Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana

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Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana
Sala del Consiglio dei Ministri (Palazzo Chigi, Roma).jpg
Sala del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi.
SiglaCdM
StatoItalia Italia
TipoEsecutivo
Istituito1948[1]
PresidenteGiorgia Meloni
Numero di membri25
SedePalazzo Chigi
IndirizzoPiazza Colonna, 370 - Roma
Sito webwww.governo.it

Il Consiglio dei ministri è il principale organo collegiale esecutivo del Governo della Repubblica Italiana; è costituito dal Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero il capo del governo (ad oggi Giorgia Meloni), e dai ministri.

Origine storica[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Chigi a Roma, sede del Consiglio dei ministri

L'origine del Consiglio dei ministri italiano risale al 1848, anno di emanazione dello Statuto Albertino nell'ordinamento del Regno di Sardegna. In realtà la lettera di questa carta costituzionale, che sarebbe in seguito diventata la Costituzione del Regno d'Italia, non prevedeva la riunione collegiale dei singoli ministri, ma semplicemente l'esistenza di questi ultimi come capi di dicastero, responsabili del loro operato. Il Consiglio dei ministri si è quindi formato in modo consuetudinario, data la necessità di incontro e di progettazione politica del Governo; allo stesso modo la figura del presidente del Consiglio è emersa nell'esigenza di coordinare l'attività di tutti i ministri.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Nomina[modifica | modifica wikitesto]

In base alla Costituzione il Consiglio dei ministri si compone:

Tutti i componenti del Consiglio dei ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del presidente della Repubblica. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri partecipa alle sedute del Consiglio, con funzione di segretario.

Il giuramento[modifica | modifica wikitesto]

Controfirmati i decreti di nomina, prima di assumere le funzioni, il presidente del Consiglio e i ministri devono prestare giuramento davanti al capo dello Stato, secondo la formula rituale indicata dall'articolo 1, comma 3, della legge n. 400/1988. Il giuramento rappresenta l'espressione del dovere di fedeltà che incombe in modo generale su tutti i cittadini e, in modo particolare, su coloro che svolgono funzioni pubbliche fondamentali (in base all'art. 54 della Costituzione).

Revoca[modifica | modifica wikitesto]

La costituzione prevede la revoca della fiducia al Governo all'articolo 94. Non è esplicitamente normata la revoca di singoli ministri. La prassi prevede la possibilità di una mozione di sfiducia individuale nei confronti del singolo ministro da parte del Parlamento. Il primo - e finora unico - caso di dimissioni a seguito dell'approvazione di una mozione di sfiducia risale al 1995 e interessò Filippo Mancuso, ministro della giustizia nel governo Dini.[2] Viceversa, nella pratica si sono verificati diversi casi di ministri dimessisi prima ancora che la mozione di sfiducia contro di loro venisse discussa in Parlamento.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente il Consiglio dei ministri è disciplinato dalla Costituzione (articoli 92 e seguenti) e dalla legge 23 agosto 1988, n. 400 ("Disciplina dell'attività di Governo e dell'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri").

Rapporti con gli altri organi costituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio dei ministri, in una forma di governo parlamentare quale quello italiano, è il principale detentore del potere esecutivo, cioè il potere di rendere concreto un determinato indirizzo politico.

  • Nei confronti del Parlamento, cruciale è il rapporto di fiducia che si instaura tra i due organi. Affinché il CdM e il suo presidente siano legittimati a operare, è necessario il sostegno politico di entrambi i rami del Parlamento. È nel rapporto di fiducia parlamentare il fulcro di una forma di governo parlamentare, perché il Governo in tal modo si "responsabilizza" nei confronti delle Camere.
  • Il presidente della Repubblica ha il potere di nomina del presidente del Consiglio e dei suoi ministri.
  • La magistratura ordinaria è organizzata dal punto di vista amministrativo-strutturale dal Ministero della giustizia. Rimane fermo e necessario il carattere di indipendenza che gli organi giudiziari devono avere nei confronti degli altri organi dello stato, reso in modo palese dall'istituzione del Consiglio superiore della magistratura, che ha sottratto all'esecutivo qualunque potere effettivo su nomina, trasferimento, promozioni e sanzioni disciplinari dei magistrati ordinari.

