Caserta

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Caserta
comune
Caserta – Stemma Caserta – Bandiera
Caserta – Veduta
Vista panoramica da Casertavecchia
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoCarlo Marino (PD) dal 20-6-2016
Data di istituzione1799
Territorio
Coordinate41°05′N 14°13′E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Caserta)Coordinate: 41°05′N 14°13′E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Caserta)
Altitudine68 m s.l.m.
Superficie54,07 km²
Abitanti75 811[1] (31-5-2017)
Densità1 402,09 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiCapua, Casagiove, Castel Morrone, Limatola (BN), Maddaloni, Recale, Sant'Agata de' Goti (BN), San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Prisco, Valle di Maddaloni
Altre informazioni
Cod. postale81100
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061022
Cod. catastaleB963
TargaCE
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanticasertani
Patronosan Sebastiano e sant'Anna
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caserta
Caserta
Caserta – Mappa
Posizione del comune di Caserta all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Caserta (Casert' in dialetto casertano)[senza fonte] è un comune italiano di 75 811 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia in Campania. La città campana è nota soprattutto per la sua imponente Reggia Borbonica, detta la Versailles d'Italia, che, insieme al Belvedere Reale di San Leucio e all'Acquedotto Carolino, è inserita dal 1997 nel patrimonio dell'umanità dell'Unesco.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Caserta comprende, oltre al capoluogo, anche ben 23 frazioni, per una superficie totale di 56 km². Tra queste vanno ricordate San Leucio, comune a parte aggregato a Caserta sotto il fascismo, famosa per il Real Belvedere e i setifici, e Casertavecchia, con il suo borgo medievale, il castello e il Duomo, del 1100, in stile arabo-romanico.

La città è legata senza soluzione di continuità dal punto di vista urbanistico con altri importanti centri della provincia, in particolare con Marcianise a sud, dove si concentra la gran parte di industrie del territorio casertano e con Santa Maria Capua Vetere a nord, dove sono presenti il Tribunale e i resti di un anfiteatro romano. Da alcuni anni il comune di Caserta è capofila di alcune iniziative, di cui fanno parte vari comuni tra loro confinanti per una popolazione complessiva di circa quattrocentomila abitanti, che hanno la finalità di concordare un unico e omogeneo piano di sviluppo territoriale[2].

Caserta è situata in una posizione strategica rispetto ai grandi assi stradari. In particolare, è servita da due uscite dell'A1, una denominata "Caserta sud", situata nel territorio del vicino comune di Marcianise, e l'altra denominata "Caserta nord", situata al confine tra i comuni di Caserta, Casapulla e Casagiove.

Caserta è altresì situata al centro della via Sannitica, la strada voluta dai Borbone.

Nella classifica dell'ecosistema urbano 2013 stilata da Legambiente[3], il comune di Caserta risulta al 34º posto su 45 capoluoghi di provincia con popolazione inferiore a 80.000 abitanti e, nel complesso, riporta un indice (38,23%) inferiore a quello di tutti gli altri capoluoghi di provincia campani..

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Caserta.

Nella provincia di Caserta si trova la zona pianeggiante più estesa della regione e di ciò risente anche il clima.

La parte che va dalla costa sino ai primi monti che circondano il capoluogo, risente dei benefici influssi del mare, che si fanno sentire soprattutto in inverno con temperature miti e maggiore umidità (e conseguente clima moderatamente afoso nei mesi estivi). Durante la stagione estiva, invece, questa zona risulta una delle più calde della Campania, con temperature massime spesso superiori ai 30º e punte di 36º-38º anche in annate non eccezionalmente calde e nelle località di pianura (storica l'ondata di caldo dell'agosto 2007, con oltre 40° registrati presso la stazione meteorologica di Caserta, in questo caso però con un basso tasso di umidità dovuto ai venti di caduta ma valori non dissimili si erano registrati anche all'inizio della seconda decade di agosto 2003 e nuovamente nel luglio 2015 e nell'agosto 2017,nell'ultimo caso con un dew point più alto rispetto alle precedenti occasioni ed estremo disagio fisico).

L'inverno nella piana casertana nel complesso è mite (la stazione meteo di Caserta, situata nel centro cittadino ed influenzata dall'isola di calore, fa registrare circa 13º nella media delle temperature massime di gennaio,contro i circa 12° della media 81/10 della stazione dell'aeroporto militare di Grazzanise), ma non sono da escludere periodi (difficilmente lunghi,stante il trend rialzista delle temperature in corso negli ultimi decenni) di freddo intenso (per citare qualche esempio recente, relativamente rigido risultò il bimestre dicembre 2001-gennaio 2002, con un breve episodio nevoso, come anche il periodo compreso fra la seconda metà di gennaio e l'inizio di marzo 2005,dopo il mite dicembre 2004,mentre l'inverno 2003/04 è ricordato per le sei ondate di freddo,alternate a periodi miti), con minime sporadicamente sotto lo zero anche nel capoluogo e massime sotto i 7 gradi,nonostante l'isola di calore propria della conurbazione urbana a nord di Napoli,che condiziona molto le medie termiche.

L'indice di nevosità è comunque uno dei più bassi d'Italia e persino d'Europa, assai più trascurabile che in città italiane situate alla medesima latitudine, come ad esempio Bari, peraltro meno piovose (il versante tirrenico si trova sottovento rispetto alle incursione di aria continentale da est rispetto al versante adriatico). Nel presente secolo,l'episodio nevoso più rilevante si è verificato fra ll 30 ed il 31 dicembre 2014 (per accumuli più significativi bisogna risalire al biennio 1985-86,sebbene episodi minori ci siano stati anche nel marzo 2002,nel marzo 2005 e nel dicembre 2010), mentre fra il 16 ed il 17 dicembre 2010 si sono registrate temperature minime inferiori ai -4°/-5° nel centro città(valore peraltro replicato nelle notti del 6 e del 7 gennaio 2017) ed ai -6° nel vicino aeroporto militare di Grazzanise.

