Governo Monti

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Governo Monti
Il Presidente del Consiglio incaricato Mario Monti (cropped).jpg
Stato Italia Italia
Presidente del Consiglio Mario Monti
(Indipendente, dal 28/12/12 Scelta Civica)
Coalizione (appoggio esterno)
IdV (fino al 16/12/2011), PdL (fino al 6/12/2012 e di nuovo dal 20/12/2012[1]), PD, UdC, FLI, ApI, Radicali Italiani, MpA, Fareitalia, PID, PLI, PRI, Liberal Democratici, AdC, PSI, MAIE
Legislatura XVI Legislatura
Giuramento 16 novembre 2011
Dimissioni 21 dicembre 2012
Governo successivo Letta
28 aprile 2013

Il Governo Monti è stato il sessantunesimo governo della Repubblica Italiana, il secondo ed ultimo della XVI Legislatura. È rimasto in carica dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013, per un totale di 529 giorni, ovvero 1 anno, 5 mesi e 12 giorni. Il governo è stato nominato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 16 novembre 2011 in seguito alle dimissioni di Silvio Berlusconi del 12 novembre e la caduta del suo IV Governo.

Monti, al momento della formazione del suo Governo, era considerato da alcuni osservatori un "tecnico",[2] non avendo egli mai fatto parte di alcun partito, né del parlamento italiano prima del 9 novembre 2011, quando è stato nominato senatore a vita dallo stesso Napolitano.[3] Secondo altri osservatori gli incarichi ricoperti prima nella Commissione Santer, nel ruolo di Commissario europeo per il mercato interno e i servizi (1995-1999) e poi nella Commissione Prodi, come Commissario europeo per la concorrenza (1999-2004), lo avrebbero reso un politico a tutti gli effetti.[4][5][6]

Il governo Monti è stato il secondo governo tecnico[7] nella storia repubblicana dopo il governo Dini. Il Governo Monti viene giudicato un governo tecnico d'emergenza dalla stampa internazionale.[8][9][10][11][12] nell'ambito della forte crisi economica che avvolge il paese assieme ad altri paesi dell'eurozona. Il nuovo Presidente del Consiglio, durante il primo discorso al Senato, ha definito il suo un "governo di impegno nazionale".[13][14][15]

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 17 novembre 2011 con 281 voti favorevoli, 25 contrari e nessun astenuto[16]. Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 18 novembre 2011 con 556 voti favorevoli, 61 contrari e nessun astenuto[17].

Diede le dimissioni il 21 dicembre 2012, rimanendo in carica per l'ordinaria amministrazione fino all'insediamento del nuovo governo di grande coalizione presieduto da Enrico Letta. Anche per le difficoltà di formazione di un nuovo governo successivo alle elezioni del 24/25 febbraio 2013, è rimasto in carica con i poteri di governo dimissionario per oltre quattro mesi (per la precisione 128 giorni), un primato nella storia dei governi repubblicani. Viene per lo più ricordato per le misure di austerità introdotte per fronteggiare nel breve periodo la crisi del debito scongiurando il rischio di default, spesso però fonte di forti critiche da parte dell'opposizione e dei sindacati come nel caso della discussa riforma Fornero.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei Deputati[18] Seggi
Il Popolo della Libertà
Partito Democratico
Unione di Centro
Futuro e Libertà per l'Italia
Popolo e Territorio
Alleanza per l'Italia
PLI
MpA-Alleati per il Sud
Fareitalia
Repubblicani-Azionisti
Liberal Democratici-MAIE
Autonomia Sud
Minoranze linguistiche
Altri[19]
Totale Maggioranza
212
206
38
26
23
6
5
4
4
3
3
3
3
14
550
Lega Nord
Italia dei Valori
Totale Opposizione
59
21
80
Totale 630
Senato della Repubblica[18] Seggi
Il Popolo della Libertà
Partito Democratico
UdC-SVP e Autonomie
ApI-FLI-Centro Democratico
CN-Io Sud-Forza del Sud
Movimento per le Autonomie
Partecipazione Democratica
Partito Repubblicano Italiano
Altri[19]
Totale Maggioranza
128
106
15
13
12
2
1
1
7
285
Lega Nord
Italia dei Valori
Totale Opposizione
25
12
37
Totale 322
Il Governo Monti con Giorgio Napolitano il giorno del giuramento.

La composizione del Consiglio dei ministri è stata comunicata da Mario Monti il 16 novembre 2011, contemporaneamente allo scioglimento della riserva dell'incarico affidatogli dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 13 novembre 2011.

Esso consta di 13 ministeri. I ministri sono diciassette, di cui sei senza portafoglio, dal momento che Monti ha assunto (fino all'11 luglio 2012) anche l'incarico di ministro dell'Economia e delle Finanze e che altri ministri detengono più ministeri.[20] In particolare, quattordici sono uomini e tre sono donne (queste ultime alla guida di dicasteri chiave: Interno, Giustizia e Lavoro). Nove ministri provengono dal Nord Italia (sei dalla Lombardia, uno dalla Liguria, uno dal Piemonte e uno dall'Emilia-Romagna), cinque dal Centro (di cui quattro da Roma) e tre dal Sud Italia. L'età media dei membri del governo è di poco superiore ai 63 anni.

Nella compagine governativa sono presenti sette professori universitari, cinque dottori generici, un avvocato, un magistrato, un professore-avvocato, un banchiere (Corrado Passera), due giuristi, un prefetto (Anna Maria Cancellieri), un ambasciatore e un ammiraglio (Giampaolo Di Paola), ma nessun politico di professione.[21]

Al momento della nomina Di Paola era presidente del Comitato militare della NATO,[22] carica dalla quale si è dimesso il 18 novembre 2011.[23] In precedenza Di Paola era stato Capo di stato maggiore della difesa (2004-2008).[24] Di Paola è l'unico caso nella storia della Repubblica di un militare ancora in servizio a diventare ministro[25] ed è il secondo militare ad aver ricevuto l'incarico di guidare il ministero della Difesa[26] (la prima volta fu nel 1995, quando il generale Domenico Corcione entrò a far parte del Governo Dini).[27][28] La pratica di avere militari al governo è comunque stata frequente nella storia dell'Italia unita: fino al 1948 era prassi che a loro fossero affidati i ministeri della Guerra e della Marina militare.[29]

