Autostrada A16 (Italia)

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Autostrada A16
Autostrada dei Due Mari
Napoli-Canosa
Denominazioni precedentiAutostrada A17
(comprendente anche il tratto Canosa-Bari)
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regioni  Campania
  Puglia
Province  Napoli
  Avellino
  Foggia
Dati
ClassificazioneAutostrada
InizioInnesto in A1 ad Afragola
FineInnesto in A14 presso Canosa di Puglia
Lunghezza172,5[1] km
DirezioneEst - Ovest
Data apertura1969[2]
GestoreAutostrade per l'Italia
Pedaggiosistema chiuso[3]
Percorso
Località serviteAvellino, Cerignola
Principali intersezioniA1 ad Afragola, A30 a Nola e A14 a Cerignola
Strade europee

L'Autostrada A16, detta Autostrada Napoli-Canosa, o anche Autostrada dei Due Mari (che, attraversando l'Appennino campano, collega il Mar Tirreno all'Adriatico) è un'autostrada italiana che si estende per 172 km tra Campania e Puglia e interconnette l'autostrada A1 ad Afragola con l'A14 nel territorio di Cerignola. È interamente gestita da Autostrade per l'Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto e le intenzioni iniziali[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente numerata A17 (unitamente al tratto Canosa-Bari, ora parte della A14), è stata rinumerata in A16 in seguito al completamento dell'autostrada Adriatica A14.[4] È stato suggerito che il cambiamento di numero sia stato dettato da motivi scaramantici. Quando l'autostrada era numerata A17, la A16 era la Roma-Civitavecchia, adesso A12[5].

La costruzione del collegamento autostradale tra Napoli e Bari fu controversa. Il primo ostacolo per un collegamento tra i mari Tirreno e Adriatico fu quello naturale formato dagli Appennini. Nei progetti preliminari si parlava di un percorso simile al collegamento storico tra Napoli e Bari, cioè seguendo grossomodo la Strada statale 87 Sannitica verso Cancello, per poi risalire la Valle Caudina e toccare Benevento. Da Benevento c'erano poi due soluzioni: passare per Foggia, o tagliare più a sud gli Appennini arrivando sino a Canosa. Fu scelta la seconda, anche se con maggiore difficoltà nella progettazione in una zona altamente montuosa.

Le modifiche al progetto e l'influenza di Fiorentino Sullo[modifica | modifica wikitesto]

I motivi sono sostanzialmente due: Foggia era già collegata alla rete autostradale e, principalmente, tagliando a sud il percorso sarebbe stato più breve. Nei progetti successivi, invece, il Ministro del Lavori Pubblici Fiorentino Sullo impose ai progettisti che l'autostrada passasse per Avellino, per collegare finalmente l'Irpinia a Napoli con un collegamento veloce. Caserta, Benevento e Salerno avevano già il collegamento ferroviario con Napoli, da Avellino invece per raggiungere Napoli alla fine degli anni 1950 ci volevano ancora diverse ore in macchina e quasi mezza giornata in treno, per via delle coincidenze obbligatorie a Benevento o Codola, così il progetto fu completamente rivisto nel primo tratto.

Si partì con l'allacciamento all'autostrada del Sole poche centinaia di metri prima del vecchio piazzale di Napoli Stazione, l'antico casello terminale dell'A1, nel territorio di Casoria. L'autostrada poi avrebbe dovuto proseguire ad est, verso Nola e poi da lì inerpicarsi fino ai 649 m s.l.m. del valico di Monteforte Irpino.

Il tratto da Baiano ad Avellino ovest fu una vera sfida per i progettisti. Si superarono le pendenze limite per le autostrade secondo le norme del tempo, ma l'Anas e il Ministero dei trasporti concessero prontamente una deroga. La principale opera fu un viadotto di circa 700 metri quasi totalmente in curva, per metà nel comune di Visciano e per metà nel comune di Monteforte Irpino. Se questo tratto fu difficile, quello immediatamente successivo, dal valico di Monteforte ad Avellino, fu anche peggio. Bisognava scendere un dislivello di 250 m in poco meno di 5 km. Il percorso è interamente costruito "a mezza costa" sulla parete della montagna. Ci sono numerosi, anche se corti, viadotti, e le numerose curve presenti sono di raggio stretto.