Nelle frazioni collinari le temperature medie sono leggermente più basse,specie nei valori massimi e le nevicate meno rare(Casertavecchia,per rimanere al secolo in corso, fu interessata da precipitazioni nevose,ad esempio,nel gennaio 2004 e nel marzo 2005,che non coinvolsero la città pianeggiante o in altri casi la coinvolsero marginalmente,come nel febbraio 2012 e nel febbraio 2013).

Assai diverso rispetto alla costa ed alla pianura casertana è il microclima dell'area matesina. La zona interna della provincia è infatti caratterizzata da numerosi rilievi sia collinari che montuosi,che spesso sono investiti dalle correnti fredde da Nord-Est apportatrici di forti diminuzioni della temperatura e nevicate nel semestre freddo. La zona del Matese è infatti una delle più piovose e nevose della regione.

CASERTA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 12,613,416,119,924,128,731,531,428,022,718,014,613,520,030,522,921,8
T. min. mediaC) 6,66,99,011,514,818,921,221,218,814,911,38,57,311,820,415,013,6

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Caserta deriva dal latino Casa Irta, toponimo che viene fatto derivare dalla circostanza che l'antico centro urbano (l'attuale Casertavecchia) sorgeva, durante il Medioevo e fino al XVIII secolo, in posizione elevata rispetto alla pianura circostante.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Tombe sannitiche e dei corredi funebri risalenti al IV secolo a.C. rinvenuti nel 1990

La città di Caserta ha origini antiche; l'area sulla quale fu edificata la reggia fa parte di un territorio naturale di importanza archeologica dove Osci, Sanniti e Romani hanno lasciato testimonianze della loro presenza. Alcuni fanno risalire le sue origini agli Osci, altri ai Sanniti. Nonostante tutto, dai reperti che sono stati ritrovati, persino nelle varie frazioni della città, vi è una testimonianza di un passato assai remoto. Nel 1990 furono ritrovate, nei sotterranei della Reggia, alcune tombe di epoca Sannita; si trattò dunque di una necropoli del V secolo a.C.. Intorno al 423 a.C. venne completamente popolata dai Sanniti che le diedero il nome di Calatia. Nel 211 a.C. si schierò contro i Romani e a favore di Annibale. Venne condannata all'esproprio e alla centuriazione, il che significa frammentazione del territorio in grandi appezzamenti.

Pietra romana (Casertavecchia)

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Il monaco Erchemperto, nell'Historia Langobardorum Beneventanorum, parla di Caserta come di una realtà già esistente quando, nel IX secolo, gli abitanti di Calatia sono costretti a scappare per la distruzione di Pandone il Rapace, a capo dei Longobardi di Capua. Lo stesso Pandone fece costruire, nell'863, una torre in simbolo di conquista.

In epoca longobarda, il nucleo urbano si formò attorno alla torre di avvistamento e di difesa (oggi integrata nel Palazzo della Prefettura). Infatti l'attuale centro cittadino, situato intorno a piazza Vanvitelli, allora piazza del mercato, era chiamato Torre, proprio per la presenza della costruzione longobarda che si situa nell'angolo nord-occidentale della stessa.

Quindi, nonostante la perfetta simmetria nelle strade, quasi a ripetere la struttura delle città romane, l'attuale città di Caserta esisteva già da tempo ed era già sede comunale e sede di cattedra vescovile. Il nucleo cittadino, infatti, si era trasferito qui nel XVI secolo, in quello che era chiamato la Torre, spostandosi da Casertavecchia; dopo qualche secolo seguì l'esempio anche il vescovo, che prese dimora nel borgo di Falciano, in un edificio poi adibito a caserma (oggi noto come ex Caserma Sacchi).

La città era nota per il suo mercato e per il palazzo degli Acquaviva, conti di Caserta, che la ereditarono nel 1511 dai conti Della Ratta e che avevano ampliato la torre con un edificio rinascimentale fortificato e con un giardino che aveva entusiasmato diversi viaggiatori del XVI e XVII secolo.

La città fu a lungo contesa dai principati vicini di Napoli, Salerno e Capua, restando a quest'ultima nell'879, sotto Pandulfo di Capua che ne fu il primo conte. Fino al IX secolo Casertavecchia vide un notevole incremento della sua popolazione: l'inizio delle incursioni saracene spingeva, infatti, gli abitanti della pianura a cercare rifugio in luoghi montani più sicuri e difendibili, il che portò al trasferimento della sede vescovile nel borgo montano. Fino al XII secolo la storia di Casa Hirta si confonde con quella della contea di Capua, inserendosi nelle lotte interne tra i signori Longobardi, Bizantini e Napoletani. Quando i Normanni la conquistarono nel 1057, Riccardo I, conte di Aversa, la eresse in contea per Roberto di Lauro nel 1062. Passò nel 1183 al figlio Guglielmo ed alla sua morte, nel 1199, al figlio Roberto.

I nuovi conquistatori, pur nella loro durezza, portarono un po' d'ordine e di autorità. Accanto ad un maggiore sviluppo della popolazione e della vita urbana, sorsero la cattedrale, voluta dal vescovo Rainulfo, il palazzo vescovile ed altri importanti edifici pubblici. Il borgo, passato agli Svevi, conobbe il suo momento di maggiore importanza, anche nel campo politico, sotto il conte Riccardo di Lauro, del casato dei Sanseverino, valido consigliere e fiduciario di Federico II di Svevia. In questo periodo iniziarono i lavori del campanile e si aggiunse al castello la grande torre cilindrica, detta «Maschio», coeva delle famose architetture federiciane di Capua (1224-1239).