Per la prima volta nella storia della Repubblica una donna (Paola Severino) presiede il ministero della Giustizia,[30] mentre prima d'ora gli incarichi di Ministro dell'Interno e di Ministro del Lavoro erano già stati ricoperti da donne (rispettivamente Rosa Russo Iervolino nel 1998-1999[31] e Tina Anselmi nel 1976-1978).[32]

Del Governo Monti fanno parte due ministri di famiglia aristocratica: il bergamasco Giulio Terzi di Sant'Agata e il napoletano Filippo Patroni Griffi.[33]

Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Mario Monti (SC dal 28/12/2012)

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Catricalà, segretario del Consiglio dei Ministri con delega (fino al 19/01/2012) al Coordinamento Amministrativo
Carlo Malinconico, con delega all'Editoria - fino al 10/01/2012
Paolo Peluffo, con delega all'Informazione, alla Comunicazione e (dal 19/01/2012) all'Editoria e al Coordinamento Amministrativo
Gianni De Gennaro, con delega alle Informazioni per la Sicurezza, Autorità Delegata per la Sicurezza della Repubblica - dall'11/05/2012

Ministri senza portafoglio[modifica | modifica wikitesto]

Rapporti con il Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Dino Piero Giarda (con delega all'Attuazione del Programma di Governo)
Sottosegretari Giampaolo D'Andrea (PD)
Antonio Malaschini

Affari regionali, turismo e sport[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Piero Gnudi

Coesione territoriale[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Fabrizio Barca (PD dall'11/04/2013)

Affari europei[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Enzo Moavero Milanesi (SC dal 4/01/2013)

Pubblica amministrazione e semplificazione[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Filippo Patroni Griffi (con delega alle Riforme istituzionali)

Cooperazione internazionale e integrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Andrea Riccardi (con delega alle Politiche per la Famiglia, alla Gioventù, alle Politiche antidroga e al Servizio Civile) (SC dal 04/01/2013)

Ministeri[modifica | modifica wikitesto]

Affari esteri[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giulio Terzi di Sant'Agata - fino al 26/03/2013
ad interim Mario Monti - dal 26/03/2013[34]
Viceministri Marta Dassù - dal 27/03/2013
Staffan de Mistura - dal 27/03/2013[34]
Sottosegretari Marta Dassù - fino al 27/03/2013
Staffan de Mistura - fino al 27/03/2013[34]

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Anna Maria Cancellieri
Sottosegretari Carlo De Stefano
Giovanni Ferrara
Saverio Ruperto

Giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Paola Severino
Sottosegretari Salvatore Mazzamuto
Andrea Zoppini - fino al 15/05/2012
Antonino Gullo - dal 06/07/2012
Sabato Malinconico - dal 06/07/2012

Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giampaolo Di Paola (militare)
Sottosegretari Filippo Milone
Gianluigi Magri (UdC)

Economia e finanze[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Mario Monti - fino all'11/07/2012
Vittorio Grilli - dall'11/07/2012
Viceministro Vittorio Grilli - fino all'11/07/2012
Sottosegretari Vieri Ceriani
Gianfranco Polillo (PRI)

Sviluppo economico[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Corrado Passera
Sottosegretari Claudio De Vincenti (PD)
Massimo Vari

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Corrado Passera
Viceministro Mario Ciaccia
Sottosegretario Guido Improta (API)

Lavoro e politiche sociali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Elsa Fornero (con delega alle Pari opportunità)
Viceministro Michel Martone
Sottosegretario Maria Cecilia Guerra (PD)

Istruzione, università e ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Francesco Profumo (con delega all'Innovazione tecnologica)
Sottosegretari Elena Ugolini
Marco Rossi-Doria

Beni e attività culturali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Lorenzo Ornaghi
Sottosegretario Roberto Cecchi

Salute[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Renato Balduzzi (SC dal 4/01/2013)
Sottosegretario Adelfio Elio Cardinale

Ambiente e tutela del territorio e del mare[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Corrado Clini
Sottosegretario Tullio Fanelli

Politiche agricole alimentari e forestali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Mario Catania (SC dal 4/01/2013)
Sottosegretario Franco Braga

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

2011[modifica | modifica wikitesto]

Novembre[modifica | modifica wikitesto]

