Franco Berardi

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Franco Berardi nel 1978

Franco Berardi, detto Bifo (Bologna, 2 novembre 1949), è uno scrittore, filosofo e agitatore culturale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

All'età di quattordici anni si iscrive alla FGCI, ma ne viene espulso tre anni più tardi per "frazionismo". Partecipa al movimento del '68 nella facoltà di lettere dell'Università di Bologna, ove nel '67 conosce Antonio Negri[1]. Si laurea in Estetica con Luciano Anceschi e aderisce a Potere Operaio, gruppo della sinistra extraparlamentare di cui diviene figura di spicco a livello nazionale. Nel 1970 pubblica il suo primo libro, Contro il lavoro (edito da Feltrinelli). Nel 1975 fonda la rivista A/traverso[2], un foglio che era espressione dell'ala "creativa" del movimento bolognese del 1977; nei suoi scritti definisce il centro della sua analisi, il rapporto tra movimenti sociali e tecnologie comunicative.

Nel 1976 partecipa alla fondazione dell'emittente libera Radio Alice[2] e subisce l'arresto per l'accusa di partecipazione alle Brigate Rosse, da cui viene assolto un mese dopo. Per richiederne la scarcerazione, Radio Alice organizza una festa in Piazza Maggiore, a cui partecipano oltre diecimila persone. Berardi viene scarcerato poco dopo, e diviene il leader dell'"ala creativa" della protesta studentesca bolognese del 1977. Dopo la chiusura della radio da parte della polizia, contro Berardi viene spiccato un mandato per "istigazione di odio di classe a mezzo radio", per sottrarsi all'arresto fugge da Bologna. Si rifugia a Parigi dove frequenta Félix Guattari e Michel Foucault e pubblica il libro Le Ciel est enfin tombé sur la terre (Éditions du Seuil).

Negli anni ottanta rientra brevemente in Italia e poi si trasferisce a New York dove collabora alle riviste Semiotext(e), Almanacco musica e Musica 80. Viaggia a lungo in Messico, India, Cina e Nepal. In quel periodo inizia ad occuparsi della crescita delle reti telematiche e preconizza la futura esplosione della rete quale vasto fenomeno sociale e culturale[senza fonte]. Alla fine degli anni ottanta si trasferisce in California dove pubblica alcuni saggi sul cyberpunk. Ritorna a Bologna e, in veste di protagonista, partecipa al documentario Il trasloco di Renato De Maria, prodotto dalla RAI nel 1991, incentrato sulla storia del suo appartamento. Collabora poi con varie riviste culturali fra cui Virus mutations, Cyberzone, Millepiani e varie case editrici fra cui la Castelvecchi e DeriveApprodi. Collabora, inoltre, alla stesura di testi per MediaMente, la trasmissione televisiva prodotta da RAI Educational e condotta da Carlo Massarini dedicata al mondo di Internet e delle nuove tecnologie di comunicazione[senza fonte].