Con la conquista angioina (1266) la contea fu affidata temporaneamente a Federico di Laisalto. Successivamente, re Carlo D'Angiò la confiscò per assegnarla a Guglielmo de Beaumont (italianizzato in Belmonte), l'ammiraglio francese che lo aveva salvato con la sua nave. Nel 1269, alla morte di Belmonte, la contea venne affidata a Bertrando del Balzo e nel 1283 passò a Ludovico Roheriis, già giustiziere di Calabria e poi di Terra di Lavoro. Nel 1294 la città ebbe un nuovo feudatario, Goffredo Caetani di Sermoneta, fratello del papa Bonifacio VIII. Quindi, nel 1310 passò al catalano Diego de Lahart (italianizzato in Della Ratta), di cui parla il Boccaccio nella sesta giornata del Decameron, giunto in Italia al seguito di donna Violante d'Aragona. Il più famoso dei conti Della Ratta fu Francesco, che combatté vittoriosamente e il cui mausoleo si può ammirare nel duomo di Casertavecchia.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

La reggia di Caserta

Nel 1509 Caterina della Ratta, ultima erede della contea della sua famiglia andò in sposa ad Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona, da cui attraverso il ramo primogenito, la contea divenuta principato giunse in eredità ad Anna, ultima erede degli Acquaviva, la quale sposando nel 1618 Francesco Caetani 8º duca di Sermoneta, lo stato di Caserta rimase in questa famiglia fino a quando, indebitatisi enormemente, furono costretti a vendere i possedimenti ai Borbone di Napoli. Questi, in particolare il suo re Carlo III, pensarono di costruirvi la reggia borbonica, a partire dal 1750.

Opera di Gaetano Barba, XVIII secolo.

L'esigenza del re di Napoli di costruirsi una nuova reggia aveva un triplice motivo. In primis il re aveva la necessità di costruirsi una residenza che fosse più lontana dal mare rispetto al Palazzo Reale di Napoli, per mettersi in salvo in caso di attacco da parte della flotta francese. In secondo luogo, il re coltivava da tempo il desiderio di costruirsi una residenza estiva per il riposo. Inoltre, come terza motivazione, era mosso da un impeto di orgoglio e infatti ordinò al Vanvitelli di costruirgli una residenza che per bellezza, imponenza e maestosità, fosse superiore a tutte le altre europee. Obiettivo questo che, a detta di molti, avrebbe poi raggiunto con la costruzione della Reggia di Caserta.

Il vecchio giardino degli Acquaviva (il cosiddetto "bosco vecchio") diventò il nucleo principale dell'attuale parco della Reggia, oggi uno dei più grandi parchi urbani del mondo con una lunghezza di 2,5 km. Un parco pieno di fontane scenografiche, cascate, laghi, immensi prati, boschi fitti.

Sul finire del Settecento, il re Ferdinando IV fece costruire in località San Leucio una residenza reale con annessa una fabbrica adibita alla produzione della seta. Accanto al Palazzo del Belvedere, con sul retro un affascinante giardino all'italiana e con davanti la vista sulla piana di Caserta e sul golfo di Napoli, il re fece costruire i quartieri San Carlo e San Ferdinando, destinati agli operai della fabbrica della seta. Il re emise anche un famoso editto nel quale in pratica sognava la costituzione (da qui l'utopia ferdinandea) di una sorta di società perfetta, chiedendo ai cittadini di San Leucio l'abolizione di ogni forma di lusso e assoluta uguaglianza economica. Insomma una società che, nella mente del re, doveva essere autosufficiente, vivere producendo la pregiatissima seta che poi farà il giro del mondo e oggi riveste le pareti del Quirinale, della Casa Bianca e di Buckingham Palace.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine dell'Ottocento e l'inizio del Ventesimo secolo, Caserta si presentava come una cittadina incentrata intorno alla Reggia. Dalla Seconda guerra mondiale, dopo la Resa di Caserta, la città esce a pezzi, dilaniata nel suo cuore antico e tutta da ricostruire.

Con il boom edilizio degli anni ottanta nacquero i quartieri residenziali con buona qualità della vita grazie ad una edificazione di tipo estensivo (esempio ne è il Parco Gabriella), ma al contempo c'è stata pure una edificazione intensiva con la nascita di zone eccessivamente abitate e con pochi spazi verdi (ne è un esempio la zona Ex 167 - Parco degli Aranci).

Nel luglio del 1994 la città fu sede della cena di gala in occasione del G7.

A gennaio del 2007 si è svolto presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, che ha sede nei cortili della Reggia, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, un Consiglio dei ministri lontano da Roma.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di Bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Sede di Enti militari ed importante nodo ferroviario, durante l'ultimo conflitto mondiale furono bersaglio di numerosi bombardamenti che provocarono ingenti danni all'abitato e al patrimonio artistico. Oggetto di una feroce rappresaglia, contò numerose vittime civili ma, nonostante le violenze subite, mai piegò di fronte al pericolo e, tornata la pace, la popolazione tutta avviava la difficile opera di ricostruzione.»
— Caserta, 1943-1945

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla città di Caserta con la Reggia di Caserta e gli altri monumenti cittadini, il patrimonio artistico ricoprende anche il Belvedere di San Leucio (inserito con la Reggia nel patrimonio dell'umanità) e il borgo medioevale di Casertavecchia.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Caserta.
  • Cattedrale di San Michele Arcangelo
  • Duomo di Casertavecchia
  • Abbazia di San Pietro ad Montes
  • Complesso medievale di San Vitaliano. Il complesso medievale dell'Eremo di San Vitaliano si trova in frazione Casola, ai piedi del borgo di Casertavecchia. L'eremo è riportato nella Bolla del 1113 con cui l'Arcivescovo di Capua Senne conferma Rainulfo vescovo di Caserta elencandone tutte le chiese di competenza. L'Eremo è stato da poco restaurato e ricondotto alle sue linee architettoniche, sono state risanate le mura e recuperata tutta la copertura a capriata tipica dell'alto Medioevo. Lungo la stretta strada che porta all'Eremo, numerose cappelle dedicate a San Vitaliano. La Chiesa è preceduta da un portico a tre archi, quello centrale dà l'accesso alla chiesa, quelli laterali alle celle dei monaci. È a pianta rettangolare con presbiterio e cantoria molto spaziosi. La Cappella a sinistra conserva un antichissimo affresco di Madonna col Bambino scarsamente leggibile. Ad esaltare lo stile semplice e austero tipico delle strutture religiose medioevali c'è il campanile.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palazzi di Caserta.