  • 8 novembre 2011 - Al secondo tentativo, la Camera dei deputati approva in viadefinitiva il Rendiconto Generale del Bilancio dello Stato con 308 sì, 0 no e 1 astenuto. Le opposizioni, presenti in Aula per garantire il numero legale, non partecipano al voto. In serata, dopo un colloquio tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quest'ultimo annuncia in un comunicato che il Presidente del Consiglio, privo ormai della maggioranza alla Camera (che è di 316 voti), rimetterà il mandato al Capo dello Stato dopo l'approvazione della legge di stabilità.[35]
  • 9 novembre 2011 - Mentre lo spread tra i tassi sui BTP decennali emessi dal Governo italiano e quelli dei Bund emessi dal governo tedesco aumenta fino a toccare 575 punti base, con i tassi d'interesse superiori al 7%,[36] il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nomina il professor Mario Monti senatore a vita. La nomina viene largamente interpretata come un segnale alle forze politiche e ai mercati finanziari internazionali.[37] La Camera approva in via definitiva (con 294 sì e 1 no) la Legge di assestamento del Bilancio. Le opposizioni non partecipano al voto.
  • 11 novembre 2011 - Il Senato approva (con 156 sì, 12 no e 1 astenuto) la Legge di Stabilità 2012. Viene inoltre approvata (con 153 sì, 11 no e 3 astenuti) la Legge di Bilancio. Le opposizioni non partecipano al voto, ad eccezione dell'Italia dei Valori, che vota contro.
  • 12 novembre 2011 - La Camera approva in via definitiva (con 380 sì, 26 no e 2 astenuti) la Legge di Stabilità 2012. Subito dopo è approvata in via definitiva (con 379 sì, 26 no e 2 astenuti) la Legge di Bilancio[38]. In serata, il Presidente del Consiglio Berlusconi si reca al Quirinale e rassegna le dimissioni.[39]
  • 13 novembre 2011 - Il presidente della Repubblica avvia le consultazioni con i presidenti di Camera e Senato e le forze politiche[40] e in serata affida l'incarico al professor Mario Monti, che accetta come da prassi con riserva[41] e apre la fase di consultazioni con i gruppi parlamentari, le parti sociali, gli enti locali e con lo stesso presidente della Repubblica.[42]
  • 16 novembre 2011 - Monti scioglie la riserva e annuncia la lista dei ministri, dichiarando di aver deciso di non includere personalità politiche nella lista, per non suscitare conflittualità tra i partiti, di opposto orientamento politico, che si sono impegnati a votare la fiducia al nuovo Governo.[43] Il governo Monti presta quindi giuramento nelle mani del Capo dello Stato presso il Quirinale.[44] I ministri della Difesa Di Paola e degli Esteri, Terzi di Sant'Agata, momentaneamente all'estero, giureranno nei giorni successivi, appena rientrati in Italia.
  • 17 novembre 2011 - Il governo ottiene la fiducia al Senato con 281 sì, 25 no e nessun astenuto (su 306 votanti), maggioranza mai registrata al Senato in un voto di fiducia a un Governo.[16]
  • 18 novembre 2011 - Il governo ottiene la fiducia alla Camera con 556 sì, 61 no e nessun astenuto (su 617 votanti), maggioranza mai registrata alla Camera in un voto di fiducia a un Governo.[17]
  • 24 novembre 2011 - A Strasburgo incontro trilaterale tra la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il presidente del Consiglio italiano Mario Monti, per analizzare la situazione dei mercati in Europa.[45]
  • 25 novembre 2011 - Il Consiglio dei ministri conferisce ai ministri senza portafoglio Piero Gnudi e Dino Piero Giarda rispettivamente le deleghe agli Affari Regionali e all'Attuazione del Programma di Governo.[46]
  • 28 novembre 2011 - Vengono assegnati gli incarichi di viceministri e sottosegretari. Filippo Patroni Griffi viene inoltre nominato ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione.[47]
  • 29 novembre 2011 - A Palazzo Chigi, giurano i viceministri e i sottosegretari; al Quirinale giura invece Filippo Patroni Griffi. La Presidenza del Consiglio comunica che il viceministro Vittorio Grilli è permanentemente invitato a partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri.[48]
  • 30 novembre 2011 - La Camera approva (con 464 sì, 0 no e 6 astenuti) il ddl costituzionale contenente il pareggio di bilancio in Costituzione

Dicembre[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 dicembre 2011 - Il Consiglio dei Ministri vara mediante decreto-legge(il cosiddetto "decreto Salva Italia") la manovra fiscale anticrisi, che si articola in tre capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La manovra prevede un gettito lordo di circa 30 miliardi di euro in 3 anni. Le maggiori modifiche sono state attuate in campo fiscale.
  • 15 dicembre 2011 - Il Senato approva (con 255 sì, 0 no e 14 astenuti) il ddl costituzionale contenente il pareggio di bilancio in Costituzione.
  • 16 dicembre 2011 - La Camera approva (con 402 sì, 75 no e 22 astenuti), il decreto Salva-Italia, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. L'Italia dei Valori passa all'opposizione.
  • 22 dicembre 2011 - Il Senato approva in via definitiva (con 257 sì e 41 no) il decreto Salva-Italia, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.

2012[modifica | modifica wikitesto]

Gennaio[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 gennaio 2012 - Si dimette il primo esponente del governo: il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria Carlo Malinconico rassegna le dimissioni dopo soli 42 giorni di mandato in seguito a uno scandalo che lo vedrebbe coinvolto per alcune vacanze che gli sarebbero state pagate nel 2007 e nel 2008 dall'imprenditore Francesco De Vito Piscicelli.[49]
  • 11 gennaio 2012 - La Camera approva (con 488 sì e 0 no) il ddl Casson sulla criminalità informatica, già approvato dal Senato nel marzo 2011.
  • 17 gennaio 2012 - La Camera approva (con 424 sì, 58 no e 45 astenuti) la prima risoluzione unitaria di maggioranza firmata da Pdl-Pd-Udc-Fli-Api dopo la relazione annuale del ministro della Giustizia Paola Severino sullo stato della giustizia in Italia. Sono invece respinte le risoluzioni separate di Lega, IdV e Radicali. Lo stesso giorno la Lega presenta una mozione di sfiducia individuale al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera per "manifesta incapacità di creare sviluppo nel nostro paese".[50]
  • 20 gennaio 2012 - Viene approvato dal Consiglio dei ministri il decreto legge contenente misure volte a liberalizzare vari settori economici. Lo stesso giorno, in aggiunta a quelle già conferitegli, vengono assegnate al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Paolo Peluffo le deleghe in materia di editoria, diritto d'autore e attuazione delle relative politiche, deleghe precedentemente attribuite a Carlo Malinconico. Viene inoltre nominata portavoce del presidente e del Governo la dottoressa Elisabetta Olivi.
  • 25 gennaio 2012 - Al Senato il premier Monti riferisce sulla politica europea che il Governo intende adottare a livello comunitario. Viene inoltre approvato un emendamento della Lega (con parere favorevole del Governo) alla mozione di maggioranza unitaria in riferimento alle radici giudaico-cristiane che vede il voto favorevole di Pdl-Udc-Fli-Api-Mpa-Cn mentre la contrarietà di Pd e Idv. Spazio inoltre alla richiesta di impegno al Governo per la formazione di un'agenzia di rating europea, sull'introduzione della Tobin Tax - si pone anche l'accento sulla necessità di convincere la Gran Bretagna -, la messa a punto di strumenti innovativi di finanziamento allo sviluppo, come gli eurobond. Infine, una sollecitazione a lavorare in Ue per una nuova prospettiva federalista «che superi il metodo troppo intergovernativo oggi dominante».[51] Il Senato approva in seguito (con 226 sì, 40 no e 8 astenuti) il decreto Severino, sul sovraffollamento delle carceri.
  • 26 gennaio 2012 - La Camera accorda al governo (con 469 sì, 74 no e 5 astenuti) la fiducia sull'approvazione del decreto Milleprorghe 2012.
  • 31 gennaio 2012 - La Camera approva (con 449 sì, 78 no e 11 astenuti) il decreto Milleproroghe 2012.

