DeriveApprodi

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DeriveApprodi
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StatoItalia Italia
Fondazione1998 a Roma
Sede principaleRoma
SettoreEditoria
Sito web

DeriveApprodi è una casa editrice italiana fondata a Roma nel 1998,[1] nota per le riedizioni di classici politici e le pubblicazioni di attualità.[2]

Linea editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Pubblica saggi, romanzi e pamphlet su temi quali le tecnologie digitali, la rappresentanza politica dei movimenti sociali, gli strumenti di controllo e repressione, le sperimentazioni di forme di vita alternative, la globalizzazione. DeriveApprodi, considerata piccola[3] e politicamente di estrema sinistra,[4] ha tra gli altri pubblicato gli scritti di vari protagonisti del Movimento del '77 e/o coinvolti a vario titolo nel terrorismo rosso degli anni Settanta del Novecento come Toni Negri, Sergio Segio, Franco Piperno e Franco Berardi.[5]

Ha inoltre pubblicato i romanzi d'esordio di numerosi autori, tra cui Emidio Clementi, Wu Ming 5 e Paolo Nori con il romanzo Bassotuba non c'è, poi riedito da Einaudi,[6] e numerosi gialli di scrittori italiani[7] nella collana Voxnoir diretta da Luigi Bernardi.

È ricordata fra le prime case editrici a prestare particolare attenzione al copyleft[8] e ha pubblicato vari volumi che riportano una licenza libera Creative Commons.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La casa editrice DeriveApprodi si costituì nel 1998 attorno a una rivista dallo stesso nome,[9] ideata da Sergio Bianchi e Mauro Trotta, nata nel 1992 e chiusa nel 2005.[10] Oltre all'attività editoriale in senso stretto DeriveApprodi ha organizzato alcuni eventi di carattere culturale come il corso Io scrivo in giallo, alla cui edizione 2001 ha anche partecipato lo scrittore Carlo Lucarelli,[11] o il Festival DeriveApprodi, la cui prima edizione si è svolta a Roma nel 2016.[12]

Alcuni autori pubblicati[modifica | modifica wikitesto]

Circa 40 autori hanno pubblicato oltre tre titoli con DeriveApprodi, ne segue un elenco.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Ciccarelli, Oltre la crisi, si può fare. DeriveApprodi rilancia sull'indipendenza, in Il Manifesto, 26 novembre 2015. URL consultato l'11 luglio 2017.
  2. ^ Rapporto sui diritti globali, Ediesse, 2010. URL consultato il 12 luglio 2017.
    «Dalla casa editrice DeriveApprodi è stato pubblicato un insieme di antichi testi o di forte attualità».
  3. ^ Giulio Mozzi, Best off 2006: letteratura e industria culturale : il meglio delle riviste letterarie italiane, Minimum fax, 2006, ISBN 9788875210786.
    «Un editore come DeriveApprodi è micronicchia, non c'è più un circuito di distribuzione alternativo che poteva essere in grado di fare da calmiere, dosare i vari flussi, compensarli, riuscire a portare soldi all'editore piccolo o all'operatore militante.».
  4. ^ Marco Belpoliti, Diario dell'occhio, Le Lettere, 2008, ISBN 9788860871664. URL consultato il 12 luglio 2017.
    «DeriveApprodi è una casa editrice decisamente di sinistra, che pubblica, tra gli altri, libri di Antonio Negri e Gian-Enrico Simonetti, sul sabotaggio e il movimento zapatista».
  5. ^ L'espresso, vol. 47, L'Espresso, 2001. URL consultato l'11 luglio 2017.
  6. ^ Fernando Pellerano, DeriveApprodi raccolta felice di giovani talenti, su ricerca.repubblica.it, 7 dicembre 2003.
  7. ^ Elenco delle pubblicazioni della collana Voxnoir
  8. ^ Riccardo Bagnato, Scatta l'ora del copyleft, su vita.it, 13 novembre 2001.
  9. ^ L'Espresso, vol. 200, Editrice L'Espresso, 2000. URL consultato il 12 luglio 2017.
    «Per ora non esistono riviste ufficiali di movimento, ma periodici e case editrici che si rifanno al movimento. Rientra in questa ottica di autonomia il caso di "DeriveApprodi", una rivista su cui scrivono giovani dai centri sociali e intellettuali».
  10. ^ La collezione completa della rivista DeriveApprodi nel sito della casa editrice DeriveApprodi
  11. ^ La vendetta del Caravaggio, La Repubblica del 13 maggio 2001, vedi www.vigata.org/rassegna_stampa
  12. ^ Un laboratorio di indipendenza, articolo della redazione cultura de Il manifesto del 23 novembre 2016, vedi ilmanifesto.it
  13. ^ Ricerca nell'OPAC SBN, su opac.sbn.it.
  14. ^ Luigi Russo, Belfagor, vol. 60, Leo. S. Olschki., 2005. URL consultato il 12 luglio 2017.
    «DeriveApprodi ha iniziato da qualche anno a ripubblicare tutte le opere narrative di Balestrini».

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]