Reggia di Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Reggia di Caserta.
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Palazzo Reale di Caserta con il Parco, Acquedotto di Vanvitelli e complesso di San Leucio
(EN) 18th-Century Royal Palace at Caserta with the Park, the Aqueduct of Vanvitelli, and the San Leucio Complex
Caserta2008Mauro021.jpg
TipoArchitettonico, paesaggistico
CriterioC (i) (ii) (iii) (iv)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1997
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda
Scalone interno della Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta, o Palazzo Reale di Caserta, è una dimora storica appartenuta alla famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, proclamata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Situata nel comune di Caserta, è circondata da un vasto parco nel quale si individuano due settori: il giardino all'italiana ed il giardino all'inglese. Il complesso del palazzo reale, con i suoi giardini lunghi circa 2,5 km, è uno dei più grandi d'Europa, ed ha conseguito il titolo di Parco più bello d'Italia nel 2009[4]. Sul lato ovest della reggia esiste la chiesa di San Francesco di Paola che fa parte di un complesso un tempo convento dei Frati Minimi, fondato nel 1605 da Andrea Matteo Acquaviva, oggi ospedale militare.

Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Belvedere di San Leucio.
Complesso Monumentale di San Leucio

L'utopia di re Ferdinando di dar vita ad una comunità autonoma (chiamata appunto Ferdinandopoli) lascia a Caserta il Belvedere di San Leucio, i suoi appartamenti reali, il giardino all'italiana e l'annesso Museo della Seta, dov'è possibile visitare i macchinari del Settecento col quale si tesseva la seta diventata famosa in tutto il mondo, tanto da arrivare ad arredare la Casa Bianca, Buckingham Palace e il Palazzo del Quirinale.

Borgo Medievale di Casertavecchia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Casertavecchia.

A 401 metri di altezza c'è l'antica Caserta, attuale Casertavecchia, un borgo interamente medioevale dal quale si ammira una vista dell'intera. Di pregevole interesse sono il Duomo dedicato a San Michele Arcangelo (proprio come la cattedrale nella Caserta nuova) dell'XI secolo, la contigua chiesa dell'Annunziata, e il castello medioevale con la torre. Nel borgo si tiene da quasi 40 anni il settembre al Borgo, manifestazione culturale di rilievo nazionale.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Ville, Piazze e Strade[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Carlo III
  • Villa Giaquinto: spazio recuperato e gestito da un gruppo di cittadini volontari[5]
  • Parco delle Amache: situato lungo il corso Trieste
  • Piazza Carlo III: situata all'ingresso della città, provenendo dalla via Nazionale Appia, è intitolata al re di Napoli che fece costruire la Reggia. La piazza, per dimensioni superiore a piazza San Pietro, è tra le più grandi d'Europa[senza fonte]. È costituita da un'immensa area verde che si trova davanti alla Reggia, con ai lati i due emicicli destinati alla servitù. Negli ultimi anni la piazza, che prima era intersecata da strade aperte alla circolazione veicolare, è stata sottoposta ad un lungo restauro, allo scopo di farla tornare al progetto del Vanvitelli. C'è stata una risistemazione del verde, dell'impianto di illuminazione e la piantumazione di decine di arbusti e alberi e la piazza è stata completamente pedonalizzata. Alla fine del 2009, con una solenne cerimonia, è stata inaugurata nella sua nuova veste.
  • Piazza Matteotti (o piazza Mercato): una delle principali e più antiche piazze cittadine, è sede del mercato coperto cittadino sia alimentare che d'abbigliamento aperto tutti i giorni.
Piazza Vanvitelli dominata dal palazzo del Cinquecento della casata degli Acquaviva
  • Piazza Vanvitelli: è una delle principali piazze della città, dove si trovava il palazzo Castropignano, sostituito nei primi anni sessanta da un anonimo palazzo moderno, e dove oggi si trovano l'attuale sede del comune di Caserta, il cinquecentesco Palazzo Acquaviva che ospita gli uffici di questura e prefettura, e il Palazzo della Banca d'Italia. Sono presenti nella piazza anche negozi, caffetterie, chalet, alberghi e banche. È una piazza costituita per lo più da una grande villa comunale con al centro di essa un monumento a Luigi Vanvitelli e una grande fontana. Fino a due secoli fa era la piazza del Mercato, poi trasformata in giardino pubblico.
Piazza Dante
  • Piazza Dante: una delle piazze più antiche di Caserta. Ha una forma simmetrica ed è costituita da quattro palazzi con bei porticati tutti uguali che ospitano un antico caffè e le sedi del Circolo Sociale e del Circolo Nazionale. In passato si è chiamata prima piazza dei Quattro Canti, in riferimento appunto ai quattro palazzi che la perimetrano e poi piazza Margherita. Congiunge il primo tratto di corso Trieste con gli ultimi trecento metri dello stesso, quelli che conducono prima a piazza Gramsci, sede dei Giardini della Flora e poi a piazza Carlo Terzo, ovvero davanti alla Reggia di Caserta.
  • Piazza Duomo: una delle piazze principali del centro storico della città. Ha una forma irregolare ed è caratterizzata dalla imponente mole della cattedrale. La chiesa, che è in stile tardo barocco-neoclassico, è a tre navate e conserva al suo interno diverse tele del Seicento. Nella stessa piazza Duomo si trova anche la chiesetta di San Giovanni, con un prezioso altare in marmo di Carrara del Seicento. Nella piazza affaccia poi il Palazzo delle Poste, costruito ad inizio del Novecento in stile neoclassico.
  • Piazza Sant'Anna: segna il confine tra il centro storico e la zona sud della città, è così chiamata per via della presenza del santuario di Sant'Anna (patrona della città). Il santuario ha la facciata risalente al 1600 e gli interni divisi tra il barocco-neoclassico dell'ingresso e il moderno del resto della struttura, e fu colpita dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. Nella stessa piazza, di forma rettangolare, è presente l'ex ospedale di Caserta. Dalla parte opposta del santuario si trova il monumento alla Madonna, eretto nell'anno mariano 1956, costruito in pietra e marmo su una base di piccola scalinata.
  • Piazza della Seta: si trova nella frazione di San Leucio ed è la via principale d'ingresso al Reale Belvedere. Il suo nome fa proprio riferimento all'attività serica che si svolgeva nel Belvedere. Dalla piazza si accede alla residenza reale attraverso l'Arco Borbonico risalente al 1600 circa.
  • Corso Trieste

