Governo Andreotti IV

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Governo Andreotti IV
Giulio Andreotti, ca 1979.jpg
StatoItalia Italia
Presidente del ConsiglioGiulio Andreotti
(DC)
CoalizioneDC
con l'appoggio esterno del PCI
LegislaturaVII Legislatura
Giuramento13 marzo 1978
Dimissioni31 gennaio 1979
Governo successivoAndreotti V
21 marzo 1979
Left arrow.svg Andreotti III Andreotti V Right arrow.svg

Il Governo Andreotti IV è stato il trentaquattresimo esecutivo della Repubblica Italiana, il secondo della VII legislatura.

Rimase in carica dal 13 marzo 1978[1][2] al 21 marzo 1979[3], per un totale di 373 giorni, ovvero 1 anno e 8 giorni.

Il governo ottenne la fiducia il 16 marzo 1978 alla Camera dei Deputati con 545 voti favorevoli, 30 contrari e 3 astenuti[4], e al Senato con 267 voti favorevoli e 5 contrari[5].

Il governo diede le dimissioni il 31 gennaio 1979[6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Caso Moro.

Nonostante lo scioglimento della riserva da parte di Andreotti ed il suo giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica Giovanni Leone, la nascita del governo (condizionata dal voto di fiducia) fu incerta fino alla notte prima della sua presentazione in Parlamento, in programma per il 16 marzo.[7] Era previsto che il governo fosse sostenuto da una maggioranza DC-PCI: i ministri sarebbero appartenuti tutti alla DC mentre il PCI avrebbe fornito il proprio appoggio esterno, votando la fiducia senza entrare a far parte del governo.

La mattina del 16 marzo venne però reso noto che le Brigate Rosse avevano appena sequestrato Aldo Moro, presidente della DC, uccidendo gli uomini della sua scorta: alla luce della notizia e del clima di emergenza, il governo incassò un'ampia e rapida fiducia.[8] L'esecutivo nacque quindi con l'obiettivo dichiarato di salvare Moro, ma senza successo: il politico DC fu assassinato il 9 maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia.

Il clima del Paese fece sì che, nonostante quasi nessuna delle sue richieste fosse stata accolta, il PCI continuasse a votare per quasi un anno la fiducia incondizionata all'esecutivo: quando però i comunisti avanzarono la richiesta di entrare nella compagine governativa con propri ministri e Andreotti si rifiutò, il PCI passò all'opposizione e di conseguenza il governo cadde.

Compagine di governo[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei deputati Seggi
Democrazia Cristiana
Partito Comunista Italiano
Partito Socialista Italiano
Partito Socialdemocratico Italiano
Partito Repubblicano Italiano
Südtiroler Volkspartei
Totale Maggioranza
262
229
57
15
14
3
580
Movimento Sociale Italiano
Democrazia Proletaria
Partito Liberale Italiano
Partito Radicale
Totale Opposizione
35
6
5
4
50
Totale 630
Senato della Repubblica Seggi
Democrazia Cristiana
Partito Comunista Italiano
Partito Socialista Italiano
Partito Socialdemocratico Italiano
Partito Repubblicano Italiano
Südtiroler Volkspartei
Union Valdôtaine
Totale Maggioranza
135
116
30
7
7
2
1
298
Movimento Sociale Italiano
Partito Liberale Italiano
Totale Opposizione
15
2
17
Totale 315

Appartenenza politica[modifica | modifica wikitesto]

Provenienza geografica[modifica | modifica wikitesto]

Regione Presidente Ministri Sottosegretari Totale
  Lazio 1 2 7 10
  Lombardia - 7 3 10
  Veneto - 2 5 7
  Campania - 4 2 6
  Sicilia - 1 5 6
  Puglia - - 5 5
  Emilia-Romagna - 1 2 3
  Marche - 1 2 3
  Piemonte - - 3 3
  Sardegna - - 3 3
  Umbria - - 3 3
  Liguria - 1 1 2
  Friuli-Venezia Giulia - - 2 2
  Toscana - - 2 2
  Basilicata - 1 - 1
  Abruzzo - 1 1
  Calabria - - 1 1
  Trentino-Alto Adige - - 1 1

Composizione del governo[modifica | modifica wikitesto]