Dal 1992 al 2004 collabora alla rivista DeriveApprodi insieme a Sergio Bianchi e altri. Dal 2000 al 2009 cura, con Matteo Pasquinelli, l'"ambiente di rete" Rekombinant. Nel 2002 fonda Orfeo Tv, la prima televisione di strada italiana. Nel 2005 un suo pamphlet che si scaglia contro le politiche sociali del nuovo sindaco di Bologna Sergio Cofferati viene ripreso con enfasi dalle testate giornalistiche nazionali. Lavora come insegnante presso l'istituto tecnico industriale Aldini Valeriani di Bologna[3]. Pubblica regolarmente sul quotidiano Liberazione, sulla rivista alfabeta2[4], sulla mailing-list Rekombinant e sul sito Through Europe. Collabora alla rivista canadese Adbusters.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Contro il lavoro. 1970.
  • Scrittura e movimento. Marsilio, 1974.
  • Teoria del valore e rimozione del soggetto: critica dei fondamenti teorici del riformismo. Verona, Bertani, 1977
  • (curatore). Primavera '77. Roma, Stampa Alternativa, 1977.
  • Chi ha ucciso Majakovskij. Milano, Squi/libri, 1977.
  • (con Pierre Rival, Alain Guillerme), L'ideologia francese: contro i "nouveaux philosophes". Milano, Squi/libri, 1977.
  • Finalmente il cielo è caduto sulla terra. Milano, Squi/libri, 1978.
  • La barca dell'amore s'è spezzata. Milano, SugarCo, 1978
  • Dell'innocenza: interpretazione del '77. Bologna, Agalev, 1987.
  • (con Franco Bolelli) Presagi. L'arte e l'immaginazione visionaria negli anni ottanta. Bologna, Agalev, 1988.
  • Terzo dopo guerra. Bologna, A/traverso, 1989.
  • La pantera e il rizoma. Bologna, A/traverso, 1990.
  • con Francesca Alfano Miglietti; Franco Bolelli; Valentina Agostinis; Matteo Guarnaccia; Cesare Monti; Andrea Zanobetti. Una poetica Ariosa. Milano, ProgettoArio, 1990.
  • con Marco Jacquemet; Robert Wright; Jaron Lanier; Felix Guattari; Valmerz, Più cyber che punk. Bologna, A/traverso, 1990.
  • Politiche della mutazione. Milano-Bologna, Synergon, 1991.
  • con Franco Bolelli, 60/90 dalla psichedelia alla telepatica. Milano-Bologna, Synergon, 1992.
  • (curatore) Hip Hop rap graph gangs sullo sfondo di Los Angeles che brucia. Milano-Bologna, Synergon, 1992.
  • Cancel & Più cyber che punk. Milano-Bologna, Synergon, 1992.
  • Come si cura il nazi. Castelvecchi, 1993. ISBN 978-88-86232-00-5.
  • con Franco Bolelli; Matteo Guarnaccia; Francesco Morace; Andrea Zingoni; Daniele Bolelli; Tiziana Corbella. Mitologie Felici. Milano, Mudima, 1994. ISBN 88-86072-02-3.
  • Mutazione e cyberpunk. Immaginario e tecnologia negli scenari di fine millennio. Costa & Nolan, 1994. ISBN 978-88-7648-160-4.
  • Lavoro zero. Castelvecchi, 1994.
  • Neuromagma. Lavoro cognitivo e infoproduzione. Castelvecchi, 1995. ISBN 978-88-86232-49-4.
  • Ciberfilosofia. 1995.
  • Dell'innocenza. 1977: l'anno della premonizione. Verona, Ombre Corte, 1997. ISBN 978-88-87009-03-3.
  • Exit. il nostro contributo all'estinzione della civiltà. Costa & Nolan, 1997. ISBN 978-88-7648-288-5.
  • La nefasta utopia di Potere operaio. Castelvecchi, 1998. ISBN 88-8210-057-X.
  • (curatore, con E. "Gomma" Guarneri). Alice è il diavolo. storia di una radio sovversiva, 2002. (+ CD con le registrazioni originali del 1976 e 1977), Shake edizioni.
  • La fabbrica dell'infelicità: new economy e movimento del cognitariato. Roma, DeriveApprodi, 2001. ISBN 978-88-87423-51-8.
  • Felix. Narrazione del mio incontro con il pensiero di Guattari, cartografia visionaria del tempo che viene. Luca Sossella Editore, 2001. ISBN 978-88-87995-16-9.
  • (curatore, con Veronica Bridi), 1977, l'anno in cui il futuro incominciò. Fandango Libri, 2002. ISBN 978-88-87517-26-2.
  • Un'estate all'inferno. Luca Sossella Editore, 2002. ISBN 978-88-87995-35-0.
  • (con Marco Jacquemet; Giancarlo Vitali), Telestreet. Macchina immaginativa non omologata. Baldini Castoldi Dalai, 2003. ISBN 978-88-8490-467-6.
  • Il sapiente, il mercante, il guerriero. Dal rifiuto del lavoro all'emergere del cognitariato. Roma, DeriveApprodi, 2004. ISBN 978-88-88738-32-1.
  • Da Bologna (serie A) a Bologna (serie B). 2005.
  • Skizomedia. Trent'anni di mediattivismo. Roma, DeriveApprodi, 2006. ISBN 978-88-89969-00-7.
  • Nel 2010 ha collaborato al volume collettivo Europa 2.0 Prospettive ed evoluzioni del sogno europeo, edito da ombre corte, a cura di Nicola Vallinoto e Simone Vannuccini con un saggio intitolato Un'utopia senile per l'Europa.
  • (con Carlo Formenti), L'eclissi. Dialogo precario sulla crisi della civiltà capitalistica, Manni Editori, 2011 ISBN 978-88-62663-68-7
  • La Sollevazione. Collasso europeo e prospettive del movimento. Manni Editori, 2011. ISBN 978-88-6266-401-1
  • The soul at work Semiotext(e) Los Angeles 2009
  • After the future AKPress, Oakland, 2011
  • The Uprising Semiotext(e) Los Angeles, 2012

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filmato audio Alexandra Weitz, Andreas Pichler, L'eterna rivolta, su YouTube, 2006, a 0 min 47 s. URL consultato il 06/08/2011.
  2. ^ a b Cronologia di Radio Alice, radiomarconi.com. URL consultato il 06/08/2011.
  3. ^ Bifo: "Con la Gelmini non insegno" Sospeso dall'insegnamento | Bologna la Repubblica.it
  4. ^ Cominciamo a parlare del collasso europeo, alfabeta2 n.5, dicembre 2010, pag. 5

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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