Febbraio[modifica | modifica wikitesto]

  • 2 febbraio 2012 - La Camera approva la Legge Comunitaria 2011. Approvato anche l'emendamento della Lega Nord a scrutinio segreto sulla responsabilità civile dei magistrati nonostante parere negativo del Governo. Un ulteriore contestato emendamento leghista alla Comunitaria che conteneva alcune previsioni ricalcate sul cosiddetto "Stop Online Piracy Act" (SOPA) che avrebbe imposto maggiori oneri e responsabilità sui provider Internet, caricandoli di doveri di rimozione a semplice richiesta dei sedicenti titolari di diritti lesi, è respinto con voto contrario di tutti i gruppi eccetto la Lega.
  • 3 febbraio 2012 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente misure per la semplificazioni amministrative e burocratiche, nonché misure per lo sviluppo ("decreto semplificazioni e sviluppo")
  • 7 febbraio 2012 - La Commissione Giustizia del Senato approva in via definitiva il ddl Casson, sulla criminalità informatica. La Commissione aveva in precedenza deliberato di non procedere all'esame in Aula, ma di approvare il testo direttamente in commissione.
  • 9 febbraio 2012 - La Camera accorda al governo (con 420 sì, 78 no e 35 astenuti) la fiducia sull'approvazione del decreto Severino.
  • 14 febbraio 2012 - La Camera approva in via definitiva (con 385 sì, 105 no e 26 astenuti) il decreto Severino. Per la prima volta le opposizioni riescono a superare quota 100 deputati grazie ai deputati di partiti della maggioranza che si sono espressi in contrasto con i loro gruppi votando con i deputati della Lega Nord, dell'Italia dei Valori, di Noi Sud e della Svp. Hanno negato il loro sì all'approvazione finale del ddl gli 11 deputati del Pdl, i 6 di Popolo e Territorio e i 2 di Fare Italia che sulla fiducia si erano astenuti aggiungendosi ai loro colleghi che avevano già detto no al Governo. Il Senato approva (con 255 sì e 34 no) il decreto Milleproroghe, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 23 febbraio 2012 - La Camera accorda al governo (con 477 sì, 75 no e 7 astenuti) la fiducia sull'approvazione del decreto Milleproroghe 2012. Tornano ad accordare la fiducia dopo essersi astenuti nell'ultimo voto Popolo e Territorio e Radicali del Pd facendo incrementare i voti a favore dell'esecutivo. Subito dopo il decreto è approvato in via definitiva con 336 sì, 61 no e 13 astenuti.
  • 24 febbraio 2012 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente misure per la semplificazione fiscale ("decreto semplificazione fiscale")

Marzo[modifica | modifica wikitesto]

  • 1º marzo 2012 - Il Senato approva (con 237 sì, 33 no e 2 astenuti) il decreto sulle liberalizzazioni, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. Tra le misure più importanti il pagamento dell'IMU sulle attività commerciali della Chiesa, la nascita della nuova Autorità di regolazione dei trasporti che si occuperà di metodologie di incentivazione della concorrenza, efficienza produttive e contenimento dei costi, criteri per la fissazione da parte dei soggetti competenti delle tariffe e dei canoni e la separazione tra Eni e Snam Rete Gas. Per protesta contro un emendamento PD che annulla le commissioni bancarie sulle linee di credito l'intero comitato di presidenza dell'Associazione bancaria italiana si dimette.
  • 6 marzo 2012 - La Camera approva (con 489 sì, 3 no e 19 astenuti) il ddl costituzionale contenente il pareggio di bilancio in Costituzione
  • 8 marzo 2012 - La Camera accorda al governo (con 479 sì, 75 no e 7 astenuti) la fiducia sull'approvazione del decreto semplificazioni.
  • 13 marzo 2012 - La Camera approva (con 442 sì e 52 no) il decreto semplificazioni e sviluppo.
  • 14 marzo 2012 - Il Senato ratifica (con 243 sì, 0 no e 4 astenuti) la Convenzione penale sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999.
  • 15 marzo 2012 - Il Consiglio dei Ministri approva il decreto-legge sulle privatizzazioni.
  • 16 marzo 2012 - Il Consiglio dei Ministri approva il decreto-legge contenente la riforma del catasto, interventi sui rapporti tra fisco e contribuente e la revisione della tassazione in funzione della crescita ("decreto semplificazioni fiscali")
  • 21 marzo 2012 - La Camera accorda al governo (con 449 sì, 79 no e 29 astenuti) la fiducia sull'approvazione del decreto liberalizzazioni.
  • 22 marzo 2012 - La Camera approva in via definitiva (con 365 sì, 61 no e 6 astenuti) il decreto liberalizzazioni.
  • 23 marzo 2012 - Il Consiglio dei ministri approva salvo intese[52] dopo numerosi tavoli di incontro con le parti sociali il disegno di legge contenente la riforma del mercato del lavoro. Tra le novità introdotte ci sono nuovi ammortizzatori sociali, la valorizzazione dell'apprendistato e alcune misure mirate all'occupazione giovanile. Duramente criticata la proposta di modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che in caso di licenziamento per motivi economici prevedeva per il lavoratore esclusivamente la possibilità di indennizzo, senza possibilità di reintegro. Il 5 aprile il Governo ha annullato la modifica come chiesto espressamente da CGIL, CISL, UGL e dal Partito Democratico.[53]
  • 29 marzo 2012 - Il Senato approva (con 246 sì, 33 no e 2 astenuti) il decreto semplificazioni e sviluppo.

Aprile[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 aprile 2012 - La Camera approva in via definitiva (con 394 sì, 49 no e 21 astenuti) il decreto semplificazioni e sviluppo. Il Senato approva (con 241 sì, 29 no e 2 astenuti) il decreto semplificazioni fiscali, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 11 aprile 2012 - La Camera approva (con 401 sì, 42 no e 2 astenuti) il decreto privatizzazioni.
  • 17 aprile 2012 - Il Senato approva in via definitiva (con 235 sì e 11 no e 34 astenuti) il ddl contenente il pareggio di bilancio in Costituzione, che diviene norma costituzionale.
  • 19 aprile 2012 - La Camera accorda al governo (con 459 sì, 71 no e 10 astenuti) la fiducia sull'approvazione del decreto semplificazioni fiscali. Subito dopo il decreto è approvato con 445 sì, 69 no e 14 astenuti.
  • 24 aprile 2012 - Il Senato approva in via definitiva (con 228 sì, 29 no e 2 astenuti) il decreto semplificazioni fiscali.
  • 30 aprile 2012 - Il Consiglio dei ministri vara un decreto-legge contenente misure per razionalizzare la spesa pubblica ("decreto razionalizzazione spesa pubblica"). Viene inoltre varato il decreto di riordino della protezione civile.