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Arco Borbonico (o Porta del Belvedere): situato nella frazione di San Leucio, risale al 1600 circa quando era l'ingresso della proprietà feudale dei principi Acquaviva, ed è alto 13 metri e largo 9, caratterizzato da un unico fornice, scandito dal bugnato rettangolare in travertino e sottolineato da due paraste. L'architrave è sormontato dallo stemma borbonico che troneggia con ai lati due leoni dello scultore Brunelli.
  • Monumento ai caduti in guerra (o Arco di Trionfo): è un arco di trionfo in marmo bianco fatto costruire in epoca fascista per celebrare gli eroi della prima guerra mondiale. Sulla cima è presente una statua che rappresenta la Libertà e la Vittoria. Si trova all'imbocco di corso Trieste.
  • Statua dell'Agricoltura: posta su di una base di pietra rappresentante l'agricoltura, per secoli la principale attività di quella che una volta veniva chiamata la Campania Felix. Si trova in Piazza Gramsci davanti all'ingresso dei Giardini della Flora.
  • Monumento a Luigi Vanvitelli: raffigurante l'architetto Luigi Vanvitelli, progettista della Reggia di Caserta. Il Vanvitelli è raffigurato con la mano destra ad indicare il Palazzo Reale e con la sinistra a stringere i suoi progetti. È stata fatta costruire dallo scultore Onofrio Buccini ed inaugurata nel 1879. Si trova nella piazza omonima, una delle principali della città di Caserta.
  • Monumento ai Caduti sul Lavoro: una scultura in pietra inaugurata pochi anni fa e realizzata dall'INAIL proprio di fronte alla sede stessa in piazzale Maiorana ed è dedicata a tutte le persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Necropoli sannitica: ritrovata nel 1990 ed è costituita da sette tombe a cassa di tufo di epoca sannitica, della seconda metà del IV secolo a.C.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Parco della Reggia di Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Reggia di Caserta.
Uno scorcio del Parco della Reggia

Nonostante la speculazione edilizia, per le aree verdi Caserta risulta, con 13,06 m²/ab., al 21º posto (su 45) nella classifica dei capoluoghi di provincia italiani con meno di 80.000 abitanti per verde urbano fruibile, secondo il Rapporto 2013 sull'Ecosistema Urbano stilato da Legambiente[6]. Ciò è dovuto principalmente all'enorme Parco della Reggia, lungo 2,5 km.

All'interno del parco vi è la Peschiera Grande della Reggia di Caserta. Si tratta di un lago artificiale costruito nel Parco della Reggia nell'anno 1769 dall'architetto Collecini. Il lago, con un isolotto al centro, è lungo 270 metri, largo 105 e profondo 3,50. Tra il 1769 e il 1773, progettato per il divertimento del re Ferdinando IV, vi si svolgevano finte battaglie terrestri e marittime con modelli di navi in scala ridotta. Vennero anche insediati in alcune abitazioni nei pressi della vasca dei marinai con le loro famiglie; "Liparoti" per poter organizzare i giochi nautici. Dal 2002 si svolgono ogni anno i Giochi Sportivi Studenteschi di Vela Radiocomandata "Radio Sailing".

Oasi Bosco di San Silvestro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Oasi Bosco di San Silvestro.
Castelluccia

La Reale Tenuta di San Silvestro faceva parte, insieme a San Leucio, al Parco Reale ed al Giardino all'Inglese delle "Reali Delizie" annesse alla Reggia di Caserta. Situata a nord del complesso monumentale, si estende sulle due colline contigue di Montemaiulo e Montebriano. L'area, di circa 76 ettari, venne scelta in quanto particolarmente idonea a creare una naturale scenografia alla cascata che anima, con le sue acque, le fontane del parco vanvitelliano. I territori che la compongono furono acquistati dopo il 1750 in momenti diversi e riuniti poi in un unico tenimento che venne delimitato con un muro perimetrale.

La tenuta di San Silvestro, così come gli altri siti reali, fu destinata ad attività agricole e venatorie sull'esempio delle nuove mode di vita agreste diffuse nelle altri corti europee. In quest'area furono conservate, e in alcuni casi incrementate, le coltivazioni già esistenti come vigne, uliveti, frutteti, orti e giardini. Tra il 1797 e il 1801, in località "Parito", venne costruito, sotto la direzione del Collecini, già collaboratore di Luigi Vanvitelli, il Real Casino per dar ristoro al Re ed al suo seguito durante la caccia nei boschi vicini e per disporre di locali idonei alle diverse necessità dell'azienda agricola.

Il 13 maggio 1922 la tenuta di San Silvestro, che faceva parte dei beni immobili della Corona, passò al demanio dello Stato e fu consegnata al Ministero della Pubblica Istruzione. Nel dopoguerra, fino al 1970, il Real Casino ospitò una colonia antitracomatosa e nel 1983 l'intero sito, gestito dall'Amministrazione provinciale, passò per competenza alla Soprintendenza ai Beni AA.AAAA.SS. per le province di Caserta (CE) e Benevento (BN). In quest'ultimo ventennio il Real Casino, che già in passato era stato sottoposto a varie trasformazioni e interventi di "abbellimento", ha subito continui atti vandalici; sono state rubate statue, divelti e trafugati marmi del caminetto, asportati parati, distrutti servizi, ecc.

