Governo Andreotti IV

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Governo Andreotti IV
Giulio andreotti.jpg
StatoItalia Italia
Presidente del ConsiglioGiulio Andreotti
(DC)
CoalizioneDC
con l'appoggio esterno del PCI
LegislaturaVII Legislatura
Giuramento13 marzo 1978
Dimissioni31 gennaio 1979
Governo successivoAndreotti V
21 marzo 1979
Left arrow.svg Andreotti III Andreotti V Right arrow.svg

Il Governo Andreotti IV fu il trentaquattresimo Governo della Repubblica Italiana, il secondo della VII legislatura.

Rimase in carica dal 13 marzo 1978[1][2] al 21 marzo 1979[3], per un totale di 373 giorni, ovvero 1 anno e 8 giorni.

Il governo ottenne la fiducia il 16 marzo 1978 alla Camera dei Deputati con 545 voti favorevoli, 30 contrari e 3 astenuti[4], e al Senato con 267 voti favorevoli e 5 contrari[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante lo scioglimento della riserva da parte di Andreotti ed il suo giuramento nelle mani del presidente Leone, la vitalità del governo fu incerta fino alla notte prima[6] della sua presentazione in Parlamento. L'ampia e soprattutto rapida fiducia data al governo era frutto anche del clima di emergenza in cui si trovò Montecitorio alla notizia che, un'ora prima dell'apertura della seduta, le Brigate Rosse avevano rapito il Presidente della DC Aldo Moro e ucciso gli uomini della sua scorta. Anche Moro verrà poi assassinato il 9 maggio 1978[7].

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei deputati Seggi
Democrazia Cristiana
Partito Comunista Italiano
Partito Socialista Italiano
Partito Socialdemocratico Italiano
Partito Repubblicano Italiano
Südtiroler Volkspartei
Totale Maggioranza
262
229
57
15
14
3
580
Movimento Sociale Italiano
Democrazia Proletaria
Partito Liberale Italiano
Partito Radicale
Totale Opposizione
35
6
5
4
50
Totale 630
Senato della Repubblica Seggi
Democrazia Cristiana
Partito Comunista Italiano
Partito Socialista Italiano
Partito Socialdemocratico Italiano
Partito Repubblicano Italiano
Südtiroler Volkspartei
Union Valdôtaine
Totale Maggioranza
135
116
30
7
7
2
1
298
Movimento Sociale Italiano
Partito Liberale Italiano
Totale Opposizione
15
2
17
Totale 315

Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Giulio Andreotti

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Franco Evangelisti
Piergiorgio Bressani, con delega per i problemi della stampa
Michele Zolla (dal 30/11/1978)
Giovanni Del Rio, con delega ai problemi della Pubblica amministrazione (fino al 30/11/1978)[8].

Ministeri senza portafoglio[modifica | modifica wikitesto]

Interventi straordinari nel Mezzogiorno Ciriaco De Mita

Ministeri[modifica | modifica wikitesto]

Affari esteri[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Arnaldo Forlani
Sottosegretari Franco Foschi (Italiani all'Estero), Luciano Radi, Angelo Maria Sanza

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Francesco Cossiga fino all'11/05/1978
Giulio Andreotti ad interim fino al 13/06/1978
Virginio Rognoni dal 13/06/1978
Sottosegretari Clelio Darida, Nicola Lettieri

Grazia e Giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Francesco Paolo Bonifacio
Sottosegretari Renato Dell'Andro, Edoardo Speranza

Bilancio e Programmazione Economica[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Tommaso Morlino (con l'incarico per le regioni)
Sottosegretari Lucio Gustavo Abis

Finanze[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Franco Maria Malfatti
Sottosegretari Giuseppe Azzaro, Enzo Erminero, Rodolfo Tambroni Armaroli

Tesoro[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Filippo Maria Pandolfi
Sottosegretari Gianuario Carta, Renato Corà, Antonio Mario Mazzarrino, Eugenio Tarabini, Vincenzo Mancini (dal 30/11/1978)

Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Attilio Ruffini
Sottosegretari Giuseppe Caroli, Francesco Vittorio Mazzola, Amerigo Petrucci

Pubblica Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Mario Pedini
Sottosegretari Baldassare Armato, Franca Falcucci, Alberto Spigaroli

Lavori Pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Gaetano Stammati
Sottosegretari Giovanni Angelo Fontana, Pietro Padula

Agricoltura e Foreste[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giovanni Marcora
Sottosegretari Gino Cacchioli, Giuseppe Zurlo

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Vittorino Colombo
Sottosegretari Achille Accili, Costante Degan

Poste e Telecomunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Antonino Pietro Gullotti
Sottosegretari Giuseppe Antonio Dal Maso, Elio Tiriolo

Industria, Commercio e Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Carlo Donat-Cattin fino al 25/11/1978
Romano Prodi dal 25/11/1978
Sottosegretari Gianfranco Aliverti, Carlo Baldi, Giuseppe Sinesio

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Tina Anselmi

Commercio con l'Estero[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Rinaldo Ossola
Sottosegretari Guido Bernardi

Marina Mercantile[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Vittorino Colombo, ad interim
Sottosegretari Vito Rosa

Partecipazioni Statali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Antonio Bisaglia
Sottosegretari Paolo Barbi, Francesco Rebecchini

Lavoro e Previdenza Sociale[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Vincenzo Scotti
Sottosegretari Adolfo Nino Cristofori, Enea Piccinelli, Calogero Pumilia

Beni Culturali e Ambientali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Dario Antoniozzi (delega Ricerca scientifica)
Sottosegretari Giorgio Postal, Giorgio Spitella

Turismo e Spettacolo[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Carlo Pastorino
Sottosegretari Marcello Sgarlata

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lamberto Furno, Polemiche sui ministri. Ma dov'è l'emergenza?, in "La Stampa", 13 marzo 1978, p. 1.
  2. ^ Luigi Bianchi, Prima scadenza elettorale dopo la soluzione della crisi, in "Corriere della sera", 14 marzo 1978, pagina 2
  3. ^ Luca Giurato, Andreotti: i tecnici servono per scolorire un monocolore, in "La Stampa", 22 marzo 1979, p. 1.
  4. ^ Camera dei Deputati, 257. Seduta di giovedì 16 marzo 1978, p. 14552.
  5. ^ Senato della Repubblica, 231ª seduta pubblica, p. 10239.
  6. ^ "A mezzanotte del 15 marzo 1978 Moro manderà Tullio Ancora da Luciano Barca per persuadere Berlinguer a non criticare la lista dei ministri faticosamente preparata coi gruppi parlamentari": Francesco Barbagallo, Enrico Berlinguer, il compromesso storico e l'alternativa democratica, Studi Storici, Anno 45, No. 4 (Oct. - Dec., 2004), p. 947.
  7. ^ G. Delledonne, studio sulla formazione e sulla crisi del IV Governo Andreotti, in federalismi.it
  8. ^ IV Governo Andreotti (11.03.1978 - 20.03.1979), governo.it. URL consultato il 29 marzo 2014.

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