportidipuglia.it.
  68. ^ Sassi Land, Matera prima per piste ciclabili e ZTL, Potenza per aree pedonali, Sassi Land, 1º agosto 2014. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  69. ^ Sinus Matera campione d'Italia - VIDEO - Altri sport - RaiSport. URL consultato il 4 ottobre 2015.
  70. ^ Sito ufficiale Murgia Rugby, murgiarugby.com. URL consultato il 24 ottobre 2015.
  71. ^ Sito ufficiale Circolo Schermistico Matera, scherma-matera.it. URL consultato il 23 dicembre 2010.
  72. ^ Sito ufficiale Circolo Tennis Matera, circolotennismatera.it. URL consultato l'11 luglio 2011.
  73. ^ Sito ufficiale Federazione Italiana Tennistavolo, fitet.org. URL consultato il 24 novembre 2014.
  74. ^ Albo d'oro, piellematera.it. URL consultato il 24 marzo 2009.
  75. ^ Minibasket in piazza: è arrivato il riconoscimento della FIBA Europe, piellematera.it. URL consultato il 24 marzo 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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