Il 6 febbraio 1993 il WWF Italia, dopo un lungo periodo di collaborazione con la Soprintendenza per la salvaguardia del sito, ha ottenuto dal Ministero per i Beni Culturali e dal Ministero delle Finanze la gestione del "bosco di San Silvestro" che è così diventato la prima "oasi del WWF" della provincia di Caserta. Il 10 aprile 1994 l'oasi è stata inaugurata ed il giorno successivo aperta al pubblico mediante visite guidate.

Parco Maria Carolina d'Asburgo[modifica | modifica wikitesto]

Confinante con piazza Carlo III e ubicato di fronte alla sede delle facoltà di Psicologia e Studi politici della Seconda Università degli Studi di Napoli. L'area, prima di proprietà dell'Aeronautica Militare, è stata acquisita dal comune di Caserta, che l'ha trasformata in un grande parco verde. È stato intitolato a Maria Carolina d'Asburgo, che volle la realizzazione del Giardino Inglese della Reggia e scrisse il codice delle leggi leuciane.

Altre aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Giardini della Flora, situati alla fine di Corso Trieste, sul lato est della Reggia
  • Giardini di piazza Padre Pio, situati nel centro della città
  • Giardini di piazza Cattaneo-Piteşti
  • Giardini di piazza Vanvitelli
  • Giardini di piazza Carlo III, situati di fronte alla Reggia

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2016 gli stranieri residenti in città sono 3.605[8], pari al 4,72% della popolazione. I gruppi più numerosi sono quelli di:

fonte Istat

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Brigata Garibaldi

Caserta è sede degli uffici territoriali dell'INPS.

È sede di una sezione distaccata del tribunale civile e penale di Santa Maria Capua Vetere, del giudice di pace e della sezione di Caserta dell'Ordine forense.

A Caserta è presente la Brigata bersaglieri "Garibaldi", una delle maggiori unità delle forze armate italiane. Inoltre è presente la "scuola specialisti" dell'Aeronautica Militare Italiana.

La più importante struttura sanitaria della città è l'Ospedale Civile "Sant'Anna e San Sebastiano". Inoltre, nella zona Est della città, è in costruzione il Policlinico che sarà gestito dall'Università.

Infine tra le associazioni cittadine si annovera l'associazione culturale Liberalibri, fondata nel 2002 e che è stata considerata dalla trasmissione radiofonica RadioTre Fahrenheit, del 5 agosto 2013, la maggiore associazione di bookcrossing in Italia senza fini di lucro.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore)
2008 94º (-2)
2009 103º (-9)
2010 105º (-2)
2011 104º (+1)
2012 98º (+6)
2013 103º (-5)
2014 104º (-1)
2015 108º (-4)
2016 108° (0)

Cultura e istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La principale biblioteca cittadina è la Biblioteca Comunale "Giuseppe Tescione", ospitata nel complesso di Sant'Agostino, che possiede un patrimonio librario di circa 25.000 volumi, donato al comune di Caserta dal prof. Giuseppe Tescione (1914-2002), al quale la biblioteca è intitolata. Oltre alla Biblioteca "Giuseppe Tescione", la città è servita da altre strutture:

  • La Biblioteca Comunale Alfonso Ruggiero, fondata nel 1946 e situata nell'ex macello di via Laviano. Possiede un patrimonio librario di oltre 34.000 volumi, tra cui edizioni del Cinquecento, Seicento, Settecento, Ottocento.
  • La Biblioteca del Seminario vescovile di Caserta, situata nel centro città, in piazza Duomo.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Le scuole di secondo grado (superiore) comprendono: quattro licei di vari indirizzi, due istituti professionali e tre istituti tecnici. Inoltre, presso tre aule dell'Istituto I.T.C. "Terra di Lavoro", sono attivi due corsi del Conservatorio di Avellino (flauto e pianoforte) per un numero massimo di 60 allievi. L'inaugurazione della sezione del Conservatorio di Caserta è avvenuta alla fine di settembre 2009 con un concerto di musiche di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro di Corte della Reggia di Caserta.

Università[modifica | modifica wikitesto]

Caserta è la città in cui ha sede l'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" (fino al 2016, Seconda Università degli Studi di Napoli). Attualmente le strutture didattiche e scientifiche che hanno sede in città sono il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Biologiche e Farmaceutiche, il Dipartimento di Matematica e Fisica (entrambi nel Polo Scientifico di Viale Lincoln), il Dipartimento di Psicologia e quello di Scienze Politiche "Jean Monnet" (entrambi presso il polo di viale Ellittico). Il corso di laurea in Medicina e Chirurgia ha una sede presso il Centro Direzionale in frazione San Benedetto.

Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La Scuola[9] ha sede in un'ala della Reggia a cui si accede tramite lo scalone monumentale. Nelle immediate vicinanze della Reggia, nell'emiciclo destro, ha sede il Centro Residenziale e Studi, struttura logistica di accoglienza annessa alla Scuola.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Musei di Caserta.
Reggia All'Interno.

Il principale polo museale cittadino è sicuramente quello del Complesso museale della Reggia di Caserta. Oltre che gli appartamenti reali e la pinacoteca reale, è possibile anche visitare sempre all'interno della Reggia il Museo dell'Opera e del Territorio dedicato alla realizzazione della Reggia stessa e la mostra permanente Terrae Motus con una raccolta di opere contemporanee.

Sono presenti poi altri musei come il Museo della Seta di San Leucio, il Museo delle Cere "Le Muse", il Museo Diocesano di Caserta, il Museo di mineralogia e topografia Michelangelo e il Museo Dinamico della Tecnologia Adriano Olivetti.