I membri del CdM, anche se cessati dalla loro carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione di una delle Camere (art. 96 Costituzione).

Poteri[modifica | modifica wikitesto]

Essendo l'organo principale del potere esecutivo, il CdM ha come principale scopo l'attuazione di una determinata politica nazionale. Gli strumenti previsti dalla Costituzione con i quali questa viene portata avanti sono:

  • L'iniziativa legislativa

Il CdM ha il potere di presentare disegni di legge alle due Camere del Parlamento.

  • Il potere di decretazione

Il CdM può adottare due diversi tipi di decreti con forza di legge (cioè con un valore gerarchico normativo pariordinato alla legge): il decreto legge (in caso di urgenza) e il decreto legislativo (in caso di delega espressa ricevuta dal Parlamento). Un ampio utilizzo della decretazione fa traslare il potere legislativo dal Parlamento al CdM.

  • Il potere regolamentare

I ministri possono essere intesi in due modi diversi e coesistenti. Essi sono politicamente le figure supreme del potere esecutivo appoggiate dalla maggioranza parlamentare, ma sono anche i capi dell'amministrazione dello Stato, di quell'attività, cioè, che concretamente dà attuazione a un indirizzo politico. Come amministrazione il CdM e i singoli ministri possono emanare dei regolamenti, che sono atti normativi di rango secondario (disciplinati dalla legge n. 400 del 1988). Ciò vuol dire che i regolamenti contrastanti con un atto avente forza di legge (legge ordinaria, decreto legge, decreto legislativo) sono illegittimi e quindi possono essere disapplicati dal giudice ordinario e annullati dal giudice amministrativo.

Compiti del presidente e dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

  • Il presidente dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri.
  • I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

