Radio Alice

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Radio Alice
Data di lancio 1976
Editore Cooperativa Nuova Comunicazione[1]
Motto Dare voce a chi non ha voce
Sito web radioalice.org
Diffusione
Terrestre
Analogico FM, 100.6 MHz (fino al 1977)

Radio Alice è stata un'emittente radiofonica bolognese d'intervento politico militante[2] di metà anni settanta e una delle più note radio libere italiane.

Storia della radio[modifica | modifica wikitesto]

Concepita nel 1975 durante il periodo di esplosione delle radio libere da un gruppo di amici, in parte studenti del DAMS e per lo più provenienti politicamente dall'area di Autonomia e dall'area libertaria[3], la radio iniziò a trasmettere il 9 febbraio 1976 sulla frequenza fm 100.6 MHz, utilizzando un trasmettitore militare in precedenza usato su di un carro armato statunitense, reperto della seconda guerra mondiale[3].

La sede della radio era una soffitta di due locali di via del Pratello 41[3], nel centro di Bologna ed il nome fu ispirato dalla protagonista del libro di Lewis Carroll Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, ma anche dalla figlia di Dadi Mariotti, una delle donne "fondatrici"[1].

La piccola emittente radiofonica dell'"ala creativa" del movimento volle farsi portavoce della "comunicazione liberata": di qui le decisioni di aprire il microfono a chiunque e di trasformare la radio in strumento di produzione culturale attraverso l'organizzazione di concerti e di raduni giovanili.

La chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fatti di Bologna dell'11 marzo 1977.
Le apparecchiature di Radio Alice, distrutte dopo l'irruzione della Polizia

La radio venne chiusa dalla polizia, dopo l'irruzione nella sede, avvenuta la sera del 12 marzo 1977[4], dove furono arrestati tutti coloro che in quel momento erano presenti[4] con l'accusa, poi rilevatasi infondata, di avere diretto via etere i violenti scontri all'indomani dell'uccisione dello studente Francesco Lorusso, morto durante uno scontro con un reparto di carabinieri, e gli impianti per le trasmissioni furono distrutti.

Tutti gli arrestati vennero portati in questura e successivamente trasferiti nelle carceri di San Giovanni in Monte[4], ma in seguito furono prosciolti dalle accuse mosse nei loro confronti: venne dimostrato infatti che non diressero gli scontri bensì che diedero notizie in diretta sugli stessi. L'inchiesta contro il carabiniere che aveva sparato a Lorusso ed il capitano che lo comandava si concluse con l'archiviazione del caso.

Dopo la chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Radio Alice riaprì circa un mese dopo e continuò le trasmissioni per ancora un paio d'anni, ma senza l'apporto degli originali fondatori. La frequenza della radio venne poi ceduta a Radio Radicale[1].

Alcuni dei fondatori di Radio Alice diedero vita nel 2002 ad Orfeo Tv, la prima televisione di strada bolognese.

Nei convulsi minuti che precedettero la chiusura dell'emittente, uno dei redattori invitò a contattare la redazione di Radio Città per ulteriori informazioni. Il numero che fu comunicato in diretta è ancora il numero telefonico di Radio Città, dal 2004 Radiocittà Fujiko.

Le innovazioni di Radio Alice[modifica | modifica wikitesto]

Radio Alice è spesso ricordata come la "radio degli autonomi", ma in realtà ha rappresentato un singolare e originale esperimento di comunicazione: priva di redazione e di palinsesto fisso, annunciava la rivoluzione mediatica che stava per irrompere attraverso l'uso continuo e incondizionato della diretta telefonica (mai usata con tale audacia in Italia). Nella sua breve vita le istanze politiche si mescolavano a pratiche artistiche ed esistenziali in un flusso di comunicazione privo di pubblicità, trasmissioni e organigrammi.

Tutto meritava di essere trasmesso: brandelli di libri, comunicazioni sindacali, poesie, lezioni di yoga, analisi politiche, dichiarazioni d'amore, commenti ai fatti del giorno, ricette, favole della buonanotte, liste della spesa, la musica dei Jefferson Airplane, degli Area, dei Fugs o di Beethoven. Le trasmissioni si aprivano e si chiudevano sempre col brano Lavorare con lentezza del cantautore pugliese Enzo Del Re.

I fondatori e gli animatori della radio[modifica | modifica wikitesto]

Tra i fondatori, ideatori e animatori di Radio Alice si ricordano:

  • Giancarlo Vitali detto Ambrogio, giornalista; nel 2002 darà vita a Orfeo TV, la prima televisione di strada e al network Telestreet;
  • Luciano Capelli, videomaker poi emigrato in Costa Rica dove tuttora lavora;
  • Roberto Bozzetti;
  • Stefano Saviotti, poeta, maestro di yoga e medico cinese;
  • Paolo Ricci, giornalista, musicista e poi fondatore del Trekking Yoga;
  • Giuseppe Vivolo detto Pino;
  • Matteo Guerrino;
  • Valerio e Mauro Minnella[5];
  • Claudio Molinari detto Molli;
  • Andrea Zanobetti;
  • Dadi Mariotti;
  • Franco Berardi detto Bifo;
  • Maurizio Torrealta, giornalista;
  • Filippo Scòzzari, fumettista.

Paolo Ricci e Giuseppe Vivolo sono i cantanti della canzone Ugo Bastianini. Giuseppe Vivolo era il corsaro nero nella canzone I tre corsari presentata alla quinta edizione dello Zecchino d'Oro del 1964.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Cronologia di Radio Alice, radiomarconi.com. URL consultato il 23 ottobre 2010.
  2. ^ Enciclopedia Treccani alla Voce Radiofonia
  3. ^ a b c Radio Alice: le vere armi sono la parola, la musica e la poesia, domani.arcoiris.tv. URL consultato il 23 ottobre 2010.
  4. ^ a b c La chiusura di Radio Alice, radioalice.org. URL consultato il 23 ottobre 2010.
  5. ^ Podcast 018 - Radio Alice 30 anni dopo. Con Valerio Minnella, gomma.tv. URL consultato il 23 ottobre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]