Maggio[modifica | modifica wikitesto]

  • 8 maggio 2012 - La Camera approva (con 494 sì, 0 no e 1 astenuto) il ddl Palumbo, riguardante il trapianto di organi tra i vivi. Viene inoltre approvato (con 372 sì, 21 no e 48 astenuti) il ddl Amici, sulla parità di genere ne Consigli Regionali.
  • 9 maggio 2012 - Per evitare l'aumento di 2 punti delle aliquote IVA previsto dal ddl "salva Italia" Monti nomina un commissario che affiancherà il ministro per i rapporti col parlamento Giarda nella revisione della spesa pubblica per reperire 4,2 miliardi del mancato gettito IVA. L'incarico viene affidato a Enrico Bondi, commissario straordinario per il risanamento Parmalat dopo il crac del 2003. Inoltre il Governo nomina l'ex premier Giuliano Amato consulente per la disciplina dei partiti e l'economista e editorialista del Corriere della Sera Francesco Giavazzi consulente per gli aiuti alle imprese. Il Senato approva in via definitiva (con 246 sì, 0 no e 20 astenuti) il decreto privatizzazioni.
  • 11 maggio 2012 - Il Consiglio dei ministri vara il decreto editoria.
  • 22 maggio 2012 - Nuovo ingresso nel Governo: il direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS) Gianni De Gennaro è nominato nuovo sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai Servizi Segreti e alla sicurezza della Repubblica. Il nuovo direttore del DIS che succede a De Gennaro sarà l'ambasciatore Giampiero Massolo, già Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri.
  • 16 maggio 2012 - Il Consiglio dei ministri vara un decreto-legge contenente la nuova riforma di riordino della Protezione Civile.
  • 15 maggio 2012 - Si dimette dal Governo il sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia Andrea Zoppini indagato dalla Procura di Verbania per frode fiscale e dichiarazione fraudolenta che avrebbe fornito il suo aiuto ad alcuni imprenditori del novarese per realizzare una frode fiscale a carattere transnazionale. Zoppini è stato il secondo esponente a dimettersi dal Governo dopo l'ex sottosegretario all'Editoria Carlo Malinconico.
  • 23 maggio 2012 - Il Consiglio dei ministri approva il ddl sugli esodati che riguarderebbe secondo i tecnici del Ministero del Lavoro 65 mila persone mentre secondo precedenti stime dell'INPS il numero sarebbe stato pari a 130 mila persone. Il ministro Fornero ribadisce che nonostante gli sforzi del Governo la copertura non potrà essere per tutti.
  • 24 maggio 2012 - Il Consiglio dei ministri approva il ddl di revisione del Patto di bilancio europeo. La Camera approva (con 291 sì, 78 no e 17 astenuti) il ddl Iannaccone, che riduce il finanziamento pubblico ai partiti.
  • 30 maggio 2012 - A seguito del terremoto dell'Emilia del 20 e 29 maggio il Consiglio dei ministri approva il decreto legge che istituisce lo stato di emergenza, il rinvio a settembre dei versamenti fiscali, l'aumento di 2 centesimi di euro dell'accisa sulla benzina, la deroga al patto di stabilità per i comuni interessati. Viene inoltre previsto che siano devoluti in favore delle popolazioni colpite i ricavi del taglio del 50% ai rimborsi dei partiti. Commissario del Governo delegato alla ricostruzione viene nominato Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna.
  • 30 maggio 2012 - Il governo pone al Senato quattro questioni di fiducia su altrettanti maxi-emendamenti alla riforma del mercato del lavoro. Il Senato approva due delle quattro questioni di fiducia: la prima è approvata con 239 sì, 35 no e 1 astenuto; la seconda con 246 sì e 34 no.
  • 31 maggio 2012 - Il Senato approva le ultime due questioni di fiducia sui maxi-emendamenti alla riforma del mercato del lavoro. La prima è approvata con 239 sì, 35 no e 1 astenuto; la seconda con 238 sì, 33 no e 1 astenuto. In seguito il Senato approva il disegno di legge con 231 sì, 33 no e 9 astenuti.

Giugno[modifica | modifica wikitesto]

  • 7 giugno 2012 - Il Senato approva (con 236 sì, 5 no e 30 astenuti) il decreto razionalizzazione spesa pubblica.
  • 9 giugno 2012 - Il presidente del Consiglio Mario Monti designa i nomi dei nuovi rappresentanti dei vertici Rai proponendo il vice direttore della Banca d'Italia Anna Maria Tarantola come presidente e l'ex amministratore delegato di Wind Luigi Gubitosi come direttore generale. Inoltre Monti, in qualità di ministro dell'economia, designa Marco Pinto come nuovo consigliere RAI in quota ministeriale.[54]
  • 12 giugno 2012 - A seguito delle turbolenze sui mercati finanziari che riaccendono l'attacco speculativo nei confronti dell'Italia nonostante la decisione dell'Unione europea di stanziare 100 miliardi di euro per superare la crisi delle banche spagnole, il premier Monti decide di incontrare i tre leader della maggioranza Alfano (PdL), Bersani (Pd) e Casini (UdC) che confermano pieno sostegno al governo ricevendo dal premier l'invito ad accelerare le riforme. A seguito delle polemiche scaturite dalla pubblicazione su alcuni organi di stampa di un rapporto dell'INPS contenente valutazioni relative al numero dei lavoratori esodati dopo la riforma pensionistica del dicembre 2011 difformi da quanto previsto dal decreto di copertura del governo, l'opposizione presenta una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro del Lavoro Elsa Fornero.
  • 14 giugno 2012 - Dopo pesanti modifiche da parte del governo, la Camera approva (con 354 sì, 25 no e 102 astenuti) il ddl anticorruzione presentato dal Governo Berlusconi IV.
  • 15 giugno 2012 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente misure per la crescita del Paese ("decreto crescita")
  • 20 giugno 2012 - La Camera approva (con 444 sì, 45 no e 11 astenuti) il decreto protezione civile. Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente misure per la pubblica sicurezza ("decreto sicurezza").
  • 21 giugno 2012 - La Camera ratifica in via definitiva (con 424 sì, 0 no e 1 astenuto) la Convenzione civile sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 4 novembre 1999, gia ratificata dal Senato nel 2010. Viene inoltre ratificata in via definitiva (con 441 sì, 0 no e 3 astenuti) la Convenzione penale sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999.
  • 25 giugno 2012 - Il governo pone alla Camera quattro questione di fiducia sui quattro articoli della riforma del mercato del lavoro.
  • 26 giugno 2012 - La Camera approva due delle quattro questioni di fiducia sulla riforma del mercato del lavoro. La prima è approvata con 456 sì, 77 no e 19 astenuti; la seconda è approvata con 430 sì, 74 no e 11 astenuti.
  • 27 giugno 2012 - Il Senato approva (con 232 sì, 18 no e 30 astenuti) il decreto editoria. La Camera approva le due restanti questioni di fiducia sulla riforma del mercato del lavoro. La prima è approvata con 447 sì, 76 no e 27 astenuti; la seconda con 438 sì, 75 no e 28 astenuti. In seguito la Camera approva in via definitiva la riforma con 393 sì, 74 no e 46 astenuti.