Componenti attuali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Meloni.
Presidenza del Consiglio
Membro Titolare Simbolo Dal
Meloni Official Portrait2022.jpg Giorgia Meloni Presidente del Consiglio dei ministri Flag of the Prime Minister of Italy.svg 22 ottobre 2022
Alfredo Mantovano - XV Legislatura Senato.jpg Alfredo Mantovano Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - Segretario del Collegio LogoGoverno.jpg 22 ottobre 2022
Ministri con portafoglio
Membro Titolare Simbolo Dal
Antonio Tajani March 2017.jpg Antonio Tajani Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale LogoMaeci.jpg 22 ottobre 2022
Matteo Piantedosi (cropped).jpg Matteo Piantedosi Ministro dell'interno Logo MinInterno.jpg 22 ottobre 2022
Carlo Nordio daticamera 2022.jpg Carlo Nordio Ministro della giustizia
LogoMinGius.jpg
22 ottobre 2022
Guido Crosetto foto ufficiale (cropped).jpg Guido Crosetto Ministro della difesa Flag of the Italian Defence minister.svg 22 ottobre 2022
Giancarlo Giorgetti daticamera 2022.jpg Giancarlo Giorgetti Ministro dell'economia e delle finanze Logo mef.svg 22 ottobre 2022
Adolfo Urso datisenato 2022 (cropped).jpg Adolfo Urso Ministro delle imprese e del made in Italy Logomimi.png 22 ottobre 2022
Francesco Lollobrigida datiCamera 2022.jpg Francesco Lollobrigida Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Logomasaf.png 22 ottobre 2022
Gilberto Pichetto Fratin (cropped).jpg Gilberto Pichetto Fratin Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Logomase.png 22 ottobre 2022
MatteoSalvini2018 (cropped).jpg Matteo Salvini Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Logomit2022.png 22 ottobre 2022
Marina Elvra Calderone (cropped).jpeg Marina Elvira Calderone Ministra del lavoro e delle politiche sociali LogoMLPS.jpg 22 ottobre 2022
Giuseppe Valditara (cropped).jpg Giuseppe Valditara Ministro dell'istruzione e del merito Logomim.png 22 ottobre 2022
Anna Maria Bernini 2019.jpg Anna Maria Bernini Ministra dell'università e della ricerca LogoMur.jpg 22 ottobre 2022
Gennaro Sangiuliano 2022 (cropped).jpg Gennaro Sangiuliano Ministro della cultura MiC - Ministero della Cultura.svg 22 ottobre 2022
Ministro Orazio Schillaci (cropped).jpg Orazio Schillaci Ministro della salute MinisteroSalute.jpg 22 ottobre 2022
Daniela Santanchè 2022 (cropped).jpg Daniela Santanchè Ministra del turismo LogoMiTu.jpg 22 ottobre 2022
Dipartimenti della Presidenza del Consiglio - Ministri senza portafoglio
Membro Titolare Simbolo Dal
Luca Ciriani datisenato 2022 (cropped).jpg Luca Ciriani Ministro per i rapporti con il Parlamento Logodiparappparl.jpg 22 ottobre 2022
Paolo Zangrillo 2022.jpg Paolo Zangrillo Ministro per la pubblica amministrazione LogoMIPA.jpg 22 ottobre 2022
Roberto Calderoli 2018 (cropped).jpg Roberto Calderoli Ministro per gli affari regionali e le autonomie Logodipartimentoaffariregionali.jpg 22 ottobre 2022
Nello Musumeci 2022 (cropped).jpg Nello Musumeci Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Logo Coesione.jpg 22 ottobre 2022
Raffaele Fitto daticamera 2022.jpg Raffaele Fitto Ministro per gli affari europei, il Sud e le politiche di coesione e il PNRR Logo Dipartimento Politiche Europee.png 22 ottobre 2022
Andrea Abodi (cropped).jpg Andrea Abodi Ministro per lo sport e i giovani Logo Giovanile.jpg 22 ottobre 2022
Eugenia Roccella daticamera 2022.jpg Eugenia Maria Roccella Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità LogoFamiglia.jpg 22 ottobre 2022
Locatelli Alessandra 2021 (cropped).jpg Alessandra Locatelli Ministra per le disabilità Logoministerodisabilità.jpg 22 ottobre 2022
Elisabetta Alberti Casellati cropped.jpg Maria Elisabetta Alberti Casellati Ministra per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa Logoriforme.png 22 ottobre 2022

Eventuali componenti aggiuntivi[modifica | modifica wikitesto]

I presidenti delle regioni a statuto speciale hanno diritto di partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri in cui si trattano questioni riguardanti interessi propri delle rispettive regioni. Mentre i presidenti di Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige hanno solo voto consultivo, al Presidente della Regione Siciliana è riconosciuto diritto di voto deliberativo e rango di ministro[3].

Presidenti delle Regioni a statuto Speciale
Membro Titolare Simbolo Dal
Renato Schifani datisenato 2018.jpg Renato Schifani Presidente della Regione Siciliana Sicilian Flag.svg 13 ottobre 2022
Christian Solinas datisenato 2018 crop.jpg Christian Solinas Presidente della Sardegna LogoSardegna.jpg 20 marzo 2019
Erik Lavevaz (cropped).jpg Erik Lavévaz Presidente della Valle d'Aosta Flag of Valle d'Aosta.svg 21 ottobre 2020
Massimiliano Fedriga daticamera 2018.jpg Massimiliano Fedriga Presidente del Friuli-Venezia Giulia Flag of Friuli-Venezia Giulia.svg 3 maggio 2018
Maurizio Fugatti daticamera 2018.jpg Maurizio Fugatti Presidente del Trentino-Alto Adige Flag of Trentino-South Tyrol.svg 7 luglio 2021

Elenco cronologico dei governi italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nella forma giuridica attuale
  2. ^ Ministri del governo: nomina e revoca, la prassi in Italia, su blog.openpolis.it, 4 aprile 2016.
  3. ^ Decreto Legislativo 21 gennaio 2004, n. 35, su camera.it.

Riferimenti normativi[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Caretti e Ugo De Siervo, Istituzioni di diritto pubblico, Torino, Giappichelli Editore, 1996, ISBN 88-348-6210-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]