La storia della Napoli-Bari ad Avellino non si limita allo spostamento del tracciato. Fu imposto ai progettisti di prevedere addirittura due caselli nella città. La richiesta sembrò quasi ridicola alla Società Autostrade, per una città di appena 40 000 abitanti (si tenga conto che all'epoca due caselli c'erano solo a Roma, a Bologna e a Firenze). Alla fine, oltre all'uscita a Ovest della città (comoda per raggiungere velocemente Napoli) fu deciso il secondo casello a Est, vicino al nucleo industriale, al raccordo autostradale per Salerno e alla statale Ofantina per raggiungere tutta l'alta Irpinia. Più avanti c'erano altre sfide per superare gli Appennini, valichi intermedi della Serra e di Mirabella e quello finale presso Scampitella, da dove poi si scende sul Tavoliere, dove l'autostrada diventa pressoché rettilinea e pianeggiante. Tra Cerignola e Canosa di Puglia confluiva l'autostrada Adriatica. Infatti allora c'era la Bologna-Canosa e la Napoli-Bari, e questo è chiaro dalla conformazione dello svincolo, dove ancora oggi è lampante che i progettisti davano priorità al traffico da Napoli a Bari e viceversa. Col tempo poi la situazione è cambiata, e oggi il traffico della Napoli-Canosa dà precedenza a quello più importante e numeroso della Bologna-Bari. Così si è creata un'insolita e pericolosa immissione da sinistra della carreggiata del traffico che da Napoli va verso Bologna.

L'apertura progressiva[modifica | modifica wikitesto]

Il primo tratto dellʾautostrada, dall'allacciamento con l'Autostrada del Sole presso Napoli e Baiano, venne aperto al traffico il 2 gennaio 1966; esso misurava 26,889 km e comprendeva le uscite intermedie di Pomigliano e Nola.[6] Il 22 dicembre successivo venne aperto il tratto seguente, da Baiano ad Avellino Sud.[7]

Ancora dopo con la costruzione della A30 tutta l'area napoletana subì qualche modifica. Oltre allo spostamento del casello di Nola dall'A16 all'A30 (dove si trova attualmente) vennero costruite le intersezioni dell'allacciamento A16-A30 e venne costruita la nuova Barriera di Napoli Est nel territorio di San Vitaliano, che insieme a quella di Napoli Nord sull'A1 nel territorio di Marcianise, soppiantarono la vecchia barriera terminale di Napoli Stazione, dove oggi troviamo un posto di Polizia Stradale e un Free To X point.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'autostrada A16 all'altezza della barriera di Napoli.

L'autostrada è formata da 2 corsie per carreggiata per quasi tutto il tracciato, eccetto piccoli tratti nell'Irpinia ove è presente la terza corsia per l'arrampicamento dei mezzi pesanti. Nel suo taglio da ovest a est della penisola, attraversa la Campania con il territorio dell'Irpinia, interseca l'Autostrada A30 nei pressi di Nola, supera Avellino, da dove si può raggiungere Salerno (collegamento comodo per chi viaggia tra il salernitano e la Puglia), e Benevento (collegata tramite il raccordo autostradale 9). Oltrepassato l'Appennino campano e il Subappennino dauno, entra in territorio pugliese passando Candela e Cerignola e termina presso Canosa innestandosi in A14 in direzione Bologna e Taranto.

A causa della conformazione del territorio, la parte orientale dell'autostrada nel suo tratto terminale è spesso soggetta a forti venti che ostacolano la circolazione, in particolare quella dei mezzi pesanti. Nei tratti in salita con maggior pendenza, è stata rimossa la corsia d'emergenza per creare una terza corsia facilitando la circolazione dei mezzi pesanti. Nei mesi invernali (tra novembre e aprile) è obbligatorio avere le catene a bordo tra lo svincolo di Baiano e quello di Candela. In questo tratto appenninico talvolta la neve cade improvvisa e copiosa, bloccando gli automobilisti in corrispondenza dei valichi. In condizioni critiche viene imposta l'uscita obbligatoria a Baiano, per il traffico proveniente da Napoli. Questa condizione non è poi così rara, infatti i segnali di uscita obbligatoria sono installati in maniera fissa, anche se normalmente coperti o girati, nei pressi del casello di Baiano.

La gestione dell'autostrada è di competenza di Autostrade per l'Italia. L'autostrada viene chiamata "dei Due Mari" poiché connette l'estremità ovest (mar Tirreno) all'estremità est (mar Adriatico) a partire dagli assi autostradali fondamentali d'Italia (A1 ad ovest, A14 ad est).

Termine dell'autostrada A16. Rampa di immissione in A1 direzione Napoli
Fine della A16 mediante l'intersezione con la A14 Adriatica
Tratto della A16 tra Baiano e Avellino Ovest

Il 7 marzo 2005 l'autostrada ha subito seri danni strutturali a seguito di intense precipitazioni. In particolare il tratto che va da Grottaminarda a Lacedonia rimase chiuso al traffico a causa di una frana e di uno spostamento di un pilone di sostegno di un viadotto al km 122,5. Il tratto interessato, in località Alveo Vecchio, tra i comuni di Sant'Agata di Puglia e Rocchetta Sant'Antonio, rimase chiuso fino al 16 marzo. In quei giorni il traffico veniva deviato dal casello di Grottaminarda sulla S.S. 90, via Ariano Irpino, Bovino, ex S.S. 161 e S.S. 650 fino a Candela. Il tratto è stato totalmente ricostruito ex novo con una variante a doppia curva, a causa della difficoltà nel ripristinare il viadotto interessato.

