Dipartimento per le politiche europee

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Dipartimento per le politiche europee
Logo Dipartimento Politiche Europee.png
StatoItalia Italia
TipoDipartimento della Presidenza del Consiglio dei ministri
Istituito1987
PredecessoreDipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie
RiformeDPR 14 maggio 2007 n. 91
Capo del dipartimentoDiana Agosti
Sottosegretario di StatoSandro Gozi
SedeRoma
IndirizzoPiazza Nicosia, 20 - 00187 Roma
Sito web

Il Dipartimento per le politiche europee (già delle politiche comunitarie, poi per il coordinamento delle politiche comunitarie) è uno dei dipartimenti della Presidenza del Consiglio, all'interno del governo Italiano; è la struttura di supporto al Presidente che opera nell'area funzionale dei rapporti del Governo con le istituzioni dell'Unione europea e della quale il Presidente si avvale per il coordinamento nella fase di predisposizione della normativa europea e per le attività inerenti all'attuazione degli obblighi assunti nell'ambito dell'Unione[1].

Nel Governo Renzi il dipartimento è affidato al sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri onorevole Sandro Gozi.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Vecchio emblema del Dipartimento politiche comunitarie

Il Dipartimento è stato istituito dalla legge del 16 aprile 1987, n. 183, e ha sede a Roma, in Piazza Nicosia n. 20. Già dal governo Fanfani VI era previsto un ministro senza portafoglio relativo a tale ambito, ma non fu mai nominato, le relative funzioni rimanendo nelle mani del ministro degli esteri di allora, Giulio Andreotti; fu dunque col governo Goria che giurò nelle mani del presidente Cossiga il primo ministro senza portafoglio destinato a tale ufficio, il socialdemocratico Antonio La Pergola, il quale presentò la prima legge destinata all'organico recepimento della legislazione comunitaria nell'ordinamento italiano, la Legge Le Pergola. Con la legge 4 febbraio 2005, n. 11, recante Norme generali sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione Europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari, il Dipartimento venne potenziato, prevedendo la sua ristrutturazione con il DPCM 9 ottobre 2006, ma soprattutto col DPR 14 maggio 2007 n. 91. A partire dal governo Berlusconi IV il dipartimento ha assunto l'attuale denominazione, nel 2012 il governo Monti ha compiuto l'ultima ridefinizione delle competenze e della struttura del dipartimento.

Competenze[modifica | modifica wikitesto]

Il Dipartimento, in particolare:

  • svolge le attività di coordinamento ai fini della definizione della posizione italiana da sostenere, d'intesa con il Ministero degli affari esteri, in sede di Unione Europea
  • monitora il processo decisionale europeo
  • assicura al Parlamento, alle Regioni ed agli enti locali l'informazione sulle attività dell'Unione
  • assicura, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, il coordinamento dell'attuazione in Italia della strategia 'UE 2020'
  • cura, d'intesa con il Ministero degli affari esteri, i rapporti con le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione
  • segue le politiche del mercato interno e della concorrenza
  • cura e segue la predisposizione, l'approvazione e l'attuazione delle leggi e degli altri provvedimenti di adeguamento dell'ordinamento italiano alle norme europee
  • segue il precontenzioso e il contenzioso dell'Unione europea, adoperandosi per prevenirlo
  • promuove l'informazione sulle attività dell'Unione e coordina e promuove, in materia, le iniziative di formazione e di assistenza tecnica

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Dipartimento è suddiviso in uffici di diretta collaborazione e uffici propri del dipartimento. Gli uffici di diretta collaborazione sono:

  • Capo di Gabinetto
  • Segretaria particolare
  • Capo ufficio legislativo
    • Vice capoufficio legislativo
  • Consigliere diplomatico
  • Consiglieri (coadiuvano il Ministro nella trattazione delle questioni, in particolare, di carattere economico, giuridico e di contabilità pubblica)

La struttura del Dipartimento è coordinata dal Capo dipartimento.

Il Dipartimento si articola in due Uffici, cui sono preposti coordinatori con incarico di funzione di livello dirigenziale generale, e in otto Servizi, cui sono preposti coordinatori con incarico di funzione di livello dirigenziale:

  • Ufficio per la cittadinanza europea, il mercato interno e gli affari generali
    • Servizio I – Informazione e comunicazione
    • Servizio II – Mercato interno I
    • Servizio III – Mercato interno II
    • Servizio IV - Affari generali
  • Ufficio per il coordinamento delle politiche dell'Unione Europea
    • Servizio I – Segreteria del comitato interministeriale I
    • Servizio II – Segreteria del comitato interministeriale II
    • Servizio III – Affari parlamentari e Corte di Giustizia UE
    • Servizio IV – Aiuti di Stato

Nucleo della Guardia di finanza per la repressione delle frodi comunitarie[modifica | modifica wikitesto]

Dipende funzionalmente dal Capo del dipartimento, e gerarchicamente dal Comando militare preposto, il Nucleo operativo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi comunitarie. Esso svolge attività di assistenza del Comitato omologo, istituito ai sensi dell'art. 76, della legge 19 febbraio 1992, n. 142.

Struttura di missione per le procedure d'infrazione alla normativa UE[modifica | modifica wikitesto]

È una struttura di missione con i compiti di prevenire l'insorgere del contenzioso UE e di rafforzare il coordinamento delle attività volte alla risoluzione delle procedure d'infrazione alle normative dell'Unione Europea.

Elenco dei ministri per gli affari europei[modifica | modifica wikitesto]

Ministri per le politiche comunitarie della Repubblica Italiana
Nell'elenco, i ministri dal 1987, dal governo Goria in poi, nelle successive e diverse denominazioni del Dipartimento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]