Infine sono sorte varie Gallerie d'arte contemporanea pubbliche e private per tutta la città che accolgono spesso mostre d'arte anche internazionale.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio e Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Mattino (redazione di Caserta) - quotidiano
  • Cronache di Caserta - quotidiano
  • Corriere del Mezzogiorno (redazione di Caserta) - quotidiano
  • CasertaFocus - settimanale gratuito
  • La nuova Gazzetta di Caserta - quotidiano

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Teatro di Corte

Negli ultimi dieci anni a Caserta si è assistito alla proliferazione di teatri e sale cinematografiche che sono andati a compensare il vuoto che c'era stato fino agli inizi degli anni novanta, quando le vecchie strutture chiuse non erano state rimpiazzate da altre impoverendo molto l'offerta culturale della città.

  • Teatro Comunale "Costantino Parravano". Sul fronte teatro, la prima struttura cittadina è il Teatro Comunale, situato nella centralissima via Mazzini. Si tratta di un teatro moderno dislocato su due piani con circa 500 posti: vi si svolge la stagione principale della città con spettacoli di livello nazionale oltre ad una serie di rassegne di musica da camera e concerti di musica classica.
  • Teatro "Civico 14". Storicamente situato in vicolo Della Ratta, traversa della centralissima via Vico, era uno spazio di circa sessanta posti, con una stagione teatrale ricca di nomi nazionali e compagnie emergenti, caratterizzato dal forte e costante impegno rivolto alle tematiche sociali e civili, e quindi civiche. Attualmente è ospitato da un nuovo spazio, di circa 80 posti, denominato hub creativo "Spazio X", in via Petrarca.
  • Teatro "Don Bosco". Altra struttura importante è il Teatro Don Bosco, di proprietà dei Salesiani di Caserta, un teatro di 400 posti tutto in marmo con una stagione nazionale grazie alla collaborazione con alcuni teatri di Roma.
  • Teatro "Izzo". Nella zona sud della città, precisamente nel rione Acquaviva, c'è il Teatro Izzo, vero e proprio teatro di quartiere, 350 posti per una stagione soprattutto basata su spettacoli comici ispirati alla commedia napoletana.
  • Teatro "Caserta Città di Pace". Nel quartiere Puccianiello vicino l'Ospedale Civile il Teatro Caserta Città di Pace offre il proprio palco e la propria platea di quasi 400 posti a tutte le compagnie amatoriali ma spesso vi si tengono anche spettacoli di livello nazionale.
  • Officina Teatro. A San Leucio nei locali di una vecchia fabbrica l'Officina Teatro, con una platea di cento posti circa, offre una stagione di teatro singolare e diversa dalle solite con una grande attenzione ai temi sociali che vengono spesso affrontati in commedie quasi di nicchia, riservate ad un pubblico particolare.
  • Teatro di Corte della Reggia di Caserta
  • Centro Teatro Studi. La piccola sala del Centro Teatro Studi (C.T.S.) ospita gruppi di teatro amatoriali che coltivano il sogno di calcare i palchi più importanti d'Italia.
  • Bottega del Teatro. Finalità simile per la Bottega del Teatro, altra piccola sala teatrale del capoluogo situata nel quartiere Acquaviva, zona sud della città. Anche qui spazio all'avanspettacolo e al teatro comico con grande spazio per le compagnie amatoriali.
  • Teatro Fabbrica Wojtyla. Unico e particolare nel suo genere resta il Teatro Fabbrica Wojtyla, vera fucina di giovanissimi artisti casertani che produce spettacoli originali con finalità altamente sociali.
  • Auditorium Provinciale, in via Ceccano, in pieno centro cittadino, dove si sono svolti a lungo incontri, dibattiti culturali, convegni, esibizioni teatrali e concerti di musica da sala. Tuttavia risulta attualmente in disuso a causa del dissesto dell'ente Provincia, che non può provvedere alla messa in sicurezza dello stabile.

A queste strutture al chiuso bisogna aggiungere le due all'aperto che vengono allestite in occasione di particolari rassegne:

  • Teatro dei Serici. Nel Belvedere di San Leucio, che ospita gli spettacoli del Leuciana Festival
  • Teatro della Torre. All'interno dei resti del castello Medioevale di Casertavecchia, che ospita alcuni spettacoli del settembre al Borgo.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il Duel Village, inaugurato nel 2000, è stato il primo multisala della Campania. Possiede 6 sale per un totale di 1.300 posti.

In pieno centro storico, ha invece sede lo storico Cinema San Marco, chiuso a lungo negli anni 2000 e riaperto nel 2015. Prima della riapertura di quest'ultimo, il Teatro Don Bosco e il Teatro Comunale venivano spesso adibiti a cinema.

Nella periferia della città, lungo il viale Carlo III, si trova il Big maxicinema (19 sale), mentre il Centro Commerciale Campania ospita il Cinepolis con altre 11 sale.

Location cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

La città ha ospitato diverse produzioni cinematografiche, specialmente nelle sue location della Reggia e del parco:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio internazionale di giornalismo "Le Buone Notizie - Civitas Casertana", noto anche come "Premio Buone Notizie"
  • Stagione Teatrale Città di Caserta (ottobre-maggio).
  • Premi Nazionali Letterari Caserta.
  • Plus Ultra[10][11] la vela di Mafonso antistante Palazzo Reale quale indice di riflessione per gli attentati dell'11 settembre 2001 alle torri gemelle di New York 2001
  • Torneo Internazionale Femminile di Tennis presso Tennis Club Caserta (maggio).
  • Festival del Cinema Indipendente (maggio).

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina casertana è caratterizzata da piatti tradizionali come le salsicce di polmone, condite con i piccanti peperoncini locali. Molto buone sono le acciughe sotto sale, dissalate, in vasetto sott'olio, i fagioli "alla carrettiera" e le zite ripiene. Tipica è anche la mozzarella di bufala, visto che la provincia di Caserta è la zona dove è presente il maggior numero di bufale d'Italia. Tra i dolci c'è il casatiello dolce, immancabile sulle tavole dei casertani nel periodo pasquale. Tra i vini citiamo il casavecchia, il falerno e il pallagrello.