Tutt'oggi vicino al tracciato attuale sussiste il precedente tracciato, col viadotto ormai ceduto.

Obblighi[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 15 novembre e il 15 aprile è obbligatorio avere le catene a bordo o pneumatici invernali tra lo svincolo di Baiano e quello di Candela.

Tabella percorso[modifica | modifica wikitesto]

NAPOLI - CANOSA
Autostrada dei due mari
Tipo Indicazione ↓km↓ ↑km↑ Area Strada europea
Milano - Napoli 0 172,5 NA
Area di servizio "Vesuvio" 4 168
Pomigliano d'Arco 7 165
Barriera Napoli est 13,1 158,9
Caserta - Salerno
Roma
Reggio Calabria
16 156
Tufino 22,5 149,5
Baiano 26 146 AV
Avellino ovest 41 131
Area di servizio "Irpinia" 44 128
Avellino est
Salerno
Reggio Calabria
49,5 125,3
Benevento 68,6 103,9
Area di servizio "Mirabella" 77 95
Grottaminarda
delle Puglie - Ariano Irpino
81 91
Vallata 104 68
Area di servizio "Calaggio" 106 66
Lacedonia 111 61
Candela
Bradanica - Foggia - Matera
128 44 FG
Area di servizio "Torre Alemanna"[8] 137 -
Area di servizio "Ofanto" 153 19
Cerignola ovest 160 12
Bologna - Taranto 172,5 0

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 5 febbraio 1981 si verificò un incidente stradale nei pressi di Bisaccia, che coinvolse l'attore e comico Gino Bramieri e l'attrice Liana Trouché (moglie dell'attore Aldo Giuffré). L'automobile con a bordo i due, una Alfa Romeo Alfa 6 automatica, uscì dalla carreggiata in seguito a una collisione. L'incidente fu fatale alla Trouché, che fu sbalzata fuori dall'abitacolo poiché non aveva allacciato la cintura di sicurezza.[9]

Il 28 luglio 2013 l'A16 fu teatro del più grave incidente stradale mai avvenuto in Italia, il disastro del viadotto Acqualonga: un pullman turistico precipitò da un viadotto nei pressi di Monteforte Irpino a seguito della rottura di un giunto dell'albero di trasmissione che a sua volta rese inservibile l'impianto frenante, causando la morte di 40 persone e ferendone 8[10][11][12]. L'autobus, un Volvo B12 Echo, era piuttosto vecchio, con 18 anni di servizio e circa 800.000 chilometri percorsi, e non è mai stato chiarito se fosse stato o meno sottoposto alle revisioni regolamentari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ TE - Trasporti Eccezionali - Rami autostradali
  2. ^ The World's longest Tunnel Page: Motorways in Italy, su lotsberg.net. URL consultato il 26 luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2018).
  3. ^ Pedaggio a sistema aperto per il casello di Pomigliano D'Arco per chi proviene dalla A1 (qualsiasi direzione) e per chi è diretto verso l'A1 direzione Napoli Sud
  4. ^ Gu, su gazzettaufficiale.it.
  5. ^ Copia archiviata, su teletransport.it. URL consultato l'11 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2004).
  6. ^ Aperto al traffico... (1966), p. 3.
  7. ^ La rete autostradale IRI - Dati e notizie, in Autostrade, anno IX, n. 2, Roma, febbraio 1967, p. 52, ISSN 0005-1756 (WC · ACNP).
  8. ^ Dismessa nel corso del 2015 a causa di fatturati bassi in direzione Napoli
  9. ^ L'Alfa 6 automatica di Gino Bramieri, su alfa6.net. URL consultato il 7 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2017).
  10. ^ Bus in scarpata, Lupi: accertare responsabilità - CRONACA, su lettera43.it. URL consultato il 1º agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  11. ^ Incidente Avellino, 38 morti e 10 feriti. Inchiesta della Procura: "Ci sono indagati", su Il Fatto Quotidiano, 29 luglio 2013. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  12. ^ Strage A16, Napolitano: "Sciagura inaccettabile"Cantelmo: "Valutiamo posizione Autostrade", su la Repubblica, 29 luglio 2013. URL consultato il 18 febbraio 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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