Luglio[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 luglio 2012 - La Camera approva (con 387 sì, 20 no e 47 astenuti) il decreto razionalizzazione spesa pubblica.
  • 4 luglio 2012 - La Camera respinge (con 88 sì, 435 no e 18 astenuti), la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro del Lavoro Elsa Fornero.[55] Il Senato approva in via definitiva (con 203 sì, 9 no e 33 astenuti) il decreto razionalizzazione spesa pubblica.
  • 5 luglio 2012 - Il Senato approva in via definitiva (con 187 sì, 17 no e 22 astenuti) il ddl Iannaccone sul finanziamento pubblico ai partiti. Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente misure per la riduzione della spesa pubblica ("decreto spesa pubblica")
  • 6 luglio 2012 - Vengono nominati due nuovi sottosegretari alla Giustizia: Antonino Gullo e Sabato Malinconico.
  • 11 luglio 2012 - Monti lascia l'incarico di ministro dell'Economia e delle Finanze, che viene assunto da Vittorio Grilli,[56] sino a quel momento viceministro. Il Senato approva in via definitiva il decreto protezione civile.
  • 12 luglio 2012 - La Camera approva in via definitiva (con 454 sì, 22 no e 15 astenuti) il decreto editoria.
  • 17 luglio 2012 - Il Senato approva (con 274 sì, 14 no e 5 astenuti) il decreto sicurezza.
  • 25 luglio 2012 - La Camera accorda al governo (con 475 sì, 80 no e 9 astenuti) la fiducia sull'approvazione del decreto crescita. Subito dopo il decreto è approvato con 382 sì, 68 no e 4 astenuti.
  • 31 luglio 2012 - La Camera approva in via definitiva (con 432 sì, 17 no e 9 astenuti) il decreto semplificazioni. Il Senato approva (con 217 sì, 40 no e 4 astenuti) il decreto spesa pubblica, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.

Agosto[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 agosto 2012 - Il Senato approva in via definitiva (con 216 sì, 33 no e 4 astenuti) il decreto crescita, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. Il Consiglio dei Ministri vara il decreto Salva-Ilva.
  • 7 agosto 2012 - La Camera accorda al governo (con 403 sì, 86 no e 17 astenuti) la fiducia sull'approvazione del decreto spesa pubblica. Subito dopo il decreto è approvato con 371 sì, 86 no e 22 astenuti)

Settembre[modifica | modifica wikitesto]

  • 13 settembre 2012 - Il Senato approva in via definitiva (con 223 sì e 0 no) il ddl Palumbo sul trapianto di organi tra i vivi.
  • 18 settembre 2012 - La Camera approva (con 430 sì, 49 no e 7 astenuti) il decreto Salva-Ilva.
  • 19 settembre 2012 - La Camera approva (con 342 sì, 54 no e 3 astenuti) il Rendiconto Generale del Bilancio dello Stato.
  • 20 settembre 2012 - La Camera approva (con 373 sì, 59 no e 2 astenuti) la Legge di assestamento del Bilancio.
  • 27 settembre 2012 - La Camera approva (con 332 sì, 1 no e 3 astenuti) la riforma dei regolamenti condominiali.

Ottobre[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 ottobre 2012 - Il Senato approva in via definitiva (con 247 sì, 20 no e 2 astenuti) il decreto Salva-Ilva.
  • 4 ottobre 2012 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese ("decreto sviluppo")
  • 9 ottobre 2012 - Il Senato approva in via definitiva (con 232 sì, 29 no e 1 astenuto) il Rendiconto Generale del Bilancio dello Stato. Viene inoltre approvata in via definitiva (con 234 sì e 29 no) la Legge di assestamento del Bilancio. Il Consiglio dei Ministri vara il decreto enti locali.
  • 10 ottobre 2012 - Il Senato approva (con 148 sì, 60 no e 30 astenuti) il ddlAmici, sulla parità di genere nei Consigli Regionali.
  • 17 ottobre 2012 - Il Senato accorda al governo (con 228 sì, 33 no e 2 astenuti) la fiducia sull'approvazione del ddl anticorruzione. Subito dopo il ddl è approvato con 256 sì, 7 no e 4 astenuti.
  • 30 ottobre 2012 - La Camera accorda al governo (con 460 sì, 76 no e 13 astenuti) la fiducia sull'approvazione del ddl anticorruzione.
  • 31 ottobre 2012 - La Camera approva in via definitiva (con 480 sì, 19 no e 25 astenuti) il ddl anticorruzione.
  • 31 ottobre 2012 - Viene approvato un decreto legge volto a riordinare l'assetto territoriale dello Stato, in particolar modo coinvolgendo le province, che vengono ridotte da 86 a 51 e mutate in ente di secondo livello[57] e le Città metropolitane, che vengono finalmente istituite, a più di dieci anni dalla loro introduzione in Costituzione.[58] La riforma sarà in vigore a decorrere dal 1º gennaio 2014,[59] anche se numerosi ricorsi presso la giustizia amministrativa sono stati presentati da diverse Regioni.