Persone legate a Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale di Casertavecchia

San Benedetto, Aldifreda, Briano, Casertavecchia, Casola, Casolla, Centurano, Ercole, Falciano, Garzano, Mezzano, Piedimonte di Casolla, Pozzovetere, Puccianiello, Santa Barbara, San Clemente, San Leucio, Sala, Sommana, Staturano, Tredici, Tuoro, Vaccheria.

Delle 23 frazioni di Caserta, alcune hanno caratteristiche peculiari:

  • Casolla, ai piedi dei Colli Tifatini. Architetture importanti: palazzo Cocozza di Montanara, nel quale nel 1970 Pier Paolo Pasolini girò alcune scene del Decameron, e le "collere", ambienti alti e sfinestrati che un tempo servivano come luogo di essiccazione della colla.
  • Piedimonte di Casolla, ai piedi dei Colli Tifatini, sede di un'antichissima abbazia benedettina, un tempo tempio romano dedicato a Giove Tifatino
  • Briano, una delle più antiche frazioni del comune, incastonata tra il Parco Reale, l'Oasi di San Silvestro e il real sito di San Leucio.
  • Casertavecchia, antico centro del comune, sede di un borgo antico rimasto intatto con un castello molto conosciuto e un duomo romanico.
  • San Leucio, sede del palazzo del Reale Belvedere e di famose seterie reali.
  • Vaccheria, sede delle vaccherie reali per la produzione di cuoio e di mucche da latte.
  • Falciano, antica sede vescovile dal XVIII secolo e di un palazzo della cavallerizza nel XVI secolo
  • San Clemente, nata dall'antico villaggio di Macerata citato dalle fonti già intorno all'anno Mille, ma esistente in epoca longobarda e che comprendeva tre villaggi di capanne con al centro rispettivamente la chiesa di San Clemente, di Santa Maria e di Santo Stefano

Rioni[modifica | modifica wikitesto]

Fanno parte del tessuto urbano anche molti popolosi rioni tra cui: Acquaviva, Cerasola (anche detto Cerasole), Cappiello, Falcone, Michelangelo, Parco Degli Aranci, Paschi, Petrarelle, Primavera, Santa Rosalia, Tescione, Vanvitelli.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni, l'economia industriale casertana ha visto il ridimensionamento o la chiusura di molte fabbriche "storiche" dell'area. Tra queste è doveroso ricordare quelle relative alla famosa seta di San Leucio, anche se ancora oggi sono attive delle fabbriche che continuano a lavorare la seta.

A Caserta vi è la sede del Banco delle opere di carità, un'istituzione benefica ivi nata e diffusasi in gran parte d'Italia.

La città di Caserta, specie negli ultimi anni, ha visto la nascita nel suo territorio di diversi alberghi importanti che hanno aumentato di molto la capacità ricettiva del capoluogo e hanno permesso lo sviluppo anche di un turismo congressuale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Caserta è collegata alla rete autostradale tramite i caselli Caserta nord e Caserta sud dell'Autostrada A1 Milano-Napoli, nonché il casello Caserta dell'Autostrada A30 Caserta-Salerno.

Variante di Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 è stata inaugurata tra la Strada statale 265 dei Ponti della Valle e la Strada statale 7 Appia classificata dall'ANAS, che la gestisce interamente, come Strada statale 700 della Reggia di Caserta.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di Caserta

La stazione di Caserta, realizzata nel 1843, è una stazione di transito sulla linea Napoli-Roma via Cancello Cassino. La stazione è altresì collegata con una diramazione secondaria a quella di Aversa, con la quale è possibile effettuare interscambi per immettersi sulla linea principale Roma-Napoli via Formia. La stazione è collegata con Foggia e dopo la dismissione della ferrovia Napoli-Foggia, è un nodo di interscambio fondamentale per raggiungere la Puglia dalla Campania. Offre inoltre collegamenti diretti con la città di Salerno attraverso la tratta Caserta-Salerno via Sarno.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Precedentemente svolto dalla società ACMS (fallita nel 2012), da giugno 2012 il servizio di mobilità urbana è regolarmente svolto dalla società CLP che effettua sia il trasporto ordinario che quello scolastico. Operano anche società come la CTP e operatori privati.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Caserta.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sport a Caserta.
Lo Stadio Alberto Pinto di Caserta, sede delle partite della Casertana Football Club e di gare di atletica.

Per quanto riguarda lo sport, Caserta occupa un ruolo di primo piano nel panorama nazionale. Non a caso, durante la stagione agonistica 2014-2015 è stata rappresentata da tre squadre professionistiche in tre diversi sport di squadra: la Juvecaserta Basket nella pallacanestro, la Casertana Football Club nel calcio e la VolAlto Caserta nella pallavolo. Da ricordare anche l'annata 1990-1991, in cui la Juvecaserta, grazie al successo della stagione 1990-1991, è stata la prima società del Sud Italia a vincere il titolo nazionale di basket, mentre pochi giorni dopo, nel calcio, la Casertana vinse il campionato di Serie C1 1990-1991 conquistando la sua seconda promozione in Serie B, massimo risultato ottenuto dai rossoblù. Un'altra disciplina che ha visto una squadra cittadina trionfare è il softball, in cui il Caserta Softball ha vinto quattro volte di fila il titolo nazionale, dal 2009 al 2012.

Caserta è stata in più di un'occasione sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia (1964, 1982, 1994, 2002) ed ha ospitato la Formula 3 italiana di automobilismo fino al 1967, quando in una tragedia morirono i piloti Beat Feher, "Tiger" e "Geki" Russo.

La città della Reggia fu anche teatro, nei giorni 8-10 settembre 1969, della Rivolta del pallone, una violenta insurrezione, dapprima solo sportiva e in seguito caratterizzata politicamente, che i tifosi della Casertana scatenarono in seguito alla retrocessione della propria squadra dalla Serie B, appena conquistata sul campo, alla Serie C per un illecito sportivo che non è mai stato comprovato. La stagione successiva, tuttavia, i tifosi rossoblù poterono festeggiare nuovamente la promozione in serie cadetta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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