Radio Città Futura

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Radio Città Futura
Data di lancio 1977
Editore Giulio Savelli e Renzo Rossellini (1977-1979), Coop. Radio Città Futura (dal 1979)
Sito web http://www.radiocittafutura.it/
Diffusione
Terrestre
Analogico FM
Digitale DAB
Satellitare
Digitale Hotbird 13 est (12111 MHz)
Streaming web
Internet In formato RealAudio


Radio Città Futura è un'emittente radiofonica fondata a Roma nel 1975.

Trasmette 24 ore, in diretta, a Roma e provincia sulla frequenza Fm 97.7 con una programmazione orientata all'informazione locale, nazionale ed internazionale. Momenti della sua programmazione sono riproposti in etere da diverse emittenti radiofoniche di altre regioni italiane. Sul suo sito web è presente lo streaming audio/video; è ricevibile anche via satellite sul bouquet Sky al canale 700.

Nata come Radio di movimento facente capo alle formazioni del Partito di Unità Proletaria e di Avanguardia operaia è oggi vicina al Partito Democratico, Radio Città Futura, ai sensi dell'art. 4 della legge n. 250 del 7 agosto 1990, è organo del movimento politico Roma Idee. Nel 2008 ha percepito dal Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri un contributo di 2.113.139,80 euro (2,2 milioni nel 2007, 1,81 milioni nel 2006, 1,71 milioni nel 2005). Assieme a Radio Padania, Radio Radicale, Ecoradio, Veneto Uno, Radio Galileo e Radio Onda Verde, RCF è una delle sette radio italiane che fanno direttamente riferimento a un partito o a un movimento politico. Secondo un articolo apparso sul Corriere della Sera in sei anni Radio Città Futura avrebbe incassato dallo Stato oltre 10 milioni di euro[1]

Storia della radio[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in fase sperimentale nel 1975[2]durante la prima ondata delle radio libere, ma iniziò le trasmissioni regolari il 15 marzo 1976 dalla sede di via Buonarroti n.47, vicino Piazza Vittorio Emanuele[2], con una programmazione giornaliera di 16 ore[2]; ai microfoni al tempo si alternavano Ernesto Bassignano, Marcello Berengo Gardin e Sergio Spada[2].

Inizialmente fu finanziata dall'editore Giulio Savelli e da Renzo Rossellini; assieme ai due, parteciparono al lancio della nuova radio il Partito di Unità Proletaria (PdUP) e Avanguardia Operaia, mentre Sandro Provvisionato si occupava della direzione; ben presto (gennaio 1977), Savelli uscì dal progetto editoriale, seguito pochi mesi dopo dai redattori del PdUP, per dissensi di natura ideologica.

Radio Città Futura, alla stregua di Radio Alice a Bologna, si contraddistinse per le dirette radio di tutti i cortei e le manifestazioni del Movimento del '77 a Roma, raggiungendo picchi di ascolto impressionanti. Il 12 novembre 1977 l'emittente venne chiusa per "motivi di ordine pubblico" assieme a Radio Onda Rossa. Il provvedimento, però, fu presto ritirato.

Radio Città Futura fu coinvolta nelle indagini sul Caso Moro per una presunta rivelazione anticipata dell'Agguato di via Fani: infatti, mentre secondo le ricostruzioni investigative, il rapimento dell'allora Presidente della Democrazia Cristiana fu effettuato dalle Brigate Rosse alle ore 9:00, alcune testimonianze asseriscono che circa mezz'ora prima[3], dai microfoni dell'emittente, sarebbe stata data notizia dell'accaduto; annunciatore dell'evento lo stesso fondatore Renzo Rossellini. Alla fine degli anni ottanta, in un'intervista per il programma di Raiuno La notte della Repubblica[4], quest'ultimo dichiarò che il suo coinvolgimento nelle indagini sulle note vicende era stato determinato da un fraintendimento di fondo, sorto dalla testimonianza di una domestica dell'allora senatore Vittorio Cervone (DC)[4]. Secondo tale ricostruzione, la donna infatti aveva inizialmente dichiarato al suo datore di lavoro, di aver appreso del rapimento dello statista democristiano, ancor prima che avvenisse realmente, ascoltando la radio; secondo Rossellini in realtà si trattava molto probabilmente solo della divulgazione da parte sua di un'analisi politica, che ipotizzasse un'assai prevedibile azione brigatista[4], come reazione all'imminente insediamento del nuovo governo[4]: nelle ore successive, sull'onda emotiva suscitata dal tragico evento, la domestica avrebbe potuto erroneamente associare tale ipotetica previsione al rapimento del fautore del Compromesso storico[4]. Inoltre in tale occasione, l'ex fondatore di Radio Città Futura aggiunse che, come risultò successivamente in sede processuale, nel periodo del Sequestro Moro, il Ministero dell'Interno non aveva cessato di registrare quotidianamente le trasmissioni di numerose emittenti del Movimento, tra le quali ovviamente la sua[4]; però al momento della presentazione in tribunale delle bobine incise il 16 marzo 1978, inspiegabilmente quest'ultime risultavano monche, a partire da circa i dieci minuti precedenti la Strage di via Fani[4].

Il 9 gennaio 1979 un commando dei NAR guidato da Giusva Fioravanti irruppe negli studi della radio durante la registrazione della trasmissione femminista Radio Donna, dando fuoco ai locali e sparando alle conduttrici. Cinque di esse furono gravemente ferite[5].

La radio oggi[modifica | modifica wikitesto]

Radio Città Futura trasmette in Italia a trasmettere BBC World Service in inglese: alle 22.00 con Newshour e dalle 3.00 alle 6.00 con le news della notte.

Giornali radio[modifica | modifica wikitesto]

Sono 12 le edizioni di giornale radio, a partire dalle 7.00. I programmi di informazione iniziano con Ora di punta, proseguono con il programma di attualità cittadina: Le Strade di Roma. Nel pomeriggio spazio ai temi della cultura e dello spettacolo con il contenitore Primo Spettacolo (dalle 16 alle 19) seguito da Edizione della Sera alle 19.00, 'talk' informativo sui principali fatti del giorno.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

I principali programmi musicali di Radio Città Futura sono:

Rick'n'Roll

Alta Fedeltà

Troppo Avanti

I Ragazzi Stanno Bene

Bufalo Bill

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La storia vera delle finte radio di partito, Corriere della Sera, 25 maggio 2012
  2. ^ a b c d dati ricavati dalla scheda di Radio Città Futura sul sito Storia Radio Tv [1].
  3. ^ pag.180 de La tela del ragno di Sergio Flamigni, Kaos edizioni, 5ª Edizione aggiornata, Milano aprile 2003 ISBN 88-7953-120-4.
  4. ^ a b c d e f g dati ricavati da Via Fani, undicesima puntata del programma televisivo La notte della Repubblica (Raiuno 1989-90).
  5. ^ Testimonianza di Rosetta Padula, una delle conduttrici, a Quotidiano Donna, gennaio 1979

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]