Novembre[modifica | modifica wikitesto]

  • 8 novembre 2012 - La Camera accorda al governo (con 424 sì, 78 no e 16 astenuti) la fiducia sull'approvazione del decreto enti locali.
  • 13 novembre 2012 - La Camera approva (con 386 sì, 5 no e 75 astenuti) il decreto enti locali. Viene inoltre approvato in via definitiva (con 349 sì, 25 no e 66 astenuti) il ddl Amici, sulla parità di genere nei Consigli Regionali.
  • 20 novembre 2012 - Il governo pone alla Camera tre questioni di fiducia sugli altrettanti articoli della Legge di Stabilità 2012. Viene approvata in via definitiva la riforma dei regolamenti condominiali.
  • 21 novembre 2012 - La Camera approva tutte e tre le questioni di fiducia sulla Legge di Stabilità 2013. La prima è approvata con 426 sì, 88 no e 21 astenuti; la seconda con 433 sì, 85 no e 18 astenuti; la terza con 395 sì, 75 no e 10 astenuti.
  • 22 novembre 2012 - La Camera approva (con 372 sì, 73 no e 16 astenuti) la Legge di Stabilità 2013.
  • 26 novembre 2012 - La Camera approva (con 392 sì, 1 no e 9 astenuti) la Legge di Bilancio.

Dicembre[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 dicembre 2012 - Il Senato approva (con 194 sì, 58 no e 4 astenuti) il decreto enti locali, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 6 dicembre 2012 - Il PdL passa all'opposizione e annuncia la sua astensione sui provvedimenti del governo alla Camera e la non partecipazione al voto su quelli al Senato (questo perché al Senato l'astensione vale come voto contrario). Il Senato approva (con 127 sì, 17 no e 23 astenuti) il decreto sviluppo su cui il governo ha posto la questione di fiducia. La Camera accorda al governo (con 281 sì, 77 no e 140 astenuti) la fiducia sull'approvazione del decreto enti locali.
  • 7 dicembre 2012 - La Camera approva in via definitiva (con 268 sì, 1 no e 153 astenuti) il decreto enti locali.
  • 8 dicembre 2012 - In serata, dopo un colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quest'ultimo annuncia in un comunicato che il presidente del Consiglio (privo ormai di una maggioranza) rimetterà il mandato al Capo dello Stato dopo l'approvazione della Legge di Stabilità 2013.[60]
  • 13 dicembre 2012 - La Camera approva in via definitiva (con 261 sì, 55 no e 131 astenuti) il decreto sviluppo.
  • 20 dicembre 2012 - Il Senato approva (con 199 sì, 55 no e 10 astenuti) la Legge di Stabilità 2013, sulla cui approvazione il governo ha posto la questione di fiducia. In seguito alla promessa di Monti di dimettersi dopo l'approvazione della Legge di Stabilità, il PdL torna a votare la fiducia al governo, rientrando nella maggioranza. Subito dopo è approvato (con 206 sì, 25 no e 7 astenuti) la Legge di Bilancio.
  • 21 dicembre 2012 - La Camera approva (con 373 sì, 67 no e 15 astenuti) un maxi-emendamento alla Legge di Stabilità interamente sostitutivo del testo della legge stessa, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. Nel tardo pomeriggio la Camera approva in via definitiva (con 309 sì, 55 no e 5 astenuti) la Legge di Stabilità 2013, che diventa legge. Viene inoltre approvata in via definitiva (con 307 sì, 59 no e 4 astenuti) la Legge di Bilancio. Subito dopo Monti rassegna le dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio. Il Governo rimarrà comunque in carica per gli affari correnti fino all'insediamento delle nuove Camere e la nascita del nuovo Governo.
  • 22 dicembre 2012 - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano decreta lo scioglimento delle Camere.

2013[modifica | modifica wikitesto]

Marzo[modifica | modifica wikitesto]

  • 26 marzo 2013 - Il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata rassegna le dimissioni dal governo, dichiarando di essere stato in disaccordo con le scelte dell'esecutivo nella gestione della crisi diplomatica con l'India.[61] La sua decisione è stata criticata da Mario Monti secondo cui l'obiettivo perseguito da Terzi sarebbe stato invece quello più esterno di conseguire "altri risultati".[34] La guida del dicastero è stata assunta ad interim dallo stesso Monti.[34][62]

Aprile[modifica | modifica wikitesto]