Presidenza del Consiglio dei ministri
Carica Titolare Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio
Presidente del Consiglio dei ministri Giulio Andreotti, ca 1979.jpg Giulio Andreotti (DC)
Ministri senza portafoglio
Interventi straordinari nel Mezzogiorno Ciriaco De Mita (VI).jpg Ciriaco De Mita (DC)
Ministero Ministri Sottosegretari di Stato
Affari esteri Arnaldo Forlani 1972.jpg Arnaldo Forlani (DC)
Interno Francesco Cossiga 1979.jpg Francesco Cossiga (DC)
(fino all'11/05/1978)
Giulio Andreotti, ca 1979.jpg Giulio Andreotti (DC)
ad interim
(dall'11/05/1978 al 13/06/1978)
Virginio Rognoni daticamera.jpg Virginio Rognoni (DC)
(fino al 13/06/1978)
Grazia e giustizia Francesco Paolo Bonifacio.jpg Francesco Paolo Bonifacio (DC)
Bilancio e programmazione economica Tommaso Morlino.jpg Tommaso Morlino (DC)[10]
Finanze Franco Maria Malfatti crop.jpg Franco Maria Malfatti (DC)
Tesoro Filippo Maria Pandolfi.jpg Filippo Maria Pandolfi  (DC)
Difesa Attilio Ruffini.jpg Attilio Ruffini (DC)
Pubblica istruzione Mario Pedini.jpg Mario Pedini (DC)
Lavori pubblici Gaetano Stammati VIII Legislatura.jpg Gaetano Stammati (DC)
Agricoltura e foreste Giovanni Marcora.jpg Giovanni Marcora (DC)
Trasporti Vittorino Colombo.jpg Vittorino Colombo (DC)
Poste e telecomunicazioni Antonio Gullotti.jpg Antonino Pietro Gullotti (DC)
Industria, commercio e artigianato Carlo Donat Cattin.jpg Carlo Donat-Cattin (DC)
(fino al 25/11/1978)
Romano Prodi 1978.jpg Romano Prodi (DC)
(dal 25/11/1978)
Sanità Tina Anselmi.jpg Tina Anselmi (DC) carica non assegnata
Commercio con l'estero Rinaldo Ossola.jpg Rinaldo Ossola (DC)
Marina mercantile Vittorino Colombo.jpg Vittorino Colombo (DC)
ad interim
Partecipazioni statali Antonio Bisaglia.jpg Antonio Bisaglia (DC)
Lavoro e previdenza sociale Vincenzo Scotti.jpg Vincenzo Scotti (DC)
Beni culturali e ambiente Dario Antoniozzi daticamera.jpg Dario Antoniozzi (DC)[11]
Turismo e spettacolo Pastorino VI.jpg Carlo Pastorino (DC)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lamberto Furno, Polemiche sui ministri Ma dov'è l'emergenza?, su archiviolastampa.it, 14 marzo 1978.
  2. ^ Luigi Bianchi, Prima scadenza elettorale dopo la soluzione della crisi, in "Corriere della sera", 14 marzo 1978, pagina 2
  3. ^ Luca Giurato, Presentata la lista dei ministri Esclusi a sorpresa Ossola e Prodi, su archiviolastampa.it, 21 marzo 1979.
  4. ^ Camera dei Deputati, 257. Seduta di giovedì 16 marzo 1978, p. 14552.
  5. ^ Senato della Repubblica, 231ª seduta pubblica, p. 10239.
  6. ^ Alberto Rapisarda, Andreotti si dimette oggi ma senza voto di sfiducia, su archiviolastampa.it, 31 gennaio 1979, p. 1.
  7. ^ "A mezzanotte del 15 marzo 1978 Moro manderà Tullio Ancora da Luciano Barca per persuadere Berlinguer a non criticare la lista dei ministri faticosamente preparata coi gruppi parlamentari": Francesco Barbagallo, Enrico Berlinguer, il compromesso storico e l'alternativa democratica, Studi Storici, Anno 45, No. 4 (Oct. - Dec., 2004), p. 947.
  8. ^ Giacomo Delledonne, I Presidenti Leone e Pertini di fronte alla Costituzione e alla crisi del Governo Andreotti IV: fra sequestro Moro, apogeo della solidarietà nazionale ed evoluzione del ruolo presidenziale, su federalismi.it.
  9. ^ Italiani all'Estero
  10. ^ Con incarico per le regioni
  11. ^ Con delega alla ricerca scientifica

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]