  • 28 aprile 2013 - Dopo la formazione, la presentazione e il giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica del nuovo esecutivo guidato da Enrico Letta, termina ufficialmente il Governo Monti con la tradizionale cerimonia del passaggio di consegne a Palazzo Chigi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge stabilità, sì del Senato alla fiducia. Grillo attacca: scritta da pazzi in libertà
  2. ^ Massimo Falcioni, Monti, premier "tecnico", debutta al Senato con un forte discorso "politico", Polisblog, 17 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  3. ^ Il Presidente Napolitano ha nominato Senatore a vita il prof. Mario Monti, Presidenza della Repubblica Italiana, 9 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  4. ^ (EN) Regional Advisory Group: Europe, Fondo Monetario Internazionale. URL consultato il 18 novembre 2011.
  5. ^ Barbara Spinelli, La scommessa di un tecnico in la Repubblica, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  6. ^ Mario Monti, Europe’s taxman-in-chief, The Economist, 12 novembre 1998.
  7. ^ Manuale di diritto pubblico, R. Bin. - G. Pitruzzella
  8. ^ (EN) Technocrats and democracy: Have PhD, will govern in The Economist, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  9. ^ (EN) Rachel Donadio, Elisabetta Povoledo, Facing Crisis, Technocrats Take Charge in Italy in The New York Times, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  10. ^ (EN) Alessandra Galloni, Stephen Fidler, As Nations Bet on Technocrats, Odds Look Stiff in The Wall Street Journal, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  11. ^ (EN) Monti unveils technocratic cabinet for Italy in BBC News, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  12. ^ (EN) John Hooper, Mario Monti appoints technocrats to steer Italy out of economic crisis in The Guardian, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  13. ^ Ici, pensioni, lavoro: Monti chiede "rigore, crescita e equità" in Rai News, 17 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  14. ^ Monti: interventi su lavoro, fisco e Ici in Il Tempo, 17 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  15. ^ Fiducia al governo, 281 i sì al Senato. Monti: "Interventi su Ici, pensioni e giovani" in TGcom, 17 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  16. ^ a b Monti: fiducia in Senato con 281 sì. "Non siamo i poteri forti. Divisi falliremo" in Corriere della Sera, 17 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  17. ^ a b Monti, fiducia record alla Camera; il nuovo premier tra rigore e ironia in la Repubblica, 18 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  18. ^ a b Composizione al novembre 2011
  19. ^ a b Non iscritti ad alcuna componente del Gruppo Misto
  20. ^ I Ministri, i Vice Ministri e i Sottosegretari del Governo Monti, Governo della Repubblica Italiana. URL consultato il 18 novembre 2011.
  21. ^ Ecco la squadra di Mario Monti. Nessun politico, sette prof e tre donne in Corriere della Sera, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  22. ^ (EN) Chairman of the Military Committee: Admiral Giampaolo Di Paola, Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord. URL consultato il 18 novembre 2011.
  23. ^ (EN) Chairman of the Military Committee farewells NATO, Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord, 18 novembre 2011. URL consultato il 28 novembre 2011.
  24. ^ Ecco la squadra di Mario Monti: nessun politico, solo tecnici per il rilancio nazionale in il Fatto Quotidiano, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  25. ^ Di Paola, l'ammiraglio ministro che dovrà cambiare la difesa italiana, Il Sole 24 ORE. URL consultato il 24 novembre 2011.
  26. ^ Governo: per la seconda volta un militare a ministro della difesa in AGI, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  27. ^ Alberto Chiara, Difesa, un ministro con le stellette in Famiglia Cristiana, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  28. ^ La missione dell'ammiraglio Di Paola: ministro della Difesa in Sky TG 24, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  29. ^ È un caso del tutto eccezionale invece la presidenza del consiglio affidata ad un militare, fatto che avvenne solo nel 1943 - alla caduta di Benito Mussolini - con la nomina del generale Pietro Badoglio.
  30. ^ Paola Severino, la prima donna ministro della Giustizia in l'Unità, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  31. ^ Anna Maria Cancellieri è il nuovo ministro dell'Interno in Il Sole 24 ORE, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  32. ^ Passera super-ministro: sviluppo sostenibile e posti di lavoro in Il Tempo, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011..
  33. ^ È la prima volta nella Repubblica che due nobili esercitano contemporaneamente la carica di ministro[senza fonte]; singolarmente ci sono invece vari precedenti, fra cui Carlo Ripa di Meana, Ministro dell'ambiente del Governo Amato I, ed Oscar Luigi Scalfaro, ministro e sottosegretario in diversi governi.
  34. ^ a b c d e [Camera di deputati della Repubblica Italiana - XVII Legislatura - Resoconto stenografico dell'Assemblea - Seduta n. 5 di mercoledì 27 marzo 2013.
  35. ^ Il presidente Napolitano ha ricevuto il presidente del Consiglio dei ministri, Berlusconi, Presidenza della Repubblica Italiana, 8 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  36. ^ L'Italia spaventa i mercati: attacco ai Btp, spread schizza a 575, la Borsa crolla in Il Messaggero, 9 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  37. ^ Napolitano nomina Monti senatore a vita in Corriere della Sera, 9 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  38. ^ Dopo il Senato, anche la Camera approva i decreti di bilancio e stabilità in la Repubblica, 12 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  39. ^ Alessia Manfredi, Silvio Berlusconi si è dimesso, la piazza in festa grida 'Buffone' in la Repubblica, 12 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  40. ^ Celestina Dominelli, Schifani a colloquio con Napolitano, iniziano le consultazioni al Quirinale in Il Sole 24 ORE, 13 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  41. ^ Sergio Rame, Monti accetta l'incarico con riserva. Il Colle frena sul voto: non è il momento in Il Giornale, 13 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  42. ^ Monti: «Un governo fino al 2013. Indispensabile l'appoggio dei partiti» in Corriere della Sera, 14 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  43. ^ Per Monti un governo senza politici: "Forti anche così, ora avanti di corsa". Passera super-ministro, tre le donne in La Stampa, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  44. ^ Monti e i ministri giurano al Quirinale. Ora il primo esame in Parlamento in la Repubblica, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  45. ^ Sostegno all'Italia di Merkel e Sarkozy. Ma il vertice lascia insoluta la crisi dell'euro in Corriere della Sera, 24 novembre 2011. URL consultato il 28 novembre 2011.
  46. ^ Governo / Gnudi ministro Regioni,a Giarda anche Programma Governo in l'Unità, 25 novembre 2011. URL consultato il 28 novembre 2011.
  47. ^ Governo, pronta la lista dei sottosegretari. Patroni Griffi ministro Funzione Pubblica in Corriere della Sera, 28 novembre 2011. URL consultato il 28 novembre 2011.
  48. ^ Monti: "Nessuno conflitto di interessi. La mia squadra è forte e snella" in la Repubblica, 29 novembre 2011. URL consultato il 29 novembre 2011.
  49. ^ Vacanze gratis, Malinconico si è dimesso, repubblica.it, 10 gennaio 2012. URL consultato il 10 gennaio 2012.
  50. ^ Giustizia, sì mozione PdL-Pd-Terzo Polo
  51. ^ Mozione unitaria PdL-Pd-Terzo Polo
  52. ^ Che cosa vuol dire “salvo intese”?
  53. ^ Monti accetta modifica articolo 18: torna il reintegro
  54. ^ Rai, le scelte di Monti, il Sole 24 ore. URL consultato il 15 giugno 2012.
  55. ^ Fornero, mozione di fiducia respinta, ma pesano le assenze del Pdl in la Repubblica, 4 luglio 2012. URL consultato l'11 luglio 2012.
  56. ^ Economia, Grilli nominato ministro: giuramento al Quirinale in Governo.it, 11/07/2012. URL consultato l'11/07/2012.
  57. ^ Sì al riordino: Province ridotte a 51, corriere.it. URL consultato il 19 novembre 2012.
  58. ^ Province, il Governo approva la riforma: gli enti diventano 51 (35 in meno). Abolite le giunte. Via dal 2014, ilsole24ore.com. URL consultato il 19 novembre 2012.
  59. ^ DECRETO-LEGGE: Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane
  60. ^ Il presidente del Consiglio intende rassegnare le dimissioni, Presidenza della Repubblica Italiana, 8 dicembre 2012. URL consultato l'8 dicembre 2012.
  61. ^ Marò, Terzi si dimette e litiga in aula con il collega Di Paola
  62. ^ Il Presidente Napolitano affida a Monti l'interim degli Affari Esteri

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